• Dottor Alfredo Borghi.

    Posso dirvi chi sono i nuovi malati di cancro: li sto mettendo nelle bare.
    Sono persone tra i trenta, i quarant'anni e i cinquant'anni.
    Persone che raramente vedevo arrivare con il cancro.
    Persone che muoiono entro 20 settimane dalla diagnosi, spesso senza nemmeno ricevere un singolo "trattamento" prima di morire, persone che non
    si presentano sintomaticamente fino allo stadio 4.
    Questo non è normale, ma lo stanno normalizzando.
    Sono tutti vaccinati contro il Covid, per la maggior parte.

    I casi di cancro nel Regno Unito hanno appena raggiunto un livello record... una diagnosi ogni 80 secondi.
    Cancer Research UK afferma che è dovuto principalmente all'invecchiamento della popolazione e all'obesità.
    Nel frattempo, i giovani si ammalano di tumori che una volta erano rari... ma certo, niente da vedere qui.
    Coincidenza o altro.

    Aggiungo Io.

    Ho iniziato nel 2021 fra i primi in Italia a curare i danneggiati da vaccino.
    Le terapie si sono fatte sempre più precise e adesso sono stracollaudate.

    Ma dí danneggiati ne arrivano di meno, in compenso sono aumentati i malati oncologici.

    C’è uno strano effetto: stanno arrivando tanti oncologici NON VACCINATI che purtroppo per svariati motivi hanno passato molto tempo a contatto con i vaccinati.

    Purtroppo il vaccinato ( non per colpa sua) mi produce tanta spike che poi tramite le goccioline di aereosol salivare mi contagia il non vaccinato.

    Sono già on line pubblicazioni di persone non vaccinate testate x la spike ai quali abbiamo trovato anche a distanza di 8 mesi la spike pp tipica dei vaccinati nel sangue.

    Abbiamo anche un secondo problema.
    Come anticipava la rivista Science nel 2022 in una pubblicazione scientifica l’MRNA inoculato nei vaccinati potrebbe essersi integrato nel DNA dell’ospite.

    In questo caso ci sarebbe una continua formazione di Spike.
    Ho già tre pazienti ridotti in questo modo.
    Curati stavano bene poi sono ricaduti peggio di prima.

    Li ho messi nuovamente in cura dicendo a loro di prendere NAC 600 mg + Bromelina 600 mg tutti i giorni.
    Stanno bene senza ricadute perché Nac e Bromelina insieme alla Nattochinasi distruggono la Spike.

    Pertanto se devo stare in un luogo dove di Spike ne gira parecchia fare costantemente cicli di pulizia.
    15 giorni al mese .

    Perché se la spike inizia ad accumularsi ho gli stessi danni che può provocare ad un vaccinato.

    Sono casi rari però abbiamo la possibilità di proteggerci e facciamolo.

    Ci sono persone che sviluppano tumori in meno di tre mesi e sono già inoperabili e li vedo tutti i santi giorni.

    È solo la Santa Vergine mi da la forza di accoglierli e di curarli con la sua intercessione.

    Probabilmente passerò il mese di Giugno a Lourdes a pregare e meditare.
    Qui non ce la faccio più.
    Sono molto confuso e disorientato.
    Con le forze che mi rimangono sto vicino ai più soli e ai più deboli.
    I risultati ci sono ma la fatica fisica e mentale mi schiaccia.
    Mi scuso se ho chiuso il mio profilo ufficiale ma diventava pericoloso
    Non vedo l’ora di partire per Lourdes
    Poi torno più forte.

    Un abbraccio di Luce
    Alfredo

    I casi di cancro nel Regno Unito raggiungono un livello record - con una diagnosi ogni 80 secondi

    P.S. Per vedere se avete Spike nel Sangue basta chiedere il dosaggio degli “ Anticorpi Anti Spike Sars Cov 2: IGG e IGM.
    In presenza di valori alti oltre i 2000 vuol dire che la spike c’è.

