• Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi”
    di Pier Luigi Pisa

    Illustrazione creata con Midjourney
    Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo

    Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi.

    È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani.

    In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”.

    Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA.

    Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”.

    Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso?

    “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”.

    Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo?

    “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”.

    Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia.

    “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”.

    Quale scenario ipotetico la spaventa di più?

    “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”.

    Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona?

    “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”.


    Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky
    Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA?

    “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”.

    Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie?

    “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
    Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi” di Pier Luigi Pisa Illustrazione creata con Midjourney Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi. È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani. In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”. Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA. Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”. Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso? “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”. Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo? “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”. Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia. “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”. Quale scenario ipotetico la spaventa di più? “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”. Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona? “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”. Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA? “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”. Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie? “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
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  • Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water.

    Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination".

    Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of:

    1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%)
    2️⃣ Depression (+68.3%)
    3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%)
    4️⃣ Sleep disorders (+93.4%)
    5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%)
    6️⃣ Ischemic stroke (+44%)
    7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%)
    8️⃣ Transient ischemic attack (+67%)
    9️⃣ Myelitis (+165%)
    Myasthenia gravis (+71%)

    CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include:

    Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely
    Brain clots – 3,000× more likely
    Dementia – 140× more likely
    Suicidal thoughts – 150× more likely
    Homicidal ideation – 25× more likely
    Psychosis – 440× more likely
    Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely
    Toxic encephalopathy — 157× more likely
    Schizophrenia – 315× more likely
    Depression – 530× more likely
    Brain abscess — 120× more likely
    Violent behavior – 80× more likely
    Cognitive decline – 115× more likely
    Delusions – 50× more likely

    The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world.

    Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua.

    Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione".

    Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di:

    1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%)
    2️⃣ Depressione (+68,3%)
    3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%)
    4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%)
    5️⃣ Alzheimer (+22,5%)
    6️⃣ Ictus ischemico (+44%)
    7️⃣ Ictus emorragico (+50%)
    8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%)
    9️⃣ Mielite (+165%)
    Miastenia grave (+71%)

    Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono:

    Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile
    Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile
    Demenza — 140 volte più probabile
    Pensieri suicidi — 150 volte più probabile
    Ideazione omicida — 25 volte più probabile
    Psicosi — 440 volte più probabile
    Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile
    Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile
    Schizofrenia — 315 volte più probabile
    Depressione — 530 volte più probabile
    Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile
    Comportamento violento — 80 volte più probabile
    Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile
    Deliri – 50 volte più probabili

    Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo.

    Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
    Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water. Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination". Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of: 1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%) 2️⃣ Depression (+68.3%) 3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%) 4️⃣ Sleep disorders (+93.4%) 5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%) 6️⃣ Ischemic stroke (+44%) 7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%) 8️⃣ Transient ischemic attack (+67%) 9️⃣ Myelitis (+165%) 🔟 Myasthenia gravis (+71%) ⚠️CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include: 📈 Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely 📈 Brain clots – 3,000× more likely 📈 Dementia – 140× more likely 📈 Suicidal thoughts – 150× more likely 📈 Homicidal ideation – 25× more likely 📈 Psychosis – 440× more likely 📈 Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely 📈 Toxic encephalopathy — 157× more likely 📈 Schizophrenia – 315× more likely 📈 Depression – 530× more likely 📈 Brain abscess — 120× more likely 📈 Violent behavior – 80× more likely 📈 Cognitive decline – 115× more likely 📈 Delusions – 50× more likely The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world. Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua. Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione". Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di: 1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%) 2️⃣ Depressione (+68,3%) 3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%) 4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%) 5️⃣ Alzheimer (+22,5%) 6️⃣ Ictus ischemico (+44%) 7️⃣ Ictus emorragico (+50%) 8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%) 9️⃣ Mielite (+165%) 🔟 Miastenia grave (+71%) ⚠️Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono: 📈 Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile 📈 Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile 📈 Demenza — 140 volte più probabile 📈 Pensieri suicidi — 150 volte più probabile 📈 Ideazione omicida — 25 volte più probabile 📈 Psicosi — 440 volte più probabile 📈 Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile 📈 Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile 📈 Schizofrenia — 315 volte più probabile 📈 Depressione — 530 volte più probabile 📈 Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile 📈 Comportamento violento — 80 volte più probabile 📈 Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile 📈 Deliri – 50 volte più probabili Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo. Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
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  • Andrebbero tutti incriminati per "Crimini contro l'umanità"

    200 mila sterminati negli ospedali tra il 2020 e il 2021 grazie al protocollo Speranza.

