• SCANDALO CLAMOROSO: TREMA L’INTERO PALAZZO!
    VEDI TUTTO QUI:https://currentscope.cafex.biz/posts/scandalo-covid-la-cassazione-fa-tremare-conte-e-speranza-belpietro-attacca-devono-pagare-tutti-bonbon-sumo/?fbclid=IwY2xjawS4fNdleHRuA2FlbQIxMABicmlkETAxTUFHTU5ZczVCUnI5bjVzc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHs6W9KfmjR0IazpT3IOWpikUW91HStzceT5GHYrzxnfbmmRkLzwBU7V7GkQu_aem_XpviMzZp-Y9Mc1ka3ZscYQ&__cf_chl_f_tk=ZigK3Kn5PLsJQJ4UvEu2a_7N1849bqB5UYq70ytuKUY-1783340423-1.0.1.1-bv8G7tLVLazLiQwbM4l0NSLst.sNwSyjpzSc_CIOn68
    La Cassazione fa esplodere la bomba sul COVID e fa tremare Conte e Speranza.
    È scoppiato il terremoto politico dell’anno.
    Una decisione shock della Cassazione sta riscrivendo la storia recente dell’Italia e rischia di travolgere tutto. Giuseppe Conte e Roberto Speranza sono nel mirino. Le nuove rivelazioni sono devastanti, e la tensione è alle stelle.
    Maurizio Belpietro non ci va leggero e lancia un attacco senza pietà: «Devono pagare tutti!»
    Un’accusa pesantissima che sta facendo tremare i vertici dell’ex governo. Cosa rischiano davvero ora gli ex ministri? Processi, condanne, o addirittura la galera?
    La verità sul disastro COVID sta venendo a galla e nessuno sarà risparmiato.
    Per conoscere tutti i dettagli esplosivi e le ultime rivelazioni, clicca nella sezione commenti qui sotto!
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  • 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗦𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔.

    Guardate questa foto.
    A sinistra c'è la ragazza che ero.
    A destra c'è la donna che sono oggi.

    In mezzo non ci sono solo quattro anni.

    Ci sono una sedia a rotelle, ricoveri, diagnosi, visite, speranze e una vita completamente riscritta.

    Da mesi sto preparando il mio ricorso contro il Ministero della Salute.
    Nel frattempo ho aspettato.
    Ho sperato che arrivasse una risposta.
    Non è arrivata.

    Oggi devo prendere una decisione.
    Posso andare avanti.
    Fare una perizia medico-legale di parte.
    Portare tutto davanti a un giudice.
    Provare a ottenere giustizia.
    Ma c'è una possibilità che mi spaventa.

    𝗦𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟯.𝟬𝟬𝟬 𝗲 𝗶 𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶.

    Per qualcuno sono numeri.
    Per me significano quasi un anno della persona che aiuta me e la mia famiglia a vivere.

    L'alternativa è aspettare ancora.
    Continuare a vivere nell'incertezza.
    Senza sapere quando arriverà una risposta.
    Senza sapere quali aiuti mi resteranno.
    Senza sapere se riuscirò mai ad avere giustizia.

    E allora oggi non vi chiedo chi ha ragione.
    Vi chiedo una cosa molto più semplice.

    Voi rischiereste tutto per difendere un vostro diritto?
    Perché è questa la scelta che ho davanti.

    Non vi chiedo di condividere questo post perché la mia storia è speciale.
    Vi chiedo di farlo perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria dignità e la possibilità di difendere i propri diritti.

    Se questa storia vi ha fatto fermare anche solo un minuto...
    Condividetela.

    🪽 𝗠𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗼𝘁𝗲.
    𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗶.

