• I diabolici dispositivi delle auto moderne obbligati dalla diabolica Commissione europea, sembrano inventati per rendere difficile la vita. In realtà uno schermo costa meno di quattro pulsanti ma crea 10 volte più distrazioni.
    https://youtu.be/vnlg1a5vK0o?si=8VXq3r4iOGALNYwz
    I diabolici dispositivi delle auto moderne obbligati dalla diabolica Commissione europea, sembrano inventati per rendere difficile la vita. In realtà uno schermo costa meno di quattro pulsanti ma crea 10 volte più distrazioni. https://youtu.be/vnlg1a5vK0o?si=8VXq3r4iOGALNYwz
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  • ECCO ALTRI SOLDI BUTTATI!
    Migranti in Albania, Meloni rinnova lo spreco: nuovo accordo col resort 5 stelle per gli agenti. Ecco quanto costa.

    Missione Albania, avanti tutta senza badare a spese. È stato rinnovato l’accordo con il resort 5 stelle per l’alloggio delle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei centri per migranti. Come ribadito più volte dalla premier Giorgia Meloni, anche durante il recente vertice intergovernativo tra Italia e Germania, per la gestione del dossier migranti l’Italia intende continuare a puntare su “soluzioni innovative” come il Protocollo sottoscritto tra Roma e Tirana il 06 novembre 2023. Questo nonostante finora l’operazione non abbia dato i frutti sperati dal governo, le persone da espellere debbano comunque tornare in Italia per il rimpatrio e i cpr in territorio italiano abbiano costi inferiori e rimangano strutturalmente sottoutilizzati.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/24/migranti-in-albania-meloni-rinnova-lo-spreco-nuovo-accordo-col-resort-5-stelle-per-gli-agenti-ecco-quanto-costa/8267618/amp/
    ECCO ALTRI SOLDI BUTTATI! Migranti in Albania, Meloni rinnova lo spreco: nuovo accordo col resort 5 stelle per gli agenti. Ecco quanto costa. Missione Albania, avanti tutta senza badare a spese. È stato rinnovato l’accordo con il resort 5 stelle per l’alloggio delle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei centri per migranti. Come ribadito più volte dalla premier Giorgia Meloni, anche durante il recente vertice intergovernativo tra Italia e Germania, per la gestione del dossier migranti l’Italia intende continuare a puntare su “soluzioni innovative” come il Protocollo sottoscritto tra Roma e Tirana il 06 novembre 2023. Questo nonostante finora l’operazione non abbia dato i frutti sperati dal governo, le persone da espellere debbano comunque tornare in Italia per il rimpatrio e i cpr in territorio italiano abbiano costi inferiori e rimangano strutturalmente sottoutilizzati. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/24/migranti-in-albania-meloni-rinnova-lo-spreco-nuovo-accordo-col-resort-5-stelle-per-gli-agenti-ecco-quanto-costa/8267618/amp/
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  • Quando la scuola dimentica l’umano: il volto di un’educazione senza senso. Lettera

    Inviata da Simone Billeci – La scuola che non vorrei non è una caricatura polemica né un bersaglio facile. È piuttosto l’ombra che appare quando la scuola smette di interrogarsi sul proprio senso e si accontenta di funzionare.

    È quella scuola che va avanti per inerzia, che accumula riforme senza visione, che cambia linguaggi ma non logiche, che promette futuro mentre riproduce stanche abitudini del passato. Proprio perché la scuola è uno dei luoghi più decisivi per la formazione della persona, il rischio della sua deriva non è mai neutro: incide sulle biografie, sulle possibilità, sull’idea stessa di umanità che una società coltiva.

    Non vorrei una scuola che riduce l’educazione a prestazione. Una scuola in cui tutto è misurabile, confrontabile, classificabile, e quasi nulla è davvero compreso. Qui il valore di uno studente coincide con un numero, con una media, con un indicatore di rendimento. Il tempo dell’apprendimento è compresso, standardizzato, reso uniforme, come se le intelligenze fossero tutte uguali e le storie personali irrilevanti. Chi non tiene il passo viene etichettato, chi rallenta è un problema da gestire, chi fatica diventa un caso. È una scuola che parla il linguaggio dell’efficienza, ma dimentica quello della crescita, che richiede lentezza, esitazione, talvolta persino smarrimento.

