• BREVE AGGIORNAMENTO SULLA VACCINAZIONE SPERIMENTALE CONTRO L’AVIARIA CON VACCINI GENICI NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI DEL VENETO, CAPOFILA.

    Sono state inviate due diffide ai decisori governativi e regionali (tutte le regioni) con richiesta di Moratoria per bloccare la campagna vaccinale sperimentale con vaccini genici contro l’Aviaria. Grazie a queste iniziate di decine di migliaia di cittadini e moltissime associazioni, che ringrazio, è stato posticipato all’inizio di maggio. Il programma del MinSal prevede di coinvolgere 136 allevamenti di tacchini e 64 di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona e con un impatto su tutti il territorio nazionale.
    La Regione Veneto, è capofila della sperimentazione, e colpisce in negativo, l’assenza di garanzie di trasparenza, precauzione e tracciabilità, previste dalla normativa UE e dai diritti dei consumatori.
    L’Aviaria è una malattia dei volatili, endemica, nota da 100 anni. Periodicamente possono comparire dei focolai che vengono gestiti e contenuti da sempre, con efficacia e sicurezza grazie a misure sanitarie consolidate. Quindi non esiste alcuna emergenza.
    I Vaccini genici sperimentali sono stati introdotti sul mercato con l’emergenza Covid-19 e non si sono mai dimostrati né sicuri né tanto meno efficaci.
    Sono chiamati impropriamente vaccini per aggirare i controlli di sicurezza delle terapie geniche, quali sono Hanno, fra le varie peculiarità negative, una bio-distribuzione sistemica arrivando in tutte le cellule del corpo, incluse quelle del Sistema Nervoso Centrale. I vaccini tradizionali utilizzano invece un antigene inattivato virale o batterico, inerte, che rimane fuori dalla cellula negli spazi inter cellulari e localizzato nel punto di iniezione.
    Quelli genici, agiscono come veri agenti ed innescano processi sintetici, alieni, all’interno della cellula per tempi indefiniti. Sono stati ritrovati antigene e messaggero nel tessuto della vescica di un paziente dopo ben 3,5 anni in una recente indagine, avente questo limite temporale.
    Nella fattispecie, i vaccini sperimentali per l’Aviaria sono a DNA con vettore virale esattamente come quello Covid dell’Azienda AstraZeneca, ritirato in fretta e furia dal commercio nel maggio del 2024 per i gravi eventi avversi e problemi di sicurezza.
    Questa tecnologia sperimentale potrebbe, quindi, contaminare irreparabilmente i nostri allevamenti, senza garanzie e alcuna possibilità di ritorno alla normalità (le terapie geniche sono a senso unico).
    Fra gli “eventi avversi di classe” d questi prodotti, nell’uomo, si riscontra la disregolazione dei geni del sistema renina-angiotensina e del sistema immunitario, con un notevole incremento dei tumori, in particolare nei giovani, delle malattie autoimmuni, gravi problemi del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e dell’apparato cardio-vascolare.
    Ma ancor più preoccupante è la comparsa di gravi segnali di sicurezza nel SNC, che includono anche malattie da prioni e la produzione di altre proteine aberranti sconosciute.
    I prioni sono trasmissibili con carne infetta, perché resistenti alla cottura e fra le gravi patologie si ricorda l’encefalopatia spongiforme bovina (cd “mucca pazza”).
    La carne, il latte e le uova di animali trattati con vaccini genici potrebbero risultare, quindi, infetti e trasferire prioni con l’alimentazione all’uomo.
    Il rischio biologico è, quindi, tutt’altro che remoto soprattutto per i nostri bambini, come i dati VAERS del CDC americano dimostrano.

    Domani sera, 28 Aprile ore 20,30 incontreremo, in video conferenza, l'Assessore all'agricoltura del Veneto Dario Bond proprio su questo tema.
    Diffondete per favore. Grazie

