• BENVENUTI in BANANA REPUBLIC!
    Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025
    Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media...

    Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“.
    Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi

    Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”.
    La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti”

    A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate.

    I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master.
    Gli attacchi alla libertà d’espressione

    Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali.
    Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza”

    “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
    BENVENUTI in BANANA REPUBLIC! Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025 Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media... Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“. Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”. La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti” A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master. Gli attacchi alla libertà d’espressione Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali. Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza” “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
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  • What design and urban-friendly features can we expect?
    Answer: Based on concept images and teasers, the E-QUTE_02 embodies a modern, minimalist, and playful aesthetic tailored for city life. Key expected features include:

    Compact Dimensions: A small footprint for effortless navigating and parking in dense urban environments.

    Contemporary Styling: Clean lines, closed front grille, pixel-inspired lighting elements, and likely a two-tone color scheme to emphasize its youthful character.

    Tech-Savvy Interior: A simple, uncluttered cabin centered around a digital display, focusing on essential connectivity like smartphone integration.

    Optimized Urban Range: A battery pack sized for daily commutes and city errands (e.g., 200-300 km range), prioritizing cost-effectiveness and charging convenience over long-distance travel.
    https://www.kaiyiglobal.com/models/E-QUTE_02
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    KAIYI - SUVs, Sedans and Electric Vehicles Manufacturer in China
    KAIYI Auto, as Cowin Auto, is a Chinese manufacturer of SUVs, sedans, and electric vehicles for safe, comfortable, and enjoyable driving worldwide. Visit KAIYI Global official website to explore more.
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  • La fotografia su smartphone ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma c’è un limite fisico con cui i produttori si scontrano da sempre: la gamma dinamica dei sensori CMOS. Una nuova (per il mondo smartphone) tecnologia, chiamata LOFIC, promette di cambiare le regole del gioco catturando un range dinamico enormemente più ampio in una singola esposizione, ne abbiamo parlato in un video dedicato sul nostro canale, vediamo per sommi capi di cosa si tratta e perché sarà protagonista dei prossimi anni nel mondo mobile.

    Piccola infarinatura
    Quando si inquadra una scena con zone molto luminose e zone in ombra, la coperta è inevitabilmente corta, difficilmente si possono ottenere dettagli e qualità nelle aree con grandi differenze di illuminazione. L’HDR ha tamponato il problema combinando più scatti a esposizioni diverse, ma introduce artefatti, ghosting sui soggetti in movimento e flickering nei video, specialmente quelli notturni con pannelli LED nell’inquadratura.

    Il LOFIC ha le potenzialità per essere la soluzione definitiva: è l’acronimo di Lateral Overflow Integration Capacitor, una tecnologia applicata ai sensori fotografici che affronta alla radice il problema della gamma dinamica limitata dei sensori CMOS. L’idea di base è tanto elegante quanto efficace: affiancare a ciascun fotodiodo (il singolo pixel) un piccolo condensatore supplementare, capace di raccogliere gli elettroni in eccesso che normalmente andrebbero persi quando il pixel raggiunge la saturazione. In altre parole, là dove un pixel tradizionale si limita a restituire “bianco puro” perché ha ricevuto troppa luce, il condensatore LOFIC cattura il surplus e lo rende leggibile, estendendo di fatto la gamma dinamica verso le alte luci senza sacrificare le informazioni nelle ombre.

    Il vantaggio più significativo rispetto all’HDR classico, basato tipicamente su tecniche come il Dual Conversion Gain (DCG), è che tutto avviene in un’unica esposizione. Non servono più scatti multipli da fondere insieme e questo elimina alla radice i problemi di ghosting sulle foto con soggetti in movimento e di flickering nei video in HDR, un difetto particolarmente evidente nelle riprese notturne dove i pannelli LED sfarfallano a causa dei tempi di posa rapidi necessari per non bruciare le alte luci. Il software di elaborazione si ritrova così con tutte le informazioni necessarie già in un singolo fotogramma, con un vantaggio enorme sia in termini di qualità dell’immagine sia di carico computazionale.

