• MOBILITAZIONE GENERALE 19 GENNAIO.
    Agricoltori e cittadini INSIEME!!!
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  • La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»

    A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina».

    Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi».

    Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti.

    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage
    Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti».

    I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King».


    Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale.

    Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali.

    I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti.

    https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente» A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina». Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi». Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti. La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti». I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King». Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale. Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali. I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti. https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
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    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»
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  • UN VIDEO ORRIBILE DA TEHERAN MOSTRA LE PROVE
    DI TERRORISTI ADDESTRATI che hanno ucciso cittadini iraniani
    sparandogli alla testa in stile ISIS. Come la CIA e il Mossad hanno usato i jihadisti.

    HORRIFIC VIDEO from Tehran shows the EVIDENCE
    on TRAINED Terrorist Rioters who Killed Iranian Citizens
    Shooting them in the Head as ISIS-Style. How CIA-MOSSAD used Jihadists

    https://gospanews.net/en/2026/01/13/horrific-video-shows-the-evidence-on-trained-terrorist-rioters-who-killed-iranian-citizens-shooting-them-in-the-head-in-isis-style-jihadists-fused-by-cia-mossad/
    UN VIDEO ORRIBILE DA TEHERAN MOSTRA LE PROVE DI TERRORISTI ADDESTRATI che hanno ucciso cittadini iraniani sparandogli alla testa in stile ISIS. Come la CIA e il Mossad hanno usato i jihadisti. HORRIFIC VIDEO from Tehran shows the EVIDENCE on TRAINED Terrorist Rioters who Killed Iranian Citizens Shooting them in the Head as ISIS-Style. How CIA-MOSSAD used Jihadists https://gospanews.net/en/2026/01/13/horrific-video-shows-the-evidence-on-trained-terrorist-rioters-who-killed-iranian-citizens-shooting-them-in-the-head-in-isis-style-jihadists-fused-by-cia-mossad/
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  • SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE!
    Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza
    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità



    “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari

    Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News.

    Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako.

    Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari.

    In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
    SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE! Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News. Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako. Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari. In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
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    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità
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  • E' SCANDALOSO stanno CERCANDO di DEMONIZZARE X perché è per la LIBERTA' di PAROLA e di ESPRESSIONE!
    L'UE e la Von der Leyen vogliono mettere il bavaglio sulla libertà di informazione e di espressione dei cittadini europei!
    TIRA una BRUTTA ARIA di CENSURA.
    L'Europa contro Grok di Musk: "Pedopornografia non è libertà d'espressione"
    L'Ue minaccia interventi contro il chatbot di X accusato di generare deepfake a sfondo sessuale. Indonesia e Malesia bloccano la piattaforma.
    ASPETTIAMOCI una RISPOSTA FERMA da parte degli STATI UNITI.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/grok-musk-indagine-europa-pedopornografia-notizie/8253837/
    E' SCANDALOSO stanno CERCANDO di DEMONIZZARE X perché è per la LIBERTA' di PAROLA e di ESPRESSIONE! L'UE e la Von der Leyen vogliono mettere il bavaglio sulla libertà di informazione e di espressione dei cittadini europei! TIRA una BRUTTA ARIA di CENSURA. L'Europa contro Grok di Musk: "Pedopornografia non è libertà d'espressione" L'Ue minaccia interventi contro il chatbot di X accusato di generare deepfake a sfondo sessuale. Indonesia e Malesia bloccano la piattaforma. ASPETTIAMOCI una RISPOSTA FERMA da parte degli STATI UNITI. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/grok-musk-indagine-europa-pedopornografia-notizie/8253837/
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  • Situazione con i cittadini russi nell'equipaggio della petroliera "Mariner"
    In risposta al nostro appello,il Presidente Trump ha deciso di liberare 2 cittadini russi dall'equipaggio della petroliera "Mariner",precedentemente detenuta dal fianco americano
    Situazione con i cittadini russi nell'equipaggio della petroliera "Mariner" In risposta al nostro appello,il Presidente Trump ha deciso di liberare 2 cittadini russi dall'equipaggio della petroliera "Mariner",precedentemente detenuta dal fianco americano
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  • Il giallo della cittadina in Toscana!
    Il giallo della cittadina in Toscana!
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  • Francia, gli AGRICOLTORI entrano a Parigi accolti dai cittadini in festa!!
    Le bandiere UE sono state abolite, Macron non è più gradito...i governi corrotti pro UE come in Italia, non sono ben voluti da tutti i cittadini!!
    Francia, gli AGRICOLTORI entrano a Parigi accolti dai cittadini in festa!! Le bandiere UE sono state abolite, Macron non è più gradito...i governi corrotti pro UE come in Italia, non sono ben voluti da tutti i cittadini!!
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  • NON POSSIAMO ESSERE SPETTATORI dello STERMINIO di UN POPOLO che CHIEDE la LIBERTA'.
    Crisi Iran-Israele, massima allerta per possibile intervento Usa | Il Fatto Quotidiano
    Blackout di internet in Iran e ondata di arresti di alto livello mentre Israele si prepara a possibili operazioni militari americane - La diretta della giornata...