    Leonardo Guerra
    BREVE AGGIORNAMENTO SULLA VACCINAZIONE SPERIMENTALE CONTRO L’AVIARIA CON VACCINI GENICI NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI DEL VENETO, CAPOFILA. Sono state inviate due diffide ai decisori governativi e regionali (tutte le regioni) con richiesta di Moratoria per bloccare la campagna vaccinale sperimentale con vaccini genici contro l’Aviaria. Grazie a queste iniziate di decine di migliaia di cittadini e moltissime associazioni, che ringrazio, è stato posticipato all’inizio di maggio. Il programma del MinSal prevede di coinvolgere 136 allevamenti di tacchini e 64 di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona e con un impatto su tutti il territorio nazionale. La Regione Veneto, è capofila della sperimentazione, e colpisce in negativo, l’assenza di garanzie di trasparenza, precauzione e tracciabilità, previste dalla normativa UE e dai diritti dei consumatori. L’Aviaria è una malattia dei volatili, endemica, nota da 100 anni. Periodicamente possono comparire dei focolai che vengono gestiti e contenuti da sempre, con efficacia e sicurezza grazie a misure sanitarie consolidate. Quindi non esiste alcuna emergenza. I Vaccini genici sperimentali sono stati introdotti sul mercato con l’emergenza Covid-19 e non si sono mai dimostrati né sicuri né tanto meno efficaci. Sono chiamati impropriamente vaccini per aggirare i controlli di sicurezza delle terapie geniche, quali sono Hanno, fra le varie peculiarità negative, una bio-distribuzione sistemica arrivando in tutte le cellule del corpo, incluse quelle del Sistema Nervoso Centrale. I vaccini tradizionali utilizzano invece un antigene inattivato virale o batterico, inerte, che rimane fuori dalla cellula negli spazi inter cellulari e localizzato nel punto di iniezione. Quelli genici, agiscono come veri agenti ed innescano processi sintetici, alieni, all’interno della cellula per tempi indefiniti. Sono stati ritrovati antigene e messaggero nel tessuto della vescica di un paziente dopo ben 3,5 anni in una recente indagine, avente questo limite temporale. Nella fattispecie, i vaccini sperimentali per l’Aviaria sono a DNA con vettore virale esattamente come quello Covid dell’Azienda AstraZeneca, ritirato in fretta e furia dal commercio nel maggio del 2024 per i gravi eventi avversi e problemi di sicurezza. Questa tecnologia sperimentale potrebbe, quindi, contaminare irreparabilmente i nostri allevamenti, senza garanzie e alcuna possibilità di ritorno alla normalità (le terapie geniche sono a senso unico). Fra gli “eventi avversi di classe” d questi prodotti, nell’uomo, si riscontra la disregolazione dei geni del sistema renina-angiotensina e del sistema immunitario, con un notevole incremento dei tumori, in particolare nei giovani, delle malattie autoimmuni, gravi problemi del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e dell’apparato cardio-vascolare. Ma ancor più preoccupante è la comparsa di gravi segnali di sicurezza nel SNC, che includono anche malattie da prioni e la produzione di altre proteine aberranti sconosciute. I prioni sono trasmissibili con carne infetta, perché resistenti alla cottura e fra le gravi patologie si ricorda l’encefalopatia spongiforme bovina (cd “mucca pazza”). La carne, il latte e le uova di animali trattati con vaccini genici potrebbero risultare, quindi, infetti e trasferire prioni con l’alimentazione all’uomo. Il rischio biologico è, quindi, tutt’altro che remoto soprattutto per i nostri bambini, come i dati VAERS del CDC americano dimostrano. Domani sera, 28 Aprile ore 20,30 incontreremo, in video conferenza, l'Assessore all'agricoltura del Veneto Dario Bond proprio su questo tema. Diffondete per favore. Grazie 🙏 Leonardo Guerra
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  • https://toba60.com/la-malattia-dellanima-moderna/
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    La malattia dell’anima moderna
    “L'anima è come un pozzo di cui non si tocca mai il fondo.” Giuseppe Tobia Siamo tra i più ricercati portali al mondo nel settore del giornalismo investigativo
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  • Meningite

    Informazione ai genitori, nel caso il pediatra non ve l’abbia detto.

    Qui trovate gli effetti avversi del vaccino contro il meningococco B.

    Da confrontare con la probabilità che il bambino sia colpito dalla meningite B che è di 2 casi per milione.

    La malattia di Kawasaki, come vedete, interessa circa 1 vaccinato su 1000.
    Meningite Informazione ai genitori, nel caso il pediatra non ve l’abbia detto. Qui trovate gli effetti avversi del vaccino contro il meningococco B. Da confrontare con la probabilità che il bambino sia colpito dalla meningite B che è di 2 casi per milione. La malattia di Kawasaki, come vedete, interessa circa 1 vaccinato su 1000.
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  • LE VERE CAUSE DELL'AUTOIMMUNITÁ

    (Di Patrizia Coffaro)

    Le malattie autoimmuni non nascono dal nulla e soprattutto non arrivano perché il corpo impazzisce da un giorno all’altro e decide di attaccarsi senza motivo. Dietro, quasi sempre, c’è un terreno che nel tempo si altera, si sovraccarica, perde tolleranza, accumula stimoli e finisce per spingere il sistema immunitario fuori asse. Questo è il punto da capire bene, l’autoimmunità raramente è il frutto di una singola causa. Più spesso è la somma di fattori che, messi insieme, aumentano il carico biologico fino a superare la capacità di compenso dell’organismo.

    Oggi si parla di oltre ottanta malattie autoimmuni conosciute, ma il numero reale probabilmente è più alto. Alcune colpiscono in modo più selettivo un organo, come la tiroide nella tiroidite di Hashimoto o nel morbo di Basedow, altre hanno un’espressione più sistemica, come il lupus o l’artrite reumatoide. In comune hanno un punto centrale... il sistema immunitario perde precisione. Invece di distinguere in modo netto ciò che appartiene al corpo da ciò che è pericoloso, entra in una condizione di confusione immunologica e comincia a reagire in modo inappropriato.

    Per capire perché succede, bisogna fare un passo indietro, il sistema immunitario non lavora isolato, è in continuo dialogo con intestino, microbiota, sistema nervoso, ormoni, metabolismo, mitocondri, sonno, stress, carico tossico e infezioni. Quando questi sistemi iniziano a soffrire in contemporanea, l’infiammazione di fondo aumenta, la regolazione si abbassa e il corpo entra in una modalità più difensiva che riparativa, è qui che il terreno si prepara. Un concetto utile per leggere tutto questo è quello della risposta cellulare al pericolo, la cosiddetta cell danger response (ne abbiamo già parlato ma ve lo rispiego brevemente).

    In pratica, quando la cellula percepisce una minaccia che supera la sua capacità di mantenere equilibrio, smette di privilegiare la produzione efficiente di energia e passa alla difesa. Nel breve periodo è un meccanismo intelligente, il problema nasce quando la minaccia non finisce mai... stress cronico, tossine, dieta infiammatoria, infezioni persistenti, sonno scarso, disbiosi: se questi segnali rimangono presenti per mesi o anni, il corpo non torna facilmente in modalità di recupero, resta in allerta e un organismo che vive in allerta cronica è molto più vulnerabile allo sviluppo di disfunzioni immunitarie.

