• Advocate Alok Pundir is a reputed and experienced lawyer in Dehradun, Uttarakhand, known for providing reliable legal services in criminal, civil, matrimonial, property, banking, and consumer law matters. With strong courtroom experience and deep legal knowledge, he offers clear legal guidance and effective representation before the District & Sessions Court, Family Court, and the High Court of Uttarakhand. Recognized for his professionalism, ethical practice, and client-focused approach, Alok Pundir is widely regarded as one of the best advocates in Dehradun, delivering result-oriented and timely legal solutions.
    Address: 184/71,West Canal Road, GMS Rd, Dehradun, Uttarakhand 248171
    Phone: 094120 54582
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  • LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un cazzo) Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone. Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze. Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo. Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo. Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza. Una strategia intelligente per creare l’immunità Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali. L’idea è semplice: Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario. Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire. Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda. Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina. Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo. Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine. Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata. Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo. Ed è qui che nasce la vera differenza. Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus. Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse. VACCINI TRADIZIONALI: Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus). Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì. VACCINI mRNA: Non viene introdotta la proteina. Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike. In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione. Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso. La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra” Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi. In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra. La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus. Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio. Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro. È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce. Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato. Per questo la proteina Spike può: - avere un’attività pro-infiammatoria - interagire con il sistema immunitario - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione Il punto centrale: L’obiettivo immunitario è stato centrato. Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo. Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione. Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente. Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile. La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa. Immunità non significa fine del processo biologico Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico. Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale. Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio. Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi 1) Stress biologico persistente È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato. 2) Danno innescato, poi autonomo In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante. 3) Produzione persistente di Spike È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente. No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato Conclusione: La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo. Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo. E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!! CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
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  • Perché vengono tutti in Italia? Ce lo spiegano direttamente loro, gli immigrati: perché qui delinqui e non vieni punito. Il carcere? Una passeggiata. Un breve soggiorno. Nemmeno te lo fai.
    Vi rendete conto o no che abbiamo accolto masse di criminali che non scappavano dalla guerra e dalla fame ma dalla pena carceraria e dal carcere. E il paradosso? Li abbiamo anche mantenuti in regime di accoglienza.
    Siamo il Paese dei balocchi dei delinquenti.
    Queste problematiche non si risolvono vietando gli oggetti, ossia i coltelli, che si trovano ovunque, ma garantendo la certezza della pena e rendendo esecutive e immediate le espulsioni.
    Dell’Italia all’estero non si deve più dire: “Lì puoi fare il ***** che vuoi”, bensì “lì non scherzano”.
    È questa l’Italia che vogliamo, SOVRANA e SICURA, FORTE e INTRANSIGENTE con chi non rispetta le regole.

    MOVIMENTO DELLE BANDIERE

    Source: https://x.com/AzzurraBarbuto/status/2012885323072626907?s=20
    Perché vengono tutti in Italia? Ce lo spiegano direttamente loro, gli immigrati: perché qui delinqui e non vieni punito. Il carcere? Una passeggiata. Un breve soggiorno. Nemmeno te lo fai. Vi rendete conto o no che abbiamo accolto masse di criminali che non scappavano dalla guerra e dalla fame ma dalla pena carceraria e dal carcere. E il paradosso? Li abbiamo anche mantenuti in regime di accoglienza. Siamo il Paese dei balocchi dei delinquenti. Queste problematiche non si risolvono vietando gli oggetti, ossia i coltelli, che si trovano ovunque, ma garantendo la certezza della pena e rendendo esecutive e immediate le espulsioni. Dell’Italia all’estero non si deve più dire: “Lì puoi fare il cazzo che vuoi”, bensì “lì non scherzano”. È questa l’Italia che vogliamo, SOVRANA e SICURA, FORTE e INTRANSIGENTE con chi non rispetta le regole. MOVIMENTO DELLE BANDIERE Source: https://x.com/AzzurraBarbuto/status/2012885323072626907?s=20
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  • La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»

    A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina».

    Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi».

    Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti.

    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana
    Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage
    Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti».

