• La scienza suggerisce che tua madre sia sempre con te, non solo emotivamente, ma anche fisicamente.
    Questo fenomeno è noto come microchimerismo.

    Durante la gravidanza, le cellule non rimangono completamente separate. Una piccola quantità di cellule del bambino passa nel corpo della madre e, allo stesso tempo, alcune cellule della madre migrano verso il feto in via di sviluppo. Queste cellule della madre possono rimanere nel corpo del figlio per molti anni, forse per tutta la vita.

    I ricercatori hanno già trovato queste cellule in diverse parti del corpo, tra cui il sangue, la pelle, il fegato, il midollo osseo e persino il cervello.

    Alcuni studi indicano che possono assumere funzioni specifiche, contribuire alla riparazione dei tessuti e persino influenzare il sistema immunitario.
    In un senso molto reale, biologico, tua madre diventa parte di te.

    Non solo nei ricordi. Non solo in modo simbolico.
    Ma a livello cellulare.

    Anche molto tempo dopo che se n’è andata, una parte di lei può continuare a vivere dentro di te, silenziosamente presente, ancora connessa alla tua storia.
    La scienza suggerisce che tua madre sia sempre con te, non solo emotivamente, ma anche fisicamente. Questo fenomeno è noto come microchimerismo. Durante la gravidanza, le cellule non rimangono completamente separate. Una piccola quantità di cellule del bambino passa nel corpo della madre e, allo stesso tempo, alcune cellule della madre migrano verso il feto in via di sviluppo. Queste cellule della madre possono rimanere nel corpo del figlio per molti anni, forse per tutta la vita. I ricercatori hanno già trovato queste cellule in diverse parti del corpo, tra cui il sangue, la pelle, il fegato, il midollo osseo e persino il cervello. Alcuni studi indicano che possono assumere funzioni specifiche, contribuire alla riparazione dei tessuti e persino influenzare il sistema immunitario. In un senso molto reale, biologico, tua madre diventa parte di te. Non solo nei ricordi. Non solo in modo simbolico. Ma a livello cellulare. Anche molto tempo dopo che se n’è andata, una parte di lei può continuare a vivere dentro di te, silenziosamente presente, ancora connessa alla tua storia.
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  • Mercato dei formaggi speciali: Tendenze, crescita e prospettive del settore

    Il mercato dei formaggi speciali sta vivendo una forte crescita, spinto da consumatori che ricercano sempre più esperienze gastronomiche di alta qualità, artigianali e uniche. A differenza dei formaggi prodotti su scala industriale, i formaggi speciali si distinguono per i loro sapori inconfondibili, le loro consistenze caratteristiche e i metodi di produzione tradizionali. Dal cheddar stagionato ai formaggi erborinati, passando per i formaggi di capra e le varietà aromatizzate, questo segmento riflette un orientamento verso la qualità, l'autenticità e la sperimentazione culinaria.

    Leggi oggi stesso il Report sul Mercato dei Formaggi Speciali - https://www.skyquestt.com/report/specialty-cheese-market

    #FormaggiSpeciali #IndustriaLattieroCasearia #CiboGourmet #IndustriaAlimentare #ProdottiPremium #TendenzeDiMercato #InnovazioneAlimentare #TendenzeDeiConsumatori #TendenzeRetail #MercatoGlobale
    Mercato dei formaggi speciali: Tendenze, crescita e prospettive del settore Il mercato dei formaggi speciali sta vivendo una forte crescita, spinto da consumatori che ricercano sempre più esperienze gastronomiche di alta qualità, artigianali e uniche. A differenza dei formaggi prodotti su scala industriale, i formaggi speciali si distinguono per i loro sapori inconfondibili, le loro consistenze caratteristiche e i metodi di produzione tradizionali. Dal cheddar stagionato ai formaggi erborinati, passando per i formaggi di capra e le varietà aromatizzate, questo segmento riflette un orientamento verso la qualità, l'autenticità e la sperimentazione culinaria. Leggi oggi stesso il Report sul Mercato dei Formaggi Speciali - https://www.skyquestt.com/report/specialty-cheese-market #FormaggiSpeciali #IndustriaLattieroCasearia #CiboGourmet #IndustriaAlimentare #ProdottiPremium #TendenzeDiMercato #InnovazioneAlimentare #TendenzeDeiConsumatori #TendenzeRetail #MercatoGlobale
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    Specialty Cheese Market Insights, Demand & Forecast 2033
    Specialty Cheese Market is growing at a 4.7% CAGR, reaching USD 57.3 Billion by 2033 due to increasing consumer preference for gourmet and organic cheese.
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  • www.corriere.it
    «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio»
    Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia

    D'Avenia: «Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori»

    «Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese».

    Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento). Una costellazione di gruppi o soggetti singoli che promuovono e compiono violenza fine a se stessa, online e offline, usando i minori come vittime o carnefici.