    Uno dei primi grandi capitoli è l’intestino, parlare di autoimmunità senza parlare di barriera intestinale significa guardare il problema a metà. Un intestino infiammato, permeabile o con microbiota alterato non crea solo disturbi digestivi, crea anche una maggiore esposizione del sistema immunitario a sostanze che non dovrebbero passare nel sangue con quella facilità. Frammenti di cibo mal digerito, tossine microbiche, componenti batteriche e antigeni ambientali attraversano una barriera che non regge più bene. Il sistema immunitario li intercetta, reagisce, infiamma, se questa scena si ripete ogni giorno, la risposta immunitaria diventa sempre più aggressiva e meno selettiva.

    Dentro questo quadro rientra anche un tema spesso sottovalutato, la bassa acidità gastrica. Se lo stomaco non produce abbastanza acido cloridrico, la digestione parte male già dall’inizio. Le proteine vengono digerite peggio, aumenta il rischio di fermentazioni e disbiosi, la barriera contro i patogeni si indebolisce e tutto il tratto digestivo ne risente, è uno dei tasselli che spiegano perché tante persone con autoimmunità presentano anni di gonfiore, reflusso, digestione lenta, sensibilità alimentari e irritazione intestinale prima ancora di ricevere una diagnosi.

    Le sensibilità alimentari infatti spesso non sono il problema iniziale, ma la conseguenza di una barriera intestinale che perde integrità. Quando questo accade, alcuni alimenti diventano bersagli ripetuti e in alcuni casi entra in gioco anche il meccanismo del mimetismo molecolare: alcune proteine assomigliano a strutture del nostro corpo da favorire una risposta crociata. Il sistema immunitario colpisce ciò che percepisce come minaccia, ma nel farlo può iniziare a colpire anche tessuti propri. È un errore di riconoscimento, ma non arriva a caso o per sfortuna. arriva dopo mesi o anni di infiammazione, passaggi intestinali alterati e continua stimolazione immunologica.

    Il secondo grande fattore è il carico tossico. Viviamo immersi in sostanze che il corpo deve neutralizzare e smaltire in continuazione, pesticidi, erbicidi, plastificanti, solventi, metalli pesanti, composti presenti nei cosmetici, nei detergenti, nell’acqua, nell’aria, nei contenitori, nei materiali da contatto. Il fegato, l’intestino, i reni, la bile, la pelle e i mitocondri lavorano ogni giorno per gestire questo carico, ma non tutti hanno la stessa capacità di detossificazione. Alcuni hanno polimorfismi genetici sfavorevoli, altri hanno già fegato congestionato, intestino infiammato o carenze nutrizionali che rallentano questi processi. Quando il carico tossico supera la capacità di smaltimento, aumentano stress ossidativo, infiammazione, danno alle membrane e irritazione immunologica. Muffe e micotossine, per esempio, possono creare quadri molto complessi: stanchezza, nebbia mentale, sinusite cronica, reattività chimica, attivazione mastocitaria, disturbi neurologici e peggioramento della tolleranza immunitaria.

    Lo stesso vale per i metalli pesanti, che interferiscono con enzimi, proteine e segnali cellulari e anche gli interferenti endocrini, come gli ftalati o il BPA, non si limitano a disturbare gli ormoni: possono alterare immunità, barriera intestinale e tono infiammatorio generale. Un terzo nodo è la glicemia instabile e la resistenza insulinica, molti non collegano il metabolismo glucidico all’autoimmunità, eppure il legame esiste. Picchi continui di zucchero nel sangue, eccesso di cibi raffinati, oli ossidati, alimentazione molto infiammatoria e sedentarietà mantengono alto il livello di infiammazione sistemica. Inoltre alterano il microbiota, peggiorano la funzione mitocondriale e aumentano lo stress metabolico. Un corpo che oscilla continuamente tra iperglicemia, iperinsulinemia e cali energetici è un corpo che si infiamma più facilmente e regola peggio anche l’immunità.

    Poi c’è lo stress cronico, che non è un concetto vago, ma una realtà biologica precisa. Stress significa aumento prolungato di cortisolo, catecolamine, infiammazione, peggior sonno, peggior digestione, peggior barriera intestinale, peggior resilienza immunitaria. Significa anche un sistema nervoso che continua a leggere pericolo e a tenere il corpo in modalità di difesa. Non serve aver vissuto solo grandi traumi, anche microstress ripetuti, relazioni difficili, ipercontrollo, allerta continua, fatica protratta, insonnia, carico mentale e senso di insicurezza possono alzare moltissimo il peso allostatico, cioè l’usura cumulativa che lo stress imprime al corpo nel tempo.

    Il sonno e il ritmo circadiano sono un altro pezzo enorme. Dormire poco, male o a orari disordinati non toglie solo energie: altera immunità, ormoni, metabolismo, risposta infiammatoria e funzione mitocondriale. La melatonina non serve soltanto a dormire. È coinvolta anche nella protezione cellulare e nella gestione dello stress ossidativo. Se la luce artificiale la sera, gli schermi, i ritmi sballati e la mancanza di luce naturale di giorno disturbano la fisiologia circadiana, il corpo perde un importante fattore di regolazione e recupero.

    Un altro capitolo decisivo è quello delle infezioni croniche o persistenti. Non si parla solo di infezioni acute evidenti, ma di situazioni che restano in sottofondo e continuano a stimolare il sistema immunitario. Disbiosi intestinale, SIBO, Helicobacter pylori, infezioni dentali o paradontali, virus latenti come Epstein-Barr, infezioni da Lyme o coinfezioni, fino ai post-virali che lasciano una coda infiammatoria lunga. In queste condizioni il sistema immunitario resta occupato, irritato, iperattivo ma inefficiente e più a lungo resta in questo stato, più aumenta il rischio che perda tolleranza.

