• ASCOLTATE BENE COSA HANNO FATTO QUESTI ASSASSINI di EMA!
    La verità sconvolgente di @ladyonorato: quando era all’Europarlamento emerso un rapporto che dimostrava come i vaccini Covid non fossero tutti uguali. Alcuni lotti provocavano effetti avversi, altri no.
    E l’Unione europea cosa fece? Anziché indagare e pretendere chiarezza mise tutto a tacere e fece cancellare i dati. Sappiatelo.
    Ascolta tutta l’intervista a Francesca Donato su libertimedia.com
    MASSIMA DIFFUSIONE!
    ASCOLTATE BENE COSA HANNO FATTO QUESTI ASSASSINI di EMA! La verità sconvolgente di @ladyonorato: quando era all’Europarlamento emerso un rapporto che dimostrava come i vaccini Covid non fossero tutti uguali. Alcuni lotti provocavano effetti avversi, altri no. E l’Unione europea cosa fece? Anziché indagare e pretendere chiarezza mise tutto a tacere e fece cancellare i dati. Sappiatelo. Ascolta tutta l’intervista a Francesca Donato su libertimedia.com MASSIMA DIFFUSIONE!
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  • Chissà come mai mi ricorda l'affare Le Pen.
    Farage nei guai: inchiesta sulla donazione da 5 milioni di un cripto-miliardario
    Reform UK nel mirino: 5 milioni di sterline non dichiarati da un cripto-miliardario. Farage rischia la sospensione dal Parlamento...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/13/nigel-farage-inchiesta-donazione-reform-uk-notizie/8385052/
    Chissà come mai mi ricorda l'affare Le Pen. Farage nei guai: inchiesta sulla donazione da 5 milioni di un cripto-miliardario Reform UK nel mirino: 5 milioni di sterline non dichiarati da un cripto-miliardario. Farage rischia la sospensione dal Parlamento... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/13/nigel-farage-inchiesta-donazione-reform-uk-notizie/8385052/
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    Farage nei guai: inchiesta sulla donazione da 5 milioni di un cripto-miliardario
    Reform UK nel mirino: 5 milioni di sterline non dichiarati da un cripto-miliardario. Farage rischia la sospensione dal Parlamento
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  • Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco.

    La nuova sinistra è postdemocratica
    Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica

    di BONI CASTELLANE

    Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici.

    Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano.

    Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici.

    Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. Negli Usa dell’UsAid il popolo ha impedito a Kamala Harris di compiere l’opera iniziata nel 2008, ma la Destra, ormai maggioritaria ovunque, deve sapere che tipo di avversario si troverà di fronte nei prossimi anni e che tipo di azioni mettere in campo per contrastarlo.
    Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco. La nuova sinistra è postdemocratica Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica di BONI CASTELLANE Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici. Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano. Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici. Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. Negli Usa dell’UsAid il popolo ha impedito a Kamala Harris di compiere l’opera iniziata nel 2008, ma la Destra, ormai maggioritaria ovunque, deve sapere che tipo di avversario si troverà di fronte nei prossimi anni e che tipo di azioni mettere in campo per contrastarlo.
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  • Con 418 voti favorevoli e 207 contrari, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di attivare contro la Slovacchia la procedura di condizionalità sullo Stato di diritto. Formula tecnica, effetto politico chiarissimo: se Bratislava non si allinea su giustizia, media, guerra, sanzioni ed energia, Bruxelles può colpire dove fa più male, cioè sui fondi.

    Robert Fico diventa così il nuovo governo da mettere sotto pressione. Le accuse riguardano riforme giudiziarie, anticorruzione, segnalanti, media e autorità pubbliche. Materia delicata, certo. Ma il doppio standard resta enorme: quando interviene Fico è deriva democratica; quando Bruxelles accentra poteri, condiziona fondi, sorveglia l’informazione e trasforma ogni emergenza in comando, diventa tutela dei valori.

