• LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • 09 Gennaio 2026 - TUTTI IN PIAZZA OGGI a SOSTEGNO dei NOSTRI AGRICOLTORI! MASSIMA DIFFUSIONE!

    Il mercato dei cereali è sempre in crisi cronica con prezzi che non coprono i costi di produzione (pubblicati da ismea), il comparto vitivinicolo non sta attraversando un bel periodo che ha portato in alcune zone a
    piazzare il prodotto a prezzi del 50-60% più bassi, per le nocciole è crisi nera a causa della progressiva riduzione della produzione per problemi climatici e sanitari e anche il riso ha visto i prezzi quasi dimezzati e vendite azzerate.

    AGRICOLTORI autonomi artigiani a Milano per protestare contro il Mercosor.

    Dalle 12.30 circa – Arrivo a Piazza Duca D’Aosta
    Montaggio e installazione del Presidio.

    Secondo il ministro Lollo va tutto bene, si certo, solo per loro.

    #milano
    #lombardia
    09 Gennaio 2026 - TUTTI IN PIAZZA OGGI a SOSTEGNO dei NOSTRI AGRICOLTORI! MASSIMA DIFFUSIONE! Il mercato dei cereali è sempre in crisi cronica con prezzi che non coprono i costi di produzione (pubblicati da ismea), il comparto vitivinicolo non sta attraversando un bel periodo che ha portato in alcune zone a piazzare il prodotto a prezzi del 50-60% più bassi, per le nocciole è crisi nera a causa della progressiva riduzione della produzione per problemi climatici e sanitari e anche il riso ha visto i prezzi quasi dimezzati e vendite azzerate. AGRICOLTORI autonomi artigiani a Milano per protestare contro il Mercosor. Dalle 12.30 circa – Arrivo a Piazza Duca D’Aosta Montaggio e installazione del Presidio. Secondo il ministro Lollo va tutto bene, si certo, solo per loro. #milano #lombardia
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  • MASSIMA CONDIVISIONE! 9 GENNAIO MILANO!
    9 GENNAIO – MILANO - PIAZZA DUCA D’AOSTA

    MOBILITAZIONE NAZIONALE COAPI 2026

    AGRICOLTORI E CITTADINI INSIEME - NO MERCOSUR

    GIUSTO PREZZO PER AGRICOLTORI E CONSUMATORI

    TRASPARENZA DI ORIGINE IN ETICHETTA

    DIRITTO AL CIBO - DONAZIONE DERRATE ALLE MENSE SOLIDALI

    RISCATTO AGRICOLO LOMBARDIA R.A.L.

    Riscatto Agricolo Lombardia e COAPI
    Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani
    MASSIMA CONDIVISIONE! 9 GENNAIO MILANO! 9 GENNAIO – MILANO - PIAZZA DUCA D’AOSTA MOBILITAZIONE NAZIONALE COAPI 2026 AGRICOLTORI E CITTADINI INSIEME - NO MERCOSUR GIUSTO PREZZO PER AGRICOLTORI E CONSUMATORI TRASPARENZA DI ORIGINE IN ETICHETTA DIRITTO AL CIBO - DONAZIONE DERRATE ALLE MENSE SOLIDALI RISCATTO AGRICOLO LOMBARDIA R.A.L. Riscatto Agricolo Lombardia e COAPI Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani
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  • Le terme più grandi d'Europa sono in Lombardia e adesso arriva anche l'acqua minerale naturale da bere - ComoZero
    Milano, la capitale frenetica, rivela la sua anima termale più profonda, attirando un’onda di oltre 100.000 visitatori in soli otto mesi al parco termale urbano più grande d’Europa. Un’oasi di pace e benessere è rifiorita nel cuore di Milano, precisamente a
    https://comozero.it/attualita/le-terme-piu-grandi-deuropa-sono-in-lombardia-e-adesso-arriva-anche-lacqua-minerale-naturale-da-bere/
    Le terme più grandi d'Europa sono in Lombardia e adesso arriva anche l'acqua minerale naturale da bere - ComoZero Milano, la capitale frenetica, rivela la sua anima termale più profonda, attirando un’onda di oltre 100.000 visitatori in soli otto mesi al parco termale urbano più grande d’Europa. Un’oasi di pace e benessere è rifiorita nel cuore di Milano, precisamente a https://comozero.it/attualita/le-terme-piu-grandi-deuropa-sono-in-lombardia-e-adesso-arriva-anche-lacqua-minerale-naturale-da-bere/
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    Le terme più grandi d'Europa sono in Lombardia e adesso arriva anche l'acqua minerale naturale da bere - ComoZero
    Milano, la capitale frenetica, rivela la sua anima termale più profonda, attirando un’onda di oltre 100.000 visitatori in soli otto mesi al parco termale urbano più grande d’Europa. Un’oasi di pace e benessere è rifiorita nel cuore di Milano, precisamente a San Siro, sulle ceneri delle storiche Scuderie De Montel, un gioiello di architettura Liberty […]
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  • REMIGRAZIONE