    Infine ci sono le carenze nutrizionali, sembra banale, ma non lo è, un sistema immunitario che deve regolarsi bene ha bisogno di nutrienti adeguati. Vitamina D, zinco, vitamine del gruppo B, selenio, omega-3 e altri cofattori sono fondamentali per la tolleranza immunitaria, la funzione di barriera, la modulazione dell’infiammazione e la produzione di energia cellulare. Se mancano, il corpo diventa più vulnerabile. Non perché una capsula faccia miracoli, ma perché senza mattoni giusti anche la migliore strategia resta zoppa.

    Alla fine, la questione centrale è questa... l’autoimmunità non va letta solo come malattia del sistema immunitario; va letta come il risultato di un sistema intero che per troppo tempo ha accumulato carico senza riuscire a tornare in equilibrio. Intestino alterato, tossine, glicemia instabile, stress cronico, sonno disturbato, infezioni persistenti, carenze nutrizionali e vulnerabilità individuali non sono elementi separati, si sommano e quando si sommano abbastanza, il corpo cambia linguaggio. Per questo, il lavoro serio non è inseguire un unico colpevole o cercare una bacchetta magica... è ridurre il carico totale, migliorare digestione e barriera intestinale, abbassare l’esposizione tossica, stabilizzare la glicemia, ripristinare sonno e ritmo circadiano, cercare eventuali infezioni croniche quando il quadro lo suggerisce, correggere carenze reali... e soprattutto riportare il sistema nervoso fuori dalla difesa continua. È meno scenografico della promessa “guarisci tutto in tre mosse”, ma è molto più vicino a come funziona realmente la biologia.

