• Il gatto che si vede nella scena d’apertura de Il Padrino… non era previsto.
    Era un randagio. Entrò semplicemente sul set, camminando tra i cavi e i fari come se fosse casa sua, poi saltò sulle ginocchia di Marlon Brando. Si sistemò lì, con la naturalezza di chi ha appena trovato il suo trono.

    Per un istante, tutti si bloccarono.
    Coppola sgranò gli occhi.
    Il tecnico del suono imprecò.
    Ma Brando? Brando abbassò lo sguardo, lo osservò come si guarda un attore arrivato senza copione… e accettò la scena.

    Quando qualcuno cercò di portarlo via, lui alzò una mano:
    «Lasciatelo. Gli animali sanno cose che noi ignoriamo.»

    Coppola esitò. Anni dopo confessò:
    «Temevo che il gatto gli rubasse la scena.»
    E in un certo senso, è quello che successe.

    Durante le riprese, il gatto faceva le fusa così forte da coprire quasi la voce di Brando.
    Il microfonista sussurrava:
    «Non sento il Don. Sembra un tagliaerba.»
    Ma Coppola non fermò niente. Percepiva che, in quell’errore, stava nascendo qualcosa di unico.

    Brando lo accarezzava con una dolcezza quasi ipnotica. Le dita scorrevano sul pelo dell’animale, mentre la voce pronunciava parole di vendetta.
    Un assistente disse:
    «Sembra che sia il gatto a comandare la famiglia, non Don Corleone.»
    Un altro rispose:
    «È per questo che funziona.»

    Perché quella scena era un paradosso perfetto:
    La morbidezza di un animale contro la freddezza del potere.
    La tenerezza domestica dentro il cuore di un boss.

    Quando Coppola disse «stop», Brando sorrise.
    «Avete visto? Sapeva esattamente cosa fare», disse, grattando il mento al gatto.
    Il felino rispose con un’altra fusa, come se fosse appena uscito da una standing ovation.

    Solo in sala di montaggio Coppola capì fino in fondo:
    «Quel gatto… ha dato umanità al Don.»

    Fu un caso.
    Un errore.
    Un miracolo.
    Un gatto di strada che si è infilato nella storia del cinema… e non ne è mai più uscito.
    Il gatto che si vede nella scena d’apertura de Il Padrino… non era previsto. Era un randagio. Entrò semplicemente sul set, camminando tra i cavi e i fari come se fosse casa sua, poi saltò sulle ginocchia di Marlon Brando. Si sistemò lì, con la naturalezza di chi ha appena trovato il suo trono. Per un istante, tutti si bloccarono. Coppola sgranò gli occhi. Il tecnico del suono imprecò. Ma Brando? Brando abbassò lo sguardo, lo osservò come si guarda un attore arrivato senza copione… e accettò la scena. Quando qualcuno cercò di portarlo via, lui alzò una mano: «Lasciatelo. Gli animali sanno cose che noi ignoriamo.» Coppola esitò. Anni dopo confessò: «Temevo che il gatto gli rubasse la scena.» E in un certo senso, è quello che successe. Durante le riprese, il gatto faceva le fusa così forte da coprire quasi la voce di Brando. Il microfonista sussurrava: «Non sento il Don. Sembra un tagliaerba.» Ma Coppola non fermò niente. Percepiva che, in quell’errore, stava nascendo qualcosa di unico. Brando lo accarezzava con una dolcezza quasi ipnotica. Le dita scorrevano sul pelo dell’animale, mentre la voce pronunciava parole di vendetta. Un assistente disse: «Sembra che sia il gatto a comandare la famiglia, non Don Corleone.» Un altro rispose: «È per questo che funziona.» Perché quella scena era un paradosso perfetto: La morbidezza di un animale contro la freddezza del potere. La tenerezza domestica dentro il cuore di un boss. Quando Coppola disse «stop», Brando sorrise. «Avete visto? Sapeva esattamente cosa fare», disse, grattando il mento al gatto. Il felino rispose con un’altra fusa, come se fosse appena uscito da una standing ovation. Solo in sala di montaggio Coppola capì fino in fondo: «Quel gatto… ha dato umanità al Don.» Fu un caso. Un errore. Un miracolo. Un gatto di strada che si è infilato nella storia del cinema… e non ne è mai più uscito.
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  • Fingete stupore

