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  • GIORNO DELLA MEMORIA

    Campi di sterminio per chi non si vaccina
    Giuseppe Gigantino, cardiologo

    Mi divertirei a vederli morire come mosche
    Andrea Scanzi, giornalista

    Se fosse per me costruirei anche due camere a gas
    Marianna Rubino, medico

    I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori
    Sebastiano Messina, giornalista

    Vagoni separati per non vaccinati
    Mauro Felicori, assessore

    Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile
    Stefano Feltri, giornalista

    I no vax fuori dai luoghi pubblici
    Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana

    Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo
    Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto

    Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli
    Paolo Guzzanti, giornalista

    Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci
    Roberto Burioni, virologo.

    Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti
    Alessia Morani, deputato

    Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo
    Selvaggia Lucarelli, giornalista

    I rider devono sputare nel loro cibo.
    David Parenzo, giornalista

    I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire.
    Mario Draghi, Presidente del Consiglio

    Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più.
    Cesare Manzini, infermiere

    Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla
    Francesca Bertellotti, infermiera

    Provo un pesante odio verso i no vax
    J-Ax, cantante

    Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina
    Carlotta Saporetti, infermiera

    Non siete vaccinati? Toglietevi dal ca**o!
    Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna

    Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi
    Alfredo Faieta, giornalista

    Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli
    Renato Brunetta, ministro

    E’ giusto lasciarli morire per strada
    Umberto Tognolli, medico

    Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente
    Giovanni Spano, vicesindaco

    Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro
    Filippo Maioli, medico

    Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo
    Giuliano Cazzola, giornalista

    Mandategli i Carabinieri a casa
    Luca Telese, giornalista

    Gli renderemo la vita difficile, sono pericolosi
    Piepaolo Sileri, Viceministro

    E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati
    Sabino Cassese, costituzionalista

    Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?
    Laura Cesaretti, giornalista

    Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io
    Vania Zavater, infermiera

    I novax sono i nostri talebani
    Giovanni Toti, presidente regione Liguria

    Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi
    Matteo Bassetti, infettivologo
    GIORNO DELLA MEMORIA Campi di sterminio per chi non si vaccina Giuseppe Gigantino, cardiologo Mi divertirei a vederli morire come mosche Andrea Scanzi, giornalista Se fosse per me costruirei anche due camere a gas Marianna Rubino, medico I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori Sebastiano Messina, giornalista Vagoni separati per non vaccinati Mauro Felicori, assessore Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile Stefano Feltri, giornalista I no vax fuori dai luoghi pubblici Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli Paolo Guzzanti, giornalista Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci Roberto Burioni, virologo. Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti Alessia Morani, deputato Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo Selvaggia Lucarelli, giornalista I rider devono sputare nel loro cibo. David Parenzo, giornalista I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire. Mario Draghi, Presidente del Consiglio Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più. Cesare Manzini, infermiere Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla Francesca Bertellotti, infermiera Provo un pesante odio verso i no vax J-Ax, cantante Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina Carlotta Saporetti, infermiera Non siete vaccinati? Toglietevi dal ca**o! Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi Alfredo Faieta, giornalista Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli Renato Brunetta, ministro E’ giusto lasciarli morire per strada Umberto Tognolli, medico Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente Giovanni Spano, vicesindaco Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro Filippo Maioli, medico Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo Giuliano Cazzola, giornalista Mandategli i Carabinieri a casa Luca Telese, giornalista Gli renderemo la vita difficile, sono pericolosi Piepaolo Sileri, Viceministro E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati Sabino Cassese, costituzionalista Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax? Laura Cesaretti, giornalista Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io Vania Zavater, infermiera I novax sono i nostri talebani Giovanni Toti, presidente regione Liguria Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi Matteo Bassetti, infettivologo
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  • ROBERT ROSENTHAL - LE PIÙ GRANDI BUGIE SIONISTE DI TUTTI I TEMPI

    Di Robert Rosenthal - 29 novembre 2025

    Il Sionismo si è sempre basato su miti, distorsioni e falsità per mantenere il sostegno del pubblico occidentale. Le falsità Sioniste hanno tenuto generazioni di Sionisti ebrei e sostenitori non ebrei di quel Progetto Razzista completamente disinformati.

    Dopo due anni di Genocidio trasmesso in diretta video su internet, abbiamo visto cosa succede quando ebrei con menti e cuori aperti, che il Sionismo non ha ancora indurito, affrontano finalmente la realtà di quel movimento disonesto, Razzista, violento e moralmente fallito: tendono ad andarsene. E una volta andati via, raramente tornano.

    Sono stato introdotto al Sionismo in giovane età, quando generalmente credevo a ciò che mi dicevano le figure autoritarie. Come ebreo del Baby Boom (1946-1964), non ho avuto facile accesso a informazioni veritiere sulla Palestina e Israele. Non abbiamo mai sentito voci palestinesi e non ricordo di aver mai parlato con un ebreo antisionista. L'insegnamento che ho ricevuto era completamente fazioso, unilaterale e, a posteriori, profondamente offensivo.

    A causa della persuasività della Propaganda Sionista, ho trascorso più di metà della mia vita a difendere Israele. Quando finalmente ho scoperto la vera storia, sono rimasto sconvolto e furioso.

    Dopo anni passati a cercare scuse per quelli che ora so essere i Crimini Contro l'Umanità di Israele, voglio contribuire a mettere le cose in chiaro. Quelle che seguono sono quelle che considero le più grandi bugie Sioniste mai raccontate, in ordine inverso, con la n. 1 come menzogna più distruttiva, la falsità che ha causato più danni.

    17 – "Ebrei e arabi sono in guerra tra loro da migliaia di anni".

    Questo è un bell'esempio di pigrizia intellettuale. Tratta un moderno (e anacronistico) Progetto Colonialista-Insediativo come se fosse una faida senza tempo nel deserto che giustifica magicamente qualsiasi azione di Israele oggi, perché "Ehi, si sono sempre odiati". In realtà, ebrei, musulmani e cristiani hanno vissuto insieme, principalmente in pace, in quella Regione per secoli. La situazione attuale affonda le sue radici in un movimento etnico-nazionalista-politico, non in un antico rancore codificato nel DNA. Il mito dell'"odio antico" è comodo perché dice ai Sionisti che lo status quo è eterno e che nulla potrà mai cambiare veramente nell'oppressione israeliana dei palestinesi, quindi perché preoccuparsi di condannarlo o addirittura metterlo in discussione?

    16 – "Gli ebrei hanno fatto fiorire il deserto".

