• LA COERENZA E LA RESISTENZA (QUELLA VERA)

    Non è la “fama” il punto, né la firma mancante (che non rende meno veri i fatti). Il punto è la coerenza, che qui viene sistematicamente aggirata, diluita, giustificata.

    Per anni hai fatto presìdi ogni sabato.
    Per anni hai denunciato i danni da vaccino Covid-19, la narrazione sanitaria imposta, il ricatto del Green Pass, il tradimento della medicina.
    Non a parole, ma mettendoci la faccia e il tempo. Su questo nessuno discute.

    Ed è proprio per questo che oggi la scelta pesa di più.

    Perché non stiamo parlando di “ammazzare i vaccinati” (argomento caricaturale che nessuno ha mai posto), ma di sostenere politicamente un candidato che si dichiara vaccinista, cioè parte integrante di quella visione che per anni hai definito falsa, dannosa e pericolosa.

    La questione non è se si è vaccinato.
    La questione è cosa difende oggi e cosa rappresenta politicamente.

    Dire:
    “Credeva (o crede ancora) che i vaccini Covid siano serviti”

    non è un dettaglio.
    È una linea di frattura politica e morale.

    Perché chi crede che “siano serviti”:
    minimizza o nega i danneggiati
    legittima l’impianto emergenziale
    assolve le responsabilità istituzionali
    considera quegli anni, tutto sommato, giustificabili.

    Questo è vaccinismo, anche se temperato da buone maniere.

    La libertà di scelta terapeutica non è un optional da programma elettorale, né un “paletto” negoziabile come la viabilità o l’urbanistica.
    È il cuore del conflitto che ha mosso la cosiddetta “resistenza”.

    Ed è qui che cade l’argomento dell’“assenza di alternative”.

    Perché quando si dice:
    “Alternative non ce ne sono”

    si sta facendo esattamente ciò che si è sempre rimproverato al sistema: accettare il meno peggio, normalizzare l’inaccettabile, scegliere l’opportunismo al posto del principio.

    Sì, il movimento si è diviso.
    Sì, ci sono state colpe, personalismi, incapacità di sintesi.
    Ma il fallimento di un’aggregazione non autorizza a capovolgere il senso della lotta.

    Passare da:
    “Mai con chi sostiene il sistema sanitario che ci ha colpiti”

    a:

    “Appoggiamo un candidato vaccinista perché è disponibile al dialogo”

    non è realpolitik. È rimozione.

    Dire che “parlando nascono i dubbi in loro” è un’illusione già vista mille volte.
    Il potere non cambia idea dal basso, ma usa il consenso di chi spera di influenzarlo per legittimarsi.

    Tu parli di “lista mista” come strumento per far crescere i dubbi negli altri.
    Ma il rischio reale è un altro:
    che sia la resistenza a sciogliersi dentro una lista che non ne condivide il fondamento.

    E qui torniamo alla leggerezza.

    La vera leggerezza non è non votare.
    È pensare che la storia degli ultimi anni possa essere archiviata con una stretta di mano e qualche punto corretto nel programma.

    La vera resistenza non è “parlare con tutti”.
    È sapere con chi non si può scendere a compromesso.

    Se domani emergerà un candidato realmente coerente, sarete “ben felici di sostenerlo”, dici.
    Ma nel frattempo sostenete chi quella coerenza non ce l’ha.

    Ed è questo il cortocircuito.

    Non è una questione di purezza ideologica.
    È una questione di memoria, responsabilità e schiena dritta.

    Perché chi ha resistito davvero non dimentica.
    E chi non dimentica, non si presta a rendere “accettabile” ciò che per anni ha denunciato come inaccettabile.

