• La Russia ha avviato una causa da 229 miliardi di dollari contro Euroclear, l’istituzione belga che detiene la quota maggiore dei beni russi congelati in Europa. Questi asset, principalmente riserve della banca centrale, sono stati bloccati dopo l’invasione dell’Ucraina, come parte delle sanzioni occidentali coordinate. Oggi circa 210-260 miliardi di euro di fondi sovrani russi restano immobilizzati in tutta Europa, con Euroclear che gestisce la maggior parte.

    Negli ultimi anni, alcuni governi europei hanno discusso di andare oltre il semplice congelamento: utilizzare interessi e profitti di questi fondi per finanziare aiuti militari, prestiti per la ricostruzione e supporto a lungo termine all’Ucraina. Mosca considera questa possibilità illegale e una violazione dei diritti di proprietà internazionali.

    La Russia sostiene che il blocco abbia provocato perdite finanziarie enormi, incluse mancate entrate da investimenti, e avverte che permettere ai governi di ridestinare le riserve sovrane potrebbe minare la fiducia nel sistema finanziario globale.

    Gli esperti giudicano improbabile che la causa abbia successo nei tribunali europei, ma il caso mette in luce rischi concreti per i Paesi che custodiscono riserve presso istituzioni occidentali. Se la disputa dovesse aggravarsi, potrebbe spingere più nazioni a spostare le proprie riserve fuori dall’Europa, accelerare la de-dollarizzazione e cambiare radicalmente il modo in cui le sanzioni vengono applicate nel mondo. Non è solo una questione di denaro, ma di controllo sulla finanza globale in tempi di crisi.

    - Da Nastase Adrian
    🇷🇺 La Russia ha avviato una causa da 229 miliardi di dollari contro Euroclear, l’istituzione belga che detiene la quota maggiore dei beni russi congelati in Europa. Questi asset, principalmente riserve della banca centrale, sono stati bloccati dopo l’invasione dell’Ucraina, come parte delle sanzioni occidentali coordinate. Oggi circa 210-260 miliardi di euro di fondi sovrani russi restano immobilizzati in tutta Europa, con Euroclear che gestisce la maggior parte. Negli ultimi anni, alcuni governi europei hanno discusso di andare oltre il semplice congelamento: utilizzare interessi e profitti di questi fondi per finanziare aiuti militari, prestiti per la ricostruzione e supporto a lungo termine all’Ucraina. Mosca considera questa possibilità illegale e una violazione dei diritti di proprietà internazionali. La Russia sostiene che il blocco abbia provocato perdite finanziarie enormi, incluse mancate entrate da investimenti, e avverte che permettere ai governi di ridestinare le riserve sovrane potrebbe minare la fiducia nel sistema finanziario globale. Gli esperti giudicano improbabile che la causa abbia successo nei tribunali europei, ma il caso mette in luce rischi concreti per i Paesi che custodiscono riserve presso istituzioni occidentali. Se la disputa dovesse aggravarsi, potrebbe spingere più nazioni a spostare le proprie riserve fuori dall’Europa, accelerare la de-dollarizzazione e cambiare radicalmente il modo in cui le sanzioni vengono applicate nel mondo. Non è solo una questione di denaro, ma di controllo sulla finanza globale in tempi di crisi. - Da Nastase Adrian
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  • TRENTINI – il caso si complica adesso

    È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti.
    Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”.
    Il quadro si è oggettivamente complicato.

    L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante.

    A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi.

    Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti.

    L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare.
    L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo.

    Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza.

    L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto.
    Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere.

