• ALLA Dott.ssa Balanzoni VA TUTTO il NOSTRO INCONDIZIONATO SOSTEGNO!
    IN UN PAESE CIVILE e DEMOCRATICO VORREI SENTIRE PARLARE di RISARCIMENTI Milionari nei confronti DEI PARENTI delle VITTIME dei SIERI GENICI SPERIMENTALI e DELLE CENTINAIA di MIGLIAIA di DANNEGGIATI in MODO PERMANENTE.

    "La Procura di Bologna ha chiesto di condannare al pagamento di una multa di 1.500 euro Barbara Balanzoni, dottoressa anti vaccini radiata dall’albo - per i toni espressi su internet sulla gestione della pandemia da Covid e sulle politiche vaccinali -, accusata di diffamazione e minacce per due video pubblicati su Youtube a gennaio e febbraio 2022, oggetto di una querela di Filippo Anelli (parte civile nel processo), presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), nonché presidente dell’ordine dei medici di Bari.
    Questa mattina si è tenuta la discussione del processo di primo grado davanti al giudice Fabio Cosentino, mentre nell’udienza già fissata al 7 aprile ci saranno le repliche e la sentenza. Balanzoni, assistita dall’avvocato Mauro Sandri, era presente in aula e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee. Tra il pubblico c'era una ventina di sostenitori di Balanzoni. Il tema dei video, acquisiti agli atti, era l’ottemperanza da parte della Federazione dei medici alle indicazioni di legge sull'obbligo per i medici di vaccinarsi e a sospendere i non vaccinati.

    L’avvocato di Anelli, Roberto Tartaro, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per il suo assistito e un risarcimento simbolico di 1 euro per ogni iscritto all’ordine dei medici di Bari e alla Fnomceo."
    ALLA Dott.ssa Balanzoni VA TUTTO il NOSTRO INCONDIZIONATO SOSTEGNO! IN UN PAESE CIVILE e DEMOCRATICO VORREI SENTIRE PARLARE di RISARCIMENTI Milionari nei confronti DEI PARENTI delle VITTIME dei SIERI GENICI SPERIMENTALI e DELLE CENTINAIA di MIGLIAIA di DANNEGGIATI in MODO PERMANENTE. "La Procura di Bologna ha chiesto di condannare al pagamento di una multa di 1.500 euro Barbara Balanzoni, dottoressa anti vaccini radiata dall’albo - per i toni espressi su internet sulla gestione della pandemia da Covid e sulle politiche vaccinali -, accusata di diffamazione e minacce per due video pubblicati su Youtube a gennaio e febbraio 2022, oggetto di una querela di Filippo Anelli (parte civile nel processo), presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), nonché presidente dell’ordine dei medici di Bari. Questa mattina si è tenuta la discussione del processo di primo grado davanti al giudice Fabio Cosentino, mentre nell’udienza già fissata al 7 aprile ci saranno le repliche e la sentenza. Balanzoni, assistita dall’avvocato Mauro Sandri, era presente in aula e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee. Tra il pubblico c'era una ventina di sostenitori di Balanzoni. Il tema dei video, acquisiti agli atti, era l’ottemperanza da parte della Federazione dei medici alle indicazioni di legge sull'obbligo per i medici di vaccinarsi e a sospendere i non vaccinati. L’avvocato di Anelli, Roberto Tartaro, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per il suo assistito e un risarcimento simbolico di 1 euro per ogni iscritto all’ordine dei medici di Bari e alla Fnomceo."
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  • ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM!
    HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE!

    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli

    La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ...

    Somme contestate e soldi sottratti

    La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici:

    Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti.

    In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta.

    Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia.

    È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente.

    In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
    ECCO un altro BUON MOTIVO per VOTARE NO al REFERENDUM! HA fatto SPARIRE 70 MILIONI di SOLDI PUBBLICI, ha fatto solo 5 mesi di GALERA e si è DICHIARATO NULLATENENTE! Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì” Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli La storia: Roberto Formigoni è uscito dal carcere di Bollate dopo 5 mesi di detenzione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva ... Somme contestate e soldi sottratti La contestazione dei pubblici ministeri e della sentenza riguarda i benefici e i soldi illecitamente percepiti e l’uso di fondi pubblici: Secondo l’accusa i legami con la Fondazione Maugeri e con il San Raffaele hanno portato a utilità e benefit (vacanze, cene, yacht, regali, acquisto agevolato villa, ecc.) per un valore complessivo di milioni di euro e a favoreggiamenti in favore delle due strutture per rimborsi della Regione Lombardia stimati dagli investigatori nell’ordine di circa 200 milioni di euro di rimborsi pubblici complessivi non dovuti. In sede giudiziaria si è parlato anche di circa 70 milioni di euro di flussi e forme di utilità ricevute da Formigoni attraverso i due enti sanitari, e di sequestri di beni e denaro per oltre 60 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta. Risarcimento alla Regione Lombardia: in primo grado la sentenza aveva disposto anche che Formigoni versasse 3 milioni di euro di provvisionale alla Regione Lombardia. È stata inoltre disposta la confisca di circa 6,6 milioni di euro di beni riconducibili all’ex presidente. In sintesi, mentre la pena definitiva è di 5 anni e 10 mesi di reclusione, i benefici e i flussi di denaro oggetto dell’accusa – secondo i pm e la sentenza di primo grado – si collocano nell’ordine di decine di milioni di euro di utilità e flussi pubblici e privati che sarebbero stati collegati al sistema di favori tra Regione Lombardia e le strutture Maugeri/San Raffaele. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/formigoni-torna-in-campo-faro-campagna-per-il-si/8272599/
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    Formigoni torna in campo “Farò campagna per il Sì”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Formigoni torna in campo per il referendum sulla Giustizia: “Farò campagna per il Sì”" pubblicato il 29 Gennaio 2026 a firma di Lorenzo Giarelli
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  • Precari con oltre 36 mesi di servizio, Anief: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento danni, ma urge il doppio canale
    https://www.orizzontescuola.it/precari-con-oltre-36-mesi-di-servizio-anief-la-cassazione-conferma-il-diritto-al-risarcimento-danni-ma-urge-il-doppio-canale/
    Precari con oltre 36 mesi di servizio, Anief: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento danni, ma urge il doppio canale https://www.orizzontescuola.it/precari-con-oltre-36-mesi-di-servizio-anief-la-cassazione-conferma-il-diritto-al-risarcimento-danni-ma-urge-il-doppio-canale/
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  • Oltre 6.000 bambini salvati con l’ “antidoto” alla RU486
    Lo Stato del Colorado pagherà 5,4 milioni di dollari di risarcimento al Becket Fund for Religious Liberty , che ha rappresentato in tribunale la clinica pr
    https://www.provitaefamiglia.it/blog/oltre-6000-bambini-salvati-con-l-antidoto-alla-ru486
    Oltre 6.000 bambini salvati con l’ “antidoto” alla RU486 Lo Stato del Colorado pagherà 5,4 milioni di dollari di risarcimento al Becket Fund for Religious Liberty , che ha rappresentato in tribunale la clinica pr https://www.provitaefamiglia.it/blog/oltre-6000-bambini-salvati-con-l-antidoto-alla-ru486
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    Oltre 6.000 bambini salvati con l’ “antidoto” alla RU486
    Lo Stato del Colorado pagherà 5,4 milioni di dollari di risarcimento al Becket Fund for Religious Liberty , che ha rappresentato in tribunale la clinica pr
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  • Allora, mettiamo assieme i pezzi.
    Una famiglia vive nei boschi. Una scelta che molti di noi non farebbero, d'accordo, ma va preso atto che gli esiti sono sorprendenti: sono felici, i figli sono circondati da amore, nutriti, sani e regolarmente istruiti. Non c'è traccia di violenza o abusi. Si tratta di una scelta libera che, piaccia o no, trasforma quel nucleo in simbolo radicale della "famiglia tradizionale". Si dice che tutto è partito perché tempo fa sono finiti in ospedale per intossicazione da funghi velenosi. Fosse vero sarebbe in effetti segno d'incuria, ma è una bugia: in realtà avevano fatto indigestione di funghi perfettamente commestibili, come può capitare a qualunque famiglia. Fatto sta che dall'ospedale parte la segnalazione.
    La cosa finisce in mano a una giudice (donna), Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale dei Minori de L'Aquila, che dispone casa famiglia per bambini e madre e allontanamento del padre. Durante il sequestro (perché di questo si tratta), ordina che i Carabinieri dispongano posti di blocco affinché il tutto avvenga senza problemi. Manco si trattasse di pericolosi terroristi.
    In tutto questo a molti qualcosa non torna. Vi spieghiamo noi per punti perché qualcosa non vi torna:

