• DECISIONE SCANDALOSA E INCONCEPIBILE. LA FINE DEL CALCIO GIOCATO. TUTTA LA MIA SOLIDARIETÀ AL SENEGAL.
    Coppa d'Africa, Marocco campione a tavolino: trofeo tolto al Senegal
    Leggi su Sky TG24 l'articolo Coppa d'Africa, il Caf toglie trofeo a Senegal: Marocco campione a tavolino...
    https://tg24.sky.it/sport/2026/03/17/coppa-africa-marocco-senegal
    DECISIONE SCANDALOSA E INCONCEPIBILE. LA FINE DEL CALCIO GIOCATO. TUTTA LA MIA SOLIDARIETÀ AL SENEGAL. Coppa d'Africa, Marocco campione a tavolino: trofeo tolto al Senegal Leggi su Sky TG24 l'articolo Coppa d'Africa, il Caf toglie trofeo a Senegal: Marocco campione a tavolino... https://tg24.sky.it/sport/2026/03/17/coppa-africa-marocco-senegal
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  • QUESTO SIGNIFICA PARLARE CHIARO, SENTITE COSA DICE Viktor Orban su Zelensky.
    E la Von Der Leyen è complice del genocidio di un INTERO POPOLO!
    DICIAMO NO, BASTA SOLDI all'UCRAINA a SPESE dei CITTADINI EUROPEI!
    MASSIMA DIFFUSIONE!

    "Gli dei vivono a Washington e a Bruxelles,
    bevono vino costoso e guardano le sofferenze
    come un combattimento tra gladiatori."

    "Cos'è la solidarietà? Una fossa comune."

    #ViktorOrbán
    QUESTO SIGNIFICA PARLARE CHIARO, SENTITE COSA DICE Viktor Orban su Zelensky. E la Von Der Leyen è complice del genocidio di un INTERO POPOLO! DICIAMO NO, BASTA SOLDI all'UCRAINA a SPESE dei CITTADINI EUROPEI! MASSIMA DIFFUSIONE! "Gli dei vivono a Washington e a Bruxelles, bevono vino costoso e guardano le sofferenze come un combattimento tra gladiatori." "Cos'è la solidarietà? Una fossa comune." #ViktorOrbán
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  • ATTENZIONE, in ITALIA TIRA una BRUTTA ARIA!
    Comunicato dei cdr - Solidarietà al collega Giarelli. Picierno e Calenda infangano il nostro lavoro forti dell'immunità
    Sono inaccettabili gli insulti rivolti dall’eurodeputata dem, Pina Picierno, e dal segretario di Azione, Carlo Calenda, al nostro collega Lorenzo Giarelli e ...

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/20/comunicato-dei-cdr-solidarieta-al-collega-giarelli-picierno-e-calenda-infangano-il-nostro-lavoro-forti-dellimmunita/8298578/
    ATTENZIONE, in ITALIA TIRA una BRUTTA ARIA! Comunicato dei cdr - Solidarietà al collega Giarelli. Picierno e Calenda infangano il nostro lavoro forti dell'immunità Sono inaccettabili gli insulti rivolti dall’eurodeputata dem, Pina Picierno, e dal segretario di Azione, Carlo Calenda, al nostro collega Lorenzo Giarelli e ... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/20/comunicato-dei-cdr-solidarieta-al-collega-giarelli-picierno-e-calenda-infangano-il-nostro-lavoro-forti-dellimmunita/8298578/
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    Comunicato dei cdr - Solidarietà al collega Giarelli. Picierno e Calenda infangano il nostro lavoro forti dell'immunità
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  • Valanga in Valtellina: solidarietà per Sebastiano Erba, superati i 57mila euro
    In pochi giorni una gara di generosità ha permesso di raggiungere cifre inaspettate per aiutare il soccorso alpino valtellinese: 701 donatori
    https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/sondrio/sondrio-e-cintura/valanga-in-valtellina-solidarieta-per-sebastiano-erba-superati-i-57mila-euro-o_3667736_11/
    Valanga in Valtellina: solidarietà per Sebastiano Erba, superati i 57mila euro In pochi giorni una gara di generosità ha permesso di raggiungere cifre inaspettate per aiutare il soccorso alpino valtellinese: 701 donatori https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/sondrio/sondrio-e-cintura/valanga-in-valtellina-solidarieta-per-sebastiano-erba-superati-i-57mila-euro-o_3667736_11/
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  • https://indisponente24.blogspot.com/2026/01/solidarieta-mons-suetta.html
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    SOLIDARIETA' A MONS. SUETTA
    informazione indipendente Africa diritto politica geopolitica scuola insegnamento cultura giudizio commenti
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  • Ultime notizie: migliaia di medici stanno protestando a Parigi contro il bilancio della Previdenza Sociale.

    I medici indossano cappelli gialli in solidarietà con la mobilitazione degli agricoltori, un'iniziativa della Federazione Francese dei Medici.

