• QUELLO CHE NON VI DICONO I GIORNALISTI SPORTIVI!
    A Oslo protesta per la partita Norvegia-Israele. Fischi e striscioni allo stadio. Invasore con maglia Free Gaza
    La manifestazione pro Pal, partita dal Parlamento, è arrivata fino allo stadio, dove i padroni di casa hanno vinto 5-0 la partita delle qualificazioni mondiali
    https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2025/10/11/news/oslo_protesta_partita_norvegia_israele-424906688/amp/
    QUELLO CHE NON VI DICONO I GIORNALISTI SPORTIVI! A Oslo protesta per la partita Norvegia-Israele. Fischi e striscioni allo stadio. Invasore con maglia Free Gaza La manifestazione pro Pal, partita dal Parlamento, è arrivata fino allo stadio, dove i padroni di casa hanno vinto 5-0 la partita delle qualificazioni mondiali https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2025/10/11/news/oslo_protesta_partita_norvegia_israele-424906688/amp/
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    A Oslo protesta per la partita Norvegia-Israele. Fischi e striscioni allo stadio. Invasore con maglia Free Gaza
    La manifestazione pro Pal, partita dal Parlamento, è arrivata fino allo stadio, dove i padroni di casa hanno vinto 5-0 la partita delle qualificazioni mondiali
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  • GRAZIE, CARI AMICI, DEI VOSTRI LIKE, E' IL MOMENTO DEL LANCIO DEI DRONI DA ATTRIBUIRE ALLA RUSSIA !!!!!INFATTI SULLA DANIMARCA E NORVEGIA SONO ARRIVATI DRONI CHE IL PAGLIACCIO COCAINOMANE, AMICO DELLA MELONA, HA SUBITO ATTRIBUITO ALLA RUSSIA !!!!! NEI PROSSIMI GIORNI, SI PARLERA' DEL LANCIO DI DRONI IN SVEZIA, OLANDA E FINLANDIA !!!!! NON SAPPIAMO SE I DRONI ARRIVERANNO IN ALASKA!!!!!UNO SPETTACOLO INDECOROSO, MA CHE SUSCITA BUONUMORE !!!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA A TUTTI.
    GRAZIE, CARI AMICI, DEI VOSTRI LIKE, E' IL MOMENTO DEL LANCIO DEI DRONI DA ATTRIBUIRE ALLA RUSSIA !!!!!INFATTI SULLA DANIMARCA E NORVEGIA SONO ARRIVATI DRONI CHE IL PAGLIACCIO COCAINOMANE, AMICO DELLA MELONA, HA SUBITO ATTRIBUITO ALLA RUSSIA !!!!! NEI PROSSIMI GIORNI, SI PARLERA' DEL LANCIO DI DRONI IN SVEZIA, OLANDA E FINLANDIA !!!!! NON SAPPIAMO SE I DRONI ARRIVERANNO IN ALASKA!!!!!UNO SPETTACOLO INDECOROSO, MA CHE SUSCITA BUONUMORE !!!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA A TUTTI.
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  • CI STANNO RIPROVANDO per PORTARCI in GUERRA! LA RUSSIA NON E' MIO NEMICO!
    Droni bloccano aeroporti nordici, Zelensky accusa: "Erano russi"
    Gli scali di Copenaghen e Oslo riaperti dopo ore di chiusura per droni non identificati. Il presidente ucraino chiede risposta ferma

    Poco dopo la mezzanotte è tornato attivo l’aeroporto di Copenhagen. Attorno alle 4 del mattino ha riaperto lo spazio aereo di Oslo. L’allarme nei cieli di Danimarca e Norvegiam causato dalla presenza di di alcuni droni, è terminato. I voli nello scalo danese sono ripresi questa mattina: “L’aeroporto di Copenaghen ha riaperto dopo essere stato chiuso a causa dell’attività dei droni. Tuttavia, ci saranno ritardi e partenze cancellate. Si consiglia ai passeggeri di verificare con la propria compagnia aerea per ulteriori informazioni”, si legge sul sito web ufficiale dello scalo. La polizia aveva riferito che ieri sera erano stati avvistati due o tre droni di grandi dimensioni non identificati, costringendo i voli in partenza dal più grande aeroporto della Scandinavia a rimanere a terra e altri a essere dirottati verso aeroporti vicini.