    - Cecilia Angrisano è una femminista, parte integrante dell'industria dell'antiviolenza del nostro paese. Qui è in un liceo locale a spargere la solita propaganda fasulla, senza contraddittorio: https://www.youtube.com/watch?v=r2bUTp1OM8g

    - Cecilia Angrisano è anche una sostenitrice delle famiglie arcobaleno o, come le chiama lei in questo convegno in cui è ospite d'onore insieme ad altri convegnisti improbabili, delle "genitorialità fuori dall'ordinario": https://www.psicologia.io/formazione-online/le-genitorialita-fuori-dallordinario

    Già così si sente puzza di un rigurgito di Bibbiano. Perché, non dimentichiamolo: Bibbiano è ovunque, Bibbiano è sempre. Anche lì c'erano presidenti di tribunale "woke", giudici onorari arruolati dall'industria dell'antiviolenza e operatrici LGBT. Soprattutto c'era un sistema basato su un'ideologia precisa. Scava scava e si trova la prova.

    - Qui Cecilia Angrisano viene intervistata e le viene lisciato il pelo dal CISMAI, nota lobby che elabora ideologie rigettate da tutto il mondo scientifico sul trattamento dei minori in sede giudiziaria. Sono quelli che "il bambino dice sempre la verità, va sempre creduto", favorevoli al sequestro dei minori e al loro più che profittevole collocamento in casa famiglia. Il CISMAI è il mandante ideologico di Bibbiano, dei "Diavoli della Bassa" e di tutti gli eventi similari precedenti. https://cismai.it/intervista-a-cecilia-angrisano/

    - Cecilia Angrisano è una fedele adepta del CISMAI. In questo articolo, relativo proprio alla vicenda di Bibbiano, fa endorsement delle posizioni del CISMAI, mentre partecipa a uno dei suoi convegni tossici. https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/infanzia_cismai_il_caso_bibbiano_ha_demonizzato_il_sistema_investire_in_prevenzione_

    La situazione è chiara, dunque: qui la distopia e il veleno ideologico che ODIA la famiglia tradizionale attacca e distrugge un simbolo radicale di famiglia tradizionale, come un maledetto virus fa con una cellula sana.
    In un paese normale i Carabinieri avrebbero già riportato a casa quella famiglia con tante scuse e un risarcimento dello Stato, un PM avrebbe indagato il giudice Angrisano per sequestro di persona, un altro avrebbe aperto un’inchiesta sul CISMAI per verificarne la trasparenza dell’operato.