    È una bella favola che cancella generazioni di contadini palestinesi che già coltivavano olive, agrumi, cereali e altro, molto prima che Theodor Herzl prendesse in mano una penna. Prende manodopera, terra e acqua palestinesi, li scredita come lande desolate e poi esige applausi quando il Colonizzatore installa gli irrigatori. Questo non è "far fiorire il deserto"; è rubare il giardino di qualcuno e definirsi un genio. Nascosto in tutto questo c'è il classico stereotipo Razzista Sionista secondo cui l'arabo "barbaro" era troppo arretrato per coltivare adeguatamente la terra e aveva bisogno del nuovo arrivato, presumibilmente "civilizzato", per redimerla, un copione coloniale vecchio come il mondo.

    15 – "I palestinesi sono un popolo inventato".

    Guardate ogni mappa del Medio Oriente stampata prima del 1947 e vedrete questa parola: "PALESTINA". Ogni nazione è "inventata" nel senso che le identità si sviluppano nel tempo. Ma in qualche modo, solo ai palestinesi viene detto che non esistono. Questa menzogna permette ai Sionisti di trattare un intero popolo come un errore burocratico invece che come una nazione con una ricca storia, una splendida cultura, una lingua e diritti legali. Se riesci a convincere il mondo che i palestinesi sono inventati, diventa molto più facile far sparire le loro città, i loro villaggi, le loro case e i loro corpi. Da bambino, sentivo raramente la parola "palestinesi". Li chiamavano "arabi", il che era proprio il punto: togli loro il nome, elimina la loro identità, e diventa più facile cancellare i loro diritti.

    14 – "Gli israeliani sono i veri abitanti nativi di quella terra".

    Il Sionismo prende un legame teologico e diasporico con un luogo e cerca di trasformarlo in un assegno in bianco per il Dominio permanente sulle persone che vi abitano. Essere indigeni non significa "i miei antenati avevano vissuto su questo posto 2000 anni fa". Significa presenza continua, tutela e appartenenza, non paracadutarsi con un passaporto europeo e un fucile. E certamente non significa fare l'Aliyah (immigrare) dopo aver vissuto a Brooklyn per tutta la vita e non avere alcun legame tracciabile con quella terra. Sì, gli ebrei avevano un'antica presenza in Palestina, insieme a musulmani e cristiani. L'unica risposta etica in Palestina-Israele è che tutti vivano da pari, non che un gruppo rivendichi un titolo esclusivo ed eterno di proprietà terriera.

    13 – "Israele era una terra senza popolo per un popolo senza terra".

    Ogni album di foto di famiglia palestinese, ogni cimitero e ogni chiave appesa a una collana rappresentano una confutazione diretta di questa menzogna. Lo slogan è stato propaganda fin dal primo giorno, concepito per Cancellare milioni di palestinesi in una sola frase. Non c'è bisogno di inventare una terra vuota, a meno che non si intenda svuotarla a propria volta. Almeno 750.000 palestinesi subirono una Pulizia Etnica durante la Nakba originale; intere città furono letteralmente Cancellate dalla mappa e più di 400 villaggi furono distrutti. Considero la negazione della Nakba disgustosa quanto la negazione dell'Olocausto, ed entrambe mirano a cancellare il trauma di un popolo per poter continuare a maltrattarlo senza sensi di colpa.

    12 – "Nel 1948, i palestinesi abbandonarono volontariamente le loro case".

    Certo, e le persone se ne vanno "volontariamente" quando le milizie sparano sopra le loro teste, nei villaggi vicini si verificano Massacri e viene detto loro che se oltrepassano una certa linea saranno uccise. Definire questo "volontario" è come chiamare una rapina "donazione caritatevole". La Nakba non è stata un revisione della Terra Santa; Si trattava di un'espulsione di massa sostenuta dalla violenza organizzata. Crescendo, mi è stato detto che ai demoniaci palestinesi era stato ordinato di andarsene temporaneamente mentre gli eserciti arabi spingevano tutti gli ebrei in mare, e che le trasmissioni radiofoniche esortavano gli arabi che odiavano gli ebrei ad andarsene per un breve periodo mentre i loro leader facevano il loro lavoro. Ho controllato e ricontrollato, ma non ho mai trovato prove credibili a sostegno di questa affermazione. È una storia inventata usata dai Razzisti per spacciare le vittime della Pulizia Etnica per odiosi custodi di case. Negare ai rifugiati palestinesi il Diritto al Ritorno è crudele, immorale e non ebreo.

    11 – "Rifiutando il Piano di Partizione delle Nazioni Unite, i palestinesi hanno segnato il loro destino".

    Questa è la storia originale del "hanno avuto la loro occasione", raccontata come se i palestinesi avessero sprecato incautamente un buon affare e ne avessero pagato il prezzo da allora. Il Piano di Partizione delle Nazioni Unite del 1947 fu redatto da un comitato di 11 Paesi senza rappresentanza araba e proponeva di trasformare circa il 55% della Palestina storica in uno "Stato Ebraico", in un'epoca in cui gli ebrei rappresentavano circa un terzo della popolazione e possedevano meno del 7% del territorio. Ai palestinesi, le cui famiglie avevano vissuto e lavorato su quella terra per secoli, fu detto che uno "Stato Ebraico" sostenuto dall'estero per coloni europei e altri ebrei della Diaspora sarebbe stato costruito su quella che era stata in gran parte terra araba e che una raccomandazione non vincolante avrebbe dovuto prevalere sul loro diritto all'autodeterminazione. Non erano ingenui; i palestinesi erano consapevoli, dalla storia recente in luoghi come l'Algeria, il Sudafrica e in tutte le Americhe, di ciò che il Colonialismo d'Insediamento provoca ai popoli nativi: espropriazione, gerarchia razziale e Cancellazione culturale. Se la situazione fosse stata invertita e ai Sionisti fosse stato detto di accettare un accordo simile sulla maggior parte delle loro terre, non ho dubbi che lo avrebbero rifiutato anche loro. Definire il rifiuto dei palestinesi di questo orribile accordo come "un sigillo al loro destino" è solo un altro modo per dire che i popoli colonizzati devono accettare la propria espropriazione o rinunciare per sempre ai propri diritti.

    10 – "Ai palestinesi è stato ripetutamente offerto uno Stato proprio, ma l'hanno sempre rifiutato".

    Questo è il discorso di vendita infernale: spartirsi la loro terra, privare lo "Stato" di confini, esercito, acqua e vera sovranità, e poi fingere di essere scioccati perché non hanno firmato sulla linea tratteggiata. Quella che è stata spacciata per una "generosa offerta" era un ghetto. Dire "hanno rifiutato la pace" significa semplicemente che si sono rifiutati di legalizzare la propria gabbia. Ai palestinesi non è mai stata offerta una sovranità piena e autentica sul proprio territorio, e ai rifugiati palestinesi non è mai stato offerto il Diritto essenziale al Ritorno garantito dal Diritto Internazionale. Rifiutare un falso "Stato" che ratifica la propria espropriazione non significa rifiutare la pace; significa rifiutarsi di approvare automaticamente la propria sottomissione permanente.

    9 – "Israele ha smesso di occupare Gaza nel 2005".