    La tecnologia non è nata ieri: fu presentata da Panasonic nei primi anni 2000, con sviluppi significativi mostrati tra il 2013 e il 2016 in conferenze come l’ISSCC. Nel 2020 la divisione semiconduttori di Panasonic è stata acquisita da Nuvoton Technology Corporation, azienda taiwanese che tuttora detiene la proprietà intellettuale e porta avanti lo sviluppo. Nel video approfondiamo il funzionamento nel dettaglio con una spiegazione visiva e accessibile, per capire davvero cosa succede dentro al sensore.

    Chi la sta già usando e cosa aspettarsi nei prossimi anni
    Alcuni produttori si sono già mossi. Huawei ha integrato un sensore LOFIC su Pura 80 Ultra, mentre Xiaomi lo ha adottato sull’intera famiglia 17, dal Pro al Pro Max fino all’Ultra, sfruttando i sensori TheiaCel di OmniVision. Proprio OmniVision è tra le aziende più attive su questo fronte, e non è un caso: dal 2023 integra la tecnologia LOFIC nei sensori TheiaCel, il cui nome richiama Theia, dea greca madre del sole, della luna e dell’aurora, combinandola con il DCG ad alta sensibilità per massimizzare la gamma dinamica. La ragione di questo impegno ha un legame molto concreto con il settore automotive, dove OmniVision è uno dei principali fornitori di sensori: telecamere per la guida autonoma, dashcam e sistemi di assistenza alla guida richiedono sensori capaci di leggere perfettamente sia le ombre che le alte luci in ogni condizione, senza margine di errore.

    Per quanto riguarda il futuro prossimo, Sony dovrebbe introdurre un sensore LOFIC destinato alla fascia alta degli smartphone verso la fine del 2026, potenzialmente il modello LYT-838. Samsung è attesa con un proprio sensore LOFIC tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre Apple starebbe sviluppando internamente un sensore LOFIC da 100 megapixel con debutto stimato tra il 2027 e il 2028.

    I primi risultati sugli smartphone, va detto, non sono ancora all’altezza delle aspettative: l’hardware c’è, ma il back-end software di elaborazione è estremamente complesso e richiede ancora parecchio affinamento, sia per le foto HDR che soprattutto per i video, in particolare quelli notturni. Una situazione che ricorda i primi tempi della fotografia computazionale, quando il potenziale era evidente ma serviva tempo perché gli algoritmi raggiungessero la maturità dell’hardware. Quando tutti i grandi produttori di sensori e di smartphone convergeranno su questa architettura, è però ragionevole attendersi un’accelerazione molto significativa. Il LOFIC sarà con ogni probabilità il nuovo terreno di battaglia sulla fascia alta nei prossimi due o tre anni, e adesso sapete di cosa si tratta.