    Un a sostegno dei medici

    Immagini: Luc Auffret

    ALERTE INFO : Des milliers de médecins manifestent à Paris contre le budget de le Sécurité sociale.

    Des medecins portent des bonnets jaunes en signe de solidarité avec la mobilisation des agriculteurs, à l'initiative de la Fédération des médecins de France.

    Un en soutien aux médecins

    Images : Luc Auffret


    Source: https://x.com/PsyGuy007/status/2010083426850717880?t=G80ejMw1rQbRCuMGxX23QA&s=19
    🚨 🇫🇷 Ultime notizie: migliaia di medici stanno protestando a Parigi contro il bilancio della Previdenza Sociale. I medici indossano cappelli gialli in solidarietà con la mobilitazione degli agricoltori, un'iniziativa della Federazione Francese dei Medici. Un ❤️ a sostegno dei medici ‼️ Immagini: Luc Auffret 🚨 🇫🇷 ALERTE INFO : Des milliers de médecins manifestent à Paris contre le budget de le Sécurité sociale. Des medecins portent des bonnets jaunes en signe de solidarité avec la mobilisation des agriculteurs, à l'initiative de la Fédération des médecins de France. Un ❤️ en soutien aux médecins ‼️ Images : Luc Auffret Source: https://x.com/PsyGuy007/status/2010083426850717880?t=G80ejMw1rQbRCuMGxX23QA&s=19
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  • Massacrato perché difende la Vita: esprimi la tua solidarietà al Vescovo Antonio Suetta!
    https://www.provitaefamiglia.it/petizione/massacrato-perche-difende-la-vita-esprimi-la-tua-solidarieta-al-vescovo-antonio-suetta
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    Massacrato perché difende la Vita: esprimi la tua solidarietà al Vescovo Antonio Suetta!
    Un Vescovo ‘massacrato’ per il suo coraggio . È ciò che sta accadendo in questi giorni a Sanremo, dove il Vescovo Antonio Suetta ha “osato” dedica
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  • MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza

    Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci.
    E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo.
    Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva.
    Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario.
    Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane.
    È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì.

    Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra.
    Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025?
    Eccolo.

    A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia.
    Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene.
    Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità.
    Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario.
    Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland.
    Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita.
    E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato.
    Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana.

    Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale.
    La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale.
    Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere.
    E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro.

    Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica.

    Esistono gruppi politici di potere? Vero.
    Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo.
    Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro?
    Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio.

    Milano oggi merita di essere liberata.
    Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita.
    Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza.
    E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano.

    Vogliamo davvero questo?
    Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla.
    Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo.
    Il primo passo si fa sempre da qui.
    Dal nostro metro quadrato di sofferenza.

