• ๐—˜๐—จ๐—ฅ๐—ข๐—ฃ๐—” ๐—ญ๐—˜๐—ฅ๐—•๐—œ๐—ก๐—”๐—ง๐—”: ๐—™๐—œ๐—ก๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—™๐—”๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—” ๐—”๐—ง๐—Ÿ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—ฆ๐—ง๐—”.
    Di Pino Cabras

    [PRIMA PARTE]
    La scena è tragica e comica insieme: i guerrapiattisti No Pax, quelli che fino a ieri ci spiegavano con tutto il sussiego possibile che “l’America ci protegge”, oggi piangono perché il “daddy” geopolitico ha pubblicato nero su bianco ciò che ogni adulto poteva già sapere: l’Europa per gli USA è solo un concorrente da manipolare, un vassallo da spremere, non certo un alleato da difendere.
    E così, nel campo NAFO - quel curioso esercito di meme-warriors filo-NATO che passa le giornate su X o su Facebook a fare propaganda come se fosse un videogioco - si passa dal pianto greco alla disperazione isterica. C’è chi frigna perché “daddy ci ha lasciati soli”, chi delira perché “gli USA sono stati corrotti” (e riprende ogni leggenda nera su Trump “asset di Adolf Putin”) e chi continua a recitare la liturgia dell’Occidente faro di civiltà proprio mentre affoga nei suoi stessi dogmi. Ho visto perfino Gramellini e Floris dire che l’Europa non ha mai preteso di imporre una visione, perché invece include con rispetto. Interi continenti colonizzati prenderanno nota di questa strabiliante novità.
    Poi ci sono i furbi che stanno già riposizionandosi: almeno loro non credono alle favole che raccontano.
    Tutti gli altri, come ricorda Francesco Dall’Aglio, farebbero bene a tatuarsi addosso la semplice verità: gli USA non ci hanno mai voluto bene. Ci ha hanno semmai usati e continueranno a farlo finché l’Europa resterà legata a questa spiazzatissima infrastruttura di vecchie illusioni tecnocratiche e nuovi avventurismi militari del tutto velleitari.
    “**** EU”, diceva Victoria Nuland nelle segrete stanze, proprio nei giorni in cui manipolava legioni di europeisti servili e illusi che assecondavano il suo “regime change” a Kiev. Non era una frase qualsiasi, ma il vero manuale operativo.
    In questo cimitero di ingenuità ecco che arriva Calenda. Molti dei lettori, quando lo nomino, obiettano che non conta nulla e che quindi è meglio ignorarlo. Ma non si tratta di lui, è l’apparato che lo pompa e me lo fa apparire ovunque a contare davvero. E quello non si deve ignorare. Dunque andiamo avanti. Calenda, dicevo, con la serietà corrucciata di chi è arrivato tardi alla lezione e non ha capito l’argomento, annuncia che “bisogna rispondere agli americani” e che l’Europa deve “rigettare interferenze, preparare piani, rilevare strutture NATO”. Sembra uno di quei topolini della favola che proponevano di attaccare un campanello alla coda del gatto per accorgersi quando arrivava ma non sapevano spiegare come attaccare la campanella. Diciamo che Calenda dimentica un dettaglio grande quanto una base militare: l’Europa non ha più sovranità. Ha solo basi USA. Una caterva di basi. E non esiste un ufficietto europeo con un modulo per “rilevarle”.
    È sublime: Calenda propone un “Yankee go home” senza avere una “home” da cui farli andare. Un piano di difesa europea senza autonomia industriale, energetica o strategica. La caricatura perfetta dell’europeismo moralista che ha svenduto tutto in nome dei “valori”.

    I No Pax e i guerrapiattisti oggi soffrono il contraccolpo della loro stessa propaganda.
    Per anni hanno urlato: “liberiamoci dalla dipendenza russa!” (sostituendo un rapporto stabile che era di mutua convenienza ed era il contrario di una minaccia con una dipendenza totale dagli USA, pagata tre volte e senza contropartite).
    Poi dicevano “difendiamo l’Europa dagli autoritari!” (mentre consegnavano l’Europa a decisioni prese a Washington, nel Pentagono e nelle sale operative NATO, mentre dicevano che i crimini di Bibi il g3N0cida erano un buon “lavoro sporco” fatto nel nostro interesse). Poi urlavano “l’autonomia strategica!” (mentre firmavano l’atto di morte dell’autonomia energetica, industriale e diplomatica).

    [SECONDA PARTE]

