• SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI?
    La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino
    "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata.

    Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi.

    Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando.

    L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio.

    Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi.

    Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
    SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI? La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata. Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi. Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando. L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio. Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi. Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
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  • ANDATEVELO AL PRENDERE in SACCOCCIA! LADRI!
    Inchiesta Privacy: il conto della macelleria, il parrucchiere e le cene le spese pazze del collegio
    Sotto accusa i rimborsi ai consiglieri: viaggi, case pagate fatture da 6mila euro per la carne e auto blu usate come taxi
    https://www.repubblica.it/politica/2026/01/16/news/garante_privacy_carte_inchiesta_spese_pazze-425098100/amp/
    ANDATEVELO AL PRENDERE in SACCOCCIA! LADRI! Inchiesta Privacy: il conto della macelleria, il parrucchiere e le cene le spese pazze del collegio Sotto accusa i rimborsi ai consiglieri: viaggi, case pagate fatture da 6mila euro per la carne e auto blu usate come taxi https://www.repubblica.it/politica/2026/01/16/news/garante_privacy_carte_inchiesta_spese_pazze-425098100/amp/
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    Inchiesta Privacy: il conto della macelleria, il parrucchiere e le cene le spese pazze del collegio
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  • La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»

    A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina».

    Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi».

    Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti.

    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage
    Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti».

    I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King».


    Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale.

    Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali.

    I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti.

    https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente» A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina». Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi». Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti. La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti». I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King». Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale. Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali. I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti. https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
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    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»
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  • Inchiesta Esclusiva Gospa News
    Probabili CRIMINI DI GUERRA
    DIETRO AL RAPIMENTO DI MADURO.

    Armi Soniche e ad Energia Diretta (Illegali)
    usate dai Reparti Speciali USA nel Blitz (VIDEO)

    https://gospanews.net/2026/01/12/probabili-crimini-di-guerra-dietro-al-rapimento-di-maduro-armi-soniche-e-ad-energia-diretta-illegali-usate-dai-reparti-speciali-usa-nel-blitz-video/
    Inchiesta Esclusiva Gospa News Probabili CRIMINI DI GUERRA DIETRO AL RAPIMENTO DI MADURO. Armi Soniche e ad Energia Diretta (Illegali) usate dai Reparti Speciali USA nel Blitz (VIDEO) https://gospanews.net/2026/01/12/probabili-crimini-di-guerra-dietro-al-rapimento-di-maduro-armi-soniche-e-ad-energia-diretta-illegali-usate-dai-reparti-speciali-usa-nel-blitz-video/
    GOSPANEWS.NET
    Probabili CRIMINI DI GUERRA DIETRO AL RAPIMENTO DI MADURO. Armi Soniche e ad Energia Diretta (Illegali) usate dai Reparti Speciali USA nel Blitz (VIDEO)
    di Fabio Giuseppe Carlo CarisioGiornalista investigativo americano: "Un probabile crimine di guerra dietro il massacro di Maduro"«La parte di cui nessuno parla è che gli Stati Uniti hanno usato quella che è probabilmente un'ARMA ILLEGALE (CEM) per neutralizzare centinaia di soldati e poi sono
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  • Garlasco, possibile svolta nelle indagini: «Attesi altri due indagati»
    Potrebbero esserci nuovi sviluppi nell’inchiesta su Garlasco già nei prossimi giorni. A parlarne è Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, intervenuto ai microfoni di...
    https://www.ilmattino.it/AMP/spettacoli/garlasco_possibile_svolta_nelle_indagini_attesi_altri_indagati-9283635.html
    Garlasco, possibile svolta nelle indagini: «Attesi altri due indagati» Potrebbero esserci nuovi sviluppi nell’inchiesta su Garlasco già nei prossimi giorni. A parlarne è Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, intervenuto ai microfoni di... https://www.ilmattino.it/AMP/spettacoli/garlasco_possibile_svolta_nelle_indagini_attesi_altri_indagati-9283635.html
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    Garlasco, possibile svolta nelle indagini: «Attesi altri due indagati»
    Potrebbero esserci nuovi sviluppi nell’inchiesta su Garlasco già nei prossimi giorni. A parlarne è Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, intervenuto ai microfoni di...
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  • Maurizio Gasparri e alcuni esponenti della maggioranza hanno attaccato Report cercando di impedire la messa in onda della puntata di stasera in cui con l'inchiesta "La banalità del nero" torneremo a occuparci delle stragi degli anni Novanta, ricostruendo gli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino e le sue indagini sulla morte dell'amico Giovanni Falcone. Il senatore di Forza Italia e membro della Vigilanza Rai parla di "un'altra puntata di tele-zerotagliato" e accusa Report di "alimentare fanfaluche su piste nere".
    Source: https://x.com/reportrai3/status/2007886308740370676?t=DVPAE4wD06tJ0aDTUWcl7w&s=19
    Maurizio Gasparri e alcuni esponenti della maggioranza hanno attaccato Report cercando di impedire la messa in onda della puntata di stasera in cui con l'inchiesta "La banalità del nero" torneremo a occuparci delle stragi degli anni Novanta, ricostruendo gli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino e le sue indagini sulla morte dell'amico Giovanni Falcone. Il senatore di Forza Italia e membro della Vigilanza Rai parla di "un'altra puntata di tele-zerotagliato" e accusa Report di "alimentare fanfaluche su piste nere". Source: https://x.com/reportrai3/status/2007886308740370676?t=DVPAE4wD06tJ0aDTUWcl7w&s=19
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  • AVETE FINITO CON LA VOSTRA SPORCIZIA.
    PAGHERETE TUTTI.
    #famiglianelbosco

