• LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • Video concernente la manifestazione di ieri a Milano degli agricoltori.
    No MERCOSUR... No all' annullamento dell' agricoltura italiana. Sostieni e condividi anche tu, ne va della tua salute
    Video concernente la manifestazione di ieri a Milano degli agricoltori. No MERCOSUR... No all' annullamento dell' agricoltura italiana. Sostieni e condividi anche tu, ne va della tua salute
    La protesta degli Agricoltori insieme ai cittadini milanesi - Milano 9 Gennaio '26 Piazza Duca d'Aosta

    Gli agricoltori italiani sono scesi in Piazza oggi a Milano con i loro trattori per chiedere lo STOP all'accordo del Mercosur, gli agricoltori e gli allevatori italiani come tutti gli agricoltori e allevatori europei sono contro la politica UE e contro il PAC così come è adesso e chiedono a gran voce insieme alle migliaia di agricoltori e allevatori riuniti a Bruxelles il blocco di questo scellerato accordo.
    Sentiamo le ragioni della loro protesta e sosteniamoli a gran voce tutti uniti, cittadini e consumatori insieme a agricoltori e allevatori.

    NO FARMERS NO FOOD!
    MASSIMA CONDIVISIONE!

    #nomercosur
    #protestaagricoltori
    #nofarmersnofood
    #scenario.press
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  • NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE CASCARCI! DICIAMO NO al MERCOSUR. DIFENDIAMO l'AGRICOLTURA ITALIANA!
    L'Italia ammorbidisce la posizione sul Mercosur, la Francia resta contraria
    La proposta di Von der Leyen sui fondi agricoli convince Roma ma non Parigi. Decisione finale attesa per venerdì...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/07/accordo-ue-mercosur-pac-italia-francia-notizie/8248531/
    NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE CASCARCI! DICIAMO NO al MERCOSUR. DIFENDIAMO l'AGRICOLTURA ITALIANA! L'Italia ammorbidisce la posizione sul Mercosur, la Francia resta contraria La proposta di Von der Leyen sui fondi agricoli convince Roma ma non Parigi. Decisione finale attesa per venerdì... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/07/accordo-ue-mercosur-pac-italia-francia-notizie/8248531/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    L'Italia ammorbidisce la posizione sul Mercosur, la Francia resta contraria
    La proposta di Von der Leyen sui fondi agricoli convince Roma ma non Parigi. Decisione finale attesa per venerdì
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  • VERGOGNOSO DANNO PIÙ SOLDI al REGIME CORROTTO di ZELENSKY che ai nostri Agricoltori!!!
    L'Ue stanza 45 miliardi in più per gli agricoltori e punta al si dell'Italia al Mercosur. Meloni canta vittoria
    Per l’Italia, secondo Lollobrigida "il conto segna +10 miliardi di euro all’agricoltura2. Il 7 gennaio la riunione straordinaria sull'intesa con il Sudamerica...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/06/ue-mercosur-agricoltura/8247108/
    VERGOGNOSO DANNO PIÙ SOLDI al REGIME CORROTTO di ZELENSKY che ai nostri Agricoltori!!! L'Ue stanza 45 miliardi in più per gli agricoltori e punta al si dell'Italia al Mercosur. Meloni canta vittoria Per l’Italia, secondo Lollobrigida "il conto segna +10 miliardi di euro all’agricoltura2. Il 7 gennaio la riunione straordinaria sull'intesa con il Sudamerica... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/06/ue-mercosur-agricoltura/8247108/ 😡
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    L'Ue stanza 45 miliardi in più per gli agricoltori e punta al si dell'Italia al Mercosur. Meloni canta vittoria
    Per l’Italia, secondo Lollobrigida "il conto segna +10 miliardi di euro all’agricoltura2. Il 7 gennaio la riunione straordinaria sull'intesa con il Sudamerica
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  • Panoramica del mercato dell'olio d'oliva: tendenze, sfide e prospettive di crescita

    Il mercato globale dell'olio d'oliva continua a evolversi, con le mutevoli preferenze dei consumatori, le pressioni climatiche e la volatilità dei prezzi che ne stanno ridefinendo il settore. Apprezzato da tempo per i suoi benefici per la salute e la sua versatilità in cucina, l'olio d'oliva rimane un alimento base nelle famiglie di tutto il mondo, guadagnando terreno anche nei mercati emergenti.

