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  • Giornalista Cesare Sacchetti:
    "Gli Stati Uniti hanno ufficialmente lasciato l'OMS. L'OMS è stato l'ente che ha concepito la farsa pandemica. Tale organizzazione è stata fatta a immagine e somiglianza di Bill Gates. Non era tra le sue priorità la protezione della salute. Tra le sue priorità c'era la promozione di vaccini che già prima del colpo di Stato "pandemico" avevano causato milioni di morti. Dopo il 2020, l'OMS è diventata la pubblicista dei vaccini Covid che stanno causando la strage in corso. Donald Trump ha staccato la spina a questa organizzazione responsabile di così tante morti. Sugli organi di stampa lo definiscono "pazzo", e sui falsi media alternativi lo definiscono allo stesso modo per una semplice ragione. Entrambi erano al servizio dell'apparato globalista che Trump sta demolendo."
    https://www.bbc.com/news/articles/cn9zznx8qdno
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  • LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
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  • Il vento ieri ha definitivamente cambiato direzione nell‘UE …
    ‼️Il vento ieri ha definitivamente cambiato direzione nell‘UE …
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  • Telehealth Nurse Practitioner for Skin Issues in Arizona

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  • Art Auction

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  • WHEN YOU DON'T DRIVE THE GAME ANYMORE, THE TRUTH CAN BE TOLD
    #MarkCarney with resipiscent admits at #Davos forum that the rule-based International order never existed. Of course, now that they, the globalist elites, are no longer calling the shots, it's worth stating this clearly. And it's always been this way: the international order functioned to the extent that it guaranteed the interests of the strongest countries. And we've reiterated this recently.
    ------------------------------------------
    Extract of Carney's speech:
    Every morning, the shopkeeper places a sign in his window: “Workers of the world unite.” He doesn’t believe in it. No one does. But he places the sign anyway to avoid trouble, to signal compliance, to get along. And because every shopkeeper on every street does the same, the system persists — not through violence alone, but through the participation of ordinary people in rituals they privately know to be false.

    Havel called this living within a lie. The system’s power comes not from its truth, but from everyone’s willingness to perform as if it were true. And its fragility comes from the same source. When even one person stops performing, when the greengrocer removes his sign, the illusion begins to crack.
    Story continues below advertisement
    Friends, it is time for companies and countries to take their signs down.

    For decades, countries like Canada prospered under what we called the rules-based international order. We joined its institutions, we praised its principles, we benefited from its predictability. And because of that, we could pursue values-based foreign policies under its protection.

    We knew the story of the international rules-based order was partially false, that the strongest would exempt themselves when convenient, that trade rules were enforced asymmetrically, and we knew that international law applied with varied rigour, depending on the identity of the accused or the victim (...)

    QUANDO NON SI CONTROLLA PIÙ IL GIOCO, LA VERITÀ PUÒ ESSERE DICITA
    #MarkCarney con resipiscent ammette al forum di #Davos che l'ordine internazionale basato sulle regole non è mai esistito. Certo, ora che loro, le élite globaliste, non comandano più, vale la pena affermarlo chiaramente. Ed è sempre stato così: l'ordine internazionale ha funzionato nella misura in cui ha garantito gli interessi dei paesi più forti. E lo abbiamo ribadito di recente.
    ------------------------------------------
    Estratto del discorso di Carney:
    Ogni mattina, il negoziante mette un cartello in vetrina: "Lavoratori di tutto il mondo, unitevi". Non ci crede. Nessuno ci crede. Ma mette comunque il cartello per evitare problemi, per segnalare conformità, per andare d'accordo. E poiché ogni negoziante in ogni strada fa lo stesso, il sistema persiste, non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che sanno privatamente essere falsi.

    Havel definì questo vivere dentro una menzogna. Il potere del sistema non deriva dalla sua verità, ma dalla volontà di tutti di comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilità deriva dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di comportarsi, quando il fruttivendolo rimuove la sua insegna, l'illusione inizia a incrinarsi.
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    Amici, è ora che aziende e paesi rimuovano le loro insegne.