    https://youtu.be/v8_4pBghZuM?si=wb_Jv2EbPrjZPRtB
    La fotografia su smartphone ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma c’è un limite fisico con cui i produttori si scontrano da sempre: la gamma dinamica dei sensori CMOS. Una nuova (per il mondo smartphone) tecnologia, chiamata LOFIC, promette di cambiare le regole del gioco catturando un range dinamico enormemente più ampio in una singola esposizione, ne abbiamo parlato in un video dedicato sul nostro canale, vediamo per sommi capi di cosa si tratta e perché sarà protagonista dei prossimi anni nel mondo mobile. Piccola infarinatura Quando si inquadra una scena con zone molto luminose e zone in ombra, la coperta è inevitabilmente corta, difficilmente si possono ottenere dettagli e qualità nelle aree con grandi differenze di illuminazione. L’HDR ha tamponato il problema combinando più scatti a esposizioni diverse, ma introduce artefatti, ghosting sui soggetti in movimento e flickering nei video, specialmente quelli notturni con pannelli LED nell’inquadratura. Il LOFIC ha le potenzialità per essere la soluzione definitiva: è l’acronimo di Lateral Overflow Integration Capacitor, una tecnologia applicata ai sensori fotografici che affronta alla radice il problema della gamma dinamica limitata dei sensori CMOS. L’idea di base è tanto elegante quanto efficace: affiancare a ciascun fotodiodo (il singolo pixel) un piccolo condensatore supplementare, capace di raccogliere gli elettroni in eccesso che normalmente andrebbero persi quando il pixel raggiunge la saturazione. In altre parole, là dove un pixel tradizionale si limita a restituire “bianco puro” perché ha ricevuto troppa luce, il condensatore LOFIC cattura il surplus e lo rende leggibile, estendendo di fatto la gamma dinamica verso le alte luci senza sacrificare le informazioni nelle ombre. Il vantaggio più significativo rispetto all’HDR classico, basato tipicamente su tecniche come il Dual Conversion Gain (DCG), è che tutto avviene in un’unica esposizione. Non servono più scatti multipli da fondere insieme e questo elimina alla radice i problemi di ghosting sulle foto con soggetti in movimento e di flickering nei video in HDR, un difetto particolarmente evidente nelle riprese notturne dove i pannelli LED sfarfallano a causa dei tempi di posa rapidi necessari per non bruciare le alte luci. Il software di elaborazione si ritrova così con tutte le informazioni necessarie già in un singolo fotogramma, con un vantaggio enorme sia in termini di qualità dell’immagine sia di carico computazionale. La tecnologia non è nata ieri: fu presentata da Panasonic nei primi anni 2000, con sviluppi significativi mostrati tra il 2013 e il 2016 in conferenze come l’ISSCC. Nel 2020 la divisione semiconduttori di Panasonic è stata acquisita da Nuvoton Technology Corporation, azienda taiwanese che tuttora detiene la proprietà intellettuale e porta avanti lo sviluppo. 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La ragione di questo impegno ha un legame molto concreto con il settore automotive, dove OmniVision è uno dei principali fornitori di sensori: telecamere per la guida autonoma, dashcam e sistemi di assistenza alla guida richiedono sensori capaci di leggere perfettamente sia le ombre che le alte luci in ogni condizione, senza margine di errore. Per quanto riguarda il futuro prossimo, Sony dovrebbe introdurre un sensore LOFIC destinato alla fascia alta degli smartphone verso la fine del 2026, potenzialmente il modello LYT-838. Samsung è attesa con un proprio sensore LOFIC tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre Apple starebbe sviluppando internamente un sensore LOFIC da 100 megapixel con debutto stimato tra il 2027 e il 2028. I primi risultati sugli smartphone, va detto, non sono ancora all’altezza delle aspettative: l’hardware c’è, ma il back-end software di elaborazione è estremamente complesso e richiede ancora parecchio affinamento, sia per le foto HDR che soprattutto per i video, in particolare quelli notturni. Una situazione che ricorda i primi tempi della fotografia computazionale, quando il potenziale era evidente ma serviva tempo perché gli algoritmi raggiungessero la maturità dell’hardware. Quando tutti i grandi produttori di sensori e di smartphone convergeranno su questa architettura, è però ragionevole attendersi un’accelerazione molto significativa. Il LOFIC sarà con ogni probabilità il nuovo terreno di battaglia sulla fascia alta nei prossimi due o tre anni, e adesso sapete di cosa si tratta. https://youtu.be/v8_4pBghZuM?si=wb_Jv2EbPrjZPRtB
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  • SUCCEDE ANCHE QUESTO!
    Gus Kenworthy: minacce di morte dopo il suo post contro l'ICE
    Lo sciatore britannico ha ricevuto messaggi d'odio per aver criticato l'agenzia per l'immigrazione USA: "Mi hanno detto di suicidarmi".
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/09/kenworthy-minacce-ice-notizie/8285307/
    SUCCEDE ANCHE QUESTO! Gus Kenworthy: minacce di morte dopo il suo post contro l'ICE Lo sciatore britannico ha ricevuto messaggi d'odio per aver criticato l'agenzia per l'immigrazione USA: "Mi hanno detto di suicidarmi". https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/09/kenworthy-minacce-ice-notizie/8285307/
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  • Chemio Naturale
    Le 11 Migliori Erbe che Colpiscono e Uccidono il Cancro, meglio della chemioterapia e della radioterapia:
    Artemisia Annua (artemisinina)
    Graviola
    Tè Essiac
    Tarassaco
    Aloe Arborescens (emodina)
    Tè Verde (EGCG)
    Tripterygium wilfordii (triptolide)
    Curcuma (curcumina)
    Crespino (berberina)
    Cardo Mariano
    Semi di Albicocca (Vitamina B17)

