• LO STUDIO
    Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario
    Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario.

    Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede.

    E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo.

    Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA.

    Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA.

    La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi.

    Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione.

    Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. .

    Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo.

    L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio.

    Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare.

    Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova.

    Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body.

    This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing.

    This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified.

    This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.
    LO STUDIO Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario. Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede. E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo. Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA. Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA. La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi. Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione. Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. . Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo. L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio. Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare. Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova. Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body. This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing. This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified. This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.
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  • Will the LNP-mRNA Therapy Market Reach USD 719 Million by 2034 at a 6.1% CAGR?
    According to a new report from Intel Market Research, the global LNP-mRNA Therapy market was valued at USD 500 million in 2026 and is projected to reach USD 719 million by 2034, growing at a CAGR of 6.1% during the forecast period (2026–2034). This growth is propelled by the success of mRNA-based COVID-19 vaccines, increasing investments in genetic medicine infrastructure, and expansion into non-vaccine therapeutic applications.
    https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/6809/lnp-mrna-therapy-market

    Will the LNP-mRNA Therapy Market Reach USD 719 Million by 2034 at a 6.1% CAGR? According to a new report from Intel Market Research, the global LNP-mRNA Therapy market was valued at USD 500 million in 2026 and is projected to reach USD 719 million by 2034, growing at a CAGR of 6.1% during the forecast period (2026–2034). This growth is propelled by the success of mRNA-based COVID-19 vaccines, increasing investments in genetic medicine infrastructure, and expansion into non-vaccine therapeutic applications. https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/6809/lnp-mrna-therapy-market
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    Free Sample Report Preview: LNP-mRNA Therapy Market Growth Analysis, Dynamics, Key Players and Innovations, Outlook and Forecast 2026-2034
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  • Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water.

    Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination".

    Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of:

    1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%)
    2️⃣ Depression (+68.3%)
    3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%)
    4️⃣ Sleep disorders (+93.4%)
    5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%)
    6️⃣ Ischemic stroke (+44%)
    7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%)
    8️⃣ Transient ischemic attack (+67%)
    9️⃣ Myelitis (+165%)
    Myasthenia gravis (+71%)

    CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include:

    Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely
    Brain clots – 3,000× more likely
    Dementia – 140× more likely
    Suicidal thoughts – 150× more likely
    Homicidal ideation – 25× more likely
    Psychosis – 440× more likely
    Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely
    Toxic encephalopathy — 157× more likely
    Schizophrenia – 315× more likely
    Depression – 530× more likely
    Brain abscess — 120× more likely
    Violent behavior – 80× more likely
    Cognitive decline – 115× more likely
    Delusions – 50× more likely

    The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world.

    Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua.

    Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione".

    Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di:

    1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%)
    2️⃣ Depressione (+68,3%)
    3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%)
    4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%)
    5️⃣ Alzheimer (+22,5%)
    6️⃣ Ictus ischemico (+44%)
    7️⃣ Ictus emorragico (+50%)
    8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%)
    9️⃣ Mielite (+165%)
    Miastenia grave (+71%)

    Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono:

    Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile
    Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile
    Demenza — 140 volte più probabile
    Pensieri suicidi — 150 volte più probabile
    Ideazione omicida — 25 volte più probabile
    Psicosi — 440 volte più probabile
    Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile
    Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile
    Schizofrenia — 315 volte più probabile
    Depressione — 530 volte più probabile
    Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile
    Comportamento violento — 80 volte più probabile
    Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile
    Deliri – 50 volte più probabili

    Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo.

    Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
    Declassified CIA documents reveal plans from 1952 to control behavior (induce depression, anxiety, lethargy) through chemicals covertly delivered via vaccinations, food, and water. Since 2021, 70% of humanity received a highly neurotoxic agent masquerading as "vaccination". Multiple peer-reviewed studies have now linked the COVID "vaccines" to increased risks of: 1️⃣ Cognitive impairment (+137.7%) 2️⃣ Depression (+68.3%) 3️⃣ Anxiety disorders (+43.9%) 4️⃣ Sleep disorders (+93.4%) 5️⃣ Alzheimer’s (+22.5%) 6️⃣ Ischemic stroke (+44%) 7️⃣ Hemorrhagic stroke (+50%) 8️⃣ Transient ischemic attack (+67%) 9️⃣ Myelitis (+165%) 🔟 Myasthenia gravis (+71%) ⚠️CDC/FDA safety thresholds were breached (PRR ≥ 2 compared to flu shot) for 146 brain, spinal cord, and psychiatric disorders, some of which include: 📈 Creutzfeldt–Jakob disease (CJD) — 847× more likely 📈 Brain clots – 3,000× more likely 📈 Dementia – 140× more likely 📈 Suicidal thoughts – 150× more likely 📈 Homicidal ideation – 25× more likely 📈 Psychosis – 440× more likely 📈 Herpes zoster meningitis — 1,200× more likely 📈 Toxic encephalopathy — 157× more likely 📈 Schizophrenia – 315× more likely 📈 Depression – 530× more likely 📈 Brain abscess — 120× more likely 📈 Violent behavior – 80× more likely 📈 Cognitive decline – 115× more likely 📈 Delusions – 50× more likely The mRNA shots disrupt the blood–brain barrier, allowing mRNA, amyloidogenic spike proteins, and pathogens to penetrate the brain and spinal cord — an outcome consistent with the skyrocketing rates of cognitive decline now seen across the world. Documenti declassificati della CIA rivelano piani del 1952 per controllare il comportamento (indurre depressione, ansia, letargia) attraverso sostanze chimiche somministrate segretamente tramite vaccini, cibo e acqua. Dal 2021, il 70% dell'umanità ha ricevuto un agente altamente neurotossico mascherato da "vaccinazione". Diversi studi peer-reviewed hanno ora collegato i "vaccini" COVID a un aumento dei rischi di: 1️⃣ Deficit cognitivo (+137,7%) 2️⃣ Depressione (+68,3%) 3️⃣ Disturbi d'ansia (+43,9%) 4️⃣ Disturbi del sonno (+93,4%) 5️⃣ Alzheimer (+22,5%) 6️⃣ Ictus ischemico (+44%) 7️⃣ Ictus emorragico (+50%) 8️⃣ Attacco ischemico transitorio (+67%) 9️⃣ Mielite (+165%) 🔟 Miastenia grave (+71%) ⚠️Le soglie di sicurezza CDC/FDA sono state superate (PRR ≥ 2 rispetto al vaccino antinfluenzale) per 146 casi di encefalopatia, midollo spinale e malattie psichiatriche disturbi, alcuni dei quali includono: 📈 Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) — 847 volte più probabile 📈 Coaguli cerebrali — 3.000 volte più probabile 📈 Demenza — 140 volte più probabile 📈 Pensieri suicidi — 150 volte più probabile 📈 Ideazione omicida — 25 volte più probabile 📈 Psicosi — 440 volte più probabile 📈 Meningite da herpes zoster — 1.200 volte più probabile 📈 Encefalopatia tossica — 157 volte più probabile 📈 Schizofrenia — 315 volte più probabile 📈 Depressione — 530 volte più probabile 📈 Ascesso cerebrale — 120 volte più probabile 📈 Comportamento violento — 80 volte più probabile 📈 Declino cognitivo — 115 volte più probabile probabile 📈 Deliri – 50 volte più probabili Le iniezioni di mRNA interrompono la barriera emato-encefalica, consentendo all'mRNA, alle proteine ​​spike amiloidogeniche e ai patogeni di penetrare nel cervello e nel midollo spinale, un risultato coerente con i tassi vertiginosi di declino cognitivo attualmente osservati in tutto il mondo. Source: https://x.com/i/status/2026319744354160852
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  • DEI BUONI SEGNALI dagli STATI UNITI. SPERIAMO che IL VENTO CAMBI per un po' di ANNI.
    La società Moderna ha annunciato che la FDA ha respinto la richiesta di approvazione di un nuovo vaccino mRNA contro l'influenza.

    L'Autorità per il controllo degli alimenti e dei farmaci (FDA) statunitense ha rifiutato di valutare la richiesta di Moderna per l'approvazione di un nuovo vaccino contro l'influenza, prodotto utilizzando la tecnologia mRNA, che ha vinto il premio Nobel, ha annunciato la società martedì.