    Non vorrei una scuola che ha paura dell’errore. In questa scuola sbagliare non è una possibilità educativa, ma una colpa; non un passaggio necessario del pensiero, ma una macchia sul percorso. L’errore viene corretto, segnato, penalizzato, raramente compreso. Così gli studenti imparano presto a non rischiare, a non esporsi, a dire ciò che è previsto invece di ciò che è pensato. Nasce un’intelligenza prudente, addestrata all’indovinare più che al capire. Eppure ogni autentico apprendimento nasce da una frattura, da una domanda che non trova subito risposta, da un tentativo fallito che apre nuove strade. Una scuola che non sa stare dentro l’errore educa alla paura, non alla responsabilità.

    Non vorrei una scuola soffocata dalla burocrazia. Una scuola in cui moduli, scadenze, piattaforme, protocolli e griglie occupano lo spazio che dovrebbe appartenere alle relazioni. Qui gli insegnanti sono spesso stanchi prima ancora di entrare in aula, sommersi da adempimenti che li allontanano dal cuore del loro lavoro: incontrare persone, accompagnare processi, prendersi cura del pensiero. Gli studenti diventano pratiche da gestire, i percorsi educativi fascicoli da archiviare. È una scuola che funziona, forse, ma non vive, perché quando la forma divora il senso l’educazione si trasforma in amministrazione.

    Non vorrei una scuola che confonde l’innovazione con l’accumulo di strumenti. Una scuola che introduce tecnologie senza una chiara visione pedagogica, che digitalizza senza interrogarsi sul significato, che crede di essere moderna perché aggiorna le piattaforme ma non ripensa le relazioni. In questa scuola la velocità è un valore in sé, la connessione continua un dogma, mentre l’attenzione, l’ascolto profondo e la concentrazione diventano sempre più rari. Nessuna tecnologia, per quanto avanzata, può sostituire uno sguardo che riconosce, una parola che incoraggia, una presenza che educa. Quando la scuola lo dimentica, perde la sua umanità.

    Non vorrei una scuola che non ascolta. Che non ascolta gli studenti, trattati come destinatari passivi di decisioni prese altrove. Che non ascolta gli insegnanti, spesso delegittimati o lasciati soli di fronte a responsabilità enormi. Che non ascolta le famiglie, viste più come intralci che come alleate. È una scuola verticale, rigida, autoreferenziale, che comunica molto ma dialoga poco. Qui il conflitto è temuto, il dissenso patologizzato, la complessità ridotta a slogan. Eppure senza ascolto non c’è fiducia, senza fiducia non c’è apprendimento, senza apprendimento non c’è futuro.

    Non vorrei, soprattutto, una scuola che ha smarrito la domanda di senso. Perché studiamo? Perché insegniamo? Perché valutiamo? Perché stiamo insieme, ogni giorno, nello stesso spazio? Quando queste domande scompaiono, la scuola continua a esistere ma smette di educare. Trasmette contenuti senza orizzonte, competenze senza direzione, regole senza significato. Prepara a un mondo che cambia più velocemente dei suoi programmi e lo fa spesso senza interrogarsi sul tipo di persone che sta contribuendo a formare. È una scuola che prepara al lavoro ma non alla vita, all’adattamento ma non al giudizio, alla risposta corretta ma non alla domanda giusta.

    Dire “la scuola che non vorrei” non è un esercizio di nostalgia né una lamentazione sterile. È un atto di responsabilità e, in fondo, di speranza. Significa credere che la scuola possa essere altro: un luogo in cui si formano persone e non solo studenti, in cui il pensiero è allenato alla complessità, in cui la fragilità non è un difetto da correggere ma una dimensione da accompagnare. La scuola che non vorrei è il negativo di quella che potremmo costruire se avessimo il coraggio di rimettere al centro il senso, le relazioni e il futuro. Una scuola capace di chiedere non soltanto “quanto vali?”, ma “chi stai diventando?”. E questa, forse, è la domanda più educativa di tutte.