    Il punto politico è ancora più scoperto. Fico ha criticato le sanzioni contro Mosca, frenato sugli aiuti militari a Kiev, difeso gli interessi energetici slovacchi, contestato la dipendenza dal GNL americano e chiesto canali diplomatici con la Russia. In un’Unione che ha trasformato l’allineamento sulla guerra in certificato di buona condotta, questo pesa più di qualunque relazione tecnica sullo Stato di diritto.

    Il nodo energetico rende la pressione ancora più concreta. La Slovacchia resta legata al petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Le tensioni sui flussi, i rapporti con Kiev, il pacchetto europeo da 90 miliardi di euro per l’Ucraina e la pressione sull’Europa centrale mostrano che energia, guerra, prestiti e procedure UE viaggiano ormai nello stesso circuito.

    Chi controlla rubinetti, fondi e autorizzazioni controlla anche il margine politico degli Stati membri.

    Congelare fondi non significa punire solo un governo. Significa colpire amministrazioni locali, imprese, territori, beneficiari e consenso interno. È pressione politica con carta intestata istituzionale. Si presenta come difesa dei contribuenti europei, ma il conto arriva alla popolazione.

    Fico è politicamente esposto. Non ha una maggioranza blindata, non dispone di un sistema interno inattaccabile e le elezioni slovacche del 2027 sono già sullo sfondo. Una procedura europea, un possibile congelamento di fondi e mesi di pressione economica possono spaccare il Paese, alimentare l’opposizione e indebolire il governo. Tutto nel nome della democrazia, naturalmente.

    La questione non è assolvere Fico. La questione è vedere il meccanismo. Lo Stato di diritto diventa elastico: rigidissimo con i governi sgraditi, morbidissimo quando il potere si concentra a Bruxelles. La sovranità nazionale resta buona per cerimonie e bandierine. Quando produce governi che disturbano la linea comune, viene messa sotto revisione amministrativa.
    Con 418 voti favorevoli e 207 contrari, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di attivare contro la Slovacchia la procedura di condizionalità sullo Stato di diritto. Formula tecnica, effetto politico chiarissimo: se Bratislava non si allinea su giustizia, media, guerra, sanzioni ed energia, Bruxelles può colpire dove fa più male, cioè sui fondi. Robert Fico diventa così il nuovo governo da mettere sotto pressione. Le accuse riguardano riforme giudiziarie, anticorruzione, segnalanti, media e autorità pubbliche. Materia delicata, certo. Ma il doppio standard resta enorme: quando interviene Fico è deriva democratica; quando Bruxelles accentra poteri, condiziona fondi, sorveglia l’informazione e trasforma ogni emergenza in comando, diventa tutela dei valori. Il punto politico è ancora più scoperto. Fico ha criticato le sanzioni contro Mosca, frenato sugli aiuti militari a Kiev, difeso gli interessi energetici slovacchi, contestato la dipendenza dal GNL americano e chiesto canali diplomatici con la Russia. In un’Unione che ha trasformato l’allineamento sulla guerra in certificato di buona condotta, questo pesa più di qualunque relazione tecnica sullo Stato di diritto. Il nodo energetico rende la pressione ancora più concreta. La Slovacchia resta legata al petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Le tensioni sui flussi, i rapporti con Kiev, il pacchetto europeo da 90 miliardi di euro per l’Ucraina e la pressione sull’Europa centrale mostrano che energia, guerra, prestiti e procedure UE viaggiano ormai nello stesso circuito. Chi controlla rubinetti, fondi e autorizzazioni controlla anche il margine politico degli Stati membri. Congelare fondi non significa punire solo un governo. Significa colpire amministrazioni locali, imprese, territori, beneficiari e consenso interno. È pressione politica con carta intestata istituzionale. Si presenta come difesa dei contribuenti europei, ma il conto arriva alla popolazione. Fico è politicamente esposto. Non ha una maggioranza blindata, non dispone di un sistema interno inattaccabile e le elezioni slovacche del 2027 sono già sullo sfondo. Una procedura europea, un possibile congelamento di fondi e mesi di pressione economica possono spaccare il Paese, alimentare l’opposizione e indebolire il governo. Tutto nel nome della democrazia, naturalmente. La questione non è assolvere Fico. La questione è vedere il meccanismo. Lo Stato di diritto diventa elastico: rigidissimo con i governi sgraditi, morbidissimo quando il potere si concentra a Bruxelles. La sovranità nazionale resta buona per cerimonie e bandierine. Quando produce governi che disturbano la linea comune, viene messa sotto revisione amministrativa.
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  • SE ne andassero a pigliarlo in saccoccia. A cominciare dalla VdL.
    Un giorno di smart working obbligatorio: il piano UE contro la crisi energetica
    Telelavoro, trasporti pubblici economici e voucher per le famiglie vulnerabili: le misure dell'UE per fronteggiare la crisi...

    Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano ‘Accelerate Eu‘, atteso il 22 aprile, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Il pacchetto punta alla riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Alle amministrazioni si chiede di dare l’esempio su consumi e illuminazione, mentre per imprese e edifici si punta su maggiore efficienza.

    Nei trasporti, si spinge per almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana e per la chiusura degli edifici pubblici quando possibile, oltre a misure per ridurre il costo del trasporto pubblico o renderlo gratuito per le categorie più fragili. Bruxelles raccomanda inoltre di adeguare le impostazioni di caldaie a condensazione e sistemi di climatizzazione negli edifici pubblici per aumentarne l’efficienza e ridurre i consumi di riscaldamento e raffrescamento, invitando anche i proprietari di edifici commerciali a intervenire sugli impianti centralizzati e le famiglie a mantenere la temperatura delle caldaie a condensazione sotto i 50 gradi.

    Sul fronte sociale, Bruxelles propone voucher energetici mirati per le fasce più vulnerabili e, in via temporanea, l‘introduzione di prezzi regolati. Tra le altre misure, anche schemi di leasing agevolato per favorire la diffusione di tecnologie efficienti – dalle pompe di calore ai pannelli fotovoltaici – e incentivi fiscali per sostituire elettrodomestici obsoleti e apparecchi a gas. Per le imprese, l’esecutivo europeo suggerisce incentivi per rinnovare i sistemi produttivi più energivori, a partire dai motori elettrici inefficienti o basati su combustibili fossili.
    Nelle città, infine, si punta su zone a traffico limitato e giornate senz’auto, insieme a maggiori incentivi per la mobilità elettrica. Alle amministrazioni e alle imprese viene anche raccomandato di limitare i viaggi aerei, privilegiando soluzioni alternative quando possibile.