    #FreeAlbertoTrentini
    #DirittiUmani
    TRENTINI – il caso si complica adesso ⚖️🌍 È inevitabile, in queste ore, cimentarsi in analisi geopolitiche e alimentare il fuoco della polemica politica all’indomani dell’azione statunitense in Venezuela. È altrettanto facile leggere quanto sta accadendo esclusivamente attraverso una lente ideologica, dividendo il mondo in blocchi contrapposti. Eppure, se si prova ad andare oltre questa semplificazione e se si crede davvero nei valori umani, emerge un elemento che riguarda direttamente l’Italia e il destino di un nostro connazionale, oggi letteralmente “appeso a un filo”. Il quadro si è oggettivamente complicato. L’annunciata “transizione politica” evocata da Donald Trump apre scenari del tutto incerti: non sappiamo quale forma potrà assumere un eventuale nuovo assetto di governo venezuelano, né quali conseguenze immediate possa avere sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione ancora più inquietante. A farne le spese, come spesso accade, sono cittadini, cooperanti, addetti ai lavori e connazionali che non hanno nulla a che vedere con conflitti o interessi strategici. In questo silenzio generale, il caso di Alberto Trentini resta aperto e rischia di essere oscurato da una lettura esclusivamente “macro” degli eventi. Per chi, come molti di noi, si è già battuto in passato per la libertà di espressione e per il rispetto dei diritti fondamentali — seguendo negli anni il caso di Julian Assange — è impossibile ignorare una vicenda come questa. Anche perché il caso Trentini non è isolato: sono 12 i cittadini italiani detenuti. Tra loro c’è appunto il cooperante veneziano, da oltre un anno nel carcere di El Rodeo I, a Caracas, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti. L’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre, quando la questione sarebbe stata affrontata direttamente con Washington durante la visita a Roma del procuratore generale Pam Bondi, oltre a essere oggetto di interlocuzioni anche a livello di servizi. Il tema sarebbe emerso, seppur senza conferme ufficiali, anche nei colloqui tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente statunitense Donald Trump, nei giorni immediatamente precedenti all’operazione militare. L’Italia avrebbe inoltre chiesto esplicitamente che, in caso di un’azione americana finalizzata al rimpatrio dei cittadini USA, venisse incluso anche Alberto Trentini. Una richiesta che spiega l’attenzione costante riservata al suo dossier nelle interlocuzioni con Washington, soprattutto dopo l’arresto, nei giorni scorsi, di quattro cittadini statunitensi ora detenuti proprio a El Rodeo. Ma tutto questo, oggi, non è sufficiente. Non è fuori luogo temere un inasprimento delle reazioni e delle misure da parte delle autorità venezuelane. In contesti come questi, alcuni detenuti rischiano di diventare consapevolmente “merce di scambio”, strumenti utili a rilanciare richieste e ad avviare negoziazioni lunghe e opache, spesso interrotte o rimesse a tacere da nuovi atti di forza. L’auspicio è che questi connazionali non diventino vittime sacrificali di un conflitto che non hanno scelto. Perché la vera solidità di un sistema politico si misura nella cura dei singoli casi, non nella gestione astratta degli interessi. Ignorarli significa accettare che le persone diventino variabili sacrificabili di strategie che guardano solo al profitto e al potere. #FreeAlbertoTrentini #DirittiUmani
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  • Si parla tanto di “diritti dei bambini”, ma intanto si calpestano i più fondamentali: il diritto a nascere e quello a crescere con mamma e papà. Dalla mentalità divorzista alle nuove “famiglie arcobaleno” e poliamorose, la cultura dominante smantella ciò che serve davvero ai più piccoli.

    Leggi l’approfondimento
    https://www.provitaefamiglia.it/blog/ma-quali-sono-davvero-i-diritti-dei-bambini
    Si parla tanto di “diritti dei bambini”, ma intanto si calpestano i più fondamentali: il diritto a nascere e quello a crescere con mamma e papà. Dalla mentalità divorzista alle nuove “famiglie arcobaleno” e poliamorose, la cultura dominante smantella ciò che serve davvero ai più piccoli. Leggi l’approfondimento👇 https://www.provitaefamiglia.it/blog/ma-quali-sono-davvero-i-diritti-dei-bambini
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    Ma quali sono, davvero, i diritti dei bambini?
    Una prima Dichiarazione internazionale dei diritti dei bambini risale al 1924, ai tempi della Società delle Nazioni. Nel tempo si sono susseguite un gran nume
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  • L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia"

    Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia.

    1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione

    - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare.

    2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo

    La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano:

    -Nessun dato sulla trasmissione
    -Studi incompleti su anziani e fragili
    -Autorizzazione solo condizionata

    La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità.

    3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale)

    Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede:

    -Valutazione AIFA specifica
    -Consenso informato rafforzato
    -Monitoraggio rigoroso
    -Responsabilità del medico che somministra il farmaco

    Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali.