    Source: https://www.orizzontescuola.it/quando-la-scuola-dimentica-lumano-il-volto-di-uneducazione-senza-senso-lettera/
    Quando la scuola dimentica l’umano: il volto di un’educazione senza senso. Lettera Inviata da Simone Billeci – La scuola che non vorrei non è una caricatura polemica né un bersaglio facile. È piuttosto l’ombra che appare quando la scuola smette di interrogarsi sul proprio senso e si accontenta di funzionare. È quella scuola che va avanti per inerzia, che accumula riforme senza visione, che cambia linguaggi ma non logiche, che promette futuro mentre riproduce stanche abitudini del passato. Proprio perché la scuola è uno dei luoghi più decisivi per la formazione della persona, il rischio della sua deriva non è mai neutro: incide sulle biografie, sulle possibilità, sull’idea stessa di umanità che una società coltiva. Non vorrei una scuola che riduce l’educazione a prestazione. Una scuola in cui tutto è misurabile, confrontabile, classificabile, e quasi nulla è davvero compreso. Qui il valore di uno studente coincide con un numero, con una media, con un indicatore di rendimento. Il tempo dell’apprendimento è compresso, standardizzato, reso uniforme, come se le intelligenze fossero tutte uguali e le storie personali irrilevanti. Chi non tiene il passo viene etichettato, chi rallenta è un problema da gestire, chi fatica diventa un caso. È una scuola che parla il linguaggio dell’efficienza, ma dimentica quello della crescita, che richiede lentezza, esitazione, talvolta persino smarrimento. Non vorrei una scuola che ha paura dell’errore. In questa scuola sbagliare non è una possibilità educativa, ma una colpa; non un passaggio necessario del pensiero, ma una macchia sul percorso. L’errore viene corretto, segnato, penalizzato, raramente compreso. Così gli studenti imparano presto a non rischiare, a non esporsi, a dire ciò che è previsto invece di ciò che è pensato. Nasce un’intelligenza prudente, addestrata all’indovinare più che al capire. Eppure ogni autentico apprendimento nasce da una frattura, da una domanda che non trova subito risposta, da un tentativo fallito che apre nuove strade. Una scuola che non sa stare dentro l’errore educa alla paura, non alla responsabilità. Non vorrei una scuola soffocata dalla burocrazia. Una scuola in cui moduli, scadenze, piattaforme, protocolli e griglie occupano lo spazio che dovrebbe appartenere alle relazioni. Qui gli insegnanti sono spesso stanchi prima ancora di entrare in aula, sommersi da adempimenti che li allontanano dal cuore del loro lavoro: incontrare persone, accompagnare processi, prendersi cura del pensiero. Gli studenti diventano pratiche da gestire, i percorsi educativi fascicoli da archiviare. È una scuola che funziona, forse, ma non vive, perché quando la forma divora il senso l’educazione si trasforma in amministrazione. Non vorrei una scuola che confonde l’innovazione con l’accumulo di strumenti. Una scuola che introduce tecnologie senza una chiara visione pedagogica, che digitalizza senza interrogarsi sul significato, che crede di essere moderna perché aggiorna le piattaforme ma non ripensa le relazioni. In questa scuola la velocità è un valore in sé, la connessione continua un dogma, mentre l’attenzione, l’ascolto profondo e la concentrazione diventano sempre più rari. Nessuna tecnologia, per quanto avanzata, può sostituire uno sguardo che riconosce, una parola che incoraggia, una presenza che educa. Quando la scuola lo dimentica, perde la sua umanità. Non vorrei una scuola che non ascolta. Che non ascolta gli studenti, trattati come destinatari passivi di decisioni prese altrove. Che non ascolta gli insegnanti, spesso delegittimati o lasciati soli di fronte a responsabilità enormi. Che non ascolta le famiglie, viste più come intralci che come alleate. È una scuola verticale, rigida, autoreferenziale, che comunica molto ma dialoga poco. Qui il conflitto è temuto, il dissenso patologizzato, la complessità ridotta a slogan. Eppure senza ascolto non c’è fiducia, senza fiducia non c’è apprendimento, senza apprendimento non c’è futuro. Non vorrei, soprattutto, una scuola che ha smarrito la domanda di senso. Perché studiamo? Perché insegniamo? Perché valutiamo? Perché stiamo insieme, ogni giorno, nello stesso spazio? Quando queste domande scompaiono, la scuola continua a esistere ma smette di educare. Trasmette contenuti senza orizzonte, competenze senza direzione, regole senza significato. Prepara a un mondo che cambia più velocemente dei suoi programmi e lo fa spesso senza interrogarsi sul tipo di persone che sta contribuendo a formare. È una scuola che prepara al lavoro ma non alla vita, all’adattamento ma non al giudizio, alla risposta corretta ma non alla domanda giusta. Dire “la scuola che non vorrei” non è un esercizio di nostalgia né una lamentazione sterile. È un atto di responsabilità e, in fondo, di speranza. Significa credere che la scuola possa essere altro: un luogo in cui si formano persone e non solo studenti, in cui il pensiero è allenato alla complessità, in cui la fragilità non è un difetto da correggere ma una dimensione da accompagnare. La scuola che non vorrei è il negativo di quella che potremmo costruire se avessimo il coraggio di rimettere al centro il senso, le relazioni e il futuro. Una scuola capace di chiedere non soltanto “quanto vali?”, ma “chi stai diventando?”. E questa, forse, è la domanda più educativa di tutte. Source: https://www.orizzontescuola.it/quando-la-scuola-dimentica-lumano-il-volto-di-uneducazione-senza-senso-lettera/
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  • "Abbiamo creduto che il pericolo venisse dalla Russia, immaginando un’invasione dell’Europa. Ma abbiamo sbagliato alleato."