    “Nella bozza non c’è traccia della tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche“, commenta Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e Presidente della Commissione per le questioni fiscali. “La Commissione europea ha dunque ritirato la proposta e questo nonostante le aperture del Commissario Dombrovskis e le pressioni arrivate da cinque Ministri dell’Economia dell’Eurozona – Germania, Italia, Spagna, Austria e Portogallo – che avevano firmato un documento comune. Questo dietrofront è semplicemente inaccettabile considerati anche gli enormi profitti incassati da queste compagnie da quando è iniziata la guerra in Iran”. Il Movimento 5 Stelle ha “presentato un emendamento al discarico della Commissione europea in cui chiediamo che questo contributo di solidarietà prenda la luce sul modello dello schema già applicato nel 2022, dopo la crisi energetica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/17/crisi-energetica-piano-ue-smartworking-obbligatorio-notizie/8357957/
    SE ne andassero a pigliarlo in saccoccia. A cominciare dalla VdL. Un giorno di smart working obbligatorio: il piano UE contro la crisi energetica Telelavoro, trasporti pubblici economici e voucher per le famiglie vulnerabili: le misure dell'UE per fronteggiare la crisi... Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano ‘Accelerate Eu‘, atteso il 22 aprile, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Il pacchetto punta alla riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Alle amministrazioni si chiede di dare l’esempio su consumi e illuminazione, mentre per imprese e edifici si punta su maggiore efficienza. Nei trasporti, si spinge per almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana e per la chiusura degli edifici pubblici quando possibile, oltre a misure per ridurre il costo del trasporto pubblico o renderlo gratuito per le categorie più fragili. Bruxelles raccomanda inoltre di adeguare le impostazioni di caldaie a condensazione e sistemi di climatizzazione negli edifici pubblici per aumentarne l’efficienza e ridurre i consumi di riscaldamento e raffrescamento, invitando anche i proprietari di edifici commerciali a intervenire sugli impianti centralizzati e le famiglie a mantenere la temperatura delle caldaie a condensazione sotto i 50 gradi. Sul fronte sociale, Bruxelles propone voucher energetici mirati per le fasce più vulnerabili e, in via temporanea, l‘introduzione di prezzi regolati. Tra le altre misure, anche schemi di leasing agevolato per favorire la diffusione di tecnologie efficienti – dalle pompe di calore ai pannelli fotovoltaici – e incentivi fiscali per sostituire elettrodomestici obsoleti e apparecchi a gas. Per le imprese, l’esecutivo europeo suggerisce incentivi per rinnovare i sistemi produttivi più energivori, a partire dai motori elettrici inefficienti o basati su combustibili fossili. Nelle città, infine, si punta su zone a traffico limitato e giornate senz’auto, insieme a maggiori incentivi per la mobilità elettrica. Alle amministrazioni e alle imprese viene anche raccomandato di limitare i viaggi aerei, privilegiando soluzioni alternative quando possibile. “Nella bozza non c’è traccia della tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche“, commenta Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e Presidente della Commissione per le questioni fiscali. “La Commissione europea ha dunque ritirato la proposta e questo nonostante le aperture del Commissario Dombrovskis e le pressioni arrivate da cinque Ministri dell’Economia dell’Eurozona – Germania, Italia, Spagna, Austria e Portogallo – che avevano firmato un documento comune. Questo dietrofront è semplicemente inaccettabile considerati anche gli enormi profitti incassati da queste compagnie da quando è iniziata la guerra in Iran”. Il Movimento 5 Stelle ha “presentato un emendamento al discarico della Commissione europea in cui chiediamo che questo contributo di solidarietà prenda la luce sul modello dello schema già applicato nel 2022, dopo la crisi energetica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/17/crisi-energetica-piano-ue-smartworking-obbligatorio-notizie/8357957/
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  • La biologia è un'opinione. SILVER NERVUTI sulla votazione dell'Euro Parlamento relativa alla normativa che solo le donne biologiche possono rimanere incinte.
    SENTITE come è andata la votazione.

    Fatevene una ragione....
    Siamo in mano a una massa di psicopatici deliranti.
    Ma qua troveranno un muro come sempre!

    Source: https://www.facebook.com/share/v/1GUhLWNgpC/?mibextid=wwXIfr
    La biologia è un'opinione. SILVER NERVUTI sulla votazione dell'Euro Parlamento relativa alla normativa che solo le donne biologiche possono rimanere incinte. SENTITE come è andata la votazione. Fatevene una ragione.... Siamo in mano a una massa di psicopatici deliranti. Ma qua troveranno un muro come sempre! Source: https://www.facebook.com/share/v/1GUhLWNgpC/?mibextid=wwXIfr
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  • Come Israele svolta sulla vaccinazione anti Covid. Report Haaretz - Startmag

    Tutti i dettagli sul piano della vaccinazione anti Covid in Israele
    28 Gennaio 2021 11:43

    Ascolta questo articolo ora...
    Come Israele svolta sulla vaccinazione anti Covid. Report Haaretz
    Pubblicità

    “Entro la fine di marzo saremo il primo paese a uscire dalla pandemia da Covd-19”. Questa è la promessa che Benyamin Netanyahu ha fatto ai suoi concittadini all’inizio di gennaio. In effetti Israele è il paese che ha vaccinato la percentuale di popolazione maggiore al mondo, il 16% per un totale di circa 2 milioni e mezzo di persone. Dato molto lontano dagli USA che si fermano all’1,05%, dalla Germania allo 0,38% o dall’Italia allo 0,45%. A questo si aggiunge che la Pfizer ha mandato ulteriori dosi di vaccino in aggiunta al primo carico di Moderna. Netanyahu ha chiamato chiamato questa operazione “Ritorno alla vita”. Il premier israeliano ha fretta di portare il suo Paese fuori dall’epidemia perché il 23 marzo si terranno le elezioni per eleggere i nuovi membri della Knesset, il parlamento israeliano.


