• MOBILITAZIONE GENERALE 19 GENNAIO.
    Agricoltori e cittadini INSIEME!!!
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    MOBILITAZIONE GENERALE 19 GENNAIO. Agricoltori e cittadini INSIEME!!! MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • Ultime notizie: migliaia di medici stanno protestando a Parigi contro il bilancio della Previdenza Sociale.

    I medici indossano cappelli gialli in solidarietà con la mobilitazione degli agricoltori, un'iniziativa della Federazione Francese dei Medici.

    Un a sostegno dei medici

    Immagini: Luc Auffret

    ALERTE INFO : Des milliers de médecins manifestent à Paris contre le budget de le Sécurité sociale.

    Des medecins portent des bonnets jaunes en signe de solidarité avec la mobilisation des agriculteurs, à l'initiative de la Fédération des médecins de France.

    Un en soutien aux médecins

    Images : Luc Auffret


    Source: https://x.com/PsyGuy007/status/2010083426850717880?t=G80ejMw1rQbRCuMGxX23QA&s=19
    🚨 🇫🇷 Ultime notizie: migliaia di medici stanno protestando a Parigi contro il bilancio della Previdenza Sociale. I medici indossano cappelli gialli in solidarietà con la mobilitazione degli agricoltori, un'iniziativa della Federazione Francese dei Medici. Un ❤️ a sostegno dei medici ‼️ Immagini: Luc Auffret 🚨 🇫🇷 ALERTE INFO : Des milliers de médecins manifestent à Paris contre le budget de le Sécurité sociale. Des medecins portent des bonnets jaunes en signe de solidarité avec la mobilisation des agriculteurs, à l'initiative de la Fédération des médecins de France. Un ❤️ en soutien aux médecins ‼️ Images : Luc Auffret Source: https://x.com/PsyGuy007/status/2010083426850717880?t=G80ejMw1rQbRCuMGxX23QA&s=19
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  • RFK Jr:
    Perché le "allergie al glutine" sono aumentate così tanto nel 2006?

    "Abbiamo scoperto che il Roundup era un essiccante. E questo significa che, se lo si spruzza su una coltura, la secca. E uno dei grandi nemici degli agricoltori è che, se piove durante il periodo del raccolto, le colture possono bagnarsi, ammuffire e rovinare l'intero silos."

    "Quello che ha fatto Monsanto è stato iniziare a dire agli agricoltori: spruzzatelo sulla coltura, sul grano, subito prima del raccolto o al momento del raccolto. Ed è diventato così popolare che circa l'85% del Roundup utilizzato nella storia è stato utilizzato dal 2006. Gran parte di questo è come essiccante. E questo significa che per la prima volta lo spruzzano sul cibo proprio al momento del raccolto."

    "Non all'inizio della stagione, quando hanno la possibilità di essere lavati via, ma proprio poco prima di mangiarli. E lo spruzzano per la prima volta sul grano perché non esisteva il grano Roundup Ready. Hanno iniziato a spruzzarlo sul grano come essiccante. E così il 2006 segna il giorno in cui improvvisamente queste allergie al glutine hanno iniziato a esplodere. La celiachia e tutti questi problemi legati al grano che abbiamo iniziato a vedere in questo Paese."
    Se lo misuri e dici: "Quando è iniziato?", puoi guardare e tracciare una linea rossa: il 2006 è l'anno in cui hanno iniziato a spruzzarlo.

    RFK Jr.:
    Why did "gluten allergies" increase so much in 2006?

    "We discovered that Roundup was a desiccant. That means if you spray it on a crop, it dries it out. And one of the big enemies of farmers is that if it rains during harvest time, the crops can get wet, moldy, and ruin the entire silo."

    "What Monsanto did was start telling farmers: spray it on the crop, on the grain, right before harvest or at harvest time. And it became so popular that about 85% of Roundup ever used has been used since 2006. Most of that is as a desiccant. And that means for the first time, they're spraying it on food right at harvest time."

    "Not at the beginning of the season, when they have a chance to be washed off, but right before you eat them. And they first sprayed it on wheat because there was no Roundup Ready wheat. They started spraying it on wheat as a desiccant. And so 2006 marks the day when suddenly these gluten allergies started exploding. Celiac disease and all these wheat-related problems that we started seeing in this country."

    If you measure it and say, "When did this start?" you can look and draw a red line: 2006 is the year they started spraying it.

