• Amal Khalil, voce della verità il ricordo e la ricerca di giustizia

    La testimonianza di Zainab racconta la vita privata e il coraggio della giornalista uccisa nel sud del Libano, tra impegno familiare, minacce ricevute e l’eredità lasciata

    di Piero De Ruvo

    Dietro ogni grande cronista che rischia la vita al fronte c’è un mondo fatto di affetti, quotidianità e silenziose dedizioni che spesso restano nell’ombra. Amal Khalil non era solo una giornalista coraggiosa. Oltre al giubbotto antiproiettile e la telecamera puntata sulle macerie, per la sua famiglia, Amal era il punto di riferimento fondamentale, colei che si prendeva cura di tutti, dai più piccoli alla madre malata, trovando sempre una soluzione ai problemi di ciascuno. Oggi, mentre la sua voce professionale si è spenta in un tragico e forse deliberato attacco da parte dell'esercito israeliano, che ha colpito non solo lei e i suoi colleghi, ma persino ostacolato i soccorsi della Croce Rossa, resta la sua eredità umana e civile. L’eredità di una donna che ha fatto della ricerca della verità un atto di coraggio e umanità, diventando un simbolo per chi vede nel giornalismo uno strumento di giustizia. Amal ha vissuto senza mostrare paura, nemmeno di fronte alle minacce ricevute, spinta dal desiderio viscerale di documentare la realtà del Libano meridionale e di dare testimonianza delle sofferenze della sua gente. In questa intervista, sua sorella Zainab, ci apre le porte di quel mondo privato, raccontandoci la donna che si nascondeva dietro l’obiettivo, una “voce della verità e dell’umanità” che credeva fermamente che il giornalismo non potesse mai essere considerato un crimine. Le sue parole non sono solo un ricordo, ma un grido di giustizia e un invito a non lasciare che il sacrificio di Amal resti vano.

    Chi era Amal nella vita privata, oltre al suo lavoro di giornalista, e cosa la spingeva a raccontare ciò che accadeva sul campo?

    Amal era il punto di riferimento per tutti in famiglia, dai più grandi ai più piccoli. Si prendeva cura di tutti e cercava di risolvere i problemi di ciascuno: quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa, si rivolgeva a lei. Si occupava anche della madre malata. Amal era il punto di riferimento per tutti. La sua passione per il lavoro ha avuto un grande impatto su ciò che voleva realizzare nella sua carriera. Aveva un messaggio da trasmettere a tutti sul Libano meridionale e sugli effetti dell'occupazione, ed è questo che l’ha spinta a essere sul campo. Inoltre, voleva documentare, con parole e video, ciò che gli israeliani stanno facendo nel sud: dalla distruzione all’uccisione delle persone, fino all’occupazione del territorio.

    Amal aveva mai espresso timori per la sua sicurezza o raccontato episodi di minacce legate al suo lavoro?

    Amal ha ricevuto minacce anonime nel 2024, prima che la guerra avesse inizio in quel periodo; tuttavia, non le rese pubbliche finché non fu certa delle fonti delle minacce, e, nonostante ciò, non espresse mai alcun tipo di paura a nessuno.

    Cosa chiedete oggi alla comunità internazionale e alle istituzioni affinché venga fatta piena luce sulla sua morte?
    La comunità e le istituzioni internazionali hanno un ruolo importante da svolgere e devono agire contro i crimini di guerra, avviando indagini, in particolare sulla sua morte attribuita al nemico israeliano. Questo perché l’attacco sarebbe stato compiuto con premeditazione e intenzionalità: sono stati bombardati i suoi colleghi che si trovavano davanti alla sua auto, la sua stessa auto e la casa in cui aveva trovato rifugio; inoltre è stata presa di mira anche la Croce Rossa, intervenuta per soccorrerla e recuperare i corpi dei suoi colleghi. Per questo motivo, tutte le comunità e le istituzioni internazionali devono intraprendere azioni serie e avviare indagini approfondite su questo caso.

