• VOLERE È POT3RE

    Quando sento che la politica è morta e non ha più nulla da dire o da dare mi infurio davvero, perché alla fine la società civile e altre realtà parallele come quella sindacale ci offrono una delle lezioni più elementari e basilari di sempre.

    E ci vogliono 3 elementi che mancano nella nostra realtà nazionale come locale.
    Non fa differenza, perché l'animo umano è uno solo e la persona apolitica alla fine non la puoi scindere da quella quotidiana del padre di famiglia, della madre, ecc.

    Ci vuole:

    - Capacità di fare squadra per guardare ad obiettivi più aulici e saper trascendere dalla appartenenza politica.
    - Il coraggio di prendere delle scelte.
    - Perseguirle insieme, pianificando le conseguenze ma restando uniti, sapendo che non possiamo permetterci di perdere pezzi per strada.

    Nel silenzio dei media mainstream, un fatto comunque gravissimo e bellissimo insieme: tre container Evergreen, con armamenti destinati a Israele, non saranno scaricati in Italia.
    Dopo una segnalazione dal porto del Pireo e l’annuncio ,non lo sciopero effettivo , di una mobilitazione al terminal PSA di Genova Pra’, la Cosco Shipping Pisces ha fatto marcia indietro.
    Carico respinto. Ritorno a Singapore. Obiettivo centrato, ancora prima di scioperare.

    José Nivoi (USB Mari e Porti, Calp) ha dichiarato:

    “È una vittoria impensabile. Non era mai successo: è bastato l’annuncio dello sciopero perché la compagnia rinunciasse allo scarico"

    Lo conferma il CALP:

    “Eravamo pronti a bloccare tutto. Ma non pensavamo bastasse l’annuncio. È un segnale forte: oggi l’indignazione arriva anche dentro i colossi della logistica come Cosco, Evergreen e PSA.”
    La miccia è partita dal porto del Pireo, grazie al sindacalista Damianos Voudigaris (Enedep), che ha segnalato pubblicamente la presenza del carico bellico.
    Nel giro di poche ore, il Coordinamento internazionale dei porti contro la guerra si è attivato, collegando il fronte greco a quello genovese, con USB in prima linea. Questo si chiama "gioco di squadra" con un appello che ha saputo viaggiare dal Piero a Genova.

    Cosco ha capito che rischiava di perdere tempo, denaro e faccia: ha scelto di fuggire.

    “Siamo stati il proverbiale sassolino capace, per una volta, di inceppare davvero l’ingranaggio della logistica bellica”, ha detto ancora Nivoi.

    Un episodio isolato? Forse.
    Ma può essere il primo capitolo di una lunga serie di mobilitazioni che si possono vincere.
    Solo se facciamo squadra. Solo se smettiamo di guardarci l’ombelico.
    A Genova ci hanno dato una lezione. E ora che quell’eco arrivi anche a Milano.
    Perché la pace la si costruisce con gli atti. Con i corpi. Con il coraggio. Non con le sole invettive.

    Che sia la volta buona. Prendiamoci questa lezione ma anche il nostro posto nella storia.

    #NoArmi #PortualiInLotta #GenovaNonSiPiega #AttivismoPolitico #MilanoResiste
    #BastaGuerra #CoscoOut #Evergreen #USB #CALP #PeaceNotWar #DisarmoSubito #milanochiama
    ✊📦 VOLERE È POT3RE 🌍🚢 Quando sento che la politica è morta e non ha più nulla da dire o da dare mi infurio davvero, perché alla fine la società civile e altre realtà parallele come quella sindacale ci offrono una delle lezioni più elementari e basilari di sempre. E ci vogliono 3 elementi che mancano nella nostra realtà nazionale come locale. Non fa differenza, perché l'animo umano è uno solo e la persona apolitica alla fine non la puoi scindere da quella quotidiana del padre di famiglia, della madre, ecc. Ci vuole: - Capacità di fare squadra per guardare ad obiettivi più aulici e saper trascendere dalla appartenenza politica. - Il coraggio di prendere delle scelte. - Perseguirle insieme, pianificando le conseguenze ma restando uniti, sapendo che non possiamo permetterci di perdere pezzi per strada. Nel silenzio dei media mainstream, un fatto comunque gravissimo e bellissimo insieme: tre container Evergreen, con armamenti destinati a Israele, non saranno scaricati in Italia. Dopo una segnalazione dal porto del Pireo e l’annuncio ,non lo sciopero effettivo , di una mobilitazione al terminal PSA di Genova Pra’, la Cosco Shipping Pisces ha fatto marcia indietro. Carico respinto. Ritorno a Singapore. Obiettivo centrato, ancora prima di scioperare. 👉José Nivoi (USB Mari e Porti, Calp) ha dichiarato: “È una vittoria impensabile. Non era mai successo: è bastato l’annuncio dello sciopero perché la compagnia rinunciasse allo scarico" Lo conferma il CALP: “Eravamo pronti a bloccare tutto. Ma non pensavamo bastasse l’annuncio. È un segnale forte: oggi l’indignazione arriva anche dentro i colossi della logistica come Cosco, Evergreen e PSA.” La miccia è partita dal porto del Pireo, grazie al sindacalista Damianos Voudigaris (Enedep), che ha segnalato pubblicamente la presenza del carico bellico. Nel giro di poche ore, il Coordinamento internazionale dei porti contro la guerra si è attivato, collegando il fronte greco a quello genovese, con USB in prima linea. Questo si chiama "gioco di squadra" con un appello che ha saputo viaggiare dal Piero a Genova. Cosco ha capito che rischiava di perdere tempo, denaro e faccia: ha scelto di fuggire. “Siamo stati il proverbiale sassolino capace, per una volta, di inceppare davvero l’ingranaggio della logistica bellica”, ha detto ancora Nivoi. Un episodio isolato? Forse. Ma può essere il primo capitolo di una lunga serie di mobilitazioni che si possono vincere. Solo se facciamo squadra. Solo se smettiamo di guardarci l’ombelico. A Genova ci hanno dato una lezione. E ora che quell’eco arrivi anche a Milano. Perché la pace la si costruisce con gli atti. Con i corpi. Con il coraggio. Non con le sole invettive. ✊ Che sia la volta buona. Prendiamoci questa lezione ma anche il nostro posto nella storia. #NoArmi #PortualiInLotta #GenovaNonSiPiega #AttivismoPolitico #MilanoResiste #BastaGuerra #CoscoOut #Evergreen #USB #CALP #PeaceNotWar #DisarmoSubito #milanochiama
    Like
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 3K Visualizzazioni
  • *SEGNALAZIONE AI COMANDI DELLA GUARDIA DI FINANZA:*
    *LA PIU' GRANDE FRODE ALLO STATO ITALIANO MAI COMMESSA*