    #Giustizia #Diritti #Disabilità #NessunoIndietro #StoriaVera
    🚨 𝗣𝗘𝗥 𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗦𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔. Guardate questa foto. A sinistra c'è la ragazza che ero. A destra c'è la donna che sono oggi. In mezzo non ci sono solo quattro anni. Ci sono una sedia a rotelle, ricoveri, diagnosi, visite, speranze e una vita completamente riscritta. Da mesi sto preparando il mio ricorso contro il Ministero della Salute. Nel frattempo ho aspettato. Ho sperato che arrivasse una risposta. Non è arrivata. Oggi devo prendere una decisione. Posso andare avanti. Fare una perizia medico-legale di parte. Portare tutto davanti a un giudice. Provare a ottenere giustizia. Ma c'è una possibilità che mi spaventa. 𝗦𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟯.𝟬𝟬𝟬 𝗲 𝗶 𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶. Per qualcuno sono numeri. Per me significano quasi un anno della persona che aiuta me e la mia famiglia a vivere. L'alternativa è aspettare ancora. Continuare a vivere nell'incertezza. Senza sapere quando arriverà una risposta. Senza sapere quali aiuti mi resteranno. Senza sapere se riuscirò mai ad avere giustizia. E allora oggi non vi chiedo chi ha ragione. Vi chiedo una cosa molto più semplice. Voi rischiereste tutto per difendere un vostro diritto? Perché è questa la scelta che ho davanti. Non vi chiedo di condividere questo post perché la mia storia è speciale. Vi chiedo di farlo perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria dignità e la possibilità di difendere i propri diritti. Se questa storia vi ha fatto fermare anche solo un minuto... Condividetela. 🪽 𝗠𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝘂𝗼𝘁𝗲. 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗶. #Giustizia #Diritti #Disabilità #NessunoIndietro #StoriaVera
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  • avanafil stendra
    Avanafil Stendra es un medicamento utilizado en el tratamiento de la disfunción eréctil, conocido por su rápida acción. Avanafil247 ofrece información educativa sobre cómo funciona, sus características y por qué muchos hombres lo prefieren. Su inicio de efecto más rápido puede favorecer la espontaneidad en las relaciones íntimas. Entender sus propiedades ayuda a los usuarios a tomar decisiones informadas sobre su salud sexual y explorar opciones modernas de tratamiento para mejorar la confianza y el bienestar general.
    https://www.avanafil247.com/es/
    avanafil stendra Avanafil Stendra es un medicamento utilizado en el tratamiento de la disfunción eréctil, conocido por su rápida acción. Avanafil247 ofrece información educativa sobre cómo funciona, sus características y por qué muchos hombres lo prefieren. Su inicio de efecto más rápido puede favorecer la espontaneidad en las relaciones íntimas. Entender sus propiedades ayuda a los usuarios a tomar decisiones informadas sobre su salud sexual y explorar opciones modernas de tratamiento para mejorar la confianza y el bienestar general. https://www.avanafil247.com/es/
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  • SALVIAMO LA SCUOLA DI VIA SCIALOIA

    La possibile riorganizzazione della scuola di via Scialoia rischia di compromettere un importante punto di riferimento educativo e sociale per il quartiere. Per questo motivo, genitori e cittadini hanno promosso una petizione per chiedere che ogni decisione venga assunta attraverso un percorso di confronto trasparente e condiviso con la comunità scolastica.

    Firma la petizione e contribuisci a difendere un patrimonio educativo del territorio:

    http://partecipazione.comune.milano.it/initiatives/i-464⁠

    Ogni firma rappresenta una richiesta di ascolto, partecipazione e attenzione verso il futuro della scuola e del quartiere.