    A quanto pare, i Sionisti pensano che si possa controllare lo spazio aereo, il mare, i confini e le infrastrutture di base e continuare a giurare di non essere un Occupante. Gaza è un caso di studio di "Occupazione a Controllo remoto": nessun colono all'interno della recinzione, ma controllo totale su chi e cosa entra o esce, intervallato da regolari Campagne di Bombardamenti. Se questa non è Occupazione, la parola non ha alcun significato. Secondo il Diritto Internazionale, un territorio rimane occupato quando una potenza straniera mantiene il controllo effettivo sulla sua terra, mare e aria, e ogni organismo legale serio che ha esaminato Gaza ha continuato a classificarla come Territorio Occupato. Il fatto che i Sionisti non vogliano sentirselo dire non cambia magicamente la realtà per le persone intrappolate lì.

    8 – "Il problema è iniziato il 7 ottobre".

    Questa è la menzogna che cerca di premere il pulsante "Azzera" sulla storia. Finge che tutto ciò che è accaduto prima del 7 ottobre 2023, la Nakba, l'Occupazione, l'Apartheid, l'Assedio, decenni di Massacri ed espulsioni, fosse solo rumore di fondo, e che "il conflitto" sia iniziato magicamente in quel giorno terribile. Cancellate quasi ottant'anni di violenza e spoliazioni israeliane e potrete ribattezzare il Genocidio come "autodifesa". Il 6 ottobre, Gaza era già ampiamente conosciuta come "la più grande prigione a cielo aperto del mondo", l'ONU l'aveva classificata come "invivibile" e il pluripremiato giornalista israeliano Gideon Levy la definiva un "Campo di Concentramento". Un diciottenne di Gaza non sarebbe in grado di ricordare un momento in cui non fosse stato confinato con la forza all'interno di quella recinzione in condizioni subumane per il "crimine" di esistere come palestinese. Fingere che quell'inferno fosse una pacifica normalità il giorno prima è un'operazione di manipolazione di portata Genocida.

    7 – "Israele è l'unica democrazia in Medio Oriente".

    Democrazia per chi? Un Regime che privilegia apertamente un gruppo etnico-religioso nella legge, controlla milioni di sudditi privati ​​dei diritti civili sotto il Regime Militare e approva una legge sullo Stato-Nazione che dichiara l'autodeterminazione "esclusiva" degli ebrei non è un esempio lampante di nient'altro che Apartheid. I Sionisti amano affermare che i cittadini arabi/palestinesi di Israele godano di pari diritti, ma organizzazioni come Adalah hanno documentato più di 60 leggi israeliane che li discriminano direttamente o indirettamente in termini di territorio, cittadinanza, partecipazione politica, risorse e diritti civili fondamentali. Definire questa una "democrazia" è più un insulto all'intero concetto di democrazia che un complimento a Israele. Trovo offensivo appiccicare la parola "democrazia" a uno Stato di Apartheid che nega ad almeno metà delle persone sotto il suo controllo il diritto di votare per i funzionari che decidono se vivono, muoiono o possono vedere un medico.

    6 – "Il Sionismo riguarda semplicemente l'autodeterminazione ebraica".

    A prima vista, sembra ragionevole. Come tutti gli altri, gli ebrei meritano sicurezza, libertà e dignità. Ma in pratica, il Sionismo non è mai stato semplicemente una questione di sicurezza, libertà e dignità ebraica; è stato un progetto politico per garantire uno Stato a maggioranza ebraica in una terra che era già a stragrande maggioranza palestinese. "Autodeterminazione ebraica", nell'accezione Sionista, è un eufemismo per uno Stato che rivendica il diritto di opprimere i palestinesi per garantire il Dominio ebraico permanente. Il discorso non riguarda mai l'autodeterminazione per tutti tra il fiume e il mare; riguarda il presunto "diritto" all'autodeterminazione di un gruppo usato come carta vincente (senza alcun gioco di parole) per negare lo stesso diritto alle persone che già vi vivono e per presentare qualsiasi richiesta di uguaglianza palestinese come un attacco all'esistenza ebraica stessa. Quando i Sionisti avvertono che la parità di diritti per i palestinesi "distruggerà" Israele, stanno confessando che la loro versione di Israele come Stato etnico con diritti esclusivi per gli "eletti" esiste solo se i palestinesi vengono mantenuti ineguali.

    5 – "L'antisionismo è antisemitismo e criticare Israele è una forma di odio verso gli ebrei".

    Questo è il bavaglio mascherato da protezione. Insiste sul fatto che un'ideologia politica del 19°-20° secolo e l'attuale Stato di Apartheid siano in qualche modo fusi con il nucleo dell'identità ebraica, quindi qualsiasi critica seria al Sionismo o a Israele si trasforma automaticamente in odio verso gli ebrei. In pratica, è stato utilizzato per mettere a tacere i palestinesi, punire i dissidenti ebrei e mettere a tacere movimenti non violenti come il BDS. Peggio ancora, insistendo sul fatto che Israele parli e uccida "per gli ebrei", in realtà aumenta il rischio per gli ebrei comuni in tutto il mondo, per poi additare la reazione negativa che ha contribuito a creare come prova del fatto che gli ebrei "hanno bisogno" del Sionismo. L'idea che gli ebrei "buoni" sostengano l'oppressione è di per sé antisemita, e con un numero crescente di ebrei che si identificano apertamente come antisionisti, l'affermazione che l'antisionismo o la critica tagliente di Israele equivalgano all'odio per gli ebrei appare ogni giorno più assurda, e disperata.

    4 – "I palestinesi sono creature naturalmente violente che praticano il terrorismo o lo sostengono".

    Questo è il rovescio della medaglia della Supremazia: se gli ebrei vengono dipinti come vittime eternamente razionali e civili, i palestinesi devono essere inquadrati come creature barbare e irrazionali che o imbracciano la pistola o tifano per chi lo fa. Non importa che i palestinesi abbiano un'immensa e documentata storia di resistenza non violenta, boicottaggi, scioperi, marce, comitati popolari, di fronte a una forza schiacciante. Se si etichetta un intero popolo come terrorista congenito, allora ogni posto di blocco, ogni attentato, ogni bambino ucciso nel proprio letto diventa "sicurezza preventiva". Crescendo, sono stato portato a credere che gli "arabi" odiassero gli ebrei per il fatto di essere ebrei e che, se ne avessero avuto la possibilità, ci avrebbero uccisi tutti. È lo stesso copione utilizzato da ogni progetto di Colonialismo di Insediamento, dal chiamare "selvaggi" i popoli indigeni al descrivere gli africani schiavizzati come intrinsecamente pericolosi. A differenza delle Forze di Occupazione Israeliane e dei coloni israeliani illegali che si dedicano costantemente alla violenza, incluso il terrorismo, la stragrande maggioranza dei palestinesi ha risposto in modo non violento a oltre 77 anni di violenza dello Stato israeliano.