    Source: https://www.facebook.com/share/p/17heVB37jU/
    Allora, mettiamo assieme i pezzi. Una famiglia vive nei boschi. Una scelta che molti di noi non farebbero, d'accordo, ma va preso atto che gli esiti sono sorprendenti: sono felici, i figli sono circondati da amore, nutriti, sani e regolarmente istruiti. Non c'è traccia di violenza o abusi. Si tratta di una scelta libera che, piaccia o no, trasforma quel nucleo in simbolo radicale della "famiglia tradizionale". Si dice che tutto è partito perché tempo fa sono finiti in ospedale per intossicazione da funghi velenosi. Fosse vero sarebbe in effetti segno d'incuria, ma è una bugia: in realtà avevano fatto indigestione di funghi perfettamente commestibili, come può capitare a qualunque famiglia. Fatto sta che dall'ospedale parte la segnalazione. La cosa finisce in mano a una giudice (donna), Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale dei Minori de L'Aquila, che dispone casa famiglia per bambini e madre e allontanamento del padre. Durante il sequestro (perché di questo si tratta), ordina che i Carabinieri dispongano posti di blocco affinché il tutto avvenga senza problemi. Manco si trattasse di pericolosi terroristi. In tutto questo a molti qualcosa non torna. Vi spieghiamo noi per punti perché qualcosa non vi torna: - Cecilia Angrisano è una femminista, parte integrante dell'industria dell'antiviolenza del nostro paese. Qui è in un liceo locale a spargere la solita propaganda fasulla, senza contraddittorio: https://www.youtube.com/watch?v=r2bUTp1OM8g - Cecilia Angrisano è anche una sostenitrice delle famiglie arcobaleno o, come le chiama lei in questo convegno in cui è ospite d'onore insieme ad altri convegnisti improbabili, delle "genitorialità fuori dall'ordinario": https://www.psicologia.io/formazione-online/le-genitorialita-fuori-dallordinario Già così si sente puzza di un rigurgito di Bibbiano. Perché, non dimentichiamolo: Bibbiano è ovunque, Bibbiano è sempre. Anche lì c'erano presidenti di tribunale "woke", giudici onorari arruolati dall'industria dell'antiviolenza e operatrici LGBT. Soprattutto c'era un sistema basato su un'ideologia precisa. Scava scava e si trova la prova. - Qui Cecilia Angrisano viene intervistata e le viene lisciato il pelo dal CISMAI, nota lobby che elabora ideologie rigettate da tutto il mondo scientifico sul trattamento dei minori in sede giudiziaria. Sono quelli che "il bambino dice sempre la verità, va sempre creduto", favorevoli al sequestro dei minori e al loro più che profittevole collocamento in casa famiglia. Il CISMAI è il mandante ideologico di Bibbiano, dei "Diavoli della Bassa" e di tutti gli eventi similari precedenti. https://cismai.it/intervista-a-cecilia-angrisano/ - Cecilia Angrisano è una fedele adepta del CISMAI. In questo articolo, relativo proprio alla vicenda di Bibbiano, fa endorsement delle posizioni del CISMAI, mentre partecipa a uno dei suoi convegni tossici. https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/infanzia_cismai_il_caso_bibbiano_ha_demonizzato_il_sistema_investire_in_prevenzione_ La situazione è chiara, dunque: qui la distopia e il veleno ideologico che ODIA la famiglia tradizionale attacca e distrugge un simbolo radicale di famiglia tradizionale, come un maledetto virus fa con una cellula sana. In un paese normale i Carabinieri avrebbero già riportato a casa quella famiglia con tante scuse e un risarcimento dello Stato, un PM avrebbe indagato il giudice Angrisano per sequestro di persona, un altro avrebbe aperto un’inchiesta sul CISMAI per verificarne la trasparenza dell’operato. Source: https://www.facebook.com/share/p/17heVB37jU/
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  • CARI AMICI,VI RINGRAZIO DELLA STIMA E DELLA FIDUCIA CHE AVETE PER ME. COME BEN SAPETE, STA PRENDENDO CORPO IL PIANO DI TRUMP, SULLA FINE DELLO STERMINIO A GAZA DI DECINE DI MIGLIAIA DI PALESTINESI INNOCENTI !!!!NFATTI ,OGGI SU,LL'ANSA C'E' LA NOTIZIA DELLO SCAMBIO DELLE LISTE DEI PRIGIONIERI DA "RESTITUIRE" A ISRAELE, DA PARTE DI HAMAS E DEI PRIGIONIERI CHE ISRAELE DEVE LIBERARE PER "CONSEGNARLI " AD HAMAS !!!! CI DOMANDIAMO , C'E' RISARCIMENTO PER LE MORTI DI 77.000 PALESTINESI , TRA CUI 20.000 BAMBINI, AD OPERA DI ISRAELE ????!!!CHE BRUTTA UMANITA' !!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI,VI RINGRAZIO DELLA STIMA E DELLA FIDUCIA CHE AVETE PER ME. COME BEN SAPETE, STA PRENDENDO CORPO IL PIANO DI TRUMP, SULLA FINE DELLO STERMINIO A GAZA DI DECINE DI MIGLIAIA DI PALESTINESI INNOCENTI !!!!NFATTI ,OGGI SU,LL'ANSA C'E' LA NOTIZIA DELLO SCAMBIO DELLE LISTE DEI PRIGIONIERI DA "RESTITUIRE" A ISRAELE, DA PARTE DI HAMAS E DEI PRIGIONIERI CHE ISRAELE DEVE LIBERARE PER "CONSEGNARLI " AD HAMAS !!!! CI DOMANDIAMO , C'E' RISARCIMENTO PER LE MORTI DI 77.000 PALESTINESI , TRA CUI 20.000 BAMBINI, AD OPERA DI ISRAELE ????!!!CHE BRUTTA UMANITA' !!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
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  • EUNOMIS INFORMA, [29 Set 2025 alle 08:38]
    https://www.ilgiornaleditalia.it/news/approfondimenti/734863/legittimita-degli-obblighi-vaccinali-la-sospensione-degli-stipendi-ai-non-vaccinati-di-nuovo-al-vaglio-della-corte-costituzionale.html

    “Il Tribunale di Catania rimette nuovamente alla Corte Costituzionale”

    * di Andrea Montanari, avvocato

    Torna in Corte delle Leggi la “vexatissima quaestio” della sospensione (rectius, privazione) degli stipendi ai lavoratori non vaccinati nel periodo del Covid-19.

    Una delle normative più ingiuste e contestate del recente governo Draghi di epoca “pseudo pandemica” (e forse dell’intera storia repubblicana) torna quindi a giudizio di illegittimità costituzionale, come peraltro abbiamo sempre segnalato sarebbe avvenuto.

    D’altra parte, le famigerate sentenze del 2023 con cui la Corte delle Leggi rigetto’ istanze di remissione e interventi di numerosi avvocati e associazioni (tra cui la nostra Associazione EUNOMIS, con il sostegno di Società italiana di Medicina, difensori in mandato eravamo il sottoscritto e l’egregio avv. Francesco Cardile), volti a fare dichiarare l’illegittimita’ costituzionale dell’obbligo vaccinale e/o della abnorme e discriminatoria sanzione irrogata ai “resistenti” , erano evidentemente ERRATE dal momento che aderirono alla temeraria tesi (pseudoscientifica) della Avvocatura di Stato che sostenne (pur consapevole del contrario) che i farmaci per il Covid - 19 (detti irregolarmente “vaccini”) “prevenivano la trasmissione della infezione” (!).

    Un clamoroso falso storico - sotto il profilo scientifico (da cui la Corte “delle Leggi” avrebbe dovuto astenersi o comunque dichiarare) - che era già noto alla data delle udienze di discussione in Corte che si tennero a fine anno 2022 dopo la lunga notte di veglia che tenemmo a Roma.