    Attraggono soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e applicazioni di messaggistica, e li spingono all’uso di droghe, alla condivisione di immagini intime, alla produzione di materiale pedopornografico, all’incesto e allo stupro, alla tortura di animali, ad autolesionismo, suicidio o omicidio in diretta.

    Abbiamo donato ai bambini il cellulare, ma adesso sappiamo che è come aver dato loro una macchina, dell’alcol, una pistola o della droga, non uno strumento neutro che dipende da come e da chi lo usa, ma uno strumento che ti usa.

    Mi rivolgo adesso ai politici, perché il problema è politico. Che cosa aspettate?

    Nella mia esperienza di insegnante cominciata nel 2000 ho assistito a una mutazione antropologica.

    Lo smartphone ha determinato l’adultizzazione e quindi l’adulterazione dell’infanzia, destrutturando una tappa della crescita con conseguenze di salute per tutta la vita successiva.

    APPROFONDISCI CON IL PODCAST
    Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Ripeto, è come regalare loro le chiavi della macchina o una cassa di vino.

    Ci vuole una rivoluzione dal basso, dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori, di cui purtroppo siamo diventati complici inconsapevoli (che ebbrezza quando abbiamo riempito la scuola di device che adesso dobbiamo vietare...).

    Proprio in questi giorni si è concluso a Los Angeles un procedimento legale in cui per la prima volta i manager di Instagram e YouTube hanno dovuto testimoniare. Un maxi-processo con 1.600 querelanti intentato a Google e Meta, a partire dalla denuncia della ventenne Kaley G.M., che ha cominciato a soffrire di ansia, depressione e pensieri suicidi a causa dell’uso precoce dei social. Il verdetto ha stabilito che le piattaforme che Kaley frequenta da quando era bambina sono colpevoli dei suoi disturbi. Anche TikTok e SnapChat erano stati citati in giudizio ma hanno patteggiato, chiudendo con un accordo privato e un risarcimento non dichiarato.

    La strategia usata dagli avvocati delle vittime è stata quella degli anni ’90 contro l’industria del tabacco che nascondeva le conseguenze del fumo. Le compagnie dovettero risarcire 206 miliardi di dollari e sospendere la pubblicità (ricorderete film come Insider e Thank you for smoking). Allo stesso modo la sentenza del 26 marzo 2026 contro le big-tech è storica: non solo non fanno abbastanza per i minori, ma fanno male.

    Il caso del tredicenne italiano non è diverso: la sua rabbia, invece di essere accolta dalle figure adulte vicine, viene intercettata dagli attori del Nve, come in tanti casi simili avvenuti in giro per il mondo di recente. Si tratta di ragazzini problematici o è un effetto dell’architettura dei social?

    Nel 2017 la 14enne inglese Molly Rose si era uccisa dopo aver assorbito migliaia di immagini di autolesionismo. La fondazione a lei dedicata ha pubblicato di recente una ricerca che mostra come, nonostante i proclami delle piattaforme, non sia cambiato nulla. È stato simulato il profilo TikTok e Instagram di una 15enne depressa: il 95% dei video proposti dall’algoritmo «per te» sono risultati dannosi, il 55% relativi ad autolesionismo e suicidio, il 16% a modi per togliersi la vita.

    Il libro fenomeno globale di Jonathan Haidt, «La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli», che tutti gli educatori dovrebbero leggere (in Italia sta facendo altrettanto Alberto Pellai che, con Barbara Tamborini, ha pubblicato di recente l’ottimo «Esci da quella stanza»), raccoglie le evidenze scientifiche dopo 20 anni di esposizione al cellulare di bambini e adolescenti: dipendenza, frammentazione dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno.

    Quattro elementi letali per la crescita, un abuso in piena regola: su soggetti fragili (bambini e adolescenti lo sono per definizione) questi mezzi portano più danni che benefici, è la kryptonite dell’infanzia. Che fare?

    Sull’esempio dell’Australia che ha disattivato i profili degli under 16 e vieta l’iscrizione senza un documento di identità, molti governi stanno legiferando. In Francia, Portogallo, Uk, Danimarca e Spagna sono state approvate leggi simili ma l’iter operativo è ancora in corso. Brasile e Norvegia stanno varando la legge, la Germania la sta discutendo.

    In Italia? Pur essendoci mossi in anticipo con una proposta bipartisan la legge è rimasta in stallo, forse perché un provvedimento del genere non porta consenso, non è gradito alle big-tech o perché siamo impastoiati in un sistema che mette altre cose prima dell’educazione e della salute dei ragazzi.

    Bisogna allora intanto agire dal basso. Per questo partecipo a un progetto, ideato da professionisti di vari ambiti e in rapida espansione, per promuovere l’educazione digitale e preservare la salute dei ragazzi: «I patti digitali». Accordi che, in comunità di diversa entità, vengono stretti da genitori, insegnanti e altre figure educative, per stabilire poche e semplici regole condivise in quella comunità (età giusta per lo smartphone, opportunità delle chat di classe, sia dei genitori che dei ragazzi, modi d’uso del registro elettronico, validità dei compiti online...) e smontare il così fan tutti: «Si sentirebbe fuori dal mondo».