    Dott. Alfredo Borghi
    Dottor Alfredo Borghi. Posso dirvi chi sono i nuovi malati di cancro: li sto mettendo nelle bare. Sono persone tra i trenta, i quarant'anni e i cinquant'anni. Persone che raramente vedevo arrivare con il cancro. Persone che muoiono entro 20 settimane dalla diagnosi, spesso senza nemmeno ricevere un singolo "trattamento" prima di morire, persone che non si presentano sintomaticamente fino allo stadio 4. Questo non è normale, ma lo stanno normalizzando. Sono tutti vaccinati contro il Covid, per la maggior parte. I casi di cancro nel Regno Unito hanno appena raggiunto un livello record... una diagnosi ogni 80 secondi. Cancer Research UK afferma che è dovuto principalmente all'invecchiamento della popolazione e all'obesità. Nel frattempo, i giovani si ammalano di tumori che una volta erano rari... ma certo, niente da vedere qui. Coincidenza o altro. Aggiungo Io. Ho iniziato nel 2021 fra i primi in Italia a curare i danneggiati da vaccino. Le terapie si sono fatte sempre più precise e adesso sono stracollaudate. Ma dí danneggiati ne arrivano di meno, in compenso sono aumentati i malati oncologici. C’è uno strano effetto: stanno arrivando tanti oncologici NON VACCINATI che purtroppo per svariati motivi hanno passato molto tempo a contatto con i vaccinati. Purtroppo il vaccinato ( non per colpa sua) mi produce tanta spike che poi tramite le goccioline di aereosol salivare mi contagia il non vaccinato. Sono già on line pubblicazioni di persone non vaccinate testate x la spike ai quali abbiamo trovato anche a distanza di 8 mesi la spike pp tipica dei vaccinati nel sangue. Abbiamo anche un secondo problema. Come anticipava la rivista Science nel 2022 in una pubblicazione scientifica l’MRNA inoculato nei vaccinati potrebbe essersi integrato nel DNA dell’ospite. In questo caso ci sarebbe una continua formazione di Spike. Ho già tre pazienti ridotti in questo modo. Curati stavano bene poi sono ricaduti peggio di prima. Li ho messi nuovamente in cura dicendo a loro di prendere NAC 600 mg + Bromelina 600 mg tutti i giorni. Stanno bene senza ricadute perché Nac e Bromelina insieme alla Nattochinasi distruggono la Spike. Pertanto se devo stare in un luogo dove di Spike ne gira parecchia fare costantemente cicli di pulizia. 15 giorni al mese . Perché se la spike inizia ad accumularsi ho gli stessi danni che può provocare ad un vaccinato. Sono casi rari però abbiamo la possibilità di proteggerci e facciamolo. Ci sono persone che sviluppano tumori in meno di tre mesi e sono già inoperabili e li vedo tutti i santi giorni. È solo la Santa Vergine mi da la forza di accoglierli e di curarli con la sua intercessione. Probabilmente passerò il mese di Giugno a Lourdes a pregare e meditare. Qui non ce la faccio più. Sono molto confuso e disorientato. Con le forze che mi rimangono sto vicino ai più soli e ai più deboli. I risultati ci sono ma la fatica fisica e mentale mi schiaccia. Mi scuso se ho chiuso il mio profilo ufficiale ma diventava pericoloso Non vedo l’ora di partire per Lourdes Poi torno più forte. Un abbraccio di Luce Alfredo ❤️❤️❤️❤️ I casi di cancro nel Regno Unito raggiungono un livello record - con una diagnosi ogni 80 secondi P.S. Per vedere se avete Spike nel Sangue basta chiedere il dosaggio degli “ Anticorpi Anti Spike Sars Cov 2: IGG e IGM. In presenza di valori alti oltre i 2000 vuol dire che la spike c’è. Dott. Alfredo Borghi
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  • TROVATA MORTA LA RICERCATRICE CHE AVEVA DENUNCIATO LA SPERIMENTAZIONE PFIZER. SI SAREBBE SUICIDATA. SI ERA AMMALATA DOPO LA DENUNCIA. HA LASCIATO QUESTA LETTERA:

    “Il 02 giugno 2026, quando leggerete queste righe avrò lasciato questo mondo.
    Per coloro che non mi conoscono, mi chiamo Christine Cotton, sono ciò che si chiama una whistleblower. Ho lavorato 25 anni per l'industria farmaceutica nella gestione e nell'analisi dei dati clinici. In quanto biostatistica, da dicembre 2020 mi sono immersa nei documenti del vaccino covid del laboratorio Pfizer. Ho scritto numerosi documenti e partecipato a molte trasmissioni per condividere i veri risultati. Le mie conclusioni sono catastrofiche, oltre alla non validità dei risultati dovuta a errori o addirittura a frodi manifeste. Il vaccino Pfizer che la popolazione ha ricevuto, che forse avete ricevuto voi, non è quello della sperimentazione clinica al 95% di efficacia annunciata da tutti i politici, giornalisti e medici in studio. Vi è stato somministrato un prodotto per il quale non c'era assolutamente alcun risultato, né di efficacia né di tollerabilità. Questo messaggio non ha lo scopo di fare sensazionalismo sui social, ma di informarvi di una delle più grandi manipolazioni che l'umanità abbia mai conosciuto. Tutte le prove si trovano nell'ultima versione del mio lavoro che vi invito a scaricare e leggere. Per i più pigri e per quelli molto occupati, le poche pagine della conclusione e i link sui documenti sorgenti vi illumineranno già molto.