    *Midazolam* somministrato in concomitanza con antibiotico via endovena e' provato da *PubMed n. ID 11575933* che provochi depressione polmonare profonda che giustifica il ricovero in Terapia Intensiva che permette alle Aziende Ospedaliere Spa di incassare dalla Regione il DRG n.541 di 51.919,00 euro.

    *Frode allo Stato.*

    _Quante e quali sono le Aziende Ospedaliere Spa coinvolte?_

    _Quali sono i primari Anestesisti e i primari Cardiologi coinvolti?_

    _Quali sono i partiti politici che hanno ricevuto donazioni da primari le cui Aziende Ospedaliere hanno ricevuto il contributo DRG n. 541 dalla Regione_ ?

    *Una frode allo Stato colossale, miliardaria, che riguarda almeno 500.000 ricoveri in Terapia Intensiva avvenuti dal 2012 ad oggi* , da quando fu modificato il rimborso dalla Regione per il ricovero in Terapia intensiva, portandolo da 300,00 euro al giorno a 51.919,00 euro se il ricovero in Terapia Intensiva si e' protratto per almeno 4 giorni, un incremento di rimborso di circa 50 volte a partite dal 2012, a 34.546,00 euro anche se eseguito solo con maschera a membrana Venturi (DRG n.542).

    La Magistratura attuale avrà le forza di smantellare la più grande truffa allo Stato mai commessa o i politici si interporranno spostando Pubblici Ministeri, GIP e Procuratori Capo dai luoghi di indagine, impedendo l' inizio dell' indagine, impedendo quindi alle Forze dell' Ordine di iniziare a compiere indagini di Polizia Giudiziaria?

    La presente costituisce Segnalazione, e non esposto, ai Comandi della Guardia di Finanza.

    Ai sensi dell' art 347 e seguenti del Codice di Procedura Penale, la Segnalazione consente alla Polizia Giudiziaria di compiere atti di indagine prima che il Pubblico Ministero assuma formalmente la direzioni delle indagini.

    *Il Midazolam prolunga il suo potente effetto sedativo provocando depressione polmonare profonda che giustifica il ricovero in Terapia intensiva anche in caso di occlusione delle vie urinarie (provato da PubMed n. ID 1767626 ),* per esempio per pezzi di carne nel canale urinario da strappo traumatico del catetere vescicale, per intervenuta impossibilità di espellerlo con le urine, quanti cateteri vescicali sono stati strappati in queste *Aziende Ospedaliere Spa* che poi hanno incassato il contributo DRG .n. 541 e n. 542 dalla Regione?

    _Quanti pazienti sono deceduti dopo 8 giorni dal ricovero, provocando, Midazolam più antibiotico via endovena, anche sedazione dell'epiglottide impedendo di bere e di mangiare?_

    *Omicidio doloso.*

    Anche quest'ultima notizia di reato costituisce Segnalazione ai Comandi della Guardia di Finanza.

