• La riforma Nordio-Meloni

    La separazione delle carriere di fatto esiste già, essendo lo 0.5 per cento dei magistrati ad esercitare tale possibilità; sono 28 magistrati su un totale di 9662. Oltretutto con la riforma Cartabia adesso possono farlo una sola volta invece di quattro, e solo nei primi dieci anni di servizio.

    Ma di quale urgenza catastrofica, che giustifichi un cambiamento della Costituzione, stiamo parlando? È abbastanza evidente che la separazione delle carriere è una "bella scusa" per coprire il vero intento del governo; non dimentichiamo che la riforma è frutto di una proposta governativa che è stata "blindata" fin dall'inizio, impedendo la presentazione degli emendamenti dell'opposizione e perfino della maggioranza. Il Parlamento ha dovuto votare o SI o NO a scatola chiusa, senza alcuna possibilità di modificare il testo e nemmeno di discuterlo.

    Vogliamo ancora cercare di difendere questo governicchio che ricatta il Parlamento esattamente come i governi Draghi e Conte? Comunque l'intento di Nordio e Meloni, addirittura dichiarato, è quello di controllare la magistratura, anzitutto togliendo al CSM, che sarebbe sdoppiato, il potere di sanzionare i magistrati, e attribuendolo ad un' Alta Corte disciplinare. Tale Corte, organo assolutamente nuovo nella nostra Costituzione, sarebbe composto da 15 membri, di cui tre nominati dal PdR, sei estratti a sorte tra i giudici, tre estratti a sorte tra i pm e tre estratti a sorte dal Parlamento però non in modo "secco", bensì in una lista appositamente stilata da una commissione, al cui interno il governo avrebbe la maggioranza.

    Ah, dimenticavo, i due CSM, nella riforma, non hanno una composizione precisa, che viene rimandata alla legge ordinaria. Mi sembra di ricordare che era nello Statuto Albertino che il Parlamento poteva modificare la legge fondamentale dello Stato con una semplice legge ordinaria, e mi sembra di ricordare che il regime fascista, che aveva la maggioranza in Parlamento, poté farlo "legalmente".
    La riforma Nordio-Meloni La separazione delle carriere di fatto esiste già, essendo lo 0.5 per cento dei magistrati ad esercitare tale possibilità; sono 28 magistrati su un totale di 9662. Oltretutto con la riforma Cartabia adesso possono farlo una sola volta invece di quattro, e solo nei primi dieci anni di servizio. Ma di quale urgenza catastrofica, che giustifichi un cambiamento della Costituzione, stiamo parlando? È abbastanza evidente che la separazione delle carriere è una "bella scusa" per coprire il vero intento del governo; non dimentichiamo che la riforma è frutto di una proposta governativa che è stata "blindata" fin dall'inizio, impedendo la presentazione degli emendamenti dell'opposizione e perfino della maggioranza. Il Parlamento ha dovuto votare o SI o NO a scatola chiusa, senza alcuna possibilità di modificare il testo e nemmeno di discuterlo. Vogliamo ancora cercare di difendere questo governicchio che ricatta il Parlamento esattamente come i governi Draghi e Conte? Comunque l'intento di Nordio e Meloni, addirittura dichiarato, è quello di controllare la magistratura, anzitutto togliendo al CSM, che sarebbe sdoppiato, il potere di sanzionare i magistrati, e attribuendolo ad un' Alta Corte disciplinare. Tale Corte, organo assolutamente nuovo nella nostra Costituzione, sarebbe composto da 15 membri, di cui tre nominati dal PdR, sei estratti a sorte tra i giudici, tre estratti a sorte tra i pm e tre estratti a sorte dal Parlamento però non in modo "secco", bensì in una lista appositamente stilata da una commissione, al cui interno il governo avrebbe la maggioranza. Ah, dimenticavo, i due CSM, nella riforma, non hanno una composizione precisa, che viene rimandata alla legge ordinaria. Mi sembra di ricordare che era nello Statuto Albertino che il Parlamento poteva modificare la legge fondamentale dello Stato con una semplice legge ordinaria, e mi sembra di ricordare che il regime fascista, che aveva la maggioranza in Parlamento, poté farlo "legalmente".
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  • GRAVISSIMO

    Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare.
    Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate.
    Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano...
    Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante.

    Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione.
    Buon appetito e buon Made in Italy a tutti

    A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
    ⚠️📛GRAVISSIMO🆘⚠️ Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare. Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate. Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano... Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante. Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione. Buon appetito e buon Made in Italy a tutti A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
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  • UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
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  • APPELLO ALL’UMANITÀ

    La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità.

    Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà.
    Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei.

    Link all’articolo e istruzioni per la firma:

    https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/

    #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
    🚨 APPELLO ALL’UMANITÀ 🤍🕊️ La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità. Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà. Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei. 🔗 Link all’articolo e istruzioni per la firma: https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/ #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
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  • Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune
    Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi.

    La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur.
    La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura

    All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
    Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi. La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur. La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
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  • VERONA, STRASBURGO, PADOVA:LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI NON SI FERMA E CRESCE DI CONSENSO

    Una mobilitazione trasversale e compatta per ribadire il un deciso NO alla follia del Mercosur, un trattato contro un intero comparto agro-alimentare e contro la salute dei consumatori italiani ed europei già trattati come cavie a più riprese dai potentati di Bruxelles al servizio di tutti tranne che dei propri cittadini
    Dopo Milano, Parma Verona e la grande manifestazione di Strasburgo, la mobilitazione continua con l'annuncio di partecipazione in ulteriori citta:
    (Per le iniziative in divenire consultare le pagine social ufficiali di Coapi, Riscatto agricolo e tutte le principali associazioni aderenti alla mobilitazione)

    VERONA, STRASBOURG, PADUA: THE FARMERS' PROTEST DOESN'T STOP AND IS GROWING IN CONSENT

    A transversal and compact mobilization to reiterate a decisive NO to the madness of Mercosur, a treaty against an entire agri-food sector and against the health of Italian and European consumers already treated as guinea pigs on several occasions by the potentates of Brussels at the service of everyone except their own citizens
    After Milan, Parma Verona and the great demonstration in Strasbourg, the mobilization continues with the announcement of participation in further cities:
    (For ongoing initiatives, consult the official social pages of Coapi, Riscattoagricoltura and all the main associations participating in the mobilization)

    #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #madeinitaly #Efsa #movimentoperleliberta #NoEuropa #Mpl #sovranità.

    https://www.lastampa.it/esteri/2026/01/20/video/strasburgo_gli_agricoltori_contro_laccordo_mercosur_1000_trattori_in_piazza-15475480/

    https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2026/01/20/agricoltori-in-piazza-a-strasburgo-contro-mercosur.-in-arrivo-mille-trattori_58f3145e-52b4-4b39-abc6-47d07c2665b7.html

    https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/migliaia-agricoltori-protestano-strasburgo-stop-mercosur/AI09Srx

    https://www.rainews.it/amp/video/2026/01/mercosur-i-trattori-bloccano-laeroporto-di-bruxelles-nellarea-cargo-3c86b9c3-e126-469e-af15-73566b8ffe30.html

    https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/dalla-brianza-a-bruxelles-la-4dc283c1

    https://www.larena.it/argomenti/economia/economia-veronese/no-mercosur-no-imposizioni-europee-clacson-e-trattori-in-cortei-per-la-protesta-degli-agricoltori-1.12902410