    A differenza della Chemioterapia, queste erbe e piante medicinali colpiscono solo le cellule tumorali, e le distruggono. Non danneggiano le cellule sane.
    Dr. Martucci M.
    Chemio Naturale Le 11 Migliori Erbe che Colpiscono e Uccidono il Cancro, meglio della chemioterapia e della radioterapia: Artemisia Annua (artemisinina) Graviola Tè Essiac Tarassaco Aloe Arborescens (emodina) Tè Verde (EGCG) Tripterygium wilfordii (triptolide) Curcuma (curcumina) Crespino (berberina) Cardo Mariano Semi di Albicocca (Vitamina B17) A differenza della Chemioterapia, queste erbe e piante medicinali colpiscono solo le cellule tumorali, e le distruggono. Non danneggiano le cellule sane. Dr. Martucci M.
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  • https://www.myseodirectory.com/expressive-floral-creations-for-lifes-meaningful-moments/

    https://www.postscontent.com/thoughtful-floral-gifting-made-easy-across-melbournes-east/
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    Expressive Floral Creations for Life’s Meaningful Moments
    Flowers play a powerful role in expressing emotions, celebrating milestones, and strengthening relationships. Whether the moment calls for joy, gratitude, or
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  • Accurate charge posting is the foundation of a healthy revenue cycle.
    At Fine Claim LLC, we ensure every CPT & ICD code is posted correctly and on time—reducing errors, accelerating reimbursements, and strengthening cash flow.
    Let precision work for your practice.

    Visit Us- https://fineclaim.com/charge-posting/

    #medicalbilling #revenuecyclemanagement #rcmservices
    #HealthcareBilling #medicalcoding #healthcarefinance
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  • Mixed Martial Arts Equipment Market CAGR Analysis, Market Drivers and Business Opportunity Roadmap to 2033
    Global Mixed Martial Arts Equipment Market Snapshot:
    A new report titled “Global Mixed Martial Arts Equipment Market” has been added to its vast repository by Straits Research. The report analyzes and estimates the market on a global, regional, and country level. The report offers data from previous years along with an in-depth analysis from 2025 to 2033 on the basis of revenue (USD Billion or Million). Besides, the report offers a comprehensive analysis of the factors driving and restraining the growth of the market, coupled with the impact they have on the demand over the forecast period. In addition, the report includes the study of lucrative opportunities available in the Mixed Martial Arts Equipment market on a global level.

    According to StraitsResearch, the global mixed martial arts market size is valued at USD 1.5 billion in 2024 and is estimated to reach USD 2.25 billion by 2033, growing at a CAGR of 4.65% during 2025-2033.

    This report forecasts revenue growth at the global, regional, and local levels and provides an analysis of the most recent industry trends from 2025 to 2033 in each of the segments and sub-segments. Some of the major geographies included in the market are given below:

    North America(U.S., Canada)
    Europe(U.K., Germany, France, Italy)
    Asia Pacific(China, India, Japan, Singapore, Malaysia)
    Latin America(Brazil, Mexico)
    Middle East & Africa
    Request Sample Report of Global Market @ https://straitsresearch.com/report/mixed-martial-arts-market/request-sample

    Top Key Industry Players:
    Adidas AG
    Century Martial Art Supply LLC
    Combat Brands LLC
    Everlast Worldwide Inc. (Frasers Group plc)
    Fairtex
    Hayabusa Fightwear Inc.
    TITLE Boxing LLC
    Twins Special Co. Ltd.
    The report helps businesses get a thorough understanding of the industry landscape by providing a comprehensive examination of the key business opportunities, global trends, and supply-demand scope. In addition, the study gives an in-depth overview of the market revenue, status demand, competitive landscape, and regional assessment on a global scale. It is an important value addition for any company looking to develop effective business strategies and begin transformative growth.

