• DICIAMO CHE LA DECISIONE della DONATO di QUALCHE ANNO FA di APPOGGIARE CUFFARO non è stata un granché azzeccata e lungimirante!!!
    ORA PRENDE LE DISTANZE!!!
    La vicepresidente Donato: “Mi sento tradita”. Un altro attacco di una fedelissima a Cuffaro
    Dopo la presidente regionale della Dc, Laura Abbadessa, scrive a “Repubblica” la vicepresidente nazionale sullo tsunami che ha travolto il partito
    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2025/11/09/news/cuffaro_vicepresidente_dc_francesca_donato_tradimento-424970222/
    DICIAMO CHE LA DECISIONE della DONATO di QUALCHE ANNO FA di APPOGGIARE CUFFARO non è stata un granché azzeccata e lungimirante!!! ORA PRENDE LE DISTANZE!!! La vicepresidente Donato: “Mi sento tradita”. Un altro attacco di una fedelissima a Cuffaro Dopo la presidente regionale della Dc, Laura Abbadessa, scrive a “Repubblica” la vicepresidente nazionale sullo tsunami che ha travolto il partito https://palermo.repubblica.it/cronaca/2025/11/09/news/cuffaro_vicepresidente_dc_francesca_donato_tradimento-424970222/
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    La vicepresidente Donato: “Mi sento tradita”. Un altro attacco di una fedelissima a Cuffaro
    Dopo la presidente regionale della Dc, Laura Abbadessa, scrive a “Repubblica” la vicepresidente nazionale sullo tsunami che ha travolto il partito
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  • Garlasco, cosa succede ora: il possibile movente di Sempio, il dna e i rilievi sul corpo di Chiara
    Dopo l’incidente probatorio atteso per il 18 dicembre, l’inchiesta bis sul delitto Poggi si prepara ad affrontare il mare aperto
    https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/29/news/garlasco_cosa_succede_ora_dna_impronte_sempio-425010538/amp/
    Garlasco, cosa succede ora: il possibile movente di Sempio, il dna e i rilievi sul corpo di Chiara Dopo l’incidente probatorio atteso per il 18 dicembre, l’inchiesta bis sul delitto Poggi si prepara ad affrontare il mare aperto https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/29/news/garlasco_cosa_succede_ora_dna_impronte_sempio-425010538/amp/
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    Garlasco, cosa succede ora: il possibile movente di Sempio, il dna e i rilievi sul corpo di Chiara
    Dopo l’incidente probatorio atteso per il 18 dicembre, l’inchiesta bis sul delitto Poggi si prepara ad affrontare il mare aperto
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  • BASTARDI ASSASSINI!!!
    "Cecchini a Sarajevo, Ezio Gavazzeni: “Ho raccolto le prove per denunciare l’indifferenza del male” - la Repubblica" https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/11/news/cecchini_sarajevo_ezio_gavazzeni_intervista-424972963/
    BASTARDI ASSASSINI!!! "Cecchini a Sarajevo, Ezio Gavazzeni: “Ho raccolto le prove per denunciare l’indifferenza del male” - la Repubblica" https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/11/news/cecchini_sarajevo_ezio_gavazzeni_intervista-424972963/
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    Cecchini a Sarajevo, Ezio Gavazzeni: “Ho raccolto le prove per denunciare l’indifferenza del male”
    Il fotografo ha presentato un esposto in procura a Milano: “Questa vicenda scoperchia una parte della società che nasconde la sua verità sotto al tappeto”
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  • UN BEL CONSIGLIO PER TUTTI SAREBBE NON VACCINATEVI!
    Cipollini operato: “Mi hanno impiantato un defibrillatore. Un consiglio per tutti: controllatevi”
    L’ex campione del mondo su Instagram...
    https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2025/11/19/news/cipollini_operato_defibrillatore_cuore_ancona-424991390/amp/
    UN BEL CONSIGLIO PER TUTTI SAREBBE NON VACCINATEVI! Cipollini operato: “Mi hanno impiantato un defibrillatore. Un consiglio per tutti: controllatevi” L’ex campione del mondo su Instagram... https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2025/11/19/news/cipollini_operato_defibrillatore_cuore_ancona-424991390/amp/
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  • Inchiesta Esclusiva Gospa News (2 video)
    EPSTEIN-TRUMP-GATE:
    • Trema la Rete Sionista Americana tra PEDOFILIA E POLITICA dopo nuove Email.
    • Deputato USA: “Questa GANG di Potere deve finire”.
    • Protesta di deputata Repubblicana e attivista MAGA in nome di Gesù Cristo