    Il risultato è un’Europa che non decide nulla, non influenza nulla, non guida nulla. Semplicemente subisce e non ha nessuna traiettoria tecnologica in atto per risollevarsi. Questa è la tragedia: i No Pax hanno militarizzato l’immaginario, ma disarmato l’economia del continente. Più parlavano di competitività e altre parole vacue, più ci facevano arretrare in ogni statistica, fino al colpo di grazia delle sanzioni, l’auto-sabotaggio perfetto.
    E qui tornano utili le tesi che ha esibito Francesco Forciniti, da scolpire sul frontone dell’UE:
    • doveva darci forza → ci ha resi irrilevanti,
    • doveva difendere il benessere → ha prodotto impoverimento,
    • doveva garantire pace → prepara riarmo e leva,
    • doveva creare coesione → ha generato fratture e rancori,
    • doveva essere democratica → è diventata l’anticamera ottusa di un’oligarchia lobbistica,
    • doveva renderci competitivi → ha costruito la stagnazione come regime.
    Il re è nudo, si usa dire. Ma qui è peggio. È un re morto, circondato solo da cortigiani che litigano sulle decorazioni del feretro.
    Calenda vuole opporsi agli USA? Wow, vastissimo programma, bello. Ma con cosa? Con quale sovranità? Con quali strutture? Con quali élite che per trent’anni hanno considerato l’obbedienza a Washington l’unica forma di politica estera possibile? Dove li trova gli euro-entusiasti dopo la desertificazione ultratrentennale della forza economica dell’Italia, ad esempio? L’Europa non può rispondere agli americani perché non esiste più come soggetto politico. Esiste come appendice tecnico–militare di un alleato che la considera zavorra.
    I No Pax e i guerrapiattisti possono continuare a urlare, a piangere e a giocare alla geopolitica su X e sui giornali illeggibili che vendono sempre meno. Ma la realtà ormai è chiara: gli USA fanno i loro interessi. E noi abbiamo dimenticato come si fa a difendere i nostri.
    Pazienza se Calenda dice sciocchezze e Musk, pur con tutti i suoi conflitti di interesse, dice su questo la cosa giusta. Pazienza se Dmitry Medvedev dice anche lui il giusto. Una via d’uscita esiste e non passa da questa UE ormai prossima all’implosione.
    Per salvarsi serve una separazione lucida e ordinata che restituisca agli Stati europei ciò che hanno ceduto: sovranità politica, autonomia economica, libertà energetica e monetaria.
    La direzione non è Washington, che ci vuole subalterni, ma il mondo che cresce: i BRICS+, dove cooperazione e sviluppo non richiedono abiure di indipendenza.
    Il futuro è multipolare. Ma per entrarci dobbiamo prima liberarci da questa architettura europea che sta affondando. Uscirne non è un tabù, ma una questione di sopravvivenza.
    [FINE]
    ๐—˜๐—จ๐—ฅ๐—ข๐—ฃ๐—” ๐—ญ๐—˜๐—ฅ๐—•๐—œ๐—ก๐—”๐—ง๐—”: ๐—™๐—œ๐—ก๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—™๐—”๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—” ๐—”๐—ง๐—Ÿ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—ฆ๐—ง๐—”. Di Pino Cabras [PRIMA PARTE] La scena è tragica e comica insieme: i guerrapiattisti No Pax, quelli che fino a ieri ci spiegavano con tutto il sussiego possibile che “l’America ci protegge”, oggi piangono perché il “daddy” geopolitico ha pubblicato nero su bianco ciò che ogni adulto poteva già sapere: l’Europa per gli USA è solo un concorrente da manipolare, un vassallo da spremere, non certo un alleato da difendere. E così, nel campo NAFO - quel curioso esercito di meme-warriors filo-NATO che passa le giornate su X o su Facebook a fare propaganda come se fosse un videogioco - si passa dal pianto greco alla disperazione isterica. C’è chi frigna perché “daddy ci ha lasciati soli”, chi delira perché “gli USA sono stati corrotti” (e riprende ogni leggenda nera su Trump “asset di Adolf Putin”) e chi continua a recitare la liturgia dell’Occidente faro di civiltà proprio mentre affoga nei suoi stessi dogmi. Ho visto perfino Gramellini e Floris dire che l’Europa non ha mai preteso di imporre una visione, perché invece include con rispetto. Interi continenti colonizzati prenderanno nota di questa strabiliante novità. Poi ci sono i furbi che stanno già riposizionandosi: almeno loro non credono alle favole che raccontano. Tutti gli altri, come ricorda Francesco Dall’Aglio, farebbero bene a tatuarsi addosso la semplice verità: gli USA non ci hanno mai voluto bene. Ci ha hanno semmai usati e continueranno a farlo finché l’Europa resterà legata a questa spiazzatissima infrastruttura di vecchie illusioni tecnocratiche e nuovi avventurismi militari del tutto velleitari. “Fuck EU”, diceva Victoria Nuland nelle segrete stanze, proprio nei giorni in cui manipolava legioni di europeisti servili e illusi che assecondavano il suo “regime change” a Kiev. Non era una frase qualsiasi, ma il vero manuale operativo. In questo cimitero di ingenuità ecco che arriva Calenda. Molti dei lettori, quando lo nomino, obiettano che non conta nulla e che quindi è meglio ignorarlo. Ma non si tratta di lui, è l’apparato che lo pompa e me lo fa apparire ovunque a contare davvero. E quello non si deve ignorare. Dunque andiamo avanti. Calenda, dicevo, con la serietà corrucciata di chi è arrivato tardi alla lezione e non ha