    #SalviamoLaScialoia #ScuolaPubblica #Milano #PartecipazioneCivica #ComunitàEducante
    📢 SALVIAMO LA SCUOLA DI VIA SCIALOIA La possibile riorganizzazione della scuola di via Scialoia rischia di compromettere un importante punto di riferimento educativo e sociale per il quartiere. Per questo motivo, genitori e cittadini hanno promosso una petizione per chiedere che ogni decisione venga assunta attraverso un percorso di confronto trasparente e condiviso con la comunità scolastica. ✍️ Firma la petizione e contribuisci a difendere un patrimonio educativo del territorio: http://partecipazione.comune.milano.it/initiatives/i-464⁠ Ogni firma rappresenta una richiesta di ascolto, partecipazione e attenzione verso il futuro della scuola e del quartiere. #SalviamoLaScialoia #ScuolaPubblica #Milano #PartecipazioneCivica #ComunitàEducante
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  • O TEMPORA O MORES!
    Preghiera islamica all'oratorio di Baggio: la Lega attacca, ma il parroco e la Diocesi difendono la scelta
    La decisione del parroco di via Mar Nero scatena la rivolta della Lega ("fa rabbrividire"), ma la Curia milanese blinda la scelta: "Non indebolisce l'identità"
    https://www.milanotoday.it/attualita/musulmani-preghiera-oratorio-don-bosco.html
    O TEMPORA O MORES! Preghiera islamica all'oratorio di Baggio: la Lega attacca, ma il parroco e la Diocesi difendono la scelta La decisione del parroco di via Mar Nero scatena la rivolta della Lega ("fa rabbrividire"), ma la Curia milanese blinda la scelta: "Non indebolisce l'identità" https://www.milanotoday.it/attualita/musulmani-preghiera-oratorio-don-bosco.html
    WWW.MILANOTODAY.IT
    Preghiera islamica all'oratorio di Baggio: la Lega attacca, ma il parroco e la Diocesi difendono la scelta
    La decisione del parroco di via Mar Nero scatena la rivolta della Lega ("fa rabbrividire"), ma la Curia milanese blinda la scelta: "Non indebolisce l'identità"
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  • La commissione d’indagine parlamentare sulla gestione della pandemia Covid, voluta a furor di popolo (sovrano) ha già evidenziato, con testimonianze dirette, come le istituzioni abbiano obbligato la popolazione ad iniettarsi un farmaco sperimentale genico ad rna con una decisione politica e non tecnica. I tecnici sapevano gia’ nel 2021 che il farmaco poi chiamato vaccino era pericoloso ed inefficace. Una truffa che a permesso ai soliti noti guadagni per centinaia di miliardi di dollari. Ma e’ in corso una seconda truffa ancora piu’ grave, l’ immunità complete dei politici che l'hanno imposta e dei tecnici che hanno obbedito. Daniele Giovanardi Medico
    La commissione d’indagine parlamentare sulla gestione della pandemia Covid, voluta a furor di popolo (sovrano) ha già evidenziato, con testimonianze dirette, come le istituzioni abbiano obbligato la popolazione ad iniettarsi un farmaco sperimentale genico ad rna con una decisione politica e non tecnica. I tecnici sapevano gia’ nel 2021 che il farmaco poi chiamato vaccino era pericoloso ed inefficace. Una truffa che a permesso ai soliti noti guadagni per centinaia di miliardi di dollari. Ma e’ in corso una seconda truffa ancora piu’ grave, l’ immunità complete dei politici che l'hanno imposta e dei tecnici che hanno obbedito. Daniele Giovanardi Medico
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  • CHE PAGLIACCI. CON TUTTO IL RISPETTO per i LAVORATORI dello SPETTACOLO!
    Il Parlamento europeo sostituisce Google con Qwant, un motore di ricerca francese
    Qwant diventa il motore di ricerca predefinito sui browser del Parlamento europeo. La decisione di Bruxelles è politica: vuole ridurre la dipendenza da Google …
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/06/04/news/parlamento-europeo-google-qwant-motore-ricerca-privacy-425389370/amp/
    CHE PAGLIACCI. CON TUTTO IL RISPETTO per i LAVORATORI dello SPETTACOLO! Il Parlamento europeo sostituisce Google con Qwant, un motore di ricerca francese Qwant diventa il motore di ricerca predefinito sui browser del Parlamento europeo. La decisione di Bruxelles è politica: vuole ridurre la dipendenza da Google … https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/06/04/news/parlamento-europeo-google-qwant-motore-ricerca-privacy-425389370/amp/
    WWW.REPUBBLICA.IT
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  • RES PUBLICA
    (La traduzione più comune è "Repubblica". Quella più corretta, forse, è: ciò che riguarda tutti).

    Oggi celebriamo la Festa della Repubblica e, come accade per molte ricorrenze, il rischio è che il significato della giornata finisca per essere assorbito dalla dimensione più pratica: un giorno di pausa, un'occasione per partire, per concedersi un ponte o semplicemente per staccare dalla routine quotidiana. E non c'è nulla di sbagliato in questo. Anzi, buon viaggio a chi è in partenza. Ma, mentre ci prepariamo a vivere questa giornata, mi viene spontaneo augurare anche un buon viaggio all'Italia.

