• CARI AMICI, L'ITALA E' IMPEGNATA NELLA NOVITA' DELLA FONDAZIONE DEL NUOVO PARTITO "FUTURO NAZIONALE"Di ROBERTO VANNACCI, GIA' EURODEPUTATO DELLA LEGA ED OGGI IN APERTO CONTRASTO CON SALVNI !!!! CREDO CHE NE VEDREMO DI BELLE, IN QUANTO , VANNACCI HA DETTO -ANCHE SE NON IN MANIERA ESPLICITA- CHE INTENDE ENTRARE NELLA COALIZIONE DEL COSIDDETTO CENTRO DESTRA. CHI VIVRA' , VEDRA'. BUONA GIORNATA E BUON LAVORO.
    CARI AMICI, L'ITALA E' IMPEGNATA NELLA NOVITA' DELLA FONDAZIONE DEL NUOVO PARTITO "FUTURO NAZIONALE"Di ROBERTO VANNACCI, GIA' EURODEPUTATO DELLA LEGA ED OGGI IN APERTO CONTRASTO CON SALVNI !!!! CREDO CHE NE VEDREMO DI BELLE, IN QUANTO , VANNACCI HA DETTO -ANCHE SE NON IN MANIERA ESPLICITA- CHE INTENDE ENTRARE NELLA COALIZIONE DEL COSIDDETTO CENTRO DESTRA. CHI VIVRA' , VEDRA'. BUONA GIORNATA E BUON LAVORO.
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  • https://biznesbg.com/rastat-na-industriyata-za-hranitelni-dobavki-i-novite-pazarni-vazmozhnosti.html
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    Ръстът на индустрията за хранителни добавки и новите пазарни възможности
    Индустрията за хранителни добавки се утвърждава като един от най-стабилно растящите сегменти в рамките на здравния и хранителния сектор. В България пазарът
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  • LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA

    Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica

    "C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà.

    Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi.

    Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio.

    Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica.

    Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale.

    Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento.

    Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu.

    Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”.

    La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi.

    L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso.

    Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui."


    Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione

    Source: https://t.me/movimentoperleliberta
    gruppo Milano (seguici sui nostri social)
    LA LEGGEREZZA E LA RESISTENZA Elezioni a Milano: chi cambia, chi non dimentica "C’è qualcosa di profondamente leggero — nel senso più inquietante del termine — nel modo in cui una parte del mondo Novax affronta la politica. Una leggerezza che rasenta l’inconsapevolezza, quando non la comoda rimozione della realtà. Il caso è emblematico: alcuni presunti “amici” Novax sostengono con entusiasmo un candidato sindaco che è un vaccinista convinto e l'ha dichiarato. Non uno tiepido, non uno che ha “dei dubbi”, ma uno che i vaccini li difende, li promuove e li considera uno strumento irrinunciabile della sanità pubblica. Eppure, per questi Novax, non sembra essere un problema. Anzi. Qui sta il paradosso: per anni il mantra è stato “mai con chi sostiene il sistema”, “mai con chi obbedisce al potere”, “mai con i complici del pensiero unico sanitario”. Poi, al momento di scegliere, tutto evapora. Resta solo la simpatia personale, il fisico, l’immagine, il personaggio. Perché il candidato in questione (che svelerà il suo programma il 27 gennaio) ha indubbiamente delle qualità mediatiche: si presenta bene, incarna l’idea del “tipo in gamba”, si mostra fisicato, novità nel panorama politico. Ha anche un “giocattolo” — un’attività personale di cui va fiero e che viene esibita come prova di competenza universale. Come se il successo in un ambito bastasse a certificare coerenza, autonomia di pensiero e, soprattutto, affidabilità politica. Ma la politica non è una palestra, né una vetrina. E governare una città non è un’estensione del proprio ego o del proprio brand personale. Il punto più grave, però, non è nemmeno questo. Il punto è che molti di questi Novax sembrano accettare — implicitamente — l’idea che il candidato possa “cambiare posizione” all’occorrenza. Oggi vaccinista, domani possibilmente critico. Oggi allineato, domani — se conviene — improvvisamente “dalla parte del popolo”. Tutto dipende dai voti, o meglio, da ciò che il potere suggerirà in quel momento. Ed è qui che l’insostenibile leggerezza diventa pericolosa. Perché se per anni hai denunciato l’opportunismo, l’obbedienza e il trasformismo, ma poi li giustifichi quando ti fanno comodo, il problema non è più il sistema: sei tu. Si scambia il carisma per coraggio, l’estetica per etica, la muscolatura per la schiena dritta. Si confonde l’abilità comunicativa con l’indipendenza di giudizio. E soprattutto si dimentica che il potere non si combatte sperando che, una volta eletto, “si comporti bene”. La storia recente insegna l’esatto contrario: chi è pronto ad adattarsi una volta, lo farà sempre. Chi costruisce la propria figura sul consenso, non lo metterà mai in discussione per una questione di principio. E chi oggi difende senza esitazioni una certa visione sanitaria, domani non diventerà improvvisamente un paladino della libertà solo perché glielo chiedono i suoi elettori più rumorosi. L’insostenibile leggerezza dei Novax — di certi Novax — sta tutta qui: nel credere che le idee contino meno delle simpatie, che la coerenza sia negoziabile, che il potere possa essere ingannato con una stretta di mano e un bel sorriso. Ma il potere non si lascia sedurre. Al massimo, seduce lui." Lettera aperta di attivisti e cittadini milanesi con richiesta di pubblicazione 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿Source: https://t.me/movimentoperleliberta gruppo Milano (seguici sui nostri social)
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  • CARI AMICI, COME SEMPRE, GRAZIE DELLA VOSTRA AMICIZIA E STIMA. NESSUNA NOVITA' IN POLITICA SALVO LA NOTZIA DELLA MASSONA MELONI CHE L'ITALIA NON MANDERA' LE TRUPPE IN UCRAINA !!!!! VI ABBRACCIO E BUONA GIORNATA A TUTTI.
    CARI AMICI, COME SEMPRE, GRAZIE DELLA VOSTRA AMICIZIA E STIMA. NESSUNA NOVITA' IN POLITICA SALVO LA NOTZIA DELLA MASSONA MELONI CHE L'ITALIA NON MANDERA' LE TRUPPE IN UCRAINA !!!!! VI ABBRACCIO E BUONA GIORNATA A TUTTI.
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  • 𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗭𝗘𝗥𝗕𝗜𝗡𝗔𝗧𝗔: 𝗙𝗜𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗔𝗩𝗢𝗟𝗔 𝗔𝗧𝗟𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔.
    Di Pino Cabras

    [PRIMA PARTE]
    La scena è tragica e comica insieme: i guerrapiattisti No Pax, quelli che fino a ieri ci spiegavano con tutto il sussiego possibile che “l’America ci protegge”, oggi piangono perché il “daddy” geopolitico ha pubblicato nero su bianco ciò che ogni adulto poteva già sapere: l’Europa per gli USA è solo un concorrente da manipolare, un vassallo da spremere, non certo un alleato da difendere.
    E così, nel campo NAFO - quel curioso esercito di meme-warriors filo-NATO che passa le giornate su X o su Facebook a fare propaganda come se fosse un videogioco - si passa dal pianto greco alla disperazione isterica. C’è chi frigna perché “daddy ci ha lasciati soli”, chi delira perché “gli USA sono stati corrotti” (e riprende ogni leggenda nera su Trump “asset di Adolf Putin”) e chi continua a recitare la liturgia dell’Occidente faro di civiltà proprio mentre affoga nei suoi stessi dogmi. Ho visto perfino Gramellini e Floris dire che l’Europa non ha mai preteso di imporre una visione, perché invece include con rispetto. Interi continenti colonizzati prenderanno nota di questa strabiliante novità.
    Poi ci sono i furbi che stanno già riposizionandosi: almeno loro non credono alle favole che raccontano.
    Tutti gli altri, come ricorda Francesco Dall’Aglio, farebbero bene a tatuarsi addosso la semplice verità: gli USA non ci hanno mai voluto bene. Ci ha hanno semmai usati e continueranno a farlo finché l’Europa resterà legata a questa spiazzatissima infrastruttura di vecchie illusioni tecnocratiche e nuovi avventurismi militari del tutto velleitari.
    “**** EU”, diceva Victoria Nuland nelle segrete stanze, proprio nei giorni in cui manipolava legioni di europeisti servili e illusi che assecondavano il suo “regime change” a Kiev. Non era una frase qualsiasi, ma il vero manuale operativo.
    In questo cimitero di ingenuità ecco che arriva Calenda. Molti dei lettori, quando lo nomino, obiettano che non conta nulla e che quindi è meglio ignorarlo. Ma non si tratta di lui, è l’apparato che lo pompa e me lo fa apparire ovunque a contare davvero. E quello non si deve ignorare. Dunque andiamo avanti. Calenda, dicevo, con la serietà corrucciata di chi è arrivato tardi alla lezione e non ha capito l’argomento, annuncia che “bisogna rispondere agli americani” e che l’Europa deve “rigettare interferenze, preparare piani, rilevare strutture NATO”. Sembra uno di quei topolini della favola che proponevano di attaccare un campanello alla coda del gatto per accorgersi quando arrivava ma non sapevano spiegare come attaccare la campanella. Diciamo che Calenda dimentica un dettaglio grande quanto una base militare: l’Europa non ha più sovranità. Ha solo basi USA. Una caterva di basi. E non esiste un ufficietto europeo con un modulo per “rilevarle”.
    È sublime: Calenda propone un “Yankee go home” senza avere una “home” da cui farli andare. Un piano di difesa europea senza autonomia industriale, energetica o strategica. La caricatura perfetta dell’europeismo moralista che ha svenduto tutto in nome dei “valori”.