    Leggi il rapporto sul mercato dell'olio d'oliva oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/olive-oil-market

    #MercatoOlioOliva #OlioOlivaGlobale #IndustriaAlimentare #OliCommestibili #GrassiSalutari #OlioExtraVergineOliva #Agroindustria #TendenzeAlimentari #AgricolturaSostenibile #ApprofondimentiDiMercato #TendenzeConsumatori #DietaMediterranea
    Panoramica del mercato dell'olio d'oliva: tendenze, sfide e prospettive di crescita Il mercato globale dell'olio d'oliva continua a evolversi, con le mutevoli preferenze dei consumatori, le pressioni climatiche e la volatilità dei prezzi che ne stanno ridefinendo il settore. Apprezzato da tempo per i suoi benefici per la salute e la sua versatilità in cucina, l'olio d'oliva rimane un alimento base nelle famiglie di tutto il mondo, guadagnando terreno anche nei mercati emergenti. Leggi il rapporto sul mercato dell'olio d'oliva oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/olive-oil-market #MercatoOlioOliva #OlioOlivaGlobale #IndustriaAlimentare #OliCommestibili #GrassiSalutari #OlioExtraVergineOliva #Agroindustria #TendenzeAlimentari #AgricolturaSostenibile #ApprofondimentiDiMercato #TendenzeConsumatori #DietaMediterranea
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Olive Oil Market Analysis, Global Trends, and Growth Outlook
    Olive Oil Market projected to post 5.1% CAGR through 2026–2033, with value increasing to $25.16 billion.
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  • GRAVISSIMO

    Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare.
    Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate.
    Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano...
    Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante.
    Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione.
    Buon appetito e buon Made in Italy a tutti

    A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
    ⚠️📛GRAVISSIMO🆘⚠️ Vorrei ricordare al grande popolo degli entusiasti gastro-patrioti che dal 1 gennaio 2026 non potranno più sapere, leggendo l'etichetta, la provenienza delle materie prime di importanti prodotti del Made in Italy alimentare. Non sarà cioè più dato sapere con che cosa saranno fatte le paste alimentari di grano duro, i derivati del pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari, il riso e le carni suine trasformate. Ma come, nessuno ve lo aveva detto? Nemmeno giornali e TV? Nemmeno i politici e i grandi chef che ieri esultavano orgogliosi a reti unificate? Strano... Eppure è cosi. Tutto risale a poco tempo fa, al 23 dicembre 2024. Perché quel giorno, senza dare troppo nell'occhio, i nostri ministeri Agricoltura (e Sovranità), Imprese e Salute - "incoraggiati" dalle grandi aziende del settore - erano giunti alla conclusione che, in fondo, tutta questa trasparenza in etichetta fosse eccessiva e penalizzante. Così, dal prossimo anno - giusto il tempo di esaurire le scorte di magazzino con quelle etichette troppo sincere - gli entusiasti fan dei grandi marchi del Made in Italy alimentare potranno pascersi di fusilli o spaghetti di grano turco o ucraino, perdipiù conditi con pummarola di pomodoro cinese, mantecare risotti fatti con cultivar pakistani o birmani, affettare caciotte e spalmare stracchini derivanti dalla mungitura di mucche bulgare, senza dimenticare i panini farciti con fette di salami polacchi o salsicce di suini cantonesi o dello Shezuhan. Tutto rigorosamente riconoscibile da una rassicurante bandierina tricolore in bella evidenza sulla confezione. Buon appetito e buon Made in Italy a tutti A salvarci, per fortuna, rimarranno le piccole e medie aziende di agricoltori e imprenditori "ribelli ed eretici" (molti dei quali giovani) che si ostinano a coltivare e a trasformare materie prime 100% italiane. Come riconoscerli? Facile: sono quelli che non fanno spot in TV.
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  • Altragricoltura: No alle TEA ( Nuovi OGM), Sì alla Sovranità Alimentare!
    Roma, 4 Novembre 2025 – Angelo di Stefano, segretario nazionale della Federazione degli Agricoltori e dei Contadini aderente ad Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare, interviene sulla vicenda delle TEA a margine di un incontro...
    https://altragricoltura.net/articoli/altragricoltura-no-alle-tea-nuovi-ogm-si-alla-sovranita-alimentare/?fbclid=IwdGRzaAN5N-RjbGNrA3k3i2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHuTvo3q8Jj162_ck8PcAEroWITlkXdl3EMEK8paBObhPFmiddN_Bk03Wzhve_aem_w9wH2wFwNT1mVax-RKUEDQ&sfnsn=scwspwa
    Altragricoltura: No alle TEA ( Nuovi OGM), Sì alla Sovranità Alimentare! Roma, 4 Novembre 2025 – Angelo di Stefano, segretario nazionale della Federazione degli Agricoltori e dei Contadini aderente ad Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare, interviene sulla vicenda delle TEA a margine di un incontro... https://altragricoltura.net/articoli/altragricoltura-no-alle-tea-nuovi-ogm-si-alla-sovranita-alimentare/?fbclid=IwdGRzaAN5N-RjbGNrA3k3i2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHuTvo3q8Jj162_ck8PcAEroWITlkXdl3EMEK8paBObhPFmiddN_Bk03Wzhve_aem_w9wH2wFwNT1mVax-RKUEDQ&sfnsn=scwspwa
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    Altragricoltura: No alle TEA ( Nuovi OGM), Sì alla Sovranità Alimentare!
    Roma, 4 Novembre 2025 – Angelo di Stefano, segretario nazionale della Federazione degli Agricoltori e dei Contadini aderente ad Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare, interviene sulla vicenda delle TEA a margine di un incontro della presidenza della Federazione. "Anche a nome della Confederazione Altragricoltura, esprimo la nostra ferma opposizione all'introduzione delle Tecniche di Evoluzione ...
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  • Esistono gli italiani su base genetica, in base agli studi del DNA recenti ? "Il DNA degli italiani di oggi è per larga parte lo stesso che avevano gli abitanti della penisola italica all’epoca dei Romani — con variazioni regionali dovute a invasioni, migrazioni e scambi mediterranei successivi. Nel complesso, le popolazioni italiane sono geneticamente molto continue con quelle di 2500–3000 anni fa: non esistono “sostituzioni di massa” dopo l’Età del Ferro, solo graduali apporti regionali."