    Lo ricordate? "Tachipirina e Vigile Attesa". Solo un perfetto idiota venduto come Speranza, solo uno uscito

    Source: https://x.com/JORRIT369/status/2025198393350303971?s=20
    ☢️Andrebbero tutti incriminati per "Crimini contro l'umanità" 200 mila sterminati negli ospedali tra il 2020 e il 2021 grazie al protocollo Speranza. Lo ricordate? "Tachipirina e Vigile Attesa". Solo un perfetto idiota venduto come Speranza, solo uno uscito ⤵️⤵️ Source: https://x.com/JORRIT369/status/2025198393350303971?s=20
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  • LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere.

    --- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:

    Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
    E il mondo guarda dall'altra parte.

    DENUNCIA PER I MIEI NONNI:
    Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.
    ---
    DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:
    Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.

    Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?

    DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:
    Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.

    La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.

    Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.

    DENUNCIA DEI MIEI MEDICI:
    Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.

    I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.

    AL MONDO DICO:
    Cuba non chiede l'elemosina.
    Cuba non chiede soldati.
    Cuba non chiede che ci amiate.

    Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.

    Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.
    Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.
    Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.

    Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.

    Ai governi complici che tacciono:
    La storia vi presenterà il conto.

    Ai media che mentono:
    La verità trova sempre una via d'uscita.

    Ai carnefici che firmano sanzioni:
    Il popolo cubano non dimentica e non perdona.

    A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:
    Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?
    ---
    Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.

    Ikay Romay

    TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino
    ticino@cuba-si.ch


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    Questa non è una notizia di gossip.
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    Questo è un GRIDO. E i gridi non si tengono per sé. Si ASCOLTANO. Si RIPETONO. DIVENTANO UNA FOLLA.

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    Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo.

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    Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi.
    C'è un CRIMINE.

    Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco.

    Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare.

    Perché i governi complici provino vergogna.
    Perché i media bugiardi non abbiano scampo.
    Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI.

    Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo.
    Migliaia, milioni, SÌ.

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    #CubaDenunciaAlMundo
    #ElBloqueoMata
    #NiñosSinIncubadoras
    #AncianosSinMedicinas
    #HambreIntencional
    #CrimenDeLesaHumanidad
    #CubaVive
    #COMPARTEporCuba
    #QueElMundoNosEscuche
    #DenunciaQueDuele
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    #ViralizaLaVerdad
    #PatriaOMuerte
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    LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere. --- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia: Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington. E il mondo guarda dall'altra parte. 👵 DENUNCIA PER I MIEI NONNI: Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì. --- 👶 DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI: Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste. Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere? 🍽️ DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE: Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate. La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio. Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame. ⚕️ DENUNCIA DEI MIEI MEDICI: Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia. I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato. 🌍 AL MONDO DICO: Cuba non chiede l'elemosina. Cuba non chiede soldati. Cuba non chiede che ci amiate. Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno. Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo. Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ. Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano. Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere. Ai governi complici che tacciono: La storia vi presenterà il conto. Ai media che mentono: La verità trova sempre una via d'uscita. Ai carnefici che firmano sanzioni: Il popolo cubano non dimentica e non perdona. A coloro che hanno ancora umanità nel cuore: Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare? --- Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi. Ikay Romay ✊🇨🇺💔 TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino ticino@cuba-si.ch SE QUESTO TESTO TI HA SCOSSO DENTRO, CONDIVIDILO. Non mi importa se hai 10 amici o 10 mila follower. Non mi importa se la tua bacheca è pubblica o privata. Non mi importa se non condividi mai nulla. Ma questo è diverso. Questa non è una foto di un tramonto. Questa non è una notizia di gossip. Questa non è solo un'opinione. Questo è un GRIDO. E i gridi non si tengono per sé. Si ASCOLTANO. Si RIPETONO. DIVENTANO UNA FOLLA. Oggi non ti chiedo un “mi piace”. Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo. CONDIVIDI. Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi. C'è un CRIMINE. Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco. Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare. Perché i governi complici provino vergogna. Perché i media bugiardi non abbiano scampo. Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI. Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo. Migliaia, milioni, SÌ. Non tenere questo testo per te. Non essere complice del silenzio. FAI IN MODO CHE QUESTA DENUNCIA ARRIVI PIÙ LONTANO DEL BLOCCO. CONDIVIDI. ORA. #CubaDenunciaAlMundo #ElBloqueoMata #NiñosSinIncubadoras #AncianosSinMedicinas #HambreIntencional #CrimenDeLesaHumanidad #CubaVive #COMPARTEporCuba #QueElMundoNosEscuche #DenunciaQueDuele #CubaGrita #ElBloqueoEsCrimen #ViralizaLaVerdad #PatriaOMuerte #Venceremos
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  • INCRIMINATI IN OLANDA PER BIOTERRORISMO E CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ MA ARRESTANO L’AVVOCATO. SONO INTOCCABILI

    L'avvocato olandese incaricato di perseguire Bill Gates e altri criminali è stato arrestato e si trova attualmente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza.