    The market is segmented into different sections such as: by product type, by application, by end-users, by deployment mode, and by key geography. The report then employs market breakdown and data triangulation procedures to complete the overall market engineering process and arrive at the exact statistics for all segments and sub-segments. The report on the Global Mixed Martial Arts Equipment Market has been curated by analyzing the top players functioning in the market. In order to get an in-depth analysis of the market, the report carried out a SWOT analysis, Porter’s five forces analysis, and PESTEL analysis.

    Mixed Martial Arts Equipment Market Segmentation:
    By Equipment
    Gloves
    Ankle/ Knee/ Elbow Guards
    Punching Bags
    Hand Wraps
    Shin Guards
    Mouth Guards
    Other
    By Nutritional Supplement
    Glutamine Supplements
    Branched Chain Amino Acids Supplements
    Creatine Supplements
    Others
    By Merchandise
    T-Shirts
    Shorts
    Hoodies
    Others
    Get Detailed Market Segmentation @ https://straitsresearch.com/report/mixed-martial-arts-market/segmentation

    Global Regional Outlook:
    North America: North America is currently the largest market for Mixed Martial Arts Equipment, accounting for a significant share of the global market.

    NA: While the North America leads in market size, NA is emerging as the fastest growing region in the Mixed Martial Arts Equipment market.

    Key Questions Answered in the Report:
    What is the current scenario of the Global Mixed Martial Arts Equipment industry? How is the market going to prosper throughout the next 5 years?
    What is the historical and current size of the Global Mixed Martial Arts Equipment Market?
    Which segments are the fastest growing and the largest in the market? What is their market potential?
    What are the driving factors contributing to the market growth during the short, medium, and long term?
    What are the lucrative opportunities for the key players in the market?
    Which are the key geographies from the investment perspective?
    What are the major strategies adopted by the leading players to expand their market shares?
    What are sales, revenue, and price analysis by types and applications of the market?
    Request Customized Copy of Report @ https://straitsresearch.com/buy-now/mixed-martial-arts-market

    About Us:

    Straits Research is a leading market research and market intelligence organization, specializing in research, analytics, and advisory services along with providing business insights & market research reports.

    Contact Us:

    Email: sales@straitsresearch.com

    Tel: +1 646 905 0080 (U.S.), +44 203 695 0070 (U.K.)