    @AlessandroGovoni

    Source: ➡ t.me/SaDefenza
    *SEGNALAZIONE AI COMANDI DELLA GUARDIA DI FINANZA:* *LA PIU' GRANDE FRODE ALLO STATO ITALIANO MAI COMMESSA* *Midazolam* somministrato in concomitanza con antibiotico via endovena e' provato da *PubMed n. ID 11575933* che provochi depressione polmonare profonda che giustifica il ricovero in Terapia Intensiva che permette alle Aziende Ospedaliere Spa di incassare dalla Regione il DRG n.541 di 51.919,00 euro. *Frode allo Stato.* _Quante e quali sono le Aziende Ospedaliere Spa coinvolte?_ _Quali sono i primari Anestesisti e i primari Cardiologi coinvolti?_ _Quali sono i partiti politici che hanno ricevuto donazioni da primari le cui Aziende Ospedaliere hanno ricevuto il contributo DRG n. 541 dalla Regione_ ? *Una frode allo Stato colossale, miliardaria, che riguarda almeno 500.000 ricoveri in Terapia Intensiva avvenuti dal 2012 ad oggi* , da quando fu modificato il rimborso dalla Regione per il ricovero in Terapia intensiva, portandolo da 300,00 euro al giorno a 51.919,00 euro se il ricovero in Terapia Intensiva si e' protratto per almeno 4 giorni, un incremento di rimborso di circa 50 volte a partite dal 2012, a 34.546,00 euro anche se eseguito solo con maschera a membrana Venturi (DRG n.542). La Magistratura attuale avrà le forza di smantellare la più grande truffa allo Stato mai commessa o i politici si interporranno spostando Pubblici Ministeri, GIP e Procuratori Capo dai luoghi di indagine, impedendo l' inizio dell' indagine, impedendo quindi alle Forze dell' Ordine di iniziare a compiere indagini di Polizia Giudiziaria? La presente costituisce Segnalazione, e non esposto, ai Comandi della Guardia di Finanza. Ai sensi dell' art 347 e seguenti del Codice di Procedura Penale, la Segnalazione consente alla Polizia Giudiziaria di compiere atti di indagine prima che il Pubblico Ministero assuma formalmente la direzioni delle indagini. *Il Midazolam prolunga il suo potente effetto sedativo provocando depressione polmonare profonda che giustifica il ricovero in Terapia intensiva anche in caso di occlusione delle vie urinarie (provato da PubMed n. ID 1767626 ),* per esempio per pezzi di carne nel canale urinario da strappo traumatico del catetere vescicale, per intervenuta impossibilità di espellerlo con le urine, quanti cateteri vescicali sono stati strappati in queste *Aziende Ospedaliere Spa* che poi hanno incassato il contributo DRG .n. 541 e n. 542 dalla Regione? _Quanti pazienti sono deceduti dopo 8 giorni dal ricovero, provocando, Midazolam più antibiotico via endovena, anche sedazione dell'epiglottide impedendo di bere e di mangiare?_ *Omicidio doloso.* Anche quest'ultima notizia di reato costituisce Segnalazione ai Comandi della Guardia di Finanza. @AlessandroGovoni Source: ➡ t.me/SaDefenza
    Angry
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni
  • "Al pronto soccorso di Sondrio regole rigide e niente umanità", la lettera di una madre delusa

    --
    Più umanità al pronto soccorso di Sondrio :: Segnalazione a Sondrio
    https://www.sondriotoday.it/attualita/lettera-madre-pronto-soccorso-sondrio-umanita.html
    © SondrioToday
    "Al pronto soccorso di Sondrio regole rigide e niente umanità", la lettera di una madre delusa -- Più umanità al pronto soccorso di Sondrio :: Segnalazione a Sondrio https://www.sondriotoday.it/attualita/lettera-madre-pronto-soccorso-sondrio-umanita.html © SondrioToday
    WWW.SONDRIOTODAY.IT
    "Al pronto soccorso di Sondrio regole rigide e niente umanità", la lettera di una madre delusa
    Una madre delusa condivide la sua esperienza al pronto soccorso di Sondrio, criticando la mancanza di umanità nella gestione dei pazienti. :: Segnalazione a Sondrio
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 344 Visualizzazioni
  • Bagni vietati sul Lago di Como: "Turisti cafoni e il conto lo paghiamo noi"
    La segnalazione...
    https://www.quicomo.it/attualita/turisti-cafoni-lago-como-conto.html
    Bagni vietati sul Lago di Como: "Turisti cafoni e il conto lo paghiamo noi" La segnalazione... https://www.quicomo.it/attualita/turisti-cafoni-lago-como-conto.html
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 257 Visualizzazioni
  • Quest'uomo sta davvero giocandosi tutto.

    FK Jr. rivela: il CDC ha fatto sparire il sistema di segnalazione dei danni da vaccino in funzione, per nascondere la verità!

    In un'avvincente intervista con Tucker Carlson, Robert F. Kennedy Jr. spiega come le autorità sanitarie statunitensi nascondano sistematicamente i danni da vaccino:

    Il sistema ufficiale VAERS è inutile: meno dell'1% dei danni da vaccino effettivi viene registrato.

    Già nel 2010, il CDC aveva sviluppato un sistema di segnalazione automatizzato che avrebbe rilevato oltre il 95% dei casi, per poi eliminarlo intenzionalmente.

    Il motivo? I dati mostravano un tasso di danni da vaccino del 2,7%, ovvero 1 danno ogni 37 vaccinazioni.

    Invece di utilizzare la tecnologia, i risultati sono stati nascosti e il sistema è rimasto inefficace. Ancora oggi.

    Kennedy: *"Il sistema è stato progettato per fallire fin dall'inizio."*

    This man is really putting it all on the line.

    FK Jr. Reveals: CDC Shut Down Vaccine Injury Reporting System to Hide the Truth!

    In a gripping interview with Tucker Carlson, Robert F. Kennedy Jr. explains how US health authorities systematically hide vaccine harm:

    The official VAERS system is useless: less than 1% of actual vaccine injuries are recorded.

    As early as 2010, the CDC had developed an automated reporting system that would detect over 95% of cases, and then intentionally eliminate it.

    The reason? The data showed a vaccine injury rate of 2.7%, or 1 injury for every 37 vaccinations.

    Instead of using technology, the results were hidden and the system remained ineffective. Even today.

