• Padi Idc Gili Trawangan 2026.

    If you are a Divemaster looking to advance your diving career, the padi idc gili trawangan program is the perfect step to become a professional scuba diving instructor. Set in the beautiful Gili Islands, this program is designed for divers who want to turn their passion into a successful and exciting career.

    The padi idc gili islands course is led by 13× Platinum PADI Course Director Holly Macleod, who has more than 25 years of experience in the global dive industry. With thousands of instructor certifications completed, she provides expert guidance and real-world training that prepares Divemasters for professional success. Visit our page: https://web.facebook.com/IDCGili/
    Padi Idc Gili Trawangan 2026. If you are a Divemaster looking to advance your diving career, the padi idc gili trawangan program is the perfect step to become a professional scuba diving instructor. Set in the beautiful Gili Islands, this program is designed for divers who want to turn their passion into a successful and exciting career. The padi idc gili islands course is led by 13× Platinum PADI Course Director Holly Macleod, who has more than 25 years of experience in the global dive industry. With thousands of instructor certifications completed, she provides expert guidance and real-world training that prepares Divemasters for professional success. Visit our page: https://web.facebook.com/IDCGili/
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  • Padi idc gili trawangan course.

    If you are a professional Divemaster and ready to move forward in your diving career, the padi idc gili islands program is the perfect opportunity to become a certified scuba diving instructor in a world-class dive destination. Located in the beautiful Gili Islands, this program is designed for divers who want to turn their passion for the ocean into a professional career.

    The padi idc gili trawangan course is led by industry award-winning 13× Platinum PADI Course Director Holly Macleod. With more than 25 years of experience in the global dive industry and thousands of instructor certifications issued, Holly provides high-quality training that prepares Divemasters for real professional diving careers. Visit our page: https://www.instagram.com/padiidcgiliislands/
    Padi idc gili trawangan course. If you are a professional Divemaster and ready to move forward in your diving career, the padi idc gili islands program is the perfect opportunity to become a certified scuba diving instructor in a world-class dive destination. Located in the beautiful Gili Islands, this program is designed for divers who want to turn their passion for the ocean into a professional career. The padi idc gili trawangan course is led by industry award-winning 13× Platinum PADI Course Director Holly Macleod. With more than 25 years of experience in the global dive industry and thousands of instructor certifications issued, Holly provides high-quality training that prepares Divemasters for real professional diving careers. Visit our page: https://www.instagram.com/padiidcgiliislands/
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  • PADI IDC Gili – Trawangan – Gili Islands - Indonesia

    The PADI IDC Gili in Trawangan, Indonesia offers the highest possible standard of professional Divemaster and Scuba Instructor training designed by Award Winning 13 x Platinum PADI Course Director Holly Macleod. For more information, Visit our website: https://www.idcgili.com/

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    PADI IDC Gili – Trawangan – Gili Islands - Indonesia The PADI IDC Gili in Trawangan, Indonesia offers the highest possible standard of professional Divemaster and Scuba Instructor training designed by Award Winning 13 x Platinum PADI Course Director Holly Macleod. For more information, Visit our website: https://www.idcgili.com/ #padi_divemaster padi idc gili trawangan padi idc gili islands
    WWW.IDCGILI.COM
    PADI IDC Gili Islands | CD Holly Macleod | PADI Instructor - Indonesia
    PADI IDC Gili Islands with Leading Multi-Award Winning Platinum CD Holly - 23+ years worldwide Experience with 11+ years of Industry Awards!
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  • UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA.
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo

    Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato"
    “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

    La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea.

    Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi.

    “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    UN'ALTRA BUONA NOTIZIA per NOI PRECARI da SEMPRE DISCRIMINATI nel MONDO della SCUOLA. L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo Nel mirino di Bruxelles la disparità di trattamento: "Gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato" “Discriminazione nei confronti dei docenti precari”: la Commissione Europea avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia La Commissione Europea accusa ancora una volta l’Italia, rea secondo Bruxelles di discriminazione nei confronti dei docenti precari. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil che punta il dito contro il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nonostante siano anni che la situazione è la stessa. Con una lettera partita da Bruxelles, giovedì, l’esecutivo dell’Ue ha avviato una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché a causa della normativa italiana “gli insegnanti a tempo determinato non hanno diritto a una progressione salariale graduale basata sui periodi di servizio precedenti, contrariamente agli insegnanti a tempo indeterminato”. Una disparità di trattamento che rappresenta “condizioni di lavoro discriminatorie” a detta dei vertici dell’Unione europea. Per Bruxelles, coloro che hanno un contratto di lavoro che termina a fine agosto o con la fine dell’attività didattica o ancora al trenta giugno devono avere lo stesso trattamento di maestri e professori di ruolo. Ora Roma ha due mesi di tempo per spiegare come intende porre rimedio alle carenze emerse. La questione, se non risolta prima con un parere motivato da parte di viale Trastevere, rischia di finire dinanzi alla Corte di giustizia dell’Ue che potrebbe imporre sanzioni pecuniarie che pagherebbero tutti i cittadini. Stiamo parlando di 234.576 (dato dello scorso anno) precari che potrebbero finalmente avere gli stessi diritti degli altri colleghi. “Il Governo italiano continua ad ignorare la discriminazione subita dal personale a tempo determinato a cui non viene riconosciuta, diversamente dal personale di ruolo, la progressione stipendiale basata sull’anzianità di servizio. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora causa il mancato allineamento della normativa italiana alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta le discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato e impone misure per prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a termine nel settore scolastico”, spiega la segretaria nazionale della Flc Cgil, Gianna Fracassi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/procedura-infrazione-docenti-precari-discriminazione-notizie/8291397/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    L'UE avvia procedura contro l'Italia: discriminati i docenti precari
    Commissione Europea contro l'Italia: i 234.576 docenti precari senza progressione salariale come i colleghi di ruolo
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  • Da quando Landini ha smesso di occuparsi di lavoratori, guardando più a Maduro e al Venezuela che alle loro esigenze, la CGIL è entrata in crisi. Mentre lui prepara la corsa alla leadership della sinistra, gli iscritti se ne vanno.

