• FINALMENTE QUALCUNO CHE HA IL CORAGGIO DI DIRLO APERTAMENTE.
    VOLEVA DIRE MARTELLATE SUI COGLIONI!
    Descalzi: "Sospendiamo di darci martellate in testa" sul gas russo e l'Ets
    L'ad di Eni chiede di fermare il bando sul gas russo dal 2027 e rivedere la tassa sull'industria pesante: "Non possiamo essere dogmatici"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/12/descalzi-gas-russo-ets-energia-notizie/8353228/
    FINALMENTE QUALCUNO CHE HA IL CORAGGIO DI DIRLO APERTAMENTE. VOLEVA DIRE MARTELLATE SUI COGLIONI! Descalzi: "Sospendiamo di darci martellate in testa" sul gas russo e l'Ets L'ad di Eni chiede di fermare il bando sul gas russo dal 2027 e rivedere la tassa sull'industria pesante: "Non possiamo essere dogmatici" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/12/descalzi-gas-russo-ets-energia-notizie/8353228/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Descalzi: "Sospendiamo di darci martellate in testa" sul gas russo e l'Ets
    L'ad di Eni chiede di fermare il bando sul gas russo dal 2027 e rivedere la tassa sull'industria pesante: "Non possiamo essere dogmatici"
    0 Kommentare 0 Geteilt 76 Ansichten
  • E come al solito vi stanno prendendo per i fondelli ed il popolo bue ci casca.
    Facciamo un po’ di chiarezza, perché qui si sta creando un allarme che non sta in piedi.
    Davvero l’Europa rischia di restare senza petrolio e gas a causa della chiusura dello stretto di Hormuz?
    No. E non è un’opinione: lo dicono gli stessi dati ufficiali.
    Si ripete ovunque che da lì passa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Bene, ma guarda caso si dimenticano sempre di dire un dettaglio fondamentale: circa l’80% di quel flusso finisce in Asia, in Paesi come Cina, India e Indonesia.
    Tradotto: al resto del mondo arriva solo una piccola fetta. E dentro quella fetta ci stanno anche Africa ed Europa.
    Alla fine dei conti, in Europa arriva appena il 4% circa di quel totale.
    E allora di cosa stiamo parlando?
    Tutto questo bombardamento mediatico sulla “crisi energetica”, che guarda caso fa schizzare bollette e carburanti, viene venduto come inevitabile. Ma davvero è solo questo? Oppure c’è anche una componente di convenienza e di pressione psicologica?
    Perché il copione sembra sempre lo stesso: si crea un clima di paura e poi si presentano soluzioni “necessarie”.
    Riducete la velocità. Volate meno. Lavorate da casa. Lasciate l’auto privata e prendete i mezzi pubblici.
    E non è finita: solo poco tempo fa si invitavano i cittadini europei a prepararsi alla guerra, a farsi la borsetta di emergenza. Siamo passati dalla pandemia alla guerra, sempre con lo stesso sottofondo: allarme continuo.
    A questo punto qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: non c’è una vera emergenza energetica in Europa.
    C’è una narrazione di emergenza.
    Una narrazione che, guarda caso, ricorda molto quella del COVID-19, quando in nome della paura si sono accettate limitazioni che in tempi normali avrebbero fatto scendere milioni di persone in piazza.
    E qui sta il punto centrale.
    La paura è lo strumento più efficace che esista.
    Se hai paura, accetti tutto: restrizioni, controlli, cambiamenti drastici nella tua vita quotidiana. Tutto “per il tuo bene”.
    In condizioni normali, quelle stesse misure verrebbero rifiutate senza esitazione.
    Ma quando entra in gioco la paura, il metro di giudizio cambia completamente.
    La storia lo insegna: la paura è il collante del potere.
    E, nelle sue forme peggiori, è sempre stata l’arma preferita dei sistemi più autoritari.