    Bill Gates, Ursula von der Liar, Albert Bourla e Klaus Schwab sono stati tutti nominati e accusati di bioterrorismo e crimini contro l'umanità.

    The Netherlands Lead Lawyer prosecuting Bill Gates and other Criminals was arrested and is currently locked away in a maximum-security prison.

    Bill Gates, Ursula von der Liar, Albert Bourla and Klaus Schwab were all named and accused of Bioterrorism and Crimes Against Humanity.

    Source: https://x.com/liz_churchill10/status/2022797257741898019?s=20
    INCRIMINATI IN OLANDA PER BIOTERRORISMO E CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ MA ARRESTANO L’AVVOCATO. SONO INTOCCABILI L'avvocato olandese incaricato di perseguire Bill Gates e altri criminali è stato arrestato e si trova attualmente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Bill Gates, Ursula von der Liar, Albert Bourla e Klaus Schwab sono stati tutti nominati e accusati di bioterrorismo e crimini contro l'umanità. The Netherlands Lead Lawyer prosecuting Bill Gates and other Criminals was arrested and is currently locked away in a maximum-security prison. Bill Gates, Ursula von der Liar, Albert Bourla and Klaus Schwab were all named and accused of Bioterrorism and Crimes Against Humanity. Source: https://x.com/liz_churchill10/status/2022797257741898019?s=20
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  • APPELLO ALL’UMANITÀ

    La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità.

    Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà.
    Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei.

    Link all’articolo e istruzioni per la firma:

    https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/

    #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
    🚨 APPELLO ALL’UMANITÀ 🤍🕊️ La nuova Gaza del Board of Peace non è altro che un’onda di orrore che rischia di sovrascrivere un altro orrore già inciso nella coscienza collettiva. Quando il dolore diventa narrazione strategica e la sofferenza viene normalizzata nel dibattito pubblico, il rischio più grande è l’assuefazione. E l’assuefazione è la vera sconfitta dell’umanità. Ho deciso, insieme al collettivo "MaiIndifferenti" di firmare un appello che non vuole essere l’ennesimo gesto simbolico o una presa di posizione sterile. Vogliamo che sia un punto di ripartenza. Un’occasione per fermarci, leggere, comprendere e riappropriarci del significato profondo di parole come umanità e pietà. Tra una giornata e l’altra, tra notifiche e rumore mediatico, torniamo all’essenziale: riconoscere il valore della vita, sempre. Perché a volte una riflessione autentica vale più di cento, mille cortei. 🔗 Link all’articolo e istruzioni per la firma: https://www.pressenza.com/it/2026/02/appello-allumanita/ #MaiIndifferenti #AppelloAllUmanità #DirittiUmani #RestiamoUmani
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  • Humanities Assignment Help: Your Guide to Academic Excellence

    Struggling with essays, research papers, or critical analysis in literature, history, philosophy, or cultural studies? This infographic explains how professional support can improve your writing, research, and overall academic performance. Discover key benefits, expert strategies, and time-saving tips for better results. Whether you face tight deadlines or complex topics, choosing the right humanities assignment help can transform your academic journey and boost your confidence in tackling challenging university tasks successfully.
    Visit - https://www.my-assignmentservices.com/humanities-assignment-help.html
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  • La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran
    L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni.

    La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni.

    «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie.
    La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine»

    L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista
    Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu

    Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli.

