• SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI?
    La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino
    "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata.

    Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi.

    Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando.

    L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio.

    Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi.

    Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
    SI può MORIRE in QUESTO MODO a 18 ANNI? La Spezia: 18enne ucciso per una foto sui social con la ragazza dell'assassino "Volevo ucciderlo": il 19enne ha confessato di aver portato il coltello a scuola per vendicarsi della foto pubblicata. Una fotografia pubblicata sui social e una presunta gelosia per una ragazza sarebbero all’origine dell’omicidio di Youssef Abanoub, lo studente di 18 anni accoltellato all’interno dell’istituto professionale Einaudi–Chiodo di La Spezia. Per il delitto è stato arrestato Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto alla stessa scuola. La ricostruzione e le dichiarazioni emergono dall’inchiesta riportata dal Corriere della Sera, mentre dall’Ansa arriva la notizia che il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi. Secondo quanto riferito dal quotidiano, Atif avrebbe ammesso il movente subito dopo l’arresto: “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”, avrebbe detto agli investigatori. Tuttavia, sempre secondo il Corriere, la versione dell’arrestato viene messa in dubbio da amici e familiari della vittima: Abanoub, spiegano, “non stava sui social” e la foto indicata come causa scatenante “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”. Un elemento che gli inquirenti stanno verificando. L’aggressione è avvenuta venerdì 16 gennaio, intorno alle 11 del mattino, all’interno dell’edificio scolastico, al secondo piano dell’istituto. Secondo la ricostruzione, il confronto tra i due sarebbe iniziato nei bagni durante un cambio d’ora. Dopo una discussione, Atif avrebbe estratto un coltello da cucina che, stando agli atti, aveva portato a scuola nello zaino. Abanoub avrebbe tentato di allontanarsi, dirigendosi verso la propria aula, ma è stato raggiunto e colpito davanti alla porta della classe. Il fendente, unico ma profondo, ha colpito il torace, provocando una grave lesione al fegato e una massiccia emorragia. Il ragazzo è stato soccorso da un’insegnante che ha tentato di tamponare la ferita in attesa dei sanitari. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia, Abanoub è andato in arresto cardiaco all’arrivo ed è stato rianimato a lungo. Nonostante un intervento chirurgico durato ore, è morto nel primo pomeriggio. Un punto centrale dell’inchiesta riguarda la presenza del coltello a scuola. Lo zio della vittima, intervistato dal Corriere della Sera, sostiene che non si sarebbe trattato di un episodio isolato. “Non era la prima volta che quel ragazzo portava il coltello in classe. Sarà successo almeno altre quattro volte”, afferma. Secondo il parente, diversi compagni di scuola sarebbero in grado di confermarlo: “Questa cosa andava bloccata subito invece di arrivare a questo punto”, aggiunge, spiegando di non sapere se le segnalazioni siano mai arrivate ai responsabili dell’istituto. “Spero che la giustizia faccia il suo corso – conclude lo zio – altrimenti ci saranno altri accoltellati”. Le sue parole pongono l’accento su eventuali mancate segnalazioni e sulla gestione di comportamenti ritenuti pericolosi. Gli inquirenti stanno ora valutando anche l’ipotesi della premeditazione, alla luce del fatto che il coltello sarebbe stato portato da casa e non reperito all’interno della scuola. Atif è stato arrestato con l’accusa di omicidio e si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/volevo-ucciderlo-lui-non-doveva-permettersi-di-mettere-sui-social-una-sua-foto-assieme-alla-mia-ragazza-il-movente-dellomicidio-del-18enne-accoltellato-a-la-spezia/8259537/
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  • Apostas Esportivas Angola: Como Aproveitar ao Máximo com a Bantubet Angola