    Sono caduta malata nel momento in cui ho sporto denuncia contro le autorità sanitarie. Da più di un anno soffro di dolori atroci che partono dalle lombari fino alle gambe, di bruciori sulla pelle, principalmente alle gambe e alla schiena. Ho consultato medici generici, neurologi, osteopati, virologi, dermatologi, reumatologi, psichiatri, omeopati… Ho ingoiato migliaia di capsule di integratori alimentari, ansiolitici, neurolettici, antidolorifici prescritti dal centro antidolorifici. Ho persino fatto sedute di biorisonanza e visto magnetizzatori e questo, senza alcun risultato.

    Sono al limite di ciò che posso sopportare.

    Chiedo perdono a coloro che mi amano, voi che mi seguite sui social da 4 anni, i miei amici, i miei genitori e soprattutto a Dio o qualunque sia la sua natura o il suo nome di porre fine alla mia vita, io che non ho mai smesso di proteggerla fin dall'infanzia, che si tratti della vita vegetale, animale o umana.
    Ringrazio dal profondo del cuore coloro che mi hanno sostenuta, incoraggiata e tutti quelli che pregano o hanno organizzato gruppi di preghiera. Vi chiederò di pregare ancora affinché la mia anima sia il più presto possibile nella luce del Creatore”.

    Christine Cotton

    Rifer.: https://www.ilmattinoquotidiano.it/news/basilicata-free/235621/la-scomparsa-di-christine-cotton.html
    TROVATA MORTA LA RICERCATRICE CHE AVEVA DENUNCIATO LA SPERIMENTAZIONE PFIZER. SI SAREBBE SUICIDATA. SI ERA AMMALATA DOPO LA DENUNCIA. HA LASCIATO QUESTA LETTERA: “Il 02 giugno 2026, quando leggerete queste righe avrò lasciato questo mondo. Per coloro che non mi conoscono, mi chiamo Christine Cotton, sono ciò che si chiama una whistleblower. Ho lavorato 25 anni per l'industria farmaceutica nella gestione e nell'analisi dei dati clinici. In quanto biostatistica, da dicembre 2020 mi sono immersa nei documenti del vaccino covid del laboratorio Pfizer. Ho scritto numerosi documenti e partecipato a molte trasmissioni per condividere i veri risultati. Le mie conclusioni sono catastrofiche, oltre alla non validità dei risultati dovuta a errori o addirittura a frodi manifeste. Il vaccino Pfizer che la popolazione ha ricevuto, che forse avete ricevuto voi, non è quello della sperimentazione clinica al 95% di efficacia annunciata da tutti i politici, giornalisti e medici in studio. Vi è stato somministrato un prodotto per il quale non c'era assolutamente alcun risultato, né di efficacia né di tollerabilità. Questo messaggio non ha lo scopo di fare sensazionalismo sui social, ma di informarvi di una delle più grandi manipolazioni che l'umanità abbia mai conosciuto. Tutte le prove si trovano nell'ultima versione del mio lavoro che vi invito a scaricare e leggere. Per i più pigri e per quelli molto occupati, le poche pagine della conclusione e i link sui documenti sorgenti vi illumineranno già molto. Sono caduta malata nel momento in cui ho sporto denuncia contro le autorità sanitarie. Da più di un anno soffro di dolori atroci che partono dalle lombari fino alle gambe, di bruciori sulla pelle, principalmente alle gambe e alla schiena. Ho consultato medici generici, neurologi, osteopati, virologi, dermatologi, reumatologi, psichiatri, omeopati… Ho ingoiato migliaia di capsule di integratori alimentari, ansiolitici, neurolettici, antidolorifici prescritti dal centro antidolorifici. Ho persino fatto sedute di biorisonanza e visto magnetizzatori e questo, senza alcun risultato. Sono al limite di ciò che posso sopportare. Chiedo perdono a coloro che mi amano, voi che mi seguite sui social da 4 anni, i miei amici, i miei genitori e soprattutto a Dio o qualunque sia la sua natura o il suo nome di porre fine alla mia vita, io che non ho mai smesso di proteggerla fin dall'infanzia, che si tratti della vita vegetale, animale o umana. Ringrazio dal profondo del cuore coloro che mi hanno sostenuta, incoraggiata e tutti quelli che pregano o hanno organizzato gruppi di preghiera. Vi chiederò di pregare ancora affinché la mia anima sia il più presto possibile nella luce del Creatore”. Christine Cotton Rifer.: https://www.ilmattinoquotidiano.it/news/basilicata-free/235621/la-scomparsa-di-christine-cotton.html
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  • ASCOLTATE BENE ROY De VITA sul Remdesivir. FAUCI MERITA il CARCERE a VITA. ASSASSINO!
    MASSIMA DIFFUSIONE!