    JP Mixed Martial Arts Equipment Market - https://straitsresearch.com/jp/report/mixed-martial-arts-market
    Mixed Martial Arts Equipment Market CAGR Analysis, Market Drivers and Business Opportunity Roadmap to 2033 Global Mixed Martial Arts Equipment Market Snapshot: A new report titled “Global Mixed Martial Arts Equipment Market” has been added to its vast repository by Straits Research. The report analyzes and estimates the market on a global, regional, and country level. The report offers data from previous years along with an in-depth analysis from 2025 to 2033 on the basis of revenue (USD Billion or Million). Besides, the report offers a comprehensive analysis of the factors driving and restraining the growth of the market, coupled with the impact they have on the demand over the forecast period. In addition, the report includes the study of lucrative opportunities available in the Mixed Martial Arts Equipment market on a global level. According to StraitsResearch, the global mixed martial arts market size is valued at USD 1.5 billion in 2024 and is estimated to reach USD 2.25 billion by 2033, growing at a CAGR of 4.65% during 2025-2033. This report forecasts revenue growth at the global, regional, and local levels and provides an analysis of the most recent industry trends from 2025 to 2033 in each of the segments and sub-segments. Some of the major geographies included in the market are given below: North America(U.S., Canada) Europe(U.K., Germany, France, Italy) Asia Pacific(China, India, Japan, Singapore, Malaysia) Latin America(Brazil, Mexico) Middle East & Africa Request Sample Report of Global Market @ https://straitsresearch.com/report/mixed-martial-arts-market/request-sample Top Key Industry Players: Adidas AG Century Martial Art Supply LLC Combat Brands LLC Everlast Worldwide Inc. (Frasers Group plc) Fairtex Hayabusa Fightwear Inc. TITLE Boxing LLC Twins Special Co. Ltd. The report helps businesses get a thorough understanding of the industry landscape by providing a comprehensive examination of the key business opportunities, global trends, and supply-demand scope. In addition, the study gives an in-depth overview of the market revenue, status demand, competitive landscape, and regional assessment on a global scale. It is an important value addition for any company looking to develop effective business strategies and begin transformative growth. The market is segmented into different sections such as: by product type, by application, by end-users, by deployment mode, and by key geography. The report then employs market breakdown and data triangulation procedures to complete the overall market engineering process and arrive at the exact statistics for all segments and sub-segments. The report on the Global Mixed Martial Arts Equipment Market has been curated by analyzing the top players functioning in the market. In order to get an in-depth analysis of the market, the report carried out a SWOT analysis, Porter’s five forces analysis, and PESTEL analysis. Mixed Martial Arts Equipment Market Segmentation: By Equipment Gloves Ankle/ Knee/ Elbow Guards Punching Bags Hand Wraps Shin Guards Mouth Guards Other By Nutritional Supplement Glutamine Supplements Branched Chain Amino Acids Supplements Creatine Supplements Others By Merchandise T-Shirts Shorts Hoodies Others Get Detailed Market Segmentation @ https://straitsresearch.com/report/mixed-martial-arts-market/segmentation Global Regional Outlook: North America: North America is currently the largest market for Mixed Martial Arts Equipment, accounting for a significant share of the global market. NA: While the North America leads in market size, NA is emerging as the fastest growing region in the Mixed Martial Arts Equipment market. Key Questions Answered in the Report: What is the current scenario of the Global Mixed Martial Arts Equipment industry? How is the market going to prosper throughout the next 5 years? What is the historical and current size of the Global Mixed Martial Arts Equipment Market? Which segments are the fastest growing and the largest in the market? What is their market potential? What are the driving factors contributing to the market growth during the short, medium, and long term? What are the lucrative opportunities for the key players in the market? Which are the key geographies from the investment perspective? What are the major strategies adopted by the leading players to expand their market shares? What are sales, revenue, and price analysis by types and applications of the market? Request Customized Copy of Report @ https://straitsresearch.com/buy-now/mixed-martial-arts-market About Us: Straits Research is a leading market research and market intelligence organization, specializing in research, analytics, and advisory services along with providing business insights & market research reports. Contact Us: Email: sales@straitsresearch.com Tel: +1 646 905 0080 (U.S.), +44 203 695 0070 (U.K.) JP Mixed Martial Arts Equipment Market - https://straitsresearch.com/jp/report/mixed-martial-arts-market
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    Mixed Martial Arts Equipment Market Size, Share & Growth Report by 2033
    Request Free Sample : The global mixed martial arts equipment market size is projected to grow from USD 1.57 billion in 2025 to USD 2.25 billion by 2033, exhibiting a CAGR of 4.65%.
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  • Anthropic rilascia Opus 4.6, OpenAI risponde con GPT-5.3 Codex
    Anthropic e OpenAI hanno aggiornato i loro rispettivi strumenti di coding agentico. Dopo l’annuncio di Opus 4.6, a distanza di circa quindici minuti, è arrivato anche quello di GPT-5.3 Codex. Due lanci distinti ma talmente ravvicinati da sembrare quasi una risposta diretta l’uno all’altro, segnale di una competizione sempre più serrata sullo stesso terreno: conquistare sviluppatori, team di prodotto e professionisti che lavorano ogni giorno tra documenti, dati e software con agenti capaci non solo di assistere, ma di eseguire...