    https://gospanews.net/2025/11/17/epstein-trump-gate-trema-la-rete-sionista-americana-tra-pedofilia-e-politica-dopo-nuove-email-deputato-usa-questa-gang-di-potere-deve-finire-protesta-maga-in-nome-di-gesu/
    Inchiesta Esclusiva Gospa News (2 video) EPSTEIN-TRUMP-GATE: • Trema la Rete Sionista Americana tra PEDOFILIA E POLITICA dopo nuove Email. • Deputato USA: “Questa GANG di Potere deve finire”. • Protesta di deputata Repubblicana e attivista MAGA in nome di Gesù Cristo https://gospanews.net/2025/11/17/epstein-trump-gate-trema-la-rete-sionista-americana-tra-pedofilia-e-politica-dopo-nuove-email-deputato-usa-questa-gang-di-potere-deve-finire-protesta-maga-in-nome-di-gesu/
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    EPSTEIN-TRUMP-GATE: Trema la Rete Sionista Americana tra PEDOFILIA E POLITICA dopo nuove Email. Deputato USA: “Questa GANG di Potere deve finire”. Protesta MAGA in nome di Gesù
    Nell'immagine di copertina lo screenshot di un video con Trump ed Epstein e la deputata Greene che sta spaccando i MAGA sul dossier Epstein in nome dell'America e di Gesùdi Fabio Giuseppe Carlo CarisioENGLISH VERSIONLe probabilità che il presidente americano Donald Trump possa essere a
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  • Per quelli che
    esordiscono con:
    "C'E' UN AGGRESSORE (Putin) ED UN AGGREDITO (Zelensky)...
    Perché non è così:

    Putin è la tipica risposta della Russia a chi vuole distruggerla.

    Facciamo un ripassino?

    Nel 1991, Gorbaciov scioglie a luglio il patto di Varsavia senza chiedere in cambio lo scioglimento della NATO, accontentandosi della promessa americana di non allagare l'alleanza atlantica.

    Un mese dopo, in agosto, Eltsin destituisce Gorbaciov e scioglie l'Unione sovietica.

    Durante gli anni di Eltsin, la Russia viene spolpata dagli oligarchi corrotti, dalle mafie e dalla finanza internazionale filo occidentale e la popolazione invece del benessere si ritrova alla fame.

    Nel 1999, la NATO rompe la promessa di non allargarsi e, a marzo, ingloba tre paesi dell'ex patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

    Sempre nel marzo 1999, la NATO bombarda la Serbia violando le risoluzioni ONU e ignorando il veto di Russia e Cina. Dopodiché piazza basi militari in Kosovo e non si schioda più da lì.

    I russi si incazzano e 5 mesi dopo, agosto 1999, danno un calcio in culo a Eltsin, che in cambio dell'immunità per le ruberie e tutto il resto nomina come nuovo premier il direttore dell'ex KGB, un tale chiamato Vladimir Putin.

    Prima mossa di Putin: spazzare via i separatisti ceceni, che stavano vendendo il paese, petrolio compreso, alle multinazionali occidentali.

    L'anno dopo Putin diventa presidente, fa arrestare gli oligarchi e riprende il controllo dell'economia russa, poi allaccia relazioni strette con Cina e India e si oppone alla seconda guerra del golfo degli USA e soci.

    Nel marzo 2004 la NATO si allarga ancora e fa entrare le Repubbliche baltiche, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia, praticamente si mangia tutto l'ex patto di Varsavia, si piazza al confine con la Russia e mette un'altra zampa nei Balcani.

    Sempre a marzo 2004, Putin viene rieletto presidente e riarma la Russia per difendersi dall'allargamento della NATO che la stringe ormai in una morsa.

    Risponde all'espansionismo della NATO vincendo la guerra in Ossezia contro la Georgia, che stava effettuando esercitazioni congiunte con l'esercito USA a due passi da Mosca.