    Nella notte è stato riaperto anche spazio aereo sopra l’aeroporto di Oslo. Lo ha comunicato lo scalo in una e-mail all’agenzia di stampa norvegese NTB. “Chiediamo ai passeggeri di presentarsi normalmente. L’aeroporto era stato precedentemente chiuso dopo che almeno due droni erano stati avvistati nei pressi della pista di atterraggio. La decisione è stata presa per motivi di sicurezza”. La chiusura dell’aeroporto, che è durata circa quattro ore, avrà ripercussioni anche sui passeggeri in partenza da Copenaghen questa mattina. Sul sito web delle partenze programmate dall’aeroporto di Copenaghen , diversi voli mattutini risultano cancellati o in ritardo.

    “I velivoli senza pilota non sono stati abbattuti dalle autorità, ma sono scomparsi dalla zona da soli e non sappiamo dove siano andati”, ha spiegato in una conferenza stampa nella notte il vice ispettore di polizia Jakob Hansen. ‘”Stiamo cercando di scoprire – ha aggiunto – di che tipo di droni si trovavano nei pressi dell’aeroporto e da dove provengono”. “Verso le 20:30 – ricostruisce Hansen – la polizia di Copenaghen ha ricevuto una notifica da Naviair (l’ente che controlla e gestisce il traffico aereo) che lo spazio aereo era chiuso a causa dell’osservazione dei droni. La polizia ha quindi avviato un’indagine approfondita, in collaborazione con il PET e le forze armate danesi”.

    A manovrare i velivoli sono state persone “competenti“, ha detto ai giornalisti l’ispettore di polizia Jens Jespersen: “Il numero, le dimensioni, le rotte di volo, il tempo trascorso sopra l’aeroporto. Tutto questo insieme indica che si tratta di un attore capace. Quale attore capace, non lo so”.

    L’Ucraina punta il dito contro la Russia. Volodymyr Zelensky fa sapere via X di aver “parlato con il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, e nel colloquio “è stata dedicata particolare attenzione alle violazioni della Russia dello spazio aereo dei Paesi membri della Nato, compresa quella del 22 settembre a Copenaghen”. “Abbiamo avuto uno scambio di opinioni sulle ragioni – aggiunge – Se non ci sarà una risposta risoluta da parte degli alleati, stati e istituzioni, alle aggressioni provocatorie, la Russia continuerà”.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/23/droni-aeroporti-nordici-russia-ucraina-notizie/8135567/
    CI STANNO RIPROVANDO per PORTARCI in GUERRA! LA RUSSIA NON E' MIO NEMICO! Droni bloccano aeroporti nordici, Zelensky accusa: "Erano russi" Gli scali di Copenaghen e Oslo riaperti dopo ore di chiusura per droni non identificati. Il presidente ucraino chiede risposta ferma Poco dopo la mezzanotte è tornato attivo l’aeroporto di Copenhagen. Attorno alle 4 del mattino ha riaperto lo spazio aereo di Oslo. L’allarme nei cieli di Danimarca e Norvegiam causato dalla presenza di di alcuni droni, è terminato. I voli nello scalo danese sono ripresi questa mattina: “L’aeroporto di Copenaghen ha riaperto dopo essere stato chiuso a causa dell’attività dei droni. Tuttavia, ci saranno ritardi e partenze cancellate. Si consiglia ai passeggeri di verificare con la propria compagnia aerea per ulteriori informazioni”, si legge sul sito web ufficiale dello scalo. La polizia aveva riferito che ieri sera erano stati avvistati due o tre droni di grandi dimensioni non identificati, costringendo i voli in partenza dal più grande aeroporto della Scandinavia a rimanere a terra e altri a essere dirottati verso aeroporti vicini. Nella notte è stato riaperto anche spazio aereo sopra l’aeroporto di Oslo. Lo ha comunicato lo scalo in una e-mail all’agenzia di stampa norvegese NTB. “Chiediamo ai passeggeri di presentarsi normalmente. L’aeroporto era stato precedentemente chiuso dopo che almeno due droni erano stati avvistati nei pressi della pista di atterraggio. La decisione è stata presa per motivi di sicurezza”. La chiusura dell’aeroporto, che è durata circa quattro ore, avrà ripercussioni anche sui passeggeri in partenza da Copenaghen questa mattina. Sul sito web delle partenze programmate dall’aeroporto di Copenaghen , diversi voli mattutini risultano cancellati o in ritardo. “I velivoli senza pilota non sono stati abbattuti dalle autorità, ma sono scomparsi dalla zona da soli e non sappiamo dove siano andati”, ha spiegato in una conferenza stampa nella notte il vice ispettore di polizia Jakob Hansen. ‘”Stiamo cercando di scoprire – ha aggiunto – di che tipo di droni si trovavano nei pressi dell’aeroporto e da dove provengono”. “Verso le 20:30 – ricostruisce Hansen – la polizia di Copenaghen ha ricevuto una notifica da Naviair (l’ente che controlla e gestisce il traffico aereo) che lo spazio aereo era chiuso a causa dell’osservazione dei droni. La polizia ha quindi avviato un’indagine approfondita, in collaborazione con il PET e le forze armate danesi”. A manovrare i velivoli sono state persone “competenti“, ha detto ai giornalisti l’ispettore di polizia Jens Jespersen: “Il numero, le dimensioni, le rotte di volo, il tempo trascorso sopra l’aeroporto. Tutto questo insieme indica che si tratta di un attore capace. Quale attore capace, non lo so”. L’Ucraina punta il dito contro la Russia. Volodymyr Zelensky fa sapere via X di aver “parlato con il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, e nel colloquio “è stata dedicata particolare attenzione alle violazioni della Russia dello spazio aereo dei Paesi membri della Nato, compresa quella del 22 settembre a Copenaghen”. “Abbiamo avuto uno scambio di opinioni sulle ragioni – aggiunge – Se non ci sarà una risposta risoluta da parte degli alleati, stati e istituzioni, alle aggressioni provocatorie, la Russia continuerà”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/23/droni-aeroporti-nordici-russia-ucraina-notizie/8135567/
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    Droni bloccano aeroporti nordici, Zelensky accusa: "Erano russi"
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  • LIBERTÀ DI STAMPA: fake o farsa?


