• QUESTI FOLLI PERSISTONO nel LORO PIANO per PORTARE l'EUROPA in GUERRA.
    Utilizzassero questi fondi per il Welfare.
    Spese militari europee, il ministro tedesco Wadephul bacchetta la Francia: "I suoi sforzi sono insufficienti"
    Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha invitato i partner europei della Nato ad aumentare le spese belliche richiamando la Francia: "Deve fare di più".
    Il responsabile degli Esteri, durante un'intervista alla radio Deutschlandfunk, tira in ballo il presidente Macron: "Lui fa regolarmente e giustamente riferimento all'aspirazione della sovranità europea, ma deve agire di conseguenza". Berlino prevede di utilizzare più di 500 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029. Parigi invece deve fare i conti con il terzo debito pubblico più alto dell'Unione, dopo Grecia e Italia
    Spese militari europee, il ministro tedesco Wadephul bacchetta la Francia: “I suoi sforzi sono insufficienti”

    Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, intervenendo alla radio Deutschlandfunk, ha invitato i partner europei della Nato ad aumentare le spese per la difesa e ha criticato in particolare la Francia, definendo i suoi sforzi “insufficienti”.

    “Dobbiamo attuare il 5%”, ha affermato Wadephul, riferendosi all’obbligo per i paesi legati all’Alleanza di destinare il 5% del loro Pil al settore della difesa. “In Germania lo facciamo; i nostri bilanci e la nostra pianificazione finanziaria a medio termine lo consentono; ma se guardiamo ai nostri vicini, ai nostri alleati, c’è ancora margine di miglioramento”. Wadephul ha fatto riferimento al presidente francese Emmanuel Macron: “Lui fa regolarmente e giustamente riferimento alla nostra aspirazione alla sovranità europea, ma chiunque ne parli deve agire di conseguenza nel proprio Paese. Purtroppo, gli sforzi compiuti finora dalla Repubblica francese sono stati insufficienti per raggiungere questo obiettivo”.

    Le parole del ministro tedesco si inquadrano nel nuovo contesto, determinato anche dall’atteggiamento ondivago dell’amministrazione Trump sulla questione ucraina. Gli Stati membri della Nato si sono impegnati lo scorso giugno a portare la spesa per la difesa al 5% del Pil; un obiettivo che dovrebbe essere centrato entro il 2035.

    Lo scorso anno la Germania ha esentato la maggior parte della spesa per la difesa dai limiti del debito sanciti dalla Costituzione e gli attuali bilanci prevedono che Berlino spenderà più di 500 miliardi di euro (593 miliardi di dollari) per la difesa tra il 2025 e il 2029. La Francia ha meno margine di manovra. Il Paese ha il terzo debito pubblico più alto dell’Unione Europea in rapporto al Pil, dopo Grecia e Italia, quasi il doppio del limite del 60% stabilito dai trattati dell’Unione.

    Nell’intervista Wadephul ha confermato la contrarietà del governo tedesco all’ipotesi di Eurobond e ha poi concluso: “Chiunque oggi parli di indipendenza dagli Stati Uniti dovrebbe prima fare i compiti a casa, e l’Europa ha ancora molto lavoro da fare”. In Germania il dibattito sulle spese belliche si è intensificato in occasione della Conferenza di Monaco, con posizioni interne contrapposte. Armin Laschet (CDU) ha proposto che i paesi dell’Unione emettano Eurobond per finanziare i loro sforzi di difesa, opponendosi alla posizione del cancelliere Friedrich Merz che è contrario a questa soluzione. Laschet ha fatto riferimento all’approvazione da parte del Parlamento europeo di un prestito di 90 miliardi di euro per l’Ucraina, come prova del successo dell’uso degli Eurobond nella gestione del conflitto iniziato quattro anni fa con l’invasione russa.