    3 – "I palestinesi meritano tutte le punizioni che hanno ricevuto dallo 'Stato Ebraico'".

    Questa è la forma più pura di vittimizzazione del Sionismo: decenni di umiliazioni, espropriazioni, assedi, bombardamenti, prigionia e fame vengono riformulati come una sorta di problema cosmico di servizio al cliente che i palestinesi si sono procurati da soli per non essere stati sufficientemente silenziosi, grati o morti. Ogni atrocità diventa una "conseguenza" della loro presunta barbarie piuttosto che una scelta fatta da uno Stato estremamente potente che ha deciso di governare un altro popolo con la forza. È la logica dell'abusatore: qualunque cosa ti faccia è colpa tua per avermi costretto a farlo. E, come ogni accusa alla vittima, esiste per lenire la coscienza dell'oppressore e per dire al resto del mondo che la giustizia sarebbe pericolosa, mentre la crudeltà continua è semplicemente "l'ordine naturale delle cose".

    2 – "Le IDF sono l'esercito più morale del mondo".

    Niente grida più "Morale" come bombardare ospedali, scuole e moschee; far morire di fame una popolazione prigioniera; e distruggere interi quartieri, il tutto ripreso in video e trasmesso in diretta in tutto il pianeta. Questo slogan esiste per una sola ragione: per prevenire qualsiasi atrocità. Se si accetta la premessa che le Forze di Occupazione Israeliane siano unicamente morali, allora, qualsiasi cosa facciano, comprese le Uccisioni di Massa, deve in qualche modo essere accettabile. Questa non è etica; Si tratta di un movimento che assomiglia a una setta. Dal 7 ottobre 2023, nella guerra israeliana contro i bambini, le donne e gli uomini di Gaza sono stati uccisi più giornalisti che in qualsiasi altro conflitto o Paese al mondo in un periodo di tempo comparabile, rendendolo il conflitto più mortale per i giornalisti mai registrato. Un "esercito moralmente superiore" non continua a uccidere le persone il cui compito è mostrare al mondo cosa sta facendo.

    1 – "Israele non ha commesso un Genocidio".

    Quando si uccide, si mutila, si affama e si sradica sistematicamente una popolazione intrappolata mentre i capi politici e militari parlano apertamente di volerla Sterminare, non si tratta di un tragico incidente di guerra; è un Progetto di Distruzione. Negare il Genocidio nel mezzo di un Massacro trasmesso in diretta video non è una posizione neutrale; è Complicità. Una delle digressioni Sioniste più popolari è: "Hamas si nasconde nelle aree civili", come se questo rendesse in qualche modo ogni casa, ospedale, scuola, moschea e condominio di Gaza un bersaglio legittimo. Gaza è uno dei luoghi più densamente popolati del mondo, non esiste una "zona non civile", e il Diritto Internazionale non dice: "Se ci sono combattenti nelle vicinanze, siete liberi di radere al suolo interi quartieri e far morire di fame tutti i superstiti". Anche nella guerriglia urbana, un esercito deve distinguere tra combattenti e civili, usare la forza in modo proporzionato ed evitare Punizioni Collettive. E se posizionare infrastrutture militari vicino ai civili rendesse automaticamente questi ultimi sacrificabili, gli israeliani potrebbero voler spiegare perché il quartier generale delle IDF, il complesso di Kirya, il "Pentagono" israeliano, si trova nel cuore di Tel Aviv, circondato da uffici, centri commerciali, grattacieli residenziali e una densa vita civile. Bombardare campi profughi, prendere di mira giornalisti e medici e tagliare cibo, acqua e medicine a due milioni di persone non è autodifesa; è la deliberata distruzione della capacità di vivere di un popolo. Importanti organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e B'Tselem, l'organizzazione israeliana per i diritti umani, hanno concluso che Israele sta commettendo un Genocidio o atti che rientrano nella definizione legale di Genocidio a Gaza, e la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per il Primo Ministro israeliano per aver usato la fame come arma contro i civili. Negare che tutto ciò stia accadendo significa negare la realtà che i palestinesi sopportano ogni singolo giorno.