    Segretario, il compito di un sindacato è rappresentare i lavoratori, non fare battaglie ideologiche.
    Da quando Landini ha smesso di occuparsi di lavoratori, guardando più a Maduro e al Venezuela che alle loro esigenze, la CGIL è entrata in crisi. Mentre lui prepara la corsa alla leadership della sinistra, gli iscritti se ne vanno. Segretario, il compito di un sindacato è rappresentare i lavoratori, non fare battaglie ideologiche.
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  • Begin Your Professional Diving Career with PADI IDC Indonesia

    Indonesia is one of the world’s top destinations for scuba diving professionals. With warm waters, rich marine life, and a strong international dive industry, it is an ideal place to move from recreational diving into a professional career. Programs like PADI IDC Indonesia are designed to help experienced divers become confident, skilled scuba diving instructors with globally recognized certification. Indonesia offers real diving experience, not just classroom learning. This practical exposure makes professional certifications earned here highly respected around the world. Visit our page: https://web.facebook.com/IDCGili
    Begin Your Professional Diving Career with PADI IDC Indonesia Indonesia is one of the world’s top destinations for scuba diving professionals. With warm waters, rich marine life, and a strong international dive industry, it is an ideal place to move from recreational diving into a professional career. Programs like PADI IDC Indonesia are designed to help experienced divers become confident, skilled scuba diving instructors with globally recognized certification. Indonesia offers real diving experience, not just classroom learning. This practical exposure makes professional certifications earned here highly respected around the world. Visit our page: https://web.facebook.com/IDCGili
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  • Build Your Diving Career with IDC Gili Trawangan.

    Gili Trawangan is one of Indonesia’s most popular diving destinations and a top choice for divers who want to become professionals. With warm waters, clear visibility, and a strong dive community, this island provides the ideal setting for professional dive training. Choosing IDC Gili Trawangan allows divers to develop real skills in a respected and internationally recognized location.

    Many divers from around the world travel to Gili Trawangan to begin or advance their professional diving journey. The island’s reputation for high-quality training makes it a strong starting point for a long-term career in the diving industry. Visit our website: https://www.instagram.com/padiidcgiliislands/
    Build Your Diving Career with IDC Gili Trawangan. Gili Trawangan is one of Indonesia’s most popular diving destinations and a top choice for divers who want to become professionals. With warm waters, clear visibility, and a strong dive community, this island provides the ideal setting for professional dive training. Choosing IDC Gili Trawangan allows divers to develop real skills in a respected and internationally recognized location. Many divers from around the world travel to Gili Trawangan to begin or advance their professional diving journey. The island’s reputation for high-quality training makes it a strong starting point for a long-term career in the diving industry. Visit our website: https://www.instagram.com/padiidcgiliislands/
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  • MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza

    Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci.
    E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo.
    Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva.
    Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario.
    Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane.
    È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì.

    Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra.
    Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025?
    Eccolo.

    A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia.
    Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene.
    Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità.
    Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario.
    Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland.
    Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita.
    E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato.
    Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana.

    Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale.
    La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale.
    Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere.
    E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro.

    Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica.

    Esistono gruppi politici di potere? Vero.
    Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo.
    Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro?
    Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio.

    Milano oggi merita di essere liberata.
    Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita.
    Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza.
    E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano.

    Vogliamo davvero questo?
    Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla.
    Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo.
    Il primo passo si fa sempre da qui.
    Dal nostro metro quadrato di sofferenza.

    #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita
    #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
    🚨 MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza ⚠️🏙️ Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci. E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo. 📉 Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva. Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario. ❤️‍🩹 Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane. È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì. Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra. Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025? Eccolo. 🧾🔥 A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia. Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene. Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità. Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario. Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland. Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita. E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato. Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana. Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale. La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale. Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere. E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro. Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica. Esistono gruppi politici di potere? Vero. Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo. Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro? Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio. 🪧 👉Milano oggi merita di essere liberata. Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita. Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza. E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano. 🍞 Vogliamo davvero questo? Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla. Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo. Il primo passo si fa sempre da qui. Dal nostro metro quadrato di sofferenza. 📐🔥 #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
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  • Polemiche per la norma (saltata) che toglieva alle aziende l’obbligo di pagare gli arretrati ai dipendenti che fanno ricorso per i salari troppo bassi. Ma quelle buste paga erano frutto di tanti accordi siglati dalla Cgil.

    di @tobiadestefano
    Polemiche per la norma (saltata) che toglieva alle aziende l’obbligo di pagare gli arretrati ai dipendenti che fanno ricorso per i salari troppo bassi. Ma quelle buste paga erano frutto di tanti accordi siglati dalla Cgil. di @tobiadestefano
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  • NON SI PUÒ VIETARE UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA!
    Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori".
    https://www.palermotoday.it/cronaca/scuola-monti-iblei-assemblea-gaza-ricorso-cgil.html
    NON SI PUÒ VIETARE UN'ASSEMBLEA STUDENTESCA! Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori". https://www.palermotoday.it/cronaca/scuola-monti-iblei-assemblea-gaza-ricorso-cgil.html
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    Preside nega l'assemblea su Gaza a scuola, il tribunale: "Condotta antisindacale"
    Il ricorso presentato dalla Flc Cgil nei confronti dell'istituto Monti Iblei. Il segretario del sindacato: "Riconosciuto un diritto dei lavoratori"
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