    XO - Patrizia Coffaro
    LE VERE CAUSE DELL'AUTOIMMUNITÁ (Di Patrizia Coffaro) Le malattie autoimmuni non nascono dal nulla e soprattutto non arrivano perché il corpo impazzisce da un giorno all’altro e decide di attaccarsi senza motivo. Dietro, quasi sempre, c’è un terreno che nel tempo si altera, si sovraccarica, perde tolleranza, accumula stimoli e finisce per spingere il sistema immunitario fuori asse. Questo è il punto da capire bene, l’autoimmunità raramente è il frutto di una singola causa. Più spesso è la somma di fattori che, messi insieme, aumentano il carico biologico fino a superare la capacità di compenso dell’organismo. Oggi si parla di oltre ottanta malattie autoimmuni conosciute, ma il numero reale probabilmente è più alto. Alcune colpiscono in modo più selettivo un organo, come la tiroide nella tiroidite di Hashimoto o nel morbo di Basedow, altre hanno un’espressione più sistemica, come il lupus o l’artrite reumatoide. In comune hanno un punto centrale... il sistema immunitario perde precisione. Invece di distinguere in modo netto ciò che appartiene al corpo da ciò che è pericoloso, entra in una condizione di confusione immunologica e comincia a reagire in modo inappropriato. Per capire perché succede, bisogna fare un passo indietro, il sistema immunitario non lavora isolato, è in continuo dialogo con intestino, microbiota, sistema nervoso, ormoni, metabolismo, mitocondri, sonno, stress, carico tossico e infezioni. Quando questi sistemi iniziano a soffrire in contemporanea, l’infiammazione di fondo aumenta, la regolazione si abbassa e il corpo entra in una modalità più difensiva che riparativa, è qui che il terreno si prepara. Un concetto utile per leggere tutto questo è quello della risposta cellulare al pericolo, la cosiddetta cell danger response (ne abbiamo già parlato ma ve lo rispiego brevemente). In pratica, quando la cellula percepisce una minaccia che supera la sua capacità di mantenere equilibrio, smette di privilegiare la produzione efficiente di energia e passa alla difesa. Nel breve periodo è un meccanismo intelligente, il problema nasce quando la minaccia non finisce mai... stress cronico, tossine, dieta infiammatoria, infezioni persistenti, sonno scarso, disbiosi: se questi segnali rimangono presenti per mesi o anni, il corpo non torna facilmente in modalità di recupero, resta in allerta e un organismo che vive in allerta cronica è molto più vulnerabile allo sviluppo di disfunzioni immunitarie. Uno dei primi grandi capitoli è l’intestino, parlare di autoimmunità senza parlare di barriera intestinale significa guardare il problema a metà. Un intestino infiammato, permeabile o con microbiota alterato non crea solo disturbi digestivi, crea anche una maggiore esposizione del sistema immunitario a sostanze che non dovrebbero passare nel sangue con quella facilità. Frammenti di cibo mal digerito, tossine microbiche, componenti batteriche e antigeni ambientali attraversano una barriera che non regge più bene. Il sistema immunitario li intercetta, reagisce, infiamma, se questa scena si ripete ogni giorno, la risposta immunitaria diventa sempre più aggressiva e meno selettiva. Dentro questo quadro rientra anche un tema spesso sottovalutato, la bassa acidità gastrica. Se lo stomaco non produce abbastanza acido cloridrico, la digestione parte male già dall’inizio. Le proteine vengono digerite peggio, aumenta il rischio di fermentazioni e disbiosi, la barriera contro i patogeni si indebolisce e tutto il tratto digestivo ne risente, è uno dei tasselli che spiegano perché tante persone con autoimmunità presentano anni di gonfiore, reflusso, digestione lenta, sensibilità alimentari e irritazione intestinale prima ancora di ricevere una diagnosi. Le sensibilità alimentari infatti spesso non sono il problema iniziale, ma la conseguenza di una barriera intestinale che perde integrità. Quando questo accade, alcuni alimenti diventano bersagli ripetuti e in alcuni casi entra in gioco anche il meccanismo del mimetismo molecolare: alcune proteine assomigliano a strutture del nostro corpo da favorire una risposta crociata. Il sistema immunitario colpisce ciò che percepisce come minaccia, ma nel farlo può iniziare a colpire anche tessuti propri. È un errore di riconoscimento, ma non arriva a caso o per sfortuna. arriva dopo mesi o anni di infiammazione, passaggi intestinali alterati e continua stimolazione immunologica. Il secondo grande fattore è il carico tossico. Viviamo immersi in sostanze che il corpo deve neutralizzare e smaltire in continuazione, pesticidi, erbicidi, plastificanti, solventi, metalli pesanti, composti presenti nei cosmetici, nei detergenti, nell’acqua, nell’aria, nei contenitori, nei materiali da contatto. Il fegato, l’intestino, i reni, la bile, la pelle e i mitocondri lavorano ogni giorno per gestire questo carico, ma non tutti hanno la stessa capacità di detossificazione. Alcuni hanno polimorfismi genetici sfavorevoli, altri hanno già fegato congestionato, intestino infiammato o carenze nutrizionali che rallentano questi processi. Quando il carico tossico supera la capacità di smaltimento, aumentano stress ossidativo, infiammazione, danno alle membrane e irritazione immunologica. Muffe e micotossine, per esempio, possono creare quadri molto complessi: stanchezza, nebbia mentale, sinusite cronica, reattività chimica, attivazione mastocitaria, disturbi neurologici e peggioramento della tolleranza immunitaria. Lo stesso vale per i metalli pesanti, che interferiscono con enzimi, proteine e segnali cellulari e anche gli interferenti endocrini, come gli ftalati o il BPA, non si limitano a disturbare gli ormoni: possono alterare immunità, barriera intestinale e tono infiammatorio generale. Un terzo nodo è la glicemia instabile e la resistenza insulinica, molti non collegano il metabolismo glucidico all’autoimmunità, eppure il legame esiste. Picchi continui di zucchero nel sangue, eccesso di cibi raffinati, oli ossidati, alimentazione molto infiammatoria e sedentarietà mantengono alto il livello di infiammazione sistemica. Inoltre alterano il microbiota, peggiorano la funzione mitocondriale e aumentano lo stress metabolico. Un corpo che oscilla continuamente tra iperglicemia, iperinsulinemia e cali energetici è un corpo che si infiamma più facilmente e regola peggio anche l’immunità. Poi c’è lo stress cronico, che non è un concetto vago, ma una realtà biologica precisa. Stress significa aumento prolungato di cortisolo, catecolamine, infiammazione, peggior sonno, peggior digestione, peggior barriera intestinale, peggior resilienza immunitaria. Significa anche un sistema nervoso che continua a leggere pericolo e a tenere il corpo in modalità di difesa. Non serve aver vissuto solo grandi traumi, anche microstress ripetuti, relazioni difficili, ipercontrollo, allerta continua, fatica protratta, insonnia, carico mentale e senso di insicurezza possono alzare moltissimo il peso allostatico, cioè l’usura cumulativa che lo stress imprime al corpo nel tempo. Il sonno e il ritmo circadiano sono un altro pezzo enorme. Dormire poco, male o a orari disordinati non toglie solo energie: altera immunità, ormoni, metabolismo, risposta infiammatoria e funzione mitocondriale. La melatonina non serve soltanto a dormire. È coinvolta anche nella protezione cellulare e nella gestione dello stress ossidativo. Se la luce artificiale la sera, gli schermi, i ritmi sballati e la mancanza di luce naturale di giorno disturbano la fisiologia circadiana, il corpo perde un importante fattore di regolazione e recupero. Un altro capitolo decisivo è quello delle infezioni croniche o persistenti. Non si parla solo di infezioni acute evidenti, ma di situazioni che restano in sottofondo e continuano a stimolare il sistema immunitario. Disbiosi intestinale, SIBO, Helicobacter pylori, infezioni dentali o paradontali, virus latenti come Epstein-Barr, infezioni da Lyme o coinfezioni, fino ai post-virali che lasciano una coda infiammatoria lunga. In queste condizioni il sistema immunitario resta occupato, irritato, iperattivo ma inefficiente e più a lungo resta in questo stato, più aumenta il rischio che perda tolleranza. Infine ci sono le carenze nutrizionali, sembra banale, ma non lo è, un sistema immunitario che deve regolarsi bene ha bisogno di nutrienti adeguati. Vitamina D, zinco, vitamine del gruppo B, selenio, omega-3 e altri cofattori sono fondamentali per la tolleranza immunitaria, la funzione di barriera, la modulazione dell’infiammazione e la produzione di energia cellulare. Se mancano, il corpo diventa più vulnerabile. Non perché una capsula faccia miracoli, ma perché senza mattoni giusti anche la migliore strategia resta zoppa. Alla fine, la questione centrale è questa... l’autoimmunità non va letta solo come malattia del sistema immunitario; va letta come il risultato di un sistema intero che per troppo tempo ha accumulato carico senza riuscire a tornare in equilibrio. Intestino alterato, tossine, glicemia instabile, stress cronico, sonno disturbato, infezioni persistenti, carenze nutrizionali e vulnerabilità individuali non sono elementi separati, si sommano e quando si sommano abbastanza, il corpo cambia linguaggio. Per questo, il lavoro serio non è inseguire un unico colpevole o cercare una bacchetta magica... è ridurre il carico totale, migliorare digestione e barriera intestinale, abbassare l’esposizione tossica, stabilizzare la glicemia, ripristinare sonno e ritmo circadiano, cercare eventuali infezioni croniche quando il quadro lo suggerisce, correggere carenze reali... e soprattutto riportare il sistema nervoso fuori dalla difesa continua. È meno scenografico della promessa “guarisci tutto in tre mosse”, ma è molto più vicino a come funziona realmente la biologia. XO - Patrizia Coffaro
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  • Analisi del mercato dell'angioplastica coronarica: fattori trainanti e approfondimenti di settore