    I No Pax e i guerrapiattisti oggi soffrono il contraccolpo della loro stessa propaganda.
    Per anni hanno urlato: “liberiamoci dalla dipendenza russa!” (sostituendo un rapporto stabile che era di mutua convenienza ed era il contrario di una minaccia con una dipendenza totale dagli USA, pagata tre volte e senza contropartite).
    Poi dicevano “difendiamo l’Europa dagli autoritari!” (mentre consegnavano l’Europa a decisioni prese a Washington, nel Pentagono e nelle sale operative NATO, mentre dicevano che i crimini di Bibi il g3N0cida erano un buon “lavoro sporco” fatto nel nostro interesse). Poi urlavano “l’autonomia strategica!” (mentre firmavano l’atto di morte dell’autonomia energetica, industriale e diplomatica).

    [SECONDA PARTE]

    Il risultato è un’Europa che non decide nulla, non influenza nulla, non guida nulla. Semplicemente subisce e non ha nessuna traiettoria tecnologica in atto per risollevarsi. Questa è la tragedia: i No Pax hanno militarizzato l’immaginario, ma disarmato l’economia del continente. Più parlavano di competitività e altre parole vacue, più ci facevano arretrare in ogni statistica, fino al colpo di grazia delle sanzioni, l’auto-sabotaggio perfetto.
    E qui tornano utili le tesi che ha esibito Francesco Forciniti, da scolpire sul frontone dell’UE:
    • doveva darci forza → ci ha resi irrilevanti,
    • doveva difendere il benessere → ha prodotto impoverimento,
    • doveva garantire pace → prepara riarmo e leva,
    • doveva creare coesione → ha generato fratture e rancori,
    • doveva essere democratica → è diventata l’anticamera ottusa di un’oligarchia lobbistica,
    • doveva renderci competitivi → ha costruito la stagnazione come regime.
    Il re è nudo, si usa dire. Ma qui è peggio. È un re morto, circondato solo da cortigiani che litigano sulle decorazioni del feretro.
    Calenda vuole opporsi agli USA? Wow, vastissimo programma, bello. Ma con cosa? Con quale sovranità? Con quali strutture? Con quali élite che per trent’anni hanno considerato l’obbedienza a Washington l’unica forma di politica estera possibile? Dove li trova gli euro-entusiasti dopo la desertificazione ultratrentennale della forza economica dell’Italia, ad esempio? L’Europa non può rispondere agli americani perché non esiste più come soggetto politico. Esiste come appendice tecnico–militare di un alleato che la considera zavorra.
    I No Pax e i guerrapiattisti possono continuare a urlare, a piangere e a giocare alla geopolitica su X e sui giornali illeggibili che vendono sempre meno. Ma la realtà ormai è chiara: gli USA fanno i loro interessi. E noi abbiamo dimenticato come si fa a difendere i nostri.
    Pazienza se Calenda dice sciocchezze e Musk, pur con tutti i suoi conflitti di interesse, dice su questo la cosa giusta. Pazienza se Dmitry Medvedev dice anche lui il giusto. Una via d’uscita esiste e non passa da questa UE ormai prossima all’implosione.
    Per salvarsi serve una separazione lucida e ordinata che restituisca agli Stati europei ciò che hanno ceduto: sovranità politica, autonomia economica, libertà energetica e monetaria.
    La direzione non è Washington, che ci vuole subalterni, ma il mondo che cresce: i BRICS+, dove cooperazione e sviluppo non richiedono abiure di indipendenza.
    Il futuro è multipolare. Ma per entrarci dobbiamo prima liberarci da questa architettura europea che sta affondando. Uscirne non è un tabù, ma una questione di sopravvivenza.
    [FINE]
    𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗭𝗘𝗥𝗕𝗜𝗡𝗔𝗧𝗔: 𝗙𝗜𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗔𝗩𝗢𝗟𝗔 𝗔𝗧𝗟𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔. Di Pino Cabras [PRIMA PARTE] La scena è tragica e comica insieme: i guerrapiattisti No Pax, quelli che fino a ieri ci spiegavano con tutto il sussiego possibile che “l’America ci protegge”, oggi piangono perché il “daddy” geopolitico ha pubblicato nero su bianco ciò che ogni adulto poteva già sapere: l’Europa per gli USA è solo un concorrente da manipolare, un vassallo da spremere, non certo un alleato da difendere. E così, nel campo NAFO - quel curioso esercito di meme-warriors filo-NATO che passa le giornate su X o su Facebook a fare propaganda come se fosse un videogioco - si passa dal pianto greco alla disperazione isterica. C’è chi frigna perché “daddy ci ha lasciati soli”, chi delira perché “gli USA sono stati corrotti” (e riprende ogni leggenda nera su Trump “asset di Adolf Putin”) e chi continua a recitare la liturgia dell’Occidente faro di civiltà proprio mentre affoga nei suoi stessi dogmi. Ho visto perfino Gramellini e Floris dire che l’Europa non ha mai preteso di imporre una visione, perché invece include con rispetto. Interi continenti colonizzati prenderanno nota di questa strabiliante novità. Poi ci sono i furbi che stanno già riposizionandosi: almeno loro non credono alle favole che raccontano. Tutti gli altri, come ricorda Francesco Dall’Aglio, farebbero bene a tatuarsi addosso la semplice verità: gli USA non ci hanno mai voluto bene. Ci ha hanno semmai usati e continueranno a farlo finché l’Europa resterà legata a questa spiazzatissima infrastruttura di vecchie illusioni tecnocratiche e nuovi avventurismi militari del tutto velleitari. “Fuck EU”, diceva Victoria Nuland nelle segrete stanze, proprio nei giorni in cui manipolava legioni di europeisti servili e illusi che assecondavano il suo “regime change” a Kiev. Non era una frase qualsiasi, ma il vero manuale operativo. In questo cimitero di ingenuità ecco che arriva Calenda. Molti dei lettori, quando lo nomino, obiettano che non conta nulla e che quindi è meglio ignorarlo. Ma non si tratta di lui, è l’apparato che lo pompa e me lo fa apparire ovunque a contare davvero. E quello non si deve ignorare. Dunque andiamo avanti. Calenda, dicevo, con la serietà corrucciata di chi è arrivato tardi alla lezione e non ha capito l’argomento, annuncia che “bisogna rispondere agli americani” e che l’Europa deve “rigettare interferenze, preparare piani, rilevare strutture NATO”. Sembra uno di quei topolini della favola che proponevano di attaccare un campanello alla coda del gatto per accorgersi quando arrivava ma non sapevano spiegare come attaccare la campanella. Diciamo che Calenda dimentica un dettaglio grande quanto una base militare: l’Europa non ha più sovranità. Ha solo basi USA. Una caterva di basi. E non esiste un ufficietto europeo con un modulo per “rilevarle”. È sublime: Calenda propone un “Yankee go home” senza avere una “home” da cui farli andare. Un piano di difesa europea senza autonomia industriale, energetica o strategica. La caricatura perfetta dell’europeismo moralista che ha svenduto tutto in nome dei “valori”. I No Pax e i guerrapiattisti oggi soffrono il contraccolpo della loro stessa propaganda. Per anni hanno urlato: “liberiamoci dalla dipendenza russa!” (sostituendo un rapporto stabile che era di mutua convenienza ed era il contrario di una minaccia con una dipendenza totale dagli USA, pagata tre volte e senza contropartite). Poi dicevano “difendiamo l’Europa dagli autoritari!” (mentre consegnavano l’Europa a decisioni prese a Washington, nel Pentagono e nelle sale operative NATO, mentre dicevano che i crimini di Bibi il g3N0cida erano un buon “lavoro sporco” fatto nel nostro interesse). Poi urlavano “l’autonomia strategica!” (mentre firmavano l’atto di morte dell’autonomia energetica, industriale e diplomatica). [SECONDA PARTE] Il risultato è un’Europa che non decide nulla, non influenza nulla, non guida nulla. Semplicemente subisce e non ha nessuna traiettoria tecnologica in atto per risollevarsi. Questa è la tragedia: i No Pax hanno militarizzato l’immaginario, ma disarmato l’economia del continente. Più parlavano di competitività e altre parole