    4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025

    L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori:
    -Tutela della salute individuale
    -Tutela della salute collettiva
    -Rispetto della persona umana

    La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come:
    -Discriminatoria
    -Lesiva della dignità
    -Devastante economicamente
    -Sproporzionata

    La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti.

    5. Una sola sentenza non crea diritto vivente

    L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali.

    La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati.

    Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta.

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    L'Avvocato Francesco Cinquemani, alias "lo squalo", disintegra la sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale, quella che definisce legittimi gli obblighi vaccinali in "pandemia" Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia. 1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione - La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare. 2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano: -Nessun dato sulla trasmissione -Studi incompleti su anziani e fragili -Autorizzazione solo condizionata La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità. 3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale) Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede: -Valutazione AIFA specifica -Consenso informato rafforzato -Monitoraggio rigoroso -Responsabilità del medico che somministra il farmaco Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali. 4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025 L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori: -Tutela della salute individuale -Tutela della salute collettiva -Rispetto della persona umana La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come: -Discriminatoria -Lesiva della dignità -Devastante economicamente -Sproporzionata La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti. 5. Una sola sentenza non crea diritto vivente L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali. La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati. Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta. quotidianosociale.it Canale Telegram Avv. Cinquemani Gruppo Telegram Avv. Cinquemani 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • Quando la Corte Costituzionale diventa incostituzionale

    Con la sentenza sull'obbligo vaccinale, i giudici costituzionali hanno prodotto una delle più gravi distorsioni interpretative della storia repubblicana, stravolgendo l'articolo 32 della Costituzione fino a renderlo irriconoscibile.

    Art. 32:
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

    L'assurdità è manifesta fino ad diventare un ossimoro: la Corte ammette che il "vaccino" non impediva la trasmissione del "virus", ma sostiene che l'obbligo sia comunque legittimo per "ridurre il carico ospedaliero".
    Ma l'articolo 32 pone limiti rigorosissimi a qualsiasi discussione di imposizione sanitaria. Qui oltretutto siamo di fronte ad un "trattamento" che non protegge nessuno dal "contagio", facendo crollare miseramente l'unico appiglio costituzionale che può far solo discutere di "obbligatorietà". Oltretutto, ci sono ormai migliaia di casi documentati di danni prodotti da questi sieri, per alcuni di questi sono state emesse anche sentenze dove si parla di chiara correlazione vaccino-patologia. Altra architrave che crolla: non erano né efficaci né sicuri. A fronte di questi presupposti, con quale logica costituzionale si può imporre coattivamente un trattamento a chicchessia?

    La risposta della Corte è agghiacciante: basta un generico "interesse pubblico".

    La Corte ha di fatto riscritto l'articolo 32, trasformando un diritto fondamentale con limiti rigorosissimi in una norma manipolabile a piacimento del legislatore.
    La motivazione è giuridicamente insostenibile. Nessun costituzionalista serio può accettare che un obbligo sanitario si giustifichi con mere esigenze organizzative del sistema ospedaliero, senza alcun nesso con la prevenzione della diffusione della malattia. È una torsione interpretativa che fa violenza al testo costituzionale.

    Questa sentenza puzza di subordinazione politica. Non c'è altra spiegazione per un'acrobazia argomentativa così forzata, così palesemente contraria ai principi consolidati. I giudici costituzionali sembrano aver abdicato al loro ruolo di custodi della Costituzione per assecondare scelte politiche che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini.

    La domanda è inevitabile: a quali interessi risponde questa sentenza? Perché stravolgere decenni di giurisprudenza proprio su questo tema? Perché piegare ed insultare la Costituzione invece di difenderla?

    La Corte Costituzionale doveva essere l'ultimo baluardo dei diritti fondamentali. Invece si è trasformata in un notaio che ratifica decisioni prese altrove, con motivazioni che offendono l'intelligenza di chiunque conosca il diritto costituzionale.

    Questa non è giustizia costituzionale. È capitolazione.

