• In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo

    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo
    12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News




    La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR).

    L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche.

    Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti.



    Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta.

    Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali.

    Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici.

    Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali.

    L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev.

    Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico.



    È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238.

    Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga.

    Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran.

    Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione.



    La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale.

    Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni.

    Foto: HUR

    https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
    In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo In azione nel conflitto in Ucraina il nuovo Geran-5 russo 12 Gennaio 2026 di Maurizio Sparacino in News La Russia ha utilizzato per la prima volta a inizio gennaio il drone kamikaze Geran-5, secondo quanto affermato dalla Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR). L’apparizione di questo drone sul teatro operativo ucraino segna un salto tecnologico e dottrinale significativo per le Forze Aerospaziali russe. A differenza dei precedenti modelli della famiglia Geran caratterizzati da una bassa velocità e da una struttura a delta, il Geran-5 adotta uno schema aerodinamico convenzionale e una propulsione a reazione che ne incrementa drasticamente le prestazioni cinematiche. Con una lunghezza di 6 metri e una gittata stimata di 1000 km, questo vettore che secondo le fonti ucraine si baserebbe sul drone iraniano Karrar, non si limita a trasportare una testata bellica da 90 kg, ma introduce una versatilità d’impiego finora inedita per questa classe di armamenti. Il drone ha un’elevata standardizzazione per i componenti chiave con altre versioni di “Geran”. Ad esempio è dotato di un radar a 12 elementi “Comet”, di un tracciatore basato su un microcomputer Raspberry e di un modem 3G/4G, oltre che di un motore a reazione Telefly con una maggiore spinta. Ma l’aspetto più dirompente e innovativo dell’impiego del Geran-5 risiede nella sua potenziale integrazione con i velivoli d’attacco al suolo Su-25. Questa sinergia potrebbe restituire rilevanza tattica a un aereo che le moderne e prestanti difese aeree hanno progressivamente confinato a compiti marginali. Trasformando il Su-25 in una piattaforma di lancio per droni a lungo raggio, l’Aviazione russa potrebbe colpire obiettivi sensibili nelle retrovie ucraine rimanendo a debita distanza dai sistemi missilistici terra-aria nemici. Tale strategia – come suggeriva recentemente l’analista militare russo Vladimir Khrustalev a proposito del possibile impiego in Ucraina dei Su-25 nordcoreani rimodernati – non solo preserva l’integrità dei piloti e delle macchine, ma riduce sensibilmente i costi operativi rispetto all’uso di missili da crociera convenzionali. L’innovazione non si ferma però alla sola capacità d’attacco al suolo, poiché l’ipotesi di equipaggiare questi droni con missili aria-aria R-73 (Codice NATO AA-11 Archer), dopo quanto già constatato per i Geran-2 dotati dei missili aria-aria leggeri R-60 (AA-8 Aphid), apre scenari inquietanti per la difesa aerea di Kiev. Un drone a reazione capace di agire come intercettore darebbe vita a una forma di difesa aerea distribuita e sacrificabile in grado di contrastare sia i velivoli pilotati che altri droni nemici. L’utilizzo dei suddetti componenti civili come i microcomputer Raspberry e i modem commerciali, integrati con sistemi militari sofisticati come l’antenna anti-jamming Kometa, dimostra inoltre una capacità di adattamento industriale che punta sulla produzione di massa e sulla facilità di aggiornamento tecnologico. È interessante notare infine, che, oltre al “Geran-5”, fonti d’intelligence ucraine affermano di conseguenza l’esistenza del “Geran-4”, più simile nella sua struttura al suo progenitore Shahed-238. Il mistero che circonda finora il Geran-4 riflette la complessità della moderna intelligence militare dove la classificazione di un’arma precede spesso la sua apparizione pubblica definitiva. A differenza delle versioni 1, 2 e 3, ampiamente documentate dai resti recuperati sul campo di battaglia, le notizie sul quarto modello della serie provengono principalmente dai rapporti del GUR ucraino e dagli analisti che sorvegliano il polo industriale di Alabuga. Nonostante l’assenza di una “prova regina” come un relitto intatto che ne confermi inequivocabilmente le specifiche, l’esistenza di questa variante viene ipotizzata come un passaggio necessario nell’evoluzione della famiglia Geran. Dal punto di vista tecnologico, il Geran-4 potrebbe inserirsi come un raffinamento strutturale dei modelli a reazione precedenti. Se il Geran-3 ha rappresentato il debutto della propulsione turbojet sulla cellula ereditata dallo Shahed-238, il Geran-4 viene descritto come la versione “matura” e ottimizzata per la produzione industriale russa. In questo contesto, l’apparente contraddizione numerica potrebbe spiegarsi con la logica del perfezionamento: il Geran-4 dovrebbe mantenere la forma dell’ala a delta ma introdurrebbe materiali compositi avanzati come la fibra di carbonio e di vetro, per rendere la struttura più leggera e performante rispetto ai primi prototipi a reazione. La difficoltà nel reperire prove fotografiche certe potrebbe dipendere da una sovrapposizione nelle segnalazioni sul campo, dove molti droni a reazione abbattuti vengono genericamente catalogati come Geran-3. In realtà, il Geran-4 potrebbe rappresentare un salto qualitativo invisibile esternamente ma fondamentale sotto la scocca, fungendo da banco di prova per i nuovi sistemi di guida inerziale russi e per le evoluzioni dell’antenna anti-jamming Kometa. Si tratterebbe dunque dell’apice evolutivo del design a delta, l’ultimo stadio di perfezionamento di una forma ormai iconica prima del radicale cambio di architettura introdotto dal Geran-5, che adotta invece una configurazione aerodinamica tradizionale. Molte di queste informazioni circolano su canali Telegram specializzati in analisi militare o vengono riprese da agenzie di stampa ucraine che citano briefing riservati del Ministero della Difesa. È molto probabile che, come accaduto per i modelli precedenti, la conferma definitiva arriverà solo quando un esemplare cadrà in mani ucraine in condizioni sufficientemente integre da permetterne lo smontaggio e la catalogazione ufficiale dei componenti interni. Foto: HUR https://www.analisidifesa.it/2026/01/in-azione-nel-conflitto-in-ucraina-il-nuovo-geran-5-russo
    0 Kommentare 0 Geteilt 185 Ansichten
  • https://youtu.be/Hd0xuOUM5OA?si=5xSCNxyvGFQfOswM
    Messaggio di Mohammed Konarè.
    Ad un certo punto dice -perché non fermate i migranti? Mandateli indietro. A casa mia non faccio entrare chiunque-
    https://youtu.be/Hd0xuOUM5OA?si=5xSCNxyvGFQfOswM Messaggio di Mohammed Konarè. Ad un certo punto dice -perché non fermate i migranti? Mandateli indietro. A casa mia non faccio entrare chiunque-
    Like
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 141 Ansichten
  • Trump risponde al “globalista” Stammer: “Potrei scegliere tra l’annessione della Groenlandia e la Nato. Russia e Cina non sono spaventate dall'Alleanza se non per la presenza USA. L'Europa sta diventando un luogo molto diverso e si deve dare una regolata”. Traduzione: gli Stati europei, almeno alcuni, stanno scherzando con il fuoco ed il fuoco può bruciare. Messaggi chiari, messaggi feroci. Messaggi di uno che si è stufato dei “giochetti” europei. Nella UE ne vedremo delle belle…