    In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità».

    https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
    La storia della premio Nobel Narges Mohammadi, simbolo della resistenza al regime, condannata ad altri sette anni di carcere in Iran L'attivista per i diritti delle donne e ingegnera è stata condannata da un tribunale iraniano ad altri anni di carcere e un divieto di espatrio di due anni. La premio Nobel Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran. Un accanimento quello del regime iraniano che palesa, in caso ce ne fosse bisogno, la forza e la determinazione dell'ingegnera Narges Mohammadi che oggi ha 53 anni, è una delle voci più autorevoli della società iraniana, simbolo della resistenza femminile al regime. Paga per essersi battuta da sempre a favore dei diritti delle donne e contro l'oppressione del suo Paese, l'Iran, o meglio la Repubblica Islamica. Per il regime si tratta di «propaganda» ed ecco la nuova condanna: il reato contestatole, come ha spiegato all'Afp, il suo avvocato Mostafa Nili è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione. È previsto anche un divieto di espatrio di due anni. «Sono devastato, è una notizia terribile. Grazie di cuore, non smettete di parlare di lei. Il regime deve rilasciare tutti i prigionieri politici», ha detto al Corriere della Sera, il figlio Ali Rahmani che vive a Parigi. Questa condanna si unisce alle precedenti facendo diventare più di 17 gli anni di carcere a cui la premio Nobel è stata condannata, con 154 frustate. Nell'ultimo anno, da dicembre 2024 a dicembre 2025 era stata scarcerata per motivi di salute e messai ai domiciliari ma il 12 dicembre scorso è stata arrestata nuovamente durante le proteste e da quel momento è stata messa in isolamento. Solo dopo 59 giorni, riferisce il Corriere della Sera tramite la Fondazione della Premio Nobel, ha potuto parlare con il suo avvocato. Successivamente, Mohammadi ha iniziato uno sciopero della fame che pochi giorni dopo ha interrotto a causa delle sue condizioni di salute precarie. La giornalista Masih Alinejad che ha affrontato il rappresentante di Teheran all'Onu: «Il regime ha già emesso una condanna a morte nei miei confronti. Questo non m'impedisce di dire la verità: la Repubblica islamica è alla fine» L'attivista e dissidente iraniana-americana ha lanciato un duro un attacco al rappresentante dell’Iran durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'intervista Masih Alineajd durante il suo intervento all'Onu Nel 2023, mentre si trovava in carcere, le è stato conferito il premio Nobel per la Pace, «per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti». A ritirare il premio e a leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre sono stati i figli gemelli, Kiana e Ali, di 17 anni, che vivono in esilio a Parigi con il padre. Un riconoscimento che non le è valso nessuna tutela giudiziaria. Secondo le organizzazioni internazionali, quest'ultima condanna s'inserisce in una strategia più ampia d'intimidazione contro le figure simbolo del dissenso interno. Dal carcere ha continuato a far arrivare all'esterno lettere e messaggi in cui denunciava la violenza sistematica contro le donne e i manifestanti, pagando tutto questo con l'isolamento, il diniego di cure mediche e la separazione forzata dalla sua famiglia e dai suoi figli. In un'intervista al Il Manifesto ha sottolineato: «L’uccisione dei manifestanti e dei dissidenti politici per le strade è altrettanto terribile e sconvolgente dell’omicidio di civili innocenti sotto bombe e missili. Il regime della Repubblica islamica è aggressivo, ostile ai diritti fondamentali del popolo iraniano e non rispetta nemmeno le sue leggi. Morire per mano di forze occupanti è guerra, mentre morire per mano di un regime oppressivo e autoritario che governa da 45 anni cos’è? Come donna che vede e subisce l’apartheid sessuale nel proprio paese penso che finché questo apartheid esisterà la pace duratura sarà impossibile. Allo stesso modo, in assenza dei diritti fondamentali delle donne in Medio Oriente, e in presenza di dominio, discriminazione e repressione, la democrazia, la libertà e l’uguaglianza nel mondo sono prive di significato. Sono come ferite infette e nauseanti sulla coscienza dell’umanità». https://www.vanityfair.it/article/la-storia-della-premio-nobel-narges-mohammadi-condannata-ad-altri-sette-anni-di-carcere-in-iran?utm_source=firefox-newtab-it-it
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  • La Gen Z sta perdendo una competenza che l’umanità possiede da 5.500 anni: il 40% fatica ormai a padroneggiare la comunicazione
    La generazione Z, cresciuta con lo smartphone in tasca e le notifiche sempre accese, comunica più di qualunque altra
    https://www.area15fitness.it/09-166582-gen-z-comunicazione/
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  • Il Campo di Montecristo cerca “pionieri” disposti a prendersi cura della Terra

    Il progetto già avviato unisce agricoltura naturale, campus ed eventi culturali, cohousing ed ecovillaggio, dove si coltiva l’indipendenza di pensiero, alimentare ed energetica.