    Gallarate

    Oltre 200 persone in piazza e grande interesse della cittadinanza per il sit-in indetto dal Comitato Remigrazione e Riconquista nella cittadina del varesotto dopo lo stupro commesso qualche giorno fa da un immigrato gambiano ai danni di una donna italiana.

    Il Comitato prosegue la sua azione in tutta Italia e i numeri aumentano a ogni evento. Prossimo appuntamento in Lombardia il grande corteo nazionale a Brescia del 13 dicembre.

    Anche a Gallarate una sola parola: REMIGRAZIONE!

    Source: https://x.com/dessere88fenice/status/1995214311958913099?t=cgWEMGZ2aHIHHDzKpCkm7g&s=19
    REMIGRAZIONE 📣🔥🇮🇹 📍Gallarate Oltre 200 persone in piazza e grande interesse della cittadinanza per il sit-in indetto dal Comitato Remigrazione e Riconquista nella cittadina del varesotto dopo lo stupro commesso qualche giorno fa da un immigrato gambiano ai danni di una donna italiana. Il Comitato prosegue la sua azione in tutta Italia e i numeri aumentano a ogni evento. Prossimo appuntamento in Lombardia il grande corteo nazionale a Brescia del 13 dicembre. Anche a Gallarate una sola parola: REMIGRAZIONE! Source: https://x.com/dessere88fenice/status/1995214311958913099?t=cgWEMGZ2aHIHHDzKpCkm7g&s=19
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  • “COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100” — Davvero funziona ancora così?

    A quanto pare sì.
    Perché certe pressioni verso i lavoratori non arrivano solo dalle solite aziende “di frontiera”. No: oggi si insinuano perfino nei luoghi che dovrebbero insegnare cultura, diritto, rispetto e — ironia della sorte — senso del lavoro.

    E quando dico che in questo Paese qualcosa non va, non lo dico per sfogo. Lo dico perché stavolta a essere colpito è un lavoratore, un docente, un professionista stimato. E le scuse con cui è stato messo alla porta sono talmente becere che fanno quasi più rumore del licenziamento stesso.
    E no, non lo dico solo perché questo lavoratore lo conosco e abbiamo condiviso battaglie di attivismo.
    Lo dico perché il punto è esattamente questo: in Italia, oggi, l’attivismo e l’azione sindacale danno più fastidio di ogni inefficienza strutturale.

    Continuate pure a scannarvi su chi parlerà alla prossima kermesse di Atreju. Continuate pure a litigare sul nulla cosmico delle polemiche a orologeria.
    Intanto, nella realtà, le priorità vere le pagano sempre gli stessi: lavoratori, insegnanti, persone che ogni giorno provano a rendere dignitoso ciò che altri vogliono rendere precario.
    Persone come il prof. Carlo Fino, che ha osato una cosa gravissima: cercare di migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi e la qualità dell’insegnamento per i ragazzi.