    COMBATTENTI per le LIBERTÀ!
    LA COERENZA E LA RESISTENZA (QUELLA VERA) Non è la “fama” il punto, né la firma mancante (che non rende meno veri i fatti). Il punto è la coerenza, che qui viene sistematicamente aggirata, diluita, giustificata. Per anni hai fatto presìdi ogni sabato. Per anni hai denunciato i danni da vaccino Covid-19, la narrazione sanitaria imposta, il ricatto del Green Pass, il tradimento della medicina. Non a parole, ma mettendoci la faccia e il tempo. Su questo nessuno discute. Ed è proprio per questo che oggi la scelta pesa di più. Perché non stiamo parlando di “ammazzare i vaccinati” (argomento caricaturale che nessuno ha mai posto), ma di sostenere politicamente un candidato che si dichiara vaccinista, cioè parte integrante di quella visione che per anni hai definito falsa, dannosa e pericolosa. La questione non è se si è vaccinato. La questione è cosa difende oggi e cosa rappresenta politicamente. Dire: “Credeva (o crede ancora) che i vaccini Covid siano serviti” non è un dettaglio. È una linea di frattura politica e morale. Perché chi crede che “siano serviti”: minimizza o nega i danneggiati legittima l’impianto emergenziale assolve le responsabilità istituzionali considera quegli anni, tutto sommato, giustificabili. Questo è vaccinismo, anche se temperato da buone maniere. La libertà di scelta terapeutica non è un optional da programma elettorale, né un “paletto” negoziabile come la viabilità o l’urbanistica. È il cuore del conflitto che ha mosso la cosiddetta “resistenza”. Ed è qui che cade l’argomento dell’“assenza di alternative”. Perché quando si dice: “Alternative non ce ne sono” si sta facendo esattamente ciò che si è sempre rimproverato al sistema: accettare il meno peggio, normalizzare l’inaccettabile, scegliere l’opportunismo al posto del principio. Sì, il movimento si è diviso. Sì, ci sono state colpe, personalismi, incapacità di sintesi. Ma il fallimento di un’aggregazione non autorizza a capovolgere il senso della lotta. Passare da: “Mai con chi sostiene il sistema sanitario che ci ha colpiti” a: “Appoggiamo un candidato vaccinista perché è disponibile al dialogo” non è realpolitik. È rimozione. Dire che “parlando nascono i dubbi in loro” è un’illusione già vista mille volte. Il potere non cambia idea dal basso, ma usa il consenso di chi spera di influenzarlo per legittimarsi. Tu parli di “lista mista” come strumento per far crescere i dubbi negli altri. Ma il rischio reale è un altro: che sia la resistenza a sciogliersi dentro una lista che non ne condivide il fondamento. E qui torniamo alla leggerezza. La vera leggerezza non è non votare. È pensare che la storia degli ultimi anni possa essere archiviata con una stretta di mano e qualche punto corretto nel programma. La vera resistenza non è “parlare con tutti”. È sapere con chi non si può scendere a compromesso. Se domani emergerà un candidato realmente coerente, sarete “ben felici di sostenerlo”, dici. Ma nel frattempo sostenete chi quella coerenza non ce l’ha. Ed è questo il cortocircuito. Non è una questione di purezza ideologica. È una questione di memoria, responsabilità e schiena dritta. Perché chi ha resistito davvero non dimentica. E chi non dimentica, non si presta a rendere “accettabile” ciò che per anni ha denunciato come inaccettabile. COMBATTENTI per le LIBERTÀ!
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  • Piazza Bettini tattica, caos viabilità. Protesta di residenti e negozianti. Il Comune: "Il progetto è sospeso"
    I cittadini “assediano“ il Municipio 7. L’assessora Romani: stop all’arredo urbano, non alla nuova mobilità. La panetteria sociale “Buoni Dentro“: attività a rischio, da noi lavorano tanti ex detenuti del Beccaria..
    https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/piazza-bettini-tattica-caos-viabilita-1a4b6a14
    Piazza Bettini tattica, caos viabilità. Protesta di residenti e negozianti. Il Comune: "Il progetto è sospeso" I cittadini “assediano“ il Municipio 7. L’assessora Romani: stop all’arredo urbano, non alla nuova mobilità. La panetteria sociale “Buoni Dentro“: attività a rischio, da noi lavorano tanti ex detenuti del Beccaria.. https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/piazza-bettini-tattica-caos-viabilita-1a4b6a14
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    Piazza Bettini tattica, caos viabilità. Protesta di residenti e negozianti. Il Comune: "Il progetto è sospeso"
    I cittadini “assediano“ il Municipio 7. L’assessora Romani: stop all’arredo urbano, non alla nuova mobilità. La panetteria sociale “Buoni Dentro“: attività a rischio, da noi lavorano tanti ex detenuti del Beccaria.
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  • QUESTO SIGNIFICA PARLARE CHIARO!