    Traduzione: La Zona Grigia

    Fonte: https://theprogressivejew.substack.com/p/biggest-zionist-lies-of-all-time?
    ROBERT ROSENTHAL - LE PIÙ GRANDI BUGIE SIONISTE DI TUTTI I TEMPI Di Robert Rosenthal - 29 novembre 2025 Il Sionismo si è sempre basato su miti, distorsioni e falsità per mantenere il sostegno del pubblico occidentale. Le falsità Sioniste hanno tenuto generazioni di Sionisti ebrei e sostenitori non ebrei di quel Progetto Razzista completamente disinformati. Dopo due anni di Genocidio trasmesso in diretta video su internet, abbiamo visto cosa succede quando ebrei con menti e cuori aperti, che il Sionismo non ha ancora indurito, affrontano finalmente la realtà di quel movimento disonesto, Razzista, violento e moralmente fallito: tendono ad andarsene. E una volta andati via, raramente tornano. Sono stato introdotto al Sionismo in giovane età, quando generalmente credevo a ciò che mi dicevano le figure autoritarie. Come ebreo del Baby Boom (1946-1964), non ho avuto facile accesso a informazioni veritiere sulla Palestina e Israele. Non abbiamo mai sentito voci palestinesi e non ricordo di aver mai parlato con un ebreo antisionista. L'insegnamento che ho ricevuto era completamente fazioso, unilaterale e, a posteriori, profondamente offensivo. A causa della persuasività della Propaganda Sionista, ho trascorso più di metà della mia vita a difendere Israele. Quando finalmente ho scoperto la vera storia, sono rimasto sconvolto e furioso. Dopo anni passati a cercare scuse per quelli che ora so essere i Crimini Contro l'Umanità di Israele, voglio contribuire a mettere le cose in chiaro. Quelle che seguono sono quelle che considero le più grandi bugie Sioniste mai raccontate, in ordine inverso, con la n. 1 come menzogna più distruttiva, la falsità che ha causato più danni. 17 – "Ebrei e arabi sono in guerra tra loro da migliaia di anni". Questo è un bell'esempio di pigrizia intellettuale. Tratta un moderno (e anacronistico) Progetto Colonialista-Insediativo come se fosse una faida senza tempo nel deserto che giustifica magicamente qualsiasi azione di Israele oggi, perché "Ehi, si sono sempre odiati". In realtà, ebrei, musulmani e cristiani hanno vissuto insieme, principalmente in pace, in quella Regione per secoli. La situazione attuale affonda le sue radici in un movimento etnico-nazionalista-politico, non in un antico rancore codificato nel DNA. Il mito dell'"odio antico" è comodo perché dice ai Sionisti che lo status quo è eterno e che nulla potrà mai cambiare veramente nell'oppressione israeliana dei palestinesi, quindi perché preoccuparsi di condannarlo o addirittura metterlo in discussione? 16 – "Gli ebrei hanno fatto fiorire il deserto". È una bella favola che cancella generazioni di contadini palestinesi che già coltivavano olive, agrumi, cereali e altro, molto prima che Theodor Herzl prendesse in mano una penna. Prende manodopera, terra e acqua palestinesi, li scredita come lande desolate e poi esige applausi quando il Colonizzatore installa gli irrigatori. Questo non è "far fiorire il deserto"; è rubare il giardino di qualcuno e definirsi un genio. Nascosto in tutto questo c'è il classico stereotipo Razzista Sionista secondo cui l'arabo "barbaro" era troppo arretrato per coltivare adeguatamente la terra e aveva bisogno del nuovo arrivato, presumibilmente "civilizzato", per redimerla, un copione coloniale vecchio come il mondo. 15 – "I palestinesi sono un popolo inventato". Guardate ogni mappa del Medio Oriente stampata prima del 1947 e vedrete questa parola: "PALESTINA". Ogni nazione è "inventata" nel senso che le identità si sviluppano nel tempo. Ma in qualche modo, solo ai palestinesi viene detto che non esistono. Questa menzogna permette ai Sionisti di trattare un intero popolo come un errore burocratico invece che come una nazione con una ricca storia, una splendida cultura, una lingua e diritti legali. Se riesci a convincere il mondo che i palestinesi sono inventati, diventa molto più facile far sparire le loro città, i loro villaggi, le loro case e i loro corpi. Da bambino, sentivo raramente la parola "palestinesi". Li chiamavano "arabi", il che era proprio il punto: togli loro il nome, elimina la loro identità, e diventa più facile cancellare i loro diritti. 14 – "Gli israeliani sono i veri abitanti nativi di quella terra". Il Sionismo prende un legame teologico e diasporico con un luogo e cerca di trasformarlo in un assegno in bianco per il Dominio permanente sulle persone che vi abitano. Essere indigeni non significa "i miei antenati avevano vissuto su questo posto 2000 anni fa". Significa presenza continua, tutela e appartenenza, non paracadutarsi con un passaporto europeo e un fucile. E certamente non significa fare l'Aliyah (immigrare) dopo aver vissuto a Brooklyn per tutta la vita e non avere alcun legame tracciabile con quella terra. Sì, gli ebrei avevano un'antica presenza in Palestina, insieme a musulmani e cristiani. L'unica risposta etica in Palestina-Israele è che tutti vivano da pari, non che un gruppo rivendichi un titolo esclusivo ed eterno di proprietà terriera. 13 – "Israele era una terra senza popolo per un popolo senza terra". Ogni album di foto di famiglia palestinese, ogni cimitero e ogni chiave appesa a una collana rappresentano una confutazione diretta di questa menzogna. Lo slogan è stato propaganda fin dal primo giorno, concepito per Cancellare milioni di palestinesi in una sola frase. Non c'è bisogno di inventare una terra vuota, a meno che non si intenda svuotarla a propria volta. Almeno 750.000 palestinesi subirono una Pulizia Etnica durante la Nakba originale; intere città furono letteralmente Cancellate dalla mappa e più di 400 villaggi furono distrutti. Considero la negazione della Nakba disgustosa quanto la negazione dell'Olocausto, ed entrambe mirano a cancellare il trauma di un popolo per poter continuare a maltrattarlo senza sensi di colpa. 12 – "Nel 1948, i palestinesi abbandonarono volontariamente le loro case". Certo, e le persone se ne vanno "volontariamente" quando le milizie sparano sopra le loro teste, nei villaggi vicini si verificano Massacri e viene detto loro che se oltrepassano una certa linea saranno uccise. Definire questo "volontario" è come chiamare una rapina "donazione caritatevole". La Nakba non è stata un revisione della Terra Santa; Si trattava di un'espulsione di massa sostenuta dalla violenza organizzata. Crescendo, mi è stato detto che ai demoniaci palestinesi era stato ordinato di andarsene temporaneamente mentre gli eserciti arabi spingevano tutti gli ebrei in mare, e che le trasmissioni radiofoniche esortavano gli arabi che odiavano gli ebrei ad andarsene per un breve periodo mentre i loro leader facevano il loro lavoro. Ho controllato e ricontrollato, ma non ho mai trovato prove credibili a sostegno di questa affermazione. È una storia inventata usata dai Razzisti per spacciare le vittime della Pulizia Etnica per odiosi custodi di case. Negare ai rifugiati palestinesi il Diritto al Ritorno è crudele, immorale e non ebreo. 11 – "Rifiutando il Piano di Partizione delle Nazioni Unite, i palestinesi hanno segnato il loro destino". Questa è la storia originale del "hanno avuto la loro occasione", raccontata come se i palestinesi avessero sprecato incautamente un buon affare e ne avessero pagato il prezzo da allora. Il Piano di Partizione delle Nazioni Unite del 1947 fu redatto da un comitato di 11 Paesi senza rappresentanza araba e proponeva di trasformare circa il 55% della Palestina storica in uno "Stato Ebraico", in un'epoca in cui gli ebrei rappresentavano circa un terzo della popolazione e possedevano meno del 7% del territorio. Ai palestinesi, le cui famiglie avevano vissuto e lavorato su quella terra per secoli, fu detto che uno "Stato Ebraico" sostenuto dall'estero per coloni europei e altri ebrei della Diaspora sarebbe stato costruito su quella che era stata in gran parte terra araba e che una raccomandazione non vincolante avrebbe dovuto prevalere sul loro diritto all'autodeterminazione. Non erano ingenui; i palestinesi erano consapevoli, dalla storia recente in luoghi come l'Algeria, il Sudafrica e in tutte le Americhe, di ciò che il Colonialismo d'Insediamento provoca ai popoli nativi: espropriazione, gerarchia razziale e Cancellazione culturale. Se la situazione fosse stata invertita e ai Sionisti fosse stato detto di accettare un accordo simile sulla maggior parte delle loro terre, non ho dubbi che lo avrebbero rifiutato anche loro. Definire il rifiuto dei palestinesi di questo orribile accordo come "un sigillo al loro destino" è solo un altro modo per dire che i popoli colonizzati devono accettare la propria espropriazione o rinunciare per sempre ai propri diritti. 10 – "Ai palestinesi è stato ripetutamente offerto uno Stato proprio, ma l'hanno sempre rifiutato". Questo è il discorso di vendita infernale: spartirsi la loro terra, privare lo "Stato" di confini, esercito, acqua e vera sovranità, e poi fingere di essere scioccati perché non hanno firmato sulla linea tratteggiata. Quella che è stata spacciata per una "generosa offerta" era un ghetto. Dire "hanno rifiutato la pace" significa semplicemente che si sono rifiutati di legalizzare la propria gabbia. Ai palestinesi non è mai stata offerta una sovranità piena e autentica sul proprio territorio, e ai rifugiati palestinesi non è mai stato offerto il Diritto essenziale al Ritorno garantito dal Diritto Internazionale. Rifiutare un falso "Stato" che ratifica la propria espropriazione non significa rifiutare la pace; significa rifiutarsi di approvare automaticamente la propria sottomissione permanente. 