    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/01/12/trump-potrei-dovrei-scegliere-tra-la-groenlandia-e-la-nato_07e1b872-802c-43fc-8329-68937260f2cb.html
    Trump risponde al “globalista” Stammer: “Potrei scegliere tra l’annessione della Groenlandia e la Nato. Russia e Cina non sono spaventate dall'Alleanza se non per la presenza USA. L'Europa sta diventando un luogo molto diverso e si deve dare una regolata”. Traduzione: gli Stati europei, almeno alcuni, stanno scherzando con il fuoco ed il fuoco può bruciare. Messaggi chiari, messaggi feroci. Messaggi di uno che si è stufato dei “giochetti” europei. Nella UE ne vedremo delle belle… https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/01/12/trump-potrei-dovrei-scegliere-tra-la-groenlandia-e-la-nato_07e1b872-802c-43fc-8329-68937260f2cb.html
    WWW.ANSA.IT
    Trump: 'Potrei dovrei scegliere tra la Groenlandia e la Nato' - Ultima ora - Ansa.it
    Donald Trump potrebbe dover scegliere tra l'annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato. "Potrebbe essere una possibilità", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista al New York Times. (ANSA)
    Like
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 110 Ansichten
  • SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE!
    Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza
    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità



    “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari

    Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News.

    Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako.

    Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari.

    In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
    SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE! Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News. Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako. Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari. In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza
    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità
    0 Kommentare 0 Geteilt 185 Ansichten
  • Questo racconto di una guardia giurata venezuelana fedele a Nicolás Maduro è assolutamente agghiacciante e spiega molto sul perché il tono in America Latina sia improvvisamente cambiato.

    Guardia giurata: Il giorno dell'operazione, non sentivamo arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire.

    Intervistatore: Quindi cosa è successo dopo? Com'è stato l'attacco principale?

    Guardia giurata: Dopo l'apparizione dei droni, sono arrivati ​​alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo. Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima.

    Intervistatore: E poi è iniziata la battaglia?

    Guardia giurata: Sì, ma è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla.

    Intervistatore: E le vostre armi? Non vi sono state d'aiuto?

    Guardia di sicurezza: Nessun aiuto. Perché non erano solo le armi. A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci.

    Intervistatore: E i vostri compagni? Sono riusciti a resistere?

    Guardia di sicurezza: No, per niente. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse.

    Intervistatore: Quindi pensa che il resto della regione dovrebbe pensarci due volte prima di affrontare gli americani?

    Guardia giurata: Senza dubbio. Sto lanciando un avvertimento a chiunque pensi di poter combattere gli Stati Uniti. Non hanno idea di cosa siano capaci di fare. Dopo quello che ho visto, non voglio più trovarmi dall'altra parte. Non bisogna scherzare con loro.

    Intervistatore: E ora che Trump ha detto che il Messico è sulla lista, pensa che la situazione cambierà in America Latina?

    Guardia giurata: Certamente. Tutti ne parlano già. Nessuno vuole passare quello che abbiamo passato noi. Ora tutti ci pensano due volte. Quello che è successo qui cambierà molte cose, non solo in Venezuela ma in tutta la regione.

    🗞 New York Post: https://t.me/libertasenzagreenpass/336346

    Verità o propaganda?

    Segui

    t.me/ArsenaleKappa
    Questo racconto di una guardia giurata venezuelana fedele a Nicolás Maduro è assolutamente agghiacciante e spiega molto sul perché il tono in America Latina sia improvvisamente cambiato. Guardia giurata: Il giorno dell'operazione, non sentivamo arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Intervistatore: Quindi cosa è successo dopo? Com'è stato l'attacco principale? Guardia giurata: Dopo l'apparizione dei droni, sono arrivati ​​alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo. Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima. Intervistatore: E poi è iniziata la battaglia? Guardia giurata: Sì, ma è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla. Intervistatore: E le vostre armi? Non vi sono state d'aiuto? Guardia di sicurezza: Nessun aiuto. Perché non erano solo le armi. A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Intervistatore: E i vostri compagni? Sono riusciti a resistere? Guardia di sicurezza: No, per niente. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse. Intervistatore: Quindi pensa che il resto della regione dovrebbe pensarci due volte prima di affrontare gli americani? Guardia giurata: Senza dubbio. Sto lanciando un avvertimento a chiunque pensi di poter combattere gli Stati Uniti. Non hanno idea di cosa siano capaci di fare. Dopo quello che ho visto, non voglio più trovarmi dall'altra parte. Non bisogna scherzare con loro. Intervistatore: E ora che Trump ha detto che il Messico è sulla lista, pensa che la situazione cambierà in America Latina? Guardia giurata: Certamente. Tutti ne parlano già. Nessuno vuole passare quello che abbiamo passato noi. Ora tutti ci pensano due volte. Quello che è successo qui cambierà molte cose, non solo in Venezuela ma in tutta la regione. 🗞 New York Post: https://t.me/libertasenzagreenpass/336346 Verità o propaganda? Segui ➡️ 🌐 t.me/ArsenaleKappa 🅰️
    Angry
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 291 Ansichten
  • Mercosur, il veleno dei pesticidi legali in Sudamerica: demascolinizzazione, riduzione fertilità, cancro - Fahrenheit 2022
    https://fahrenheit2022.it/2026/01/11/effetti-mercosur-pesticidi-non-vietati-in-sudamerica-demascolinizzazione-riduzione-fertilita-cancro/
    Mercosur, il veleno dei pesticidi legali in Sudamerica: demascolinizzazione, riduzione fertilità, cancro - Fahrenheit 2022 https://fahrenheit2022.it/2026/01/11/effetti-mercosur-pesticidi-non-vietati-in-sudamerica-demascolinizzazione-riduzione-fertilita-cancro/
    FAHRENHEIT2022.IT
    Mercosur, il veleno dei pesticidi legali in Sudamerica: demascolinizzazione, riduzione fertilità, cancro
    di Gloria Callarelli Il trattato del Mercosur, appena approvato in modo decisivo anche dal governo Meloni, è un trattato che non esageriamo a definire criminale. Non solo, infatti, è chiaramente dannoso per la nostra economia, per il nostro settore primario tutto, dall'agricoltura all'allevamento, fiore all'occhiello del made in Italy che di fatto verrebbe definitivamente ucciso
    Angry
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 74 Ansichten
  • Book Call Girls in Noida Without Advance Payment