    Alessandro Spanò
    E come al solito vi stanno prendendo per i fondelli ed il popolo bue ci casca. Facciamo un po’ di chiarezza, perché qui si sta creando un allarme che non sta in piedi. Davvero l’Europa rischia di restare senza petrolio e gas a causa della chiusura dello stretto di Hormuz? No. E non è un’opinione: lo dicono gli stessi dati ufficiali. Si ripete ovunque che da lì passa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Bene, ma guarda caso si dimenticano sempre di dire un dettaglio fondamentale: circa l’80% di quel flusso finisce in Asia, in Paesi come Cina, India e Indonesia. Tradotto: al resto del mondo arriva solo una piccola fetta. E dentro quella fetta ci stanno anche Africa ed Europa. Alla fine dei conti, in Europa arriva appena il 4% circa di quel totale. E allora di cosa stiamo parlando? Tutto questo bombardamento mediatico sulla “crisi energetica”, che guarda caso fa schizzare bollette e carburanti, viene venduto come inevitabile. Ma davvero è solo questo? Oppure c’è anche una componente di convenienza e di pressione psicologica? Perché il copione sembra sempre lo stesso: si crea un clima di paura e poi si presentano soluzioni “necessarie”. Riducete la velocità. Volate meno. Lavorate da casa. Lasciate l’auto privata e prendete i mezzi pubblici. E non è finita: solo poco tempo fa si invitavano i cittadini europei a prepararsi alla guerra, a farsi la borsetta di emergenza. Siamo passati dalla pandemia alla guerra, sempre con lo stesso sottofondo: allarme continuo. A questo punto qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: non c’è una vera emergenza energetica in Europa. C’è una narrazione di emergenza. Una narrazione che, guarda caso, ricorda molto quella del COVID-19, quando in nome della paura si sono accettate limitazioni che in tempi normali avrebbero fatto scendere milioni di persone in piazza. E qui sta il punto centrale. La paura è lo strumento più efficace che esista. Se hai paura, accetti tutto: restrizioni, controlli, cambiamenti drastici nella tua vita quotidiana. Tutto “per il tuo bene”. In condizioni normali, quelle stesse misure verrebbero rifiutate senza esitazione. Ma quando entra in gioco la paura, il metro di giudizio cambia completamente. La storia lo insegna: la paura è il collante del potere. E, nelle sue forme peggiori, è sempre stata l’arma preferita dei sistemi più autoritari. Alessandro Spanò
    Angry
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 407 Ansichten
  • 21Marzo Giornata Mondiale della poesia
    La poesia d'amore per eccellenza è di Dante Alighieri
    «Tanto gentile e tanto onesta pare
    la donna mia, quand'ella altrui saluta,
    ch'ogne lingua devèn, tremando, muta,
    e li occhi no l'ardiscon di guardare.
    Ella si va, sentendosi laudare,
    benignamente d'umiltà vestuta,
    e par che sia una cosa venuta
    da cielo in terra a miracol mostrare.
    Mostrasi sì piacente a chi la mira
    che dà per li occhi una dolcezza al core,
    che 'ntender no la può chi no la prova;
    e par che de la sua labbia si mova
    un spirito soave pien d'amore,
    che va dicendo a l'anima: <<Sospira!>>.»
    «Tanto gentile e tanto onesta appare[3]
    la mia donna, quando saluta altri,
    che ogni lingua diviene, tremando, muta,
    e gli occhi non hanno il coraggio di guardarla.
    Lei procede, sentendosi lodare,
    vestita benevolmente di umiltà,
    e sembra che sia una creatura discesa
    dal cielo sulla terra per mostrare un miracolo.
    Si mostra così piacente a chi la guarda
    che trasmette, tramite gli occhi, una dolcezza al cuore,
    che non la può capire chi non la prova;
    e sembra che dalle sue labbra esca
    uno spirito soave pieno d'amore
    che va dicendo all'anima: Sospira.»
    21Marzo Giornata Mondiale della poesia La poesia d'amore per eccellenza è di Dante Alighieri «Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia, quand'ella altrui saluta, ch'ogne lingua devèn, tremando, muta, e li occhi no l'ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d'umiltà vestuta, e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira che dà per li occhi una dolcezza al core, che 'ntender no la può chi no la prova; e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d'amore, che va dicendo a l'anima: <<Sospira!>>.» «Tanto gentile e tanto onesta appare[3] la mia donna, quando saluta altri, che ogni lingua diviene, tremando, muta, e gli occhi non hanno il coraggio di guardarla. Lei procede, sentendosi lodare, vestita benevolmente di umiltà, e sembra che sia una creatura discesa dal cielo sulla terra per mostrare un miracolo. Si mostra così piacente a chi la guarda che trasmette, tramite gli occhi, una dolcezza al cuore, che non la può capire chi non la prova; e sembra che dalle sue labbra esca uno spirito soave pieno d'amore che va dicendo all'anima: Sospira.»
    Love
    2
    0 Kommentare 0 Geteilt 359 Ansichten
  • HO ADERITO A FUTURO NAZIONALE