    Un clamoroso falso storico dunque che oggi e’ emerso e dimostrato in tutta la sua fondatezza EX ANTE con la pubblicazione dei verbali del CTS della Presidenza del Consiglio dei Ministri (si v. , ex multis, il verbale 4/21 anteriore all’emissione del DL 44/21 che introdusse l’obbligo), con la ammissione di AIFA a seguito di accesso agli atti, con le audizioni in sede di Commissione parlamentare di inchiesta Covid-19, con decine di studi scientifici pubblicati (per quanto ciò risultasse già allora chiaramente anche dai cd. “bugiardini”).

    Si riapriranno dunque le porte al risarcimento degli stipendi illegittimamente negati a tutti questi lavoratori e alle loro famiglie ?
    Noi lo auspichiamo.

    Consigliamo intanto la lettura dell’articolo allegato di commento all’ordinanza di rinvio del Tribunale catanese, uscito su Il Giornale d’Italia, a firma del prof. avv. Gianfrancesco Vecchio, membro del nostri team legali EUNOMIS e Società italiana di Medicina, che tra l’altro fu con noi in Corte Costituzionale.

    * presidente EUNOMIS
    * coordinatore Dipartimento Affari Legali Società italiana di Medicina
    * presidente nazionale FenImprese Sanita’ - Insieme per Salute e Ben-essere https://t.me/eunomis/4646
    EUNOMIS INFORMA, [29 Set 2025 alle 08:38] https://www.ilgiornaleditalia.it/news/approfondimenti/734863/legittimita-degli-obblighi-vaccinali-la-sospensione-degli-stipendi-ai-non-vaccinati-di-nuovo-al-vaglio-della-corte-costituzionale.html 📍 “Il Tribunale di Catania rimette nuovamente alla Corte Costituzionale” * di Andrea Montanari, avvocato Torna in Corte delle Leggi la “vexatissima quaestio” della sospensione (rectius, privazione) degli stipendi ai lavoratori non vaccinati nel periodo del Covid-19. Una delle normative più ingiuste e contestate del recente governo Draghi di epoca “pseudo pandemica” (e forse dell’intera storia repubblicana) torna quindi a giudizio di illegittimità costituzionale, come peraltro abbiamo sempre segnalato sarebbe avvenuto. D’altra parte, le famigerate sentenze del 2023 con cui la Corte delle Leggi rigetto’ istanze di remissione e interventi di numerosi avvocati e associazioni (tra cui la nostra Associazione EUNOMIS, con il sostegno di Società italiana di Medicina, difensori in mandato eravamo il sottoscritto e l’egregio avv. Francesco Cardile), volti a fare dichiarare l’illegittimita’ costituzionale dell’obbligo vaccinale e/o della abnorme e discriminatoria sanzione irrogata ai “resistenti” , erano evidentemente ERRATE dal momento che aderirono alla temeraria tesi (pseudoscientifica) della Avvocatura di Stato che sostenne (pur consapevole del contrario) che i farmaci per il Covid - 19 (detti irregolarmente “vaccini”) “prevenivano la trasmissione della infezione” (!). Un clamoroso falso storico - sotto il profilo scientifico (da cui la Corte “delle Leggi” avrebbe dovuto astenersi o comunque dichiarare) - che era già noto alla data delle udienze di discussione in Corte che si tennero a fine anno 2022 dopo la lunga notte di veglia che tenemmo a Roma. Un clamoroso falso storico dunque che oggi e’ emerso e dimostrato in tutta la sua fondatezza EX ANTE con la pubblicazione dei verbali del CTS della Presidenza del Consiglio dei Ministri (si v. , ex multis, il verbale 4/21 anteriore all’emissione del DL 44/21 che introdusse l’obbligo), con la ammissione di AIFA a seguito di accesso agli atti, con le audizioni in sede di Commissione parlamentare di inchiesta Covid-19, con decine di studi scientifici pubblicati (per quanto ciò risultasse già allora chiaramente anche dai cd. “bugiardini”). Si riapriranno dunque le porte al risarcimento degli stipendi illegittimamente negati a tutti questi lavoratori e alle loro famiglie ? Noi lo auspichiamo. Consigliamo intanto la lettura dell’articolo allegato di commento all’ordinanza di rinvio del Tribunale catanese, uscito su Il Giornale d’Italia, a firma del prof. avv. Gianfrancesco Vecchio, membro del nostri team legali EUNOMIS e Società italiana di Medicina, che tra l’altro fu con noi in Corte Costituzionale. * presidente EUNOMIS * coordinatore Dipartimento Affari Legali Società italiana di Medicina * presidente nazionale FenImprese Sanita’ - Insieme per Salute e Ben-essere https://t.me/eunomis/4646
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  • QUESTO MI SEMBRA VERAMENTE SCANDALOSO!!!
    Solo tre patteggiamenti: così si chiude il processo per la strage del Mottarone. La madre di una vittima: “Questo è il valore che danno alla vita delle persone”
    di F. Q.
    Il gup di Verbania ha accolto le istanze a 3 anni e 10 mesi avanzata da Luigi Nerini, il titolare della Ferrovia del Mottarone, e a 4 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi proposte da Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, rispettivamente direttore d’esercizio e capo servizio dell’impianto. Nessuno dei tre va in carcere.

    Si è chiuso il capitolo giudiziario nell’ambito del procedimento sulla strage della funivia Stresa-Mottarone. Il giudice per l’udienza preliminare ha accolto tre patteggiamenti e pronunciato sentenza di non luogo a procedere per altri due imputati che sono stati prosciolti. Il gup di Verbania, Gianni Macchioni, ha accolto le istanze a patteggiare a 3 anni e 10 mesi avanzata da Luigi Nerini, il titolare della Ferrovia del Mottarone, e a 4 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi proposte da Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, rispettivamente direttore d’esercizio e capo servizio dell’impianto. Con tale pena nessuno dei tre va in carcere. Gli indagati all’epoca erano stati fermati e poi scarcerati dal gip tra le polemiche, salvo poi essere rimessi ai domiciliari dal Riesame. La Cassazione infine aveva annullato gli arresti. La Procura aveva chiesto il proscioglimento di Martin Leitner, consigliere delegato della omonima società, e di Peter Rabanser, responsabile del Customer Service. La Regione Piemonte, ha revocato la costituzione di parte civile dopo un risarcimento di circa 100mila euro.