    Quindi, in base alla scienza, genetica insomma, la sostituzione in atto degli italiani oggi è la prima da 2,500 anni
    G.Zibordi

    ---------------- Chatgpt ----------
    Quando si parla di “DNA degli italiani”, si intende la composizione genetica media della popolazione residente nella Penisola Italiana oggi, che riflette:
    antiche migrazioni (Neolitico, Età del Bronzo, ecc.);
    spostamenti storici (Etruschi, Romani, Longobardi, Arabi, Normanni...);
    e l’isolamento relativo di alcune aree (Sardegna, Alpi, Appennini).
    Gli studi genomici moderni usano campioni di DNA antico (prelevato da scheletri) e DNA moderno, confrontandoli per capire da quali popolazioni storiche derivino gli attuali italiani.

    2. Le grandi fasi genetiche nella storia d’Italia (in sintesi)
    a) Cacciatori-raccoglitori mesolitici (fino a ~8000 a.C.)
    I primi abitanti stabili della penisola dopo l’ultima glaciazione.
    DNA simile agli “Western Hunter-Gatherers” europei (come in Spagna e Francia).
    Quasi completamente sostituiti dagli agricoltori neolitici.

    b) Agricoltori neolitici (da ~7000 a.C.)
    Arrivano dal Vicino Oriente (Anatolia) portando l’agricoltura.
    Hanno un profilo genetico simile a quello che oggi caratterizza in parte la Sardegna, dove il DNA neolitico è rimasto molto conservato.
    Si mescolano con i cacciatori locali → prima grande base genetica “italiana”.

    c) Età del Bronzo (da ~2200 a.C.)
    Arrivano popolazioni di origine indoeuropea dalle steppe (area del Mar Nero e Caspio), portando nuove lingue e una forte componente genetica “delle steppe”.
    Questa componente diventa dominante in gran parte d’Europa, Italia compresa, e forma lo strato su cui nasceranno i popoli italici, latini, osco-umbri, ecc.

    Intorno al 1000 a.C. la popolazione della penisola ha già grosso modo la composizione genetica “di base” che sarà quella dei Romani.