capito l’argomento, annuncia che “bisogna rispondere agli americani” e che l’Europa deve “rigettare interferenze, preparare piani, rilevare strutture NATO”. Sembra uno di quei topolini della favola che proponevano di attaccare un campanello alla coda del gatto per accorgersi quando arrivava ma non sapevano spiegare come attaccare la campanella. Diciamo che Calenda dimentica un dettaglio grande quanto una base militare: l’Europa non ha più sovranità. Ha solo basi USA. Una caterva di basi. E non esiste un ufficietto europeo con un modulo per “rilevarle”. È sublime: Calenda propone un “Yankee go home” senza avere una “home” da cui farli andare. Un piano di difesa europea senza autonomia industriale, energetica o strategica. La caricatura perfetta dell’europeismo moralista che ha svenduto tutto in nome dei “valori”. I No Pax e i guerrapiattisti oggi soffrono il contraccolpo della loro stessa propaganda. Per anni hanno urlato: “liberiamoci dalla dipendenza russa!” (sostituendo un rapporto stabile che era di mutua convenienza ed era il contrario di una minaccia con una dipendenza totale dagli USA, pagata tre volte e senza contropartite). Poi dicevano “difendiamo l’Europa dagli autoritari!” (mentre consegnavano l’Europa a decisioni prese a Washington, nel Pentagono e nelle sale operative NATO, mentre dicevano che i crimini di Bibi il g3N0cida erano un buon “lavoro sporco” fatto nel nostro interesse). Poi urlavano “l’autonomia strategica!” (mentre firmavano l’atto di morte dell’autonomia energetica, industriale e diplomatica). [SECONDA PARTE] Il risultato è un’Europa che non decide nulla, non influenza nulla, non guida nulla. Semplicemente subisce e non ha nessuna traiettoria tecnologica in atto per risollevarsi. Questa è la tragedia: i No Pax hanno militarizzato l’immaginario, ma disarmato l’economia del continente. Più parlavano di competitività e altre parole vacue, più ci facevano arretrare in ogni statistica, fino al colpo di grazia delle sanzioni, l’auto-sabotaggio perfetto. E qui tornano utili le tesi che ha esibito Francesco Forciniti, da scolpire sul frontone dell’UE: • doveva darci forza → ci ha resi irrilevanti, • doveva difendere il benessere → ha prodotto impoverimento, • doveva garantire pace → prepara riarmo e leva, • doveva creare coesione → ha generato fratture e rancori, • doveva essere democratica → è diventata l’anticamera ottusa di un’oligarchia lobbistica, • doveva renderci competitivi → ha costruito la stagnazione come regime. Il re è nudo, si usa dire. Ma qui è peggio. È un re morto, circondato solo da cortigiani che litigano sulle decorazioni del feretro. Calenda vuole opporsi agli USA? Wow, vastissimo programma, bello. Ma con cosa? Con quale sovranità? Con quali strutture? Con quali élite che per trent’anni hanno considerato l’obbedienza a Washington l’unica forma di politica estera possibile? Dove li trova gli euro-entusiasti dopo la desertificazione ultratrentennale della forza economica dell’Italia, ad esempio? L’Europa non può rispondere agli americani perché non esiste più come soggetto politico. Esiste come appendice tecnico–militare di un alleato che la considera zavorra. I No Pax e i guerrapiattisti possono continuare a urlare, a piangere e a giocare alla geopolitica su X e sui giornali illeggibili che vendono sempre meno. Ma la realtà ormai è chiara: gli USA fanno i loro interessi. E noi abbiamo dimenticato come si fa a difendere i nostri. Pazienza se Calenda dice sciocchezze e Musk, pur con tutti i suoi conflitti di interesse, dice su questo la cosa giusta. Pazienza se Dmitry Medvedev dice anche lui il giusto. Una via d’uscita esiste e non passa da questa UE ormai prossima all’implosione. Per salvarsi serve una separazione lucida e ordinata che restituisca agli Stati europei ciò che hanno ceduto: sovranità politica, autonomia economica, libertà energetica e monetaria. La direzione non è Washington, che ci vuole subalterni, ma il mondo che cresce: i BRICS+, dove cooperazione e sviluppo non richiedono abiure di indipendenza. Il futuro è multipolare. Ma per entrarci dobbiamo prima liberarci da questa architettura europea che sta affondando. Uscirne non è un tabù, ma una questione di sopravvivenza. [FINE]
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  • Dmitrij Medvedev
    "Durante l’incontro con il “lamentoso mendicante”, Trump ha detto una cosa interessante: «Lasciamo che Russia e Ucraina si riconoscano entrambe come vincitrici del conflitto». Sì, questo accade spesso al termine di scontri militari,ma non è il nostro caso.
    Source: https://x.com/anubi77787292/status/1979585368208093395?t=FDGNA_8_Pk7oG8fvigIXYw&s=19
    Dmitrij Medvedev "Durante l’incontro con il “lamentoso mendicante”, Trump ha detto una cosa interessante: «Lasciamo che Russia e Ucraina si riconoscano entrambe come vincitrici del conflitto». Sì, questo accade spesso al termine di scontri militari,ma non è il nostro caso. Source: https://x.com/anubi77787292/status/1979585368208093395?t=FDGNA_8_Pk7oG8fvigIXYw&s=19
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  • Il vaccinato Sinner, 24 anni, questa volta a Shanghai si ritira zoppicando. Per gli allegorici media sono "crampi"