    La "dolce" Alice Pignatti, che augurava l'agonia ai figli non vaccinati e ha costruito la campagna per l'obbligo vaccinale e arrivare la Legge Lorenzin, faceva video nel 2017 pubblicati da Sanofi, il maggiore produttore di vaccini infantili.

    16. È questa Alice Pignatti amica dei fart-checker di regime, che con la sua petizione nel 2015 al ministro Lorenzin e la creazione della campagna "Io Vaccino" nel 2016, portò all'obbligo vaccinale della Legge Lorenzin nel 2017, togliendo i diritti fondamentali agli italiani.
    Fingete stupore La "dolce" Alice Pignatti, che augurava l'agonia ai figli non vaccinati e ha costruito la campagna per l'obbligo vaccinale e arrivare la Legge Lorenzin, faceva video nel 2017 pubblicati da Sanofi, il maggiore produttore di vaccini infantili. 😏 16. È questa Alice Pignatti amica dei fart-checker di regime, che con la sua petizione nel 2015 al ministro Lorenzin e la creazione della campagna "Io Vaccino" nel 2016, portò all'obbligo vaccinale della Legge Lorenzin nel 2017, togliendo i diritti fondamentali agli italiani.
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  • Nella Riunione della Camera in Lussemburgo datata 23 Aprile 2025, Amar Goudjil (politico francese che fa parte del partito della Le Pen) sdogana il grafene e nanoparticelle presenti nei vaccini, parlando chiaramente di crimini contro l'Umanità

    L'ordine del giorno di questa seduta era: "Istituzione di una commissione d'inchiesta multidisciplinare indipendente volta a trarre conclusioni sulla realtà sanitaria, statistica, scientifica e politica del periodo Covid-19 in Lussemburgo".

    Goudjil parla anche di metalli pesanti e 55 componenti non dichiarati, trovati in quelli che loro chiamano vaccini.

    E' tutto esposto alla luce del sole.

    Manca solo una componente al quadro: il dolce tintinnio delle manette. Ne pregustiamo il momento con bramosia.


    In the Chamber Meeting in Luxembourg dated April 23, 2025, Amar Goudjil (French politician who is part of Le Pen's party) clears graphene and nanoparticles present in vaccines, clearly speaking of crimes against humanity

    The agenda of this session was: "Establishment of an independent multidisciplinary commission of inquiry aimed at drawing conclusions on the health, statistical, scientific and political reality of the Covid-19 period in Luxembourg".

    Goudjil also speaks of heavy metals and 55 undeclared components, found in what they call vaccines.

    It is all exposed to the light of day.

    Only one component is missing from the picture: the sweet clinking of handcuffs. We eagerly anticipate this moment.

    Source: https://www.chd.lu/fr/meeting/13458
    Sottotitoli: https://t.me/mpowertranslations/119