    REMDESIVIR: IL VELENO DI FAUCI
    di Roy De Vita

    Quanti «Io credo nella scienza» pronunciato con saccenza abbiamo dovuto sentire… e ne sentiremo ancora… Nella scienza non si crede, non è una fede, è un metodo e i metodi possono essere corrotti, anche in 24 ore, con 3000 dollari a paziente. Ascoltate.

    «Novembre 2020. Ero ricoverato allo Spallanzani. Mi hanno somministrato il “farmaco miracoloso” di Anthony Fauci. (l’immunologo statunitense, ex consigliere medico della Casa Bianca e responsabile della gestione della pandemia di Covid n.d.r.), I miei parametri epatici e renali sono andati alle stelle. Sono guarito nonostante il Remdesivir.
    Lo studio usato per promuoverlo l’ACTT-1 era finanziato dal NIAID (The National Institute of Allergy and Infectious Diseases), l’istituto diretto da Fauci stesso. Controllore e promotore. La stessa persona.
    Il 30 aprile 2020 Fauci annuncia alla Casa Bianca i risultati prima ancora della pubblicazione scientifica. Il giorno dopo l’ente regolatore, la FDA emette l’autorizzazione d’emergenza. 3.120 dollari per ciclo.
    3 miliardi di dollari nel primo anno.
    L’OMS nel frattempo conduceva il trial Solidarity. 14.000 pazienti, 35 paesi. Risultato: zero beneficio significativo sulla mortalità.
    Su 1.600 pazienti trattati: il 19% ha sviluppato danni al fegato. Io ero tra loro.
    Il Remdesivir non è stato un errore medico. È stata un’operazione finanziaria condotta sotto copertura scientifica. Io ero lì».

    Guardate il video.
    https://www.facebook.com/reel/1548869446569009

    Il remdesivir è un principio attivo antivirale approvato per la terapia dei pazienti Covid-19. E’ il primo farmaco antivirale ad aver ottenuto l’ autorizzazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) con indicazione specifica per il trattamento della malattia COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 (anche noto come "nuovo Coronavirus") negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare.
    L'utilizzo del remdesivir è riservato al solo ambito ospedaliero, poiché va somministrato per via endovenosa da personale sanitario specializzato. Nel nostro Paese si trova all'interno di una specialità medicinale avente nome commerciale Veklury®.
    NOTA BENE: il medicinale a base di remdesivir è stato sottoposto a "monitoraggio addizionale" per permettere la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. A questo proposito, le segnalazioni degli stessi pazienti e del personale sanitario possono rivelarsi molto utili. I pazienti fungevano sostanzialmente da cavia...

    https://www.aifa.gov.it/-/disponibilit%C3%A0-molnupiravir-e-remdesivir-trattamento-pazienti-non-ospedalizzati-covid-19-1

    #remdesivir #covid #fauci #scienza #roydevitamethod

    E pensare che una terapia precoce con i comuni antinfiammatori (FANS) avrebbe potuto ridurre i ricoveri fino al 90% !!!!!


    COVID, TERAPIA PRECOCE CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90%

    Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le terapie a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviate all’inizio dei sintomi, riducono il rischio di ospedalizzazione per COVID-19 dell’85-90%. I risultati della ricerca, pubblicati il 26 agosto 2022 dal Corriere della Sera, mostrerebbero l’efficacia dei Fans nel trattamento delle infezione quando i sintomi sono «lievi e moderati»: «gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%». Nello studio, dal titolo La casa come nuova frontiera per il trattamento di COVID-19: il caso degli antinfiammatori, vengono presi in esame specialmente i farmaci «inibitori relativamente selettivi della Cox-2 (ciclossigenasi), un enzima coinvolto in diversi processi fisiologici e patologici». Tra i medicamenti si citano Celecoxib e Nimesulide, considerati particolarmente efficaci contro la COVID-19, ma anche quelli contenenti ibuprofene e l’aspirina. I Fans, si legge ancora sul Corsera, «inibiscono, oltre alla Cox-2, anche un altro enzima, simile ma non identico, la Cox-1, meno implicata nell’infiammazione e collegata invece al rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale, che si verificano in particolare se gli antinfiammatori vengono assunti in alte dosi per più di 3-4 giorni». Dopo oltre due anni di pandemia la comunità scientifica concorda sul fatto che sia l’infiammazione (flogosi) a causare la morte nei malati COVID, piuttosto che il virus in sé. L’uso dei Fans permettrebbe dunque di spegnerla precocemente e ridurre il rischio di finire in ospedale. Lo studio smonta inoltre le numerose fake news, circolatate soprattutto a inizio pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, peggiorerebbero l’infiammazione nei malati COVID.