    3. Epoca romana e tardoantica (500 a.C. – 500 d.C.)
    Gli studi del Max Planck Institute e della Sapienza di Roma (pubblicati su Science, 2019) hanno sequenziato 127 genomi da sepolture romane dal 1000 a.C. al 1000 d.C.:
    In epoca repubblicana e imperiale, Roma era estremamente cosmopolita.
    Durante l’Impero, il DNA della popolazione romana mostra forti influenze dal Mediterraneo orientale (Levant, Anatolia, Grecia, Siria, Egitto), coerenti con la mobilità di schiavi e cittadini da tutto l’Impero.
    Dopo la caduta dell’Impero (400–700 d.C.) la componente “orientale” diminuisce, e aumenta quella dell’Europa centrale e settentrionale (Longobardi, Goti, ecc.).

    In sintesi:
    Il DNA “medio romano” del I secolo d.C. non è esattamente lo stesso degli italiani di oggi, ma l’Italia nel suo complesso ha mantenuto un mix genetico simile, solo ribilanciato verso le componenti europee nel Medioevo.

    4. Medioevo – Età moderna
    Le invasioni e dominazioni successive hanno inciso localmente, ma non rivoluzionato la base genetica:

    AreaInfluenze prevalentiNord ItaliaMigrazioni germaniche (Longobardi, Franchi) → piccola ma visibile componente centro-europea.Centro ItaliaBase genetica italico-romana con minori apporti esterni.Sud e SiciliaInfluenze greche (Magna Grecia), arabe e normanne → maggiore mescolanza mediterranea.SardegnaMolto isolata: conserva il DNA neolitico più “puro” d’Europa (simile agli agricoltori anatolici del 7000 a.C.).

    Nel complesso, le popolazioni italiane sono geneticamente molto continue con quelle di 2500–3000 anni fa: non esistono “sostituzioni di massa” dopo l’Età del Ferro, solo graduali apporti regionali.

    5. Conclusione: quanto è “romano” il DNA italiano?
    La base genetica degli italiani moderni risale per lo più all’Età del Bronzo e del Ferro, cioè prima e durante l’epoca romana.
    La componente “romana antica” è ancora fortemente presente in tutta la penisola, ma diluita da flussi successivi.
    In media, si stima che oltre il 70–80% del patrimonio genetico italiano derivi da popolazioni già presenti in Italia prima del 500 a.C.
    In altre parole:

    Il DNA degli italiani di oggi è per larga parte lo stesso che avevano gli abitanti della penisola italica all’epoca dei Romani — con variazioni regionali dovute a invasioni, migrazioni e scambi mediterranei successivi.
    Esistono gli italiani su base genetica, in base agli studi del DNA recenti ? "Il DNA degli italiani di oggi è per larga parte lo stesso che avevano gli abitanti della penisola italica all’epoca dei Romani — con variazioni regionali dovute a invasioni, migrazioni e scambi mediterranei successivi. Nel complesso, le popolazioni italiane sono geneticamente molto continue con quelle di 2500–3000 anni fa: non esistono “sostituzioni di massa” dopo l’Età del Ferro, solo graduali apporti regionali." Quindi, in base alla scienza, genetica insomma, la sostituzione in atto degli italiani oggi è la prima da 2,500 anni G.Zibordi ---------------- Chatgpt ---------- Quando si parla di “DNA degli italiani”, si intende la composizione genetica media della popolazione residente nella Penisola Italiana oggi, che riflette: antiche migrazioni (Neolitico, Età del Bronzo, ecc.); spostamenti storici (Etruschi, Romani, Longobardi, Arabi, Normanni...); e l’isolamento relativo di alcune aree (Sardegna, Alpi, Appennini). Gli studi genomici moderni usano campioni di DNA antico (prelevato da scheletri) e DNA moderno, confrontandoli per capire da quali popolazioni storiche derivino gli attuali italiani. 🏺 2. Le grandi fasi genetiche nella storia d’Italia (in sintesi) 🔹 a) Cacciatori-raccoglitori mesolitici (fino a ~8000 a.C.) I primi abitanti stabili della penisola dopo l’ultima glaciazione. DNA simile agli “Western Hunter-Gatherers” europei (come in Spagna e Francia). Quasi completamente sostituiti dagli agricoltori neolitici. 🔹 b) Agricoltori neolitici (da ~7000 a.C.) Arrivano dal Vicino Oriente (Anatolia) portando l’agricoltura. Hanno un profilo genetico simile a quello che oggi caratterizza in parte la Sardegna, dove il DNA neolitico è rimasto molto conservato. Si mescolano con i cacciatori locali → prima grande base genetica “italiana”. 🔹 c) Età del Bronzo (da ~2200 a.C.) Arrivano popolazioni di origine indoeuropea dalle steppe (area del Mar Nero e Caspio), portando nuove lingue e una forte componente genetica “delle steppe”. Questa componente diventa dominante in gran parte d’Europa, Italia compresa, e forma lo strato su cui nasceranno i popoli italici, latini, osco-umbri, ecc. 👉 Intorno al 1000 a.C. la popolazione della penisola ha già grosso modo la composizione genetica “di base” che sarà quella dei Romani. 🏛️ 3. Epoca romana e tardoantica (500 a.C. – 500 d.C.) Gli studi del Max Planck Institute e della Sapienza di Roma (pubblicati su Science, 2019) hanno sequenziato 127 genomi da sepolture romane dal 1000 a.C. al 1000 d.C.: In epoca repubblicana e imperiale, Roma era estremamente cosmopolita. Durante l’Impero, il DNA della popolazione romana mostra forti influenze dal Mediterraneo orientale (Levant, Anatolia, Grecia, Siria, Egitto), coerenti con la mobilità di schiavi e cittadini da tutto l’Impero. Dopo la caduta dell’Impero (400–700 d.C.) la componente “orientale” diminuisce, e aumenta quella dell’Europa centrale e settentrionale (Longobardi, Goti, ecc.). In sintesi: Il DNA “medio romano” del I secolo d.C. non è esattamente lo stesso degli italiani di oggi, ma l’Italia nel suo complesso ha mantenuto un mix genetico simile, solo ribilanciato verso le componenti europee nel Medioevo. ⚔️ 4. Medioevo – Età moderna Le invasioni e dominazioni successive hanno inciso localmente, ma non rivoluzionato la base genetica: AreaInfluenze prevalentiNord ItaliaMigrazioni germaniche (Longobardi, Franchi) → piccola ma visibile componente centro-europea.Centro ItaliaBase genetica italico-romana con minori apporti esterni.Sud e SiciliaInfluenze greche (Magna Grecia), arabe e normanne → maggiore mescolanza mediterranea.SardegnaMolto isolata: conserva il DNA neolitico più “puro” d’Europa (simile agli agricoltori anatolici del 7000 a.C.). Nel complesso, le popolazioni italiane sono geneticamente molto continue con quelle di 2500–3000 anni fa: non esistono “sostituzioni di massa” dopo l’Età del Ferro, solo graduali apporti regionali. 🧩 5. Conclusione: quanto è “romano” il DNA italiano? La base genetica degli italiani moderni risale per lo più all’Età del Bronzo e del Ferro, cioè prima e durante l’epoca romana. La componente “romana antica” è ancora fortemente presente in tutta la penisola, ma diluita da flussi successivi. In media, si stima che oltre il 70–80% del patrimonio genetico italiano derivi da popolazioni già presenti in Italia prima del 500 a.C. 👉 In altre parole: Il DNA degli italiani di oggi è per larga parte lo stesso che avevano gli abitanti della penisola italica all’epoca dei Romani — con variazioni regionali dovute a invasioni, migrazioni e scambi mediterranei successivi.
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  • ATTENTATO ALL'AGRICOLTURA!!!
    NON CI STIAMO!
    Sì di Bruxelles all’accordo con il Mercosur. Agricoltori furiosi, gli industriali festeggiano
    Dopo oltre 25 anni di negoziati, la Commissione Ue ha presentato l’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Dazi abbattuti su auto e macchinari...
    https://www.huffingtonpost.it/economia/2025/09/03/news/mercosur_ue_accordo_agricoltura_industria_francia_germania-19965303/
    ATTENTATO ALL'AGRICOLTURA!!! NON CI STIAMO! Sì di Bruxelles all’accordo con il Mercosur. Agricoltori furiosi, gli industriali festeggiano Dopo oltre 25 anni di negoziati, la Commissione Ue ha presentato l’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Dazi abbattuti su auto e macchinari... https://www.huffingtonpost.it/economia/2025/09/03/news/mercosur_ue_accordo_agricoltura_industria_francia_germania-19965303/
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    Sì di Bruxelles all’accordo con il Mercosur. Agricoltori furiosi, gli industriali festeggiano
    Dopo oltre 25 anni di negoziati, la Commissione Ue ha presentato l’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Dazi abbattuti su auto e macchinari…
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  • " Il sogno israeliano è finito! "