    I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King».


    Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale.

    Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali.

    I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti.

    https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
    La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente» A mezzanotte di San Silvestro, un’ora e mezza prima del rogo dentro il Constellation, l’unica preoccupazione di Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, era che «c’era pochissima gente». Iniziavano ad arrivare gruppi di ragazzi, ma in totale ne aveva contato non più di un centinaio. «Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta» dice Jessica alla sua dipendente più fidata, quella che poi dirà che per lei era «come una sorellina». Si chiamava Cyane Panine, aveva 24 anni, ed è una delle 40 vittime della strage di Crans-Montana. Quando Jacques Moretti arriva di corsa dal Senso, l’altro locale che la coppia possiede nella cittadina, e riesce a forzare la porta secondaria, tra i corpi riversi a terra c’è anche quello di Cyane. «L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina — dirà anche lui —. Io e il suo ragazzo abbiamo cercato di rianimarla in strada per oltre un’ora, finché i soccorritori non ci hanno detto che era troppo tardi». Le parole della coppia sono le prime raccolte dagli investigatori dieci ore dopo la tragedia, quando si stava profilando l’enormità di quanto successo, e loro provavano affannosamente ad allontanare i sospetti. Le ore in cui, per esempio, corrono a bloccare i profili social dei locali e cancellano tutti i video promozionali, quelli dove abbondano le fontane pirotecniche. Gli investigatori già hanno capito che da lì è partito l’incendio, e ne chiedono conto a Jacques Moretti. La frase di Jessica Moretti alla cameriera, che era «come una sorellina», prima della strage di Crans-Montana Video:Crans-Montana, il video inedito del Tg3: le immagini dell'uscita di sicurezza del Constellation bloccata la notte della strage Lui ammette che è vero che le utilizzavano, «ad esempio ai compleanni dei clienti», ma non c’era mai stato un incidente. Precisa che durano tra «30 e 40 secondi», il tempo di evitare che «le persone si facciano male», e che non «lasciamo mai che i clienti li tocchino». I filmati rimossi mostrano il contrario, con clienti che maneggiano bottiglie e fontane luminose. Altra domanda: c’era l’abitudine di salire sulle spalle dei camerieri? Jessica ammette parzialmente: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non gliel’ho mai impedito, ma non li ho mai costretti». I giochi pirotecnici erano una delle «specialità» del Constellation. L’istituto forense di Zurigo che ha ispezionato il locale dopo l’incendio, ha trovato 25 bengala già utilizzati. La maggior parte erano vicino ai tavoli accanto alle bottiglie su cui erano stati posizionati. Gli investigatori hanno anche trovato, in uno stanzino adibito a deposito, 100 bengala ancora confezionati all’interno di uno scatolone. E anche un borsone, forse portato da un cliente, con 14 petardi, tra cui 6 potenti «Thunder King». Il rogo di Capodanno è probabilmente frutto di una serie incredibile di negligenze e di regole non rispettate. Jacques dice che c’era un’uscita d’emergenza ben segnalata, ma è stato smentito dai testimoni, anche da un ex dipendente che era lì quella sera. Una seconda uscita sul retro era chiusa a chiave dall’interno, come ha testimoniato lo stesso Jacques. Perché? Chi l’ha fatto? E poi i pannelli sul tetto, tutt’altro che ignifughi. Li aveva montati lo stesso Jacques, «Ho fatto dei test — si è difeso —. Impossibile che si potessero incendiare». Alla luce di quanto successo, un fai-da-te criminale. Giorno dopo giorno si scopre che, uno dei locali simbolo di una delle località simbolo dell’arco alpino, era in mano a una coppia maldestra, superficiale, con qualche ombra di troppo. Lui con alle spalle inchieste poco onorevoli, compresa una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione. Oppure la vicenda della Maserati comprata dopo aver avuto un sostegno per il Covid. Inchiesta archiviata, perché l’auto era aziendale, ma al di là dell’esito giudiziario, la prova di una vita sopra le righe, tra auto di lusso (anche una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne), frequentazione di ricchi rampolli e patrocini a premi e kermesse locali. I Moretti non passavano inosservati. Peccato che gli amministratori si sono dimenticati dei loro locali, di fare quei controlli che forse avrebbero potuto evitare morti e feriti. https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_13/crans-montana-jessica-moretti-cameriera-bengala-1b86e673-15cf-4395-9dcc-7320c802fxlk.shtml?intcmp=boxrecoAMP_bottom_100425_corriere_ss_AMP_Sport
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    Le parole della titolare del Constellation un'ora e mezza prima della tragedia di Crans-Montana alla cameriera Cyane Panine. «Salire sulle spalle con le fontane pirotecniche? Lo facevamo, ma non sistematicamente»
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  • Criminal Lawyer: A Complete Guide to Legal Defense
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  • #ZelenskyWarCriminal BOMBARDA LA RESIDENZA DI #PUTIN.