    https://www.facebook.com/share/p/1AEM4CHx3q/

    https://www.veronasera.it/attualita/proteste-agricoltori-mercousur.html
    VERONA, STRASBURGO, PADOVA:LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI NON SI FERMA E CRESCE DI CONSENSO Una mobilitazione trasversale e compatta per ribadire il un deciso NO alla follia del Mercosur, un trattato contro un intero comparto agro-alimentare e contro la salute dei consumatori italiani ed europei già trattati come cavie a più riprese dai potentati di Bruxelles al servizio di tutti tranne che dei propri cittadini Dopo Milano, Parma Verona e la grande manifestazione di Strasburgo, la mobilitazione continua con l'annuncio di partecipazione in ulteriori citta: (Per le iniziative in divenire consultare le pagine social ufficiali di Coapi, Riscatto agricolo e tutte le principali associazioni aderenti alla mobilitazione) VERONA, STRASBOURG, PADUA: THE FARMERS' PROTEST DOESN'T STOP AND IS GROWING IN CONSENT A transversal and compact mobilization to reiterate a decisive NO to the madness of Mercosur, a treaty against an entire agri-food sector and against the health of Italian and European consumers already treated as guinea pigs on several occasions by the potentates of Brussels at the service of everyone except their own citizens After Milan, Parma Verona and the great demonstration in Strasbourg, the mobilization continues with the announcement of participation in further cities: (For ongoing initiatives, consult the official social pages of Coapi, Riscattoagricoltura and all the main associations participating in the mobilization) #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #madeinitaly #Efsa #movimentoperleliberta #NoEuropa #Mpl #sovranità. https://www.lastampa.it/esteri/2026/01/20/video/strasburgo_gli_agricoltori_contro_laccordo_mercosur_1000_trattori_in_piazza-15475480/ https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2026/01/20/agricoltori-in-piazza-a-strasburgo-contro-mercosur.-in-arrivo-mille-trattori_58f3145e-52b4-4b39-abc6-47d07c2665b7.html https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/migliaia-agricoltori-protestano-strasburgo-stop-mercosur/AI09Srx https://www.rainews.it/amp/video/2026/01/mercosur-i-trattori-bloccano-laeroporto-di-bruxelles-nellarea-cargo-3c86b9c3-e126-469e-af15-73566b8ffe30.html https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/economia/dalla-brianza-a-bruxelles-la-4dc283c1 https://www.larena.it/argomenti/economia/economia-veronese/no-mercosur-no-imposizioni-europee-clacson-e-trattori-in-cortei-per-la-protesta-degli-agricoltori-1.12902410 https://www.facebook.com/share/p/1AEM4CHx3q/ https://www.veronasera.it/attualita/proteste-agricoltori-mercousur.html
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  • COLPO DI SCENA A STRASBURGO:LO STOP AL MERCOSUR MANDA IN CRISI L'EUROPA

    https://www.ilmessaggero.it/politica/mercosur_bloccato_parlamento_voti_contrari_cosa_e_successo_cosa_succede_ora-9311161.html

    https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/economia/2026/01/21/passa-il-blitz-al-pe-contro-il-mercosur-laccordo-va-alla-corte-ue_2f33bfa2-e691-450d-b2a3-3ee392b91b64.html

    https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/01/21/news/il_mercosur_manda_in_tilt_lue-21007962/

    #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #UnioneEuropea #NoUE #agricoltori #movimentoperlelibertà #MPL #protestetrattori
    COLPO DI SCENA A STRASBURGO:LO STOP AL MERCOSUR MANDA IN CRISI L'EUROPA https://www.ilmessaggero.it/politica/mercosur_bloccato_parlamento_voti_contrari_cosa_e_successo_cosa_succede_ora-9311161.html https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/economia/2026/01/21/passa-il-blitz-al-pe-contro-il-mercosur-laccordo-va-alla-corte-ue_2f33bfa2-e691-450d-b2a3-3ee392b91b64.html https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/01/21/news/il_mercosur_manda_in_tilt_lue-21007962/ #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #UnioneEuropea #NoUE #agricoltori #movimentoperlelibertà #MPL #protestetrattori
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    Mercosur bloccato, passa il blitz a Strasburgo contro l'accordo: ora dovrà decidere la Corte di giustizia Ue
    L'Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell'accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell'Unione...
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