• Mould can appear quickly and spread before you realise it, leaving rooms musty and damaged. The good news is it can be removed and prevented without major disruption. This guide explains why mould forms, how to fix it fast, and the proven long-term solutions UK homeowners use to keep it from coming back.
    Read more here:- https://shorturl.at/Eqo65
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  • CHIEDIAMOCI come MAI ci sono TUTTI QUESTI CASI in ITALIA che 50 anni FA NON ESISTEVANO. ANDIAMO a ANALIZZARE l'USO INDISCRIMINATO di FARMACI!

    Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it
    Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA)
    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/28/con-demenza-14-milioni-di-italiani-la-quota-piu-alta-in-ue_a4276fe0-873a-470e-a685-ffa53e995a36.html?utm_source=firefox-newtab-it-it
    CHIEDIAMOCI come MAI ci sono TUTTI QUESTI CASI in ITALIA che 50 anni FA NON ESISTEVANO. ANDIAMO a ANALIZZARE l'USO INDISCRIMINATO di FARMACI! Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA) https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/28/con-demenza-14-milioni-di-italiani-la-quota-piu-alta-in-ue_a4276fe0-873a-470e-a685-ffa53e995a36.html?utm_source=firefox-newtab-it-it
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    Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it
    Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA)
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  • QUESTO è UN VERO INFERNO! ECCO LONDRA come è CAMBIATA!
    Londra sta cadendo a pezzi - Le statistiche mostrano che la capitale del Regno Unito è diventata un inferno vivente.

    Ogni anno, 950.000 crimini colpiscono la città, inclusi fino a 10.000 casi di stupro e quasi 17.000 accoltellamenti!

    Se questa non è una guerra, allora cos’è?

    London is Falling Apart - Statistics show that the UK’s capital has become a living hell.

    Every year, 950,000 crimes hit the city - including up to 10,000 rape cases and nearly 17,000 stabbings!

    If this isn’t a war, then what is?

    Source: https://x.com/MarioBojic/status/2015841588333650266?s=20
    QUESTO è UN VERO INFERNO! ECCO LONDRA come è CAMBIATA! 🚨🇬🇧Londra sta cadendo a pezzi - Le statistiche mostrano che la capitale del Regno Unito è diventata un inferno vivente. Ogni anno, 950.000 crimini colpiscono la città, inclusi fino a 10.000 casi di stupro e quasi 17.000 accoltellamenti! Se questa non è una guerra, allora cos’è? 🚨🇬🇧London is Falling Apart - Statistics show that the UK’s capital has become a living hell. Every year, 950,000 crimes hit the city - including up to 10,000 rape cases and nearly 17,000 stabbings! If this isn’t a war, then what is? Source: https://x.com/MarioBojic/status/2015841588333650266?s=20
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  • LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA

    Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica

    "C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà.

    Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi.

    Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio.

    Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica.

    Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale.

    Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento.

    Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu.

    Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”.

    La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi.

    L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso.

    Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui."


    Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione

    Source: https://t.me/movimentoperleliberta
    gruppo Milano (seguici sui nostri social)
    LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica "C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà. Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi. Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio. Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica. Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale. Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento. Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu. Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”. La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi. L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso. Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui." Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿Source: https://t.me/movimentoperleliberta gruppo Milano (seguici sui nostri social)
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  • SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI?
    La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino
    "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata.

    Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi.

    Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando.

    L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio.

    Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi.

    Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
    SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI? La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata. Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi. Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando. L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio. Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi. Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
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    La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino
    "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata
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  • Per fortuna c'è ancora della brava gente.
    Tassista salva due ventenni inseguite di notte. La mamma di una di loro: “Sei una persona speciale”
    Le giovani tornavano da una festa di compleanno e sono state costrette a scappare per le strade di Pavia da un gruppo che le pedinava. Su Facebook i ringraziam…
    https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/01/11/news/tassista_salva_ventenni_inseguite_pavia-425088118/amp/
    Per fortuna c'è ancora della brava gente. Tassista salva due ventenni inseguite di notte. La mamma di una di loro: “Sei una persona speciale” Le giovani tornavano da una festa di compleanno e sono state costrette a scappare per le strade di Pavia da un gruppo che le pedinava. Su Facebook i ringraziam… https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/01/11/news/tassista_salva_ventenni_inseguite_pavia-425088118/amp/
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    Le giovani tornavano da una festa di compleanno e sono state costrette a scappare per le strade di Pavia da un gruppo che le pedinava. Su Facebook i ringraziam…
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  • L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia"

    Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia.