    Anche oggi è una di quelle giornate mondiali che spuntano sul calendario come i funghi: “oggi pensiamo a questa cosa importante, domani ce ne dimentichiamo”. Ma stavolta, neanche la fatica di far finta. La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa fa già ridere di suo — o meglio, fa piangere.

    Ma tranquilli: il popolo italico si beve tutto come sempre, fa spallucce e rispolvera la sua qualità più grande: l’adattamento all’assurdo.
    Che poi, diciamolo chiaramente: come si fa a festeggiare oggi qualcosa che non esiste?
    Sì, proprio oggi celebriamo quella giornata istituita dalle Nazioni Unite nel lontano 1993 per ribadire quanto la libertà di stampa sia fondamentale e vada protetta dai governi. Ah sì? E con quali prove a sostegno, scusate?
    NESSUNA. Solo dati che sputtanano (scusate il francesismo) questa favola da calendario.

    A parlare, infatti, è la classifica annuale di Reporters sans frontières e lo fa senza mezze misure: l’Italia è il Paese peggiore dell’Europa occidentale per libertà di stampa, scesa dal 46° al 49° posto. Bravi tutti.

    Il report parla chiaro: mafia, gruppi estremisti, minacce, violenze, pressioni politiche. Ah, e ciliegina sulla torta: la famigerata “legge bavaglio”, che blocca la pubblicazione delle intercettazioni. Un capolavoro di oscurantismo, giustificato dalla tutela della privacy.
    Nel frattempo, i giornalisti subiscono cause civili pretestuose, intimidazioni legali, e chi prova a informare viene zittito — a volte con gli avvocati, a volte con la paura. Il diritto a sapere? Optional.

    E no, non pensiate che fuori dai confini vada meglio: la libertà di stampa nel mondo è ai minimi storici. Secondo RSF, oltre la metà della popolazione mondiale vive in Paesi con una situazione “molto grave”.
    Chiudono la classifica: Corea del Nord, Cina, Eritrea. Ma anche gli Stati Uniti sono in discesa libera: dal 55° al 57°, con un clima sempre più tossico. Europa? Ancora il continente meno peggio, ma con tante crepe.
    Solo 7 Paesi su 180 hanno una situazione “buona”. In testa la Norvegia (solita imbattibile), seguita da Estonia e Paesi Bassi. Intanto il Regno Unito è al 20°, la Germania retrocede a causa dell’estrema destra e la Francia si fa superare da Taiwan e Trinidad & Tobago.