    Il mercato dell'angioplastica coronarica rappresenta un segmento cruciale dell'industria dei dispositivi cardiovascolari, incentrato sul ripristino del flusso sanguigno nelle arterie coronarie ostruite o ristrette. Nota anche come intervento coronarico percutaneo (PCI), l'angioplastica coronarica prevede l'utilizzo di palloncini, stent e altri dispositivi per il trattamento della malattia coronarica (CAD). Poiché le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare una delle principali cause di mortalità a livello globale, la domanda di opzioni terapeutiche efficaci e minimamente invasive è in costante crescita.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'angioplastica coronarica - https://www.skyquestt.com/report/coronary-angioplasty-market

    #AngioplasticaCoronarica #Cardiologia #DispositiviMedici #IndustriaSanitaria #SaluteDelCuore #MinimamenteInvasivo #MedTech #InnovazioneSanitaria #TendenzeDiMercato #MercatoGlobale
    Analisi del mercato dell'angioplastica coronarica: fattori trainanti e approfondimenti di settore Il mercato dell'angioplastica coronarica rappresenta un segmento cruciale dell'industria dei dispositivi cardiovascolari, incentrato sul ripristino del flusso sanguigno nelle arterie coronarie ostruite o ristrette. Nota anche come intervento coronarico percutaneo (PCI), l'angioplastica coronarica prevede l'utilizzo di palloncini, stent e altri dispositivi per il trattamento della malattia coronarica (CAD). Poiché le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare una delle principali cause di mortalità a livello globale, la domanda di opzioni terapeutiche efficaci e minimamente invasive è in costante crescita. Leggi oggi stesso il report sul mercato dell'angioplastica coronarica - https://www.skyquestt.com/report/coronary-angioplasty-market #AngioplasticaCoronarica #Cardiologia #DispositiviMedici #IndustriaSanitaria #SaluteDelCuore #MinimamenteInvasivo #MedTech #InnovazioneSanitaria #TendenzeDiMercato #MercatoGlobale
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Coronary Angioplasty Market Size, Share | Forecast [2033]
    Coronary Angioplasty Market size was valued at USD 967.94M in 2025 to USD 1765.21M by 2033, growing at a CAGR of 7.8% during the forecast period (2026-2033).
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  • LA MALATTIA DEL SECOLO POTEVA ESSERE CURATA?? INFORMATEVI!!
    IL DEEP STATE È STATO COLTO IN FALLO, ANCORA UNA VOLTA! La CIA ammette ufficialmente che il cancro è biologicamente identico ai parassiti… La Johns Hopkins ha NASCOSTO farmaci antiparassitari a basso costo che CURANO il cancro in poche settimane... Mentre il cartello farmaceutico (Pfizer, Bayer, AstraZeneca, Merck, J&J e Roche) possiede l'intera industria del cancro, che vale mille miliardi di dollari, e trae profitto dalla vostra sofferenza! Leggi altro t.me/+6JMkc-zBix4zZ … Questa è la STESSA cricca genocida che ha diffuso il veleno della pandemia pianificata, nascondendo le VERE cure per tenervi malati e al verde!

    THE DEEP STATE JUST GOT CAUGHT RED-HANDED AGAIN!

    CIA OFFICIALLY ADMITS CANCER IS BIOLOGICALLY IDENTICAL TO PARASITES…

    Johns Hopkins BURIED cheap anti-parasitic drugs that CURE cancer in weeks…

    While the Medical Cartel (Pfizer, Bayer, AstraZeneca, Merck, J&J & Roche) OWNS the entire trillion-dollar cancer industry and profits off your suffering!

    Read moret.me/+6JMkc-zBix4zZ…

    This is the SAME genocidal cabal that pushed the plandemic poison — hiding REAL cures to keep you sick and broke!

    Source: https://x.com/i/status/2032988845093138584
    LA MALATTIA DEL SECOLO POTEVA ESSERE CURATA?? INFORMATEVI!! IL DEEP STATE È STATO COLTO IN FALLO, ANCORA UNA VOLTA! La CIA ammette ufficialmente che il cancro è biologicamente identico ai parassiti… La Johns Hopkins ha NASCOSTO farmaci antiparassitari a basso costo che CURANO il cancro in poche settimane... Mentre il cartello farmaceutico (Pfizer, Bayer, AstraZeneca, Merck, J&J e Roche) possiede l'intera industria del cancro, che vale mille miliardi di dollari, e trae profitto dalla vostra sofferenza! Leggi altro 🔗t.me/+6JMkc-zBix4zZ … Questa è la STESSA cricca genocida che ha diffuso il veleno della pandemia pianificata, nascondendo le VERE cure per tenervi malati e al verde! THE DEEP STATE JUST GOT CAUGHT RED-HANDED AGAIN! CIA OFFICIALLY ADMITS CANCER IS BIOLOGICALLY IDENTICAL TO PARASITES… Johns Hopkins BURIED cheap anti-parasitic drugs that CURE cancer in weeks… While the Medical Cartel (Pfizer, Bayer, AstraZeneca, Merck, J&J & Roche) OWNS the entire trillion-dollar cancer industry and profits off your suffering! Read more🔗t.me/+6JMkc-zBix4zZ… This is the SAME genocidal cabal that pushed the plandemic poison — hiding REAL cures to keep you sick and broke! Source: https://x.com/i/status/2032988845093138584
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  • GRAZIE a ZELENSKY e al GRANO UCRIANO. CHE tra l'altro FINISCE anche SULLE TAVOLE di NOI EUROPEI!
    Ma allora non si trattava di virus e malattia "contagiosa" e la Gatti aveva ragione che era una granulomatosi provocata da intossicazione alimentare.
    E tutti i danni che hanno provocato con quella messa in scena, vera frode politico-sanitaria, chi li paga?
    GRAZIE a ZELENSKY e al GRANO UCRIANO. CHE tra l'altro FINISCE anche SULLE TAVOLE di NOI EUROPEI! Ma allora non si trattava di virus e malattia "contagiosa" e la Gatti aveva ragione che era una granulomatosi provocata da intossicazione alimentare. E tutti i danni che hanno provocato con quella messa in scena, vera frode politico-sanitaria, chi li paga?
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  • 13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"

    Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono.
    “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento”

    Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”.
    “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati”

    Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”.
    “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative”

    Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato" Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua" Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono. “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento” Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”. “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati” Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”. “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative” Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
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    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
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  • Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water.

    Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination".

    Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of:

    1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%)
    2️⃣ Depression (+68.3%)
    3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%)
    4️⃣ Sleep disorders (+93.4%)
    5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%)
    6️⃣ Ischemic stroke (+44%)
    7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%)
    8️⃣ Transient ischemic attack (+67%)
    9️⃣ Myelitis (+165%)
    Myasthenia gravis (+71%)

    CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include:

    Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely
    Brain clots – 3,000× more likely
    Dementia – 140× more likely
    Suicidal thoughts – 150× more likely
    Homicidal ideation – 25× more likely
    Psychosis – 440× more likely
    Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely
    Toxic encephalopathy — 157× more likely
    Schizophrenia – 315× more likely
    Depression – 530× more likely
    Brain abscess — 120× more likely
    Violent behavior – 80× more likely
    Cognitive decline – 115× more likely
    Delusions – 50× more likely

    The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world.

    Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua.

    Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione".

    Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di:

    1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%)
    2️⃣ Depressione (+68,3%)
    3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%)
    4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%)
    5️⃣ Alzheimer (+22,5%)
    6️⃣ Ictus ischemico (+44%)
    7️⃣ Ictus emorragico (+50%)
    8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%)
    9️⃣ Mielite (+165%)
    Miastenia grave (+71%)

    Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono:

    Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile
    Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile
    Demenza — 140 volte più probabile
    Pensieri suicidi — 150 volte più probabile
    Ideazione omicida — 25 volte più probabile
    Psicosi — 440 volte più probabile
    Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile
    Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile
    Schizofrenia — 315 volte più probabile
    Depressione — 530 volte più probabile
    Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile
    Comportamento violento — 80 volte più probabile
    Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile
    Deliri – 50 volte più probabili

    Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo.

    Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
    Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water. Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination". Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of: 1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%) 2️⃣ Depression (+68.3%) 3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%) 4️⃣ Sleep disorders (+93.4%) 5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%) 6️⃣ Ischemic stroke (+44%) 7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%) 8️⃣ Transient ischemic attack (+67%) 9️⃣ Myelitis (+165%) 🔟 Myasthenia gravis (+71%) ⚠️CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include: 📈 Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely 📈 Brain clots – 3,000× more likely 📈 Dementia – 140× more likely 📈 Suicidal thoughts – 150× more likely 📈 Homicidal ideation – 25× more likely 📈 Psychosis – 440× more likely 📈 Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely 📈 Toxic encephalopathy — 157× more likely 📈 Schizophrenia – 315× more likely 📈 Depression – 530× more likely 📈 Brain abscess — 120× more likely 📈 Violent behavior – 80× more likely 📈 Cognitive decline – 115× more likely 📈 Delusions – 50× more likely The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world. Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua. Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione". Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di: 1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%) 2️⃣ Depressione (+68,3%) 3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%) 4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%) 5️⃣ Alzheimer (+22,5%) 6️⃣ Ictus ischemico (+44%) 7️⃣ Ictus emorragico (+50%) 8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%) 9️⃣ Mielite (+165%) 🔟 Miastenia grave (+71%) ⚠️Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono: 📈 Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile 📈 Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile 📈 Demenza — 140 volte più probabile 📈 Pensieri suicidi — 150 volte più probabile 📈 Ideazione omicida — 25 volte più probabile 📈 Psicosi — 440 volte più probabile 📈 Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile 📈 Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile 📈 Schizofrenia — 315 volte più probabile 📈 Depressione — 530 volte più probabile 📈 Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile 📈 Comportamento violento — 80 volte più probabile 📈 Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile 📈 Deliri – 50 volte più probabili Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo. Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
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  • COSTUI dovrebbe TROVARSI già in GALERA!
    MENTE SPUDORATAMENTE SAPENDO di MENTIRE.
    Bill Gates annulla discorso in India dopo le rivelazioni sul caso Epstein
    Il fondatore di Microsoft non parteciperà al summit sull'intelligenza artificiale dopo essere stato nominato nei file del finanziere pedofilo.

    Il caso Epstein dispiega i suoi primi effetti su Bill Gates, che ha annullato il suo discorso previsto per oggi al summit sull’intelligenza artificiale in India. Lo ha dichiarato la Gates Foundation, dopo che il fondatore di Microsoft è stato nominato nei file del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. “Dopo un’attenta valutazione e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità chiave dell’AI Summit, Gates non terrà il suo discorso”, ha affermato la fondazione in una nota. “La Fondazione Gates resta pienamente impegnata nel nostro lavoro in India per promuovere i nostri obiettivi comuni in materia di salute e sviluppo”, ha affermato. La Fondazione ha dichiarato che al posto del fondatore avrebbe parlato il presidente delle sedi in Africa e in India.