    In_Telegram_Veritas
    Nella Riunione della Camera in Lussemburgo datata 23 Aprile 2025, Amar Goudjil (politico francese che fa parte del partito della Le Pen) sdogana il grafene e nanoparticelle presenti nei vaccini, parlando chiaramente di crimini contro l'Umanità L'ordine del giorno di questa seduta era: "Istituzione di una commissione d'inchiesta multidisciplinare indipendente volta a trarre conclusioni sulla realtà sanitaria, statistica, scientifica e politica del periodo Covid-19 in Lussemburgo". Goudjil parla anche di metalli pesanti e 55 componenti non dichiarati, trovati in quelli che loro chiamano vaccini. E' tutto esposto alla luce del sole. Manca solo una componente al quadro: il dolce tintinnio delle manette. Ne pregustiamo il momento con bramosia. In the Chamber Meeting in Luxembourg dated April 23, 2025, Amar Goudjil (French politician who is part of Le Pen's party) clears graphene and nanoparticles present in vaccines, clearly speaking of crimes against humanity The agenda of this session was: "Establishment of an independent multidisciplinary commission of inquiry aimed at drawing conclusions on the health, statistical, scientific and political reality of the Covid-19 period in Luxembourg". Goudjil also speaks of heavy metals and 55 undeclared components, found in what they call vaccines. It is all exposed to the light of day. Only one component is missing from the picture: the sweet clinking of handcuffs. We eagerly anticipate this moment. Source: https://www.chd.lu/fr/meeting/13458 Sottotitoli: https://t.me/mpowertranslations/119 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • BEN Oltre i Confini

    Se la musica sa ancora colpire, allora sì, una speranza per la rivoluzione culturale esiste ancora.

    L’ho già detto — e non me ne pento: ci sono artisti capaci di essere più incisivi di mille editoriali. Cantautori e musicisti che non seguono la corrente, la generano. Che non inseguono classifiche né algoritmi, e che dell’autotune se ne fregano.
    Se non siamo noi a cercare la musica, allora sarà lei a trovare noi.

    E questa volta lo fa con forza, nella nuova avventura discografica di un veterano che ha ancora tanto da dire: Eugenio "Ben" Bennato.
    "Musica del Mondo", il nuovo LP fresco di stampa in questo avvio di 2025, è una dichiarazione di intenti. Una mappa sonora che parte da Napoli — autentica terra di mezzo, crocevia sonoro — per attraversare il Mediterraneo e oltre.
    Che Napoli fosse laboratorio permanente di fusioni culturali lo sapevamo già, ma oggi è ancora più vitale ricordarlo.
    In un presente che ha bisogno urgente di reazioni di orgoglio, di consapevolezza e di riscatto.
    Non con la solita retorica polarizzante, non con le solite "parti in causa" che si spartiscono l’opinione pubblica, ma con un album che invita all’unione attraverso la differenza.
    Che canta l’umanità come un'unica orchestra di stili e identità, senza censura né confini.
    Una musica che non predica, ma unisce.
    Che racconta senza retorica.
    Che propone invece di opporsi.
    E allora, cosa c'è di più politico di un disco che mette insieme la taranta, le scale indiane e la dolce malinconia del canto rai?

    "Musica del Mondo" è un viaggio che parte da New Delhi, fa tappa a Beirut, attraversa la Calabria e torna sempre a Napoli.
    Non per chiudere il cerchio, ma per aprirlo di nuovo.
    È un disco da ascoltare a volume alto, soprattutto se si ha la sensazione che il mondo stia affondando.
    Perché, a volte, la risposta non è nella nostalgia di un tempo in cui eravamo "grandi", ma nella capacità di accettare la decadenza con dignità, trasformandola in energia creativa.

    Non c'è bisogno di avere canali televisivi a disposizione, giornali o momenti dedicati di tortura tirata all'eccesso, normalmente chiamata "comizio politico".
    Il grande Ben lancia una lezione di quella che dovrebbe essere la vera politica, che va a braccetto con la Cultura attraverso la forma d'arte che per eccellenza fa parlare i #territori: la musica popolare.
    E laddove la politica ha disunito, la musica popolare come la cultura potranno ancora salvarci. Basta avere la forza e la pazienza di applicarsi.
    Scetateve guagliù!