    Per decenni, paesi come il Canada hanno prosperato sotto quello che abbiamo chiamato l'ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i principi, abbiamo beneficiato della sua prevedibilità. E per questo motivo, abbiamo potuto perseguire politiche estere basate sui valori sotto la sua protezione.

    Sapevamo che la storia dell'ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa, che i più forti si sarebbero esentati quando conveniva, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico e che il diritto internazionale si applicava con rigore variabile, a seconda dell'identità dell'accusato o della vittima (...)
    WHEN YOU DON'T DRIVE THE GAME ANYMORE, THE TRUTH CAN BE TOLD #MarkCarney with resipiscent admits at #Davos forum that the rule-based International order never existed. Of course, now that they, the globalist elites, are no longer calling the shots, it's worth stating this clearly. And it's always been this way: the international order functioned to the extent that it guaranteed the interests of the strongest countries. And we've reiterated this recently. ------------------------------------------ Extract of Carney's speech: Every morning, the shopkeeper places a sign in his window: “Workers of the world unite.” He doesn’t believe in it. No one does. But he places the sign anyway to avoid trouble, to signal compliance, to get along. And because every shopkeeper on every street does the same, the system persists — not through violence alone, but through the participation of ordinary people in rituals they privately know to be false. Havel called this living within a lie. The system’s power comes not from its truth, but from everyone’s willingness to perform as if it were true. And its fragility comes from the same source. When even one person stops performing, when the greengrocer removes his sign, the illusion begins to crack. Story continues below advertisement Friends, it is time for companies and countries to take their signs down. For decades, countries like Canada prospered under what we called the rules-based international order. We joined its institutions, we praised its principles, we benefited from its predictability. And because of that, we could pursue values-based foreign policies under its protection. We knew the story of the international rules-based order was partially false, that the strongest would exempt themselves when convenient, that trade rules were enforced asymmetrically, and we knew that international law applied with varied rigour, depending on the identity of the accused or the victim (...) QUANDO NON SI CONTROLLA PIÙ IL GIOCO, LA VERITÀ PUÒ ESSERE DICITA #MarkCarney con resipiscent ammette al forum di #Davos che l'ordine internazionale basato sulle regole non è mai esistito. Certo, ora che loro, le élite globaliste, non comandano più, vale la pena affermarlo chiaramente. Ed è sempre stato così: l'ordine internazionale ha funzionato nella misura in cui ha garantito gli interessi dei paesi più forti. E lo abbiamo ribadito di recente. ------------------------------------------ Estratto del discorso di Carney: Ogni mattina, il negoziante mette un cartello in vetrina: "Lavoratori di tutto il mondo, unitevi". Non ci crede. Nessuno ci crede. Ma mette comunque il cartello per evitare problemi, per segnalare conformità, per andare d'accordo. E poiché ogni negoziante in ogni strada fa lo stesso, il sistema persiste, non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che sanno privatamente essere falsi. Havel definì questo vivere dentro una menzogna. Il potere del sistema non deriva dalla sua verità, ma dalla volontà di tutti di comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilità deriva dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di comportarsi, quando il fruttivendolo rimuove la sua insegna, l'illusione inizia a incrinarsi. Continua sotto la pubblicità Amici, è ora che aziende e paesi rimuovano le loro insegne. Per decenni, paesi come il Canada hanno prosperato sotto quello che abbiamo chiamato l'ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i principi, abbiamo beneficiato della sua prevedibilità. E per questo motivo, abbiamo potuto perseguire politiche estere basate sui valori sotto la sua protezione. Sapevamo che la storia dell'ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa, che i più forti si sarebbero esentati quando conveniva, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico e che il diritto internazionale si applicava con rigore variabile, a seconda dell'identità dell'accusato o della vittima (...)
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