    "E' agghiacciante quello che dicono" - Antonio Conte

    quotidianosanita.it
    Border Nights

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    Quando la Corte Costituzionale diventa incostituzionale Con la sentenza sull'obbligo vaccinale, i giudici costituzionali hanno prodotto una delle più gravi distorsioni interpretative della storia repubblicana, stravolgendo l'articolo 32 della Costituzione fino a renderlo irriconoscibile. Art. 32: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. L'assurdità è manifesta fino ad diventare un ossimoro: la Corte ammette che il "vaccino" non impediva la trasmissione del "virus", ma sostiene che l'obbligo sia comunque legittimo per "ridurre il carico ospedaliero". Ma l'articolo 32 pone limiti rigorosissimi a qualsiasi discussione di imposizione sanitaria. Qui oltretutto siamo di fronte ad un "trattamento" che non protegge nessuno dal "contagio", facendo crollare miseramente l'unico appiglio costituzionale che può far solo discutere di "obbligatorietà". Oltretutto, ci sono ormai migliaia di casi documentati di danni prodotti da questi sieri, per alcuni di questi sono state emesse anche sentenze dove si parla di chiara correlazione vaccino-patologia. Altra architrave che crolla: non erano né efficaci né sicuri. A fronte di questi presupposti, con quale logica costituzionale si può imporre coattivamente un trattamento a chicchessia? La risposta della Corte è agghiacciante: basta un generico "interesse pubblico". La Corte ha di fatto riscritto l'articolo 32, trasformando un diritto fondamentale con limiti rigorosissimi in una norma manipolabile a piacimento del legislatore. La motivazione è giuridicamente insostenibile. Nessun costituzionalista serio può accettare che un obbligo sanitario si giustifichi con mere esigenze organizzative del sistema ospedaliero, senza alcun nesso con la prevenzione della diffusione della malattia. È una torsione interpretativa che fa violenza al testo costituzionale. Questa sentenza puzza di subordinazione politica. Non c'è altra spiegazione per un'acrobazia argomentativa così forzata, così palesemente contraria ai principi consolidati. I giudici costituzionali sembrano aver abdicato al loro ruolo di custodi della Costituzione per assecondare scelte politiche che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini. La domanda è inevitabile: a quali interessi risponde questa sentenza? Perché stravolgere decenni di giurisprudenza proprio su questo tema? Perché piegare ed insultare la Costituzione invece di difenderla? La Corte Costituzionale doveva essere l'ultimo baluardo dei diritti fondamentali. Invece si è trasformata in un notaio che ratifica decisioni prese altrove, con motivazioni che offendono l'intelligenza di chiunque conosca il diritto costituzionale. Questa non è giustizia costituzionale. È capitolazione. "E' agghiacciante quello che dicono" - Antonio Conte quotidianosanita.it Border Nights 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • DSA Digital Services Act (UE): ecco l'elenco ufficiale dei "segnalatori attendibili" autorizzati dall'UE a richiedere alle reti di tipo X di rimuovere post e profili: digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/tr…
    La maggior parte di questi "segnalatori attendibili" sono organizzazioni con tendenze di sinistra e di estrema sinistra. Tra gli esempi figurano HateAID in Germania e UNIA in Belgio: UNIA è così radicale, estremista e faziosa che il governo fiammingo ne ha ritirato i finanziamenti. Questi "segnalatori attendibili" chiedono milioni di rimozioni per motivi di "odio" – mai definiti – e "disinformazione", che è impossibile definire. In pratica, questo significa qualsiasi opinione che non sia di sinistra. Stiamo quindi assistendo a un'industrializzazione globale della censura arbitraria e ispirata dall'odio da parte dell'UE. Il divieto di accesso al territorio imposto ai censori e ad alcuni attori di questa spaventosa burocrazia di censura odiosa – Thierry Breton (ex Commissario europeo, capo architetto del DSA), Imran Ahmed (Center for Countering Digital Hate, Regno Unito), Clare Melford (Global Disinformation Index, Regno Unito), Anna-Lena von Hodenberg e Josephine Ballon (HateAid, Germania) – non è solo legittimo, ma del tutto insufficiente. Il DSA calpesta le più fondamentali libertà costituzionali dei cittadini europei e, naturalmente, americani – quei diritti che distinguono gli esseri umani dagli animali, i cittadini liberi dalle bestie da soma.
    @marcorubio @JDVance @SusieWiles @SenTomCotton @Jim_Jordan @MariaBartiromo @marklevinshow @larry_kudlow @FreemanWSJ @seanhannity @kilmeade @Alice_Weidel @stirlingmg @Varneyco @ninarosenwald  @mirandadevine @ScottPresler @gatewaypundit , @jihadwatchRS @stirlingmg @Bannons_WarRoom