    Stringe ancora i rapporti con i BRIC, con la Turchia (paese NATO ribelle) e con l'Ucraina, bastione europeo per bloccare l'ulteriore avvicinamento delle basi NATO alla Russia. Inoltre si salda alla Bielorussia.

    Nel 2011, si oppone all'invasione della NATO (che nel frattempo si allarga pure in Albania e Croazia) in Libia.

    Quando nel 2014 la NATO prova a ripetere il giochino in Siria, manda l'esercito russo e vince la guerra, mantenendo Assad al potere.
    NEL FRATTEMPO LA NATO ADDESTRA 10 MILA NAZISTI UCRAINI

    Sempre nel 2014, risponde al colpo di stato in Ucraina organizzato dagli USA annettendosi la Crimea e piazzando i suoi a dare man forte alla popolazione ucraina (filo-russa) nel Donbass.

    Nel 2017 la NATO si allarga al Montenegro e nel 2020 si piglia pure la Macedonia del nord.

    Nel 2022, in risposta all'addestramento ed al finanziamento dell'esercito golpista ucraino da parte della NATO e 8 anni di bombardamenti nel Donbass penetra nel paese e si annette il Donbass e altre due regioni.

    Nel 2023 la NATO annette anche la Finlandia, stringendo ancora la morsa intorno alla Russia.

    Da oltre 20 anni funziona così: più la NATO insiste con le aggressioni, più la Russia risponde.

    L'unica via d'uscita è smettere di rompere i coglioni alla Russia e lasciare in pace il resto del mondo.

    Diritti e cooperazione non vanno d'accordo con l'imperialismo della NATO.

    - Andrea Katsumoto
    Per quelli che esordiscono con: "C'E' UN AGGRESSORE (Putin) ED UN AGGREDITO (Zelensky)... Perché non è così: Putin è la tipica risposta della Russia a chi vuole distruggerla. Facciamo un ripassino? Nel 1991, Gorbaciov scioglie a luglio il patto di Varsavia senza chiedere in cambio lo scioglimento della NATO, accontentandosi della promessa americana di non allagare l'alleanza atlantica. Un mese dopo, in agosto, Eltsin destituisce Gorbaciov e scioglie l'Unione sovietica. Durante gli anni di Eltsin, la Russia viene spolpata dagli oligarchi corrotti, dalle mafie e dalla finanza internazionale filo occidentale e la popolazione invece del benessere si ritrova alla fame. Nel 1999, la NATO rompe la promessa di non allargarsi e, a marzo, ingloba tre paesi dell'ex patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Sempre nel marzo 1999, la NATO bombarda la Serbia violando le risoluzioni ONU e ignorando il veto di Russia e Cina. Dopodiché piazza basi militari in Kosovo e non si schioda più da lì. I russi si incazzano e 5 mesi dopo, agosto 1999, danno un calcio in culo a Eltsin, che in cambio dell'immunità per le ruberie e tutto il resto nomina come nuovo premier il direttore dell'ex KGB, un tale chiamato Vladimir Putin. Prima mossa di Putin: spazzare via i separatisti ceceni, che stavano vendendo il paese, petrolio compreso, alle multinazionali occidentali. L'anno dopo Putin diventa presidente, fa arrestare gli oligarchi e riprende il controllo dell'economia russa, poi allaccia relazioni strette con Cina e India e si oppone alla seconda guerra del golfo degli USA e soci. Nel marzo 2004 la NATO si allarga ancora e fa entrare le Repubbliche baltiche, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia, praticamente si mangia tutto l'ex patto di Varsavia, si piazza al confine con la Russia e mette un'altra zampa nei Balcani. Sempre a marzo 2004, Putin viene rieletto presidente e riarma la Russia per difendersi dall'allargamento della NATO che la stringe ormai in una morsa. Risponde all'espansionismo della NATO vincendo la guerra in Ossezia contro la Georgia, che stava effettuando esercitazioni congiunte con l'esercito USA a due passi da Mosca. Stringe ancora i rapporti con i BRIC, con la Turchia (paese NATO ribelle) e con l'Ucraina, bastione europeo per bloccare l'ulteriore avvicinamento delle basi NATO alla Russia. Inoltre si salda alla Bielorussia. Nel 2011, si oppone all'invasione della NATO (che nel frattempo si allarga pure in Albania e Croazia) in Libia. Quando nel 2014 la NATO prova a ripetere il giochino in Siria, manda l'esercito russo e vince la guerra, mantenendo Assad al potere. NEL FRATTEMPO LA NATO ADDESTRA 10 MILA NAZISTI UCRAINI Sempre nel 2014, risponde al colpo di stato in Ucraina organizzato dagli USA annettendosi la Crimea e piazzando i suoi a dare man forte alla popolazione ucraina (filo-russa) nel Donbass. Nel 2017 la NATO si allarga al Montenegro e nel 2020 si piglia pure la Macedonia del nord. Nel 2022, in risposta all'addestramento ed al finanziamento dell'esercito golpista ucraino da parte della NATO e 8 anni di bombardamenti nel Donbass penetra nel paese e si annette il Donbass e altre due regioni. Nel 2023 la NATO annette anche la Finlandia, stringendo ancora la morsa intorno alla Russia. Da oltre 20 anni funziona così: più la NATO insiste con le aggressioni, più la Russia risponde. L'unica via d'uscita è smettere di rompere i coglioni alla Russia e lasciare in pace il resto del mondo. Diritti e cooperazione non vanno d'accordo con l'imperialismo della NATO. - Andrea Katsumoto
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  • CIAK, SI CHIUDE!