    As apostas esportivas Angola estão crescendo rapidamente e se tornando uma das formas mais populares de entretenimento online no país. Com o aumento do acesso à internet e aos smartphones, cada vez mais angolanos estão apostando em esportes como futebol, basquete e competições internacionais.Nesse cenário em expansão, a Bantubet Angola surge como uma plataforma confiável e moderna, oferecendo uma experiência segura, prática e cheia de oportunidades para quem deseja apostar com inteligência e emoção.
    O Que São Apostas Esportivas em Angola?
    As apostas esportivas Angola permitem que os jogadores façam previsões sobre os resultados de eventos esportivos. Isso pode incluir quem vai ganhar uma partida, o número de gols marcados ou até acontecimentos específicos durante o jogo.O grande atrativo das apostas esportivas é a combinação de conhecimento esportivo, estratégia e adrenalina, tornando cada jogo ainda mais emocionante.
    Por Que as Apostas Esportivas Estão Crescendo em Angola?
    O mercado de apostas esportivas em Angola cresce por vários motivos:
    Forte paixão nacional pelo futebol


    Maior acesso a plataformas online confiáveis


    Pagamentos digitais rápidos e seguros


    Promoções e bônus atrativos


    Plataformas como a Bantubet Angola facilitam esse crescimento ao oferecer um ambiente simples e acessível para jogadores iniciantes e experientes.
    Como Apostar com Segurança na Bantubet Angola
    Começar é fácil e rápido. Veja os passos básicos:
    Criar uma conta na Bantubet Angola


    Fazer um depósito usando métodos de pagamento locais


    Escolher o esporte ou jogo desejado


    Analisar as odds e fazer sua aposta


    Acompanhar o evento ao vivo e seus possíveis ganhos


    A plataforma é intuitiva, funcionando perfeitamente tanto no computador quanto no celular.
    Dicas Importantes para Apostar Melhor
    Para ter sucesso nas apostas esportivas Angola, é essencial seguir algumas boas práticas:
    Aposte com responsabilidade e defina um orçamento


    Analise estatísticas e desempenho dos times


    Evite apostar por impulso emocional


    Aproveite bônus, mas leia os termos


    Foque em esportes que você conhece bem


    Essas dicas ajudam a reduzir riscos e aumentam suas chances de ganhos consistentes.
    Vantagens de Apostar na Bantubet Angola
    A Bantubet Angola se destaca por oferecer:
    Odds competitivas


    Depósitos e saques rápidos


    Plataforma segura e transparente


    Suporte ao cliente eficiente


    Promoções exclusivas para jogadores angolanos


    Esses diferenciais fazem da Bantubet uma escolha confiável para quem quer apostar com tranquilidade.

    Conclusão
    As apostas esportivas Angola vieram para ficar e continuam crescendo como uma forma emocionante de entretenimento online. Quando feitas com estratégia e responsabilidade, elas podem ser ainda mais divertidas e recompensadoras.Ao escolher a Bantubet Angola, você garante uma experiência segura, moderna e adaptada ao mercado angolano. Se você gosta de esportes e quer transformar seu conhecimento em oportunidades reais, agora é o momento certo para começar. Aposte com consciência e aproveite cada jogo ao máximo!
    https://m.bantubet.co.ao/pt/