    Perché rispetto a quel 2 giugno del 1946 sono cambiate molte cose. Alcune in meglio, altre meno. E forse il punto non è nemmeno fare un bilancio tra ciò che funziona e ciò che non funziona. Quello che mi interessa davvero è chiedermi se sia rimasto vivo lo spirito che rese possibile quella scelta. Non tanto la scelta tra monarchia e repubblica, quanto il coraggio di assumersi una responsabilità collettiva e di immaginare un futuro diverso da quello che si aveva davanti.

    Per questo, più che guardare a ciò che accadde allora, mi piace chiedermi una cosa diversa: se la Repubblica dovesse essere votata oggi, vincerebbe ancora?

    Non intendo come forma di Stato. Quella è una questione ormai consegnata alla storia. Mi riferisco alla Repubblica come progetto comune, come idea che esista qualcosa che ci riguarda tutti e che meriti il nostro impegno. Vincerebbe ancora la convinzione che una comunità possa essere più della somma dei singoli interessi? Vincerebbe ancora l'idea che partecipare sia meglio che limitarsi a osservare? Vincerebbe ancora la fiducia che, pur nelle differenze, esista un destino condiviso?

    Ho l'impressione che negli ultimi anni sia diventato sempre più facile rifugiarsi nel proprio spazio personale, concentrarsi sulle proprie priorità, proteggere il proprio piccolo perimetro di certezze. Ed è comprensibile. Viviamo in un tempo che spesso premia l'individualismo e alimenta la sensazione che ognuno debba cavarsela da solo.

    Eppure una Repubblica esiste proprio per ricordarci che ci sono questioni che non possono essere affrontate individualmente e che il "bene comune" non è una formula astratta buona per i libri di educazione civica.

    La Repubblica non vive nelle celebrazioni ufficiali, nelle parate o nella scritta impressa su un passaporto. Vive nella qualità dei nostri comportamenti quotidiani, nella capacità di rispettare ciò che è pubblico come se fosse davvero nostro, nella disponibilità ad ascoltare chi la pensa diversamente, nel senso di responsabilità che mettiamo nelle scelte di ogni giorno.

    Vive quando smettiamo di considerare i problemi del Paese come qualcosa che riguarda sempre qualcun altro.
    Per questo credo che il modo migliore per onorare il 2 giugno non sia guardare al passato con nostalgia o limitarci a ricordare una decisione presa quasi ottant'anni fa. Credo sia chiederci quale contributo siamo disposti a dare oggi, nel nostro piccolo, per rendere più forte la comunità di cui facciamo parte.

    Perché le grandi trasformazioni raramente iniziano dai grandi proclami: molto più spesso nascono da ciò che accade nei luoghi che frequentiamo ogni giorno, nelle relazioni che costruiamo e nelle responsabilità che scegliamo di assumerci.
    E forse, alla fine, il senso più autentico della cittadinanza sta proprio qui: nella consapevolezza che non basta appartenere a una Repubblica per farla esistere davvero.

    Come scriveva Antonio Gramsci:
    "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza."

    Parole scritte in un'altra epoca, ma che continuano a ricordarci che il futuro di una comunità non dipende soltanto dalle istituzioni. Dipende anche da ciò che ciascuno di noi decide di fare, ogni giorno, nel proprio metro quadrato di realtà.