    Se in una comunità sono tutti d’accordo viene meno il senso di inferiorità, la pressione sociale e la scorciatoia comoda per sedare i figli (anche nel XIX secolo si usavano gli oppiacei per calmare i bambini, ma si finiva con l’avvelenarli).

    In questi anni abbiamo riempito le aule di strumenti digitali, convinti che avrebbero rivoluzionato la didattica, salvo scoprire che aiutano l’apprendimento solo in superficie, anzi hanno provocato lo sviluppo della cosiddetta «mente da cavalletta», incapace di attenzione e di tenuta, sempre alla ricerca della ricompensa, e una soglia della noia bassissima (soggetti del tutto manipolabili): bisogna quindi tornare alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all’ascolto attivo, all’attenzione mirata.

    Non si tratta di vietare (i ragazzi sanno poi come fregarci), ma di dare alternative: nelle comunità che adottano i patti digitali cresce di pari passo la frequentazione di biblioteche, attività sportive e sociali. Possono essere gruppi di genitori, singole scuole o gruppi di scuole, intere comunità cittadine a siglare un patto e ricevere l’aiuto degli esperti, senza appesantire una vita già assai complessa.

    Il 13 aprile prossimo alle 14.30 terremo l’incontro «Educazione e protezione digitale», dal vivo e in collegamento, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (si potrà seguire la diretta). Ci saranno esponenti della Fondazione dei Patti, testimoni dei Patti già avviati e figure politiche dell’intero arco parlamentare impegnate da tempo nelle proposte di legge per regolamentare l’uso della rete da parte dei minori, cito solo Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca, Stefano Vicari, direttore di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù, Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria, Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, Stefania Garassini, giornalista e docente universitaria di Content management e Digital Journalism, Anna Scavuzzo, assessore all’Educazione del Comune di Milano, Marianna Madia (Pd), Lavinia Mennuni (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giorgia Latini ed Erika Stefani (Lega), Devis Dori (Verdi, già M5S).

    Chiedo alla premier Meloni che ha una figlia, a cui sicuramente non ha dato né darà a breve un cellulare: varate una legge in questa legislatura. Il manifesto del tredicenne attentatore, evidentemente copia-incollato dai contenuti del gruppo Nlm (No Lives Matter, Nessuna vita conta, che diffonde anche un manuale per l’uso efficace di lame e armi) è un’ottima radiografia del nostro mondo adulto: «Mi sento superiore a tutti i miei coetanei. Mi sento molto più intelligente di loro e indossare un’uniforme dimostra la mia superiorità rispetto ai comuni mortali. Non sono più uno di loro, ho l’intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni... non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perché l’unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo... Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose».

    Queste parole girate al rovescio nascondono un bisogno profondo: «Guardatemi! Aiutatemi a scoprire che sono unico, a capire le mie emozioni e a non subirle, a conoscere il mondo e gli altri, a sperimentare che la (mia) vita ha senso e vale. Toglietemi il cellulare. Liberatemi! Lasciatemi vivere i miei 13 anni. Voglio vivere!».

    La realtà ci parla attraverso un caso eclatante. Ma questo non è un caso isolato e nemmeno un caso, è la conseguenza di un processo di abuso continuo che avvelena le anime e i corpi dei ragazzi e contro cui non stiamo facendo abbastanza.