    Un popolo totalmente a digiuno di cultura è un popolo senza spirito critico, e quindi controllabile.
    Non serve una scienza occulta per capirlo: è esattamente ciò che vogliono i signori seduti sugli scranni più decisivi del governo di questo paese.

    E ci voleva davvero del talento — credetemi — per tirare fuori dal cilindro una bestialità simile. Nel silenzio generale, nel disinteresse generale. Eppure è successo.

    Sì, perché se Sangiuliano era già riuscito a coprirsi di vergogna e ridicolo, il suo successore, Giuli, è riuscito nella sacra impresa di fare addirittura meglio.
    Un fuoriclasse del disastro.
    Un talento raro nel rendere il Ministero della Cultura un paradosso vivente: quello di chi chiede, con convinzione, di tagliare i fondi alla cultura che dovrebbe tutelare.

    E qui, signore e signori, la maschera cade del tutto: nessun pregiudizio politico, solo fatti.
    C’era la possibilità — questa volta sì — di ribaltare l’idea di un centrodestra privo di cultura, visione e passione per le arti.
    E invece no: dignità e credibilità vengono sacrificate in nome di una manovra “di bilancio” che odora di restaurazione culturale.
    Una retromarcia verso le retrovie, come non se ne vedevano da anni.
    E a farne le spese, ancora una volta, sarà il Cinema italiano.


    Siamo nel pieno della bufera: la Ragioneria dello Stato ha bloccato il piano del MIC che avrebbe dovuto reintegrare di 100 milioni il Fondo Cinema 2026, già falcidiato dalla legge di bilancio.
    Fin qui, tutto grave ma “ordinario”.
    Poi arriva il colpo di scena: il 11 novembre, Repubblica svela una mail del 17 ottobre indirizzata al Ministero dell’Economia, nella quale sarebbe stato lo stesso gabinetto di Giuli a suggerire di tagliare di circa un terzo il Fondo per lo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo.

    Sì, avete letto bene.
    Il taglio non arriva da fuori. Parte da dentro.
    Dal Ministero stesso.
    Dal ministro stesso.

    Un taglio di circa un terzo, con una riduzione che porterebbe il fondo dai 696 milioni attuali a circa 400 milioni nel 2026, e quasi 300 milioni nel 2027.
    Un ritorno al 2017, quando il settore arrancava, ma con un contesto oggi infinitamente più fragile.
    Ora ditemi voi: da che mondo è mondo, quale ministro chiede tagli al proprio ministero?
    O è follia, o è una linea precisa. E in entrambi i casi, è un disastro annunciato.


    E qui, sì, ci piace “pensare male”. Perché è facile prevedere dove andremo a finire:

    Il cinema italiano verrà ulteriormente penalizzato, lasciando spazio alle grandi produzioni internazionali — soprattutto statunitensi — che controllano i flussi economici e mediatici.