    Arrestata giudice Rosa Russo del tribunale dei minori per corruzione: clientelismo per posti di lavoro in case di accoglienza a Massa

    L’inchiesta riguarda un presunto giro di corruzione legato a diverse strutture di accoglienza per minori disagiati tra Massa, Aulla e Villafranca Lunigiana. Oltre alla rete di clientelismo, cibo di scarsa qualità e, in alcuni casi, giacigli di fortuna per dormire avrebbero caratterizzato le strutture

    Un presunto sistema di corruzione e clientelismo che ruotava attorno alle case di accoglienza per minori ha portato all’arresto della giudice onoraria Rosa Russo del tribunale dei minori. L’accusa è di aver violato in modo sistematico i doveri del proprio ufficio, favorendo cooperative e coprendo irregolarità in cambio di posti di lavoro per amici e parenti. La magistrata si trova ora ai domiciliari, al centro di un’inchiesta dei carabinieri nata a Massa Carrara.

    Source: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/760541/arrestata-giudice-rosa-russo-del-tribunale-dei-minori-per-corruzione-clientelismo-per-posti-di-lavoro-in-case-di-accoglienza-a-massa.html?s=08
    AVETE FINITO CON LA VOSTRA SPORCIZIA. PAGHERETE TUTTI. #famiglianelbosco Arrestata giudice Rosa Russo del tribunale dei minori per corruzione: clientelismo per posti di lavoro in case di accoglienza a Massa L’inchiesta riguarda un presunto giro di corruzione legato a diverse strutture di accoglienza per minori disagiati tra Massa, Aulla e Villafranca Lunigiana. Oltre alla rete di clientelismo, cibo di scarsa qualità e, in alcuni casi, giacigli di fortuna per dormire avrebbero caratterizzato le strutture Un presunto sistema di corruzione e clientelismo che ruotava attorno alle case di accoglienza per minori ha portato all’arresto della giudice onoraria Rosa Russo del tribunale dei minori. L’accusa è di aver violato in modo sistematico i doveri del proprio ufficio, favorendo cooperative e coprendo irregolarità in cambio di posti di lavoro per amici e parenti. La magistrata si trova ora ai domiciliari, al centro di un’inchiesta dei carabinieri nata a Massa Carrara. Source: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/760541/arrestata-giudice-rosa-russo-del-tribunale-dei-minori-per-corruzione-clientelismo-per-posti-di-lavoro-in-case-di-accoglienza-a-massa.html?s=08
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  • Chi erano i “cecchini di Sarajevo”, gente che pagava per andare a sparare sui civili durante la guerra in Bosnia
    La procura di Milano ha aperto un'inchiesta sul presunto turismo di guerra a Sarajevo tra il 1992 e il 1996. Tra i cecchini ci sarebbero anche degli italiani. L'intervista allo scrittore Ezio Gavazzeni, che ha riaperto il caso...
    Source: https://www.wired.it/article/cecchini-sarajevo-inchiesta-milano-gavazzeni/
    Chi erano i “cecchini di Sarajevo”, gente che pagava per andare a sparare sui civili durante la guerra in Bosnia La procura di Milano ha aperto un'inchiesta sul presunto turismo di guerra a Sarajevo tra il 1992 e il 1996. Tra i cecchini ci sarebbero anche degli italiani. L'intervista allo scrittore Ezio Gavazzeni, che ha riaperto il caso... Source: https://www.wired.it/article/cecchini-sarajevo-inchiesta-milano-gavazzeni/
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  • Ve li ricordate i vari Speranza, Conte, Sileri e poi lo stesso Draghi, insieme a tutti gli altri personaggi che a vario titolo (virologi inclusi) da loro prendevano direttive durante il Covid? Chi osava contraddire la loro narrazione o sottrarsi alle loro imposizioni, veniva subito tacciato come no vax e marginalizzato come un appestato!

    Ebbene. Oggi possiamo affermare che costoro dovrebbero iniziare a chiedere scusa, come minimo. Le verità che stanno emergendo durante le audizioni nella commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Covid, sono sconcertanti, ma non ci stupiscono.