    Source: https://x.com/DGodefridi/status/2005176367722221927?t=YGoYD3kQD1BDsX1VGYa1BQ&s=19
    ‼️‼️‼️ DSA Digital Services Act (UE): ecco l'elenco ufficiale dei "segnalatori attendibili" autorizzati dall'UE a richiedere alle reti di tipo X di rimuovere post e profili: digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/tr… La maggior parte di questi "segnalatori attendibili" sono organizzazioni con tendenze di sinistra e di estrema sinistra. Tra gli esempi figurano HateAID in Germania e UNIA in Belgio: UNIA è così radicale, estremista e faziosa che il governo fiammingo ne ha ritirato i finanziamenti. Questi "segnalatori attendibili" chiedono milioni di rimozioni per motivi di "odio" – mai definiti – e "disinformazione", che è impossibile definire. In pratica, questo significa qualsiasi opinione che non sia di sinistra. Stiamo quindi assistendo a un'industrializzazione globale della censura arbitraria e ispirata dall'odio da parte dell'UE. Il divieto di accesso al territorio imposto ai censori e ad alcuni attori di questa spaventosa burocrazia di censura odiosa – Thierry Breton (ex Commissario europeo, capo architetto del DSA), Imran Ahmed (Center for Countering Digital Hate, Regno Unito), Clare Melford (Global Disinformation Index, Regno Unito), Anna-Lena von Hodenberg e Josephine Ballon (HateAid, Germania) – non è solo legittimo, ma del tutto insufficiente. Il DSA calpesta le più fondamentali libertà costituzionali dei cittadini europei e, naturalmente, americani – quei diritti che distinguono gli esseri umani dagli animali, i cittadini liberi dalle bestie da soma. @marcorubio @JDVance @SusieWiles @SenTomCotton @Jim_Jordan @MariaBartiromo @marklevinshow @larry_kudlow @FreemanWSJ @seanhannity @kilmeade @Alice_Weidel @stirlingmg @Varneyco @ninarosenwald  @mirandadevine @ScottPresler @gatewaypundit , @jihadwatchRS @stirlingmg @Bannons_WarRoom Source: https://x.com/DGodefridi/status/2005176367722221927?t=YGoYD3kQD1BDsX1VGYa1BQ&s=19
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  • Sudan. Da tempo due fazioni ( RSF e SAF ) militari, in passato alleate quando era necessario unirsi per compiere un colpo di stato e sostituirsi all' allora dittatore (la qualifica di dittatore in Africa non è da ritenersi un termine dispregiativo, tutt' altro) Omar al Sharif, si combattono ferocemente, con il pregevole risultato che ....
    oltre 12 milioni di persone si vostre costrette a fuggire, sia all'interno del paese (8,6 milioni) che nei paesi limitrofi (quasi 4 milioni)....
    Omar al Sharif per meglio preservare il proprio potere indiscusso si avvalse di truppe o meglio di una manovalanza che in breve tempo si guadagnò il titolo di "demoni a cavallo" (Janjaweed ) : incendi di villaggi, stupri....ed altre amenità consimili. Agirono con una efferata brutalità che la CP Internazionale non tardò a condannarla per crimini di guerra e contro l' umanità.
    Una volta caduto il governo di Omar al Sharif, i comandanti delle due suddette fazioni per un poco di tempo guidarono il Sudan godendo, inizialmente, del favore dei sudanesi giacché era stato loro promesso l' avvento della democrazia.
    Due galli che ambiscono a governare senza l' appoggio l' uno dell' altro possono convivere lungamente? Si separarono in malo modo e da allora ciascuno cerca di liquidare l' altro....
    Ora da donde giungono alle proprie armate le armi?
    RSF .... dall' Italia per il tramite degli Emirati Arabi Uniti giacché abbiamo una legge che vieta di vendere armi a Paesi in guerra: gli Emirati Arabi Uniti non hanno in corso conflitti bellici...quindi tutto ok
    Le SAF recentemente hanno siglato un accordo con la Russia..ops mi correggo...la Santa Madre Russia la paladina della Cristianità in cambio della concessione di una base navale sul mar Rosso e i diritti di sfruttamento di un giacimento minerario .
    Altrettanto fanno l' Egitto, la Turchia e....l' Iran, paese che si attiene al Libro Sacro, il Corano ( l' Onnipotente Iddio è dello stesso avviso? ) .
    Tu dai una cosa a me ed io dò una cosa a te ...
    Le RFS sono rifornite dall' Italia e da altri Paesi europei....però l' UE ha decretato delle sanzioni al Sudan....peccato che a farne le spese è chi non conta nulla: il popolo.
    Che dire .....buone festività! Finché c'è guerra c'è speranza....per le economie .
    Lieta giornata.
    Sudan. Da tempo due fazioni ( RSF e SAF ) militari, in passato alleate quando era necessario unirsi per compiere un colpo di stato e sostituirsi all' allora dittatore (la qualifica di dittatore in Africa non è da ritenersi un termine dispregiativo, tutt' altro) Omar al Sharif, si combattono ferocemente, con il pregevole risultato che .... oltre 12 milioni di persone si vostre costrette a fuggire, sia all'interno del paese (8,6 milioni) che nei paesi limitrofi (quasi 4 milioni).... Omar al Sharif per meglio preservare il proprio potere indiscusso si avvalse di truppe o meglio di una manovalanza che in breve tempo si guadagnò il titolo di "demoni a cavallo" (Janjaweed ) : incendi di villaggi, stupri....ed altre amenità consimili. Agirono con una efferata brutalità che la CP Internazionale non tardò a condannarla per crimini di guerra e contro l' umanità. Una volta caduto il governo di Omar al Sharif, i comandanti delle due suddette fazioni per un poco di tempo guidarono il Sudan godendo, inizialmente, del favore dei sudanesi giacché era stato loro promesso l' avvento della democrazia. Due galli che ambiscono a governare senza l' appoggio l' uno dell' altro possono convivere lungamente? Si separarono in malo modo e da allora ciascuno cerca di liquidare l' altro.... Ora da donde giungono alle proprie armate le armi? RSF .... dall' Italia per il tramite degli Emirati Arabi Uniti giacché abbiamo una legge che vieta di vendere armi a Paesi in guerra: gli Emirati Arabi Uniti non hanno in corso conflitti bellici...quindi tutto ok Le SAF recentemente hanno siglato un accordo con la Russia..ops mi correggo...la Santa Madre Russia la paladina della Cristianità in cambio della concessione di una base navale sul mar Rosso e i diritti di sfruttamento di un giacimento minerario . Altrettanto fanno l' Egitto, la Turchia e....l' Iran, paese che si attiene al Libro Sacro, il Corano ( l' Onnipotente Iddio è dello stesso avviso? ) . Tu dai una cosa a me ed io dò una cosa a te ... Le RFS sono rifornite dall' Italia e da altri Paesi europei....però l' UE ha decretato delle sanzioni al Sudan....peccato che a farne le spese è chi non conta nulla: il popolo. Che dire .....buone festività! Finché c'è guerra c'è speranza....per le economie . Lieta giornata.
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  • SCIE CHIMICHE SULLE NOSTRE TESTE.