    https://www.hdblog.it/business/articoli/n647409/anthropic-rilascia-opus-openai-gpt-codex/
    Anthropic rilascia Opus 4.6, OpenAI risponde con GPT-5.3 Codex Anthropic e OpenAI hanno aggiornato i loro rispettivi strumenti di coding agentico. Dopo l’annuncio di Opus 4.6, a distanza di circa quindici minuti, è arrivato anche quello di GPT-5.3 Codex. Due lanci distinti ma talmente ravvicinati da sembrare quasi una risposta diretta l’uno all’altro, segnale di una competizione sempre più serrata sullo stesso terreno: conquistare sviluppatori, team di prodotto e professionisti che lavorano ogni giorno tra documenti, dati e software con agenti capaci non solo di assistere, ma di eseguire... https://www.hdblog.it/business/articoli/n647409/anthropic-rilascia-opus-openai-gpt-codex/
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  • L'OLIMPIADI FALSATA!
    Per questi motivi e altri... Io le olimpiadi non le guardo, niente TV, niente Internet.
    Sarebbe ora di boicottare seriamente.
    L’IPOCRISIA DELLA CERIMONIA DI APERTURA DELLE OLIMPIADI
    Una grande festa.
    Sono tutti contenti.
    Queste sono le espressioni che vengono utilizzate alla tv: «Spirito olimpico - valori olimpici - simbolo di inclusività e armonia fra i popoli», ma soprattutto: «pace». Numerose volte, le parole pace e inclusività sgorgano dalle bocche di giornalisti, politici e commentatori, i quali girano dentro il circo olimpico come la merda dentro lo scarico del cesso quando si tira l’acqua.
    Nessuno lo vuole ricordare, ma sia le squadre che gli atleti individuali di Russia e Bielorussia sono stati esclusi. In questa edizione non possono nemmeno partecipare come ROC ("Russian Olympic Committee") com’era avvenuto a Tokyo. Quest’anno solo 9 atleti saranno presenti, grazie all’intervento in extremis del “Tribunale Arbitrale dello Sport”, perché se fosse stato per il FIS, l’organo mondiale che si occupa degli sport invernali, non avrebbe partecipato nemmeno loro. Il FIS aveva arbitrariamente deciso che la Russia è cattiva e che i suoi atleti devono pagare per questo!
    Sapete già come la penso a riguardo, perché in passato scrissi un lungo articolo su questo argomento (“Cosa è davvero accaduto tra Russia e Ucraina”), quindi sapete che Putin aveva tutto il diritto di intervenire militarmente con lo scopo di fermare i soprusi e le uccisioni che da molti anni venivano perpetrati dall’esercito ucraino ai danni della popolazione filorussa.
    Ma anche ammettendo che Putin non avesse alcuna giustificazione, anche ipotizzando che sia impazzito e abbia deciso di invadere senza alcun motivo un Paese confinante... cosa c’entrano gli atleti russi con tutto questo? Perché punire gli atleti? Perché punire gli artisti russi, ai quali viene impedito di esibirsi? Sperano forse che questi atleti e questi artisti vadano a protestare sotto il Cremlino per chiedere a Putin di interrompere la guerra... e sperano che lui li ascolti?
    Le Olimpiadi una volta rappresentavano per davvero la pace e l’inclusività, infatti anticamente si interrompevano le guerre e si deponevano le armi per permetterne il regolare svolgimento. Adesso, accade il contrario: sono le guerre ("calde" o "fredde" che siano) a influenzare il corretto svolgimento delle Olimpiadi. Durante la “guerra fredda”, alle Olimpiadi di Mosca non parteciparono gli Stati Uniti e quelle di Los Angeles non partecipò l’Unione Sovietica. Il boicottaggio fu un brutto episodio in entrambe lo occasioni, ma oggi avviene qualcosa di più grave: non è un Paese a boicottare l’evento, bensì è il mondo a impedire a un Paese di partecipare!
    Un atleta vive per le Olimpiadi. Privarlo di questa occasione a causa di una colpa che non ha commesso è cattiveria. La FOLLIA MODERNA – cioè, quando nemmeno ci si informa sui fatti, ma si cavalca l’onda emotiva creata dai media – sta sfociando nella stupidità e nella cattiveria. L’IPOCRISIA – cioè, lasciare a casa degli atleti innocenti e al contempo parlare di pace e inclusività – aggrava il peso karmico di questi atti.
    L’Europa è destinata a pagare con gli interessi queste sue scelte.
    Lo dico parafrasando la frase pronunciata da Michael Madsen in “Kill Bill vol. 2” (2004): «Quel popolo merita la sua vendetta... e noi meritiamo di morire».