    Perico N, Cortinovis M, Suter F et al.
    Home as the new frontier for the treatment of COVID-19: the case for anti-inflammatory agents
    The Lancet Infectious Diseases, 2022; 23, e22-e33
    https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(22)00433-9/fulltext
    https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_agosto_26/covid-terapia-precoce-antinfiammatori-riduce-ospedalizzazioni-4cb3b68c-24ae-11ed-9477-8142972fc587.shtml

    Coronavirus Lo studio COVID: «Gli antifiammatori riducono i ricoveri del 90%»
    Secondo la ricerca, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, i Fans ridurrebbero il rischio ospedalizzazione se presi quando i sintomi sono lievi o moderati
    Corriere del Ticino 27 agosto 2022 14:08
    https://www.cdt.ch/news/mondo/lo-studio-covid-gli-antifiammatori-riducono-i-ricoveri-del-90-291872
    ASCOLTATE BENE ROY De VITA sul Remdesivir. FAUCI MERITA il CARCERE a VITA. ASSASSINO! MASSIMA DIFFUSIONE! REMDESIVIR: IL VELENO DI FAUCI di Roy De Vita Quanti «Io credo nella scienza» pronunciato con saccenza abbiamo dovuto sentire… e ne sentiremo ancora… Nella scienza non si crede, non è una fede, è un metodo e i metodi possono essere corrotti, anche in 24 ore, con 3000 dollari a paziente. Ascoltate. «Novembre 2020. Ero ricoverato allo Spallanzani. Mi hanno somministrato il “farmaco miracoloso” di Anthony Fauci. (l’immunologo statunitense, ex consigliere medico della Casa Bianca e responsabile della gestione della pandemia di Covid n.d.r.), I miei parametri epatici e renali sono andati alle stelle. Sono guarito nonostante il Remdesivir. Lo studio usato per promuoverlo l’ACTT-1 era finanziato dal NIAID (The National Institute of Allergy and Infectious Diseases), l’istituto diretto da Fauci stesso. Controllore e promotore. La stessa persona. Il 30 aprile 2020 Fauci annuncia alla Casa Bianca i risultati prima ancora della pubblicazione scientifica. Il giorno dopo l’ente regolatore, la FDA emette l’autorizzazione d’emergenza. 3.120 dollari per ciclo. 3 miliardi di dollari nel primo anno. L’OMS nel frattempo conduceva il trial Solidarity. 14.000 pazienti, 35 paesi. Risultato: zero beneficio significativo sulla mortalità. Su 1.600 pazienti trattati: il 19% ha sviluppato danni al fegato. Io ero tra loro. Il Remdesivir non è stato un errore medico. È stata un’operazione finanziaria condotta sotto copertura scientifica. Io ero lì». 👇 Guardate il video. https://www.facebook.com/reel/1548869446569009 Il remdesivir è un principio attivo antivirale approvato per la terapia dei pazienti Covid-19. E’ il primo farmaco antivirale ad aver ottenuto l’ autorizzazione dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) con indicazione specifica per il trattamento della malattia COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2 (anche noto come "nuovo Coronavirus") negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare. L'utilizzo del remdesivir è riservato al solo ambito ospedaliero, poiché va somministrato per via endovenosa da personale sanitario specializzato. Nel nostro Paese si trova all'interno di una specialità medicinale avente nome commerciale Veklury®. NOTA BENE: il medicinale a base di remdesivir è stato sottoposto a "monitoraggio addizionale" per permettere la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. A questo proposito, le segnalazioni degli stessi pazienti e del personale sanitario possono rivelarsi molto utili. I pazienti fungevano sostanzialmente da cavia... 👇 https://www.aifa.gov.it/-/disponibilit%C3%A0-molnupiravir-e-remdesivir-trattamento-pazienti-non-ospedalizzati-covid-19-1 #remdesivir #covid #fauci #scienza #roydevitamethod 📌 E pensare che una terapia precoce con i comuni antinfiammatori (FANS) avrebbe potuto ridurre i ricoveri fino al 90% !!!!! 👇 COVID, TERAPIA PRECOCE CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90% Secondo uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le terapie a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviate all’inizio dei sintomi, riducono il rischio di ospedalizzazione per COVID-19 dell’85-90%. I risultati della ricerca, pubblicati il 26 agosto 2022 dal Corriere della Sera, mostrerebbero l’efficacia dei Fans nel trattamento delle infezione quando i sintomi sono «lievi e moderati»: «gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%». Nello studio, dal titolo La casa come nuova frontiera per il trattamento di COVID-19: il caso degli antinfiammatori, vengono presi in esame specialmente i farmaci «inibitori relativamente selettivi della Cox-2 (ciclossigenasi), un enzima coinvolto in diversi processi fisiologici e patologici». Tra i medicamenti si citano Celecoxib e Nimesulide, considerati particolarmente efficaci contro la COVID-19, ma anche quelli contenenti ibuprofene e l’aspirina. I Fans, si legge ancora sul Corsera, «inibiscono, oltre alla Cox-2, anche un altro enzima, simile ma non identico, la Cox-1, meno implicata nell’infiammazione e collegata invece al rischio di effetti collaterali a livello gastrointestinale, che si verificano in particolare se gli antinfiammatori vengono assunti in alte dosi per più di 3-4 giorni». Dopo oltre due anni di pandemia la comunità scientifica concorda sul fatto che sia l’infiammazione (flogosi) a causare la morte nei malati COVID, piuttosto che il virus in sé. L’uso dei Fans permettrebbe dunque di spegnerla precocemente e ridurre il rischio di finire in ospedale. Lo studio smonta inoltre le numerose fake news, circolatate soprattutto a inizio pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, peggiorerebbero l’infiammazione nei malati COVID. Perico N, Cortinovis M, Suter F et al. Home as the new frontier for the treatment of COVID-19: the case for anti-inflammatory agents The Lancet Infectious Diseases, 2022; 23, e22-e33 https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(22)00433-9/fulltext https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/22_agosto_26/covid-terapia-precoce-antinfiammatori-riduce-ospedalizzazioni-4cb3b68c-24ae-11ed-9477-8142972fc587.shtml Coronavirus Lo studio COVID: «Gli antifiammatori riducono i ricoveri del 90%» Secondo la ricerca, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, i Fans ridurrebbero il rischio ospedalizzazione se presi quando i sintomi sono lievi o moderati Corriere del Ticino 27 agosto 2022 14:08 https://www.cdt.ch/news/mondo/lo-studio-covid-gli-antifiammatori-riducono-i-ricoveri-del-90-291872
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  • PRESA DI COSCIENZA (a giochi fatti)