    E noi che facciamo?
    Siamo qui a sventolare bandierine in nome della libertà mentre la stampa muore tra tagli, pressioni editoriali, mancanza di fondi, precarietà e silenzi. La verità è che il giornalismo libero non fa comodo a nessuno: né ai governi, né alle lobby, né alle piattaforme social che moderano, cancellano e manipolano a piacere.
    E ora arriva anche il Ddl Sicurezza: manifestare? Nemmeno in silenzio. Scrivere? Solo se non dai fastidio. Parlare? Fino a quando non urta la sensibilità del potere.
    Allora sapete che vi dico?

    Torniamo a fare giornalismo vero, quello scomodo, quello rotocalco ciclostilato nei garage, quello dei leaflet porta a porta, quello che dava fastidio e per questo aveva senso.

    Questa è la nostra resistenza.
    La nostra libertà non è un hashtag. È una lotta.

    #WorldPressFreedomDay #LibertàDiStampa #FakeOrFarsa #Censura #Bavaglio #InformazioneIndipendente #GiornalismoLibero #RSF2025 #DirittoDiSapere #PressFreedom #Italia49esima #ZittiMaLiberi #SatiraSociale #vocealsilenzio
    LIBERTÀ DI STAMPA: fake o farsa? 🗞️🤐🎭 Anche oggi è una di quelle giornate mondiali che spuntano sul calendario come i funghi: “oggi pensiamo a questa cosa importante, domani ce ne dimentichiamo”. Ma stavolta, neanche la fatica di far finta. La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa fa già ridere di suo — o meglio, fa piangere. Ma tranquilli: il popolo italico si beve tutto come sempre, fa spallucce e rispolvera la sua qualità più grande: l’adattamento all’assurdo. Che poi, diciamolo chiaramente: come si fa a festeggiare oggi qualcosa che non esiste? Sì, proprio oggi celebriamo quella giornata istituita dalle Nazioni Unite nel lontano 1993 per ribadire quanto la libertà di stampa sia fondamentale e vada protetta dai governi. Ah sì? E con quali prove a sostegno, scusate? NESSUNA. Solo dati che sputtanano (scusate il francesismo) questa favola da calendario. A parlare, infatti, è la classifica annuale di Reporters sans frontières e lo fa senza mezze misure: l’Italia è il Paese peggiore dell’Europa occidentale per libertà di stampa, scesa dal 46° al 49° posto. Bravi tutti. Il report parla chiaro: mafia, gruppi estremisti, minacce, violenze, pressioni politiche. Ah, e ciliegina sulla torta: la famigerata “legge bavaglio”, che blocca la pubblicazione delle intercettazioni. Un capolavoro di oscurantismo, giustificato dalla tutela della privacy. Nel frattempo, i giornalisti subiscono cause civili pretestuose, intimidazioni legali, e chi prova a informare viene zittito — a volte con gli avvocati, a volte con la paura. Il diritto a sapere? Optional. E no, non pensiate che fuori dai confini vada meglio: la libertà di stampa nel mondo è ai minimi storici. Secondo RSF, oltre la metà della popolazione mondiale vive in Paesi con una situazione “molto grave”. Chiudono la classifica: Corea del Nord, Cina, Eritrea. Ma anche gli Stati Uniti sono in discesa libera: dal 55° al 57°, con un clima sempre più tossico. Europa? Ancora il continente meno peggio, ma con tante crepe. Solo 7 Paesi su 180 hanno una situazione “buona”. In testa la Norvegia (solita imbattibile), seguita da Estonia e Paesi Bassi. Intanto il Regno Unito è al 20°, la Germania retrocede a causa dell’estrema destra e la Francia si fa superare da Taiwan e Trinidad & Tobago. E noi che facciamo? Siamo qui a sventolare bandierine in nome della libertà mentre la stampa muore tra tagli, pressioni editoriali, mancanza di fondi, precarietà e silenzi. La verità è che il giornalismo libero non fa comodo a nessuno: né ai governi, né alle lobby, né alle piattaforme social che moderano, cancellano e manipolano a piacere. E ora arriva anche il Ddl Sicurezza: manifestare? Nemmeno in silenzio. Scrivere? Solo se non dai fastidio. Parlare? Fino a quando non urta la sensibilità del potere. Allora sapete che vi dico? 💪👉 Torniamo a fare giornalismo vero, quello scomodo, quello rotocalco ciclostilato nei garage, quello dei leaflet porta a porta, quello che dava fastidio e per questo aveva senso. Questa è la nostra resistenza. La nostra libertà non è un hashtag. È una lotta. #WorldPressFreedomDay #LibertàDiStampa #FakeOrFarsa #Censura #Bavaglio #InformazioneIndipendente #GiornalismoLibero #RSF2025 #DirittoDiSapere #PressFreedom #Italia49esima #ZittiMaLiberi #SatiraSociale #vocealsilenzio
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  • Ma va? Non ce n'eravamo accorti? SI VUOLE ASSASSINARE la DEMOCRAZIA o quel POCO che NE RIMANE!