9 – "Israele ha smesso di occupare Gaza nel 2005". A quanto pare, i Sionisti pensano che si possa controllare lo spazio aereo, il mare, i confini e le infrastrutture di base e continuare a giurare di non essere un Occupante. Gaza è un caso di studio di "Occupazione a Controllo remoto": nessun colono all'interno della recinzione, ma controllo totale su chi e cosa entra o esce, intervallato da regolari Campagne di Bombardamenti. Se questa non è Occupazione, la parola non ha alcun significato. Secondo il Diritto Internazionale, un territorio rimane occupato quando una potenza straniera mantiene il controllo effettivo sulla sua terra, mare e aria, e ogni organismo legale serio che ha esaminato Gaza ha continuato a classificarla come Territorio Occupato. Il fatto che i Sionisti non vogliano sentirselo dire non cambia magicamente la realtà per le persone intrappolate lì. 8 – "Il problema è iniziato il 7 ottobre". Questa è la menzogna che cerca di premere il pulsante "Azzera" sulla storia. Finge che tutto ciò che è accaduto prima del 7 ottobre 2023, la Nakba, l'Occupazione, l'Apartheid, l'Assedio, decenni di Massacri ed espulsioni, fosse solo rumore di fondo, e che "il conflitto" sia iniziato magicamente in quel giorno terribile. Cancellate quasi ottant'anni di violenza e spoliazioni israeliane e potrete ribattezzare il Genocidio come "autodifesa". Il 6 ottobre, Gaza era già ampiamente conosciuta come "la più grande prigione a cielo aperto del mondo", l'ONU l'aveva classificata come "invivibile" e il pluripremiato giornalista israeliano Gideon Levy la definiva un "Campo di Concentramento". Un diciottenne di Gaza non sarebbe in grado di ricordare un momento in cui non fosse stato confinato con la forza all'interno di quella recinzione in condizioni subumane per il "crimine" di esistere come palestinese. Fingere che quell'inferno fosse una pacifica normalità il giorno prima è un'operazione di manipolazione di portata Genocida. 7 – "Israele è l'unica democrazia in Medio Oriente". Democrazia per chi? Un Regime che privilegia apertamente un gruppo etnico-religioso nella legge, controlla milioni di sudditi privati ​​dei diritti civili sotto il Regime Militare e approva una legge sullo Stato-Nazione che dichiara l'autodeterminazione "esclusiva" degli ebrei non è un esempio lampante di nient'altro che Apartheid. I Sionisti amano affermare che i cittadini arabi/palestinesi di Israele godano di pari diritti, ma organizzazioni come Adalah hanno documentato più di 60 leggi israeliane che li discriminano direttamente o indirettamente in termini di territorio, cittadinanza, partecipazione politica, risorse e diritti civili fondamentali. Definire questa una "democrazia" è più un insulto all'intero concetto di democrazia che un complimento a Israele. Trovo offensivo appiccicare la parola "democrazia" a uno Stato di Apartheid che nega ad almeno metà delle persone sotto il suo controllo il diritto di votare per i funzionari che decidono se vivono, muoiono o possono vedere un medico. 6 – "Il Sionismo riguarda semplicemente l'autodeterminazione ebraica". A prima vista, sembra ragionevole. Come tutti gli altri, gli ebrei meritano sicurezza, libertà e dignità. Ma in pratica, il Sionismo non è mai stato semplicemente una questione di sicurezza, libertà e dignità ebraica; è stato un progetto politico per garantire uno Stato a maggioranza ebraica in una terra che era già a stragrande maggioranza palestinese. "Autodeterminazione ebraica", nell'accezione Sionista, è un eufemismo per uno Stato che rivendica il diritto di opprimere i palestinesi per garantire il Dominio ebraico permanente. Il discorso non riguarda mai l'autodeterminazione per tutti tra il fiume e il mare; riguarda il presunto "diritto" all'autodeterminazione di un gruppo usato come carta vincente (senza alcun gioco di parole) per negare lo stesso diritto alle persone che già vi vivono e per presentare qualsiasi richiesta di uguaglianza palestinese come un attacco all'esistenza ebraica stessa. Quando i Sionisti avvertono che la parità di diritti per i palestinesi "distruggerà" Israele, stanno confessando che la loro versione di Israele come Stato etnico con diritti esclusivi per gli "eletti" esiste solo se i palestinesi vengono mantenuti ineguali. 5 – "L'antisionismo è antisemitismo e criticare Israele è una forma di odio verso gli ebrei". Questo è il bavaglio mascherato da protezione. Insiste sul fatto che un'ideologia politica del 19°-20° secolo e l'attuale Stato di Apartheid siano in qualche modo fusi con il nucleo dell'identità ebraica, quindi qualsiasi critica seria al Sionismo o a Israele si trasforma automaticamente in odio verso gli ebrei. In pratica, è stato utilizzato per mettere a tacere i palestinesi, punire i dissidenti ebrei e mettere a tacere movimenti non violenti come il BDS. Peggio ancora, insistendo sul fatto che Israele parli e uccida "per gli ebrei", in realtà aumenta il rischio per gli ebrei comuni in tutto il mondo, per poi additare la reazione negativa che ha contribuito a creare come prova del fatto che gli ebrei "hanno bisogno" del Sionismo. L'idea che gli ebrei "buoni" sostengano l'oppressione è di per sé antisemita, e con un numero crescente di ebrei che si identificano apertamente come antisionisti, l'affermazione che l'antisionismo o la critica tagliente di Israele equivalgano all'odio per gli ebrei appare ogni giorno più assurda, e disperata. 4 – "I palestinesi sono creature naturalmente violente che praticano il terrorismo o lo sostengono". Questo è il rovescio della medaglia della Supremazia: se gli ebrei vengono dipinti come vittime eternamente razionali e civili, i palestinesi devono essere inquadrati come creature barbare e irrazionali che o imbracciano la pistola o tifano per chi lo fa. Non importa che i palestinesi abbiano un'immensa e documentata storia di resistenza non violenta, boicottaggi, scioperi, marce, comitati popolari, di fronte a una forza schiacciante. Se si etichetta un intero popolo come terrorista congenito, allora ogni posto di blocco, ogni attentato, ogni bambino ucciso nel proprio letto diventa "sicurezza preventiva". Crescendo, sono stato portato a credere che gli "arabi" odiassero gli ebrei per il fatto di essere ebrei e che, se ne avessero avuto la possibilità, ci avrebbero uccisi tutti. È lo stesso copione utilizzato da ogni progetto di Colonialismo di Insediamento, dal chiamare "selvaggi" i popoli indigeni al descrivere gli africani schiavizzati come intrinsecamente pericolosi. A differenza delle Forze di Occupazione Israeliane e dei coloni israeliani illegali che si dedicano costantemente alla violenza, incluso il terrorismo, la stragrande maggioranza dei palestinesi ha risposto in modo non violento a oltre 77 anni di violenza dello Stato israeliano. 3 – "I palestinesi meritano tutte le punizioni che hanno ricevuto dallo 'Stato Ebraico'". Questa è la forma più pura di vittimizzazione del Sionismo: decenni di umiliazioni, espropriazioni, assedi, bombardamenti, prigionia e fame vengono riformulati come una sorta di problema cosmico di servizio al cliente che i palestinesi si sono procurati da soli per non essere stati sufficientemente silenziosi, grati o morti. Ogni atrocità diventa una "conseguenza" della loro presunta barbarie piuttosto che una scelta fatta da uno Stato estremamente potente che ha deciso di governare un altro popolo con la forza. È la logica dell'abusatore: qualunque cosa ti faccia è colpa tua per avermi costretto a farlo. E, come ogni accusa alla vittima, esiste per lenire la coscienza dell'oppressore e per dire al resto del mondo che la giustizia sarebbe pericolosa, mentre la crudeltà continua è semplicemente "l'ordine naturale delle cose". 2 – "Le IDF sono l'esercito più morale del mondo". Niente grida più "Morale" come bombardare ospedali, scuole e moschee; far morire di fame una popolazione prigioniera; e distruggere interi quartieri, il tutto ripreso in video e trasmesso in diretta in tutto il pianeta. Questo slogan esiste per una sola ragione: per prevenire qualsiasi atrocità. Se si accetta la premessa che le Forze di Occupazione Israeliane siano unicamente morali, allora, qualsiasi cosa facciano, comprese le Uccisioni di Massa, deve in qualche modo essere accettabile. Questa non è etica; Si tratta di un movimento che assomiglia a una setta. Dal 7 ottobre 2023, nella guerra israeliana contro i bambini, le donne e gli uomini di Gaza sono stati uccisi più giornalisti che in qualsiasi altro conflitto o Paese al mondo in un periodo di tempo comparabile, rendendolo il conflitto più mortale per i giornalisti mai registrato. Un "esercito moralmente superiore" non continua a uccidere le persone il cui compito è mostrare al mondo cosa sta facendo. 1 – "Israele non ha commesso un Genocidio". Quando si uccide, si mutila, si affama e si sradica sistematicamente una popolazione intrappolata mentre i capi politici e militari parlano apertamente di volerla Sterminare, non si tratta di un tragico incidente di guerra; è un Progetto di Distruzione. Negare il Genocidio nel mezzo di un Massacro trasmesso in diretta video non è una posizione neutrale; è Complicità. Una delle digressioni Sioniste più popolari è: "Hamas si nasconde nelle aree civili", come se questo rendesse in qualche modo ogni casa, ospedale, scuola, moschea e condominio di Gaza un bersaglio legittimo. Gaza è uno dei luoghi più densamente popolati del mondo, non esiste una "zona non civile", e il Diritto Internazionale non dice: "Se ci sono combattenti nelle vicinanze, siete liberi di radere al suolo interi quartieri e far morire di fame tutti i superstiti". Anche nella guerriglia urbana, un esercito deve distinguere tra combattenti e civili, usare la forza in modo proporzionato ed evitare Punizioni Collettive. E se posizionare infrastrutture militari vicino ai civili rendesse automaticamente questi ultimi sacrificabili, gli israeliani potrebbero voler spiegare perché il quartier generale delle IDF, il complesso di Kirya, il "Pentagono" israeliano, si trova nel cuore di Tel Aviv, circondato da uffici, centri commerciali, grattacieli residenziali e una densa vita civile. Bombardare campi profughi, prendere di mira giornalisti e medici e tagliare cibo, acqua e medicine a due milioni di persone non è autodifesa; è la deliberata distruzione della capacità di vivere di un popolo. Importanti organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e B'Tselem, l'organizzazione israeliana per i diritti umani, hanno concluso che Israele sta commettendo un Genocidio o atti che rientrano nella definizione legale di Genocidio a Gaza, e la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per il Primo Ministro israeliano per aver usato la fame come arma contro i civili. Negare che tutto ciò stia accadendo significa negare la realtà che i palestinesi sopportano ogni singolo giorno. Traduzione: La Zona Grigia Fonte: https://theprogressivejew.substack.com/p/biggest-zionist-lies-of-all-time?
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    The Biggest Zionist Lies of All Time
    Zionism has always relied on myths, distortions, and falsehoods to maintain support among Western audiences.
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  • Ma poi ci pensa il genio della sghignazzante Nathalie Tocci, a sgomberare il campo dai dubbi: in un commento su “La Stampa” di oggi, 22 novembre, teorizza che forse la Russia rischia di vincere nella trattativa, ma è stata sconfitta nella guerra. Proprio così....