    - Nicolai Lilin

    #Zelensky nega l'attacco alla residenza del presidente russo e sostiene che la Russia starebbe preparando un attacco contro gli edifici governativi a Kiev. Così ha commentato la dichiarazione di Sergej Lavrov sull'attacco alla residenza di Vladimir Putin e sulla preparazione di un contrattacco da parte della Russia.

    «Le dichiarazioni sull'attacco alla residenza di Putin sono false. La Russia vuole minare i progressi compiuti dall'Ucraina e dagli Stati Uniti nei negoziati di pace. Mosca sta preparando il terreno per un attacco agli edifici governativi di Kiev. Gli Stati Uniti devono reagire in modo adeguato alle minacce della Russia. Un attacco a Kiev è possibile. Credo che oggi il presidente Trump, il suo team e gli europei debbano intervenire e fare il necessario con quelle persone che solo ieri dicevano di voler davvero porre fine alla guerra».
    Fine del comunicato del terrorista narco führer di Kiev.
    -----------------------------
    Il tentativo di colpire la residenza presidenziale a Valdaj non è altro che un attacco terroristico con l'obiettivo di uccidere il presidente russo.
    È evidente che l'obiettivo non è stato scelto a caso. Probabilmente i servizi segreti ucraini avevano ricevuto informazioni secondo cui il presidente russo si sarebbe trovato in quel momento nella residenza di Valdaj.
    - La decisione di un simile attacco poteva essere presa solo personalmente da Zelensky.
    - L'attacco non avrebbe potuto avere luogo senza l'approvazione dei padroni di Zelensky e, soprattutto, degli inglesi, che oggi hanno assunto il controllo totale su di lui. Ciò significa che sono complici dell'attacco e ne sono responsabili.
    - L'obiettivo dell'attacco è evidente: interrompere completamente qualsiasi processo negoziale. Prolungare la guerra a tempo indeterminato. Provocare una situazione di instabilità politica in Russia.
    La nostra risposta sarà rapida, spietata ed estremamente efficace. La leadership del regime ucraino deve essere distrutta!
    (Esperto militare russo Ramzaj)

    - Marinella Mondaini

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/2005896745989878091?t=PijHoqVMBLJ2Ig7J50slgg&s=19