    “Questo è il valore che danno alla vita delle persone” ha detto Vincenza Minutella, la mamma di Silvia Malnati. “Dal signor Nerini non c’è mai stata una lettera di scusa ai famigliari delle vittime, questo ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Siamo comunque soddisfatti dell’esito del processo perché c’è stata una condanna severa per le persone contro cui ci eravamo costituiti parte civile, cioè Nerini e Tadini” ha detto Lo ha detto l’avvocato Emanuele Zanalda, legale di alcuni parenti del ramo paterno di Eitan, il bimbo israeliano unico sopravvissuto alla tragedia.

    La strage
    Il 23 maggio del 2021 morirono 14 passeggeri a bordo della cabina precipitata per la rottura della fune traente dell’impianto e del concomitante inserimento dei ‘forchettoni’ che impedirono l’attivazione dei freni di emergenza. A tre mesi dall’ultima udienza, nella quale i pm di Verbania avevano riformulato le accuse eliminando quella di attentato alla sicurezza dei trasporti aggravato dal disastro. Secondo i periti incaricati la funivia del Mottarone era precipitata “a causa del degrado della fune” traente. Di conseguenza, “una corretta attuazione dei controlli” avrebbe evitato la morte delle persone a bordo.

    I pm
    “Nessuna pena, nessun risarcimento potrà mai lenire il dolore per quanto accaduto. Chiudere ora, in una maniera complessivamente adeguata, è un modo per tutti di cominciare a ricucire quello strappo” aveva detto il rappresentante dell’accusa in udienza aggiungendo che si tratta di una “decisione non facile. Spero che le parti offese possano non dico accettare, ma comprendere questo esito”. I pm in aula hanno illustrato i motivi della richiesta di proscioglimento per i due dirigenti della Leitner. Peter Rabanser, che dell’azienda altoatesina è il responsabile del customer service, non può essere ritenuto responsabile di quanto inizialmente contestato – hanno spiegato – perché non spettava a lui il controllo sull’operato del direttore d’esercizio dell’impianto Enrico Perocchio, pubblico ufficiale sul cui operato i controlli spettavano all’Ustif, l’acronimo che indica l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi.

    Le reazioni
    “Non sono sorpresa, era già previsto dalla scorsa udienza. Ma sono molto amareggiata: loro (i pm, ndr) forse non sono stati sette ore su in mezzo ai morti come me. Rispetto la decisione, però l’intervento della Procura mi è sembrato piuttosto da brivido. Giustificano il fatto che non vai a processo perché in questo modo si rinnova il dolore?” aveva detto la sindaca di Stresa, Marcella Severino, prima della decisione. La prima cittadina ha poi ribadito il concetto: “Il solco era già stato tracciato l’udienza precedente, dove si era capito benissimo, quando sono stati rivisti i capi d’imputazione dove si voleva andare. Sono molto, molto amareggiata. Forse, avendo vissuto la tragedia in prima persona, l’ho un pò cucita sulla pelle, speravo veramente ci fosse giustizia. In questo momento devo riflettere ma sono molto perplessa”.

    “La società Leitner non può che esprimere il proprio apprezzamento per la sentenza di non luogo a procedere – si legge in una nota – in relazione alla posizione del proprio vicepresidente Martin Leitner e del dirigente Peter Rabanser. Una decisione che si pone in linea di totale continuità con le già avvenute archiviazioni della posizione del proprio presidente Anton Seeber e della stessa Società per gli addebiti 231/01. Sin dall’inizio del procedimento la società Leitner ha costantemente ribadito la propria condotta improntata a diligenza, coscienza e responsabilità, nell’esecuzione del contratto di manutenzione vigente con la società Ferrovie del Mottarone”.

    Il procuratore e il rischio prescrizione
    “Questo risultato non è il migliore, ma è una soluzione complessivamente adeguata. Siamo consapevoli della profondità del dolore dei familiari delle vittime, ma il processo penale non può mirare a restituire nulla e neppure ad attenuare il dolore. Non devono pensare all’entità della pena, ma che questo patteggiamento rappresenta un accertamento dei fatti e delle responsabilità. Questo anche la persona offesa può prenderlo in considerazione per provare a girare pagina nel limite di quanto umanamente possibile” ha detto ai giornalisti il procuratore di Verbania, Alessandro Pepè.

    “Questa non è la soluzione migliore, non è quella a cui il procuratore pensava nel corso delle indagini, ma è la soluzione che si basa su un dato di fatto: i tempi di indagini e dell’udienza preliminari sono stati particolarmente lunghi, ci siamo trovati a iniziare la seconda udienza preliminare dopo oltre quattro anni dai fatti e dobbiamo prendere atto di questa situazione. Riteniamo – ha concluso – che questo tipo di atteggiamento, che certamente non applica pene particolarmente severe, possa essere preferibile rispetto all’inizio di un percorso dibattimentale che sarebbe stato molto lungo e anche dall’esito incerto visto il tempo già decorso e considerato che si trattava solo più di reati colposi. I tempi della prescrizione li conosciamo e non sono particolarmente lunghi”.

    Le difese
    “Tadini è sempre stato trasparente e presente, ha scritto una lettera breve e toccante. Secondo me abbiamo chiuso nella maniera tecnicamente giusta. Chiaramente qualcuno sarà insoddisfatto, ma io credo che sia la scelta corretta e definitiva. Alla luce di tutto quello che è accaduto, per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto, credo di aver fatto un buon lavoro” dice l’avvocato Marcello Perillo. “Il mio cliente subisce una condanna severa ma che gli consente di pensare di non dover tornare in un carcere: questo era il nostro obiettivo primario rispetto a un disastro che avrebbe potuto avere delle conseguenze gravissime anche su di lui” commenta l’avvocato Andrea Da Prato, difensore di Perocchio. “Sentenza giusta? La verità storica è un’altra cosa, ci vorrebbe un dibattimento ma non era il caso di affrontarlo“, ha concluso.