    https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/26_marzo_30/che-cosa-aspettate-f446dca0-f52a-4b71-b118-830a462d9xlk_amp.shtml
    www.corriere.it «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio» Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia D'Avenia: «Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori» «Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese». Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento). Una costellazione di gruppi o soggetti singoli che promuovono e compiono violenza fine a se stessa, online e offline, usando i minori come vittime o carnefici. Attraggono soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e applicazioni di messaggistica, e li spingono all’uso di droghe, alla condivisione di immagini intime, alla produzione di materiale pedopornografico, all’incesto e allo stupro, alla tortura di animali, ad autolesionismo, suicidio o omicidio in diretta. Abbiamo donato ai bambini il cellulare, ma adesso sappiamo che è come aver dato loro una macchina, dell’alcol, una pistola o della droga, non uno strumento neutro che dipende da come e da chi lo usa, ma uno strumento che ti usa. Mi rivolgo adesso ai politici, perché il problema è politico. Che cosa aspettate? Nella mia esperienza di insegnante cominciata nel 2000 ho assistito a una mutazione antropologica. Lo smartphone ha determinato l’adultizzazione e quindi l’adulterazione dell’infanzia, destrutturando una tappa della crescita con conseguenze di salute per tutta la vita successiva. APPROFONDISCI CON IL PODCAST Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Ripeto, è come regalare loro le chiavi della macchina o una cassa di vino. Ci vuole una rivoluzione dal basso, dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori, di cui purtroppo siamo diventati complici inconsapevoli (che ebbrezza quando abbiamo riempito la scuola di device che adesso dobbiamo vietare...). Proprio in questi giorni si è concluso a Los Angeles un procedimento legale in cui per la prima volta i manager di Instagram e YouTube hanno dovuto testimoniare. Un maxi-processo con 1.600 querelanti intentato a Google e Meta, a partire dalla denuncia della ventenne Kaley G.M., che ha cominciato a soffrire di ansia, depressione e pensieri suicidi a causa dell’uso precoce dei social. Il verdetto ha stabilito che le piattaforme che Kaley frequenta da quando era bambina sono colpevoli dei suoi disturbi. Anche TikTok e SnapChat erano stati citati in giudizio ma hanno patteggiato, chiudendo con un accordo privato e un risarcimento non dichiarato. La strategia usata dagli avvocati delle vittime è stata quella degli anni ’90 contro l’industria del tabacco che nascondeva le conseguenze del fumo. Le compagnie dovettero risarcire 206 miliardi di dollari e sospendere la pubblicità (ricorderete film come Insider e Thank you for smoking). Allo stesso modo la sentenza del 26 marzo 2026 contro le big-tech è storica: non solo non fanno abbastanza per i minori, ma fanno male. Il caso del tredicenne italiano non è diverso: la sua rabbia, invece di essere accolta dalle figure adulte vicine, viene intercettata dagli attori del Nve, come in tanti casi simili avvenuti in giro per il mondo di recente. Si tratta di ragazzini problematici o è un effetto dell’architettura dei social? Nel 2017 la 14enne inglese Molly Rose si era uccisa dopo aver assorbito migliaia di immagini di autolesionismo. La fondazione a lei dedicata ha pubblicato di recente una ricerca che mostra come, nonostante i proclami delle piattaforme, non sia cambiato nulla. È stato simulato il profilo TikTok e Instagram di una 15enne depressa: il 95% dei video proposti dall’algoritmo «per te» sono risultati dannosi, il 55% relativi ad autolesionismo e suicidio, il 16% a modi per togliersi la vita. Il libro fenomeno globale di Jonathan Haidt, «La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli», che tutti gli educatori dovrebbero leggere (in Italia sta facendo altrettanto Alberto Pellai che, con Barbara Tamborini, ha pubblicato di recente l’ottimo «Esci da quella stanza»), raccoglie le evidenze scientifiche dopo 20 anni di esposizione al cellulare di bambini e adolescenti: dipendenza, frammentazione dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno. Quattro elementi letali per la crescita, un abuso in piena regola: su soggetti fragili (bambini e adolescenti lo sono per definizione) questi mezzi portano più danni che benefici, è la kryptonite dell’infanzia. Che fare? Sull’esempio dell’Australia che ha disattivato i profili degli under 16 e vieta l’iscrizione senza un documento di identità, molti governi stanno legiferando. In Francia, Portogallo, Uk, Danimarca e Spagna sono state approvate leggi simili ma l’iter operativo è ancora in corso. Brasile e Norvegia stanno varando la legge, la Germania la sta discutendo. In Italia? Pur essendoci mossi in anticipo con una proposta bipartisan la legge è rimasta in stallo, forse perché un provvedimento del genere non porta consenso, non è gradito alle big-tech o perché siamo impastoiati in un sistema che mette altre cose prima dell’educazione e della salute dei ragazzi. Bisogna allora intanto agire dal basso. Per questo partecipo a un progetto, ideato da professionisti di vari ambiti e in rapida espansione, per promuovere l’educazione digitale e preservare la salute dei ragazzi: «I patti digitali». Accordi che, in comunità di diversa entità, vengono stretti da genitori, insegnanti e altre figure educative, per stabilire poche e semplici regole condivise in quella comunità (età giusta per lo smartphone, opportunità delle chat di classe, sia dei genitori che dei ragazzi, modi d’uso del registro elettronico, validità dei compiti online...) e smontare il così fan tutti: «Si sentirebbe fuori dal mondo». Se in una comunità sono tutti d’accordo viene meno il senso di inferiorità, la pressione sociale e la scorciatoia comoda per sedare i figli (anche nel XIX secolo si usavano gli oppiacei per calmare i bambini, ma si finiva con l’avvelenarli). In questi anni abbiamo riempito le aule di strumenti digitali, convinti che avrebbero rivoluzionato la didattica, salvo scoprire che aiutano l’apprendimento solo in superficie, anzi hanno provocato lo sviluppo della cosiddetta «mente da cavalletta», incapace di attenzione e di tenuta, sempre alla ricerca della ricompensa, e una soglia della noia bassissima (soggetti del tutto manipolabili): bisogna quindi tornare alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all’ascolto attivo, all’attenzione mirata. Non si tratta di vietare (i ragazzi sanno poi come fregarci), ma di dare alternative: nelle comunità che adottano i patti digitali cresce di pari passo la frequentazione di biblioteche, attività sportive e sociali. Possono essere gruppi di genitori, singole scuole o gruppi di scuole, intere comunità cittadine a siglare un patto e ricevere l’aiuto degli esperti, senza appesantire una vita già assai complessa. Il 13 aprile prossimo alle 14.30 terremo l’incontro «Educazione e protezione digitale», dal vivo e in collegamento, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (si potrà seguire la diretta). Ci saranno esponenti della Fondazione dei Patti, testimoni dei Patti già avviati e figure politiche dell’intero arco parlamentare impegnate da tempo nelle proposte di legge per regolamentare l’uso della rete da parte dei minori, cito solo Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca, Stefano Vicari, direttore di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù, Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria, Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, Stefania Garassini, giornalista e docente universitaria di Content management e Digital Journalism, Anna Scavuzzo, assessore all’Educazione del Comune di Milano, Marianna Madia (Pd), Lavinia Mennuni (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giorgia Latini ed Erika Stefani (Lega), Devis Dori (Verdi, già M5S). Chiedo alla premier Meloni che ha una figlia, a cui sicuramente non ha dato né darà a breve un cellulare: varate una legge in questa legislatura. Il manifesto del tredicenne attentatore, evidentemente copia-incollato dai contenuti del gruppo Nlm (No Lives Matter, Nessuna vita conta, che diffonde anche un manuale per l’uso efficace di lame e armi) è un’ottima radiografia del nostro mondo adulto: «Mi sento superiore a tutti i miei coetanei. Mi sento molto più intelligente di loro e indossare un’uniforme dimostra la mia superiorità rispetto ai comuni mortali. Non sono più uno di loro, ho l’intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni... non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perché l’unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo... Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose». Queste parole girate al rovescio nascondono un bisogno profondo: «Guardatemi! Aiutatemi a scoprire che sono unico, a capire le mie emozioni e a non subirle, a conoscere il mondo e gli altri, a sperimentare che la (mia) vita ha senso e vale. Toglietemi il cellulare. Liberatemi! Lasciatemi vivere i miei 13 anni. Voglio vivere!». La realtà ci parla attraverso un caso eclatante. Ma questo non è un caso isolato e nemmeno un caso, è la conseguenza di un processo di abuso continuo che avvelena le anime e i corpi dei ragazzi e contro cui non stiamo facendo abbastanza. https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/26_marzo_30/che-cosa-aspettate-f446dca0-f52a-4b71-b118-830a462d9xlk_amp.shtml
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    «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio»
    Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia
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  • Mercato dell'IA nelle Sperimentazioni Cliniche: Tendenze, Crescita e Prospettive di Settore