    L'ingegnere aerospaziale Juan Zaragoza spiega che l'irrorazione del cielo da parte degli aerei, chiamata anche chemtrail, è la causa del riscaldamento globale artificiale. E questo argomento è finalizzato ad adottare misure sulla popolazione umana, a togliere diritti e a chiedere pagamenti.

    Firmate e condividete la nostra petizione per dire No alle Scie Chimiche:
    https://signshare.org/p/6

    MASSIMA CONDIVISIONE!!!

    Cosa c'è nella scia?
    Elenco dei contenuti
    - Ossido di alluminio
    - Arsenico
    - Bacilli e funghi
    - Piombo
    - Metilalluminio
    - Trifluoruro di azoto
    - Psedumonas (nome proprio dato al genere di bacilli aerobi gram-negativi e causa di infezioni umane)
    - Selenio
    - Stronzio
    - Batteri sconosciuti
    - Sali di bario
    - Cadmio
    - Cromo
    - Sali di litio (stupefacenti per l'uomo)
    - Spore di muffa
    - Nichel
    - Cesio radioattivo
    - Particelle di titanio
    - Anidride solforosa
    - Microtossine prodotte da funghi
    - Tritanato di bario
    - Enterobacteriaceae
    - Mercurio
    - fibre di vetro con fibre di alluminio e polimeri (possono essere auto-assemblate)