    Tutto questo succede alla International School of Como.
    La dirigenza dell’azienda — perché chiamarla “scuola” in queste condizioni è un esercizio di fantasia — ha costruito un castello di accuse pseudo-didattiche, pseudo-metodologiche e pseudo-legali. Contestazioni inconsistenti, infondate e funzionali a un unico obiettivo: intimidire.
    Perché la verità è un’altra, e la sanno tutti:
    Carlo è stato licenziato per la sua attività sindacale con USB, per l’impegno nel far valere contratti, norme, diritti. Per essersi preso la briga di spiegare tutto questo a colleghe e colleghi di diverse nazionalità che, senza di lui, sarebbero stati ancora più esposti.

    Queste sono battaglie concrete. Non le scaramucce politiche da talk show, non i sondaggi del lunedì, non le risse da social media.
    Servono lucidità e coraggio, non mentalità da bookmaker né da opinionisti della tastiera.

    Dal 2016 ho scelto — sempre — di stare dalla parte dei lavoratori, anche quando si trattava di un solo contratto a rischio.
    E allora la storia di Carlo non è solo un caso:
    è il simbolo di una cultura e di un’istruzione che questo Paese non ha più il coraggio di proteggere.

    Per questo, insieme ad altri amici, sosteniamo USB e chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro di Carlo nel suo posto di lavoro.

    Comunicato stampa USB:
    https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/international-school-of-como-i-lavoratori-proseguono-lagitazione-fino-al-reintegro-di-carlo-1211.html