    Il mercato dell'IA nelle sperimentazioni cliniche sta trasformando i settori farmaceutico e sanitario, migliorando l'efficienza, l'accuratezza e la rapidità della ricerca clinica. L'intelligenza artificiale viene utilizzata in misura crescente per ottimizzare la progettazione degli studi, il reclutamento dei pazienti, l'analisi dei dati e il monitoraggio, contribuendo a ridurre i costi e ad accelerare le tempistiche di sviluppo dei farmaci. Con la crescente domanda di sperimentazioni cliniche più rapide e precise, l'IA si sta affermando come uno strumento fondamentale nei moderni ecosistemi di ricerca.

    Leggi oggi stesso il Report sul Mercato dell'IA nelle Sperimentazioni Cliniche - https://www.skyquestt.com/report/ai-in-clinical-trials-market

    #AIinClinicalTrials #InnovazioneSanitaria #IntelligenzaArtificiale #RicercaClinica #IndustriaFarmaceutica #HealthTech #AnalisiDati #SaluteDigitale #TendenzeDiMercato #Biotecnologie
    Mercato dell'IA nelle Sperimentazioni Cliniche: Tendenze, Crescita e Prospettive di Settore Il mercato dell'IA nelle sperimentazioni cliniche sta trasformando i settori farmaceutico e sanitario, migliorando l'efficienza, l'accuratezza e la rapidità della ricerca clinica. L'intelligenza artificiale viene utilizzata in misura crescente per ottimizzare la progettazione degli studi, il reclutamento dei pazienti, l'analisi dei dati e il monitoraggio, contribuendo a ridurre i costi e ad accelerare le tempistiche di sviluppo dei farmaci. Con la crescente domanda di sperimentazioni cliniche più rapide e precise, l'IA si sta affermando come uno strumento fondamentale nei moderni ecosistemi di ricerca. Leggi oggi stesso il Report sul Mercato dell'IA nelle Sperimentazioni Cliniche - https://www.skyquestt.com/report/ai-in-clinical-trials-market #AIinClinicalTrials #InnovazioneSanitaria #IntelligenzaArtificiale #RicercaClinica #IndustriaFarmaceutica #HealthTech #AnalisiDati #SaluteDigitale #TendenzeDiMercato #Biotecnologie
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    AI in Clinical Trials Market Size, Share | Forecast [2033]
    AI in Clinical Trials Market to hit $4.82B by 2033 with a 14% CAGR. Explore 2026 trends in patient recruitment, CRO adoption, AI-driven protocol optimization.
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  • Mercato degli alimenti per diabetici: la crescente prevalenza del diabete, la maggiore consapevolezza sanitaria e la nutrizione funzionale trainano la crescita