    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-davos_svela_lipocrisia_usa_e_ue_sulle_regole/39602_64906/
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    Davos svela l’ipocrisia Usa e Ue sulle “regole”
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  • Spark OES is a powerful optical emission spectrometry technique used for rapid and accurate elemental analysis of ferrous and non-ferrous metals in quality control.

    Know More At:- https://www.metalpower.net/insights/understanding-optical-emission-spectrometer-aes/
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    WWW.METALPOWER.NET
    Optical Emission Spectrometer | OES Analysis, & Application
    Navigate the realms of Optical Emission Spectrometry (OES) / AES with Metal Power guide. Understand OES applications, their techniques, and working principles.
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  • Spark OES is an advanced spectrometry technique used for fast and precise metal composition analysis, ideal for quality control and material testing.

    Know More At:- https://www.metalpower.net/insights/understanding-optical-emission-spectrometer-aes/
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  • QUESTA SEMBRA LA VERA CAUSA!
    Incidente treni in Spagna, la Commissione d'inchiesta: "Frattura nella rotaia è la causa"
    Il rapporto preliminare conferma l'ipotesi della rotaia rotta prima del passaggio del treno Iryo che ha causato il disastro in Andalusia
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/23/incidente-treni-spagna-rotaia-fratturata-notizie/8267129/
    QUESTA SEMBRA LA VERA CAUSA! Incidente treni in Spagna, la Commissione d'inchiesta: "Frattura nella rotaia è la causa" Il rapporto preliminare conferma l'ipotesi della rotaia rotta prima del passaggio del treno Iryo che ha causato il disastro in Andalusia https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/23/incidente-treni-spagna-rotaia-fratturata-notizie/8267129/
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  • SUCCEDE ANCHE QUESTO!
    Leonardo Del Vecchio ha ricevuto un avviso di garanzia nel suo attico di Brera
    L'erede di Luxottica ha ricevuto un avviso di garanzia per sostituzione di persona e omissione di soccorso per un incidente avvenuto lo scorso novembre.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/24/del-vecchio-incidente-ferrari-indagato-sostituzione-persona-notizie/8267599/
    SUCCEDE ANCHE QUESTO! Leonardo Del Vecchio ha ricevuto un avviso di garanzia nel suo attico di Brera L'erede di Luxottica ha ricevuto un avviso di garanzia per sostituzione di persona e omissione di soccorso per un incidente avvenuto lo scorso novembre. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/24/del-vecchio-incidente-ferrari-indagato-sostituzione-persona-notizie/8267599/
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    Leonardo Del Vecchio ha ricevuto un avviso di garanzia nel suo attico di Brera
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  • https://nayaysetu.com/best-cyber-crime-lawyer-in-delhi/

    Best Cyber Crime Lawyer in Delhi

    In today’s digital age, cyber crime has become one of the fastest-growing legal challenges in India. From online fraud, identity theft, hacking, and data breaches to cyber stalking and financial scams, individuals and businesses in Delhi are increasingly finding themselves in need of strong legal protection. Choosing the best cyber crime lawyer in Delhi is crucial to safeguarding your rights and navigating the complex legal framework surrounding cyber laws.

    A top cyber crime lawyer possesses in-depth knowledge of the Information Technology Act, 2000, Indian Penal Code (IPC), data protection laws, and emerging cyber regulations. Cyber crimes are technically complex, often involving digital evidence, forensic reports, IP tracking, and cross-border jurisdiction issues. An experienced lawyer understands not only the law but also the technical nuances required to build or defend a strong case.

    Expertise That Makes a Difference

    The best cyber crime lawyer in Delhi offers comprehensive legal services, including filing cyber crime complaints, representing clients before cyber cells, police authorities, and courts, and handling litigation related to online fraud, phishing scams, cryptocurrency fraud, social media abuse, and corporate data theft. Whether you are a victim seeking justice or someone falsely accused of a cyber offense, professional legal guidance can significantly impact the outcome of your case.