    Reuters: “Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran”

    Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.

    Momenti chiave
    16:53
    Ong: "Numero delle vittime in Iran sale a 466"
    12:45
    Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran"
    12:42
    I parlamentari iraniani gridano "Morte all'America" in Aula
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    Le ong: "Uccisi quasi 200 manifestanti"
    11:53
    Khamenei: "Se Trump è così bravo gestisca il suo Paese"
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    Teheran: "Se gli Usa ci attaccano colpiremo Israele e basi americane"
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    Ong: "Nelle proteste in Iran 116 morti e oltre 2600 arresti"
    10:04
    Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet
    10:02
    Reuters: "Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran"

    1h fa
    16:53
    Ong: “Numero delle vittime in Iran sale a 466”

    Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali.

    2h fa
    16:07
    Il figlio dello Shah: “Khamenei verrà punito, Trump leader del futuro”

    La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, “siate certi che sarà punito per le sue azioni” e per la “brutalità” con cui vengono represse le manifestazioni in corso in Iran. Lo ha dichiarato Reza Pahlavi, figlio maggiore dell’ultimo Scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, che in un messaggio pubblicato sul suo account di X ha invitato “tutti a scendere nelle strade principali di ogni città con i propri amici e familiari”. Le proteste, ha sostenuto, “hanno notevolmente indebolito la capacità di repressione del regime”, dicendo che “ho ricevuto segnalazioni secondo cui non hanno il personale necessario per affrontare milioni di persone in piazza”. Reza Pahlavi ha quindi detto ai manifestanti “non separatevi e non mettete in pericolo la vostra vita”. Il figlio dello Scià ha anche sottolineato che “il mondo sostiene la vostra rivoluzione nazionale e onora il vostro coraggio”. “Il presidente Trump, in particolare, in qualità di leader del mondo libero, osserva attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha annunciato la sua disponibilità ad aiutarvi”, ha osservato. “Non abbandonate le strade. Il mio cuore e la mia anima sono con voi. So che sarò presto con voi”, ha sottolineato.

    2h fa
    15:51
    Lacrimogeni contro i parenti delle vittime alle cerimonie funebri

    In Iran non si può neanche piangere in pace i propri morti, vittime della repressione del regime contro le manifestazioni di piazza. Secondo informazioni ricevute da Iran International, le forze di sicurezza iraniane hanno sparato gas lacrimogeni e utilizzato pistole ad aria compressa contro le famiglie che partecipavano alle cerimonie funebri nel cimitero Behesht-e Zahra di Teheran per diversi manifestanti uccisi nelle ultime notti. A quanto risulta da fonti informate, per scoraggiare la gente a unirsi alle proteste, le autorità iraniane chiedono 6mila dollari circa per il rilascio delle salme ai parenti delle vittime degli scontri.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/01/11/crisi-iran-israele-intervento-usa-blackout-notizie/8252096/
    NON POSSIAMO ESSERE SPETTATORI dello STERMINIO di UN POPOLO che CHIEDE la LIBERTA'. Crisi Iran-Israele, massima allerta per possibile intervento Usa | Il Fatto Quotidiano Blackout di internet in Iran e ondata di arresti di alto livello mentre Israele si prepara a possibili operazioni militari americane - La diretta della giornata... Reuters: “Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran” Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione. Momenti chiave 16:53 Ong: "Numero delle vittime in Iran sale a 466" 12:45 Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran" 12:42 I parlamentari iraniani gridano "Morte all'America" in Aula 12:08 Le ong: "Uccisi quasi 200 manifestanti" 11:53 Khamenei: "Se Trump è così bravo gestisca il suo Paese" 10:07 Teheran: "Se gli Usa ci attaccano colpiremo Israele e basi americane" 10:06 Ong: "Nelle proteste in Iran 116 morti e oltre 2600 arresti" 10:04 Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet 10:02 Reuters: "Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran" 1h fa 16:53 Ong: “Numero delle vittime in Iran sale a 466” Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali. 2h fa 16:07 Il figlio dello Shah: “Khamenei verrà punito, Trump leader del futuro” La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, “siate certi che sarà punito per le sue azioni” e per la “brutalità” con cui vengono represse le manifestazioni in corso in Iran. Lo ha dichiarato Reza Pahlavi, figlio maggiore dell’ultimo Scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, che in un messaggio pubblicato sul suo account di X ha invitato “tutti a scendere nelle strade principali di ogni città con i propri amici e familiari”. Le proteste, ha sostenuto, “hanno notevolmente indebolito la capacità di repressione del regime”, dicendo che “ho ricevuto segnalazioni secondo cui non hanno il personale necessario per affrontare milioni di persone in piazza”. Reza Pahlavi ha quindi detto ai manifestanti “non separatevi e non mettete in pericolo la vostra vita”. Il figlio dello Scià ha anche sottolineato che “il mondo sostiene la vostra rivoluzione nazionale e onora il vostro coraggio”. “Il presidente Trump, in particolare, in qualità di leader del mondo libero, osserva attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha annunciato la sua disponibilità ad aiutarvi”, ha osservato. “Non abbandonate le strade. Il mio cuore e la mia anima sono con voi. So che sarò presto con voi”, ha sottolineato. 2h fa 15:51 Lacrimogeni contro i parenti delle vittime alle cerimonie funebri In Iran non si può neanche piangere in pace i propri morti, vittime della repressione del regime contro le manifestazioni di piazza. Secondo informazioni ricevute da Iran International, le forze di sicurezza iraniane hanno sparato gas lacrimogeni e utilizzato pistole ad aria compressa contro le famiglie che partecipavano alle cerimonie funebri nel cimitero Behesht-e Zahra di Teheran per diversi manifestanti uccisi nelle ultime notti. A quanto risulta da fonti informate, per scoraggiare la gente a unirsi alle proteste, le autorità iraniane chiedono 6mila dollari circa per il rilascio delle salme ai parenti delle vittime degli scontri. https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/01/11/crisi-iran-israele-intervento-usa-blackout-notizie/8252096/
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  • UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA

    Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento.
    Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte.

    Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica.
    Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini.

    Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave:

    1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI
    Stop ai listini bloccati
    Stop alle pluricandidature
    Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie.

    2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE
    Un candidato = un collegio
    Fine delle soglie che alterano la rappresentanza
    Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione.

    3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE
    Due preferenze di genere diverso
    Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi)
    Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati
    Il fattore tempo è decisivo.
    Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto.

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    Questa istanza è ancora aperta.
    Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è.

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    Coinvolgi chi crede nel valore del voto
    Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.).
    Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata.

    #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
    🛑 UN’OPPORTUNITÀ ANCORA APERTA 🛑🇮🇹 Da oltre vent’anni, in Italia, non scegliamo davvero chi ci rappresenta in Parlamento. Listini bloccati, pluricandidature, voto congiunto: meccanismi che hanno progressivamente svuotato il diritto costituzionale di voto, trasformando Camera e Senato in assemblee di candidati decisi a monte. 👉 Questa non è una battaglia di parte. È una questione democratica. Ed esiste oggi uno strumento concreto per intervenire: tre Leggi di Iniziativa Popolare per modificare il Rosatellum e restituire centralità ai cittadini. 💡 Le tre L.I.P. intervengono su punti chiave: 1️⃣ SCELTA DIRETTA DEI CANDIDATI ❌ Stop ai listini bloccati ❌ Stop alle pluricandidature Votare deve tornare a significare scegliere le persone, non ratificare decisioni prese dalle segreterie. 2️⃣ ABOLIZIONE DI PLURICANDIDATURE E SOGLIE DISTORSIVE ✅ Un candidato = un collegio ✅ Fine delle soglie che alterano la rappresentanza Il voto deve essere davvero eguale, come prevede la Costituzione. 3️⃣ PREFERENZE, PARITÀ E PARTECIPAZIONE ✅ Due preferenze di genere diverso ✅ Riduzione delle firme per la presentazione delle liste (senza privilegi) ✅ Primarie obbligatorie per la selezione dei candidati ⏳ Il fattore tempo è decisivo. Tra due anni si torna alle urne e – come ricordato anche dalla Commissione di Venezia – le leggi elettorali non si cambiano a ridosso del voto. ✍️ FIRMA ORA: BASTANO POCHI MINUTI 👉 Accesso con SPID o Carta d’Identità Elettronica 👉 Firma su: www.votolibeguale.it Questa istanza è ancora aperta. Firmare oggi significa incidere sul futuro politico del Paese. Non firmare significa lasciare che tutto resti com’è. 🔁 Condividi 📢 Fai circolare l’informazione 🤝 Coinvolgi chi crede nel valore del voto Per una Repubblica fondata su un voto libero, personale, eguale e segreto (art. 48 Cost.). Perché la democrazia non è garantita una volta per tutte: va esercitata. #VotoLibEguale #LIP #RiformaElettorale #Rosatellum #DemocraziaCostituzionale #DirittoDiVoto #ilmomentoèora
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