Cerchiamo di sintetizzare in cinque punti cosa si contesta alla sentenza della Corte Costituzionale nel magistrale articolo dell' Avv. Cinquemani, vero fuoriclasse, che si distingue per rigore tecnico-giuridico e precisione chirurgica nello smontare la pronuncia.
1. Ha evitato il nodo centrale: "vaccini" non autorizzati per prevenire l'infezione
- La Corte Costituzionale, anche chiamata Consulta, ignora che il D.L. 44/2021 imponeva l'obbligo per "prevenire l'infezione", ma i "vaccini" non erano autorizzati a farlo. Tutti i documenti ufficiali (EMA, AIFA, RCP) autorizzavano i "vaccini" solo per "prevenire la malattia COVID-19 causata da SARS-CoV-2", non si parla né di prevenzione dell'infezione né di "contagio". Di più: nel 2021 EMA dichiarò pubblicamente che non c'erano dati disponibili sulla capacità dei "vaccini" di prevenire il "contagio". Questa contraddizione è il "vizio originario" che la Consulta si rifiuta di affrontare.
2. Deferenza cieca alle autorità sanitarie - rinuncia al controllo
La Corte accetta senza verificare le affermazioni delle autorità, quando le stesse nel 2021 ammettevano:
-Nessun dato sulla trasmissione
-Studi incompleti su anziani e fragili
-Autorizzazione solo condizionata
La Consulta ha rinunciato al suo ruolo di garante dei diritti fondamentali, abdicando al controllo di proporzionalità.
3. Ignora l'utilizzo off-label di massa (illegale)
Utilizzare un farmaco off-label, vuol dire che lo stesso è prescritto al di fuori delle indicazioni approvate nell'RCP/bugiardino. Se il "vaccino" è autorizzato per la malattia ma imposto per l'infezione, è uso off-label, che richiede:
-Valutazione AIFA specifica
-Consenso informato rafforzato
-Monitoraggio rigoroso
-Responsabilità del medico che somministra il farmaco
Nulla di tutto ciò è stato fatto. La Corte non risponde nemmeno una riga su questo punto sollevato da altri tribunali.
4. Proporzionalità e dignità: i grandi assenti nella sentenza 199/2025
L'art. 32 della Costituzione impone tre condizioni per i trattamenti sanitari obbligatori:
-Tutela della salute individuale
-Tutela della salute collettiva
-Rispetto della persona umana
La sospensione dal lavoro, privando di retribuzione la persona, è stata qualificata da numerosi giudici come:
-Discriminatoria
-Lesiva della dignità
-Devastante economicamente
-Sproporzionata
La Consulta per questo punto rifiuta ogni valutazione ex post, cristallizza la legittimità della norma al momento della sua emanazione, ignora che già nel 2021 i dati erano insufficienti.
5. Una sola sentenza non crea diritto vivente
L'accusa più dura, abrasiva, feroce: pretendere che questa pronuncia chiuda il dibattito è giuridicamente scorretto. Una singola sentenza non può ribaltare i principi costituzionali fondamentali.
La Consulta tradisce il suo ruolo, evita le questioni scomode che avrebbero smaterializzato la stessa sentenza e legittima misure basate su presupposti scientifici mai autorizzati.
Per concludere con una metafora sportiva: pensavano di aver segnato un gol decisivo, non rendendosi conto che si sta giocando a tennis e loro, sono senza racchetta.
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