    Firmate e condividete la nostra petizione per dire No alle Scie Chimiche:
    https://signshare.org/p/6

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    SCIE CHIMICHE SULLE NOSTRE TESTE. L'ingegnere aerospaziale Juan Zaragoza spiega che l'irrorazione del cielo da parte degli aerei, chiamata anche chemtrail, è la causa del riscaldamento globale artificiale. E questo argomento è finalizzato ad adottare misure sulla popolazione umana, a togliere diritti e a chiedere pagamenti. Firmate e condividete la nostra petizione per dire No alle Scie Chimiche: https://signshare.org/p/6 MASSIMA CONDIVISIONE!!! Cosa c'è nella scia? Elenco dei contenuti - Ossido di alluminio - Arsenico - Bacilli e funghi - Piombo - Metilalluminio - Trifluoruro di azoto - Psedumonas (nome proprio dato al genere di bacilli aerobi gram-negativi e causa di infezioni umane) - Selenio - Stronzio - Batteri sconosciuti - Sali di bario - Cadmio - Cromo - Sali di litio (stupefacenti per l'uomo) - Spore di muffa - Nichel - Cesio radioattivo - Particelle di titanio - Anidride solforosa - Microtossine prodotte da funghi - Tritanato di bario - Enterobacteriaceae - Mercurio - fibre di vetro con fibre di alluminio e polimeri (possono essere auto-assemblate) Firmate e condividete la nostra petizione per dire No alle Scie Chimiche: https://signshare.org/p/6 MASSIMA CONDIVISIONE!!!
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  • Perché l'India si fida della Russia. Una storia che non viene insegnata in Occidente.

    Ogni volta che l'India tiene un incontro con la Russia, in Occidente si alza un clamore: "Perché l'India fa così? Perché il primo ministro Modi è così amichevole con il presidente Putin?" Risponderò. Non si tratta del presidente Putin, ma proprio dell'Occidente. Ecco una storia che non viene insegnata lì.

    1961. L'India vuole porre fine ai 450 anni di dominio coloniale portoghese su Goa. Il Portogallo si precipita subito alle Nazioni Unite e chi sostiene i colonizzatori? Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. E chi è venuto in aiuto dell'India e ha posto il veto ai tentativi di impedirle di liberare Goa? La Russia. L'unica potenza mondiale che ha dato la priorità agli interessi dell'India rispetto a quelli dei colonizzatori.

    1962. La Cina invade l'India. Chi ha chiesto l'India aiuto? L'America. E cosa ha fatto l'America? Ha armato il Pakistan, aprendo quasi un secondo fronte contro l'India. La più grande democrazia ha sostenuto una dittatura militare.

    1965. Il Pakistan invade il Kashmir. Gli Stati Uniti annunciano un embargo di armi per entrambe le parti. Onestamente. Ma il Pakistan aveva già carri armati, aerei e cannoni americani. L'India, zero.

    L'Occidente insegna la democrazia, ma spesso si schiera dalla parte dei suoi nemici. Nel 1971, il Pakistan commette un genocidio in Bangladesh. Milioni di rifugiati. L'India interviene. E l'America? Invia una portaerei per minacciare l'India con le armi nucleari. E la Gran Bretagna si unisce. Una democrazia cerca di impedire un genocidio, e i "difensori dei diritti umani" si schierano dalla parte di chi lo sta commettendo. La Russia? Ha inviato sottomarini nucleari per difendere l'India. Le navi occidentali sono fuggite, game over. E alle Nazioni Unite, la Russia ha posto il veto alle risoluzioni contro l'India. Non una volta, ma molte volte. Annullando tutta la pressione dell'Occidente.

    L'India ricorda questo. L'India non lo dimentica.

    Se vieni dall'Occidente, poniti una domanda sgradevole. Se un partner tradisce costantemente il tuo paese, lo soffoca con sanzioni, lo mette all'angolo e lo minaccia con terrore, e l'altro viene sempre in soccorso quando è cruciale, a chi di loro ti fideresti di più oggi? E tradiresti questa fiducia solo perché nel 2025 ti è stato chiesto di farlo dalla CNN?