    La lettera dell’imputato
    “Sono profondamente addolorato per tutto il dolore, per le tante, troppe sofferenze causate dal mio comportamento, le cui conseguenze sono andate ben al di là di quanto potessi immaginare nei giorni che hanno preceduto la tragedia. Da quando è accaduto il fatto, non so darmi pace” si legge nella lettera che Tadini ha scritto per accompagnare la richiesta di patteggiamento. “So bene – afferma – che per quanto io possa essere pentito, il mio dolore, la contrizione del mio cuore non potrà alleviare la sofferenza dei famigliari delle vittime. Più che la condanna, temo il loro mancato perdono. Possa Dio darmi l’occasione di espirare il male compiuto dando loro al contempo tutto ciò che la loro vita necessita per tornare a fiorire”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/18/strage-mottarone-patteggiamento-imputati-notizie/8130804/
    QUESTO MI SEMBRA VERAMENTE SCANDALOSO!!! Solo tre patteggiamenti: così si chiude il processo per la strage del Mottarone. La madre di una vittima: “Questo è il valore che danno alla vita delle persone” di F. Q. Il gup di Verbania ha accolto le istanze a 3 anni e 10 mesi avanzata da Luigi Nerini, il titolare della Ferrovia del Mottarone, e a 4 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi proposte da Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, rispettivamente direttore d’esercizio e capo servizio dell’impianto. Nessuno dei tre va in carcere. Si è chiuso il capitolo giudiziario nell’ambito del procedimento sulla strage della funivia Stresa-Mottarone. Il giudice per l’udienza preliminare ha accolto tre patteggiamenti e pronunciato sentenza di non luogo a procedere per altri due imputati che sono stati prosciolti. Il gup di Verbania, Gianni Macchioni, ha accolto le istanze a patteggiare a 3 anni e 10 mesi avanzata da Luigi Nerini, il titolare della Ferrovia del Mottarone, e a 4 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi proposte da Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, rispettivamente direttore d’esercizio e capo servizio dell’impianto. Con tale pena nessuno dei tre va in carcere. Gli indagati all’epoca erano stati fermati e poi scarcerati dal gip tra le polemiche, salvo poi essere rimessi ai domiciliari dal Riesame. La Cassazione infine aveva annullato gli arresti. La Procura aveva chiesto il proscioglimento di Martin Leitner, consigliere delegato della omonima società, e di Peter Rabanser, responsabile del Customer Service. La Regione Piemonte, ha revocato la costituzione di parte civile dopo un risarcimento di circa 100mila euro. “Questo è il valore che danno alla vita delle persone” ha detto Vincenza Minutella, la mamma di Silvia Malnati. “Dal signor Nerini non c’è mai stata una lettera di scusa ai famigliari delle vittime, questo ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Siamo comunque soddisfatti dell’esito del processo perché c’è stata una condanna severa per le persone contro cui ci eravamo costituiti parte civile, cioè Nerini e Tadini” ha detto Lo ha detto l’avvocato Emanuele Zanalda, legale di alcuni parenti del ramo paterno di Eitan, il bimbo israeliano unico sopravvissuto alla tragedia. La strage Il 23 maggio del 2021 morirono 14 passeggeri a bordo della cabina precipitata per la rottura della fune traente dell’impianto e del concomitante inserimento dei ‘forchettoni’ che impedirono l’attivazione dei freni di emergenza. A tre mesi dall’ultima udienza, nella quale i pm di Verbania avevano riformulato le accuse eliminando quella di attentato alla sicurezza dei trasporti aggravato dal disastro. Secondo i periti incaricati la funivia del Mottarone era precipitata “a causa del degrado della fune” traente. Di conseguenza, “una corretta attuazione dei controlli” avrebbe evitato la morte delle persone a bordo. I pm “Nessuna pena, nessun risarcimento potrà mai lenire il dolore per quanto accaduto. Chiudere ora, in una maniera complessivamente adeguata, è un modo per tutti di cominciare a ricucire quello strappo” aveva detto il rappresentante dell’accusa in udienza aggiungendo che si tratta di una “decisione non facile. Spero che le parti offese possano non dico accettare, ma comprendere questo esito”. I pm in aula hanno illustrato i motivi della richiesta di proscioglimento per i due dirigenti della Leitner. Peter Rabanser, che dell’azienda altoatesina è il responsabile del customer service, non può essere ritenuto responsabile di quanto inizialmente contestato – hanno spiegato – perché non spettava a lui il controllo sull’operato del direttore d’esercizio dell’impianto Enrico Perocchio, pubblico ufficiale sul cui operato i controlli spettavano all’Ustif, l’acronimo che indica l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi. Le reazioni “Non sono sorpresa, era già previsto dalla scorsa udienza. Ma sono molto amareggiata: loro (i pm, ndr) forse non sono stati sette ore su in mezzo ai morti come me. Rispetto la decisione, però l’intervento della Procura mi è sembrato piuttosto da brivido. Giustificano il fatto che non vai a processo perché in questo modo si rinnova il dolore?” aveva detto la sindaca di Stresa, Marcella Severino, prima della decisione. La prima cittadina ha poi ribadito il concetto: “Il solco era già stato tracciato l’udienza precedente, dove si era capito benissimo, quando sono stati rivisti i capi d’imputazione dove si voleva andare. Sono molto, molto amareggiata. Forse, avendo vissuto la tragedia in prima persona, l’ho un pò cucita sulla pelle, speravo veramente ci fosse giustizia. In questo momento devo riflettere ma sono molto perplessa”. “La società Leitner non può che esprimere il proprio apprezzamento per la sentenza di non luogo a procedere – si legge in una nota – in relazione alla posizione del proprio vicepresidente Martin Leitner e del dirigente Peter Rabanser. Una decisione che si pone in linea di totale continuità con le già avvenute archiviazioni della posizione del proprio presidente Anton Seeber e della stessa Società per gli addebiti 231/01. Sin dall’inizio del procedimento la società Leitner ha costantemente ribadito la propria condotta improntata a diligenza, coscienza e responsabilità, nell’esecuzione del contratto di manutenzione vigente con la società Ferrovie del Mottarone”. Il procuratore e il rischio prescrizione “Questo risultato non è il migliore, ma è una soluzione complessivamente adeguata. Siamo consapevoli della profondità del dolore dei familiari delle vittime, ma il processo penale non può mirare a restituire nulla e neppure ad attenuare il dolore. Non devono pensare all’entità della pena, ma che questo patteggiamento rappresenta un accertamento dei fatti e delle responsabilità. Questo anche la persona offesa può prenderlo in considerazione per provare a girare pagina nel limite di quanto umanamente possibile” ha detto ai giornalisti il procuratore di Verbania, Alessandro Pepè. “Questa non è la soluzione migliore, non è quella a cui il procuratore pensava nel corso delle indagini, ma è la soluzione che si basa su un dato di fatto: i tempi di indagini e dell’udienza preliminari sono stati particolarmente lunghi, ci siamo trovati a iniziare la seconda udienza preliminare dopo oltre quattro anni dai fatti e dobbiamo prendere atto di questa situazione. Riteniamo – ha concluso – che questo tipo di atteggiamento, che certamente non applica pene particolarmente severe, possa essere preferibile rispetto all’inizio di un percorso dibattimentale che sarebbe stato molto lungo e anche dall’esito incerto visto il tempo già decorso e considerato che si trattava solo più di reati colposi. I tempi della prescrizione li conosciamo e non sono particolarmente lunghi”. Le difese “Tadini è sempre stato trasparente e presente, ha scritto una lettera breve e toccante. Secondo me abbiamo chiuso nella maniera tecnicamente giusta. Chiaramente qualcuno sarà insoddisfatto, ma io credo che sia la scelta corretta e definitiva. Alla luce di tutto quello che è accaduto, per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto, credo di aver fatto un buon lavoro” dice l’avvocato Marcello Perillo. “Il mio cliente subisce una condanna severa ma che gli consente di pensare di non dover tornare in un carcere: questo era il nostro obiettivo primario rispetto a un disastro che avrebbe potuto avere delle conseguenze gravissime anche su di lui” commenta l’avvocato Andrea Da Prato, difensore di Perocchio. “Sentenza giusta? La verità storica è un’altra cosa, ci vorrebbe un dibattimento ma non era il caso di affrontarlo“, ha concluso. La lettera dell’imputato “Sono profondamente addolorato per tutto il dolore, per le tante, troppe sofferenze causate dal mio comportamento, le cui conseguenze sono andate ben al di là di quanto potessi immaginare nei giorni che hanno preceduto la tragedia. Da quando è accaduto il fatto, non so darmi pace” si legge nella lettera che Tadini ha scritto per accompagnare la richiesta di patteggiamento. “So bene – afferma – che per quanto io possa essere pentito, il mio dolore, la contrizione del mio cuore non potrà alleviare la sofferenza dei famigliari delle vittime. Più che la condanna, temo il loro mancato perdono. Possa Dio darmi l’occasione di espirare il male compiuto dando loro al contempo tutto ciò che la loro vita necessita per tornare a fiorire”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/18/strage-mottarone-patteggiamento-imputati-notizie/8130804/
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    Strage del Mottarone, tre imputati chiedono di patteggiare
    Per la strage della funivia Stresa-Mottarone del 23 maggio 2021 tre imputati hanno chiesto di patteggiare con pene fino a 4 anni e 5 mesi
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  • La rivincita del copyright: ecco perché Anthropic (a causa dei veneziani del 1474) ha dovuto pagare 1,5 miliardi per l'AI
    Si tratta del più grande risarcimento nella storia di quel "privilegio di stampa" che prese vita nella Silicon Valley ante litteram , la repubblica di Venezia.