    #BenOltreiConfini #EugenioBennato #MusicadelMondo #NapoliChiama #TarantaGlobale #MusicaRibelle #PoliticaCulturale #CulturaAttiva #MusicaPopolare #MediterraneoVivo #SudCreativo #EthnoSound #SuoniSenzaConfini #CantareèResistere #worldmusicrevolution
    BEN Oltre i Confini 🌍🎶✊ Se la musica sa ancora colpire, allora sì, una speranza per la rivoluzione culturale esiste ancora. L’ho già detto — e non me ne pento: ci sono artisti capaci di essere più incisivi di mille editoriali. Cantautori e musicisti che non seguono la corrente, la generano. Che non inseguono classifiche né algoritmi, e che dell’autotune se ne fregano. Se non siamo noi a cercare la musica, allora sarà lei a trovare noi. E questa volta lo fa con forza, nella nuova avventura discografica di un veterano che ha ancora tanto da dire: Eugenio "Ben" Bennato. "Musica del Mondo", il nuovo LP fresco di stampa in questo avvio di 2025, è una dichiarazione di intenti. Una mappa sonora che parte da Napoli — autentica terra di mezzo, crocevia sonoro — per attraversare il Mediterraneo e oltre. 🌊🎧 Che Napoli fosse laboratorio permanente di fusioni culturali lo sapevamo già, ma oggi è ancora più vitale ricordarlo. In un presente che ha bisogno urgente di reazioni di orgoglio, di consapevolezza e di riscatto. Non con la solita retorica polarizzante, non con le solite "parti in causa" che si spartiscono l’opinione pubblica, ma con un album che invita all’unione attraverso la differenza. Che canta l’umanità come un'unica orchestra di stili e identità, senza censura né confini. 🎵 Una musica che non predica, ma unisce. Che racconta senza retorica. Che propone invece di opporsi. E allora, cosa c'è di più politico di un disco che mette insieme la taranta, le scale indiane e la dolce malinconia del canto rai? "Musica del Mondo" è un viaggio che parte da New Delhi, fa tappa a Beirut, attraversa la Calabria e torna sempre a Napoli. Non per chiudere il cerchio, ma per aprirlo di nuovo. 🌐 È un disco da ascoltare a volume alto, soprattutto se si ha la sensazione che il mondo stia affondando. Perché, a volte, la risposta non è nella nostalgia di un tempo in cui eravamo "grandi", ma nella capacità di accettare la decadenza con dignità, trasformandola in energia creativa. Non c'è bisogno di avere canali televisivi a disposizione, giornali o momenti dedicati di tortura tirata all'eccesso, normalmente chiamata "comizio politico". Il grande Ben lancia una lezione di quella che dovrebbe essere la vera politica, che va a braccetto con la Cultura attraverso la forma d'arte che per eccellenza fa parlare i #territori: la musica popolare. E laddove la politica ha disunito, la musica popolare come la cultura potranno ancora salvarci. Basta avere la forza e la pazienza di applicarsi. Scetateve guagliù! #BenOltreiConfini #EugenioBennato #MusicadelMondo #NapoliChiama #TarantaGlobale #MusicaRibelle #PoliticaCulturale #CulturaAttiva #MusicaPopolare #MediterraneoVivo #SudCreativo #EthnoSound #SuoniSenzaConfini #CantareèResistere #worldmusicrevolution
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  • In provincia di Como c'è un paesino che è uno scrigno di storia e ha dato il nome a dolcetti squisiti - ComoZero
    In provincia di Como, nel verde e a pochi minuti dal Lago di Como, c’è un piccolo paesino di Canzo: un borgo antico da scoprire capace anche di dare il nome a un dolce amatissimo. La storia di Canzo Le origini del piccolo borgo di Canzo, situato in provincia di Como, risalgono a millenni or
    https://comozero.it/cinque-sensi/in-provincia-di-como-canzo-paesino-che-e-uno-scrigno-di-storia-e-ha-dato-il-nome-a-dolcetti-squisiti/
    In provincia di Como c'è un paesino che è uno scrigno di storia e ha dato il nome a dolcetti squisiti - ComoZero In provincia di Como, nel verde e a pochi minuti dal Lago di Como, c’è un piccolo paesino di Canzo: un borgo antico da scoprire capace anche di dare il nome a un dolce amatissimo. La storia di Canzo Le origini del piccolo borgo di Canzo, situato in provincia di Como, risalgono a millenni or https://comozero.it/cinque-sensi/in-provincia-di-como-canzo-paesino-che-e-uno-scrigno-di-storia-e-ha-dato-il-nome-a-dolcetti-squisiti/
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    In provincia di Como c'è un paesino che è uno scrigno di storia e ha dato il nome a dolcetti squisiti - ComoZero
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  • LA MIA NUOVA CANZONE | L'Isola