    What sets a leading cyber crime lawyer apart is their strategic approach. They carefully analyze digital evidence, collaborate with cyber forensic experts, and ensure that all procedural requirements are followed. This precision helps prevent technical errors that could weaken a case. For businesses, a cyber crime lawyer also provides preventive legal solutions such as cyber compliance audits, data protection strategies, and risk management advice.

    Client-Focused Legal Support

    Cyber crime cases can be stressful and overwhelming, especially for first-time complainants. The best cyber crime lawyers in Delhi prioritize clear communication and client confidentiality. They explain legal procedures in simple terms, keep clients informed at every stage, and work tirelessly to protect their interests. Their goal is not only to win cases but also to provide peace of mind during difficult times.

    Delhi, being a major commercial and technological hub, witnesses a high volume of cyber crime cases. This makes it even more important to choose a lawyer with proven experience in handling cases before Delhi courts, cyber crime police stations, and appellate forums. A seasoned lawyer understands local legal practices and has the confidence to deal with authorities efficiently.

    Why Choosing the Right Lawyer Matters

    Cyber crime laws are constantly evolving with advancements in technology. The best cyber crime lawyer in Delhi stays updated with the latest legal developments, court judgments, and technological trends. Their proactive approach ensures that clients receive accurate advice and effective representation.

    In conclusion, if you are facing a cyber crime issue in Delhi, do not delay seeking professional legal help. The right cyber crime lawyer can protect your digital rights, defend your reputation, and help you achieve justice in an increasingly digital world.
    https://nayaysetu.com/best-cyber-crime-lawyer-in-delhi/ Best Cyber Crime Lawyer in Delhi In today’s digital age, cyber crime has become one of the fastest-growing legal challenges in India. From online fraud, identity theft, hacking, and data breaches to cyber stalking and financial scams, individuals and businesses in Delhi are increasingly finding themselves in need of strong legal protection. Choosing the best cyber crime lawyer in Delhi is crucial to safeguarding your rights and navigating the complex legal framework surrounding cyber laws. A top cyber crime lawyer possesses in-depth knowledge of the Information Technology Act, 2000, Indian Penal Code (IPC), data protection laws, and emerging cyber regulations. Cyber crimes are technically complex, often involving digital evidence, forensic reports, IP tracking, and cross-border jurisdiction issues. An experienced lawyer understands not only the law but also the technical nuances required to build or defend a strong case. Expertise That Makes a Difference The best cyber crime lawyer in Delhi offers comprehensive legal services, including filing cyber crime complaints, representing clients before cyber cells, police authorities, and courts, and handling litigation related to online fraud, phishing scams, cryptocurrency fraud, social media abuse, and corporate data theft. Whether you are a victim seeking justice or someone falsely accused of a cyber offense, professional legal guidance can significantly impact the outcome of your case. What sets a leading cyber crime lawyer apart is their strategic approach. They carefully analyze digital evidence, collaborate with cyber forensic experts, and ensure that all procedural requirements are followed. This precision helps prevent technical errors that could weaken a case. For businesses, a cyber crime lawyer also provides preventive legal solutions such as cyber compliance audits, data protection strategies, and risk management advice. Client-Focused Legal Support Cyber crime cases can be stressful and overwhelming, especially for first-time complainants. The best cyber crime lawyers in Delhi prioritize clear communication and client confidentiality. They explain legal procedures in simple terms, keep clients informed at every stage, and work tirelessly to protect their interests. Their goal is not only to win cases but also to provide peace of mind during difficult times. Delhi, being a major commercial and technological hub, witnesses a high volume of cyber crime cases. This makes it even more important to choose a lawyer with proven experience in handling cases before Delhi courts, cyber crime police stations, and appellate forums. A seasoned lawyer understands local legal practices and has the confidence to deal with authorities efficiently. Why Choosing the Right Lawyer Matters Cyber crime laws are constantly evolving with advancements in technology. The best cyber crime lawyer in Delhi stays updated with the latest legal developments, court judgments, and technological trends. Their proactive approach ensures that clients receive accurate advice and effective representation. In conclusion, if you are facing a cyber crime issue in Delhi, do not delay seeking professional legal help. The right cyber crime lawyer can protect your digital rights, defend your reputation, and help you achieve justice in an increasingly digital world.
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  • MBBS Admission Made Simple

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