    Il mercato degli alimenti per diabetici sta registrando una crescita significativa, trainata dalla crescente prevalenza del diabete, dalla maggiore consapevolezza in merito alla gestione dietetica e dalla domanda in aumento di prodotti nutrizionali specializzati. Gli alimenti per diabetici sono formulati per favorire il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e comprendono prodotti a ridotto contenuto di zuccheri, senza zuccheri e a basso indice glicemico, adatti sia alle persone affette da diabete sia a coloro che ricercano opzioni alimentari più salutari.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato degli alimenti per diabetici – https://www.skyquestt.com/report/diabetic-food-market
    Mercato degli alimenti per diabetici: la crescente prevalenza del diabete, la maggiore consapevolezza sanitaria e la nutrizione funzionale trainano la crescita Il mercato degli alimenti per diabetici sta registrando una crescita significativa, trainata dalla crescente prevalenza del diabete, dalla maggiore consapevolezza in merito alla gestione dietetica e dalla domanda in aumento di prodotti nutrizionali specializzati. Gli alimenti per diabetici sono formulati per favorire il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e comprendono prodotti a ridotto contenuto di zuccheri, senza zuccheri e a basso indice glicemico, adatti sia alle persone affette da diabete sia a coloro che ricercano opzioni alimentari più salutari. Leggi oggi stesso il report sul mercato degli alimenti per diabetici – https://www.skyquestt.com/report/diabetic-food-market
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    Diabetic Food Market Size, Share, Growth | Report [2033]
    Diabetic Food Market forecasted growth: $15.13 billion in 2025 to $24.85 billion in 2033, CAGR 6.4%. Get Free Sample Report!
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  • Mercato delle proteine ​​antigelo: l'espansione delle applicazioni in biotecnologia, alimenti surgelati e crioconservazione ne traina la crescita

    Il mercato delle proteine ​​antigelo sta registrando una rapida crescita, trainata dalla crescente domanda di soluzioni biotecnologiche avanzate, dall'espansione delle applicazioni nella conservazione degli alimenti surgelati e dal loro utilizzo sempre più diffuso nella ricerca medica e farmaceutica. Le proteine ​​antigelo (AFP), note anche come proteine ​​strutturanti il ​​ghiaccio, sono biomolecole specializzate in grado di prevenire la formazione e la crescita dei cristalli di ghiaccio, garantendo una maggiore stabilità dei prodotti biologici e alimentari in ambienti a basse temperature.

    Leggi subito il report sul mercato delle proteine ​​antigelo – https://www.skyquestt.com/report/antifreeze-proteins-market
    Mercato delle proteine ​​antigelo: l'espansione delle applicazioni in biotecnologia, alimenti surgelati e crioconservazione ne traina la crescita Il mercato delle proteine ​​antigelo sta registrando una rapida crescita, trainata dalla crescente domanda di soluzioni biotecnologiche avanzate, dall'espansione delle applicazioni nella conservazione degli alimenti surgelati e dal loro utilizzo sempre più diffuso nella ricerca medica e farmaceutica. Le proteine ​​antigelo (AFP), note anche come proteine ​​strutturanti il ​​ghiaccio, sono biomolecole specializzate in grado di prevenire la formazione e la crescita dei cristalli di ghiaccio, garantendo una maggiore stabilità dei prodotti biologici e alimentari in ambienti a basse temperature. Leggi subito il report sul mercato delle proteine ​​antigelo – https://www.skyquestt.com/report/antifreeze-proteins-market
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    Antifreeze Proteins Market Size | Growth Report [2033]
    Antifreeze Proteins Market forecast expects growth from $17.87 million (2025) to $168.78 million (2033) at CAGR 32.4%. Get Free Sample Report!
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  • Mercato degli oli profumati: dimensioni, quote e previsioni – La crescente domanda di prodotti profumati

    Il mercato degli oli profumati sta registrando una forte crescita, trainata dall'aumento della domanda nei settori della cura della persona, della cura della casa e della profumeria di lusso. Gli oli profumati — composti aromatici di origine sintetica o naturale — sono ampiamente impiegati in profumi, cosmetici, candele, deodoranti per ambienti e prodotti per la pulizia. Poiché i consumatori ricercano sempre più esperienze sensoriali e prodotti di alta gamma, gli oli profumati sono diventati un ingrediente fondamentale per la differenziazione dei prodotti e per la definizione dell'identità del brand.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato degli oli profumati - https://www.skyquestt.com/report/fragrance-oil-market