    Nel mondo la libertà di stampa è al "minimo storico", l'Italia scende al 49esimo posto. Il report di Rsf - Il Fatto Quotidiano
    Siamo il Paese peggiore dell’Europa occidentale, scesi di ben tre posti (dal 46esimo al 49esimo) nella classifica generale. Passano gli anni e i numeri di Reporters sans frontières che riguardano la libertà di stampa per l’Italia, ma non solo, sono sempre più impietosi. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’organizzazione …

    Siamo il Paese peggiore dell’Europa occidentale, scesi di ben tre posti (dal 46esimo al 49esimo) nella classifica generale. Passano gli anni e i numeri di Reporters sans frontières che riguardano la libertà di stampa per l’Italia, ma non solo, sono sempre più impietosi. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’organizzazione no profit anticipa i risultati del suo report annuale (basato su cinque categorie: politica, diritti, economia, socio-cultura e sicurezza) e, a proposito del nostro Paese, scrive: “La libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare nel sud del Paese, nonché da vari gruppi estremisti che commettono atti di violenza. I giornalisti lamentano anche il tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria attraverso una ‘legge bavaglio‘ – quella che impedisce la pubblicazione delle intercettazioni, ndr – che si aggiunge alla prassi di azioni legali intentate per intimidire, imbavagliare o punire coloro che cercano di partecipare e di esprimersi su questioni di interesse pubblico”.

    Non è, però, che al resto del mondo vada molto meglio. “La situazione della libertà di stampa globale nel 2025 è ai minimi storici – spiega l’organizzazione nella sua analisi –. Più di metà della popolazione mondiale vive in Paesi con una situazione molto grave”. In fondo alla classifica ci sono Cina, Corea del Nord ed Eritrea, che si collocano rispettivamente alla 178ma, 179ma e 180ma posizione. Male anche gli Stati Uniti, e già nei mesi prima del ritorno del tycoon: passano dal 55mo al 57mo posto con “il primo significativo e prolungato declino della libertà di stampa nella storia moderna, mentre il ritorno di Donald Trump alla presidenza sta aggravando notevolmente la situazione”.

    L’Europa rimane ancora il posto del mondo in cui i giornalisti possono fare informazione con maggiore libertà: nel nostro continente troviamo sette Paesi (sui 180) in cui la situazione è “buona”.

    A guidare la classifica mondiale c’è infatti la Norvegia, primato che si rinnova, seguita da Estonia e Paesi Bassi. Il Regno Unito si piazza ventesimo, surclassato – ed è la sorpresa – da Trinidad e Tobago, la Francia segue Taiwan al 25esimo posto. Ci sono poi delle retrocessioni ancora più eclatanti: la Germania, lo scorso anno al decimo posto, è finita undicesima a causa del “clima di lavoro sempre più ostile per i professionisti dei media in Germania, in particolare a causa degli attacchi dell’estrema destra”. Nel 2024, scrive Rsf, i giornalisti tedeschi che hanno avuto a che fare con ambienti di estrema destra e partiti come Alternativa per la Germania sono stati nuovamente a rischio, denunciando minacce, insulti e timore di violenza fisica. Anche in termini editoriali, la Germania è stata criticata, con il rapporto che indica “numerosi casi documentati in cui i professionisti dei media hanno segnalato ostacoli sproporzionatamente elevati nel riportare informazioni sul conflitto in Medio Oriente”.