    Meno fondi significa meno sviluppo, e quindi un arretramento culturale e industriale: sopravviverà solo il cinema d’incasso facile, mentre il cinema d’autore scomparirà lentamente dai nostri schermi.

    Meno produzioni sul territorio, meno indotto, meno promozione per l’Italia stessa. Sparisce il marketing territoriale, resta solo un contenitore vuoto di storie importate.

    Addio ai giovani autori, ai tecnici, agli interpreti emergenti, ai ricercatori e agli studenti che ogni anno escono dai nostri atenei sognando un’industria viva.
    Il loro futuro è già scritto: disoccupazione culturale.


    Era difficile vent’anni fa. Oggi è impossibile.
    Un finale amaro che sa di titoli di coda per il cinema italiano.


    Riusciranno i nostri eroi dell’opposizione a farsi sentire?
    Mah.

    Da fuori, possiamo solo urlare il nostro disgusto e la nostra rabbia.
    Perché la cultura, in questo paese, viene ignorata quando le cose vanno bene e violentata quando vanno male.
    E per favore, basta scuse: non è colpa delle piattaforme, né dei social, né dell’intelligenza artificiale.

    Qui la colpa è una sola.
    Ed è fottutamente politica.
    Ed è profondamente umana.

    Fine.
    Ma senza applausi.