    #ResPublica
    RES PUBLICA (La traduzione più comune è "Repubblica". Quella più corretta, forse, è: ciò che riguarda tutti). Oggi celebriamo la Festa della Repubblica e, come accade per molte ricorrenze, il rischio è che il significato della giornata finisca per essere assorbito dalla dimensione più pratica: un giorno di pausa, un'occasione per partire, per concedersi un ponte o semplicemente per staccare dalla routine quotidiana. E non c'è nulla di sbagliato in questo. Anzi, buon viaggio a chi è in partenza. Ma, mentre ci prepariamo a vivere questa giornata, mi viene spontaneo augurare anche un buon viaggio all'Italia. Perché rispetto a quel 2 giugno del 1946 sono cambiate molte cose. Alcune in meglio, altre meno. E forse il punto non è nemmeno fare un bilancio tra ciò che funziona e ciò che non funziona. Quello che mi interessa davvero è chiedermi se sia rimasto vivo lo spirito che rese possibile quella scelta. Non tanto la scelta tra monarchia e repubblica, quanto il coraggio di assumersi una responsabilità collettiva e di immaginare un futuro diverso da quello che si aveva davanti. Per questo, più che guardare a ciò che accadde allora, mi piace chiedermi una cosa diversa: se la Repubblica dovesse essere votata oggi, vincerebbe ancora? Non intendo come forma di Stato. Quella è una questione ormai consegnata alla storia. Mi riferisco alla Repubblica come progetto comune, come idea che esista qualcosa che ci riguarda tutti e che meriti il nostro impegno. Vincerebbe ancora la convinzione che una comunità possa essere più della somma dei singoli interessi? Vincerebbe ancora l'idea che partecipare sia meglio che limitarsi a osservare? Vincerebbe ancora la fiducia che, pur nelle differenze, esista un destino condiviso? Ho l'impressione che negli ultimi anni sia diventato sempre più facile rifugiarsi nel proprio spazio personale, concentrarsi sulle proprie priorità, proteggere il proprio piccolo perimetro di certezze. Ed è comprensibile. Viviamo in un tempo che spesso premia l'individualismo e alimenta la sensazione che ognuno debba cavarsela da solo. Eppure una Repubblica esiste proprio per ricordarci che ci sono questioni che non possono essere affrontate individualmente e che il "bene comune" non è una formula astratta buona per i libri di educazione civica. La Repubblica non vive nelle celebrazioni ufficiali, nelle parate o nella scritta impressa su un passaporto. Vive nella qualità dei nostri comportamenti quotidiani, nella capacità di rispettare ciò che è pubblico come se fosse davvero nostro, nella disponibilità ad ascoltare chi la pensa diversamente, nel senso di responsabilità che mettiamo nelle scelte di ogni giorno. Vive quando smettiamo di considerare i problemi del Paese come qualcosa che riguarda sempre qualcun altro. Per questo credo che il modo migliore per onorare il 2 giugno non sia guardare al passato con nostalgia o limitarci a ricordare una decisione presa quasi ottant'anni fa. Credo sia chiederci quale contributo siamo disposti a dare oggi, nel nostro piccolo, per rendere più forte la comunità di cui facciamo parte. Perché le grandi trasformazioni raramente iniziano dai grandi proclami: molto più spesso nascono da ciò che accade nei luoghi che frequentiamo ogni giorno, nelle relazioni che costruiamo e nelle responsabilità che scegliamo di assumerci. E forse, alla fine, il senso più autentico della cittadinanza sta proprio qui: nella consapevolezza che non basta appartenere a una Repubblica per farla esistere davvero. Come scriveva Antonio Gramsci: "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." Parole scritte in un'altra epoca, ma che continuano a ricordarci che il futuro di una comunità non dipende soltanto dalle istituzioni. Dipende anche da ciò che ciascuno di noi decide di fare, ogni giorno, nel proprio metro quadrato di realtà. #ResPublica
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  • Non so come dirlo con leggerezza… quindi non lo farò.

    Tra pochi giorni, il Ministro della Salute italiano Orazio Schillaci entrerà all’Assemblea Mondiale della Sanità e deciderà se consegnare le tue libertà sanitarie a un sistema globale che non hai mai votato.

    Se lo farà, tutto cambierà.

    La tua libertà.
    Le tue scelte.
    Il tuo controllo sulla tua salute e sulla tua vita…

    Clicca qui e firma: https://citizengo.org/it-it/fr/18027/?campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&dr=2649834::79989c9aa38a9dd7960d3b894979b4ad&utm_source=em&utm_medium=email&utm_campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&utm_content=btn_1

    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Tutto posto sotto l’autorità di un sistema che non risponde a nessuno e non ha alcun riguardo per la tua famiglia.