    Kennedy: *"The system was designed to fail from the beginning."*
    Quest'uomo sta davvero giocandosi tutto. 🏆 FK Jr. rivela: il CDC ha fatto sparire il sistema di segnalazione dei danni da vaccino in funzione, per nascondere la verità! In un'avvincente intervista con Tucker Carlson, Robert F. Kennedy Jr. spiega come le autorità sanitarie statunitensi nascondano sistematicamente i danni da vaccino: ⚠️ Il sistema ufficiale VAERS è inutile: meno dell'1% dei danni da vaccino effettivi viene registrato. ⚠️ Già nel 2010, il CDC aveva sviluppato un sistema di segnalazione automatizzato che avrebbe rilevato oltre il 95% dei casi, per poi eliminarlo intenzionalmente. ⚠️ Il motivo? I dati mostravano un tasso di danni da vaccino del 2,7%, ovvero 1 danno ogni 37 vaccinazioni. ⚠️ Invece di utilizzare la tecnologia, i risultati sono stati nascosti e il sistema è rimasto inefficace. Ancora oggi. 💥 Kennedy: *"Il sistema è stato progettato per fallire fin dall'inizio."* This man is really putting it all on the line. 🏆 FK Jr. Reveals: CDC Shut Down Vaccine Injury Reporting System to Hide the Truth! In a gripping interview with Tucker Carlson, Robert F. Kennedy Jr. explains how US health authorities systematically hide vaccine harm: ⚠️ The official VAERS system is useless: less than 1% of actual vaccine injuries are recorded. ⚠️ As early as 2010, the CDC had developed an automated reporting system that would detect over 95% of cases, and then intentionally eliminate it. ⚠️ The reason? The data showed a vaccine injury rate of 2.7%, or 1 injury for every 37 vaccinations. ⚠️ Instead of using technology, the results were hidden and the system remained ineffective. Even today. 💥 Kennedy: *"The system was designed to fail from the beginning."*
    Like
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni 15
  • Gli esperti di vaccini del Regno Unito sospendono l'uso del vaccino appena approvato per gli over 65 dopo la segnalazione di due decessi e 21 reazioni gravi.

    UK vaccine chiefs suspend newly approved jab for over 65s - reports of two deaths and 21 severe reactions
    https://www.dailymail.co.uk/health/article-14794431/UK-vaccine-chiefs-suspend-newly-approved-jab-65s-reports-two-deaths-21-severe-reactions.html
    Gli esperti di vaccini del Regno Unito sospendono l'uso del vaccino appena approvato per gli over 65 dopo la segnalazione di due decessi e 21 reazioni gravi. UK vaccine chiefs suspend newly approved jab for over 65s - reports of two deaths and 21 severe reactions https://www.dailymail.co.uk/health/article-14794431/UK-vaccine-chiefs-suspend-newly-approved-jab-65s-reports-two-deaths-21-severe-reactions.html
    WWW.DAILYMAIL.CO.UK
    UK vaccine chiefs suspend newly approved jab for over 65s
    The??Chikungunya virus (CHIKV) is found in the subtropical regions of the Americas, Africa, Southeast Asia, India, and the Pacific Region.
    Angry
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 523 Visualizzazioni
  • Caos urbanistica, il Comune anticipa la Procura e restituisce oneri di urbanizzazione per il progetto in via Salomone che considera a rischio

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_aprile_06/caos-urbanistica-il-comune-anticipa-la-procura-e-restituisce-oneri-di-urbanizzazione-per-il-progetto-in-via-salomone-che-ed8a2c0d-6fb2-4adb-8487-cba9f348bxlk.shtml?refresh_ce



    Palazzo Marino previene le mosse della Procura, giocando d’anticipo. Per la prima volta il Comune restituisce a un costruttore le somme versate come oneri di urbanizzazione per un progetto su cui la Procura non ha aperto un fascicolo ma che avrebbe potuto presentare criticità, sulla base dei profili contestati dalla magistratura nelle inchieste sull’urbanistica. La prima società a ricevere la restituzione è Bluestone, per il progetto in via Salomone 77. Un provvedimento adottato in via cautelare in attesa di sviluppi futuri sul fronte delle inchieste. In prospettiva potrebbero essercene anche altri, in seguito al lavoro di istruttoria che Palazzo Marino sta portando avanti da un anno.

    Il Comune a febbraio del 2024, sulla base di una delibera approvata dalla giunta, ha istituito un gruppo di lavoro per visionare quei dossier su cui la Procura non ha aperto un’indagine ma che potrebbero presentare criticità, sulla base dei rilievi emersi dalle inchieste sull’urbanistica. Nell’istruttoria che Palazzo Marino da un anno sta portando avanti, il Comune ha chiesto ad alcuni costruttori di rivedere aspetti progettuali, ad altri di modificare il piano attuativo. Per la prima volta, nel corso dell’istruttoria, Palazzo Marino è arrivato anche a restituire a una società la somma versata per gli oneri di urbanizzazione. È accaduto a Bluestone per il progetto in via Salomone, dove l’edificio, da sede della casa editrice Ricordi, dovrebbe diventare un complesso residenziale di 200 appartamenti.
    PUBBLICITÀ

    Per avviare il cantiere è stata rilasciata la Scia, segnalazione certificata di inizio attività, in alternativa al permesso di costruire. L’intervento è stato qualificato come «ristrutturazione edilizia», «con demolizione e ricostruzione» di un fabbricato «a vocazione residenziale». Il progetto prevede un «cambio d’uso» dell’edificio in via Salomone: da stabile utilizzato per ospitare uffici a edificio «a totale superficie residenziale». Come contributo di costruzione è stato determinato l’importo complessivo di quasi 2 milioni, da versare a rate.

    La prima, già saldata, pari a quasi 500 mila euro. Dal lavoro di istruttoria svolto dal Comune è emerso che il progetto, su cui la Procura non ha aperto un fascicolo, avrebbe potuto presentare delle criticità, in quanto uno dei profili contestati dalla magistratura riguarda proprio il titolo edilizio. Per la Procura per alcuni interventi sarebbero necessari i permessi di costruire, piuttosto che la Scia.