    di conoscere la sua storia. Manuzio fu in sostanza il primo stampatore ad inventare il lavoro dell’editore. Le sue stesse ansie erano quelle che oggi ha ogni editore moderno. Sono esilaranti i suoi scritti in cui ricorda come fosse ossessionato da presunti scrittori che volevano vedere stampata la propria opera: già a quel tempo gli italiani erano tutti un po’ scrittori (oggi siamo tutti scrittori e tutti Ct della nazionale di calcio…). Nella sua stanza c’era un cartello con su scritto: «No disturbeme che per cosse utili». Ma quando si leggono le statistiche sull’anomalia dei titoli stampati in Italia, circa 60 mila l’anno, bisogna tenere conto anche dell’opera di Manuzio. In sostanza possiamo riconoscergli anche l’invenzione del tascabile, cioè del libro che si può portare fuori di casa. Prima di Manuzio gli incunaboli, nome con cui si fa riferimento ai testi stampati di quell’epoca, erano grossi blocchi da tenere su un leggio ligneo. Manuzio lo rese trasportabile, oggi si direbbe “mobile”. Se gli incunaboli erano i computer da scrivania, i cosiddetti desktop, i libri del Manuzio furono gli smartphone. E proprio come gli apparecchi mobili oggi stanno facendo uscire dal mercato gli obsoleti computer, così il libro uccise gli incunaboli o libri da scrivania.

    Peraltro, anche qui, il successo in vita dell’editore fu enorme: è documentato un giorno del 1508 in cui Erasmo da Rotterdam stampava proprio nella sua bottega a sestiere di San Paolo i suoi Adagia. E anche qui arrivò l’oblio come una coltre nebulosa a coprire il tutto.

    Source: https://www.corriere.it/cronache/25_settembre_16/la-rivincita-del-copyright-ecco-perche-anthropic-a-causa-dei-veneziani-del-1474-ha-dovuto-pagare-1-5-miliardi-per-l-ai-4400923b-4b6d-465d-9143-c256f335exlk_amp.shtml
    La rivincita del copyright: ecco perché Anthropic (a causa dei veneziani del 1474) ha dovuto pagare 1,5 miliardi per l'AI Si tratta del più grande risarcimento nella storia di quel "privilegio di stampa" che prese vita nella Silicon Valley ante litteram , la repubblica di Venezia. di conoscere la sua storia. Manuzio fu in sostanza il primo stampatore ad inventare il lavoro dell’editore. Le sue stesse ansie erano quelle che oggi ha ogni editore moderno. Sono esilaranti i suoi scritti in cui ricorda come fosse ossessionato da presunti scrittori che volevano vedere stampata la propria opera: già a quel tempo gli italiani erano tutti un po’ scrittori (oggi siamo tutti scrittori e tutti Ct della nazionale di calcio…). Nella sua stanza c’era un cartello con su scritto: «No disturbeme che per cosse utili». Ma quando si leggono le statistiche sull’anomalia dei titoli stampati in Italia, circa 60 mila l’anno, bisogna tenere conto anche dell’opera di Manuzio. In sostanza possiamo riconoscergli anche l’invenzione del tascabile, cioè del libro che si può portare fuori di casa. Prima di Manuzio gli incunaboli, nome con cui si fa riferimento ai testi stampati di quell’epoca, erano grossi blocchi da tenere su un leggio ligneo. Manuzio lo rese trasportabile, oggi si direbbe “mobile”. Se gli incunaboli erano i computer da scrivania, i cosiddetti desktop, i libri del Manuzio furono gli smartphone. E proprio come gli apparecchi mobili oggi stanno facendo uscire dal mercato gli obsoleti computer, così il libro uccise gli incunaboli o libri da scrivania. Peraltro, anche qui, il successo in vita dell’editore fu enorme: è documentato un giorno del 1508 in cui Erasmo da Rotterdam stampava proprio nella sua bottega a sestiere di San Paolo i suoi Adagia. E anche qui arrivò l’oblio come una coltre nebulosa a coprire il tutto. Source: https://www.corriere.it/cronache/25_settembre_16/la-rivincita-del-copyright-ecco-perche-anthropic-a-causa-dei-veneziani-del-1474-ha-dovuto-pagare-1-5-miliardi-per-l-ai-4400923b-4b6d-465d-9143-c256f335exlk_amp.shtml
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  • Il Decreto del 2 Gennaio 2021 del Ministro della Non-Speranza e della Morte Roberto Speranza costituisce la prova documentale istituzionale dell’ intenzionale disinformazione della popolazione in merito ai sieri sperimentali della morte
    Andate a leggerVi le prime due frasi del capitolo 7 COMUNICAZIONE del Decreto di Roberto Speranza del 2 Gennaio 2021, con il quale il Ministro della Morte ha aperto la campagna „vaccinale“ Covid-19