    #OliProfumati #CuraDellaPersona #IndustriaDellaBellezza #ProfumazioneCasa #Cosmetica #TendenzeDiMercato #BeniDiConsumo #InnovazioneDiProdotto #TendenzeRetail #MercatoGlobale
    Mercato degli oli profumati: dimensioni, quote e previsioni – La crescente domanda di prodotti profumati Il mercato degli oli profumati sta registrando una forte crescita, trainata dall'aumento della domanda nei settori della cura della persona, della cura della casa e della profumeria di lusso. Gli oli profumati — composti aromatici di origine sintetica o naturale — sono ampiamente impiegati in profumi, cosmetici, candele, deodoranti per ambienti e prodotti per la pulizia. Poiché i consumatori ricercano sempre più esperienze sensoriali e prodotti di alta gamma, gli oli profumati sono diventati un ingrediente fondamentale per la differenziazione dei prodotti e per la definizione dell'identità del brand. Leggi oggi stesso il report sul mercato degli oli profumati - https://www.skyquestt.com/report/fragrance-oil-market #OliProfumati #CuraDellaPersona #IndustriaDellaBellezza #ProfumazioneCasa #Cosmetica #TendenzeDiMercato #BeniDiConsumo #InnovazioneDiProdotto #TendenzeRetail #MercatoGlobale
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Fragrance Oil Market Luxury Fragrance Growth Trends 2033
    Fragrance Oil Market to grow from USD 8.8B in 2025 to USD 12.81B by 2033 at 4.8% CAGR, driven by rising demand in personal care and home fragrance products.
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  • 1/ 25 years ago Congressman Dennis Kucinich named the prohibition of 'Chemtrails' and other 'exotic weapons systems' into law (H.R. 2977)

    10 years ago the DNC put my 'Chemtrail Conspiracy' research on a joke list.

    Today it's on the front page of the Daily Mail.

    This is the full arc — and it's not over.

    1/ 25 anni fa, il deputato Dennis Kucinich propose una legge per il divieto delle "scie chimiche" e di altri "sistemi d'arma esotici" (H.R. 2977).

    10 anni fa, il Comitato Nazionale Democratico (DNC) mise la mia ricerca sulla "teoria del complotto delle scie chimiche" in una lista di scherzi.

    Oggi è in prima pagina sul Daily Mail.

    Questa è la storia completa, e non è ancora finita.
    1/🚨 25 years ago Congressman Dennis Kucinich named the prohibition of 'Chemtrails' and other 'exotic weapons systems' into law (H.R. 2977) 10 years ago the DNC put my 'Chemtrail Conspiracy' research on a joke list. Today it's on the front page of the Daily Mail. This is the full arc — and it's not over. 1/🚨 25 anni fa, il deputato Dennis Kucinich propose una legge per il divieto delle "scie chimiche" e di altri "sistemi d'arma esotici" (H.R. 2977). 10 anni fa, il Comitato Nazionale Democratico (DNC) mise la mia ricerca sulla "teoria del complotto delle scie chimiche" in una lista di scherzi. Oggi è in prima pagina sul Daily Mail. Questa è la storia completa, e non è ancora finita. 🧵👇
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  • La batteria al tofu che può funzionare per 300 anni
    Un gruppo di ricercatori della City University di Hong Kong e della Southern University of Science and Technology ha sviluppato un prototipo di batteria acquos…
    https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/03/15/news/batteria_tofu_ambiente-425215042/amp/
    La batteria al tofu che può funzionare per 300 anni Un gruppo di ricercatori della City University di Hong Kong e della Southern University of Science and Technology ha sviluppato un prototipo di batteria acquos… https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/03/15/news/batteria_tofu_ambiente-425215042/amp/
    WWW.REPUBBLICA.IT
    La batteria al tofu che può funzionare per 300 anni
    Un gruppo di ricercatori della City University di Hong Kong e della Southern University of Science and Technology ha sviluppato un prototipo di batteria acquos…
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  • Sono in guerra con noi, NON con un virus.

    Il processo contro BGates e ABourla ne fornisce le prove.
    Non esiste alcun virus Covid, né un vaccino contro il Covid.

    Ci hanno iniettato un'arma biologica, RNAC19, sviluppata dal Dipartimento Progetti di Ricerca Avanzata del Pentagono, DARPA, che non ha mai avuto un obiettivo sanitario.
    Per poter iniettare l'arma senza violenza, senza una dichiarazione di guerra, l'hanno chiamata fraudolentemente "vaccino" e hanno preso il controllo degli scienziati attraverso la manipolazione.

    Per giustificare il vaccino falso, hanno creato, usando l'intelligenza artificiale, un virus falso che non è mai stato identificato. Abbiamo la prova: si tratta di un "agente" brevettato dalla DARPA "per la guerra biologica" (così è scritto nel brevetto)
    che è sintetico al 100%
    che non si replica (un virus si replica)
    che "agisce come una radiazione" (questo è stato pubblicato sul sito web ufficiale dell'HHS il 4 febbraio 2021). Hanno chiamato l'agente "SARS-CoV-2" per ingannare il mondo.