    In generale, per la libertà di stampa in tutto il mondo non è un buon momento: “Oltre a una situazione di sicurezza fragile e al crescente autoritarismo, la pressione economica in particolare sta causando problemi ai media di tutto il mondo”, ha affermato Reporters Sans Frontieres. Come sottolinea la direttrice generale Anja Osterhaus, “il giornalismo indipendente è una spina nel fianco degli autocrati”, ma “se i media sono finanziariamente in difficoltà, chi smaschererà disinformazione, disinformazione e propaganda? Oltre alla nostra lotta quotidiana per la sicurezza dei giornalisti, ci impegniamo quindi anche a rafforzare le basi economiche del giornalismo”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/02/nel-mondo-la-liberta-di-stampa-e-al-minimo-storico-litalia-scende-al-49esimo-posto-il-report-di-rsf/7972129/
    Ma va? Non ce n'eravamo accorti? SI VUOLE ASSASSINARE la DEMOCRAZIA o quel POCO che NE RIMANE! Nel mondo la libertà di stampa è al "minimo storico", l'Italia scende al 49esimo posto. Il report di Rsf - Il Fatto Quotidiano Siamo il Paese peggiore dell’Europa occidentale, scesi di ben tre posti (dal 46esimo al 49esimo) nella classifica generale. Passano gli anni e i numeri di Reporters sans frontières che riguardano la libertà di stampa per l’Italia, ma non solo, sono sempre più impietosi. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’organizzazione … Siamo il Paese peggiore dell’Europa occidentale, scesi di ben tre posti (dal 46esimo al 49esimo) nella classifica generale. Passano gli anni e i numeri di Reporters sans frontières che riguardano la libertà di stampa per l’Italia, ma non solo, sono sempre più impietosi. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’organizzazione no profit anticipa i risultati del suo report annuale (basato su cinque categorie: politica, diritti, economia, socio-cultura e sicurezza) e, a proposito del nostro Paese, scrive: “La libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare nel sud del Paese, nonché da vari gruppi estremisti che commettono atti di violenza. I giornalisti lamentano anche il tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria attraverso una ‘legge bavaglio‘ – quella che impedisce la pubblicazione delle intercettazioni, ndr – che si aggiunge alla prassi di azioni legali intentate per intimidire, imbavagliare o punire coloro che cercano di partecipare e di esprimersi su questioni di interesse pubblico”. Non è, però, che al resto del mondo vada molto meglio. “La situazione della libertà di stampa globale nel 2025 è ai minimi storici – spiega l’organizzazione nella sua analisi –. Più di metà della popolazione mondiale vive in Paesi con una situazione molto grave”. In fondo alla classifica ci sono Cina, Corea del Nord ed Eritrea, che si collocano rispettivamente alla 178ma, 179ma e 180ma posizione. Male anche gli Stati Uniti, e già nei mesi prima del ritorno del tycoon: passano dal 55mo al 57mo posto con “il primo significativo e prolungato declino della libertà di stampa nella storia moderna, mentre il ritorno di Donald Trump alla presidenza sta aggravando notevolmente la situazione”. L’Europa rimane ancora il posto del mondo in cui i giornalisti possono fare informazione con maggiore libertà: nel nostro continente troviamo sette Paesi (sui 180) in cui la situazione è “buona”. A guidare la classifica mondiale c’è infatti la Norvegia, primato che si rinnova, seguita da Estonia e Paesi Bassi. Il Regno Unito si piazza ventesimo, surclassato – ed è la sorpresa – da Trinidad e Tobago, la Francia segue Taiwan al 25esimo posto. Ci sono poi delle retrocessioni ancora più eclatanti: la Germania, lo scorso anno al decimo posto, è finita undicesima a causa del “clima di lavoro sempre più ostile per i professionisti dei media in Germania, in particolare a causa degli attacchi dell’estrema destra”. Nel 2024, scrive Rsf, i giornalisti tedeschi che hanno avuto a che fare con ambienti di estrema destra e partiti come Alternativa per la Germania sono stati nuovamente a rischio, denunciando minacce, insulti e timore di violenza fisica. Anche in termini editoriali, la Germania è stata criticata, con il rapporto che indica “numerosi casi documentati in cui i professionisti dei media hanno segnalato ostacoli sproporzionatamente elevati nel riportare informazioni sul conflitto in Medio Oriente”. In generale, per la libertà di stampa in tutto il mondo non è un buon momento: “Oltre a una situazione di sicurezza fragile e al crescente autoritarismo, la pressione economica in particolare sta causando problemi ai media di tutto il mondo”, ha affermato Reporters Sans Frontieres. Come sottolinea la direttrice generale Anja Osterhaus, “il giornalismo indipendente è una spina nel fianco degli autocrati”, ma “se i media sono finanziariamente in difficoltà, chi smaschererà disinformazione, disinformazione e propaganda? Oltre alla nostra lotta quotidiana per la sicurezza dei giornalisti, ci impegniamo quindi anche a rafforzare le basi economiche del giornalismo”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/02/nel-mondo-la-liberta-di-stampa-e-al-minimo-storico-litalia-scende-al-49esimo-posto-il-report-di-rsf/7972129/
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    Nel mondo la libertà di stampa è al "minimo storico", l'Italia scende al 49esimo posto. Il report di Rsf - Il Fatto Quotidiano
    Siamo il Paese peggiore dell’Europa occidentale, scesi di ben tre posti (dal 46esimo al 49esimo) nella classifica generale. Passano gli anni e i numeri di Reporters sans frontières che riguardano la libertà di stampa per l’Italia, ma non solo, sono sempre più impietosi. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’organizzazione …
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  • Questa è la Norvegia.
    Un tempo questa era la terra dei Vichinghi norvegesi.
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  • Per anni ci hanno bombardato a reti unificate perchè volevano imporci una società senza danaro contante, tutta orientata ai pagamenti cashless e digital. Ora, Norvegia e Svezia, con il più alto tasso di pagamenti cashless. Ora scoprono che i pagamenti cashless sono (1-cont)