vacue, più ci facevano arretrare in ogni statistica, fino al colpo di grazia delle sanzioni, l’auto-sabotaggio perfetto. E qui tornano utili le tesi che ha esibito Francesco Forciniti, da scolpire sul frontone dell’UE: • doveva darci forza → ci ha resi irrilevanti, • doveva difendere il benessere → ha prodotto impoverimento, • doveva garantire pace → prepara riarmo e leva, • doveva creare coesione → ha generato fratture e rancori, • doveva essere democratica → è diventata l’anticamera ottusa di un’oligarchia lobbistica, • doveva renderci competitivi → ha costruito la stagnazione come regime. Il re è nudo, si usa dire. Ma qui è peggio. È un re morto, circondato solo da cortigiani che litigano sulle decorazioni del feretro. Calenda vuole opporsi agli USA? Wow, vastissimo programma, bello. Ma con cosa? Con quale sovranità? Con quali strutture? Con quali élite che per trent’anni hanno considerato l’obbedienza a Washington l’unica forma di politica estera possibile? Dove li trova gli euro-entusiasti dopo la desertificazione ultratrentennale della forza economica dell’Italia, ad esempio? L’Europa non può rispondere agli americani perché non esiste più come soggetto politico. Esiste come appendice tecnico–militare di un alleato che la considera zavorra. I No Pax e i guerrapiattisti possono continuare a urlare, a piangere e a giocare alla geopolitica su X e sui giornali illeggibili che vendono sempre meno. Ma la realtà ormai è chiara: gli USA fanno i loro interessi. E noi abbiamo dimenticato come si fa a difendere i nostri. Pazienza se Calenda dice sciocchezze e Musk, pur con tutti i suoi conflitti di interesse, dice su questo la cosa giusta. Pazienza se Dmitry Medvedev dice anche lui il giusto. Una via d’uscita esiste e non passa da questa UE ormai prossima all’implosione. Per salvarsi serve una separazione lucida e ordinata che restituisca agli Stati europei ciò che hanno ceduto: sovranità politica, autonomia economica, libertà energetica e monetaria. La direzione non è Washington, che ci vuole subalterni, ma il mondo che cresce: i BRICS+, dove cooperazione e sviluppo non richiedono abiure di indipendenza. Il futuro è multipolare. Ma per entrarci dobbiamo prima liberarci da questa architettura europea che sta affondando. Uscirne non è un tabù, ma una questione di sopravvivenza. [FINE]
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  • CARI AMICI,
    NON C'E' NESSUNA NOVITA' NELLA POLITICA ITALIANA E QUINDI NON SI SA QUANTO DURERA' L'ATTESA DI QUALCHE PROVVEDIMENTO DA PARTE DEL PESSIMO GOVERNO CHE SI PREOCCUPA SOLTANTO DI SOSTENERE LE RAGIONI DEGLI AMICI CON PORTAFOGLI ABBONDANTI.
    UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, NON C'E' NESSUNA NOVITA' NELLA POLITICA ITALIANA E QUINDI NON SI SA QUANTO DURERA' L'ATTESA DI QUALCHE PROVVEDIMENTO DA PARTE DEL PESSIMO GOVERNO CHE SI PREOCCUPA SOLTANTO DI SOSTENERE LE RAGIONI DEGLI AMICI CON PORTAFOGLI ABBONDANTI. UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
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  • CARI AMICI,
    GRAZIE DEI VOSTRI LIKE, CHE PARLANO DI STIMA, DI AMICIZIA E, PERCHE' NO, DI AFFETTO NEI MIEI CONFRONTI. SONO MORTIFICATA PER IL FATTO DI NON POTER DIRE DI NESSUNA NOVITA' CHE DOVREBBE SERVIRE A FAR USCIRE L'ITALIA DAL PANTANO IN CUI E' CADUTA E PURTROPPO, SECONDO IL MIO PENSIERO, IN MANIERA IRREPARABILE!!!
    L'ACCADUTO A CAUSA DELLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE MATTARELLA A NOME GAROFANI, E' UN MEZZO DI DISTRAZIONE DELLE MASSE DA QUELLA CHE E' LA SITUAZIONE DEL PAESE, LE CUI CONDIZIONI SONO LE PEGGIORI D'EUROPA!!! NON SO QUALE SARA' L'ESITO DELLE ELEZIONI REGIONALI E SO BENISSIMO CHE DEFINIRE LE REGIONI "CARROZZONI" CHE SI NUTRONO DI MILIARDI DI EURO SOTTRATTI AL POPOLO ITALIANO, NON E' COSA INUTILE!!! INFATTI I PICCOLI PARLAMENTI REGIONALI NON FANNO PARLARE D'ALTRO SE NON DI VORTICI DI MILIARDI, SPESI NON CERTAMENTE NELL'INTERESSE DELLA COLLETTIVITA'!!!