    Quale eredità pensate che Amal lasci al giornalismo e a chi continua a raccontare i conflitti in condizioni così pericolose?
    Il giornalismo non è un crimine. Amal ne era profondamente convinta, credeva nel diritto dei giornalisti a essere protetti da ogni minaccia e violazione, ha lasciato un segno forte e duraturo nel mondo dell’informazione, diventando fonte di ispirazione per molti, spingendoli a cercare la verità senza compromessi. La sua voce, autentica e coraggiosa, resta un simbolo di umanità e giustizia. Oggi, chi continua a lavorare sul campo ne raccoglie l’eredità, portando avanti il suo impegno con la stessa determinazione.
    Amal Khalil, voce della verità il ricordo e la ricerca di giustizia La testimonianza di Zainab racconta la vita privata e il coraggio della giornalista uccisa nel sud del Libano, tra impegno familiare, minacce ricevute e l’eredità lasciata di Piero De Ruvo Dietro ogni grande cronista che rischia la vita al fronte c’è un mondo fatto di affetti, quotidianità e silenziose dedizioni che spesso restano nell’ombra. Amal Khalil non era solo una giornalista coraggiosa. Oltre al giubbotto antiproiettile e la telecamera puntata sulle macerie, per la sua famiglia, Amal era il punto di riferimento fondamentale, colei che si prendeva cura di tutti, dai più piccoli alla madre malata, trovando sempre una soluzione ai problemi di ciascuno. Oggi, mentre la sua voce professionale si è spenta in un tragico e forse deliberato attacco da parte dell'esercito israeliano, che ha colpito non solo lei e i suoi colleghi, ma persino ostacolato i soccorsi della Croce Rossa, resta la sua eredità umana e civile. L’eredità di una donna che ha fatto della ricerca della verità un atto di coraggio e umanità, diventando un simbolo per chi vede nel giornalismo uno strumento di giustizia. Amal ha vissuto senza mostrare paura, nemmeno di fronte alle minacce ricevute, spinta dal desiderio viscerale di documentare la realtà del Libano meridionale e di dare testimonianza delle sofferenze della sua gente. In questa intervista, sua sorella Zainab, ci apre le porte di quel mondo privato, raccontandoci la donna che si nascondeva dietro l’obiettivo, una “voce della verità e dell’umanità” che credeva fermamente che il giornalismo non potesse mai essere considerato un crimine. Le sue parole non sono solo un ricordo, ma un grido di giustizia e un invito a non lasciare che il sacrificio di Amal resti vano. Chi era Amal nella vita privata, oltre al suo lavoro di giornalista, e cosa la spingeva a raccontare ciò che accadeva sul campo? Amal era il punto di riferimento per tutti in famiglia, dai più grandi ai più piccoli. Si prendeva cura di tutti e cercava di risolvere i problemi di ciascuno: quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa, si rivolgeva a lei. Si occupava anche della madre malata. Amal era il punto di riferimento per tutti. La sua passione per il lavoro ha avuto un grande impatto su ciò che voleva realizzare nella sua carriera. Aveva un messaggio da trasmettere a tutti sul Libano meridionale e sugli effetti dell'occupazione, ed è questo che l’ha spinta a essere sul campo. Inoltre, voleva documentare, con parole e video, ciò che gli israeliani stanno facendo nel sud: dalla distruzione all’uccisione delle persone, fino all’occupazione del territorio. Amal aveva mai espresso timori per la sua sicurezza o raccontato episodi di minacce legate al suo lavoro? Amal ha ricevuto minacce anonime nel 2024, prima che la guerra avesse inizio in quel periodo; tuttavia, non le rese pubbliche finché non fu certa delle fonti delle minacce, e, nonostante ciò, non espresse mai alcun tipo di paura a nessuno. Cosa chiedete oggi alla comunità internazionale e alle istituzioni affinché venga fatta piena luce sulla sua morte? La comunità e le istituzioni internazionali hanno un ruolo importante da svolgere e devono agire contro i crimini di guerra, avviando indagini, in particolare sulla sua morte attribuita al nemico israeliano. Questo perché l’attacco sarebbe stato compiuto con premeditazione e intenzionalità: sono stati bombardati i suoi colleghi che si trovavano davanti alla sua auto, la sua stessa auto e la casa in cui aveva trovato rifugio; inoltre è stata presa di mira anche la Croce Rossa, intervenuta per soccorrerla e recuperare i corpi dei suoi colleghi. Per questo motivo, tutte le comunità e le istituzioni internazionali devono intraprendere azioni serie e avviare indagini approfondite su questo caso. Quale eredità pensate che Amal lasci al giornalismo e a chi continua a raccontare i conflitti in condizioni così pericolose? Il giornalismo non è un crimine. Amal ne era profondamente convinta, credeva nel diritto dei giornalisti a essere protetti da ogni minaccia e violazione, ha lasciato un segno forte e duraturo nel mondo dell’informazione, diventando fonte di ispirazione per molti, spingendoli a cercare la verità senza compromessi. La sua voce, autentica e coraggiosa, resta un simbolo di umanità e giustizia. Oggi, chi continua a lavorare sul campo ne raccoglie l’eredità, portando avanti il suo impegno con la stessa determinazione.
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  • SPARATORIA all'interno della CASA BIANCA
    Come in un film FALSE-FLAG
    La previsione, la violazione della sicurezza, l'evacuazione di Trump (5 video)