    Sono passati 34 anni da una strage che non è facile dimenticare. E forse non sarebbe nemmeno giusto farlo.
    Quello che personalmente continua a colpirmi è comprendere come certi valori, certe lezioni profondamente morali, riescano a passare solo attraverso il dolore e la perdita di qualcuno.

    In questo caso Giovanni Falcone. E, appena poche settimane dopo, Paolo Borsellino.
    Nel 1992 probabilmente non avevo ancora gli strumenti per capire fino in fondo cosa rappresentasse davvero la strage di Capaci. Con il tempo si cresce, si cambia — spero in meglio — e arriva una presa di coscienza più netta: esistono parametri enormi che legano l’attività politica alla nostra vita quotidiana. A come esci di casa, vai al lavoro, fai la spesa o ti siedi a bere una birra con gli amici.

    Quei parametri fondamentali, per me, restano due. Sono forse i più difficili da praticare davvero, ma anche gli unici che possono rendere una società giusta, credibile e persino più serena. Si chiamano Trasparenza e Legalità.
    Due parole spesso abusate, svuotate o ridotte a slogan, ma che dovrebbero invece convergere dentro un’unica cornice: la Giustizia.

    Sono valori che questo Paese, negli anni, ha progressivamente indebolito. Ed è anche per questo che troppo spesso l’Italia sembra diventare più una destinazione da cartolina che una patria in cui costruire futuro, fiducia e senso di appartenenza.

    La lezione di Capaci però non è stata dimenticata. E credo sia giusto riconoscere il lavoro di tante associazioni, comitati, realtà civiche e cittadini che in ogni parte del Paese hanno continuato a difendere questi principi, andando oltre il semplice rito commemorativo o il memoriale annuale.

    Eppure penso che oggi serva un passo ulteriore. Perché altrimenti continueremo ogni anno a indignarci, a commuoverci, a ripetere parole giuste senza però trasformarle in pratica quotidiana.

    La cultura della legalità non può esistere solo nelle celebrazioni istituzionali. Deve partire dal proprio metro quadrato di responsabilità.
    Dalla fila rispettata in un ufficio pubblico. Dal rapporto corretto tra colleghi. Dal modo in cui si gestiscono ruoli, incarichi, risorse e denaro. Dalla capacità di pretendere chiarezza amministrativa, controlli reali, valutazione dei risultati e un rapporto diretto tra istituzioni e cittadini.

    La politica, se vuole recuperare credibilità, deve ripartire proprio da qui: da processi trasparenti, dalla prevenzione della corruzione, dall’ascolto continuo delle persone, dalla rendicontazione pubblica delle scelte e dalla capacità di confrontarsi con le migliori pratiche adottate altrove, senza arroganza e senza autoreferenzialità.

    Per queste ragioni ho deciso ancora una volta di rimettermi in gioco, insieme ad altre persone che credono in un’idea precisa di amministrazione e di impegno civico. Non penso esistano programmi perfetti o salvatori della patria. Ma credo esistano pilastri etici che fanno la differenza nel modo in cui si governa una città, un quartiere, una comunità.

    È sempre duro prendere coscienza “a giochi fatti”. Ma penso che nella vita conti soprattutto capire che c’è ancora tempo per invertire una rotta sbagliata e provare a ricostruire le regole del vivere comune con una dose equilibrata di realismo e idealismo.
    Quello che basta per continuare a immaginare qualcosa di migliore per sé stessi e per gli altri.