    Ecco le parole di apertura del quotidiano israeliano Haretz con il titolo:
    "I palestinesi sono le migliori persone del mondo a difendere la loro patria. "
    Si può credere che un giornale israeliano di spicco oggi riconosca la verità dei palestinesi, descrivendoli come uno dei popoli più nobili della terra che dopo settantacinque anni si è alzato per difendere i propri diritti, come se fosse un corpo unico?

    "Una delle cose più belle in cui batte una coscienza viva, le cose più belle in cui sboccia la libertà intellettuale, e le cose più pure che portano emancipazione.
    Durante la guerra a Gaza e gli attacchi antimissilistici contro di noi, le nostre perdite sono state superiori a 912 milioni di dollari ogni tre giorni, dal costo dei caccia, dei missili patrioti e dei macchinari di rifornimento, oltre al consumo di munizioni e missili di ogni genere. Questo non include la chiusura del commercio, il crollo della borsa, la paralisi delle istituzioni e dell'edilizia, il crollo dell'agricoltura e dell'industria, la morte del pollame nelle aziende agricole per milioni di dollari, alcuni aeroporti e treni fermi, il costo per ospitare i rifugiati ai rifugi, non per menzionano la distruzione dei missili di resistenza su case, negozi, auto e fabbriche.

    Abbiamo iniziato questa guerra e le abbiamo dato fuoco, ma non la controlleremo, e sicuramente non le porremo fine. La sua fine non è a nostro favore, specialmente dopo che le città arabe dentro Israele ci hanno sorpreso sollevandosi contro, mentre pensavamo avessero perso la loro identità palestinese.
    Quanto ai palestinesi, sono loro i proprietari della terra. Chi altro la difende con l'anima, i soldi e i figli con tanta forza, orgoglio e sfida? Io, ebreo, sfido tutto Israele a entrare in questa profonda appartenenza e connessione con la terra.

    Se il nostro popolo si fosse realmente aggrappato alla terra di Palestina, non avremmo visto un numero così grande di ebrei correre verso gli aeroporti per migrare dall'inizio della guerra. Abbiamo assaporato l'amarezza dell'uccisione, della prigionia, dell'assedio e della separazione, li abbiamo annegati nella droga, e abbiamo cercato di invadere le loro menti con idee perverse che li hanno sottratti alla loro religione, come la liberazione, l'ateismo, il dubbio, la corruzione e l'anarchia. Ma la cosa incredibile è che trovi tra loro un tossicodipendente che si alza per difendere la sua terra e le sue proprietà, gridando "Allah Akbar" come se fosse uno scienziato della Galilea.

    Piuttosto, pur sapendo cosa li aspetta dall'umiliazione e dall'arresto, non hanno mai esitato ad andare alla Moschea di Al-Aqsa per pregare. Ironia della sorte, gli eserciti dei paesi in piena forza non hanno osato fare ciò che la Resistenza palestinese ha offerto in pochi giorni con la caduta della leggenda dell'indomabile soldato israeliano, che fu ucciso e rapito. E visto che i missili della resistenza hanno raggiunto Tel Aviv, meglio lasciare il grande sogno delirante di Israele.
    I palestinesi dovrebbero avere un paese vicino con cui viviamo in pace reciproca, che da solo possa allungare la nostra vita su questa terra ancora qualche anno.

    Credo che anche se continuiamo per mille anni - se riusciamo a sopravvivere per i prossimi dieci anni come stato ebraico - arriverà un giorno in cui pagheremo tutto. Il palestinese tornerà di nuovo, volta dopo volta, e questa volta arriverà sulla scia di Gawada verso "Tel Aviv"."