    Così ad agosto del 2024 l’amministrazione agisce «in regime di autotutela», annullando d’ufficio il titolo edilizio che si è formato. In altre parole, il Comune interviene prevenendo possibili accuse dalla Procura ed evitando lo stallo di un altro progetto edilizio in città. Poiché però Bluestone aveva già versato al Comune parte della somma dovuta per gli oneri di urbanizzazione, Palazzo Marino si è preso l’impegno di restituirla alla società. Da quanto emerge dalla determina, l’amministrazione ha approvato la restituzione della prima rata e degli interessi legali pari a seimila euro circa. La somma verrà liquidata nelle prossime settimane.

    Il Comune, intanto, continua la sua istruttoria su quei progetti che non sono sotto indagine della Procura ma che potrebbero presentare profili di criticità. Per quei dossier, invece, per cui la magistratura ha aperto un fascicolo Palazzo Marino ricerca un accordo. Giovedì l’avvocatura del Comune ha incontrato la Procura per cercare di trovare una soluzione allo stallo urbanistico in città. Al vaglio c’è la strada della giustizia riparativa. L’ipotesi è quella che i costruttori possano versare gli oneri di urbanizzazione mancanti o adibire aree dei propri progetti a spazi per servizi da destinare alla cittadinanza. Non è scontato che le parti in gioco accettino l’accordo. La strada è in salita ma dall’incontro è emersa la volontà di non arrecare danni inutili alla città
    Caos urbanistica, il Comune anticipa la Procura e restituisce oneri di urbanizzazione per il progetto in via Salomone che considera a rischio https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_aprile_06/caos-urbanistica-il-comune-anticipa-la-procura-e-restituisce-oneri-di-urbanizzazione-per-il-progetto-in-via-salomone-che-ed8a2c0d-6fb2-4adb-8487-cba9f348bxlk.shtml?refresh_ce Palazzo Marino previene le mosse della Procura, giocando d’anticipo. Per la prima volta il Comune restituisce a un costruttore le somme versate come oneri di urbanizzazione per un progetto su cui la Procura non ha aperto un fascicolo ma che avrebbe potuto presentare criticità, sulla base dei profili contestati dalla magistratura nelle inchieste sull’urbanistica. La prima società a ricevere la restituzione è Bluestone, per il progetto in via Salomone 77. Un provvedimento adottato in via cautelare in attesa di sviluppi futuri sul fronte delle inchieste. In prospettiva potrebbero essercene anche altri, in seguito al lavoro di istruttoria che Palazzo Marino sta portando avanti da un anno. Il Comune a febbraio del 2024, sulla base di una delibera approvata dalla giunta, ha istituito un gruppo di lavoro per visionare quei dossier su cui la Procura non ha aperto un’indagine ma che potrebbero presentare criticità, sulla base dei rilievi emersi dalle inchieste sull’urbanistica. Nell’istruttoria che Palazzo Marino da un anno sta portando avanti, il Comune ha chiesto ad alcuni costruttori di rivedere aspetti progettuali, ad altri di modificare il piano attuativo. Per la prima volta, nel corso dell’istruttoria, Palazzo Marino è arrivato anche a restituire a una società la somma versata per gli oneri di urbanizzazione. È accaduto a Bluestone per il progetto in via Salomone, dove l’edificio, da sede della casa editrice Ricordi, dovrebbe diventare un complesso residenziale di 200 appartamenti. PUBBLICITÀ Per avviare il cantiere è stata rilasciata la Scia, segnalazione certificata di inizio attività, in alternativa al permesso di costruire. L’intervento è stato qualificato come «ristrutturazione edilizia», «con demolizione e ricostruzione» di un fabbricato «a vocazione residenziale». Il progetto prevede un «cambio d’uso» dell’edificio in via Salomone: da stabile utilizzato per ospitare uffici a edificio «a totale superficie residenziale». Come contributo di costruzione è stato determinato l’importo complessivo di quasi 2 milioni, da versare a rate. La prima, già saldata, pari a quasi 500 mila euro. Dal lavoro di istruttoria svolto dal Comune è emerso che il progetto, su cui la Procura non ha aperto un fascicolo, avrebbe potuto presentare delle criticità, in quanto uno dei profili contestati dalla magistratura riguarda proprio il titolo edilizio. Per la Procura per alcuni interventi sarebbero necessari i permessi di costruire, piuttosto che la Scia. Così ad agosto del 2024 l’amministrazione agisce «in regime di autotutela», annullando d’ufficio il titolo edilizio che si è formato. In altre parole, il Comune interviene prevenendo possibili accuse dalla Procura ed evitando lo stallo di un altro progetto edilizio in città. Poiché però Bluestone aveva già versato al Comune parte della somma dovuta per gli oneri di urbanizzazione, Palazzo Marino si è preso l’impegno di restituirla alla società. Da quanto emerge dalla determina, l’amministrazione ha approvato la restituzione della prima rata e degli interessi legali pari a seimila euro circa. La somma verrà liquidata nelle prossime settimane. Il Comune, intanto, continua la sua istruttoria su quei progetti che non sono sotto indagine della Procura ma che potrebbero presentare profili di criticità. Per quei dossier, invece, per cui la magistratura ha aperto un fascicolo Palazzo Marino ricerca un accordo. Giovedì l’avvocatura del Comune ha incontrato la Procura per cercare di trovare una soluzione allo stallo urbanistico in città. Al vaglio c’è la strada della giustizia riparativa. L’ipotesi è quella che i costruttori possano versare gli oneri di urbanizzazione mancanti o adibire aree dei propri progetti a spazi per servizi da destinare alla cittadinanza. Non è scontato che le parti in gioco accettino l’accordo. La strada è in salita ma dall’incontro è emersa la volontà di non arrecare danni inutili alla città
    MILANO.CORRIERE.IT
    Caos urbanistica, il Comune anticipa la Procura e restituisce oneri di urbanizzazione per il progetto in via Salomone che considera a rischio
    Progetti in stallo preventivo: in via Salomone primo caso di rimborso per «correggere» l’iter. Sull'operazione di Bluestone non è aperto un fascicolo, Palazzo Marino: procediamo in autotutela
    Angry
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 4K Visualizzazioni
  • Grazie per la segnalazione!