    Nasce in Italia e si incarna nella materia la prima hub-community della Nuova Umanità, un seme vivente che trova dimora in luoghi reali, grazie al primo centro polifunzionale etico in Italia.
    Il cammino ha inizio con l’apertura della sede madre di NUmanity a Chiorano, in provincia di Rieti, al Campo di Montecristo: uno spazio concepito e custodito da Francesco Salustri, dove la visione prende vita e la Terra diventa casa.

    Stiamo aprendo le porte a uomini e donne con competenze e capacità per aiutare NUmanity nella sua missione di ultimare la prima sede ufficiale, che sarà inaugurata il 24 e 25 maggio con il Festival della Nuova Umanità.

    Quale aiuto è importante:
    Piccoli lavori elettrici
    Muratura
    Pittura
    Cucina
    Cura e mantenimento degli spazi Interni ed esterni

    Per un periodo che va dai 7 ai 21 giorni, offriamo vitto e alloggio in un luogo immerso nella natura, nel quale è possibile riconnettersi con sé stessi e con l’ambiente circostante.
    Sono presenti uliveti, boschi, quattro pastori maremmani e un cavallo.

    L’alloggio è già dotato di tutti i servizi e comfort, con la possibilità di ospitare van, camper o qualsiasi tipo di casa su quattro ruote, per chi viaggia così e preferisce maggiore autonomia.

    🤲🏻 Chi è benvenuto/a:
    È benvenuto chiunque creda nella missione.
    Dalle famiglie ai singoli, automuniti e non, con o senza amici pelosi al proprio fianco.

    Il posto si trova a Magliano Sabina, frazione Chiorano, in provincia di Rieti (a circa 20 minuti dall’uscita dell’autostrada di Magliano Sabina e a 10 minuti dalla stazione ferroviaria di Gallese in Teverina)

    Per info contattare il 3297288489

    Link articolo
    https://www.incontrinotizie.it/a-chiorano-nasce-il-campo-di-montecristo-tra-terra-e-comunita/
    Il Campo di Montecristo cerca “pionieri” disposti a prendersi cura della Terra Il progetto già avviato unisce agricoltura naturale, campus ed eventi culturali, cohousing ed ecovillaggio, dove si coltiva l’indipendenza di pensiero, alimentare ed energetica. Nasce in Italia e si incarna nella materia la prima hub-community della Nuova Umanità, un seme vivente che trova dimora in luoghi reali, grazie al primo centro polifunzionale etico in Italia. Il cammino ha inizio con l’apertura della sede madre di NUmanity a Chiorano, in provincia di Rieti, al Campo di Montecristo: uno spazio concepito e custodito da Francesco Salustri, dove la visione prende vita e la Terra diventa casa. Stiamo aprendo le porte a uomini e donne con competenze e capacità per aiutare NUmanity nella sua missione di ultimare la prima sede ufficiale, che sarà inaugurata il 24 e 25 maggio con il Festival della Nuova Umanità. Quale aiuto è importante: Piccoli lavori elettrici Muratura Pittura Cucina Cura e mantenimento degli spazi Interni ed esterni Per un periodo che va dai 7 ai 21 giorni, offriamo vitto e alloggio in un luogo immerso nella natura, nel quale è possibile riconnettersi con sé stessi e con l’ambiente circostante. Sono presenti uliveti, boschi, quattro pastori maremmani e un cavallo. L’alloggio è già dotato di tutti i servizi e comfort, con la possibilità di ospitare van, camper o qualsiasi tipo di casa su quattro ruote, per chi viaggia così e preferisce maggiore autonomia. 🤲🏻 Chi è benvenuto/a: È benvenuto chiunque creda nella missione. Dalle famiglie ai singoli, automuniti e non, con o senza amici pelosi al proprio fianco. Il posto si trova a Magliano Sabina, frazione Chiorano, in provincia di Rieti (a circa 20 minuti dall’uscita dell’autostrada di Magliano Sabina e a 10 minuti dalla stazione ferroviaria di Gallese in Teverina) Per info contattare il 3297288489 Link articolo https://www.incontrinotizie.it/a-chiorano-nasce-il-campo-di-montecristo-tra-terra-e-comunita/
    WWW.INCONTRINOTIZIE.IT
    A Chiorano nasce il Campo di MonteCristo tra terra e comunità
    Francesco Salustri e Mirco Carotenuto lanciano un progetto che unisce agricoltura naturale, cohousing ed ecovillaggio.
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