    L'ultimo, imperdibile, post del Prof. Angelo d'Orsi

    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-angelo_dorsi__europa_ridotta_a_cadavere_politico/39602_63782/
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    Angelo d'Orsi - Europa ridotta a cadavere politico
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  • CONFISCA ASSET RUSSI, UN BOOMERANG PER L’ITALIA!
    Analisi Economica di 3 Scenari assai Allarmanti
    con Gravi Ricadute Finanziarie per gli Italiani

    Inchiesta di Eugenio Fratellini - reporter italo-ucraino

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    di Eugenio Fratellini - reporter Italo-Ucraino da MariupolTutti i link ai precedenti articoli di Gospa News e le immagini sono stati aggiunti a posteriori dalla redazione di Gospa NewsPerché la Confisca degli Asset Russi Congelati nell'UE è un Passo Inopportuno per l'ItaliaDall'inizio del
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  • Il genio nascosto che ha rivoluzionato la matematica
    Alexander Grothendieck rivoluzionò la matematica con le sue connessioni profonde, per poi abbandonare tutto e scomparire. Jacob Aron esplora il significato...
    https://www.tomshw.it/scienze/il-matematico-che-ha-cambiato-tutto-senza-fama-2025-09-30
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  • James Dyson: come 5126 fallimenti lo hanno portato al successo
    Genio ostinato, inventore instancabile e imprenditore radicale: così l’imprenditore britannico ha trasformato ogni fallimento in un’occasione per reinventare l’ingegneria...
    https://amp.today.it/speciale/game-changer/james-dyson-successo.html
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  • La classe non è acqua. Kennedy elimina i baroni dei vaccini dagli enti americani mentre Schillaci ubbidisce a bigpharma.