    No, non state guardando il Dr. House. Quello zoppicava e faceva uso dl Vicodin.
    Questo ragazzo è il numero due del tennis mondiale, ma ha probabilmente fatto uso di un topicida, molto, ma molto peggiore del Vicodin, che perlomeno ha un senso nella medicina se utilizzato in alcuni contesti ove è richiesto un potente analgesico.

    Non ridete: per i media, che credono di essere a Zelig, Sinner ha avuto solo dei crampi.

    "E dopo 10 minuti sta messo così?" - Cit.

    Ma teniamo aggiornata la lista delle strane problematiche di Sinner.

    2025:
    - Australian Open: Malore durante il match
    - Cincinnati Open: Ritiro per malore (ieri)
    - Shanghai: si ritira zoppicando

    2024:
    -Wimbledon (capogiro e malore durante la sconfitta nei quarti con Medvedev)
    -Bastad (forfait "devo riposare")
    -Olimpiadi (tonsillite, forfait)
    -Parigi-Bercy (forfait per virus intestinale)

    2023:
    - Barcellona (malessere, ritiro prima dei quarti)
    - Parigi-Bercy (ritiro prima degli ottavi per stanchezza)

    2022:
    - Rotterdam ("covid", ritiro prima del torneo)
    - Indian Wells (virus intestinale, ritiro prima degli ottavi con Kyrgios)


    sport.sky.it
    Il vaccinato Sinner, 24 anni, questa volta a Shanghai si ritira zoppicando. Per gli allegorici media sono "crampi" No, non state guardando il Dr. House. Quello zoppicava e faceva uso dl Vicodin. Questo ragazzo è il numero due del tennis mondiale, ma ha probabilmente fatto uso di un topicida, molto, ma molto peggiore del Vicodin, che perlomeno ha un senso nella medicina se utilizzato in alcuni contesti ove è richiesto un potente analgesico. Non ridete: per i media, che credono di essere a Zelig, Sinner ha avuto solo dei crampi. "E dopo 10 minuti sta messo così?" - Cit. Ma teniamo aggiornata la lista delle strane problematiche di Sinner. 2025: - Australian Open: Malore durante il match - Cincinnati Open: Ritiro per malore (ieri) - Shanghai: si ritira zoppicando 2024: -Wimbledon (capogiro e malore durante la sconfitta nei quarti con Medvedev) -Bastad (forfait "devo riposare") -Olimpiadi (tonsillite, forfait) -Parigi-Bercy (forfait per virus intestinale) 2023: - Barcellona (malessere, ritiro prima dei quarti) - Parigi-Bercy (ritiro prima degli ottavi per stanchezza) 2022: - Rotterdam ("covid", ritiro prima del torneo) - Indian Wells (virus intestinale, ritiro prima degli ottavi con Kyrgios) sport.sky.it
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  • È QUELLO CHE PENSA LA MAGGIORANZA degli EUROPEI!
    Medvedev attacca Von der Leyen: "Gli europei la impicchino" dopo accordo con Trump
    L'ex presidente russo commenta l'accordo sui dazi tra UE e USA: "Umiliante per gli europei, vantaggioso solo per gli Stati Uniti"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/28/medvedev-europei-impicchino-von-der-leyen-signora-pazza/8076222/
    È QUELLO CHE PENSA LA MAGGIORANZA degli EUROPEI! Medvedev attacca Von der Leyen: "Gli europei la impicchino" dopo accordo con Trump L'ex presidente russo commenta l'accordo sui dazi tra UE e USA: "Umiliante per gli europei, vantaggioso solo per gli Stati Uniti" https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/28/medvedev-europei-impicchino-von-der-leyen-signora-pazza/8076222/
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    Medvedev attacca Von der Leyen: "Gli europei la impicchino" dopo accordo con Trump
    L'ex presidente russo commenta l'accordo sui dazi tra UE e USA: "Umiliante per gli europei, vantaggioso solo per gli Stati Uniti"
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  • Venti secondi di Musetti dopo due ore di pausa – Ultimo Uomo
    Contro Medvedev una situazione con pochi precedenti nella storia

    https://ultimouomo.com/musetti-medvedev-matchpoint-internazionali-roma?utm_source=firefox-newtab-it-it
    Venti secondi di Musetti dopo due ore di pausa – Ultimo Uomo Contro Medvedev una situazione con pochi precedenti nella storia https://ultimouomo.com/musetti-medvedev-matchpoint-internazionali-roma?utm_source=firefox-newtab-it-it
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    Contro Medvedev una situazione con pochi precedenti nella storia.
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  • Missili Taurus a Kiev, Mosca: "Ogni attacco sarebbe considerato partecipazione della Germania alle ostilità" - Il Fatto Quotidiano
    L'avvertimento della Russia alla Germania

    Proseguono le polemiche sulla possibile consegna dei missili Taurus all’Ucraina da parte della Germania. Ogni attacco contro la Russia che dovesse essere effettuato utilizzando missili Taurus forniti da Berlino sarebbe considerato da Mosca come “una partecipazione della Germania alle ostilità, con tutte le conseguenze per la Germania” ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, dopo che nei giorni scorsi il futuro cancelliere Friedrich Merz ha aperto alla possibilità di fornire tali armamenti a Kiev. “È impossibile lanciare questi missili da crociera senza l’assistenza diretta dei militari delle forze armate tedesche”, ha aggiunto Zakharova, citata dalla Tass.

    Non ci sono solo le dichiarazioni della Zakharova. “Apparentemente il vertice della cricca fascista dell’Ucraina è arrivato a Parigi per colloqui con Regno Unito, Germania e Francia su quante bare saranno pronti ad accettare dopo lo schieramento di truppe della ‘coalizione dei volenterosi'” scrive su X Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale numero due del Consiglio di Sicurezza nazionale, commentando le consultazioni in programma a Parigi, con la partecipazione anche degli Usa.