    Del resto, che la gestione della pandemia avesse tante zone d’ombra, l’avevamo denunciato più volte nelle aule parlamentari e non solo.

    Oggi quelle zone d’ombra vengono pian piano illuminate dalle dichiarazioni e dalle prime ammissioni di coloro che furono i diretti protagonisti e gestori di quei convulsi e tragici eventi.

    Dalle ultime rivelazioni degli ex componenti del comitato tecnico scientifico che faceva capo ai governi di allora (il Conte due e poi l’esecutivo Draghi), vengono fuori le imbarazzanti verità sui disastri della Tachipirina e della vigile attesa, dei ricoveri affrettati, del fatto che si respingessero con ottusa pervicacia le cure domiciliari e persino l’utilizzo degli antinfiammatori.

    Il tutto in assenza di un piano pandemico definito.

    E siamo ancora all’inizio. A gennaio 2026 si entrerà nel vivo dei lavori della commissione e possiamo scommettere che quando si inizierà a parlare degli effetti avversi, ci sarà da mettersi le mani nei capelli. I protagonisti di allora, ovviamente hanno già iniziato a fare un curioso e comodo scaricabarile. Sileri in primis che a quei tempi andava in tv ad ammonire i no vax come un severo maestrino.

    Noi ci auguriamo che chi ha sbagliato si assuma prima o poi, le proprie responsabilità. Perché un finale a tarallucci e vino, dopo che un paese intero è stato messo in ginocchio, non sarebbe accettabile.

    Tanti italiani sono già seduti sulla riva del fiume…

    QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA:
    https://www.scenario.press/petition

    PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE.
    ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Ve li ricordate i vari Speranza, Conte, Sileri e poi lo stesso Draghi, insieme a tutti gli altri personaggi che a vario titolo (virologi inclusi) da loro prendevano direttive durante il Covid? Chi osava contraddire la loro narrazione o sottrarsi alle loro imposizioni, veniva subito tacciato come no vax e marginalizzato come un appestato! Ebbene. Oggi possiamo affermare che costoro dovrebbero iniziare a chiedere scusa, come minimo. Le verità che stanno emergendo durante le audizioni nella commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Covid, sono sconcertanti, ma non ci stupiscono. Del resto, che la gestione della pandemia avesse tante zone d’ombra, l’avevamo denunciato più volte nelle aule parlamentari e non solo. Oggi quelle zone d’ombra vengono pian piano illuminate dalle dichiarazioni e dalle prime ammissioni di coloro che furono i diretti protagonisti e gestori di quei convulsi e tragici eventi. Dalle ultime rivelazioni degli ex componenti del comitato tecnico scientifico che faceva capo ai governi di allora (il Conte due e poi l’esecutivo Draghi), vengono fuori le imbarazzanti verità sui disastri della Tachipirina e della vigile attesa, dei ricoveri affrettati, del fatto che si respingessero con ottusa pervicacia le cure domiciliari e persino l’utilizzo degli antinfiammatori. Il tutto in assenza di un piano pandemico definito. E siamo ancora all’inizio. A gennaio 2026 si entrerà nel vivo dei lavori della commissione e possiamo scommettere che quando si inizierà a parlare degli effetti avversi, ci sarà da mettersi le mani nei capelli. I protagonisti di allora, ovviamente hanno già iniziato a fare un curioso e comodo scaricabarile. Sileri in primis che a quei tempi andava in tv ad ammonire i no vax come un severo maestrino. Noi ci auguriamo che chi ha sbagliato si assuma prima o poi, le proprie responsabilità. Perché un finale a tarallucci e vino, dopo che un paese intero è stato messo in ginocchio, non sarebbe accettabile. Tanti italiani sono già seduti sulla riva del fiume… QUI POTETE TROVARE il LINK per firmare la nostra petizione per mettere in stato di accusa l'ex Ministro Speranza e Nicola Magrini ex direttore generale di AIFA: https://www.scenario.press/petition PIU' di 13.700 FIRME RAGGIUNTE. ABBIAMO BISOGNO del SOSTEGNO di TUTTI! Grazie per firmare e condividere! MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • MI VIENE da VOMITARE! FANNO QUELLO CHE VOGLIONO! È VERGOGNOSO!
    "Malsani fenomeni di nepotismo, ma l'abuso d'ufficio non è più reato". La procura chiede di archiviare l'indagine sulle assunzioni vip per Milano-Cortina
    I posti di lavoro per le Olimpiadi affidati a parenti di politici e manager, come il secondogenito di La Russa e la nipote di Draghi...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/18/olimpiadi-milano-cortina-2026-inchiesta-assunzioni-vip-richiesta-archiviazione-abuso-ufficio-non-reato-fenonmeni-nepotismo/8232645/
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