    Mi sono iscritto il 1 marzo 2026 e attendevo il riconoscimento del mio Comitato Costituente - UDINE 193 per ufficializzare la mia adesione a Futuro Nazionale con il Generale Roberto Vannacci.

    Nel mio video spiego le ragioni di questa mia scelta.

    Continuerò a lottare con coraggio e coerenza per la libertà, per la sovranità dell’Italia, per fermare la guerra in Ucraina e ripristinare i rapporti d’amicizia con la Federazione Russa, per la Remigrazione, per la famiglia naturale/tradizionale, per fermare l’ideologia Gender, e per tutte le battaglie in cui ho sempre creduto.

    Il 13 e 14 giugno 2026 si terrà a Roma l’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, durante la quale si lavorerà anche al programma politico.

    Chi mi segue e ha fiducia in me può aderire da qualsiasi angolo d’Italia al mio comitato costituente contattandomi:

    1. al mio numero per chi l’avesse
    2. alla mail ugors@proton.me

    https://youtu.be/bHRKVEI8Oc8?is=ca_lboMA1nK-XutH

    Ing. Ugo Rossi - Consigliere Comunale di Trieste

    👉🏻 https://t.me/ugorossiecoing/2882
    🇮🇹HO ADERITO A FUTURO NAZIONALE🇮🇹 Mi sono iscritto il 1 marzo 2026 e attendevo il riconoscimento del mio Comitato Costituente - UDINE 193 per ufficializzare la mia adesione a Futuro Nazionale con il Generale Roberto Vannacci. Nel mio video spiego le ragioni di questa mia scelta. Continuerò a lottare con coraggio e coerenza per la libertà, per la sovranità dell’Italia, per fermare la guerra in Ucraina e ripristinare i rapporti d’amicizia con la Federazione Russa, per la Remigrazione, per la famiglia naturale/tradizionale, per fermare l’ideologia Gender, e per tutte le battaglie in cui ho sempre creduto. Il 13 e 14 giugno 2026 si terrà a Roma l’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, durante la quale si lavorerà anche al programma politico. Chi mi segue e ha fiducia in me può aderire da qualsiasi angolo d’Italia al mio comitato costituente contattandomi: 1. al mio numero per chi l’avesse 2. alla mail ugors@proton.me https://youtu.be/bHRKVEI8Oc8?is=ca_lboMA1nK-XutH Ing. Ugo Rossi - Consigliere Comunale di Trieste 👉🏻 https://t.me/ugorossiecoing/2882
    0 Kommentare 0 Geteilt 1KB Ansichten
  • 13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"

    Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono.
    “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento”

    Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”.
    “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati”

    Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”.
    “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative”

    Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato" Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua" Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono. “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento” Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”. “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati” Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”. “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative” Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
    Angry
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 4KB Ansichten
  • HANNO ANCHE IL CORAGGIO di LAMENTARSI DOPO IL GENOCIDIO COMMESSO a GAZA!
    "Evitiamo l'equipaggio israeliano": bufera sul fuorionda Rai alle Olimpiadi
    Durante la gara di bob a quattro si è sentita la frase sull'atleta israeliano. Poi le scuse in diretta. Lollobrigida: "Avviate verifiche interne"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/21/fuorionda-rai-olimpiadi-equipaggio-israeliano-bob-polemica-caso-scuse/8299770/
    HANNO ANCHE IL CORAGGIO di LAMENTARSI DOPO IL GENOCIDIO COMMESSO a GAZA! "Evitiamo l'equipaggio israeliano": bufera sul fuorionda Rai alle Olimpiadi Durante la gara di bob a quattro si è sentita la frase sull'atleta israeliano. Poi le scuse in diretta. Lollobrigida: "Avviate verifiche interne" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/21/fuorionda-rai-olimpiadi-equipaggio-israeliano-bob-polemica-caso-scuse/8299770/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    "Evitiamo l'equipaggio israeliano": bufera sul fuorionda Rai alle Olimpiadi
    Durante la gara di bob a quattro si è sentita la frase sull'atleta israeliano. Poi le scuse in diretta. Lollobrigida: "Avviate verifiche interne"
    0 Kommentare 0 Geteilt 608 Ansichten
  • MILANO – MOLTO DA DIRE E DA DARE

    Ogni avventura collettiva, come ogni storia, ha bisogno di una sceneggiatura solida alla sua base. Un programma costruito non solo sulle condizioni che vivviamo, ma soprattutto sulle persone che abitano e attraversano ogni giorno un contesto metropolitano complesso come il nostro.

    Al pari delle tante difficoltà e insidie, penso che Milano abbia ancora molto da dire e da dare. Spetta a noi trovare il coraggio e la volontà di superare quella pigrizia mentale che ci porta a pensare che nulla possa cambiare.

    Per questo vi invito a leggere le intenzioni di un nuovo percorso nato poche settimane fa: un programma chiaro, condiviso, avviato da un gruppo di persone che hanno deciso di mettersi in gioco. Un progetto che rimane aperto alle vostre proposte, alle vostre visioni, al vostro contributo. Un vero work in progress che può diventare realtà, se lo vogliamo davvero.
    Se vi stiamo rubando del tempo o sentite che vi stiamo dando fastidio, vi chiediamo scusa. Ma se pensate che questa riflessione possa avere un senso, allora dedicate qualche minuto alla pagina del portale.
    C’è l’inizio di una storia. E questa volta puoi esserne parte anche tu

    Leggi il programma e partecipa al cambiamento:

    https://www.milanolibera.eu/programma/

    #MilanoLibera #Milano2027 #partecipazioneattiva
    MILANO – MOLTO DA DIRE E DA DARE 🏙️✨ Ogni avventura collettiva, come ogni storia, ha bisogno di una sceneggiatura solida alla sua base. Un programma costruito non solo sulle condizioni che vivviamo, ma soprattutto sulle persone che abitano e attraversano ogni giorno un contesto metropolitano complesso come il nostro. Al pari delle tante difficoltà e insidie, penso che Milano abbia ancora molto da dire e da dare. Spetta a noi trovare il coraggio e la volontà di superare quella pigrizia mentale che ci porta a pensare che nulla possa cambiare. Per questo vi invito a leggere le intenzioni di un nuovo percorso nato poche settimane fa: un programma chiaro, condiviso, avviato da un gruppo di persone che hanno deciso di mettersi in gioco. Un progetto che rimane aperto alle vostre proposte, alle vostre visioni, al vostro contributo. Un vero work in progress che può diventare realtà, se lo vogliamo davvero. Se vi stiamo rubando del tempo o sentite che vi stiamo dando fastidio, vi chiediamo scusa. Ma se pensate che questa riflessione possa avere un senso, allora dedicate qualche minuto alla pagina del portale. C’è l’inizio di una storia. E questa volta puoi esserne parte anche tu 🤝 👉 Leggi il programma e partecipa al cambiamento: https://www.milanolibera.eu/programma/ #MilanoLibera #Milano2027 #partecipazioneattiva
    Like
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 2KB Ansichten
  • MA ANCORA ha IL CORAGGIO di PARLARE COSTUI?
    DOPO che HA SPERPERATO TUTTI i MILIARDI che HA RICEVUTO in CORRUZIONE e HA STERMINATO un'INTERA GENERAZIONE di GIOVANI in UCRAINA!
    "Il Comitato olimpico per paura della verità semina il caos": l'attacco di Zelensky dopo l'esclusione dell'atleta Heraskevych - Il Fatto Quotidiano
    Le parole del presidente ucraino dopo la squalifica dell'atleta specialista di skeleton
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/13/il-comitato-olimpico-per-paura-della-verita-semina-il-caos-lattacco-di-zelensky-dopo-lesclusione-dellatleta-heraskevych/8290346/
    MA ANCORA ha IL CORAGGIO di PARLARE COSTUI? DOPO che HA SPERPERATO TUTTI i MILIARDI che HA RICEVUTO in CORRUZIONE e HA STERMINATO un'INTERA GENERAZIONE di GIOVANI in UCRAINA! "Il Comitato olimpico per paura della verità semina il caos": l'attacco di Zelensky dopo l'esclusione dell'atleta Heraskevych - Il Fatto Quotidiano Le parole del presidente ucraino dopo la squalifica dell'atleta specialista di skeleton https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/13/il-comitato-olimpico-per-paura-della-verita-semina-il-caos-lattacco-di-zelensky-dopo-lesclusione-dellatleta-heraskevych/8290346/
    Angry
    3
    0 Kommentare 0 Geteilt 2KB Ansichten
  • VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI

    La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva?

    Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti.

    I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico:
    A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%.
    B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%.

    Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane.

    50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea).

    ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE.
    SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA.

    Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente.

    Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori.

    RIFERIMENTO:

    https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full

    DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita.

    #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva? Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti. I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico: A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%. B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%. Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane. 50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea). ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE. SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA. Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente. Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori. RIFERIMENTO: https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita. #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    Frontiers | Grape seed extract and L-ascorbic acid exert antineoplastic effects against solid Ehrlich carcinoma in vivo by modulating the tumor microenvironment and Th1/Th2 balance
    ObjectiveThe existing study sought to highlight the modulatory effect of co-treatment based on grape seed extract (GSE) and L. ascorbic acid (AA) on tumor mi...
    Like
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 4KB Ansichten
  • Ricominciare ogni giorno.
    Per me, la vita politica è esattamente questo.
    E così ci ritroviamo qui, nel 2026, con una nuova ripartenza: l’inizio di un’avventura collettiva fatta di entusiasmo, di un’etica rinforzata e di una visione rinnovata per una città come la nostra, Milano.
    Una città che merita un futuro capace di seguire un percorso diverso, più giusto, più umano, più coraggioso.

    Ricondivido il mio intervento integrale alla Conferenza stampa di presentazione di Milano Libera, tenutasi il 27 gennaio al Politeatro.

    Link video:

    https://www.facebook.com/share/v/1BzgkUTCNf/

    #MilanoLibera
    #Ripartenza
    #PoliticaLocale
    #Milano
    #VisionePolitica
    Ricominciare ogni giorno. Per me, la vita politica è esattamente questo. E così ci ritroviamo qui, nel 2026, con una nuova ripartenza: l’inizio di un’avventura collettiva fatta di entusiasmo, di un’etica rinforzata e di una visione rinnovata per una città come la nostra, Milano. Una città che merita un futuro capace di seguire un percorso diverso, più giusto, più umano, più coraggioso. Ricondivido il mio intervento integrale alla Conferenza stampa di presentazione di Milano Libera, tenutasi il 27 gennaio al Politeatro. 🎬 Link video: https://www.facebook.com/share/v/1BzgkUTCNf/ #MilanoLibera #Ripartenza #PoliticaLocale #Milano #VisionePolitica
    0 Kommentare 0 Geteilt 2KB Ansichten
Weitere Ergebnisse