    Nei giorni scorsi l’ambasciatore ucraino in Germania, Oleksij Makejew, aveva dichiarato a Welt Tv di sperare che sotto il nuovo governo guidato da nuovo cancelliere Friedrich Merz, venga assunto rapidamente l’impegno per la consegna. “Il Taurus è un sistema fantastico, di gran lunga superiore ai sistemi russi. E i nostri militari troveranno sicuramente una buona applicazione per questo”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/04/17/missili-taurus-mosca-ogni-attacco-contro-la-russia-sarebbe-considerato-partecipazione-della-germania-alle-ostilita/7956916/
    Missili Taurus a Kiev, Mosca: "Ogni attacco sarebbe considerato partecipazione della Germania alle ostilità" - Il Fatto Quotidiano L'avvertimento della Russia alla Germania Proseguono le polemiche sulla possibile consegna dei missili Taurus all’Ucraina da parte della Germania. Ogni attacco contro la Russia che dovesse essere effettuato utilizzando missili Taurus forniti da Berlino sarebbe considerato da Mosca come “una partecipazione della Germania alle ostilità, con tutte le conseguenze per la Germania” ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, dopo che nei giorni scorsi il futuro cancelliere Friedrich Merz ha aperto alla possibilità di fornire tali armamenti a Kiev. “È impossibile lanciare questi missili da crociera senza l’assistenza diretta dei militari delle forze armate tedesche”, ha aggiunto Zakharova, citata dalla Tass. Non ci sono solo le dichiarazioni della Zakharova. “Apparentemente il vertice della cricca fascista dell’Ucraina è arrivato a Parigi per colloqui con Regno Unito, Germania e Francia su quante bare saranno pronti ad accettare dopo lo schieramento di truppe della ‘coalizione dei volenterosi'” scrive su X Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale numero due del Consiglio di Sicurezza nazionale, commentando le consultazioni in programma a Parigi, con la partecipazione anche degli Usa. Nei giorni scorsi l’ambasciatore ucraino in Germania, Oleksij Makejew, aveva dichiarato a Welt Tv di sperare che sotto il nuovo governo guidato da nuovo cancelliere Friedrich Merz, venga assunto rapidamente l’impegno per la consegna. “Il Taurus è un sistema fantastico, di gran lunga superiore ai sistemi russi. E i nostri militari troveranno sicuramente una buona applicazione per questo”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/04/17/missili-taurus-mosca-ogni-attacco-contro-la-russia-sarebbe-considerato-partecipazione-della-germania-alle-ostilita/7956916/
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  • E' improponibile questo FOLLE vuole portarci alla TERZA GUERRA Mondiale.
    Mandiamolo in pensione. Trump lo fermerà!!!
    Arriva Trump, Rutte accelera su Kiev nella Nato: "Iter irreversibile. E servirà più del 2% del Pil". La n.1 delle politiche di sicurezza: "Fare in fretta" - Il Fatto Quotidiano
    "Gli Usa? Abbiamo bisogno di loro ma anche loro di noi"

    Il percorso che porterà all’ingresso dell’Ucraina nella Nato è “irreversibile“. E gli stati membri dovranno contribuire con più del 2% del loro Pil, come finora previsto. A dirlo è il segretario generale dell’Alleanza atlantica è il segretario generale Mark Rutte. Parole – pronunciate durante una visita in Lettonia, altro paese in prima linea sul fronte orientale dell’Ue, al confine con il territorio russo – che sembrano voler dare un colpo di acceleratore su una strada che la comunità internazionale sembrava voler tenere da parte: vista da Mosca, con il conflitto che ha ancora una fiamma più che viva, l’adesione alla Nato potrebbe avere effetti diversi e più impattanti rispetto, per esempio, all’integrazione nell’Unione Europea. Ma nell’ultimo mese – in avvicinamento alle elezioni negli Stati Uniti – la questione è tornata sul tavolo dei vertici internazionali.

    Occorre far entrare Kiev nell’Alleanza e “bisogna farlo adesso più in fretta, per evitare un’escalation come quella che sta preparando Putin”, coinvolgendo la Corea del Nord, ha aggiunto in un’intervista a Radio Radicale Carmen Romero, direttrice della Security Policy Political Affairs and Security Policy Division della Nato. “Il fatto che la Corea del Nord adesso partecipa in questo conflitto significa che Pyongyang percepirà qualcosa in cambio da parte della Russia, e sarà sicuramente tecnologia missilistica. Il che significa che la Corea del Nord può lanciare dei missili che possono arrivare in Europa, possono arrivare in America del Nord e possono anche attaccare Paesi come il Giappone e la Corea del Sud”. Alla domanda se sia realistico pensare a un ingresso di Kiev nell’Alleanza atlantica, Romero ha risposto: “Chiaramente un Paese che è in un conflitto non può entrare in un’organizzazione perché deve anche esportare sicurezza”, però “stiamo lavorando, sia l’Unione europea che noi” perché Kiev “faccia parte di queste due organizzazioni”.