    #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita
    #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
    🚨 MILANO 2025 – Fra bollettino di guerra e m2 di sofferenza ⚠️🏙️ Quando si avvicina la fine dell’anno arriva anche il momento dei bilanci. E per la nostra città i conti sono, ancora una volta, in passivo. 📉 Non è un caso se sempre più testate giornalistiche snocciolano percentuali, grafici e numeri che raccontano una Milano che non è più la “locomotiva d’Italia”, ma assomiglia sempre di più a un girone urbano dei dannati. Il dato più inquietante, però, non è nei report: è nella nostra assuefazione collettiva. Stiamo accettando tutto questo con una calma sospetta. Forse perché siamo – giustamente – presi dal dimostrare empatia e solidarietà verso conflitti e sofferenze che si consumano a migliaia di chilometri da qui. È umano, è giusto, è necessario. ❤️‍🩹 Ma permettetemi una riflessione, rapportata alle nostre vite e alle nostre dimensioni quotidiane. È come vivere in un condominio che cade a pezzi e scegliere di ignorarlo perché siamo emotivamente assorbiti dai problemi di un altro palazzo, lontano chilometri dal nostro. La solidarietà non è in discussione. La rimozione del reale, sì. Con un nuovo anno alle porte e le prossime amministrative che si avvicinano, forse è arrivato il momento di rivolgere a Milano attenzioni maggiori, senza sensi di colpa ma con responsabilità. Se siamo in grado di occuparci del mondo intero, dobbiamo essere capaci di guardare anche alle gravi carenze di casa nostra. Vogliamo dare un’occhiata insieme al bollettino di guerra del 2025? Eccolo. 🧾🔥 A Milano si guadagna più che nel resto d’Italia. Ma lavorare, oggi, non è più sufficiente per vivere bene. Secondo lo studio della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano (CGIL), un lavoratore su tre percepisce un reddito incompatibile con il costo della vita cittadina. Non stiamo parlando di marginalità estrema, ma di una fascia sempre più ampia di persone intrappolate in una normalità impoverita, dove il lavoro garantisce la sopravvivenza ma non la dignità. Il nodo è strutturale: casa e sanità assorbono oltre il 50% del salario. Solo l’abitazione pesa tra il 30 e il 40%, mentre la spesa sanitaria supera il 20%. Il resto dello stipendio evapora tra inflazione, trasporti e spese obbligate. Il risultato è una città che costringe i suoi lavoratori ad adottare comportamenti difensivi, a partire dall’espulsione verso l’hinterland. Milano diventa così una città che si lavora ma non si abita. E chi non può permettersi di viverla viene progressivamente escluso anche dal punto di vista sociale e culturale: tempo libero, relazioni, partecipazione, accesso alla vita urbana. Tutto ciò che non coincide con l’orario di lavoro viene sacrificato. Questa dinamica colpisce in modo violento il lavoro pubblico. In appena due anni, i dipendenti pubblici in città sono diminuiti di circa il 14%. Scuola, sanità, amministrazioni locali: Milano non è più attrattiva nemmeno per chi garantisce i servizi essenziali. Una fuga silenziosa che compromette la qualità stessa della vita urbana. Nel frattempo i salari nominali crescono, ma meno dell’inflazione, che a Milano ha superato l’11% nel periodo 2022–2024. Tradotto: si lavora di più, si guadagna “sulla carta”, ma si perde potere d’acquisto reale. La crescita c’è, ma non viene redistribuita. E una crescita senza equità non è sviluppo: è estrazione sociale. Milano continua a produrre ricchezza, ma non benessere. E una città che consuma le persone che la tengono in piedi è una città che sta ipotecando il proprio futuro. Queste ragioni dovrebbero essere più che sufficienti per risvegliarci dal torpore e dall’accettazione passiva di una degenerazione che, fino ad oggi, abbiamo avuto il coraggio di denunciare solo parlando di malapolitica. Esistono gruppi politici di potere? Vero. Le lobby sono forze reali che comandano Milano? Vero anche questo. Ma la domanda più scomoda resta un’altra: noi dove eravamo quando era il momento di contrastare tutto questo da dentro? Troppo spesso abbiamo preferito allontanare il pensiero, rifugiandoci in mobilitazioni che, per quanto giuste, lavano la coscienza ma non attivano la responsabilità. Cortei, riflessioni, prese di posizione sacrosante — ma raramente radicate fino in fondo nel nostro territorio. 🪧 👉Milano oggi merita di essere liberata. Non solo dagli episodi di malagestione, ma da quello che è diventato il nostro male moderno: la pigrizia mentale, la rinuncia a immaginare un’alternativa, la mancanza di motivazioni a giocarsi davvero la partita. Se non lo facciamo ora, tra un anno, a pochi giorni da un nuovo Capodanno, rileggeremo le stesse statistiche impietose. La stessa insoddisfazione generale. La stessa insicurezza. E una fila ancora più lunga ad attendere un pacco di sostegno e di dignità davanti al Pane Quotidiano. 🍞 Vogliamo davvero questo? Se la risposta è no, allora è il tempo di mettersi a lavorare seriamente per curare Milano e liberarla. Perché solo ripartendo dal nostro territorio avremo la serenità e la forza per aiutare anche il resto del mondo. Il primo passo si fa sempre da qui. Dal nostro metro quadrato di sofferenza. 📐🔥 #MilanoLibera #Milano2025 #CostoDellaVita #LavoroEDignità #CasaÈUnDiritto #CittàPerChiLavora
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  • 𝗥𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝘅 𝗜𝗹𝘃𝗮 𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗼𝘃𝗮. 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗴𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶.
    MASSIMA DIFFUSIONE!

    Questa mattina la risposta del governo agli operai dell'ex Ilva in sciopero non si è fatta attendere: una pioggia di lacrimogeni contro chi chiede solo il rispetto del diritto alla salute e al lavoro. Urso ha mostrato che non c'è nessun piano, nessuna alternativa alla chiusura degli stabilimenti, mentre la prossima finanziaria prevede miliardi e miliardi sulle spese militari.

    Per i lavoratori non c'è un soldo, ma per la guerra si avevano i conti pubblici. La protesta continua, a Genova come a Taranto, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori.
    https://www.facebook.com/reel/1207389647937249/?app=fbl
    𝗥𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝘅 𝗜𝗹𝘃𝗮 𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗼𝘃𝗮. 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗴𝘂𝗿𝗶𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶. MASSIMA DIFFUSIONE! Questa mattina la risposta del governo agli operai dell'ex Ilva in sciopero non si è fatta attendere: una pioggia di lacrimogeni contro chi chiede solo il rispetto del diritto alla salute e al lavoro. Urso ha mostrato che non c'è nessun piano, nessuna alternativa alla chiusura degli stabilimenti, mentre la prossima finanziaria prevede miliardi e miliardi sulle spese militari. Per i lavoratori non c'è un soldo, ma per la guerra si avevano i conti pubblici. La protesta continua, a Genova come a Taranto, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori. https://www.facebook.com/reel/1207389647937249/?app=fbl
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