    Source:
    https://x.com/07Emmedi/status/1902464881078534304?t=cbDXXBi4LeF4z_76C8yZVw&s=19
    Per anni ci hanno bombardato a reti unificate perchè volevano imporci una società senza danaro contante, tutta orientata ai pagamenti cashless e digital. Ora, Norvegia e Svezia, con il più alto tasso di pagamenti cashless. Ora scoprono che i pagamenti cashless sono (1-cont) Source: https://x.com/07Emmedi/status/1902464881078534304?t=cbDXXBi4LeF4z_76C8yZVw&s=19
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  • OSA ITALIA: “Il 15 gennaio 2021, Fauci sapeva perfettamente che 23 persone erano già morte in Norvegia dopo il vaccino Pfizer. E nonostante questo, ha scelto di tacere e proseguire con la propaganda vaccinale. Questo non è solo criminale, è disumano. Quante madri, padri, figli e figlie hanno perso i loro cari, distrutti da questo esperimento criminale mascherato da salvezza? Quante famiglie sono state spezzate, mentre Fauci e i suoi complici contavano i loro sporchi profitti? Questo uomo ha scelto il denaro e il potere sopra la vita umana. È responsabile di un dolore senza fine e deve pagare per ogni lacrima versata, per ogni vita rubata. Non esiste castigo abbastanza duro per chi ha tradito l’umanità in questo modo.”

    Fonte: OSA ITALIA

    OSA ITALIA: “On January 15, 2021, Fauci knew perfectly well that 23 people had already died in Norway after the Pfizer vaccine. And despite this, he chose to remain silent and continue with the vaccine propaganda. This is not only criminal, it is inhuman. How many mothers, fathers, sons and daughters have lost their loved ones, destroyed by this criminal experiment disguised as salvation? How many families have been torn apart, while Fauci and his accomplices counted their dirty profits? This man has chosen money and power over human life. He is responsible for endless pain and must pay for every tear shed, for every life stolen. There is no punishment harsh enough for those who have betrayed humanity in this way.”