    Kennedy dà lezioni a Schillaci sui vaccini: nessun dietrofront sugli esperti critici

    Il ministro alla Salute Usa ha licenziato i vertici che gestirono la profilassi di massa. E, malgrado le proteste, ha tirato dritto…

    di MADDALENA LOY

    Kennedy dà lezioni a Schillaci sui vaccini: nessun dietrofront sugli esperti critici

    Il tormentone sugli «esperti» Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, nominati e poi cacciati dal comitato tecnico sanitario dal ministro Orazio Schillaci (nonostante rappresentassero una netta minoranza rispetto agli altri 80 esperti) trova un curioso riscontro oltreoceano: quando si è trattato di vaccinazioni Covid, non solo altri scienziati della commissione Acip, da anni favorevoli alle inoculazioni, sono stati licenziati e sostituiti con nuovi Cdc.

    Il segretario di Stato ha nominato 8 nuovi consulenti e sfruttato la direttrice dei Cdc. E lo stesso destino è toccato ai vertici del dipartimento della Salute, rei di aver promosso vaccini e obblighi. I nuovi esperti sono molto critici nei confronti delle politiche di profilassi di massa. Tra di essi figurano Martin Kulldorff, epidemiologo coautore della Great Barrington Declaration insieme con Jay Bhattacharya e Sunetra Gupta; Peter Doshi, professore di scienze farmaceutiche e salute pubblica all’Università del Maryland, noto per le sue pubblicazioni sulla rivista «Bmj» che contestano il prestigio dei trial di Pfizer e Moderna; Harvey Risch, epidemiologo della Yale School of Public Health che ha sottolineato la mancanza di prove sull’efficacia dei vaccini Covid e difeso l’uso di idrossiclorochina come terapia precoce; e altri studiosi che si sono espressi con posizioni critiche.

    Acip, afflitta da persistenti conflitti di interesse, non ha mai emanato una raccomandazione nazionale contraria ad alcuna vaccinazione, compresi i vaccini Covid. Kennedy ha sostituito la direttrice dei Cdc, Mandy Cohen, con Mary Talley Bowden, otorinolaringoiatra sostenitrice delle cure precoci domiciliari.

    Alla fine di agosto, Kennedy ha spiegato di aver proceduto con il «licenziamento di chi ha sponsorizzato obblighi vaccinali e mascherine». Ha accusato i suoi predecessori di avere trasformato i Cdc in un’agenzia di marketing per le aziende farmaceutiche, e ha dichiarato di voler ricostruire la fiducia dei cittadini.

    La decisione ha scatenato reazioni furibonde da parte di scienziati, media e opposizione politica. Ma Kennedy non è arretrato: «Non posso accettare che l’industria detti legge al posto della scienza».

    A differenza del suo omologo italiano, Kennedy non ha ceduto al pressing degli altri «esperti» contrari alla nomina di figure critiche, che in Italia ha portato alla rimozione di Bellavite e Serravalle. Negli Stati Uniti, anzi, il nuovo ministro ha addirittura accelerato la “pulizia” dei vertici istituzionali che avevano sponsorizzato la profilassi di massa, sostituendoli con medici e studiosi che hanno sempre sostenuto posizioni alternative.

    L’intento dichiarato è quello di restituire credibilità e trasparenza alle istituzioni sanitarie, considerate ormai compromesse da rapporti troppo stretti con l’industria farmaceutica.
    La classe non è acqua. Kennedy elimina i baroni dei vaccini dagli enti americani mentre Schillaci ubbidisce a bigpharma. Kennedy dà lezioni a Schillaci sui vaccini: nessun dietrofront sugli esperti critici Il ministro alla Salute Usa ha licenziato i vertici che gestirono la profilassi di massa. E, malgrado le proteste, ha tirato dritto… di MADDALENA LOY Kennedy dà lezioni a Schillaci sui vaccini: nessun dietrofront sugli esperti critici Il tormentone sugli «esperti» Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, nominati e poi cacciati dal comitato tecnico sanitario dal ministro Orazio Schillaci (nonostante rappresentassero una netta minoranza rispetto agli altri 80 esperti) trova un curioso riscontro oltreoceano: quando si è trattato di vaccinazioni Covid, non solo altri scienziati della commissione Acip, da anni favorevoli alle inoculazioni, sono stati licenziati e sostituiti con nuovi Cdc. Il segretario di Stato ha nominato 8 nuovi consulenti e sfruttato la direttrice dei Cdc. E lo stesso destino è toccato ai vertici del dipartimento della Salute, rei di aver promosso vaccini e obblighi. I nuovi esperti sono molto critici nei confronti delle politiche di profilassi di massa. Tra di essi figurano Martin Kulldorff, epidemiologo coautore della Great Barrington Declaration insieme con Jay Bhattacharya e Sunetra Gupta; Peter Doshi, professore di scienze farmaceutiche e salute pubblica all’Università del Maryland, noto per le sue pubblicazioni sulla rivista «Bmj» che contestano il prestigio dei trial di Pfizer e Moderna; Harvey Risch, epidemiologo della Yale School of Public Health che ha sottolineato la mancanza di prove sull’efficacia dei vaccini Covid e difeso l’uso di idrossiclorochina come terapia precoce; e altri studiosi che si sono espressi con posizioni critiche. Acip, afflitta da persistenti conflitti di interesse, non ha mai emanato una raccomandazione nazionale contraria ad alcuna vaccinazione, compresi i vaccini Covid. Kennedy ha sostituito la direttrice dei Cdc, Mandy Cohen, con Mary Talley Bowden, otorinolaringoiatra sostenitrice delle cure precoci domiciliari. Alla fine di agosto, Kennedy ha spiegato di aver proceduto con il «licenziamento di chi ha sponsorizzato obblighi vaccinali e mascherine». Ha accusato i suoi predecessori di avere trasformato i Cdc in un’agenzia di marketing per le aziende farmaceutiche, e ha dichiarato di voler ricostruire la fiducia dei cittadini. La decisione ha scatenato reazioni furibonde da parte di scienziati, media e opposizione politica. Ma Kennedy non è arretrato: «Non posso accettare che l’industria detti legge al posto della scienza». A differenza del suo omologo italiano, Kennedy non ha ceduto al pressing degli altri «esperti» contrari alla nomina di figure critiche, che in Italia ha portato alla rimozione di Bellavite e Serravalle. Negli Stati Uniti, anzi, il nuovo ministro ha addirittura accelerato la “pulizia” dei vertici istituzionali che avevano sponsorizzato la profilassi di massa, sostituendoli con medici e studiosi che hanno sempre sostenuto posizioni alternative. L’intento dichiarato è quello di restituire credibilità e trasparenza alle istituzioni sanitarie, considerate ormai compromesse da rapporti troppo stretti con l’industria farmaceutica.
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