    Ci stiamo provando. Con piccoli passi, ma concreti.
    E non per propaganda, ma per una scelta di vita e per un’idea chiara di impegno politico.
    Altrimenti resteremo sempre soltanto quelli bravi a ricordare.
    Forse è arrivato il momento di affiancare alle parole “scegliere” e “ricordare” anche un’altra parola: “agire”.

    #GiovanniFalcone #PaoloBorsellino #Legalità #Trasparenza #ImpegnoCivico
    PRESA DI COSCIENZA (a giochi fatti) Sono passati 34 anni da una strage che non è facile dimenticare. E forse non sarebbe nemmeno giusto farlo. Quello che personalmente continua a colpirmi è comprendere come certi valori, certe lezioni profondamente morali, riescano a passare solo attraverso il dolore e la perdita di qualcuno. In questo caso Giovanni Falcone. E, appena poche settimane dopo, Paolo Borsellino. Nel 1992 probabilmente non avevo ancora gli strumenti per capire fino in fondo cosa rappresentasse davvero la strage di Capaci. Con il tempo si cresce, si cambia — spero in meglio — e arriva una presa di coscienza più netta: esistono parametri enormi che legano l’attività politica alla nostra vita quotidiana. A come esci di casa, vai al lavoro, fai la spesa o ti siedi a bere una birra con gli amici. Quei parametri fondamentali, per me, restano due. Sono forse i più difficili da praticare davvero, ma anche gli unici che possono rendere una società giusta, credibile e persino più serena. Si chiamano Trasparenza e Legalità. Due parole spesso abusate, svuotate o ridotte a slogan, ma che dovrebbero invece convergere dentro un’unica cornice: la Giustizia. Sono valori che questo Paese, negli anni, ha progressivamente indebolito. Ed è anche per questo che troppo spesso l’Italia sembra diventare più una destinazione da cartolina che una patria in cui costruire futuro, fiducia e senso di appartenenza. La lezione di Capaci però non è stata dimenticata. E credo sia giusto riconoscere il lavoro di tante associazioni, comitati, realtà civiche e cittadini che in ogni parte del Paese hanno continuato a difendere questi principi, andando oltre il semplice rito commemorativo o il memoriale annuale. 🙏 Eppure penso che oggi serva un passo ulteriore. Perché altrimenti continueremo ogni anno a indignarci, a commuoverci, a ripetere parole giuste senza però trasformarle in pratica quotidiana. La cultura della legalità non può esistere solo nelle celebrazioni istituzionali. Deve partire dal proprio metro quadrato di responsabilità. Dalla fila rispettata in un ufficio pubblico. Dal rapporto corretto tra colleghi. Dal modo in cui si gestiscono ruoli, incarichi, risorse e denaro. Dalla capacità di pretendere chiarezza amministrativa, controlli reali, valutazione dei risultati e un rapporto diretto tra istituzioni e cittadini. La politica, se vuole recuperare credibilità, deve ripartire proprio da qui: da processi trasparenti, dalla prevenzione della corruzione, dall’ascolto continuo delle persone, dalla rendicontazione pubblica delle scelte e dalla capacità di confrontarsi con le migliori pratiche adottate altrove, senza arroganza e senza autoreferenzialità. Per queste ragioni ho deciso ancora una volta di rimettermi in gioco, insieme ad altre persone che credono in un’idea precisa di amministrazione e di impegno civico. Non penso esistano programmi perfetti o salvatori della patria. Ma credo esistano pilastri etici che fanno la differenza nel modo in cui si governa una città, un quartiere, una comunità. È sempre duro prendere coscienza “a giochi fatti”. Ma penso che nella vita conti soprattutto capire che c’è ancora tempo per invertire una rotta sbagliata e provare a ricostruire le regole del vivere comune con una dose equilibrata di realismo e idealismo. Quello che basta per continuare a immaginare qualcosa di migliore per sé stessi e per gli altri. Ci stiamo provando. Con piccoli passi, ma concreti. E non per propaganda, ma per una scelta di vita e per un’idea chiara di impegno politico. Altrimenti resteremo sempre soltanto quelli bravi a ricordare. Forse è arrivato il momento di affiancare alle parole “scegliere” e “ricordare” anche un’altra parola: “agire”. ⚖️ #GiovanniFalcone #PaoloBorsellino #Legalità #Trasparenza #ImpegnoCivico
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  • Grande successo ieri sera a Cesano Boscone (MI) per la proiezione e il dibattito del documentario "An inconvenient study" - finalmente doppiato in italiano - serata organizzata da Scenario.press - free expression, il Social contro ogni forma di censura - documentario che presenta i risultati di uno studio su larga scala che mette a confronto la salute di bambini vaccinati e non vaccinati, è questo il tema affrontato nel docufilm realizzato da Del Bigtree produttore e attivista americano. Il film racconta la storia di uno studio clinico durato 10 anni su oltre 18.500 bambini, che è stato successivamente censurato dalle autorità sanitarie (CDC e Accademia Americana di Pediatria) perché mostrava un’incidenza di malattie croniche, autoimmuni e disturbi autistici nettamente superiore nei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati.