    Milano, il video di una donna multata scatena il web: “Non posso più lavorare, resto sul divano”
    Sta facendo il giro dei social il video di una signora multata a Milano, visibilmente furiosa per una sanzione da 173 euro con sospensione della guida.
    Il motivo? Violazione delle nuove regole sull’Area B e C, che limitano l'accesso ai veicoli più inquinanti senza abbonamento o permesso.

    Nel video, la donna accusa le istituzioni di colpire chi lavora onestamente, denunciando i costi di trasporto in città, la difficoltà a spostarsi senza auto e il paradosso di “dover pagare per inquinare”.

    “Non posso più usare la macchina per andare a lavorare, da domani resto sul divano. Mi tocca chiedere l’ADI.”

    Una sfuriata accesa, tra frustrazione sociale e disagio reale, che ha acceso un acceso dibattito tra chi si indigna, chi si riconosce… e chi ironizza.

    Fonte: TikTok @laribelle077

    #Milano #AreaB #AreaC #multa #trasporti #viabilità #sfuriatavirale #verbale #cittàeautomobili #ADI #reddito #costonellavorare #mobilitàurbana #dissatadigente #videoVirale #milanosocial #mammeelavoro
    QUESTO SIGNIFICA PARLARE CHIARO! Milano, il video di una donna multata scatena il web: “Non posso più lavorare, resto sul divano” 🚗💥📹 Sta facendo il giro dei social il video di una signora multata a Milano, visibilmente furiosa per una sanzione da 173 euro con sospensione della guida. 🎙️ Il motivo? Violazione delle nuove regole sull’Area B e C, che limitano l'accesso ai veicoli più inquinanti senza abbonamento o permesso. Nel video, la donna accusa le istituzioni di colpire chi lavora onestamente, denunciando i costi di trasporto in città, la difficoltà a spostarsi senza auto e il paradosso di “dover pagare per inquinare”. 🗣️ “Non posso più usare la macchina per andare a lavorare, da domani resto sul divano. Mi tocca chiedere l’ADI.” Una sfuriata accesa, tra frustrazione sociale e disagio reale, che ha acceso un acceso dibattito tra chi si indigna, chi si riconosce… e chi ironizza. Fonte: TikTok @laribelle077 #Milano #AreaB #AreaC #multa #trasporti #viabilità #sfuriatavirale #verbale #cittàeautomobili #ADI #reddito #costonellavorare #mobilitàurbana #dissatadigente #videoVirale #milanosocial #mammeelavoro
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  • 30 Giugno 2024
    RELATIVAMENTE ALLA CHIUSURA PER LAVORI SUL NAVIGLIO PAVESE, riceviamo e pubblichiamo:

    "Osserviamo che i lavori presenti attualmente in Ascanio Sforza/via Conchetta causano gravi problemi alla mobilità in C.so San Gottardo e vie limitrofe, confermando quanto già ribadito in tante occasioni: la chiusura di via Ascanio Sforza in ore diurne rende gravoso il traffico incidendo anche sul trasporto pubblico."

    estratto dalla Mailing list dei Comitati Cittadini #Navigli

    #Milano #viabilità #ZTL
    30 Giugno 2024 RELATIVAMENTE ALLA CHIUSURA PER LAVORI SUL NAVIGLIO PAVESE, riceviamo e pubblichiamo: "Osserviamo che i lavori presenti attualmente in Ascanio Sforza/via Conchetta causano gravi problemi alla mobilità in C.so San Gottardo e vie limitrofe, confermando quanto già ribadito in tante occasioni: la chiusura di via Ascanio Sforza in ore diurne rende gravoso il traffico incidendo anche sul trasporto pubblico." estratto dalla Mailing list dei Comitati Cittadini #Navigli #Milano #viabilità #ZTL
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