    Book call girls in Noida without advance payment. Enjoy safe, discreet cash-only bookings with complete privacy, trusted companions, and a hassle-free experience.

    https://lebanonhub.app/blogs/785744/Book-Call-Girls-in-Noida-Without-Advance-Payment
    Book Call Girls in Noida Without Advance Payment Book call girls in Noida without advance payment. Enjoy safe, discreet cash-only bookings with complete privacy, trusted companions, and a hassle-free experience. https://lebanonhub.app/blogs/785744/Book-Call-Girls-in-Noida-Without-Advance-Payment
    LEBANONHUB.APP
    Book Call Girls in Noida Without Advance Payment | Lebanon Hub
    Book Call Girls in Noida Without Advance Payment Introduction: Noida is a rapidly developing city full of professionals, businessmen, and tourists who have a busy schedule in their lives. Amidst work, socializing, and personal ambitions, most individuals are looking forward to nice...
    0 Kommentare 0 Geteilt 64 Ansichten
  • POSSIBILE che NESSUNO INTERVENGA? E NESSUNO LEVI UNA VOCE in FAVORE del POPOLO IRANIANO? Non possiamo assistere a questa strage continua SENZA INTERVENIRE!
    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    POSSIBILE che NESSUNO INTERVENGA? E NESSUNO LEVI UNA VOCE in FAVORE del POPOLO IRANIANO? Non possiamo assistere a questa strage continua SENZA INTERVENIRE! Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato" Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
    Angry
    1
    0 Kommentare 0 Geteilt 91 Ansichten
  • SaaS applications operate in an always-connected, fast-moving digital environment where users expect speed, reliability, and intuitive design at every interaction. To meet these expectations, businesses need a technology foundation that scales smoothly and adapts without friction. JavaScript-driven architectures answer this need by unifying application layers into a cohesive, efficient system. The MEAN and MERN Stack integrates database, backend, frontend, and server logic under one language, reducing handoff gaps, minimizing errors, and enabling faster optimization.
    This unified approach supports modern full-stack development, allowing skilled developers to manage everything from data modeling to user interface behavior with clarity and control. Scalability remains essential for SaaS growth, especially when user adoption surges unexpectedly.

    Non-blocking operations and flexible data handling enable horizontal scaling without disruption, ensuring stable performance even under heavy loads. Real-time SaaS features such as dashboards, analytics, notifications, and collaboration tools benefit from responsive frontend frameworks and optimized backend processes, delivering seamless user experiences.
    Faster development cycles further strengthen competitiveness by eliminating redundant tooling and enabling rapid iteration based on real user insights.