    Diffondete prima che venga cancellato, è un articolo eccezionale e di grande valore.

    https://peopleunitedforpeace.wordpress.com/2025/09/01/il-sogno-israeliano-e-finito-haaretz/
    " Il sogno israeliano è finito! " Ecco le parole di apertura del quotidiano israeliano Haretz con il titolo: "I palestinesi sono le migliori persone del mondo a difendere la loro patria. " Si può credere che un giornale israeliano di spicco oggi riconosca la verità dei palestinesi, descrivendoli come uno dei popoli più nobili della terra che dopo settantacinque anni si è alzato per difendere i propri diritti, come se fosse un corpo unico? "Una delle cose più belle in cui batte una coscienza viva, le cose più belle in cui sboccia la libertà intellettuale, e le cose più pure che portano emancipazione. Durante la guerra a Gaza e gli attacchi antimissilistici contro di noi, le nostre perdite sono state superiori a 912 milioni di dollari ogni tre giorni, dal costo dei caccia, dei missili patrioti e dei macchinari di rifornimento, oltre al consumo di munizioni e missili di ogni genere. Questo non include la chiusura del commercio, il crollo della borsa, la paralisi delle istituzioni e dell'edilizia, il crollo dell'agricoltura e dell'industria, la morte del pollame nelle aziende agricole per milioni di dollari, alcuni aeroporti e treni fermi, il costo per ospitare i rifugiati ai rifugi, non per menzionano la distruzione dei missili di resistenza su case, negozi, auto e fabbriche. Abbiamo iniziato questa guerra e le abbiamo dato fuoco, ma non la controlleremo, e sicuramente non le porremo fine. La sua fine non è a nostro favore, specialmente dopo che le città arabe dentro Israele ci hanno sorpreso sollevandosi contro, mentre pensavamo avessero perso la loro identità palestinese. Quanto ai palestinesi, sono loro i proprietari della terra. Chi altro la difende con l'anima, i soldi e i figli con tanta forza, orgoglio e sfida? Io, ebreo, sfido tutto Israele a entrare in questa profonda appartenenza e connessione con la terra. Se il nostro popolo si fosse realmente aggrappato alla terra di Palestina, non avremmo visto un numero così grande di ebrei correre verso gli aeroporti per migrare dall'inizio della guerra. Abbiamo assaporato l'amarezza dell'uccisione, della prigionia, dell'assedio e della separazione, li abbiamo annegati nella droga, e abbiamo cercato di invadere le loro menti con idee perverse che li hanno sottratti alla loro religione, come la liberazione, l'ateismo, il dubbio, la corruzione e l'anarchia. Ma la cosa incredibile è che trovi tra loro un tossicodipendente che si alza per difendere la sua terra e le sue proprietà, gridando "Allah Akbar" come se fosse uno scienziato della Galilea. Piuttosto, pur sapendo cosa li aspetta dall'umiliazione e dall'arresto, non hanno mai esitato ad andare alla Moschea di Al-Aqsa per pregare. Ironia della sorte, gli eserciti dei paesi in piena forza non hanno osato fare ciò che la Resistenza palestinese ha offerto in pochi giorni con la caduta della leggenda dell'indomabile soldato israeliano, che fu ucciso e rapito. E visto che i missili della resistenza hanno raggiunto Tel Aviv, meglio lasciare il grande sogno delirante di Israele. I palestinesi dovrebbero avere un paese vicino con cui viviamo in pace reciproca, che da solo possa allungare la nostra vita su questa terra ancora qualche anno. Credo che anche se continuiamo per mille anni - se riusciamo a sopravvivere per i prossimi dieci anni come stato ebraico - arriverà un giorno in cui pagheremo tutto. Il palestinese tornerà di nuovo, volta dopo volta, e questa volta arriverà sulla scia di Gawada verso "Tel Aviv"." Diffondete prima che venga cancellato, è un articolo eccezionale e di grande valore. https://peopleunitedforpeace.wordpress.com/2025/09/01/il-sogno-israeliano-e-finito-haaretz/
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    “Il sogno israeliano è finito” – Haaretz
    Ecco come sono arrivate le parole di apertura del quotidiano israeliano Haaretz con il titolo: “I palestinesi sono le migliori persone del mondo a difendere la loro patria.” Si può cred…
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