    #CinemaItaliano #CulturaSottoAttacco #Giuli #MIC #TagliAllaCultura #CiakSiChiude #RetromarciaVersoLeRetroVie #PoliticaCulturale #DifendiamoIlCinema
    🎬 CIAK, SI CHIUDE! Un popolo totalmente a digiuno di cultura è un popolo senza spirito critico, e quindi controllabile. Non serve una scienza occulta per capirlo: è esattamente ciò che vogliono i signori seduti sugli scranni più decisivi del governo di questo paese. E ci voleva davvero del talento — credetemi — per tirare fuori dal cilindro una bestialità simile. Nel silenzio generale, nel disinteresse generale. Eppure è successo. Sì, perché se Sangiuliano era già riuscito a coprirsi di vergogna e ridicolo, il suo successore, Giuli, è riuscito nella sacra impresa di fare addirittura meglio. Un fuoriclasse del disastro. Un talento raro nel rendere il Ministero della Cultura un paradosso vivente: quello di chi chiede, con convinzione, di tagliare i fondi alla cultura che dovrebbe tutelare. E qui, signore e signori, la maschera cade del tutto: nessun pregiudizio politico, solo fatti. C’era la possibilità — questa volta sì — di ribaltare l’idea di un centrodestra privo di cultura, visione e passione per le arti. E invece no: dignità e credibilità vengono sacrificate in nome di una manovra “di bilancio” che odora di restaurazione culturale. Una retromarcia verso le retrovie, come non se ne vedevano da anni. E a farne le spese, ancora una volta, sarà il Cinema italiano. 🎞️ Siamo nel pieno della bufera: la Ragioneria dello Stato ha bloccato il piano del MIC che avrebbe dovuto reintegrare di 100 milioni il Fondo Cinema 2026, già falcidiato dalla legge di bilancio. Fin qui, tutto grave ma “ordinario”. Poi arriva il colpo di scena: il 11 novembre, Repubblica svela una mail del 17 ottobre indirizzata al Ministero dell’Economia, nella quale sarebbe stato lo stesso gabinetto di Giuli a suggerire di tagliare di circa un terzo il Fondo per lo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo. Sì, avete letto bene. Il taglio non arriva da fuori. Parte da dentro. Dal Ministero stesso. Dal ministro stesso. 🤯 Un taglio di circa un terzo, con una riduzione che porterebbe il fondo dai 696 milioni attuali a circa 400 milioni nel 2026, e quasi 300 milioni nel 2027. Un ritorno al 2017, quando il settore arrancava, ma con un contesto oggi infinitamente più fragile. Ora ditemi voi: da che mondo è mondo, quale ministro chiede tagli al proprio ministero? O è follia, o è una linea precisa. E in entrambi i casi, è un disastro annunciato. E qui, sì, ci piace “pensare male”. Perché è facile prevedere dove andremo a finire: Il cinema italiano verrà ulteriormente penalizzato, lasciando spazio alle grandi produzioni internazionali — soprattutto statunitensi — che controllano i flussi economici e mediatici. Meno fondi significa meno sviluppo, e quindi un arretramento culturale e industriale: sopravviverà solo il cinema d’incasso facile, mentre il cinema d’autore scomparirà lentamente dai nostri schermi. Meno produzioni sul territorio, meno indotto, meno promozione per l’Italia stessa. Sparisce il marketing territoriale, resta solo un contenitore vuoto di storie importate. Addio ai giovani autori, ai tecnici, agli interpreti emergenti, ai ricercatori e agli studenti che ogni anno escono dai nostri atenei sognando un’industria viva. Il loro futuro è già scritto: disoccupazione culturale. Era difficile vent’anni fa. Oggi è impossibile. Un finale amaro che sa di titoli di coda per il cinema italiano. 🎞️💔 Riusciranno i nostri eroi dell’opposizione a farsi sentire? Mah. Da fuori, possiamo solo urlare il nostro disgusto e la nostra rabbia. Perché la cultura, in questo paese, viene ignorata quando le cose vanno bene e violentata quando vanno male. E per favore, basta scuse: non è colpa delle piattaforme, né dei social, né dell’intelligenza artificiale. Qui la colpa è una sola. Ed è fottutamente politica. Ed è profondamente umana. 🎬 Fine. Ma senza applausi. #CinemaItaliano #CulturaSottoAttacco #Giuli #MIC #TagliAllaCultura #CiakSiChiude #RetromarciaVersoLeRetroVie #PoliticaCulturale #DifendiamoIlCinema
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  • LA GUERRA L'AVETE PERSA DA MESI!
    KALLAS FATTENE UNA RAGIONE!
    Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Media: Mosca invia altre truppe verso Pokrovosk
    Financial Times: Londra ha tentato di aprire canale segreto con Putin. Kallas: “La democrazia è sotto attacco, va difesa meglio”
    https://www.repubblica.it/esteri/2025/11/12/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424975350/
    LA GUERRA L'AVETE PERSA DA MESI! KALLAS FATTENE UNA RAGIONE! Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Media: Mosca invia altre truppe verso Pokrovosk Financial Times: Londra ha tentato di aprire canale segreto con Putin. Kallas: “La democrazia è sotto attacco, va difesa meglio” https://www.repubblica.it/esteri/2025/11/12/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424975350/
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    Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Media: Mosca invia altre truppe verso Pokrovosk
    Financial Times: Londra ha tentato di aprire canale segreto con Putin. Kallas: “La democrazia è sotto attacco, va difesa meglio”
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  • Quando ⁦@repubblica⁩ riportava la verità sullo sterminio degli ucraini del #Donbass da parte del governo di #Kiev. E quasi si scandalizzava del fatto che #Putin non intervenisse a fronte delle richieste disperate di aiuto dei leader delle Repubbliche di #Donetsk e Lugansk.

    Source: https://x.com/ladyonorato/status/1987093298763178137?t=H1fj6DY3g-2HPzMYFkfgwg&s=19
    Quando ⁦@repubblica⁩ riportava la verità sullo sterminio degli ucraini del #Donbass da parte del governo di #Kiev. E quasi si scandalizzava del fatto che #Putin non intervenisse a fronte delle richieste disperate di aiuto dei leader delle Repubbliche di #Donetsk e Lugansk. Source: https://x.com/ladyonorato/status/1987093298763178137?t=H1fj6DY3g-2HPzMYFkfgwg&s=19
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  • Convegno: L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" | Senato della Repubblica
    L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" e le conclusioni bipartisan del Congresso Usa
    Con il Dott. Robert Malone
    https://webtv.senato.it/webtv/altri-video/convegno-lesperienza-statunitense-della-pandemia-covid-19
    Convegno: L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" | Senato della Repubblica L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" e le conclusioni bipartisan del Congresso Usa Con il Dott. Robert Malone https://webtv.senato.it/webtv/altri-video/convegno-lesperienza-statunitense-della-pandemia-covid-19
    Convegno: L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" | Senato della Repubblica
    L’esperienza statunitense della "Pandemia Covid 19" e le conclusioni bipartisan del Congresso Usa
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