    QUESTO POTREBBE CAMBIARE TUTTO
    Nel 2016, il giornalista Del Bigtree lanciò una sfida al primario di malattie infettive di una delle istituzioni mediche più prestigiose al mondo: condurre lo studio più completo mai realizzato sul confronto tra vaccinati e non vaccinati. L'esperto accettò la sfida e condusse lo studio per dimostrare che Del si sbagliava. Quello studio non vide mai la luce... fino ad ora.

    MASSIMA DIFFUSIONE!

    https://rumble.com/v7a9jam-an-inconvenient-study-di-del-bigtree-film-completo-in-italiano-1080p.html?mref=2wyiuy&mc=6s5ce


    THIS COULD CHANGE EVERYTHING

    In 2016, journalist Del Bigtree issued a challenge to the head of infectious disease at one of the most prestigious medical institutions in the world: conduct the most thorough vaxxed vs. unvaxxed study that has ever been done. The expert took up the challenge and ran the study to prove Del wrong. That study never saw the light of day... until now.

    Scenario.press - free expression - the social against any form of censorship!
    Grande successo ieri sera a Cesano Boscone (MI) per la proiezione e il dibattito del documentario "An inconvenient study" - finalmente doppiato in italiano - serata organizzata da Scenario.press - free expression, il Social contro ogni forma di censura - documentario che presenta i risultati di uno studio su larga scala che mette a confronto la salute di bambini vaccinati e non vaccinati, è questo il tema affrontato nel docufilm realizzato da Del Bigtree produttore e attivista americano. Il film racconta la storia di uno studio clinico durato 10 anni su oltre 18.500 bambini, che è stato successivamente censurato dalle autorità sanitarie (CDC e Accademia Americana di Pediatria) perché mostrava un’incidenza di malattie croniche, autoimmuni e disturbi autistici nettamente superiore nei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. QUESTO POTREBBE CAMBIARE TUTTO Nel 2016, il giornalista Del Bigtree lanciò una sfida al primario di malattie infettive di una delle istituzioni mediche più prestigiose al mondo: condurre lo studio più completo mai realizzato sul confronto tra vaccinati e non vaccinati. L'esperto accettò la sfida e condusse lo studio per dimostrare che Del si sbagliava. Quello studio non vide mai la luce... fino ad ora. MASSIMA DIFFUSIONE! https://rumble.com/v7a9jam-an-inconvenient-study-di-del-bigtree-film-completo-in-italiano-1080p.html?mref=2wyiuy&mc=6s5ce THIS COULD CHANGE EVERYTHING In 2016, journalist Del Bigtree issued a challenge to the head of infectious disease at one of the most prestigious medical institutions in the world: conduct the most thorough vaxxed vs. unvaxxed study that has ever been done. The expert took up the challenge and ran the study to prove Del wrong. That study never saw the light of day... until now. Scenario.press - free expression - the social against any form of censorship!
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  • Grande successo ieri sera a Cesano Boscone (MI) per la proiezione e il dibattito del documentario "An inconvenient study" - finalmente doppiato in italiano - serata organizzata da Scenario.press - free expression, il Social contro ogni forma di censura - documentario che presenta i risultati di uno studio su larga scala che mette a confronto la salute di bambini vaccinati e non vaccinati, è questo il tema affrontato nel docufilm realizzato da Del Bigtree produttore e attivista americano. Il film racconta la storia di uno studio clinico durato 10 anni su oltre 18.500 bambini, che è stato successivamente censurato dalle autorità sanitarie (CDC e Accademia Americana di Pediatria) perché mostrava un’incidenza di malattie croniche, autoimmuni e disturbi autistici nettamente superiore nei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati.

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    https://youtu.be/GBNtk8vZ9wI

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  • Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco.

    La nuova sinistra è postdemocratica
    Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica

    di BONI CASTELLANE

    Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici.

    Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano.

    Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici.

    Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. Negli Usa dell’UsAid il popolo ha impedito a Kamala Harris di compiere l’opera iniziata nel 2008, ma la Destra, ormai maggioritaria ovunque, deve sapere che tipo di avversario si troverà di fronte nei prossimi anni e che tipo di azioni mettere in campo per contrastarlo.
    Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco. La nuova sinistra è postdemocratica Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica di BONI CASTELLANE Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici. Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano. Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici. Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. 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