    #CarloFino #InternationalSchoolOfComo #Lavoro #Scuola #Diritti #USB #Sindacato #LicenziamentoIllegittimo #Attivismo #WorkersRights #ReintegroSubito #GiustiziaSulLavoro #StopRepressioneSindacale
    “COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100” — Davvero funziona ancora così? A quanto pare sì. Perché certe pressioni verso i lavoratori non arrivano solo dalle solite aziende “di frontiera”. No: oggi si insinuano perfino nei luoghi che dovrebbero insegnare cultura, diritto, rispetto e — ironia della sorte — senso del lavoro. E quando dico che in questo Paese qualcosa non va, non lo dico per sfogo. Lo dico perché stavolta a essere colpito è un lavoratore, un docente, un professionista stimato. E le scuse con cui è stato messo alla porta sono talmente becere che fanno quasi più rumore del licenziamento stesso. E no, non lo dico solo perché questo lavoratore lo conosco e abbiamo condiviso battaglie di attivismo. Lo dico perché il punto è esattamente questo: in Italia, oggi, l’attivismo e l’azione sindacale danno più fastidio di ogni inefficienza strutturale. Continuate pure a scannarvi su chi parlerà alla prossima kermesse di Atreju. Continuate pure a litigare sul nulla cosmico delle polemiche a orologeria. Intanto, nella realtà, le priorità vere le pagano sempre gli stessi: lavoratori, insegnanti, persone che ogni giorno provano a rendere dignitoso ciò che altri vogliono rendere precario. Persone come il prof. Carlo Fino, che ha osato una cosa gravissima: cercare di migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi e la qualità dell’insegnamento per i ragazzi. Tutto questo succede alla International School of Como. La dirigenza dell’azienda — perché chiamarla “scuola” in queste condizioni è un esercizio di fantasia — ha costruito un castello di accuse pseudo-didattiche, pseudo-metodologiche e pseudo-legali. Contestazioni inconsistenti, infondate e funzionali a un unico obiettivo: intimidire. Perché la verità è un’altra, e la sanno tutti: Carlo è stato licenziato per la sua attività sindacale con USB, per l’impegno nel far valere contratti, norme, diritti. Per essersi preso la briga di spiegare tutto questo a colleghe e colleghi di diverse nazionalità che, senza di lui, sarebbero stati ancora più esposti. Queste sono battaglie concrete. Non le scaramucce politiche da talk show, non i sondaggi del lunedì, non le risse da social media. Servono lucidità e coraggio, non mentalità da bookmaker né da opinionisti della tastiera. Dal 2016 ho scelto — sempre — di stare dalla parte dei lavoratori, anche quando si trattava di un solo contratto a rischio. E allora la storia di Carlo non è solo un caso: è il simbolo di una cultura e di un’istruzione che questo Paese non ha più il coraggio di proteggere. Per questo, insieme ad altri amici, sosteniamo USB e chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro di Carlo nel suo posto di lavoro. 📄 Comunicato stampa USB: https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/international-school-of-como-i-lavoratori-proseguono-lagitazione-fino-al-reintegro-di-carlo-1211.html #CarloFino #InternationalSchoolOfComo #Lavoro #Scuola #Diritti #USB #Sindacato #LicenziamentoIllegittimo #Attivismo #WorkersRights #ReintegroSubito #GiustiziaSulLavoro #StopRepressioneSindacale
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  • Forza Italia è ancora ostaggio dei vaccinisti che si rifiutano di guardare la realtà.
    Vota assieme al Pd in regione per sfiduciare da un incarico in regione Lombardia Federica Picchi dei Fratelli d'Italia
    Il Pd reprime la libertà di pensiero. Se fossero al governo sarebbe una dittatura sanitaria.
    La proposta di istituire un giorno della memoria del genocidio della tachipirina e del covax19 e quanto mai necessaria ma difficile.
    Temo che dovremo rinunciarci.
    Forza Italia è ancora ostaggio dei vaccinisti che si rifiutano di guardare la realtà. Vota assieme al Pd in regione per sfiduciare da un incarico in regione Lombardia Federica Picchi dei Fratelli d'Italia Il Pd reprime la libertà di pensiero. Se fossero al governo sarebbe una dittatura sanitaria. La proposta di istituire un giorno della memoria del genocidio della tachipirina e del covax19 e quanto mai necessaria ma difficile. Temo che dovremo rinunciarci.
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  • LA FOLLIA CONTINUA!
    Lombardia, post “no vax”: sottosegretaria Picchi (FdI) sfiduciata con voto segreto
    Al voto erano presenti 43 consiglieri di maggioranza e 24 di minoranza, pertanto 20 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore...
    https://www.imolaoggi.it/2025/11/05/lombardia-post-no-vax-sottosegretaria-picchi-fdi-sfiduciata-con-voto-segreto/
    LA FOLLIA CONTINUA! Lombardia, post “no vax”: sottosegretaria Picchi (FdI) sfiduciata con voto segreto Al voto erano presenti 43 consiglieri di maggioranza e 24 di minoranza, pertanto 20 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore... https://www.imolaoggi.it/2025/11/05/lombardia-post-no-vax-sottosegretaria-picchi-fdi-sfiduciata-con-voto-segreto/
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    Lombardia, post “no vax”: sottosegretaria Picchi (FdI) sfiduciata con voto segreto
    Al voto erano presenti 43 consiglieri di maggioranza e 24 di minoranza, pertanto 20 consiglieri di maggioranza hanno votato a favore
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  • Inoltro la lettera pervenutami dal comitato difesa parco Nord.
    Vi ho aggiunto gli indirizzi di posta elettronica dei sindaci di Cinisello, Bresso e Sesto San Giovanni.
    Buona giornata a voi tutti.

    Come sapete la situazione attuale dell'aeroporto di Bresso crea disagio ai comuni dell'hinterland e  del nord Milano e impatta sul Parco Nord, coinvolgendo migliaia di persone che vivono o frequentano questi luoghi. L'aeroporto è già iper inflazionato, si contano decine di sorvoli giornalieri (a quote basse anche su edifici), non solo di velivoli delle scuole di volo ma anche soggetti privati italiani ed esteri.
    Il progetto RAM di Enac prevede un'ulteriore espansione commerciale, inaccettabile!

    Qualcosa si sta già muovendo. alleghiamo articolo su Il Giorno. 
    Alleghiamo anche il volantino, per chi non l'avesse ricevuto in precedenza.

    Il comitato si riunisce periodicamente presso l'Associazione Amici Parco Nord viale Suzzani 273,Milano (la più recente ieri sera), e la partecipazione è libera. Provvederemo a segnalare i prossimi incontri e vi terremo aggiornati sulle iniziative in programma.