    Reusable components and simplified deployments streamline delivery, while structured APIs and middleware validation reinforce security and long-term maintainability. Modular design supports evolving business models, pricing strategies, and integrations without destabilizing core systems.
    Why choose Justtry Technologies? Because building a successful SaaS platform requires more than code, it demands foresight, expertise, and execution that keeps pace with changing expectations, so why not partner with a team prepared to build what comes next?

    Visit: https://justtrytech.com/mean-and-mern-full-stack-development/
    WhatsApp: https://wa.me/919500139200
    Email ID: sales@justtrytech.com
    SaaS applications operate in an always-connected, fast-moving digital environment where users expect speed, reliability, and intuitive design at every interaction. To meet these expectations, businesses need a technology foundation that scales smoothly and adapts without friction. JavaScript-driven architectures answer this need by unifying application layers into a cohesive, efficient system. The MEAN and MERN Stack integrates database, backend, frontend, and server logic under one language, reducing handoff gaps, minimizing errors, and enabling faster optimization. This unified approach supports modern full-stack development, allowing skilled developers to manage everything from data modeling to user interface behavior with clarity and control. Scalability remains essential for SaaS growth, especially when user adoption surges unexpectedly. Non-blocking operations and flexible data handling enable horizontal scaling without disruption, ensuring stable performance even under heavy loads. Real-time SaaS features such as dashboards, analytics, notifications, and collaboration tools benefit from responsive frontend frameworks and optimized backend processes, delivering seamless user experiences. Faster development cycles further strengthen competitiveness by eliminating redundant tooling and enabling rapid iteration based on real user insights. Reusable components and simplified deployments streamline delivery, while structured APIs and middleware validation reinforce security and long-term maintainability. Modular design supports evolving business models, pricing strategies, and integrations without destabilizing core systems. Why choose Justtry Technologies? Because building a successful SaaS platform requires more than code, it demands foresight, expertise, and execution that keeps pace with changing expectations, so why not partner with a team prepared to build what comes next? Visit: https://justtrytech.com/mean-and-mern-full-stack-development/ WhatsApp: https://wa.me/919500139200 Email ID: sales@justtrytech.com
    0 Kommentare 0 Geteilt 290 Ansichten
  • E' SCANDALOSO stanno CERCANDO di DEMONIZZARE X perché è per la LIBERTA' di PAROLA e di ESPRESSIONE!
    L'UE e la Von der Leyen vogliono mettere il bavaglio sulla libertà di informazione e di espressione dei cittadini europei!
    TIRA una BRUTTA ARIA di CENSURA.
    L'Europa contro Grok di Musk: "Pedopornografia non è libertà d'espressione"
    L'Ue minaccia interventi contro il chatbot di X accusato di generare deepfake a sfondo sessuale. Indonesia e Malesia bloccano la piattaforma.
    ASPETTIAMOCI una RISPOSTA FERMA da parte degli STATI UNITI.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/grok-musk-indagine-europa-pedopornografia-notizie/8253837/
    E' SCANDALOSO stanno CERCANDO di DEMONIZZARE X perché è per la LIBERTA' di PAROLA e di ESPRESSIONE! L'UE e la Von der Leyen vogliono mettere il bavaglio sulla libertà di informazione e di espressione dei cittadini europei! TIRA una BRUTTA ARIA di CENSURA. L'Europa contro Grok di Musk: "Pedopornografia non è libertà d'espressione" L'Ue minaccia interventi contro il chatbot di X accusato di generare deepfake a sfondo sessuale. Indonesia e Malesia bloccano la piattaforma. ASPETTIAMOCI una RISPOSTA FERMA da parte degli STATI UNITI. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/grok-musk-indagine-europa-pedopornografia-notizie/8253837/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    L'Europa contro Grok di Musk: "Pedopornografia non è libertà d'espressione"
    L'Ue minaccia interventi contro il chatbot di X accusato di generare deepfake a sfondo sessuale. Indonesia e Malesia bloccano la piattaforma.
    Angry
    2
    0 Kommentare 0 Geteilt 111 Ansichten
Weitere Ergebnisse