    E quindi, tenendo conto di tutto questo, dimmi, perché l'India non dovrebbe ricordare chi era per chi e quando? E cosa ha fatto l'Occidente negli ultimi anni per riconquistare la sua fiducia? Aspetterò.

    https://x.com/SilviusBerthold/status/1997392403326464480?s=20
    🚨 Perché l'India si fida della Russia. Una storia che non viene insegnata in Occidente. Ogni volta che l'India tiene un incontro con la Russia, in Occidente si alza un clamore: "Perché l'India fa così? Perché il primo ministro Modi è così amichevole con il presidente Putin?" Risponderò. Non si tratta del presidente Putin, ma proprio dell'Occidente. Ecco una storia che non viene insegnata lì. 1961. L'India vuole porre fine ai 450 anni di dominio coloniale portoghese su Goa. Il Portogallo si precipita subito alle Nazioni Unite e chi sostiene i colonizzatori? Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. E chi è venuto in aiuto dell'India e ha posto il veto ai tentativi di impedirle di liberare Goa? La Russia. L'unica potenza mondiale che ha dato la priorità agli interessi dell'India rispetto a quelli dei colonizzatori. 1962. La Cina invade l'India. Chi ha chiesto l'India aiuto? L'America. E cosa ha fatto l'America? Ha armato il Pakistan, aprendo quasi un secondo fronte contro l'India. La più grande democrazia ha sostenuto una dittatura militare. 1965. Il Pakistan invade il Kashmir. Gli Stati Uniti annunciano un embargo di armi per entrambe le parti. Onestamente. Ma il Pakistan aveva già carri armati, aerei e cannoni americani. L'India, zero. L'Occidente insegna la democrazia, ma spesso si schiera dalla parte dei suoi nemici. Nel 1971, il Pakistan commette un genocidio in Bangladesh. Milioni di rifugiati. L'India interviene. E l'America? Invia una portaerei per minacciare l'India con le armi nucleari. E la Gran Bretagna si unisce. Una democrazia cerca di impedire un genocidio, e i "difensori dei diritti umani" si schierano dalla parte di chi lo sta commettendo. La Russia? Ha inviato sottomarini nucleari per difendere l'India. Le navi occidentali sono fuggite, game over. E alle Nazioni Unite, la Russia ha posto il veto alle risoluzioni contro l'India. Non una volta, ma molte volte. Annullando tutta la pressione dell'Occidente. L'India ricorda questo. L'India non lo dimentica. Se vieni dall'Occidente, poniti una domanda sgradevole. Se un partner tradisce costantemente il tuo paese, lo soffoca con sanzioni, lo mette all'angolo e lo minaccia con terrore, e l'altro viene sempre in soccorso quando è cruciale, a chi di loro ti fideresti di più oggi? E tradiresti questa fiducia solo perché nel 2025 ti è stato chiesto di farlo dalla CNN? E quindi, tenendo conto di tutto questo, dimmi, perché l'India non dovrebbe ricordare chi era per chi e quando? E cosa ha fatto l'Occidente negli ultimi anni per riconquistare la sua fiducia? Aspetterò. https://x.com/SilviusBerthold/status/1997392403326464480?s=20
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  • CHI TACE (o si gira dall'altra parte) È COMPLICE
    Assemblea pubblica a Milano per la Pace contro il Sistema Guerra, la Propaganda e la Censura


    Viviamo un momento storico in cui il rumore della propaganda sembra voler coprire ogni voce libera.

    Post completo + Comunicato Stampa di Angelo D'Orsi:

    https://www.facebook.com/share/p/17WUK6ECUc/



    #LibertàDiEspressione #StopCensura #PaceNonGuerra #DirittiCivili #MilanoPerLaPace #CoordinamentoPaceMilano  #NoPropaganda #Mobilitazione9Dicembre
    ✊🔔 CHI TACE (o si gira dall'altra parte) È COMPLICE Assemblea pubblica a Milano per la Pace contro il Sistema Guerra, la Propaganda e la Censura 🕊️🛑 Viviamo un momento storico in cui il rumore della propaganda sembra voler coprire ogni voce libera. 🌫️ Post completo + Comunicato Stampa di Angelo D'Orsi: https://www.facebook.com/share/p/17WUK6ECUc/ #LibertàDiEspressione #StopCensura #PaceNonGuerra #DirittiCivili #MilanoPerLaPace #CoordinamentoPaceMilano  #NoPropaganda #Mobilitazione9Dicembre
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