    UN ABBRACCIO E BUONA SERATA.
    CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKE, CHE PARLANO DI STIMA, DI AMICIZIA E, PERCHE' NO, DI AFFETTO NEI MIEI CONFRONTI. SONO MORTIFICATA PER IL FATTO DI NON POTER DIRE DI NESSUNA NOVITA' CHE DOVREBBE SERVIRE A FAR USCIRE L'ITALIA DAL PANTANO IN CUI E' CADUTA E PURTROPPO, SECONDO IL MIO PENSIERO, IN MANIERA IRREPARABILE!!! L'ACCADUTO A CAUSA DELLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE MATTARELLA A NOME GAROFANI, E' UN MEZZO DI DISTRAZIONE DELLE MASSE DA QUELLA CHE E' LA SITUAZIONE DEL PAESE, LE CUI CONDIZIONI SONO LE PEGGIORI D'EUROPA!!! NON SO QUALE SARA' L'ESITO DELLE ELEZIONI REGIONALI E SO BENISSIMO CHE DEFINIRE LE REGIONI "CARROZZONI" CHE SI NUTRONO DI MILIARDI DI EURO SOTTRATTI AL POPOLO ITALIANO, NON E' COSA INUTILE!!! INFATTI I PICCOLI PARLAMENTI REGIONALI NON FANNO PARLARE D'ALTRO SE NON DI VORTICI DI MILIARDI, SPESI NON CERTAMENTE NELL'INTERESSE DELLA COLLETTIVITA'!!! UN ABBRACCIO E BUONA SERATA.
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  • CARI AMICI,
    SONO STANCA DI DIRE CHE NON C'E' ALCUNA NOVITA' SALVO LA NOTIZIA CHE STA PER ESSERE VENDUTA L'EX ILVA.
    SI SONO FATTI AVANTI DUE MULTINAZIONALI E NON SAPPIAMO A CHI VERRA' DATO IL PRIVILEGIO DI ACQUISTARE L'EX ILVA CHE ERA LA SECONDA INDUSTRIA PRODUTTRICE DI ACCIAIO IN EUROPA.
    FALLITA!!! IL MINISTRO URSO PARLA DI DECARBONIZZAZIONE E DI AUMENTO DEL PERSONALE CHE DOVREBBE RAGGIUNGERE LE 6000 PERSONE!!! PER ADESSO RIMANE IL RAMMARICO DI VEDERE SFUMARE LA PROPRIETA' DALL'ITALIA ANCHE DELL'EX ILVA.
    VI ABBRACCIO, BUONA SERATA.
    CARI AMICI, SONO STANCA DI DIRE CHE NON C'E' ALCUNA NOVITA' SALVO LA NOTIZIA CHE STA PER ESSERE VENDUTA L'EX ILVA. SI SONO FATTI AVANTI DUE MULTINAZIONALI E NON SAPPIAMO A CHI VERRA' DATO IL PRIVILEGIO DI ACQUISTARE L'EX ILVA CHE ERA LA SECONDA INDUSTRIA PRODUTTRICE DI ACCIAIO IN EUROPA. FALLITA!!! IL MINISTRO URSO PARLA DI DECARBONIZZAZIONE E DI AUMENTO DEL PERSONALE CHE DOVREBBE RAGGIUNGERE LE 6000 PERSONE!!! PER ADESSO RIMANE IL RAMMARICO DI VEDERE SFUMARE LA PROPRIETA' DALL'ITALIA ANCHE DELL'EX ILVA. VI ABBRACCIO, BUONA SERATA.
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  • CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKE. NON CI SONO NOVITA' IN ITALIA E SI SA SOLTANTO CHE LA MELONA IN ADORAZIONE DI TRUMP HA RICEVUTO I COMPLIMENTI DA QUEST'ULTIMO CHE L'HA DEFINITA BELLISSIMA E DONNA DI CULTURA!!! PEGGIO DI COSI' L'ITALIA NON POTEVA ESSERE RAPPRESENTATA. UN ABBRACCIO A TUTTI, BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA.
    CARI AMICI, GRAZIE DEI VOSTRI LIKE. NON CI SONO NOVITA' IN ITALIA E SI SA SOLTANTO CHE LA MELONA IN ADORAZIONE DI TRUMP HA RICEVUTO I COMPLIMENTI DA QUEST'ULTIMO CHE L'HA DEFINITA BELLISSIMA E DONNA DI CULTURA!!! PEGGIO DI COSI' L'ITALIA NON POTEVA ESSERE RAPPRESENTATA. UN ABBRACCIO A TUTTI, BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA.
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  • DIAMO AI PALESTINESI CHE NON HANNO PIU' NULLA LA POSSIBILITA' di RICOSTRUIRSI UNA PROPRIA VITA!
    Idf iniziano ritiro da Gaza dopo il via libera di Netanyahu alla tregua. Trump: "Ostaggi liberi entro martedì. Manderemo 200 soldati" - Il Fatto Quotidiano
    Le ultime novità sulla pace tra Israele e Hamas in diretta...
    Con l’approvazione dell’accordo da parte del governo israeliano, è entrato subito in vigore il cessate il fuoco a Gaza. Così come prevede il documento siglato in Egitto giovedì mattina e ratificato a mezzanotte e mezzo (ora italiana) dall’esecutivo di Gerusalemme. L’Idf si ritirerà fino alla Linea Gialla indicata nelle mappe dell’accordo entro le prossime 24 ore, al termine delle quali Hamas dovrà rilasciare tutti gli ostaggi vivi entro 72 ore in cambio di circa 2.000 prigionieri di sicurezza palestinesi.