    Apostas Esportivas Angola: Como Aproveitar ao Máximo com a Bantubet Angola As apostas esportivas Angola estão crescendo rapidamente e se tornando uma das formas mais populares de entretenimento online no país. Com o aumento do acesso à internet e aos smartphones, cada vez mais angolanos estão apostando em esportes como futebol, basquete e competições internacionais.Nesse cenário em expansão, a Bantubet Angola surge como uma plataforma confiável e moderna, oferecendo uma experiência segura, prática e cheia de oportunidades para quem deseja apostar com inteligência e emoção. O Que São Apostas Esportivas em Angola? As apostas esportivas Angola permitem que os jogadores façam previsões sobre os resultados de eventos esportivos. Isso pode incluir quem vai ganhar uma partida, o número de gols marcados ou até acontecimentos específicos durante o jogo.O grande atrativo das apostas esportivas é a combinação de conhecimento esportivo, estratégia e adrenalina, tornando cada jogo ainda mais emocionante. Por Que as Apostas Esportivas Estão Crescendo em Angola? O mercado de apostas esportivas em Angola cresce por vários motivos: Forte paixão nacional pelo futebol Maior acesso a plataformas online confiáveis Pagamentos digitais rápidos e seguros Promoções e bônus atrativos Plataformas como a Bantubet Angola facilitam esse crescimento ao oferecer um ambiente simples e acessível para jogadores iniciantes e experientes. Como Apostar com Segurança na Bantubet Angola Começar é fácil e rápido. Veja os passos básicos: Criar uma conta na Bantubet Angola Fazer um depósito usando métodos de pagamento locais Escolher o esporte ou jogo desejado Analisar as odds e fazer sua aposta Acompanhar o evento ao vivo e seus possíveis ganhos A plataforma é intuitiva, funcionando perfeitamente tanto no computador quanto no celular. Dicas Importantes para Apostar Melhor Para ter sucesso nas apostas esportivas Angola, é essencial seguir algumas boas práticas: Aposte com responsabilidade e defina um orçamento Analise estatísticas e desempenho dos times Evite apostar por impulso emocional Aproveite bônus, mas leia os termos Foque em esportes que você conhece bem Essas dicas ajudam a reduzir riscos e aumentam suas chances de ganhos consistentes. Vantagens de Apostar na Bantubet Angola A Bantubet Angola se destaca por oferecer: Odds competitivas Depósitos e saques rápidos Plataforma segura e transparente Suporte ao cliente eficiente Promoções exclusivas para jogadores angolanos Esses diferenciais fazem da Bantubet uma escolha confiável para quem quer apostar com tranquilidade. Conclusão As apostas esportivas Angola vieram para ficar e continuam crescendo como uma forma emocionante de entretenimento online. Quando feitas com estratégia e responsabilidade, elas podem ser ainda mais divertidas e recompensadoras.Ao escolher a Bantubet Angola, você garante uma experiência segura, moderna e adaptada ao mercado angolano. Se você gosta de esportes e quer transformar seu conhecimento em oportunidades reais, agora é o momento certo para começar. Aposte com consciência e aproveite cada jogo ao máximo! https://m.bantubet.co.ao/pt/
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  • Si parla tanto di “diritti dei bambini”, ma intanto si calpestano i più fondamentali: il diritto a nascere e quello a crescere con mamma e papà. Dalla mentalità divorzista alle nuove “famiglie arcobaleno” e poliamorose, la cultura dominante smantella ciò che serve davvero ai più piccoli.

    Leggi l’approfondimento
    https://www.provitaefamiglia.it/blog/ma-quali-sono-davvero-i-diritti-dei-bambini
    Si parla tanto di “diritti dei bambini”, ma intanto si calpestano i più fondamentali: il diritto a nascere e quello a crescere con mamma e papà. Dalla mentalità divorzista alle nuove “famiglie arcobaleno” e poliamorose, la cultura dominante smantella ciò che serve davvero ai più piccoli. Leggi l’approfondimento👇 https://www.provitaefamiglia.it/blog/ma-quali-sono-davvero-i-diritti-dei-bambini
    WWW.PROVITAEFAMIGLIA.IT
    Ma quali sono, davvero, i diritti dei bambini?
    Una prima Dichiarazione internazionale dei diritti dei bambini risale al 1924, ai tempi della Società delle Nazioni. Nel tempo si sono susseguite un gran nume
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  • Tutta la storia della famiglia nel bosco. Da ex insegnante dico che qualunque dettaglio può essere presentato in modo drammatico e in ogni caso se i bambini sono contenti nessuno deve toglierli ai genitori.
    https://share.google/18PYUqtSUabl9jm0R
    Tutta la storia della famiglia nel bosco. Da ex insegnante dico che qualunque dettaglio può essere presentato in modo drammatico e in ogni caso se i bambini sono contenti nessuno deve toglierli ai genitori. https://share.google/18PYUqtSUabl9jm0R
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    Papà Nathan solo 2 ore e mezza con i figli e Catherine, pranzo di Natale negato alla famiglia nel bosco. Salvini: “È violenza di Stato”
    L’incontro autorizzato dalle 10 alle 12.30, niente deroga. Il vicepremier: “Non avremo pace finché quei bambini non torneranno fra le braccia di mamma e papà”. Le Acli di Chieti: “Giustizia sì, ma sia umana”
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  • La risoluzione presentata dal PD oggi alla Camera certifica una sola cosa: il Partito Democratico è il partito più guerrafondaio che ci sia in Italia!