    Due settimane fa ero a Ginevra quando hanno cercato di finalizzare l’ultimo elemento mancante di questo trattato, senza però riuscire a raggiungere un accordo.

    Non è stato senza intoppi. C’erano disaccordi. Paesi che si opponevano. Tensioni reali.

    Ma alla fine… non sono riusciti a concludere. Così ora stanno prendendo quello che possono, cercando di mantenere l’ultimo slancio e di portare avanti il processo in qualsiasi modo possibile.

    Tu ed io sappiamo bene che aspetto ha questo sistema quando ha il potere.

    Lo abbiamo vissuto.

    Lockdown.

    Obblighi.

    Subire imposizioni su dove potevi andare… e dove no.

    Chiese chiuse.

    Famiglie separate.

    Voci messe a tacere.

    E mentre tu vivevi tutto questo?

    Le grandi aziende farmaceutiche hanno guadagnato miliardi.
    Le élite globali hanno rafforzato la loro presa.
    E l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) era al centro di tutto questo.
    Ora vogliono rendere permanente quel sistema.

    Renderlo più rapido. Più coordinato. Più difficile da contrastare.

    È questo che fa il Trattato Pandemico. Fornisce loro gli strumenti per muoversi più velocemente, agire a livello globale e imporre le stesse misure che abbiamo visto durante il COVID, solo che questa volta con meno opposizione e più controllo.

    Quindi, cosa succederà la prossima volta che verrà dichiarata una “pandemia”? Non sarà come l’ultima volta. Sarà tutto più veloce. E molto più difficile da fermare.

    Firmerai subito per chiedere al Ministro della Salute Schillaci di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS all’Assemblea Mondiale della Sanità?

    Vuoi vivere in un mondo in cui un gruppo di burocrati non eletti può stravolgere la tua vita dall’oggi al domani? In cui decidono sulla tua salute, sulla tua libertà e sul futuro della tua famiglia, senza che tu possa fare nulla per fermarli?

    Perché è esattamente questo che questo trattato rende possibile.

    Eppure, tu ed io abbiamo ancora la possibilità di fermarli. Ecco perché:

    Per loro non è stato facile. Neanche lontanamente.

    Avrebbero dovuto finalizzarlo nel 2024. Poi, di nuovo, alla fine del 2024. E poi ancora l’anno scorso.

    Ogni singola volta, hanno fallito. Perché?

    Per merito tuo.

    La tua pressione li ha messi allo scoperto. Le tue firme hanno costretto i Paesi a tirarsi indietro. Hai trasformato quello che pensavano fosse un “affare già fatto” in un problema globale.

    E anche adesso, continuano ad esserci crepe.

    Disaccordi tra i Paesi.
    Tensioni sull’allegato finale.
    Governi incerti su fino a dove si spinga davvero.

    Il che significa una sola cosa: NON è ancora confermato.

    C’è ancora una reale possibilità di fermarlo.

    Quindi firmerai ora per dire al Ministro della Salute italiano Schillaci: NON consegni la nostra sovranità all’OMS?

    Quello che sta accadendo in questo momento è la fase più pericolosa di tutte.

    A porte chiuse, lontano da qualsiasi telecamera o titolo di giornale, i governi stanno decidendo in silenzio da che parte stare. Le posizioni si stanno consolidando. Le pressioni stanno aumentando…

    E quando i ministri entreranno in quella sala a Ginevra, la maggior parte delle decisioni sarà già stata presa.

    Se resti in silenzio, penseranno che tu sia d’accordo.

    È così che succede. Nessun dibattito. Nessuna resistenza. Nessun avvertimento. Solo un annuncio silenzioso: “consenso raggiunto, trattato adottato”.

    Sergio, te lo sto chiedendo personalmente.

    Dopo tutto ciò per cui tu ed io abbiamo lottato insieme. Dopo ogni firma, ogni ritardo che hai imposto, ogni volta che li hai costretti a ricominciare da capo.

    Non ti fermerai adesso. Non quando sei così vicino alla vittoria.