    Care amiche e cari amici, questo nuovo brano (mia la voce narrante e il testo), è un inno alla libertà che racconta una meravigliosa storia di vita realmente accaduta. E chissà che non accadrà nuovamente diventando il nuovo modo di vivere la vita.

    Una storia vera

    1941, 1945. In piena seconda guerra mondiale una piccola comunità di venti anime sbarca sull’Isola dei Cavoli, dove vivrà felice in abbondanza e libertà. Quegli anni resteranno per sempre il ricordo più bello della loro vita. E da oggi sarà così anche per tutti noi.

    Perché tutti noi meritiamo un’isola felice!

    Ve la dedico con immenso affetto.

    Davide

    P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un commento su YouTube al link https://youtu.be/VdPUNVxt1rs?si=WLzZN9_2-BInz_3I

    L'Isola

    Mamma guarda al mare ma papà non tornerà
    ora dorme tra le onde
    nel suo mare verso sud
    acqua che dà vita
    ci protegge in libertà
    liberi e felici su quest'isola
    Mare generoso terra d'oro rigogliosa
    mentre il mondo esplode bombe noi viviamo in
    libertà
    liberi da tutto e dall'orrore della guerra
    liberi e felici su quest'isola
    Il nostro faro dona luce
    casa che ci accoglie
    culla inostri sogni
    uomini e donne forse venti
    bimbi sorridenti in questa vita su quest'isola
    Quattro son le cale
    punta rossa e sabbia bianca
    il pescato di giornata il baratto delle sei
    reti velee vento
    le carezze della nonna
    scorre dolce il tempo su quest'isola
    Il nostro faro è una fortezza
    luce ai naviganti
    non ci colpiranno
    uomini e donne siamo in venti
    bimbi sorridenti in questa vita su quest'isola
    Il nostro faro è la salvezza
    Luce del presente
    vita che si accende
    uomini e donne dolcemente
    vivono per sempre
    nel nostro cuore e nell'anima
    nei nostri cuori e nell'anima
    nei nostri cuori e nell'anima
    nei nostri cuori e nell'anima
    nei nostri cuori e nell'anima
    Ezio, Ezio: a tavola!

    Testo di Davide Zedda e Ezio Secci

    Musica e arrangiamenti di Fabio "Feb" Picciau

    Voce di lvo Loru

    Voce narrante di Davide Zedda

    Voce della mamma di

    Valentina Piras

    Riprese video a terra di
    Francesca Fanni
    Riprese video in volo di Daniele Bullita