    Gates ha dichiarato di rimpiangere “ogni minuto” trascorso con Jeffrey Epstein, mentre la sua ex moglie Melinda ha affermato che aveva ancora domande a cui rispondere sulla sua relazione con il finanziere. In una bozza di e-mail contenuta nei documenti, Epstein affermava che Gates aveva avuto relazioni extraconiugali. In altre email il pedofilo ha scritto che il suo rapporto con Gates spaziava dall’aiutare Bill a procurarsi i farmaci, per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe, al facilitare i suoi tentativi illeciti con donne sposate”.

    In una mail inviata a se stesso il 18 luglio 2013, che fa parte dei milioni di documenti resi pubblici dal Dipartimento della Giustizia, Epstein sostiene che Gates sarebbe rimasto contagiato da una malattia venerea dopo esser andato a letto con ragazze russe e attacca il fondatore di Microsoft per aver rotto la loro amicizia: “Per aggiungere insulto alla ferita mi chiedi ora di cancellare le mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta di antibiotici da passare di nascosto a Melinda”, si legge, tra l’altro, nel messaggio.

    Il 4 febbraio in un’intervista a 9 News Australia, Gates ha ammesso di essere stato “sciocco” a trascorrere del tempo con Epstein, di essersi pentito di averlo mai conosciuto ma ha liquidato come “falsa” l’e-mail nella quale il finanziere pedofilo lamenta che Gates ha “scelto di ignorare la nostra amicizia” e fa riferimento alle “sue malattie sessualmente trasmissibili”. “Non sono mai andato all’Isola (di proprietà del finanziere sulla quale avvenivano gli incontri con le ragazze, ndr), non ho mai incontrato donne. Più cose verranno fuori, più sarà chiaro che, sebbene il momento sia stato un errore, non ha nulla a che fare con quel tipo di comportamento”.

    Il 18 dicembre i deputati democratici della Commissione di Vigilanza della Camera dei avevano hanno diffuso cinque fotografie provenienti dalla proprietà di Epstein: in una di queste Gates era in posa con una donna il cui volto era stato oscurato.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/19/caso-epstein-gates-microsoft-summit-india-news/8297127/
    COSTUI dovrebbe TROVARSI già in GALERA! MENTE SPUDORATAMENTE SAPENDO di MENTIRE. Bill Gates annulla discorso in India dopo le rivelazioni sul caso Epstein Il fondatore di Microsoft non parteciperà al summit sull'intelligenza artificiale dopo essere stato nominato nei file del finanziere pedofilo. Il caso Epstein dispiega i suoi primi effetti su Bill Gates, che ha annullato il suo discorso previsto per oggi al summit sull’intelligenza artificiale in India. Lo ha dichiarato la Gates Foundation, dopo che il fondatore di Microsoft è stato nominato nei file del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. “Dopo un’attenta valutazione e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità chiave dell’AI Summit, Gates non terrà il suo discorso”, ha affermato la fondazione in una nota. “La Fondazione Gates resta pienamente impegnata nel nostro lavoro in India per promuovere i nostri obiettivi comuni in materia di salute e sviluppo”, ha affermato. La Fondazione ha dichiarato che al posto del fondatore avrebbe parlato il presidente delle sedi in Africa e in India. Gates ha dichiarato di rimpiangere “ogni minuto” trascorso con Jeffrey Epstein, mentre la sua ex moglie Melinda ha affermato che aveva ancora domande a cui rispondere sulla sua relazione con il finanziere. In una bozza di e-mail contenuta nei documenti, Epstein affermava che Gates aveva avuto relazioni extraconiugali. In altre email il pedofilo ha scritto che il suo rapporto con Gates spaziava dall’aiutare Bill a procurarsi i farmaci, per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe, al facilitare i suoi tentativi illeciti con donne sposate”. In una mail inviata a se stesso il 18 luglio 2013, che fa parte dei milioni di documenti resi pubblici dal Dipartimento della Giustizia, Epstein sostiene che Gates sarebbe rimasto contagiato da una malattia venerea dopo esser andato a letto con ragazze russe e attacca il fondatore di Microsoft per aver rotto la loro amicizia: “Per aggiungere insulto alla ferita mi chiedi ora di cancellare le mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta di antibiotici da passare di nascosto a Melinda”, si legge, tra l’altro, nel messaggio. Il 4 febbraio in un’intervista a 9 News Australia, Gates ha ammesso di essere stato “sciocco” a trascorrere del tempo con Epstein, di essersi pentito di averlo mai conosciuto ma ha liquidato come “falsa” l’e-mail nella quale il finanziere pedofilo lamenta che Gates ha “scelto di ignorare la nostra amicizia” e fa riferimento alle “sue malattie sessualmente trasmissibili”. “Non sono mai andato all’Isola (di proprietà del finanziere sulla quale avvenivano gli incontri con le ragazze, ndr), non ho mai incontrato donne. Più cose verranno fuori, più sarà chiaro che, sebbene il momento sia stato un errore, non ha nulla a che fare con quel tipo di comportamento”. Il 18 dicembre i deputati democratici della Commissione di Vigilanza della Camera dei avevano hanno diffuso cinque fotografie provenienti dalla proprietà di Epstein: in una di queste Gates era in posa con una donna il cui volto era stato oscurato. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/19/caso-epstein-gates-microsoft-summit-india-news/8297127/
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