    Per quanto riguarda le spese militari, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della Commissione Difesa del Parlamento europeo, ha difeso la necessità di aumentare la produzione di carri armati tedeschi di alta qualità, accanto a opzioni più accessibili come i droni, ed ha sottolineato che l’aumento della spesa militare è essenziale per mantenere la competitività e la sicurezza europea contro le minacce provenienti da Russia, Stati Uniti e Cina.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/16/spese-militari-europee-il-ministro-tedesco-wadephul-bacchetta-la-francia-i-suoi-sforzi-sono-insufficienti/8293292/
    QUESTI FOLLI PERSISTONO nel LORO PIANO per PORTARE l'EUROPA in GUERRA. Utilizzassero questi fondi per il Welfare. Spese militari europee, il ministro tedesco Wadephul bacchetta la Francia: "I suoi sforzi sono insufficienti" Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha invitato i partner europei della Nato ad aumentare le spese belliche richiamando la Francia: "Deve fare di più". Il responsabile degli Esteri, durante un'intervista alla radio Deutschlandfunk, tira in ballo il presidente Macron: "Lui fa regolarmente e giustamente riferimento all'aspirazione della sovranità europea, ma deve agire di conseguenza". Berlino prevede di utilizzare più di 500 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029. Parigi invece deve fare i conti con il terzo debito pubblico più alto dell'Unione, dopo Grecia e Italia Spese militari europee, il ministro tedesco Wadephul bacchetta la Francia: “I suoi sforzi sono insufficienti” Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, intervenendo alla radio Deutschlandfunk, ha invitato i partner europei della Nato ad aumentare le spese per la difesa e ha criticato in particolare la Francia, definendo i suoi sforzi “insufficienti”. “Dobbiamo attuare il 5%”, ha affermato Wadephul, riferendosi all’obbligo per i paesi legati all’Alleanza di destinare il 5% del loro Pil al settore della difesa. “In Germania lo facciamo; i nostri bilanci e la nostra pianificazione finanziaria a medio termine lo consentono; ma se guardiamo ai nostri vicini, ai nostri alleati, c’è ancora margine di miglioramento”. Wadephul ha fatto riferimento al presidente francese Emmanuel Macron: “Lui fa regolarmente e giustamente riferimento alla nostra aspirazione alla sovranità europea, ma chiunque ne parli deve agire di conseguenza nel proprio Paese. Purtroppo, gli sforzi compiuti finora dalla Repubblica francese sono stati insufficienti per raggiungere questo obiettivo”. Le parole del ministro tedesco si inquadrano nel nuovo contesto, determinato anche dall’atteggiamento ondivago dell’amministrazione Trump sulla questione ucraina. Gli Stati membri della Nato si sono impegnati lo scorso giugno a portare la spesa per la difesa al 5% del Pil; un obiettivo che dovrebbe essere centrato entro il 2035. Lo scorso anno la Germania ha esentato la maggior parte della spesa per la difesa dai limiti del debito sanciti dalla Costituzione e gli attuali bilanci prevedono che Berlino spenderà più di 500 miliardi di euro (593 miliardi di dollari) per la difesa tra il 2025 e il 2029. La Francia ha meno margine di manovra. Il Paese ha il terzo debito pubblico più alto dell’Unione Europea in rapporto al Pil, dopo Grecia e Italia, quasi il doppio del limite del 60% stabilito dai trattati dell’Unione. Nell’intervista Wadephul ha confermato la contrarietà del governo tedesco all’ipotesi di Eurobond e ha poi concluso: “Chiunque oggi parli di indipendenza dagli Stati Uniti dovrebbe prima fare i compiti a casa, e l’Europa ha ancora molto lavoro da fare”. In Germania il dibattito sulle spese belliche si è intensificato in occasione della Conferenza di Monaco, con posizioni interne contrapposte. Armin Laschet (CDU) ha proposto che i paesi dell’Unione emettano Eurobond per finanziare i loro sforzi di difesa, opponendosi alla posizione del cancelliere Friedrich Merz che è contrario a questa soluzione. Laschet ha fatto riferimento all’approvazione da parte del Parlamento europeo di un prestito di 90 miliardi di euro per l’Ucraina, come prova del successo dell’uso degli Eurobond nella gestione del conflitto iniziato quattro anni fa con l’invasione russa. Per quanto riguarda le spese militari, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della Commissione Difesa del Parlamento europeo, ha difeso la necessità di aumentare la produzione di carri armati tedeschi di alta qualità, accanto a opzioni più accessibili come i droni, ed ha sottolineato che l’aumento della spesa militare è essenziale per mantenere la competitività e la sicurezza europea contro le minacce provenienti da Russia, Stati Uniti e Cina. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/16/spese-militari-europee-il-ministro-tedesco-wadephul-bacchetta-la-francia-i-suoi-sforzi-sono-insufficienti/8293292/
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  • Il post sull’IA che ha scosso la rete e riacceso i timori sull’occupazione: “Voi sarete i prossimi”
    Un intervento sui social media dell’imprenditore Matt Shumer, letto 75 milioni di volte in due giorni, ha riacceso il dibattito globale sull'impatto dell’intel…
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/ia_lavoro_pericolo_come_covid-425154549/amp/
    Il post sull’IA che ha scosso la rete e riacceso i timori sull’occupazione: “Voi sarete i prossimi” Un intervento sui social media dell’imprenditore Matt Shumer, letto 75 milioni di volte in due giorni, ha riacceso il dibattito globale sull'impatto dell’intel… https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/ia_lavoro_pericolo_come_covid-425154549/amp/
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    Un intervento sui social media dell’imprenditore Matt Shumer, letto 75 milioni di volte in due giorni, ha riacceso il dibattito globale sull'impatto dell’intel…
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  • TIRA UNA BRUTTA ARIA di CENSURA in GENERALE!
    La Russia blocca Whatsapp. L’alternativa per 120 milioni di utenti è Max: come funziona
    Il Cremlino completa il blocco delle app di Meta. Un passaggio cruciale per il progetto Runet. Al posto del servizio di messaggistica c’è Max, una controllata …
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/russia_blocca_whatsapp_alternativa_max_vkontakte_come_funziona-425153604/amp/
    TIRA UNA BRUTTA ARIA di CENSURA in GENERALE! La Russia blocca Whatsapp. L’alternativa per 120 milioni di utenti è Max: come funziona Il Cremlino completa il blocco delle app di Meta. Un passaggio cruciale per il progetto Runet. Al posto del servizio di messaggistica c’è Max, una controllata … https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/russia_blocca_whatsapp_alternativa_max_vkontakte_come_funziona-425153604/amp/
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  • La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran
    L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni.