    Facciamo girare il più possibile!
    Grazie per la segnalazione! Facciamo girare il più possibile!
    Angry
    1
    0 Commenti 0 Condivisioni 366 Visualizzazioni
  • SEGNALAZIONE GENDER

    Alcuni professori ci hanno segnalato questo libro di testo per il biennio del Liceo delle Scienze Umane (14-16 anni) in cui vengono trattati in maniera totalmente ideologica temi come l’identità di genere, la transizione di genere e l’affettività.

    Ecco come nelle scuole si cerca di indottrinare le nuove generazioni! Genitori guardate bene i libri dei vostri figli. OCCHI APERTI

    Condividi il video di @jacopocoghe

    Source: https://x.com/ProVitaFamiglia/status/1904513896561475612
    ‼️SEGNALAZIONE GENDER‼️ Alcuni professori ci hanno segnalato questo libro di testo per il biennio del Liceo delle Scienze Umane (14-16 anni) in cui vengono trattati in maniera totalmente ideologica temi come l’identità di genere, la transizione di genere e l’affettività. Ecco come nelle scuole si cerca di indottrinare le nuove generazioni! Genitori guardate bene i libri dei vostri figli. OCCHI APERTI 👀 👉 Condividi il video di @jacopocoghe Source: https://x.com/ProVitaFamiglia/status/1904513896561475612
    Angry
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 2K Visualizzazioni 4
  • CENSURA SENZA FINE.

    Ugo Rossi (consigliere comunale di Trieste) sta portando avanti una dura battaglia per proiettare ovunque possibile il docufilm “Maidan la strada verso la guerra”. Mi ha mandato questa lettera, che mi chiede di pubblicare.

    Massimo Mazzucco

    "In Italia è da più di un mese che si è attivata la macchina della censura nei confronti dei docufilm “Maidan la strada verso la guerra” e “I bambini del Donbass” realizzati da Russia Today e tradotti in italiano dal giornalista Vincenzo Lorusso impegnato sul campo nel Donbass.
    Russia Today, insieme a Sputnik, è stato colpito dalle sanzioni UE nel marzo 2022 con l’accusa di essere strumento della propaganda Russa a sostegno “ dell’aggressione di Mosca contro l’Ucraina”.
    Con lo stesso pretesto in Italia continuano da più di un mese azioni antidemocratiche e incostituzionali di censura delle proiezioni organizzate da liberi cittadini e da varie organizzazioni sul territorio.
    La prima azione di censura e avvenuta il 29 novembre 2024 a Trieste per la proiezione di Maidan, con relatori Vincenzo Lorusso, Andrea Lucidi, Giorgio Dechi e il Consigliere Comunale Ugo Rossi, organizzata da “Insieme Liberi” e “Osservatorio Libero di Trieste” presso una sala in via Fabio Severo, utilizzata anche dall’Unicusano, università privata che fa capo al Sindaco di Terni Bandecchi.

    In tale circostanza a dare il via all’azione di censura è stata la giornalista della Rai Stefania Battistini, famosa per essere stata in prima linea nel diffondere le bugie della propaganda sul Covid e poi quelle della propaganda UE come inviata sul campo in Ucraina, che ha preso parte anche alla recente invasione del Kursk Russo.

    La Battistini chiese a Bandecchi tramite il suo profilo X di far togliere la sala e impedire la proiezione riuscendo nel suo intento. Infatti la sera prima della proiezione i proprietari della sala subirono “velate” minacce via mail da parte dell’Unicusano, che se non avessero tolto la sala per la proiezione, sarebbe saltata la loro collaborazione, cioè la principale fonte di reddito annuale. Gli stessi proprietari si sono scusati dicendo che in 20 anni non gli era mai capitata una cosa del genere, e che hanno sempre dato gli spazi a chiunque senza mai attuare alcuna censura, ma se gli fosse saltata tale collaborazione rischiavano il fallimento.