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/2010307850581446913?s=20

    RFK Jr: Perché le "allergie al glutine" sono aumentate così tanto nel 2006? "Abbiamo scoperto che il Roundup era un essiccante. E questo significa che, se lo si spruzza su una coltura, la secca. E uno dei grandi nemici degli agricoltori è che, se piove durante il periodo del raccolto, le colture possono bagnarsi, ammuffire e rovinare l'intero silos." "Quello che ha fatto Monsanto è stato iniziare a dire agli agricoltori: spruzzatelo sulla coltura, sul grano, subito prima del raccolto o al momento del raccolto. Ed è diventato così popolare che circa l'85% del Roundup utilizzato nella storia è stato utilizzato dal 2006. Gran parte di questo è come essiccante. E questo significa che per la prima volta lo spruzzano sul cibo proprio al momento del raccolto." "Non all'inizio della stagione, quando hanno la possibilità di essere lavati via, ma proprio poco prima di mangiarli. E lo spruzzano per la prima volta sul grano perché non esisteva il grano Roundup Ready. Hanno iniziato a spruzzarlo sul grano come essiccante. E così il 2006 segna il giorno in cui improvvisamente queste allergie al glutine hanno iniziato a esplodere. La celiachia e tutti questi problemi legati al grano che abbiamo iniziato a vedere in questo Paese." Se lo misuri e dici: "Quando è iniziato?", puoi guardare e tracciare una linea rossa: il 2006 è l'anno in cui hanno iniziato a spruzzarlo. RFK Jr.: Why did "gluten allergies" increase so much in 2006? "We discovered that Roundup was a desiccant. That means if you spray it on a crop, it dries it out. And one of the big enemies of farmers is that if it rains during harvest time, the crops can get wet, moldy, and ruin the entire silo." "What Monsanto did was start telling farmers: spray it on the crop, on the grain, right before harvest or at harvest time. And it became so popular that about 85% of Roundup ever used has been used since 2006. Most of that is as a desiccant. And that means for the first time, they're spraying it on food right at harvest time." "Not at the beginning of the season, when they have a chance to be washed off, but right before you eat them. And they first sprayed it on wheat because there was no Roundup Ready wheat. They started spraying it on wheat as a desiccant. And so 2006 marks the day when suddenly these gluten allergies started exploding. Celiac disease and all these wheat-related problems that we started seeing in this country." If you measure it and say, "When did this start?" you can look and draw a red line: 2006 is the year they started spraying it. Source: https://x.com/itsmeback_/status/2010307850581446913?s=20 👇👇👇
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  • Argomenti a 360 gradi.

    La rabbia è tanta.

    Meloni ha tradito? SI

    Gli agricoltori tesserati ai flagelli d’Italia?

    In silenzio?

    Qualche commento libero dal mondo agricolo libero.

    “I contributi sono incentivi per ammorbidire la contraddizione e addolcire la pillola
    Il destino della agricoltura è già segnato.. lo si intuiva quando hanno osato offrire 500 euro per ettaro per abbandonare le coltivazioni”

    “Il REGIME si è instaurato in italia per distruggere il potenziale produttivo agricolo e industriale
    In Italia non c'è futuro il destino sarà la desertificazione per la riconversione”

    “Agli italiani puoi dar da mangiare feccia e gli va bene... caricali di tasse e non dicono niente...inc¥l@li e son felici... basta non toccare il calcio, se tocchi quello vien il finimondo....Quello che succede a livello politico ce lo meritiamo proprio per questo.”

    A voi.

    Source: https://x.com/dessere88fenice/status/2010433234597822918?t=rJT8oVuBymGWEHG3ybNznA&s=19
    Argomenti a 360 gradi. La rabbia è tanta. Meloni ha tradito? SI Gli agricoltori tesserati ai flagelli d’Italia? In silenzio? Qualche commento libero dal mondo agricolo libero. “I contributi sono incentivi per ammorbidire la contraddizione e addolcire la pillola Il destino della agricoltura è già segnato.. lo si intuiva quando hanno osato offrire 500 euro per ettaro per abbandonare le coltivazioni” “Il REGIME si è instaurato in italia per distruggere il potenziale produttivo agricolo e industriale In Italia non c'è futuro il destino sarà la desertificazione per la riconversione” “Agli italiani puoi dar da mangiare feccia e gli va bene... caricali di tasse e non dicono niente...inc¥l@li e son felici... basta non toccare il calcio, se tocchi quello vien il finimondo....Quello che succede a livello politico ce lo meritiamo proprio per questo.” A voi. Source: https://x.com/dessere88fenice/status/2010433234597822918?t=rJT8oVuBymGWEHG3ybNznA&s=19
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  • Francia, gli AGRICOLTORI entrano a Parigi accolti dai cittadini in festa!!
    Le bandiere UE sono state abolite, Macron non è più gradito...i governi corrotti pro UE come in Italia, non sono ben voluti da tutti i cittadini!!
    Francia, gli AGRICOLTORI entrano a Parigi accolti dai cittadini in festa!! Le bandiere UE sono state abolite, Macron non è più gradito...i governi corrotti pro UE come in Italia, non sono ben voluti da tutti i cittadini!!
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  • LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • Video concernente la manifestazione di ieri a Milano degli agricoltori.
    No MERCOSUR... No all' annullamento dell' agricoltura italiana. Sostieni e condividi anche tu, ne va della tua salute
    Video concernente la manifestazione di ieri a Milano degli agricoltori. No MERCOSUR... No all' annullamento dell' agricoltura italiana. Sostieni e condividi anche tu, ne va della tua salute
    La protesta degli Agricoltori insieme ai cittadini milanesi - Milano 9 Gennaio '26 Piazza Duca d'Aosta