    1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione

    - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare.

    2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo

    La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano:

    -Nessun dato sulla trasmissione
    -Studi incompleti su anziani e fragili
    -Autorizzazione solo condizionata

    La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità.

    3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale)

    Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede:

    -Valutazione AIFA specifica
    -Consenso informato rafforzato
    -Monitoraggio rigoroso
    -Responsabilità del medico che somministra il farmaco

    Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali.

    4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025

    L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori:
    -Tutela della salute individuale
    -Tutela della salute collettiva
    -Rispetto della persona umana

    La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come:
    -Discriminatoria
    -Lesiva della dignità
    -Devastante economicamente
    -Sproporzionata

    La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti.

    5. Una sola sentenza non crea diritto vivente

    L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali.

    La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati.

    Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta.

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    L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia" Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia. 1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare. 2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano: -Nessun dato sulla trasmissione -Studi incompleti su anziani e fragili -Autorizzazione solo condizionata La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità. 3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale) Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede: -Valutazione AIFA specifica -Consenso informato rafforzato -Monitoraggio rigoroso -Responsabilità del medico che somministra il farmaco Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali. 4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025 L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori: -Tutela della salute individuale -Tutela della salute collettiva -Rispetto della persona umana La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come: -Discriminatoria -Lesiva della dignità -Devastante economicamente -Sproporzionata La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti. 5. Una sola sentenza non crea diritto vivente L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali. La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati. Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta. quotidianosociale.it Canale Telegram Avv. Cinquemani Gruppo Telegram Avv. Cinquemani 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • https://www.databridgemarketresearch.com/reports/global-endometriosis-market

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    Endometriosis Market – Global Market Size, Share, and Trends Analysis Report – Industry Overview and Forecast to 2032 | Data Bridge Market Research
    The Endometriosis market was valued at USD 1.28 Billion in 2024 and is expected to reach USD 1.85 Billion by 2032, growing at a CAGR of 4.75% (2024-2032). Get insights on trends, segmentation, and key players with Data Bridge Market Research Reports.
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  • Taxi Services in Ottignies, Mont-Saint-Guibert and Chaumont-Gistoux

    Finding comfortable, safe, and affordable transport can be challenging when you need to move between towns, go to the airport, attend meetings, or travel for personal errands. That’s why local taxi services in this region play such an important role. Whether you need a Taxi Ottignies, a Taxi Mont Saint Guibert, or a Taxi Chaumont Gistoux, choosing the right service can make your journey smooth and stress-free.In this blog, we explore the benefits of using taxis in these areas, how to choose the best service, and why many travelers now rely on trusted transport options such as Taxi Wavre Zaventem for airport transfers.

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    https://bdnews55.com/2025/12/09/taxi-services-in-ottignies-mont-saint-guibert-and-chaumont-gistoux/
    Taxi Services in Ottignies, Mont-Saint-Guibert and Chaumont-Gistoux Finding comfortable, safe, and affordable transport can be challenging when you need to move between towns, go to the airport, attend meetings, or travel for personal errands. That’s why local taxi services in this region play such an important role. Whether you need a Taxi Ottignies, a Taxi Mont Saint Guibert, or a Taxi Chaumont Gistoux, choosing the right service can make your journey smooth and stress-free.In this blog, we explore the benefits of using taxis in these areas, how to choose the best service, and why many travelers now rely on trusted transport options such as Taxi Wavre Zaventem for airport transfers. Read more information here: https://bdnews55.com/2025/12/09/taxi-services-in-ottignies-mont-saint-guibert-and-chaumont-gistoux/
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  • Garlasco, cosa succede ora: il possibile movente di Sempio, il dna e i rilievi sul corpo di Chiara
    Dopo l’incidente probatorio atteso per il 18 dicembre, l’inchiesta bis sul delitto Poggi si prepara ad affrontare il mare aperto
    https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/29/news/garlasco_cosa_succede_ora_dna_impronte_sempio-425010538/amp/
    Garlasco, cosa succede ora: il possibile movente di Sempio, il dna e i rilievi sul corpo di Chiara Dopo l’incidente probatorio atteso per il 18 dicembre, l’inchiesta bis sul delitto Poggi si prepara ad affrontare il mare aperto https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/11/29/news/garlasco_cosa_succede_ora_dna_impronte_sempio-425010538/amp/
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