    Per fortuna tra i cittadini di Trieste si è messa subito in moto la macchina della solidarietà, e nel giro di poche ore è stata trovata una sala alternativa e la proiezione si fece comunque.
    Successivamente accadde lo stesso per la proiezione di Maidan in programma il 7 dicembre 2024 a Pescara presso l’Auditorium Cerullli. In questa occasione a muoversi è stata l’amministrazione comunale di Centrodestra del Sindaco Masci a fare pressioni via mail al direttore dell’Auditorium comunale per toglierlo agli organizzatori della proiezione. Anche in questa circostanza è stata trovata una sala alternativa e il docufilm è stato comunque proiettato.
    Un’altra più recente azione di censura è avvenuta ad Arezzo ad inizio 2025. A muoversi è stata la vicepresidente del Parlamento UE del PD Pina Picierno che ha chiesto all’amministrazione di Centrodestra di togliere la sala del comune al Consigliere Comunale di minoranza Michele Menchetti, che ne aveva diritto da regolamento, ma nonostante questo sono riusciti al momento a far annullare l’evento.
    Stessa sorte e capitata alle proiezioni in programma in questo gennaio 2025 a Treviso, Tortona, Bagno Di Gavorrano, Gaglianico e Torino.
    Qui in prima linea nel condurre le azioni di Censura è stato il “coordinamento stop propaganda Russa” che fa capo a varie organizzazioni ucraine con base in Italia tra cui l’Associazione Ucraina - Firenze LILEA", che in questi giorni pubblica come trofei le locandine delle serate annullate.
    Hanno poco da esultare perché ieri sera a Treviso si è comunque tenuta la proiezione in una sala alternative, e nelle altre città stanno già lavorando per proiettare comunque il docufilm Maidan come annunciato ad esempio da uno dei promotori dell’evento di Torino “La Variante Torinese” con questo comunicato:

    “Denunciamo con rabbia e determinazione l'annullamento della proiezione del nostro docufilm “Maidan, la strada verso la guerra” a Torino. Una decisione scandalosa, giustificata da norme europee che vietano i contenuti di Russia Today. La stessa UE che non perde mai occasione per ricordarci di quanto i valori occidentali siano in pericolo e debbano essere tutelati quando la prima minaccia è proprio lei. Questa non è una difesa della democrazia, ma un attacco frontale alla libertà di espressione e all'articolo 21 della nostra Costituzione, ormai ridotto a un ornamento inutile, la "Cenerentola" del nostro sistema democratico. Ci accusano di disinformazione, ma cosa c'è di più ipocrita di chi impone un pensiero unico e decide arbitrariamente cosa possiamo vedere? Il dibattito viene soffocato, il confronto evitato. La censura è la loro unica risposta. Vi diciamo già ora: la proiezione è solo rinviata.
    Non ci piegheremo a queste imposizioni che hanno il sapore amaro di una dittatura mascherata da "difesa democratica". Come se non bastasse, tra i protagonisti di questa segnalazione troviamo la cosiddetta "Associazione Ucraina - Firenze LILEA", fondata nel 2015, proprio quando l’Ucraina violava il Protocollo di Minsk bombardando il Donbass. Questi sedicenti paladini della verità, che oggi ci attaccano, ieri tacevano sui crimini documentati. Un silenzio complice allora, che oggi diventa ipocrisia aggressiva. E cosa dire delle “verità” a cui siamo stati sottoposti negli ultimi anni? Gli attacchi alla centrale nucleare mai avvenuti, l’avanzata ucraina mai vista, e persino l’assurda teoria dell’autosabotaggio russo sul Nord Stream. E ora questi “signori” osano parlare di “disinformazione”?

    Questa non è solo la nostra battaglia. È la battaglia di chiunque creda nella libertà. Non ci faremo zittire. La cultura, il pensiero libero e il diritto di scegliere non saranno mai piegati. Per noi la verità e il diritto di conoscere sono la base di ogni democrazia, motivo per cui, come già detto, oltre a non fermarci la proiezione è solo rinviata.”

    Oltre alla proiezione di Maidan stanno iniziando a colpire anche per quella dei “I Bambini del Donbass”. Questa volta a muoversi è l’ambasciata ucraina in Italia che scrive al Governatore del Veneto Zaia e al Sindaco di Resana per far togliere la sala comunale al Consigliere Loris Mazzorato che ha tutto il diritto di utilizzarla da regolamento comunale. Al momento la proiezione è ancora confermata per il 13 gennaio e ad occuparsi della questione denunciando il tentativo di censura è stato anche “ Il Fatto Quotidiano”.