    https://drive.google.com/file/d/1RDwHFoiRre075m8tA_hUXtXA4ibMXGsa/view?usp=drivesdk

    che recitano testualmente come segue:
    „È necessario fornire in modo proattivo informazioni complete, obiettive e accurate, con la finalità di favorire un'ampia adesione alla campagna vaccinale da parte della popolazione. A tal fine sarà necessario spiegare che le rigorose procedure di autorizzazione dell'UE non contemplano alcuna deroga alla sicurezza.“… sic!

    Il Ministro della Non-Speranza e della Morte invoca in modo cinico „obiettività, completezza ed accuratezza nell‘informazione“, tralasciando di informare
    1) che i cosiddetti „vaccini“-Covid-19 allora erano peraltro autorizzati solo in via condizionata (perché mancavano fondamentali informazioni che mancano sino ad oggi - la successiva autorizzazione non più condizionata è dovuta al fatto che l‘EMA allo stato è un’associazione a delinquere e una sede secondaria di big pharma) e che
    2) l‘Italia aveva firmato con i produttori dei sieri sperimentali dei contratti di acquisto, in cui i produttori dichiaravano espressamente che non potevano garantire l‘efficacia e sicurezza perché non c‘era il tempo per la sperimentazione, che la sperimentazione doveva continuare dopo l‘inizio dell‘uso sugli (ignari perché da Ministro & Co. ingannati) cittadini, e che dunque la sperimentazione si faceva direttamente sui cittadini!
    L‘Italia - proprio sulla base di questo esplicito avvertimento - ha rilasciato ai produttori completa manleva per richieste di risarcimento danni.
    Vedi qui il contratto d‘acquisto firmato con Pfizer/BioNTech

    https://drive.google.com/file/d/1nbz-XsyKXtpO5Yl4Vl0mtLCBwKghXPvK/view?usp=drivesdk

    Le dichiarazioni del Ministro della Morte Roberto Speranza nel Decreto 2 gennaio 2021 costituiscono peraltro una contraddizione in sé: perché l’informazione „obiettiva, completa ed accurata“ è il presupposto per una consapevole decisione del cittadino (consenso informato) e non a priori utile alla „massima adesione“ alla campagna „vaccinale“. Anzi! Se i cittadini fossero stati informati in modo obiettivo, accurato e completo, non si sarebbero certo fatti inoculare ripetutamente sieri sperimentali della morte!
    @LaVeritaWeb

    @BelpietroTweet
    @franborgonovo
    @madforfree
    @flodderreitter
    @Marcolisei
    @borghi_claudio

    Source: https://x.com/RHolzeisen/status/1959508063037051049
    ‼️Il Decreto del 2 Gennaio 2021 del Ministro della Non-Speranza e della Morte Roberto Speranza costituisce la prova documentale istituzionale dell’ intenzionale disinformazione della popolazione in merito ai sieri sperimentali della morte‼️ Andate a leggerVi le prime due frasi del capitolo 7 COMUNICAZIONE del Decreto di Roberto Speranza del 2 Gennaio 2021, con il quale il Ministro della Morte ha aperto la campagna „vaccinale“ Covid-19 👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1RDwHFoiRre075m8tA_hUXtXA4ibMXGsa/view?usp=drivesdk che recitano testualmente come segue: „È necessario fornire in modo proattivo informazioni complete, obiettive e accurate, con la finalità di favorire un'ampia adesione alla campagna vaccinale da parte della popolazione. A tal fine sarà necessario spiegare che le rigorose procedure di autorizzazione dell'UE non contemplano alcuna deroga alla sicurezza.“… sic! Il Ministro della Non-Speranza e della Morte invoca in modo cinico „obiettività, completezza ed accuratezza nell‘informazione“, tralasciando di informare 1) che i cosiddetti „vaccini“-Covid-19 allora erano peraltro autorizzati solo in via condizionata (perché mancavano fondamentali informazioni che mancano sino ad oggi - la successiva autorizzazione non più condizionata è dovuta al fatto che l‘EMA allo stato è un’associazione a delinquere e una sede secondaria di big pharma) e che 2) l‘Italia aveva firmato con i produttori dei sieri sperimentali dei contratti di acquisto, in cui i produttori dichiaravano espressamente che non potevano garantire l‘efficacia e sicurezza perché non c‘era il tempo per la sperimentazione, che la sperimentazione doveva continuare dopo l‘inizio dell‘uso sugli (ignari perché da Ministro & Co. ingannati) cittadini, e che dunque la sperimentazione si faceva direttamente sui cittadini! L‘Italia - proprio sulla base di questo esplicito avvertimento - ha rilasciato ai produttori completa manleva per richieste di risarcimento danni. Vedi qui il contratto d‘acquisto firmato con Pfizer/BioNTech 👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1nbz-XsyKXtpO5Yl4Vl0mtLCBwKghXPvK/view?usp=drivesdk Le dichiarazioni del Ministro della Morte Roberto Speranza nel Decreto 2 gennaio 2021 costituiscono peraltro una contraddizione in sé: perché l’informazione „obiettiva, completa ed accurata“ è il presupposto per una consapevole decisione del cittadino (consenso informato) e non a priori utile alla „massima adesione“ alla campagna „vaccinale“. Anzi! Se i cittadini fossero stati informati in modo obiettivo, accurato e completo, non si sarebbero certo fatti inoculare ripetutamente sieri sperimentali della morte! @LaVeritaWeb @BelpietroTweet @franborgonovo @madforfree @flodderreitter @Marcolisei @borghi_claudio Source: https://x.com/RHolzeisen/status/1959508063037051049
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