    Questa notizia è l'ultimo segnale di un controllo rafforzato dei vaccini da parte della FDA sotto la guida del Ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr., in particolare di quelli basati sulla tecnologia mRNA, che ha criticato sia prima che dopo la sua nomina a capo dell'ufficio sanitario nazionale.

    https://www.cbsnews.com/news/moderna-says-fda-refuses-its-application-for-new-mrna-flu-vaccine/?ftag=CNM-00-10aab7e&linkId=905018483
    DEI BUONI SEGNALI dagli STATI UNITI. SPERIAMO che IL VENTO CAMBI per un po' di ANNI. La società Moderna ha annunciato che la FDA ha respinto la richiesta di approvazione di un nuovo vaccino mRNA contro l'influenza. L'Autorità per il controllo degli alimenti e dei farmaci (FDA) statunitense ha rifiutato di valutare la richiesta di Moderna per l'approvazione di un nuovo vaccino contro l'influenza, prodotto utilizzando la tecnologia mRNA, che ha vinto il premio Nobel, ha annunciato la società martedì. Questa notizia è l'ultimo segnale di un controllo rafforzato dei vaccini da parte della FDA sotto la guida del Ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr., in particolare di quelli basati sulla tecnologia mRNA, che ha criticato sia prima che dopo la sua nomina a capo dell'ufficio sanitario nazionale. https://www.cbsnews.com/news/moderna-says-fda-refuses-its-application-for-new-mrna-flu-vaccine/?ftag=CNM-00-10aab7e&linkId=905018483
    WWW.CBSNEWS.COM
    FDA refuses Moderna's application for new mRNA flu vaccine
    The Food and Drug Administration is refusing to consider Moderna's application for a new flu vaccine made with mRNA technology, the company said.
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  • Dopo 19 rifiuti in massima parte ingiustificati, la dr.ssa Patrizia #Gentilini e gli altri autori sono riusciti a pubblicare questo studio sulla potenziale correlazione tra vax mRNA C19 e leucemie.

    https://www.oncotarget.com/article/28827/text/
    Dopo 19 rifiuti in massima parte ingiustificati, la dr.ssa Patrizia #Gentilini e gli altri autori sono riusciti a pubblicare questo studio sulla potenziale correlazione tra vax mRNA C19 e leucemie. https://www.oncotarget.com/article/28827/text/
    WWW.ONCOTARGET.COM
    Exploring the potential link between mRNA COVID-19 vaccinations and cancer: A case report with a review of haematopoietic malignancies with insights into... | Oncotarget
    https://doi.org/10.18632/oncotarget.28827 Patrizia Gentilini, Janci C. Lindsay, Nafuko Konishi, Masanori Fukushima, Panagis Polykretis
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  • LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un cazzo) Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone. Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze. Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo. Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo. Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza. Una strategia intelligente per creare l’immunità Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali. L’idea è semplice: Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario. Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire. Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda. Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina. Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo. Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine. Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata. Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo. Ed è qui che nasce la vera differenza. Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus. Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse. VACCINI TRADIZIONALI: Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus). Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì. VACCINI mRNA: Non viene introdotta la proteina. Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike. In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione. Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso. La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra” Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi. In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra. La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus. Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio. Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro. È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce. Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato. Per questo la proteina Spike può: - avere un’attività pro-infiammatoria - interagire con il sistema immunitario - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione Il punto centrale: L’obiettivo immunitario è stato centrato. Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo. Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione. Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente. Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile. La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa. Immunità non significa fine del processo biologico Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico. Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale. Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio. Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi 1) Stress biologico persistente È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato. 2) Danno innescato, poi autonomo In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante. 3) Produzione persistente di Spike È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente. No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato Conclusione: La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo. Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo. E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!! CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
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  • VACCINI COVID mRNA:
    RISCHI CANCEROGENI sempre più ALLARMANTI!
    Pericolosi Residui Ibridi di RNA:DNA trovati nelle Fiale di Pfizer e Moderna
    da un nuovo Studio di Jessica Rose e Kevin McKernan