    Questo è il momento decisivo, quello in cui tutto si gioca.

    Aggiungi subito il tuo nome e chiedi al tuo governo di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS prima che sia troppo tardi.

    Grazie per il tuo sostegno incrollabile in questa battaglia.

    Sebastian Lukomski e tutto il team di CitizenGO

    P.S. Non sono riusciti a concludere la parte più importante per il momento, ma i negoziati stanno ora andando avanti a ritmo accelerato.

    I governi di tutto il mondo, incluso il TUO, stanno definendo silenziosamente le loro posizioni in vista dell’Assemblea Mondiale della Sanità, lontano dai riflettori, lontano dal controllo pubblico.

    Contano sul fatto che tu non lo sappia. Che non reagisca. Che non ti opponga.

    Una volta adottato… non verrà più discusso. Non verrà riscritto.

    Non si potrà più tornare indietro.

    Firma ora per far sentire la tua voce! E assicurati che venga ascoltata prima che prendano quella decisione al posto tuo.

    Maggiori informazioni:

    “Accordo pandemico Oms, concluso ciclo negoziale sulla condivisione dei patogeni”

    https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7038/accordo-pandemico-oms-concluso-ciclo-negoziale-sulla-condivisione-dei-patogeni.html

    “Stallo nei negoziati: l’allegato dell’Accordo pandemico deve andare al voto?” (in inglese)

    https://healthpolicy-watch.news/talks-deadlock-should-pandemic-agreement-annex-go-to-a-vote/