    Source: https://www.startmag.it/mondo/come-israele-svolta-sulla-vaccinazione-anti-covid-report-haaretz/
    Come Israele svolta sulla vaccinazione anti Covid. Report Haaretz - Startmag Tutti i dettagli sul piano della vaccinazione anti Covid in Israele 28 Gennaio 2021 11:43 Ascolta questo articolo ora... Come Israele svolta sulla vaccinazione anti Covid. Report Haaretz Pubblicità “Entro la fine di marzo saremo il primo paese a uscire dalla pandemia da Covd-19”. Questa è la promessa che Benyamin Netanyahu ha fatto ai suoi concittadini all’inizio di gennaio. In effetti Israele è il paese che ha vaccinato la percentuale di popolazione maggiore al mondo, il 16% per un totale di circa 2 milioni e mezzo di persone. Dato molto lontano dagli USA che si fermano all’1,05%, dalla Germania allo 0,38% o dall’Italia allo 0,45%. A questo si aggiunge che la Pfizer ha mandato ulteriori dosi di vaccino in aggiunta al primo carico di Moderna. Netanyahu ha chiamato chiamato questa operazione “Ritorno alla vita”. Il premier israeliano ha fretta di portare il suo Paese fuori dall’epidemia perché il 23 marzo si terranno le elezioni per eleggere i nuovi membri della Knesset, il parlamento israeliano. Source: https://www.startmag.it/mondo/come-israele-svolta-sulla-vaccinazione-anti-covid-report-haaretz/
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  • Altre grane in arrivo per il Governo Meloni!
    UE approva direttiva anticorruzione: Italia costretta a reintrodurre l'abuso d'ufficio
    Il Parlamento europeo ha approvato con 581 voti a favore la direttiva che obbligherà l'Italia a fare un passo indietro sul reato abolito
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/26/direttiva-anticorruzione-abuso-ufficio-reintroduzione-italia-news/8337296/
    Altre grane in arrivo per il Governo Meloni! UE approva direttiva anticorruzione: Italia costretta a reintrodurre l'abuso d'ufficio Il Parlamento europeo ha approvato con 581 voti a favore la direttiva che obbligherà l'Italia a fare un passo indietro sul reato abolito https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/26/direttiva-anticorruzione-abuso-ufficio-reintroduzione-italia-news/8337296/
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  • Nuova batosta per Nordio: l’abuso di ufficio cancellato dal ministro è reato grave per Bruxelles
    Domani il voto finale in plenaria del documento del Parlamento europeo sulla lotta contro la corruzione. Ora l'Italia ha due anni di tempo per mettersi in rego…
    https://www.repubblica.it/politica/2026/03/25/news/nordio_abuso_di_ufficio_direttiva_bruxelles-425244838/amp/
    Nuova batosta per Nordio: l’abuso di ufficio cancellato dal ministro è reato grave per Bruxelles Domani il voto finale in plenaria del documento del Parlamento europeo sulla lotta contro la corruzione. Ora l'Italia ha due anni di tempo per mettersi in rego… https://www.repubblica.it/politica/2026/03/25/news/nordio_abuso_di_ufficio_direttiva_bruxelles-425244838/amp/
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    Nuova batosta per Nordio: l’abuso di ufficio cancellato dal ministro è reato grave per Bruxelles
    Domani il voto finale in plenaria del documento del Parlamento europeo sulla lotta contro la corruzione. Ora l'Italia ha due anni di tempo per mettersi in rego…
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  • ASCOLTATE con ATTENZIONE L'AVV. SANDRI in COMMISSIONE COVID-19 in Parlamento sull'operato di SPERANZA e di EMA.
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    ASCOLTATE con ATTENZIONE L'AVV. SANDRI in COMMISSIONE COVID-19 in Parlamento sull'operato di SPERANZA e di EMA. MASSIMA DIFFUSIONE! Source: https://www.facebook.com/share/v/1DV3GGjd2t/
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