    Non lo dico io, lo dicono loro che mettono nero su bianco che bisogna inviare ancora soldi e armi a Zelensky. Fino a qui potremmo dire che sono alla pari con il partito di Giorgia Meloni, poiché chiedono e fanno esattamente le stesse cose.

    Ma c'è di più, perché Elly la "pacifista" e company, chiedono anche che vengano usati i beni Russi congelati per finanziare il regime di Kiev, quello delle mazzette e dei cessi d'oro. Allucinante!

    La realtà dei fatti oggi ci dice questo: il Partito Democratico spinge sulla strada tracciata da Kaja Kallas e Ursula Von der Leyen. Però poi vanno in piazza con la bandiera della pace.

    Mai visto un partito più ipocrita del PD. Mai!

    https://www.facebook.com/photo/?fbid=1252996270195045&set=a.390859659742048

    Source: T.me/GiuseppeSalamone
    La risoluzione presentata dal PD oggi alla Camera certifica una sola cosa: il Partito Democratico è il partito più guerrafondaio che ci sia in Italia! Non lo dico io, lo dicono loro che mettono nero su bianco che bisogna inviare ancora soldi e armi a Zelensky. Fino a qui potremmo dire che sono alla pari con il partito di Giorgia Meloni, poiché chiedono e fanno esattamente le stesse cose. Ma c'è di più, perché Elly la "pacifista" e company, chiedono anche che vengano usati i beni Russi congelati per finanziare il regime di Kiev, quello delle mazzette e dei cessi d'oro. Allucinante! La realtà dei fatti oggi ci dice questo: il Partito Democratico spinge sulla strada tracciata da Kaja Kallas e Ursula Von der Leyen. Però poi vanno in piazza con la bandiera della pace. Mai visto un partito più ipocrita del PD. Mai! https://www.facebook.com/photo/?fbid=1252996270195045&set=a.390859659742048 Source: T.me/GiuseppeSalamone
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  • Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
    Principali punti aggiornati.
    ▪ L'interesse principale degli Stati Uniti è porre fine alle azioni militari in Ucraina;
    ▪ Gli Stati Uniti considerano il ripristino della stabilità strategica con la Russia come una delle principali priorità di politica estera in Europa;
    ▪ Gli Stati Uniti vogliono che la NATO smetta di essere vista come una "alleanza in costante espansione";
    ▪ Gli Stati Uniti vogliono che l'Europa si assuma la responsabilità della propria difesa;
    ▪ L'amministrazione statunitense è "in conflitto" con i funzionari europei, molti dei quali "calpestano" le norme democratiche;
    ▪ Gli Stati Uniti non considerano più il Medio Oriente un fattore dominante nella loro politica estera;
    ▪ La regione indo-pacifica sarà uno dei principali campi di battaglia geopolitici ed economici di questo secolo;
    ▪ Gli Stati Uniti dovrebbero concentrarsi sul commercio con la Cina solo su beni non strategici. -
    @liberumnotitia
    Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Principali punti aggiornati. ▪ L'interesse principale degli Stati Uniti è porre fine alle azioni militari in Ucraina; ▪ Gli Stati Uniti considerano il ripristino della stabilità strategica con la Russia come una delle principali priorità di politica estera in Europa; ▪ Gli Stati Uniti vogliono che la NATO smetta di essere vista come una "alleanza in costante espansione"; ▪ Gli Stati Uniti vogliono che l'Europa si assuma la responsabilità della propria difesa; ▪ L'amministrazione statunitense è "in conflitto" con i funzionari europei, molti dei quali "calpestano" le norme democratiche; ▪ Gli Stati Uniti non considerano più il Medio Oriente un fattore dominante nella loro politica estera; ▪ La regione indo-pacifica sarà uno dei principali campi di battaglia geopolitici ed economici di questo secolo; ▪ Gli Stati Uniti dovrebbero concentrarsi sul commercio con la Cina solo su beni non strategici. - @liberumnotitia
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  • 20. La frase più illuminante di Bohdan è: "Zelensky ha una pessima qualità come presidente: non risolve i problemi, li rimanda." È quello che ha fatto dal 2019, rimandando gli accordi di pace con la Russia, che era l'unica soluzione, sedotto dai pifferai magici di UE e NATO.