    Era stato il presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky a rimettere in pista la questione in un incontro di ottobre a Bruxelles in un forcing che durava da mesi: “La Nato per noi è un ombrello di sicurezza cruciale. In fondo è la nostra unica speranza – aveva detto dopo una riunione del Consiglio europeo –. La debolezza relativa dell’Ucraina si traduce in una forza relativa della Russia. Sarebbe un errore non permetterci di entrare nell’organizzazione militare. La prima tappa può essere un invito, poi l’ingresso. Forse anche dopo la fine della guerra. Comunque, il prima possibile”. In quei giorni di ottobre a frenare era stata l’Ungheria che aveva avvertito che l’eventuale approdo di Kiev nell’Alleanza atlantica “nelle attuali circostanze” provocherebbe la “terza guerra mondiale“. Il termine “irreversibile” era stato usato per la prima volta all’ultimo vertice Nato di luglio a Washington, anche se non era stata ipotizzata una possibile data. La reazione del Cremlino fu prevedibilmente glaciale: mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza – l’ex presidente Dmitry Medvedev – disse seccamente che Mosca deve impegnarsi per far “scomparire Ucraina e Nato”, la portavoce del ministero degli Esteri si “limitò” a prevedere che la strada scelta dagli Alleati va “verso il precipizio“.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/14/arriva-trump-rutte-accelera-sullucraina-nella-nato-il-segretario-della-nato-percorso-irreversibile-con-40-miliardi-di-aiuti/7767091/
    E' improponibile questo FOLLE vuole portarci alla TERZA GUERRA Mondiale. Mandiamolo in pensione. Trump lo fermerà!!! Arriva Trump, Rutte accelera su Kiev nella Nato: "Iter irreversibile. E servirà più del 2% del Pil". La n.1 delle politiche di sicurezza: "Fare in fretta" - Il Fatto Quotidiano "Gli Usa? Abbiamo bisogno di loro ma anche loro di noi" Il percorso che porterà all’ingresso dell’Ucraina nella Nato è “irreversibile“. E gli stati membri dovranno contribuire con più del 2% del loro Pil, come finora previsto. A dirlo è il segretario generale dell’Alleanza atlantica è il segretario generale Mark Rutte. Parole – pronunciate durante una visita in Lettonia, altro paese in prima linea sul fronte orientale dell’Ue, al confine con il territorio russo – che sembrano voler dare un colpo di acceleratore su una strada che la comunità internazionale sembrava voler tenere da parte: vista da Mosca, con il conflitto che ha ancora una fiamma più che viva, l’adesione alla Nato potrebbe avere effetti diversi e più impattanti rispetto, per esempio, all’integrazione nell’Unione Europea. Ma nell’ultimo mese – in avvicinamento alle elezioni negli Stati Uniti – la questione è tornata sul tavolo dei vertici internazionali. Occorre far entrare Kiev nell’Alleanza e “bisogna farlo adesso più in fretta, per evitare un’escalation come quella che sta preparando Putin”, coinvolgendo la Corea del Nord, ha aggiunto in un’intervista a Radio Radicale Carmen Romero, direttrice della Security Policy Political Affairs and Security Policy Division della Nato. “Il fatto che la Corea del Nord adesso partecipa in questo conflitto significa che Pyongyang percepirà qualcosa in cambio da parte della Russia, e sarà sicuramente tecnologia missilistica. Il che significa che la Corea del Nord può lanciare dei missili che possono arrivare in Europa, possono arrivare in America del Nord e possono anche attaccare Paesi come il Giappone e la Corea del Sud”. Alla domanda se sia realistico pensare a un ingresso di Kiev nell’Alleanza atlantica, Romero ha risposto: “Chiaramente un Paese che è in un conflitto non può entrare in un’organizzazione perché deve anche esportare sicurezza”, però “stiamo lavorando, sia l’Unione europea che noi” perché Kiev “faccia parte di queste due organizzazioni”. Era stato il presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky a rimettere in pista la questione in un incontro di ottobre a Bruxelles in un forcing che durava da mesi: “La Nato per noi è un ombrello di sicurezza cruciale. In fondo è la nostra unica speranza – aveva detto dopo una riunione del Consiglio europeo –. La debolezza relativa dell’Ucraina si traduce in una forza relativa della Russia. Sarebbe un errore non permetterci di entrare nell’organizzazione militare. La prima tappa può essere un invito, poi l’ingresso. Forse anche dopo la fine della guerra. Comunque, il prima possibile”. In quei giorni di ottobre a frenare era stata l’Ungheria che aveva avvertito che l’eventuale approdo di Kiev nell’Alleanza atlantica “nelle attuali circostanze” provocherebbe la “terza guerra mondiale“. Il termine “irreversibile” era stato usato per la prima volta all’ultimo vertice Nato di luglio a Washington, anche se non era stata ipotizzata una possibile data. La reazione del Cremlino fu prevedibilmente glaciale: mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza – l’ex presidente Dmitry Medvedev – disse seccamente che Mosca deve impegnarsi per far “scomparire Ucraina e Nato”, la portavoce del ministero degli Esteri si “limitò” a prevedere che la strada scelta dagli Alleati va “verso il precipizio“. https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/14/arriva-trump-rutte-accelera-sullucraina-nella-nato-il-segretario-della-nato-percorso-irreversibile-con-40-miliardi-di-aiuti/7767091/
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  • QUESTI FOLLI VOGLIONO PORTARCI ALLA TERZA GUERRA Mondiale!
    Kursk, l'Ucraina avanza per 10 km. Mosca: "Respingiamo l'attacco": Ue: "Kiev si difende e ha diritto a colpire dove ritiene necessario" - Il Fatto Quotidiano
    La risposta di Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo: "Ora dobbiamo puntare verso Kiev e oltre"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/08/kursk-russia-quattro-morti-nelloffensiva-ucraina-soldati-di-kiev-avanzati-per-10-km-e-una-risposta-allaggressione-di-mosca/7652150/
    QUESTI FOLLI VOGLIONO PORTARCI ALLA TERZA GUERRA Mondiale! Kursk, l'Ucraina avanza per 10 km. Mosca: "Respingiamo l'attacco": Ue: "Kiev si difende e ha diritto a colpire dove ritiene necessario" - Il Fatto Quotidiano La risposta di Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo: "Ora dobbiamo puntare verso Kiev e oltre" https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/08/kursk-russia-quattro-morti-nelloffensiva-ucraina-soldati-di-kiev-avanzati-per-10-km-e-una-risposta-allaggressione-di-mosca/7652150/
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  • Dmitry Medvedev mette in guardia i paesi NATO:

    "I paesi occidentali che potenzialmente hanno approvato l’uso delle loro armi a lungo raggio sul territorio russo devono comprendere chiaramente quanto segue:

    1. Tutto il loro equipaggiamento militare e gli specialisti che combattono contro di noi saranno distrutti sia nel territorio ucraino che sul territorio di altri paesi, se da lì vengono effettuati attacchi sul territorio russo.

    2. La Russia è consapevole dal fatto che tutte le armi a lungo raggio utilizzate dall'Ucraina sono già controllate direttamente dal personale militare dei paesi della NATO. Questa non è affatto assistenza militare, ma partecipazione a una guerra contro di noi. E tali loro azioni potrebbero diventare un casus belli.

    3. La NATO dovrà decidere come qualificare le conseguenze di possibili attacchi di ritorsione su attrezzature/strutture/personale militare dei singoli paesi del blocco nel contesto dell'Art. 4 e 5 del Trattato di Washington.

    Con ogni probabilità, la leadership della NATO vuole far finta che stiamo parlando di decisioni sovrane dei singoli paesi dell'Alleanza del Nord Atlantico di sostenere il regime di Kiev, e non c'è motivo di applicare qui la regola del Trattato del 1949 sull'autodifesa collettiva.

    Queste sono idee sbagliate, pericolose e dannose. Tale assistenza individuale da parte dei paesi della NATO contro la Russia, sia che si tratti del controllo dei loro missili da crociera a lungo raggio o dell’invio di un contingente di truppe in Ucraina, rappresenta una grave escalation del conflitto.

    L’ex Ucraina e i suoi alleati della NATO riceveranno una risposta di tale forza distruttiva che l’Alleanza stessa semplicemente non sarà in grado di resistere all’essere coinvolta nel conflitto.

    E non importa quanto la NATO chiacchieri sul fatto che la Russia non utilizzerà mai armi nucleari non strategiche contro l'Ucraina, e ancor di più nei singoli paesi della NATO. La vita è molto più dura dei loro ragionamenti frivoli.

    Alcuni anni fa insistevano sul fatto che la Russia non sarebbe entrata in un conflitto militare aperto con il regime di Bandera, per non litigare con l’Occidente. Hanno sbagliato i calcoli. C'è una guerra in corso.

    Anche l’uso delle armi nucleari tattiche può essere calcolato male. Anche se questo sarebbe un errore fatale. Dopotutto, come ha giustamente osservato il presidente russo, i paesi europei hanno una densità di popolazione molto elevata. E per quei paesi nemici i cui territori sono al di là dell’area di copertura tattica delle armi nucleari, esiste un potenziale strategico.

    E questa, ahimè, non è un’intimidazione o un bluff nucleare. L’attuale conflitto militare con l’Occidente si sta sviluppando secondo il peggiore scenario possibile. C’è una costante escalation nella potenza delle armi NATO applicabili.