    #ZelenskyWarCriminal BOMBARDA LA RESIDENZA DI #PUTIN. - Nicolai Lilin #Zelensky💩🇺🇦 nega l'attacco alla residenza del presidente russo e sostiene che la Russia starebbe preparando un attacco contro gli edifici governativi a Kiev. Così ha commentato la dichiarazione di Sergej Lavrov sull'attacco alla residenza di Vladimir Putin e sulla preparazione di un contrattacco da parte della Russia. «Le dichiarazioni sull'attacco alla residenza di Putin sono false. La Russia vuole minare i progressi compiuti dall'Ucraina e dagli Stati Uniti nei negoziati di pace. Mosca sta preparando il terreno per un attacco agli edifici governativi di Kiev. Gli Stati Uniti devono reagire in modo adeguato alle minacce della Russia. Un attacco a Kiev è possibile. Credo che oggi il presidente Trump, il suo team e gli europei debbano intervenire e fare il necessario con quelle persone che solo ieri dicevano di voler davvero porre fine alla guerra». Fine del comunicato del terrorista narco führer di Kiev. ----------------------------- Il tentativo di colpire la residenza presidenziale a Valdaj non è altro che un attacco terroristico con l'obiettivo di uccidere il presidente russo. È evidente che l'obiettivo non è stato scelto a caso. Probabilmente i servizi segreti ucraini avevano ricevuto informazioni secondo cui il presidente russo si sarebbe trovato in quel momento nella residenza di Valdaj. - La decisione di un simile attacco poteva essere presa solo personalmente da Zelensky. - L'attacco non avrebbe potuto avere luogo senza l'approvazione dei padroni di Zelensky e, soprattutto, degli inglesi, che oggi hanno assunto il controllo totale su di lui. Ciò significa che sono complici dell'attacco e ne sono responsabili. - L'obiettivo dell'attacco è evidente: interrompere completamente qualsiasi processo negoziale. Prolungare la guerra a tempo indeterminato. Provocare una situazione di instabilità politica in Russia. La nostra risposta sarà rapida, spietata ed estremamente efficace. La leadership del regime ucraino deve essere distrutta! (Esperto militare russo Ramzaj) - Marinella Mondaini Source: https://x.com/itsmeback_/status/2005896745989878091?t=PijHoqVMBLJ2Ig7J50slgg&s=19 👇👇👇
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  • Top Advocate in Allahabad High Court – Advocate Nihal Mishra
    Advocate Nihal Mishra is a reputed and experienced lawyer in the Allahabad High Court, known for handling complex criminal, civil, and family cases with strong expertise and commitment. His strategic approach, deep legal knowledge, and client-focused representation make him one of the top advocates in Allahabad. For more visit us!

    https://g.page/r/CQKTEj6NQXEAEAI/review
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  • a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia .

    L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare.

    Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti

    dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone).

    Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano.

    Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia.

    https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
    a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia . L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare. Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone). Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano. Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia. https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
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  • "Un giorno toglieranno le armi ai buoni. Allora non ci sarà più alcuna difesa. Moriranno le madri, le zie, le nonne, incendieranno il quartiere, trascineranno il tuo cane e la tua bandiera per le strade.

    Un giorno che sembra essere arrivato,
    sarai come un criminale rinchiuso da pazzi. Le orde e i poliziotti si stringeranno la mano. La gente onesta dovrà nascondersi. I lavoratori saranno puniti e i prigionieri saranno liberati.

    Un giorno che è oggi,
    diranno che gli eroi sono gli assassini,
    che l'odio è dall'altra parte,
    che la natura è l'antinaturale,
    l'orrore, l'oscurità, il satanico scatenato.

    Un giorno tutto ciò che vedi sarà una menzogna,
    perché solo il falso ti verrà mostrato.
    Un giorno che potrebbe essere questo giorno,
    dovrai decidere,
    se morire in piedi o morire in ginocchio".

    Juan Pablo Vitali.
    "Un giorno toglieranno le armi ai buoni. Allora non ci sarà più alcuna difesa. Moriranno le madri, le zie, le nonne, incendieranno il quartiere, trascineranno il tuo cane e la tua bandiera per le strade. Un giorno che sembra essere arrivato, sarai come un criminale rinchiuso da pazzi. Le orde e i poliziotti si stringeranno la mano. La gente onesta dovrà nascondersi. I lavoratori saranno puniti e i prigionieri saranno liberati. Un giorno che è oggi, diranno che gli eroi sono gli assassini, che l'odio è dall'altra parte, che la natura è l'antinaturale, l'orrore, l'oscurità, il satanico scatenato. Un giorno tutto ciò che vedi sarà una menzogna, perché solo il falso ti verrà mostrato. Un giorno che potrebbe essere questo giorno, dovrai decidere, se morire in piedi o morire in ginocchio". Juan Pablo Vitali.
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