    Gli agricoltori italiani sono scesi in Piazza oggi a Milano con i loro trattori per chiedere lo STOP all'accordo del Mercosur, gli agricoltori e gli allevatori italiani come tutti gli agricoltori e allevatori europei sono contro la politica UE e contro il PAC così come è adesso e chiedono a gran voce insieme alle migliaia di agricoltori e allevatori riuniti a Bruxelles il blocco di questo scellerato accordo.
    Sentiamo le ragioni della loro protesta e sosteniamoli a gran voce tutti uniti, cittadini e consumatori insieme a agricoltori e allevatori.

    NO FARMERS NO FOOD!
    MASSIMA CONDIVISIONE!

    #nomercosur
    #protestaagricoltori
    #nofarmersnofood
    #scenario.press
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  • Venerdì 9 Gennaio 2026 - MILANO si STA BLOCCANDO. MASSIMO SUPPORTO ai NOSTRI AGRICOLTORI.
    NO al MERCOSUR, no a prodotti agricoli OGM e geneticamente modificati.
    I trattori stanno raggiungendo Piazza Duca d'Aosta a Milano.
    Venerdì 9 Gennaio 2026 - MILANO si STA BLOCCANDO. MASSIMO SUPPORTO ai NOSTRI AGRICOLTORI. NO al MERCOSUR, no a prodotti agricoli OGM e geneticamente modificati. I trattori stanno raggiungendo Piazza Duca d'Aosta a Milano.
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  • 09 Gennaio 2026 - TUTTI IN PIAZZA OGGI a SOSTEGNO dei NOSTRI AGRICOLTORI! MASSIMA DIFFUSIONE!

    Il mercato dei cereali è sempre in crisi cronica con prezzi che non coprono i costi di produzione (pubblicati da ismea), il comparto vitivinicolo non sta attraversando un bel periodo che ha portato in alcune zone a
    piazzare il prodotto a prezzi del 50-60% più bassi, per le nocciole è crisi nera a causa della progressiva riduzione della produzione per problemi climatici e sanitari e anche il riso ha visto i prezzi quasi dimezzati e vendite azzerate.

    AGRICOLTORI autonomi artigiani a Milano per protestare contro il Mercosor.

    Dalle 12.30 circa – Arrivo a Piazza Duca D’Aosta
    Montaggio e installazione del Presidio.

    Secondo il ministro Lollo va tutto bene, si certo, solo per loro.

    #milano
    #lombardia
    09 Gennaio 2026 - TUTTI IN PIAZZA OGGI a SOSTEGNO dei NOSTRI AGRICOLTORI! MASSIMA DIFFUSIONE! Il mercato dei cereali è sempre in crisi cronica con prezzi che non coprono i costi di produzione (pubblicati da ismea), il comparto vitivinicolo non sta attraversando un bel periodo che ha portato in alcune zone a piazzare il prodotto a prezzi del 50-60% più bassi, per le nocciole è crisi nera a causa della progressiva riduzione della produzione per problemi climatici e sanitari e anche il riso ha visto i prezzi quasi dimezzati e vendite azzerate. AGRICOLTORI autonomi artigiani a Milano per protestare contro il Mercosor. Dalle 12.30 circa – Arrivo a Piazza Duca D’Aosta Montaggio e installazione del Presidio. Secondo il ministro Lollo va tutto bene, si certo, solo per loro. #milano #lombardia
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  • DOMANI MATTINA ALLE 11:00 TUTTI in PIAZZA DUCA D'AOSTA a MILANO a SOSTENERE LA PROTESTA degli AGRICOLTORI CONTRO IL Mercosur e la política dell'UE. FORZA!
    DOMANI MATTINA ALLE 11:00 TUTTI in PIAZZA DUCA D'AOSTA a MILANO a SOSTENERE LA PROTESTA degli AGRICOLTORI CONTRO IL Mercosur e la política dell'UE. FORZA!
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