    Ils sont en guerre contre nous, NON contre 1 virus.
    Le procès contre BGates et ABourla apporte les preuves
    Il n’y a ni virus Covid, ni vaccin Covid.
    Ils nous ont injecté 1 arme biologique ARNC19 conçu par le Département de Recherche Avancée du Pentagone, DARPA, qui n’a jamais d’objectif sanitaire.
    Pour pouvoir injecter l’arme sans violence, sans déclaration de Guerre, ils l’ont nommé, par fraude "vaccin" et ont pris le pouvoir sur les Scientifiques par manipulation
    Pour justifier le faux vaccin ils ont créé, par IA, 1 faux virus jamais identifié.
    On a les preuves: c’est 1"Agent" breveté DARPA "pour la guerre Biologique" (c’est dit dans le Brevet)
    qui est 100% synthétique
    qui ne se réplique pas"(1virus se réplique)
    qui "agit comme 1 Radiation" (c’est publié sur le site Officiel de HHS du 4/02/21).
    Ils ont nommé l’Agent "le SARSCov2" pour tromper le

    They are at war with us, not with a virus.
    The trial against Brigitte Bardot and Abourla provides proof.
    There is no COVID virus, nor a COVID vaccine.

    They injected us with a biological weapon, RNAc19, developed by the Pentagon's Advanced Research Projects Department (DARPA), which has never had a health objective.
    To be able to inject the weapon without violence, without a declaration of war, they fraudulently named it a "vaccine" and seized control of scientists through manipulation.
    To justify the fake vaccine, they created, using AI, a fake virus that has never been identified. We have the proof: it's a DARPA-patented "Agent" "for Biological Warfare" (it says so in the patent)
    that is 100% synthetic
    that does not replicate (a virus does replicate)
    that "acts like radiation" (this was published on the official HHS website on February 4, 2021). They named the Agent "SARS-CoV-2" to deceive the world.

    Source: https://x.com/i/status/2031633602706895180
    Sono in guerra con noi, NON con un virus. Il processo contro BGates e ABourla ne fornisce le prove. Non esiste alcun virus Covid, né un vaccino contro il Covid. Ci hanno iniettato un'arma biologica, 💉RNAC19, sviluppata dal Dipartimento Progetti di Ricerca Avanzata del Pentagono, DARPA, che non ha mai avuto un obiettivo sanitario. Per poter iniettare l'arma senza violenza, senza una dichiarazione di guerra, l'hanno chiamata fraudolentemente "vaccino" e hanno preso il controllo degli scienziati attraverso la manipolazione. Per giustificare il vaccino falso, hanno creato, usando l'intelligenza artificiale, un virus falso che non è mai stato identificato. Abbiamo la prova: si tratta di un "agente" brevettato dalla DARPA "per la guerra biologica" (così è scritto nel brevetto) che è sintetico al 100% che non si replica (un virus si replica) che "agisce come una radiazione" (questo è stato pubblicato sul sito web ufficiale dell'HHS il 4 febbraio 2021). Hanno chiamato l'agente "SARS-CoV-2" per ingannare il mondo. Ils sont en guerre contre nous, NON contre 1 virus. Le procès contre BGates et ABourla apporte les preuves Il n’y a ni virus Covid, ni vaccin Covid. Ils nous ont injecté 1 arme biologique 💉ARNC19 conçu par le Département de Recherche Avancée du Pentagone, DARPA, qui n’a jamais d’objectif sanitaire. Pour pouvoir injecter l’arme sans violence, sans déclaration de Guerre, ils l’ont nommé, par fraude "vaccin" et ont pris le pouvoir sur les Scientifiques par manipulation Pour justifier le faux vaccin ils ont créé, par IA, 1 faux virus jamais identifié. On a les preuves: c’est 1"Agent" breveté DARPA "pour la guerre Biologique" (c’est dit dans le Brevet) qui est 100% synthétique qui ne se réplique pas"(1virus se réplique) qui "agit comme 1 Radiation" (c’est publié sur le site Officiel de HHS du 4/02/21). Ils ont nommé l’Agent "le SARSCov2" pour tromper le🌏 They are at war with us, not with a virus. The trial against Brigitte Bardot and Abourla provides proof. There is no COVID virus, nor a COVID vaccine. They injected us with a biological weapon, RNAc19, developed by the Pentagon's Advanced Research Projects Department (DARPA), which has never had a health objective. To be able to inject the weapon without violence, without a declaration of war, they fraudulently named it a "vaccine" and seized control of scientists through manipulation. To justify the fake vaccine, they created, using AI, a fake virus that has never been identified. We have the proof: it's a DARPA-patented "Agent" "for Biological Warfare" (it says so in the patent) that is 100% synthetic that does not replicate (a virus does replicate) that "acts like radiation" (this was published on the official HHS website on February 4, 2021). They named the Agent "SARS-CoV-2" to deceive the world. Source: https://x.com/i/status/2031633602706895180
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