    La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni.

    «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie.
    La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine»

    L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista
    Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu

    Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli.

    In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità».

    https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
    La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni. La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni. «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie. La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine» L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli. In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità». https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
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    La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran
    L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni
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  • L’idea geniale di scavare un laboratorio sotto al Gran Sasso: così Zichichi convinse la Dc
    Lo scienziato scomparso oggi, all’epoca presidente dell’Infn, chiese alla politica di sfruttare i lavori per l’A24. Oggi il centro di ricerca ospita 1300 scienziati...
    https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/09/news/laboratori_gran_sasso_cosa_sono_antonino_zichichi-425148639/amp/
    L’idea geniale di scavare un laboratorio sotto al Gran Sasso: così Zichichi convinse la Dc Lo scienziato scomparso oggi, all’epoca presidente dell’Infn, chiese alla politica di sfruttare i lavori per l’A24. Oggi il centro di ricerca ospita 1300 scienziati... https://www.repubblica.it/cronaca/2026/02/09/news/laboratori_gran_sasso_cosa_sono_antonino_zichichi-425148639/amp/
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  • “Perché quasi la metà dei vostri contenuti per bambini promuovo un’ideologia transgender?”.

    Il senatore repubblicano Josh Hawley ha incalzato così il ceo di Netflix Ted Sarando, durante l’audizione per l’acquisizione di Warner Bros da parte del colosso dello streaming.

    “Quasi la metà dei vostri contenuti, sto parlando di bambini piccoli ora, non sto parlando di adolescenti,
    promuovono un'agenda ideologica transgender.
    Stavo solo guardando i dati qui dalle vostre varie serie, e ciò che mi preoccupa è che solo due giorni fa, una giuria a New York ha assegnato 2 milioni di dollari a una persona sottopostasi a transizione perché il suo psicologo e altri l'hanno spinta verso un'ideologia che si è rivelata estremamente dannosa.
    Sono sicuro che sa che nel Regno Unito, il Servizio Sanitario Nazionale ha detto che non effettueranno più interventi chirurgici transgender o la cosiddetta cura di affermazione di genere per i minori, incluso nel counseling, perché è incredibilmente dannosa.
    Anche il nostro Dipartimento della Salute ha pubblicato risultati simili quest'anno.
    Eppure, se accendi Netflix, troverai che una quantità enorme, e lo dico come genitore con tre bambini piccoli, una quantità enorme dei vostri programmi per bambini contiene questa ideologia e agenda”.