    La maggior parte dei ministri del governo Netanyahu ha votato a favore dell’accordo; si sono opposti i ministri di estrema destra del Partito Sionista Religioso del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, a eccezione del ministro Ofir Sofer che ha votato a favore. Contrari anche tutti i membri del partito ultranazionalista Otzma Yehudit. L’esercito israeliano si ritirerà ora su nuove linee all’interno della Striscia di Gaza, mantenendo un dispiegamento che controlla circa il 53% del territorio di Gaza.

    LET'S GIVE THE PALESTINIANS WHO NO LONGER HAVE ANYTHING THE OPPORTUNITY TO REBUILD THEIR OWN LIFE!
    IDF begins withdrawal from Gaza after Netanyahu gives green light to truce. Trump: "Hostages free by Tuesday. We will send 200 soldiers" - Il Fatto Quotidiano
    The latest news on peace between Israel and Hamas live...
    With the approval of the agreement by the Israeli government, the ceasefire in Gaza immediately came into force. As envisaged by the document signed in Egypt on Thursday morning and ratified at half past midnight (Italian time) by the Jerusalem executive. The IDF will withdraw to the Yellow Line indicated in the agreement's maps within the next 24 hours, after which Hamas must release all live hostages within 72 hours in exchange for approximately 2,000 Palestinian security prisoners.