    Il vostro Scarasaggio olimpico
    Salvatore Brizzi
    L'OLIMPIADI FALSATA! ‼️ Per questi motivi e altri... Io le olimpiadi non le guardo, niente TV, niente Internet. Sarebbe ora di boicottare seriamente.‼️ L’IPOCRISIA DELLA CERIMONIA DI APERTURA DELLE OLIMPIADI Una grande festa. Sono tutti contenti. Queste sono le espressioni che vengono utilizzate alla tv: «Spirito olimpico - valori olimpici - simbolo di inclusività e armonia fra i popoli», ma soprattutto: «pace». Numerose volte, le parole pace e inclusività sgorgano dalle bocche di giornalisti, politici e commentatori, i quali girano dentro il circo olimpico come la merda dentro lo scarico del cesso quando si tira l’acqua. Nessuno lo vuole ricordare, ma sia le squadre che gli atleti individuali di Russia e Bielorussia sono stati esclusi. In questa edizione non possono nemmeno partecipare come ROC ("Russian Olympic Committee") com’era avvenuto a Tokyo. Quest’anno solo 9 atleti saranno presenti, grazie all’intervento in extremis del “Tribunale Arbitrale dello Sport”, perché se fosse stato per il FIS, l’organo mondiale che si occupa degli sport invernali, non avrebbe partecipato nemmeno loro. Il FIS aveva arbitrariamente deciso che la Russia è cattiva e che i suoi atleti devono pagare per questo! Sapete già come la penso a riguardo, perché in passato scrissi un lungo articolo su questo argomento (“Cosa è davvero accaduto tra Russia e Ucraina”), quindi sapete che Putin aveva tutto il diritto di intervenire militarmente con lo scopo di fermare i soprusi e le uccisioni che da molti anni venivano perpetrati dall’esercito ucraino ai danni della popolazione filorussa. Ma anche ammettendo che Putin non avesse alcuna giustificazione, anche ipotizzando che sia impazzito e abbia deciso di invadere senza alcun motivo un Paese confinante... cosa c’entrano gli atleti russi con tutto questo? Perché punire gli atleti? Perché punire gli artisti russi, ai quali viene impedito di esibirsi? Sperano forse che questi atleti e questi artisti vadano a protestare sotto il Cremlino per chiedere a Putin di interrompere la guerra... e sperano che lui li ascolti? Le Olimpiadi una volta rappresentavano per davvero la pace e l’inclusività, infatti anticamente si interrompevano le guerre e si deponevano le armi per permetterne il regolare svolgimento. Adesso, accade il contrario: sono le guerre ("calde" o "fredde" che siano) a influenzare il corretto svolgimento delle Olimpiadi. Durante la “guerra fredda”, alle Olimpiadi di Mosca non parteciparono gli Stati Uniti e quelle di Los Angeles non partecipò l’Unione Sovietica. Il boicottaggio fu un brutto episodio in entrambe lo occasioni, ma oggi avviene qualcosa di più grave: non è un Paese a boicottare l’evento, bensì è il mondo a impedire a un Paese di partecipare! Un atleta vive per le Olimpiadi. Privarlo di questa occasione a causa di una colpa che non ha commesso è cattiveria. La FOLLIA MODERNA – cioè, quando nemmeno ci si informa sui fatti, ma si cavalca l’onda emotiva creata dai media – sta sfociando nella stupidità e nella cattiveria. L’IPOCRISIA – cioè, lasciare a casa degli atleti innocenti e al contempo parlare di pace e inclusività – aggrava il peso karmico di questi atti. L’Europa è destinata a pagare con gli interessi queste sue scelte. Lo dico parafrasando la frase pronunciata da Michael Madsen in “Kill Bill vol. 2” (2004): «Quel popolo merita la sua vendetta... e noi meritiamo di morire». Il vostro Scarasaggio olimpico Salvatore Brizzi
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