    Source: https://x.com/LeonardoPanetta/status/2018959732518555747?s=20
    “Perché quasi la metà dei vostri contenuti per bambini promuovo un’ideologia transgender?”. Il senatore repubblicano Josh Hawley ha incalzato così il ceo di Netflix Ted Sarando, durante l’audizione per l’acquisizione di Warner Bros da parte del colosso dello streaming. “Quasi la metà dei vostri contenuti, sto parlando di bambini piccoli ora, non sto parlando di adolescenti, promuovono un'agenda ideologica transgender. Stavo solo guardando i dati qui dalle vostre varie serie, e ciò che mi preoccupa è che solo due giorni fa, una giuria a New York ha assegnato 2 milioni di dollari a una persona sottopostasi a transizione perché il suo psicologo e altri l'hanno spinta verso un'ideologia che si è rivelata estremamente dannosa. Sono sicuro che sa che nel Regno Unito, il Servizio Sanitario Nazionale ha detto che non effettueranno più interventi chirurgici transgender o la cosiddetta cura di affermazione di genere per i minori, incluso nel counseling, perché è incredibilmente dannosa. Anche il nostro Dipartimento della Salute ha pubblicato risultati simili quest'anno. Eppure, se accendi Netflix, troverai che una quantità enorme, e lo dico come genitore con tre bambini piccoli, una quantità enorme dei vostri programmi per bambini contiene questa ideologia e agenda”. Source: https://x.com/LeonardoPanetta/status/2018959732518555747?s=20
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  • Vannacci lascia la Lega: la mia strada è un’altra. Salvini: deluso, esclusa un’alleanza
    Con un post l’ufficialità. L’ex generale e Salvini si sono visti ieri. Da poco depositato il suo simbolo: “Proseguo da solo”. Fuori anche dal gruppo dei Patrio…
    https://www.repubblica.it/politica/2026/02/03/news/vannacci_lascia_lega-425135571/amp/
    Vannacci lascia la Lega: la mia strada è un’altra. Salvini: deluso, esclusa un’alleanza Con un post l’ufficialità. L’ex generale e Salvini si sono visti ieri. Da poco depositato il suo simbolo: “Proseguo da solo”. Fuori anche dal gruppo dei Patrio… https://www.repubblica.it/politica/2026/02/03/news/vannacci_lascia_lega-425135571/amp/
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    Con un post l’ufficialità. L’ex generale e Salvini si sono visti ieri. Da poco depositato il suo simbolo: “Proseguo da solo”. Fuori anche dal gruppo dei Patrio…
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  • Uno dei chatbot di IA più popolari al mondo ha diffuso milioni di conversazioni segrete
    Un gruppo di ricerca ha scoperto una vulnerabilità in Chat & Ask AI, app da 50 milioni di download. Una violazione di dati sensibili che riaccende i dubbi …
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/29/news/chatbot_ia_hacker_dati_sensibili_suicidio_droga-425126322/amp/
    Uno dei chatbot di IA più popolari al mondo ha diffuso milioni di conversazioni segrete Un gruppo di ricerca ha scoperto una vulnerabilità in Chat & Ask AI, app da 50 milioni di download. Una violazione di dati sensibili che riaccende i dubbi … https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/29/news/chatbot_ia_hacker_dati_sensibili_suicidio_droga-425126322/amp/
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  • WhatsApp, cosa è come si attiva la nuova funzionalità Strict Account
    WhatsApp ha lanciato una funzione di sicurezza avanzata che attiva impostazioni di privacy più stringenti e che riduce le possibilità d’attacco da parte di cri…
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/28/news/whatsapp_cosa_e_come_si_attiva_la_nuova_funzionalita_strict_account-425123185/amp/
    WhatsApp, cosa è come si attiva la nuova funzionalità Strict Account WhatsApp ha lanciato una funzione di sicurezza avanzata che attiva impostazioni di privacy più stringenti e che riduce le possibilità d’attacco da parte di cri… https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/28/news/whatsapp_cosa_e_come_si_attiva_la_nuova_funzionalita_strict_account-425123185/amp/
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    WhatsApp, cosa è come si attiva la nuova funzionalità Strict Account
    WhatsApp ha lanciato una funzione di sicurezza avanzata che attiva impostazioni di privacy più stringenti e che riduce le possibilità d’attacco da parte di cri…
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  • REPUBBLICA CONTINUA CON LA PROPAGANDA BECERA e FASULLA. SAPPIAMO CHE È VERO IL CONTRARIO!
    Il PREZZO PIÙ ALTO LO PAGA L'UCRAINA CHE HA ANCHE PERSO KA GUERRA!

    Guerra in Ucraina: quasi 2 milioni di soldati uccisi o feriti. E la Russia paga il prezzo più alto
    È quanto emerge da uno studio indipendente americano che traccia un bilancio sconvolgente del conflitto cominciato quattro anni fa
    https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/28/news/guerra_ucraina_2_milioni_soldati_uccisi_feriti_studio_new_york_times-425122855/amp/
    REPUBBLICA CONTINUA CON LA PROPAGANDA BECERA e FASULLA. SAPPIAMO CHE È VERO IL CONTRARIO! Il PREZZO PIÙ ALTO LO PAGA L'UCRAINA CHE HA ANCHE PERSO KA GUERRA! Guerra in Ucraina: quasi 2 milioni di soldati uccisi o feriti. E la Russia paga il prezzo più alto È quanto emerge da uno studio indipendente americano che traccia un bilancio sconvolgente del conflitto cominciato quattro anni fa https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/28/news/guerra_ucraina_2_milioni_soldati_uccisi_feriti_studio_new_york_times-425122855/amp/
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    È quanto emerge da uno studio indipendente americano che traccia un bilancio sconvolgente del conflitto cominciato quattro anni fa
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