    Fonte: Canale Telegram T.me/Davide_Zedda
    LA MIA NUOVA CANZONE | L'Isola Care amiche e cari amici, questo nuovo brano (mia la voce narrante e il testo), è un inno alla libertà che racconta una meravigliosa storia di vita realmente accaduta. E chissà che non accadrà nuovamente diventando il nuovo modo di vivere la vita. Una storia vera 1941, 1945. In piena seconda guerra mondiale una piccola comunità di venti anime sbarca sull’Isola dei Cavoli, dove vivrà felice in abbondanza e libertà. Quegli anni resteranno per sempre il ricordo più bello della loro vita. E da oggi sarà così anche per tutti noi. Perché tutti noi meritiamo un’isola felice! Ve la dedico con immenso affetto. Davide P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un commento su YouTube al link https://youtu.be/VdPUNVxt1rs?si=WLzZN9_2-BInz_3I L'Isola Mamma guarda al mare ma papà non tornerà ora dorme tra le onde nel suo mare verso sud acqua che dà vita ci protegge in libertà liberi e felici su quest'isola Mare generoso terra d'oro rigogliosa mentre il mondo esplode bombe noi viviamo in libertà liberi da tutto e dall'orrore della guerra liberi e felici su quest'isola Il nostro faro dona luce casa che ci accoglie culla inostri sogni uomini e donne forse venti bimbi sorridenti in questa vita su quest'isola Quattro son le cale punta rossa e sabbia bianca il pescato di giornata il baratto delle sei reti velee vento le carezze della nonna scorre dolce il tempo su quest'isola Il nostro faro è una fortezza luce ai naviganti non ci colpiranno uomini e donne siamo in venti bimbi sorridenti in questa vita su quest'isola Il nostro faro è la salvezza Luce del presente vita che si accende uomini e donne dolcemente vivono per sempre nel nostro cuore e nell'anima nei nostri cuori e nell'anima nei nostri cuori e nell'anima nei nostri cuori e nell'anima nei nostri cuori e nell'anima Ezio, Ezio: a tavola! Testo di Davide Zedda e Ezio Secci Musica e arrangiamenti di Fabio "Feb" Picciau Voce di lvo Loru Voce narrante di Davide Zedda Voce della mamma di Valentina Piras Riprese video a terra di Francesca Fanni Riprese video in volo di Daniele Bullita Fonte: Canale Telegram T.me/Davide_Zedda
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  • Loro al G7 passeggiano e magnano. “La tavola stellata” e le tv italiche ce fanno un sacco de servizi..lunghi dettagliati e ripetuti, tacci loro! Il menu dello chef Bottura prevede: scorfano con pomodorini secchi ed erbe aromatiche, tortelli ripieni di gallinella con julienne di pesce serra affumicato, filetto di dentice alle mandorle di Toritto, e una crema di burrata di Andria con crumble di tarallo dolce e ciliegie Ferrovia (varietà originaria delle Murge) oppure Tartufo e Fassona piemontese con Tartufo Umbro.Loro se attovagliano nella sala del castello Svevo di Brindisi, Federico II.
    Vini selezionati in abbinamento. Capito?
    Loro non se li magnano gli insetti e la carne sintetica! Quelli se li deve magna’ er popolo!