    Cos'altro si può fare? 
     - Il passaparola è importante, cerchiamo di coinvolgere amici,, conoscenti, inquilini del proprio e di altri condomini;
     - scriviamo ai nostri sindaci, è ora che subiscano pressioni e prendano posizione a fianco dei cittadini;
    sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it
    sindaco@bresso.net
    r.distefano@sestosg.net
    - scriviamo a Enac per segnalare pericolosità del traffico aereo sulle case a basse quote, lamentarci della rumorosità e del numero di velivoli che costantemente ci assediano con relativo inquinamento acustico e ambientale. Enac, infatti, ha risposto ad un membro del comitato che non gli risulta nessuna lamentela dei cittadini negli ultimi anni.
    Ecco l'indirizzo: linate.apt@enac.gov.it
    Potete mettere pc anche:
    lombardia.apt@enac.gov.it
    Operazioni.nordovest@enac.gov.it

    Seguiranno a breve ulteriori info, a seguito della riunione di ieri. 

    Comitato Difesa Parco Nord
    NO Aeroporto Commerciale
    Inoltro la lettera pervenutami dal comitato difesa parco Nord. Vi ho aggiunto gli indirizzi di posta elettronica dei sindaci di Cinisello, Bresso e Sesto San Giovanni. Buona giornata a voi tutti. Come sapete la situazione attuale dell'aeroporto di Bresso crea disagio ai comuni dell'hinterland e  del nord Milano e impatta sul Parco Nord, coinvolgendo migliaia di persone che vivono o frequentano questi luoghi. L'aeroporto è già iper inflazionato, si contano decine di sorvoli giornalieri (a quote basse anche su edifici), non solo di velivoli delle scuole di volo ma anche soggetti privati italiani ed esteri. Il progetto RAM di Enac prevede un'ulteriore espansione commerciale, inaccettabile! Qualcosa si sta già muovendo. alleghiamo articolo su Il Giorno.  Alleghiamo anche il volantino, per chi non l'avesse ricevuto in precedenza. Il comitato si riunisce periodicamente presso l'Associazione Amici Parco Nord viale Suzzani 273,Milano (la più recente ieri sera), e la partecipazione è libera. Provvederemo a segnalare i prossimi incontri e vi terremo aggiornati sulle iniziative in programma. Cos'altro si può fare?   - Il passaparola è importante, cerchiamo di coinvolgere amici,, conoscenti, inquilini del proprio e di altri condomini;  - scriviamo ai nostri sindaci, è ora che subiscano pressioni e prendano posizione a fianco dei cittadini; sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it sindaco@bresso.net r.distefano@sestosg.net - scriviamo a Enac per segnalare pericolosità del traffico aereo sulle case a basse quote, lamentarci della rumorosità e del numero di velivoli che costantemente ci assediano con relativo inquinamento acustico e ambientale. Enac, infatti, ha risposto ad un membro del comitato che non gli risulta nessuna lamentela dei cittadini negli ultimi anni. Ecco l'indirizzo: linate.apt@enac.gov.it Potete mettere pc anche: lombardia.apt@enac.gov.it Operazioni.nordovest@enac.gov.it Seguiranno a breve ulteriori info, a seguito della riunione di ieri.  Comitato Difesa Parco Nord NO Aeroporto Commerciale
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  • Prof. Spaggiari ex direttore ospedale di Lodi
    APPELLO URGENTE
    NO AI VACCINI a mRNA AUTOREPLICANTI! FERMIAMOLI ORA!
    MASSIMA DIFFUSIONE!

    Source: https://www.facebook.com/groups/204112321844208/?ref=share_group_link

    https://t.me/RinascitaLombardia
    Prof. Spaggiari ex direttore ospedale di Lodi APPELLO URGENTE ‼️ NO AI VACCINI a mRNA AUTOREPLICANTI! FERMIAMOLI ORA! MASSIMA DIFFUSIONE! Source: https://www.facebook.com/groups/204112321844208/?ref=share_group_link https://t.me/RinascitaLombardia
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