    Source: https://x.com/ChanceGardi/status/1997351069265940981?t=6FfdTK8qEyHQSPY6jM_A6w&s=19
    20. La frase più illuminante di Bohdan è: "Zelensky ha una pessima qualità come presidente: non risolve i problemi, li rimanda." È quello che ha fatto dal 2019, rimandando gli accordi di pace con la Russia, che era l'unica soluzione, sedotto dai pifferai magici di UE e NATO. Source: https://x.com/ChanceGardi/status/1997351069265940981?t=6FfdTK8qEyHQSPY6jM_A6w&s=19
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  • QUELLO CHE NON VOGLIONO FAR SAPERE SULLE VERE CAUSE DELL’AZIONE RUSSA IN UCRAINA

    di Ivan Zeno

    La verità è semplice, ma viene scientemente nascosta. Per anni la Russia ha chiesto un’unica cosa: protezione per quasi dieci milioni di russofoni in Ucraina. Non l’annessione dell’Ucraina, non la ricostruzione dell’URSS, non le fantasie propagandistiche diffuse in Occidente. Solo una tutela minima, formalizzata negli accordi di Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? Assolutamente nulla.

    Hanno ignorato, rinviato, deriso.

    Perché diciamola tutta: l’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Li ha spacciati per “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un centimetro di territorio ceduto. Si chiedeva solo un’autonomia speciale, sul modello di qualsiasi regione europea plurilingue. Ma Kiev – con il beneplacito dell’Occidente – ha preferito l’intransigenza totale, arroccandosi dietro slogan identitari invece che affrontare una questione etnica e linguistica reale.

    E allora, quale strada si è scelta? Quella delle armi. Otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di vittime civili, otto anni di una guerra che l’Occidente fingendo di non vedere ha semplicemente lasciato marcire. Anzi: ha alimentato politicamente e militarmente, pur di mantenere il conflitto congelato e funzionale ai propri obiettivi geopolitici.

    Nel 2019 Zelensky ha vinto promettendo pace, dialogo e applicazione degli accordi di Minsk. Una menzogna elettorale: una volta al potere ha fatto l’esatto opposto. Nel 2022 preparava l’offensiva finale contro Lugansk e Donetsk, con colonne corazzate pronte a schiacciare le repubbliche separatiste.

    Nessuna autonomia. Nessun compromesso. Solo muscoli e propaganda.

    E sul fronte diplomatico? Putin chiedeva – ancora una volta – un tavolo sulla sicurezza europea. E gli Stati Uniti hanno risposto con un arroganza degna di un impero in decadenza: “Non è in agenda.” Fine della conversazione. Poi però si permettono di impartire lezioni su “dialogo” e “multilateralismo”.

    Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Le regioni a maggioranza russofona coincidono quasi perfettamente con i territori ora controllati dalla Russia, salvo Odessa e parte di Kharkov. In pratica, Putin si è preso ciò che per anni americani ed europei hanno disprezzato, ignorato o trattato come un fastidio geopolitico.

    Quello che si poteva garantire con la politica lo si è regalato alla forza militare. Una cecità strategica impressionante.

    E nonostante questa catena di fallimenti, si continua a ripetere la solita favola: “invasori e invasi”, “imperialismo russo”, “Putin vuole conquistare l’Europa”. Una narrazione bambinesca, funzionale solo a coprire responsabilità enormi. Perché se si riconoscesse la verità, bisognerebbe ammettere che l’Occidente ha sbagliato tutto: analisi, diplomazia, strategia e tempistiche.