    Pertanto, oggi nessuno può escludere il passaggio del conflitto alla sua fase finale".
    Dmitry Medvedev mette in guardia i paesi NATO: "I paesi occidentali che potenzialmente hanno approvato l’uso delle loro armi a lungo raggio sul territorio russo devono comprendere chiaramente quanto segue: 1. Tutto il loro equipaggiamento militare e gli specialisti che combattono contro di noi saranno distrutti sia nel territorio ucraino che sul territorio di altri paesi, se da lì vengono effettuati attacchi sul territorio russo. 2. La Russia è consapevole dal fatto che tutte le armi a lungo raggio utilizzate dall'Ucraina sono già controllate direttamente dal personale militare dei paesi della NATO. Questa non è affatto assistenza militare, ma partecipazione a una guerra contro di noi. E tali loro azioni potrebbero diventare un casus belli. 3. La NATO dovrà decidere come qualificare le conseguenze di possibili attacchi di ritorsione su attrezzature/strutture/personale militare dei singoli paesi del blocco nel contesto dell'Art. 4 e 5 del Trattato di Washington. Con ogni probabilità, la leadership della NATO vuole far finta che stiamo parlando di decisioni sovrane dei singoli paesi dell'Alleanza del Nord Atlantico di sostenere il regime di Kiev, e non c'è motivo di applicare qui la regola del Trattato del 1949 sull'autodifesa collettiva. Queste sono idee sbagliate, pericolose e dannose. Tale assistenza individuale da parte dei paesi della NATO contro la Russia, sia che si tratti del controllo dei loro missili da crociera a lungo raggio o dell’invio di un contingente di truppe in Ucraina, rappresenta una grave escalation del conflitto. L’ex Ucraina e i suoi alleati della NATO riceveranno una risposta di tale forza distruttiva che l’Alleanza stessa semplicemente non sarà in grado di resistere all’essere coinvolta nel conflitto. E non importa quanto la NATO chiacchieri sul fatto che la Russia non utilizzerà mai armi nucleari non strategiche contro l'Ucraina, e ancor di più nei singoli paesi della NATO. La vita è molto più dura dei loro ragionamenti frivoli. Alcuni anni fa insistevano sul fatto che la Russia non sarebbe entrata in un conflitto militare aperto con il regime di Bandera, per non litigare con l’Occidente. Hanno sbagliato i calcoli. C'è una guerra in corso. Anche l’uso delle armi nucleari tattiche può essere calcolato male. Anche se questo sarebbe un errore fatale. Dopotutto, come ha giustamente osservato il presidente russo, i paesi europei hanno una densità di popolazione molto elevata. E per quei paesi nemici i cui territori sono al di là dell’area di copertura tattica delle armi nucleari, esiste un potenziale strategico. E questa, ahimè, non è un’intimidazione o un bluff nucleare. L’attuale conflitto militare con l’Occidente si sta sviluppando secondo il peggiore scenario possibile. C’è una costante escalation nella potenza delle armi NATO applicabili. Pertanto, oggi nessuno può escludere il passaggio del conflitto alla sua fase finale".
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  • DJOKOVIC AVEVA VISTO GIUSTO.
    La Verità (sui sieri Mrna) sta per scoppiare ed arriverà dal mondo del tennis.
    Stiamo parlando di giocatori tra i primi 10 al mondo
    ATP di Madrid:
    Sinner out : ho qualcosa che non và, ma non ne voglio ancora parlare (altro che problemi
    all'anca...)
    Alcaraz out:
    mi era impossibile continuare a giocare.
    Medvedev out:
    no comment
    Lehecka out:
    no comment.
    Rublev, vincitore ora a Madrid:
    non mi sono mai sentito cosi' male in vita mia.
    Ho creduto di morire.
    Questo ripreso dalle solite testate di fregnacce:
    "Prima un’acciaccato Carlos Alcaraz, che aveva già saltato Montecarlo e Barcellona, eliminato da Rublev, poi i ritiri di Jannik Sinner, Daniil Medvedev e Jiri Lehecka nell’arco di due giorni hanno falcidiato il tabellone del Masters 1000 di Madrid, uno dei tornei più importante della stagione che si è visto privato di tanti potenziali protagonisti, stessa sorte che stanno subendo anche gli Internazionali d’Italia in programma dall’8 al 19 maggio. Questi – troppi – infortuni verificasi nell’ultima settimana obbligano il mondo del tennis a cercare di comprenderne i motivi, che sono vari e variabili, e, se possibile, trovarne una soluzione, affinché da tornei di quasi pari valore a quelli degli slam i Masters 1000 – questo l’obiettivo – diventino dei più modesti ATP 500."
    Capito? Stanno cercando di comprendere i motivi.
    Se tanto mi da tanto li capiranno eccome, come un treno che li travolge.
    Djokovic su tutti, sghignazza amaramente
    - Koenig m.b
    DJOKOVIC AVEVA VISTO GIUSTO. La Verità (sui sieri Mrna) sta per scoppiare ed arriverà dal mondo del tennis. Stiamo parlando di giocatori tra i primi 10 al mondo ๐Ÿ˜‰ ATP di Madrid: Sinner out : ho qualcosa che non và, ma non ne voglio ancora parlare (altro che problemi all'anca...) Alcaraz out: mi era impossibile continuare a giocare. Medvedev out: no comment Lehecka out: no comment. Rublev, vincitore ora a Madrid: non mi sono mai sentito cosi' male in vita mia. Ho creduto di morire. Questo ripreso dalle solite testate di fregnacce: "Prima un’acciaccato Carlos Alcaraz, che aveva già saltato Montecarlo e Barcellona, eliminato da Rublev, poi i ritiri di Jannik Sinner, Daniil Medvedev e Jiri Lehecka nell’arco di due giorni hanno falcidiato il tabellone del Masters 1000 di Madrid, uno dei tornei più importante della stagione che si è visto privato di tanti potenziali protagonisti, stessa sorte che stanno subendo anche gli Internazionali d’Italia in programma dall’8 al 19 maggio. Questi – troppi – infortuni verificasi nell’ultima settimana obbligano il mondo del tennis a cercare di comprenderne i motivi, che sono vari e variabili, e, se possibile, trovarne una soluzione, affinché da tornei di quasi pari valore a quelli degli slam i Masters 1000 – questo l’obiettivo – diventino dei più modesti ATP 500." Capito? Stanno cercando di comprendere i motivi. Se tanto mi da tanto li capiranno eccome, come un treno che li travolge. Djokovic su tutti, sghignazza amaramente ๐Ÿ˜‰ - Koenig m.b
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