    Most ministers in Netanyahu's government voted in favor of the agreement; the far-right ministers of Finance Minister Bezalel Smotrich's Religious Zionist Party opposed it, with the exception of Minister Ofir Sofer who voted in favor. All members of the ultranationalist Otzma Yehudit party are also against it. The Israeli army will now retreat to new lines inside the Gaza Strip, maintaining a deployment that controls around 53% of Gaza's territory.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/10/10/gaza-israele-approva-il-piano-di-pace-con-hamas-trump-ostaggi-liberi-entro-martedi-manderemo-200-soldati/8155604/
    DIAMO AI PALESTINESI CHE NON HANNO PIU' NULLA LA POSSIBILITA' di RICOSTRUIRSI UNA PROPRIA VITA! Idf iniziano ritiro da Gaza dopo il via libera di Netanyahu alla tregua. Trump: "Ostaggi liberi entro martedì. Manderemo 200 soldati" - Il Fatto Quotidiano Le ultime novità sulla pace tra Israele e Hamas in diretta... Con l’approvazione dell’accordo da parte del governo israeliano, è entrato subito in vigore il cessate il fuoco a Gaza. Così come prevede il documento siglato in Egitto giovedì mattina e ratificato a mezzanotte e mezzo (ora italiana) dall’esecutivo di Gerusalemme. L’Idf si ritirerà fino alla Linea Gialla indicata nelle mappe dell’accordo entro le prossime 24 ore, al termine delle quali Hamas dovrà rilasciare tutti gli ostaggi vivi entro 72 ore in cambio di circa 2.000 prigionieri di sicurezza palestinesi. La maggior parte dei ministri del governo Netanyahu ha votato a favore dell’accordo; si sono opposti i ministri di estrema destra del Partito Sionista Religioso del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, a eccezione del ministro Ofir Sofer che ha votato a favore. Contrari anche tutti i membri del partito ultranazionalista Otzma Yehudit. L’esercito israeliano si ritirerà ora su nuove linee all’interno della Striscia di Gaza, mantenendo un dispiegamento che controlla circa il 53% del territorio di Gaza. LET'S GIVE THE PALESTINIANS WHO NO LONGER HAVE ANYTHING THE OPPORTUNITY TO REBUILD THEIR OWN LIFE! IDF begins withdrawal from Gaza after Netanyahu gives green light to truce. Trump: "Hostages free by Tuesday. We will send 200 soldiers" - Il Fatto Quotidiano The latest news on peace between Israel and Hamas live... With the approval of the agreement by the Israeli government, the ceasefire in Gaza immediately came into force. As envisaged by the document signed in Egypt on Thursday morning and ratified at half past midnight (Italian time) by the Jerusalem executive. The IDF will withdraw to the Yellow Line indicated in the agreement's maps within the next 24 hours, after which Hamas must release all live hostages within 72 hours in exchange for approximately 2,000 Palestinian security prisoners. Most ministers in Netanyahu's government voted in favor of the agreement; the far-right ministers of Finance Minister Bezalel Smotrich's Religious Zionist Party opposed it, with the exception of Minister Ofir Sofer who voted in favor. All members of the ultranationalist Otzma Yehudit party are also against it. The Israeli army will now retreat to new lines inside the Gaza Strip, maintaining a deployment that controls around 53% of Gaza's territory. https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/10/10/gaza-israele-approva-il-piano-di-pace-con-hamas-trump-ostaggi-liberi-entro-martedi-manderemo-200-soldati/8155604/
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