    E invece si persevera. Ancora armi, ancora miliardi, ancora propaganda.

    E soprattutto un’escalation sempre più vicina alla linea rossa di uno scontro diretto tra NATO e Russia. Una follia geopolitica che nessuno ha il coraggio di ammettere, perché significherebbe riconoscere che l’intera architettura occidentale – politica, militare e mediatica – ha costruito per anni una narrazione completamente scollegata dalla realtà.
    QUELLO CHE NON VOGLIONO FAR SAPERE SULLE VERE CAUSE DELL’AZIONE RUSSA IN UCRAINA di Ivan Zeno La verità è semplice, ma viene scientemente nascosta. Per anni la Russia ha chiesto un’unica cosa: protezione per quasi dieci milioni di russofoni in Ucraina. Non l’annessione dell’Ucraina, non la ricostruzione dell’URSS, non le fantasie propagandistiche diffuse in Occidente. Solo una tutela minima, formalizzata negli accordi di Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? Assolutamente nulla. Hanno ignorato, rinviato, deriso. Perché diciamola tutta: l’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Li ha spacciati per “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un centimetro di territorio ceduto. Si chiedeva solo un’autonomia speciale, sul modello di qualsiasi regione europea plurilingue. Ma Kiev – con il beneplacito dell’Occidente – ha preferito l’intransigenza totale, arroccandosi dietro slogan identitari invece che affrontare una questione etnica e linguistica reale. E allora, quale strada si è scelta? Quella delle armi. Otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di vittime civili, otto anni di una guerra che l’Occidente fingendo di non vedere ha semplicemente lasciato marcire. Anzi: ha alimentato politicamente e militarmente, pur di mantenere il conflitto congelato e funzionale ai propri obiettivi geopolitici. Nel 2019 Zelensky ha vinto promettendo pace, dialogo e applicazione degli accordi di Minsk. Una menzogna elettorale: una volta al potere ha fatto l’esatto opposto. Nel 2022 preparava l’offensiva finale contro Lugansk e Donetsk, con colonne corazzate pronte a schiacciare le repubbliche separatiste. Nessuna autonomia. Nessun compromesso. Solo muscoli e propaganda. E sul fronte diplomatico? Putin chiedeva – ancora una volta – un tavolo sulla sicurezza europea. E gli Stati Uniti hanno risposto con un arroganza degna di un impero in decadenza: “Non è in agenda.” Fine della conversazione. Poi però si permettono di impartire lezioni su “dialogo” e “multilateralismo”. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Le regioni a maggioranza russofona coincidono quasi perfettamente con i territori ora controllati dalla Russia, salvo Odessa e parte di Kharkov. In pratica, Putin si è preso ciò che per anni americani ed europei hanno disprezzato, ignorato o trattato come un fastidio geopolitico. Quello che si poteva garantire con la politica lo si è regalato alla forza militare. Una cecità strategica impressionante. E nonostante questa catena di fallimenti, si continua a ripetere la solita favola: “invasori e invasi”, “imperialismo russo”, “Putin vuole conquistare l’Europa”. Una narrazione bambinesca, funzionale solo a coprire responsabilità enormi. Perché se si riconoscesse la verità, bisognerebbe ammettere che l’Occidente ha sbagliato tutto: analisi, diplomazia, strategia e tempistiche. E invece si persevera. Ancora armi, ancora miliardi, ancora propaganda. E soprattutto un’escalation sempre più vicina alla linea rossa di uno scontro diretto tra NATO e Russia. Una follia geopolitica che nessuno ha il coraggio di ammettere, perché significherebbe riconoscere che l’intera architettura occidentale – politica, militare e mediatica – ha costruito per anni una narrazione completamente scollegata dalla realtà.
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  • Di fronte all’incredibile “anticipazione di giudizio” del vice presidente della @CorteCost #LucaAntonini, segnalata ieri da un post di @RHolzeisen, sulla decisione cui la Consulta sarà chiamata il #17Novembre sull’obbligo vaccinale e la sospensione dal lavoro e dagli stipendi dei più che legittimati renitenti (allego l’audio specifico da podcast ufficiale della #Consulta, qui l’integrale spreaker.com/episode/antoni…), il #ProfAugustoSinagra commenta da par suo e con precisione chirurgica.
    La deriva delle Istituzioni italiane è DEVASTANTE!