    https://gospanews.net/2026/01/15/vaccini-covid-mrna-rischi-cancerogeni-sempre-piu-allarmanti-pericolosi-residui-ibridi-di-rnadna-trovati-nelle-fiale-di-pfizer-e-moderna-da-nuovo-studio/
    VACCINI COVID mRNA: RISCHI CANCEROGENI sempre più ALLARMANTI! Pericolosi Residui Ibridi di RNA:DNA trovati nelle Fiale di Pfizer e Moderna da un nuovo Studio di Jessica Rose e Kevin McKernan https://gospanews.net/2026/01/15/vaccini-covid-mrna-rischi-cancerogeni-sempre-piu-allarmanti-pericolosi-residui-ibridi-di-rnadna-trovati-nelle-fiale-di-pfizer-e-moderna-da-nuovo-studio/
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    VACCINI COVID mRNA: RISCHI CANCEROGENI sempre più ALLARMANTI! Pericolosi Residui Ibridi di RNA:DNA trovati nelle Fiale di Pfizer e Moderna da nuovo Studio
    Nell'immagine di copertina: la bioimmunologa canadese Jessica Rosedi Fabio Giuseppe Carlo CarisioENGLISH VERSIONL'esperto americano di genomica Kevin McKernan e la bioimmunologa canadese Jessica Rose sono stati tra i primi a denunciare la presenza di miliardi di plasmidi e di frammen
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  • Nel 2021 è cambiato tutto.
    I vaccini sono la prima fonte di reddito per Pfizer, con entrate di 4 miliardi e 894 milioni, il 203,8% in più rispetto a un anno fa. Il vaccino anti-Covid, sviluppato dalla tedesca BioNTech e industrializzato da Pfizer, è valso da solo 3,5 miliardi di fatturato. E tuttavia aumenti si sono avuti anche per le altre linee di farmaco. In particolare quelli oncologici, che hanno visto un incremento del 17,5% delle vendite.

    Il costo di produzione dei vaccini a tecnologia mRNA è stato stimato molto più basso rispetto al prezzo pagato dagli stati, con alcune nazioni che hanno pagato fino a 24 volte il costo di produzione.

    https://www.truenumbers.it/vaccino-aziende-farmaceutiche/
    Nel 2021 è cambiato tutto. I vaccini sono la prima fonte di reddito per Pfizer, con entrate di 4 miliardi e 894 milioni, il 203,8% in più rispetto a un anno fa. Il vaccino anti-Covid, sviluppato dalla tedesca BioNTech e industrializzato da Pfizer, è valso da solo 3,5 miliardi di fatturato. E tuttavia aumenti si sono avuti anche per le altre linee di farmaco. In particolare quelli oncologici, che hanno visto un incremento del 17,5% delle vendite. Il costo di produzione dei vaccini a tecnologia mRNA è stato stimato molto più basso rispetto al prezzo pagato dagli stati, con alcune nazioni che hanno pagato fino a 24 volte il costo di produzione. https://www.truenumbers.it/vaccino-aziende-farmaceutiche/
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  • “VACCINI COVID SONO ARMI BIOLOGICHE”
    Anche gli Indigeni Canadesi sentenziano
    la Pericolosità dei Sieri Genici mRNA

    https://gospanews.net/2025/11/10/vaccini-covid-armi-biologiche-anche-i-capitribu-indigeni-canadesi-sentenziano-la-pericolosita-dei-sieri-genici-mrna/
    “VACCINI COVID SONO ARMI BIOLOGICHE” Anche gli Indigeni Canadesi sentenziano la Pericolosità dei Sieri Genici mRNA https://gospanews.net/2025/11/10/vaccini-covid-armi-biologiche-anche-i-capitribu-indigeni-canadesi-sentenziano-la-pericolosita-dei-sieri-genici-mrna/
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    “VACCINI COVID SONO ARMI BIOLOGICHE” Anche gli Indigeni Canadesi sentenziano la Pericolosità dei Sieri Genici mRNA
    di Piero Angelo De RuvoShock A.I.N.: “Le iniezioni mRNA sono armi biologiche”Il dibattito sui vaccini COVID-19 entra in una nuova e controversa fase dopo la dichiarazione emessa l’8 ottobre 2025 dall’Alliance of Indigenous Nations (A.I.N.), tribunale internazionale che rappresenta le Naz
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  • Il Dott. Robert Redfield, ex direttore dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention),chiede il ritiro dal mercato dei vaccini a mRNA contro il COVID-19 di Pfizer e Moderna.
    "Personalmente, vorrei che venissero eliminati, perché ci sono i rischi superano i benefici."

    Source:
    https://x.com/anubi77787292/status/2005314256078844045?t=ylV1Xo7dMknr4EMLCvO-TA&s=19
    Il Dott. Robert Redfield, ex direttore dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention),chiede il ritiro dal mercato dei vaccini a mRNA contro il COVID-19 di Pfizer e Moderna. "Personalmente, vorrei che venissero eliminati, perché ci sono i rischi superano i benefici." Source: https://x.com/anubi77787292/status/2005314256078844045?t=ylV1Xo7dMknr4EMLCvO-TA&s=19
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