    Source: OSA ITALIA
    OSA ITALIA: “Il 15 gennaio 2021, Fauci sapeva perfettamente che 23 persone erano già morte in Norvegia dopo il vaccino Pfizer. E nonostante questo, ha scelto di tacere e proseguire con la propaganda vaccinale. Questo non è solo criminale, è disumano. Quante madri, padri, figli e figlie hanno perso i loro cari, distrutti da questo esperimento criminale mascherato da salvezza? Quante famiglie sono state spezzate, mentre Fauci e i suoi complici contavano i loro sporchi profitti? Questo uomo ha scelto il denaro e il potere sopra la vita umana. È responsabile di un dolore senza fine e deve pagare per ogni lacrima versata, per ogni vita rubata. Non esiste castigo abbastanza duro per chi ha tradito l’umanità in questo modo.” Fonte: OSA ITALIA OSA ITALIA: “On January 15, 2021, Fauci knew perfectly well that 23 people had already died in Norway after the Pfizer vaccine. And despite this, he chose to remain silent and continue with the vaccine propaganda. This is not only criminal, it is inhuman. How many mothers, fathers, sons and daughters have lost their loved ones, destroyed by this criminal experiment disguised as salvation? How many families have been torn apart, while Fauci and his accomplices counted their dirty profits? This man has chosen money and power over human life. He is responsible for endless pain and must pay for every tear shed, for every life stolen. There is no punishment harsh enough for those who have betrayed humanity in this way.” Source: OSA ITALIA
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  • https://dituttoedipiu.altervista.org/in-italia-10-vaccinazioni-obbligatorie-mentre-sono-zero-in-lituania-norvegia-olanda-portogallo-spagna-svezia-e-regno-unito-a-quale-principio-scientifico-ci-ispiriamo-raffael/
    https://dituttoedipiu.altervista.org/in-italia-10-vaccinazioni-obbligatorie-mentre-sono-zero-in-lituania-norvegia-olanda-portogallo-spagna-svezia-e-regno-unito-a-quale-principio-scientifico-ci-ispiriamo-raffael/
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    In Italia 10 vaccinazioni obbligatorie, mentre sono zero in Lituania, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. “A quale principio scientifico ci ispiriamo?”, Raffaella Regoli - D TUTTO E D+
    In Italia 10 vaccinazioni obbligatorie, mentre sono zero in Lituania, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. “A quale principio scientifico ci ispiriamo?”, Raffaella Regoli Raffaella Regoli ha recentemente espresso forti critiche riguardo alla politica italiana sulle vaccinazioni obbligatorie pediatriche, sollevando interrogativi sulla necessità e sull’efficacia di tali misure. La Regoli ha dichiarato: “Quando si tratta della vaccinazione l’Italia deve essere vaccinata, deve operare la vaccinazione obbligatoria pediatrica, gli altri no. Io non ho capito perché.” La giornalista ha citato
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  • PUTIN RISPONDE A STOLTENBERG.

    Vladimir Putin ha risposto a Stolteberg dopo l'appello a colpire la Russia:
    "Non so cosa dica il segretario generale della NATO. Quando era Primo Ministro della Norvegia, abbiamo risolto con lui questioni difficili riguardanti il Mare di Barents.
    A quel tempo non soffriva di demenza.
    Anche se è un civile, dovrebbe sapere che le armi di precisione a lungo raggio non possono essere usate senza mezzi di ricognizione spaziale".

    Vladimir Putin responded to Stolteberg after the call to strike Russia:
    "I don't know what the Secretary General of NATO says. When he was Prime Minister of Norway, we resolved difficult issues with him regarding the Barents Sea.
    At the time he did not suffer from dementia.
    Even if he is a civilian, he should know that long-range precision weapons cannot be used without space reconnaissance means."



    #VladimirPutin
    PUTIN RISPONDE A STOLTENBERG. Vladimir Putin ha risposto a Stolteberg dopo l'appello a colpire la Russia: "Non so cosa dica il segretario generale della NATO. Quando era Primo Ministro della Norvegia, abbiamo risolto con lui questioni difficili riguardanti il Mare di Barents. A quel tempo non soffriva di demenza.😂 Anche se è un civile, dovrebbe sapere che le armi di precisione a lungo raggio non possono essere usate senza mezzi di ricognizione spaziale". Vladimir Putin responded to Stolteberg after the call to strike Russia: "I don't know what the Secretary General of NATO says. When he was Prime Minister of Norway, we resolved difficult issues with him regarding the Barents Sea. At the time he did not suffer from dementia. Even if he is a civilian, he should know that long-range precision weapons cannot be used without space reconnaissance means." 👇👇👇 #VladimirPutin
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