    Pc @Quirinale @Palazzo_Chigi @FratellidItalia @LegaSalvini @forza_italia

    “ZARATHUSTRA E IL COVID
     
    Lo Zarathustra di cui parlo è un tale Luca Antonini del quale non avevo mai sentito parlare.
    Ho scoperto che è un giudice costituzionale che faceva l’avvocato a Gallarate.
    Egli vanta un importante curriculum nel quale viene menzionata la sua appartenenza ad una non meglio conosciuta “Corte dei Gentili” che non si sa bene di cosa si occupi ma certamente deve essere composta da Signori molto cortesi ed educati.
    L’ Avv. Luca Antonini in un recentissimo evento, volendo promuovere le vaccinazioni COVID, ha detto che la solidarietà non perde la sua spontaneità se è imposta come obbligo legale.
    Da qui due prime riflessioni: la prima è che il pensatore in questione ritiene giustificato e costituzionalmente compatibile il ricatto a mezzo legge che sospendeva il salario a chi non si vaccinava.
    La seconda riflessione è che la teoria antoniniana copre anche la solidarietà obbligatoria del “bieco Ventennio”: penso all’oro alla Patria, alla proliferazione per ottenere la totale esenzione fiscale, alla tassa sui celibi, ed altro ancora.
    Ma quel che più sorprende è che lo studioso di Gallarate (forse poco informato) non sa che ormai è definitivamente accertato, per pur tardiva confessione dell’AIFA e per dichiarazioni delle imprese farmaceutiche indicate come Big Pharma, i “vaccini” non avevano e non hanno alcuna capacità immunizzante e ciò senza calcolare gli eventi avversi particolarmente gravi e il numero impressionante e crescente delle morti improvvise per ictus cerebrale o per diverse patologie cardiache, soprattutto tra i giovani, e mai riconosciute come causate dai cosiddetti vaccini.
    Evidentemente pare brutto dirlo.
    La cosa più triste è che tale dichiarazione del pensatore gallaratese vengono fatte alla vigilia dell'udienza della Corte costituzionale fissata per il 17 novembre prossimo per trattare un ricorso rimesso alla Corte dal Tribunale di Catania e riguardante proprio la ignobile pretesa legislativa di imporre la vaccinazione obbligatoria agli “over 50”.
    E così che l’Avv. Luca Antonini, anticipando il suo giudizio, intende la terzietà del giudice e il suo obbligo non solo di essere terzo e indipendente ma anche di apparire tale.
    Evidentemente il pensatore di Gallarate ignora la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. O, diversamente, se la conosce a lui pare una quisquilia.
    Egli dovrebbe astenersi o dovrebbe essere ricusato ma qui arriva il bello: il Regolamento interno della Corte costituzionale esclude che i suoi giudici possano astenersi o essere ricusati.
    E questa è la Corte costituzionale che dovrebbe garantire il rispetto della Costituzione e i diritti e le libertà che essa riconosce.
    Interverrà Mattarella Sergio figlio di Bernardo? Sicuramente no, non ha tempo: lui è troppo impegnato a sostenere il riarmo, denunciare il pericolo russo, promuovere la scomparsa della sovranità dello Stato e altre amenità di questo tipo.
    Ometto ogni ulteriore commento per evitare l’accusa di vilipendio.
    Augusto Sinagra”