    Ugo Rossi
    CENSURA SENZA FINE. Ugo Rossi (consigliere comunale di Trieste) sta portando avanti una dura battaglia per proiettare ovunque possibile il docufilm “Maidan la strada verso la guerra”. Mi ha mandato questa lettera, che mi chiede di pubblicare. Massimo Mazzucco "In Italia è da più di un mese che si è attivata la macchina della censura nei confronti dei docufilm “Maidan la strada verso la guerra” e “I bambini del Donbass” realizzati da Russia Today e tradotti in italiano dal giornalista Vincenzo Lorusso impegnato sul campo nel Donbass. Russia Today, insieme a Sputnik, è stato colpito dalle sanzioni UE nel marzo 2022 con l’accusa di essere strumento della propaganda Russa a sostegno “ dell’aggressione di Mosca contro l’Ucraina”. Con lo stesso pretesto in Italia continuano da più di un mese azioni antidemocratiche e incostituzionali di censura delle proiezioni organizzate da liberi cittadini e da varie organizzazioni sul territorio. La prima azione di censura e avvenuta il 29 novembre 2024 a Trieste per la proiezione di Maidan, con relatori Vincenzo Lorusso, Andrea Lucidi, Giorgio Dechi e il Consigliere Comunale Ugo Rossi, organizzata da “Insieme Liberi” e “Osservatorio Libero di Trieste” presso una sala in via Fabio Severo, utilizzata anche dall’Unicusano, università privata che fa capo al Sindaco di Terni Bandecchi. In tale circostanza a dare il via all’azione di censura è stata la giornalista della Rai Stefania Battistini, famosa per essere stata in prima linea nel diffondere le bugie della propaganda sul Covid e poi quelle della propaganda UE come inviata sul campo in Ucraina, che ha preso parte anche alla recente invasione del Kursk Russo. La Battistini chiese a Bandecchi tramite il suo profilo X di far togliere la sala e impedire la proiezione riuscendo nel suo intento. Infatti la sera prima della proiezione i proprietari della sala subirono “velate” minacce via mail da parte dell’Unicusano, che se non avessero tolto la sala per la proiezione, sarebbe saltata la loro collaborazione, cioè la principale fonte di reddito annuale. Gli stessi proprietari si sono scusati dicendo che in 20 anni non gli era mai capitata una cosa del genere, e che hanno sempre dato gli spazi a chiunque senza mai attuare alcuna censura, ma se gli fosse saltata tale collaborazione rischiavano il fallimento. Per fortuna tra i cittadini di Trieste si è messa subito in moto la macchina della solidarietà, e nel giro di poche ore è stata trovata una sala alternativa e la proiezione si fece comunque. Successivamente accadde lo stesso per la proiezione di Maidan in programma il 7 dicembre 2024 a Pescara presso l’Auditorium Cerullli. In questa occasione a muoversi è stata l’amministrazione comunale di Centrodestra del Sindaco Masci a fare pressioni via mail al direttore dell’Auditorium comunale per toglierlo agli organizzatori della proiezione. Anche in questa circostanza è stata trovata una sala alternativa e il docufilm è stato comunque proiettato. Un’altra più recente azione di censura è avvenuta ad Arezzo ad inizio 2025. A muoversi è stata la vicepresidente del Parlamento UE del PD Pina Picierno che ha chiesto all’amministrazione di Centrodestra di togliere la sala del comune al Consigliere Comunale di minoranza Michele Menchetti, che ne aveva diritto da regolamento, ma nonostante questo sono riusciti al momento a far annullare l’evento. Stessa sorte e capitata alle proiezioni in programma in questo gennaio 2025 a Treviso, Tortona, Bagno Di Gavorrano, Gaglianico e Torino. Qui in prima linea nel condurre le azioni di Censura è stato il “coordinamento stop propaganda Russa” che fa capo a varie organizzazioni ucraine con base in Italia tra cui l’Associazione Ucraina - Firenze LILEA", che in questi giorni pubblica come trofei le locandine delle serate annullate. Hanno poco da esultare perché ieri sera a Treviso si è comunque tenuta la proiezione in una sala alternative, e nelle altre città stanno già lavorando per proiettare comunque il docufilm Maidan come annunciato ad esempio da uno dei promotori dell’evento di Torino “La Variante Torinese” con questo comunicato: “Denunciamo con rabbia e determinazione l'annullamento della proiezione del nostro docufilm “Maidan, la strada verso la guerra” a Torino. Una decisione scandalosa, giustificata da norme europee che vietano i contenuti di Russia Today. La stessa UE che non perde mai occasione per ricordarci di quanto i valori occidentali siano in pericolo e debbano essere tutelati quando la prima minaccia è proprio lei. Questa non è una difesa della democrazia, ma un attacco frontale alla libertà di espressione e all'articolo 21 della nostra Costituzione, ormai ridotto a un ornamento inutile, la "Cenerentola" del nostro sistema democratico. Ci accusano di disinformazione, ma cosa c'è di più ipocrita di chi impone un pensiero unico e decide arbitrariamente cosa possiamo vedere? Il dibattito viene soffocato, il confronto evitato. La censura è la loro unica risposta. Vi diciamo già ora: la proiezione è solo rinviata. Non ci piegheremo a queste imposizioni che hanno il sapore amaro di una dittatura mascherata da "difesa democratica". Come se non bastasse, tra i protagonisti di questa segnalazione troviamo la cosiddetta "Associazione Ucraina - Firenze LILEA", fondata nel 2015, proprio quando l’Ucraina violava il Protocollo di Minsk bombardando il Donbass. Questi sedicenti paladini della verità, che oggi ci attaccano, ieri tacevano sui crimini documentati. Un silenzio complice allora, che oggi diventa ipocrisia aggressiva. E cosa dire delle “verità” a cui siamo stati sottoposti negli ultimi anni? Gli attacchi alla centrale nucleare mai avvenuti, l’avanzata ucraina mai vista, e persino l’assurda teoria dell’autosabotaggio russo sul Nord Stream. E ora questi “signori” osano parlare di “disinformazione”? Questa non è solo la nostra battaglia. È la battaglia di chiunque creda nella libertà. Non ci faremo zittire. La cultura, il pensiero libero e il diritto di scegliere non saranno mai piegati. Per noi la verità e il diritto di conoscere sono la base di ogni democrazia, motivo per cui, come già detto, oltre a non fermarci la proiezione è solo rinviata.” Oltre alla proiezione di Maidan stanno iniziando a colpire anche per quella dei “I Bambini del Donbass”. Questa volta a muoversi è l’ambasciata ucraina in Italia che scrive al Governatore del Veneto Zaia e al Sindaco di Resana per far togliere la sala comunale al Consigliere Loris Mazzorato che ha tutto il diritto di utilizzarla da regolamento comunale. Al momento la proiezione è ancora confermata per il 13 gennaio e ad occuparsi della questione denunciando il tentativo di censura è stato anche “ Il Fatto Quotidiano”. Ugo Rossi
    Angry
    2
    0 Commenti 0 Condivisioni 16K Visualizzazioni
Altri risultati