    I globalisti progressisti e le élite woke vogliono cancellare i nostri valori, ma insieme restiamo saldi. CitizenGO è un movimento composto da milioni di persone in tutto il mondo che ogni giorno combattono per difendere la vita, la famiglia e la libertà da chi cerca di distruggerle. Siamo fiduciosi, e per questo non ci arrenderemo mai.
    Non so come dirlo con leggerezza… quindi non lo farò. Tra pochi giorni, il Ministro della Salute italiano Orazio Schillaci entrerà all’Assemblea Mondiale della Sanità e deciderà se consegnare le tue libertà sanitarie a un sistema globale che non hai mai votato. Se lo farà, tutto cambierà. La tua libertà. Le tue scelte. Il tuo controllo sulla tua salute e sulla tua vita… Clicca qui e firma: https://citizengo.org/it-it/fr/18027/?campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&dr=2649834::79989c9aa38a9dd7960d3b894979b4ad&utm_source=em&utm_medium=email&utm_campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&utm_content=btn_1 MASSIMA DIFFUSIONE! Tutto posto sotto l’autorità di un sistema che non risponde a nessuno e non ha alcun riguardo per la tua famiglia. Due settimane fa ero a Ginevra quando hanno cercato di finalizzare l’ultimo elemento mancante di questo trattato, senza però riuscire a raggiungere un accordo. Non è stato senza intoppi. C’erano disaccordi. Paesi che si opponevano. Tensioni reali. Ma alla fine… non sono riusciti a concludere. Così ora stanno prendendo quello che possono, cercando di mantenere l’ultimo slancio e di portare avanti il processo in qualsiasi modo possibile. Tu ed io sappiamo bene che aspetto ha questo sistema quando ha il potere. Lo abbiamo vissuto. Lockdown. Obblighi. Subire imposizioni su dove potevi andare… e dove no. Chiese chiuse. Famiglie separate. Voci messe a tacere. E mentre tu vivevi tutto questo? Le grandi aziende farmaceutiche hanno guadagnato miliardi. Le élite globali hanno rafforzato la loro presa. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) era al centro di tutto questo. Ora vogliono rendere permanente quel sistema. Renderlo più rapido. Più coordinato. Più difficile da contrastare. È questo che fa il Trattato Pandemico. Fornisce loro gli strumenti per muoversi più velocemente, agire a livello globale e imporre le stesse misure che abbiamo visto durante il COVID, solo che questa volta con meno opposizione e più controllo. Quindi, cosa succederà la prossima volta che verrà dichiarata una “pandemia”? Non sarà come l’ultima volta. Sarà tutto più veloce. E molto più difficile da fermare. Firmerai subito per chiedere al Ministro della Salute Schillaci di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS all’Assemblea Mondiale della Sanità? Vuoi vivere in un mondo in cui un gruppo di burocrati non eletti può stravolgere la tua vita dall’oggi al domani? In cui decidono sulla tua salute, sulla tua libertà e sul futuro della tua famiglia, senza che tu possa fare nulla per fermarli? Perché è esattamente questo che questo trattato rende possibile. Eppure, tu ed io abbiamo ancora la possibilità di fermarli. Ecco perché: Per loro non è stato facile. Neanche lontanamente. Avrebbero dovuto finalizzarlo nel 2024. Poi, di nuovo, alla fine del 2024. E poi ancora l’anno scorso. Ogni singola volta, hanno fallito. Perché? Per merito tuo. La tua pressione li ha messi allo scoperto. Le tue firme hanno costretto i Paesi a tirarsi indietro. Hai trasformato quello che pensavano fosse un “affare già fatto” in un problema globale. E anche adesso, continuano ad esserci crepe. Disaccordi tra i Paesi. Tensioni sull’allegato finale. Governi incerti su fino a dove si spinga davvero. Il che significa una sola cosa: NON è ancora confermato. C’è ancora una reale possibilità di fermarlo. Quindi firmerai ora per dire al Ministro della Salute italiano Schillaci: NON consegni la nostra sovranità all’OMS? Quello che sta accadendo in questo momento è la fase più pericolosa di tutte. A porte chiuse, lontano da qualsiasi telecamera o titolo di giornale, i governi stanno decidendo in silenzio da che parte stare. Le posizioni si stanno consolidando. Le pressioni stanno aumentando… E quando i ministri entreranno in quella sala a Ginevra, la maggior parte delle decisioni sarà già stata presa. Se resti in silenzio, penseranno che tu sia d’accordo. È così che succede. Nessun dibattito. Nessuna resistenza. Nessun avvertimento. Solo un annuncio silenzioso: “consenso raggiunto, trattato adottato”. Sergio, te lo sto chiedendo personalmente. Dopo tutto ciò per cui tu ed io abbiamo lottato insieme. Dopo ogni firma, ogni ritardo che hai imposto, ogni volta che li hai costretti a ricominciare da capo. Non ti fermerai adesso. Non quando sei così vicino alla vittoria. Questo è il momento decisivo, quello in cui tutto si gioca. Aggiungi subito il tuo nome e chiedi al tuo governo di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS prima che sia troppo tardi. Grazie per il tuo sostegno incrollabile in questa battaglia. Sebastian Lukomski e tutto il team di CitizenGO P.S. Non sono riusciti a concludere la parte più importante per il momento, ma i negoziati stanno ora andando avanti a ritmo accelerato. I governi di tutto il mondo, incluso il TUO, stanno definendo silenziosamente le loro posizioni in vista dell’Assemblea Mondiale della Sanità, lontano dai riflettori, lontano dal controllo pubblico. Contano sul fatto che tu non lo sappia. Che non reagisca. Che non ti opponga. Una volta adottato… non verrà più discusso. Non verrà riscritto. Non si potrà più tornare indietro. Firma ora per far sentire la tua voce! E assicurati che venga ascoltata prima che prendano quella decisione al posto tuo. Maggiori informazioni: “Accordo pandemico Oms, concluso ciclo negoziale sulla condivisione dei patogeni” https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7038/accordo-pandemico-oms-concluso-ciclo-negoziale-sulla-condivisione-dei-patogeni.html “Stallo nei negoziati: l’allegato dell’Accordo pandemico deve andare al voto?” (in inglese) https://healthpolicy-watch.news/talks-deadlock-should-pandemic-agreement-annex-go-to-a-vote/ I globalisti progressisti e le élite woke vogliono cancellare i nostri valori, ma insieme restiamo saldi. CitizenGO è un movimento composto da milioni di persone in tutto il mondo che ogni giorno combattono per difendere la vita, la famiglia e la libertà da chi cerca di distruggerle. Siamo fiduciosi, e per questo non ci arrenderemo mai.
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