    Er popolo bue! Loro fottono il popolo e se magnano er bue!
    👊🇮🇹Loro al G7 passeggiano e magnano. “La tavola stellata” e le tv italiche ce fanno un sacco de servizi..lunghi dettagliati e ripetuti, tacci loro! Il menu dello chef Bottura prevede: scorfano con pomodorini secchi ed erbe aromatiche, tortelli ripieni di gallinella con julienne di pesce serra affumicato, filetto di dentice alle mandorle di Toritto, e una crema di burrata di Andria con crumble di tarallo dolce e ciliegie Ferrovia (varietà originaria delle Murge) oppure Tartufo e Fassona piemontese con Tartufo Umbro.Loro se attovagliano nella sala del castello Svevo di Brindisi, Federico II. Vini selezionati in abbinamento. Capito? Loro non se li magnano gli insetti e la carne sintetica! Quelli se li deve magna’ er popolo! 👊🇮🇹 Er popolo bue! Loro fottono il popolo e se magnano er bue! 😆👋👋👊🇮🇹
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  • NEL NONO SECOLO DOPO CRISTO LA TITOLAZIONE ARTURIANA PENDRAGONICA ERA DI LOTHARIO I DI LOTHARINGIA E LA TITOLAZIONE GRAALICA ERA DI PARZIVAL VON ANSCHAWEIN ANSCHOUWE_ANDLOUWE ( CASADA DI STIRIA AMPLIA ) NON ANJOU COME ACCAMPANO CACCADEMIE E CICCISBEI SPACCIATI PER ACCADEMIE E LICEI ...... !!!!!!!!!!!!!!!!!! L'AUTENTICO KYOT DE PROVENZ ERA GUILHEM DE GELLONE GUILLAUME D'ORANGE IL CAVALIERE COMBATTENTE EROICO E SANTO ERA PARENTALE CONTEMPORANEO DELLA CASADA DI PARZIVAL SCHIONATULANDER GAHMURET GANDIN DI STIRIA AMPLIA E LOTHARINGIA PANTHERA "LA DOLCE" ANSCHOUWE POGLET CASTELLO DEL GUARDO !!!!!!!!!!!!!!!!!! L'ARME DI GESU E' LA CROCE DI LORENA ( TEMPLARIA ) IL SANGUE NELL'ARTERIA IL SANGUE NELLA VENA FONTE DELLA GRAZIA E LIMPIDA FONTANA ( CHARLES PEGUY ) LA PULZELLA DEL DOMREMY JEANNE D'ARC SEMPRE ALSAZIA-LORENA ALSACE-LORRAINE ELSACE-LOTHRINGEN L'IMPERATORE SANTO CARLO I ASBURGO LORENA ESTE ZITA BORBONE PARMA CHE FECERO L'IMPOSSIBILE PER SCONGIURARE LA PRIMA GUERRA MONDIALE METTENDOSI CONTRO TUTTE LE CORROTTE MARCE DIPLOMAZIE GUERRAFONDAIE TACITE !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    NEL NONO SECOLO DOPO CRISTO LA TITOLAZIONE ARTURIANA PENDRAGONICA ERA DI LOTHARIO I DI LOTHARINGIA E LA TITOLAZIONE GRAALICA ERA DI PARZIVAL VON ANSCHAWEIN ANSCHOUWE_ANDLOUWE ( CASADA DI STIRIA AMPLIA ) NON ANJOU COME ACCAMPANO CACCADEMIE E CICCISBEI SPACCIATI PER ACCADEMIE E LICEI ...... !!!!!!!!!!!!!!!!!! L'AUTENTICO KYOT DE PROVENZ ERA GUILHEM DE GELLONE GUILLAUME D'ORANGE IL CAVALIERE COMBATTENTE EROICO E SANTO ERA PARENTALE CONTEMPORANEO DELLA CASADA DI PARZIVAL SCHIONATULANDER GAHMURET GANDIN DI STIRIA AMPLIA E LOTHARINGIA PANTHERA "LA DOLCE" ANSCHOUWE POGLET CASTELLO DEL GUARDO !!!!!!!!!!!!!!!!!! L'ARME DI GESU E' LA CROCE DI LORENA ( TEMPLARIA ) IL SANGUE NELL'ARTERIA IL SANGUE NELLA VENA FONTE DELLA GRAZIA E LIMPIDA FONTANA ( CHARLES PEGUY ) LA PULZELLA DEL DOMREMY JEANNE D'ARC SEMPRE ALSAZIA-LORENA ALSACE-LORRAINE ELSACE-LOTHRINGEN L'IMPERATORE SANTO CARLO I ASBURGO LORENA ESTE ZITA BORBONE PARMA CHE FECERO L'IMPOSSIBILE PER SCONGIURARE LA PRIMA GUERRA MONDIALE METTENDOSI CONTRO TUTTE LE CORROTTE MARCE DIPLOMAZIE GUERRAFONDAIE TACITE !!!!!!!!!!!!!!!!!!
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  • P a n t h e r a "La Dolce"
    P a n t h e r a "La Dolce"
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  • La reazione del bambino nel ricevere il primo bacio dalla sua mamma

    In poche immagini
    di rara dolcezza,
    si può comprendere l'Importanza di avere
    una madre.

    No all'utero in affitto.

    https://twitter.com/itsmeback_/status/1704161920092148200?t=2Z7PizjsRnKe3UdxINbDuA&s=19
    La reazione del bambino nel ricevere il primo bacio dalla sua mamma 🥰 In poche immagini di rara dolcezza, si può comprendere l'Importanza di avere una madre. ❤️ No all'utero in affitto. https://twitter.com/itsmeback_/status/1704161920092148200?t=2Z7PizjsRnKe3UdxINbDuA&s=19
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Arama Sonuçları