    Source:
    https://x.com/GfveGianfra/status/1989067561317621888?t=FBzAiaYabub9ERSvtM7PiQ&s=19
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    Di fronte all’incredibile “anticipazione di giudizio” del vice presidente della @CorteCost #LucaAntonini, segnalata ieri da un post di @RHolzeisen, sulla decisione cui la Consulta sarà chiamata il #17Novembre sull’obbligo vaccinale e la sospensione dal lavoro e dagli stipendi dei più che legittimati renitenti (allego l’audio specifico da podcast ufficiale della #Consulta, qui l’integrale spreaker.com/episode/antoni…), il #ProfAugustoSinagra commenta da par suo e con precisione chirurgica. La deriva delle Istituzioni italiane è DEVASTANTE! Pc @Quirinale @Palazzo_Chigi @FratellidItalia @LegaSalvini @forza_italia “ZARATHUSTRA E IL COVID   Lo Zarathustra di cui parlo è un tale Luca Antonini del quale non avevo mai sentito parlare. Ho scoperto che è un giudice costituzionale che faceva l’avvocato a Gallarate. Egli vanta un importante curriculum nel quale viene menzionata la sua appartenenza ad una non meglio conosciuta “Corte dei Gentili” che non si sa bene di cosa si occupi ma certamente deve essere composta da Signori molto cortesi ed educati. L’ Avv. Luca Antonini in un recentissimo evento, volendo promuovere le vaccinazioni COVID, ha detto che la solidarietà non perde la sua spontaneità se è imposta come obbligo legale. Da qui due prime riflessioni: la prima è che il pensatore in questione ritiene giustificato e costituzionalmente compatibile il ricatto a mezzo legge che sospendeva il salario a chi non si vaccinava. La seconda riflessione è che la teoria antoniniana copre anche la solidarietà obbligatoria del “bieco Ventennio”: penso all’oro alla Patria, alla proliferazione per ottenere la totale esenzione fiscale, alla tassa sui celibi, ed altro ancora. Ma quel che più sorprende è che lo studioso di Gallarate (forse poco informato) non sa che ormai è definitivamente accertato, per pur tardiva confessione dell’AIFA e per dichiarazioni delle imprese farmaceutiche indicate come Big Pharma, i “vaccini” non avevano e non hanno alcuna capacità immunizzante e ciò senza calcolare gli eventi avversi particolarmente gravi e il numero impressionante e crescente delle morti improvvise per ictus cerebrale o per diverse patologie cardiache, soprattutto tra i giovani, e mai riconosciute come causate dai cosiddetti vaccini. Evidentemente pare brutto dirlo. La cosa più triste è che tale dichiarazione del pensatore gallaratese vengono fatte alla vigilia dell'udienza della Corte costituzionale fissata per il 17 novembre prossimo per trattare un ricorso rimesso alla Corte dal Tribunale di Catania e riguardante proprio la ignobile pretesa legislativa di imporre la vaccinazione obbligatoria agli “over 50”. E così che l’Avv. Luca Antonini, anticipando il suo giudizio, intende la terzietà del giudice e il suo obbligo non solo di essere terzo e indipendente ma anche di apparire tale. Evidentemente il pensatore di Gallarate ignora la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. O, diversamente, se la conosce a lui pare una quisquilia. Egli dovrebbe astenersi o dovrebbe essere ricusato ma qui arriva il bello: il Regolamento interno della Corte costituzionale esclude che i suoi giudici possano astenersi o essere ricusati. E questa è la Corte costituzionale che dovrebbe garantire il rispetto della Costituzione e i diritti e le libertà che essa riconosce. Interverrà Mattarella Sergio figlio di Bernardo? Sicuramente no, non ha tempo: lui è troppo impegnato a sostenere il riarmo, denunciare il pericolo russo, promuovere la scomparsa della sovranità dello Stato e altre amenità di questo tipo. Ometto ogni ulteriore commento per evitare l’accusa di vilipendio. Augusto Sinagra” Source: https://x.com/GfveGianfra/status/1989067561317621888?t=FBzAiaYabub9ERSvtM7PiQ&s=19 @CoE_RuleofLaw @GiulioMarini2 @Giusepp99918361 @SandriAvv @AStramezzi @heather_parisi @pbecchi @SoniaLaVera @antonellacirce1 @BonassoRoberto @boni_castellane @AmbasciataUSA @rusembitaly
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