    SHOOTING inside the WHITE HOUSE
    like in a FALSE-FLAG MOVIE.
    The Prediction, the Security Breach, the Trump's Evacuation (5 Videos)

    https://gospanews.net/en/2026/04/27/shooting-inside-the-white-house-like-in-a-false-flag-movie-the-prediction-the-security-breach-the-trumps-evacuation-5-videos/
    SPARATORIA all'interno della CASA BIANCA Come in un film FALSE-FLAG La previsione, la violazione della sicurezza, l'evacuazione di Trump (5 video) SHOOTING inside the WHITE HOUSE like in a FALSE-FLAG MOVIE. The Prediction, the Security Breach, the Trump's Evacuation (5 Videos) https://gospanews.net/en/2026/04/27/shooting-inside-the-white-house-like-in-a-false-flag-movie-the-prediction-the-security-breach-the-trumps-evacuation-5-videos/
    GOSPANEWS.NET
    SHOOTING inside the WHITE HOUSE like in a FALSE-FLAG MOVIE. The Prediction, the Security Breach, the Trump’s Evacuation (5 Videos)
    The Prediction, the Security Breach, the Trump's EvacuationThree footage ina video like an Hollywoodian Movie...US Presidential Press Secretary Caroline Leavitt accidentally predicted the future when she announced Donald Trump's speech at the White House Correspondents' Association dinner."T
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  • Al PD e ai Verdi piace l‘idea del „regolamento del discorso“ politico e privato. Qui la mia reazione alla mozione presentata dal collega del PD.
    La democrazia non consente censura. Abbiamo la legge penale che ci dà i mezzi di difesa in caso di necessità e violazione dei paletti posti alla libertà di espressione dalla Costituzione Repubblicana. Non è pensabile instaurare organi di censura. Abbiamo già il problema dell‘UE che - certo con il consenso dei governi degli Stati membri non vigili oppure persino compiacenti, coautori - si è arrogato - ultra vires - la prepotenza (non competenza che non ha!) di censura.


    Source: https://x.com/i/status/2044835119878320389
    ‼️Al PD e ai Verdi piace l‘idea del „regolamento del discorso“ politico e privato. Qui la mia reazione alla mozione presentata dal collega del PD. La democrazia non consente censura. Abbiamo la legge penale che ci dà i mezzi di difesa in caso di necessità e violazione dei paletti posti alla libertà di espressione dalla Costituzione Repubblicana. Non è pensabile instaurare organi di censura. Abbiamo già il problema dell‘UE che - certo con il consenso dei governi degli Stati membri non vigili oppure persino compiacenti, coautori - si è arrogato - ultra vires - la prepotenza (non competenza che non ha!) di censura. 👇👇👇 Source: https://x.com/i/status/2044835119878320389
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  • GIP di Roma conferma la natura sperimentale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19, ma ciò nonostante ritiene legittimo averli applicati persino ai minori e donne incinte. La magistratura italiana (eccetto poche eccezioni) sulla questione dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 per forza di negare i fatti documentati persino istituzionalmente e per forza di omettere l’accertamento della “verità materiale” è nel delirio totale
    Confrontata con la prova schiacciante della vera natura dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 (sostanze appunto sperimentali), la magistratura non nega più il carattere sperimentale, ma nel suo delirio totale dovuto all’evidente intenzione di “scolpare” a prescindere dai fatti coloro che hanno consentito che ai cittadini (inclusi minori, giovani e donne incinte) fossero - persino a mezzo di obbligo vaccinale diretto e indiretto (green pass) applicate sostanze sperimentali - come p.e. l’allora Direttore Generale dell’AIFA NICOLA MAGRINI , che nel suo ruolo apicale dell’Autorità che ha il preciso obbligo di garantire che i cittadini non vengano ridotti a cavie (peraltro alla loro insaputa) di sostanze sperimentali (persino a mezzo di obbligo vaccinale con brutale discriminazione dei non “vaccinati” - chiara violazione del Codice di Norimberga”) non si è opposto affatto all’uso di sostanze sperimentali sull’intera popolazione, persino con obbligo vaccinale, ma ha partecipato, invece, attivamente e passivamente alla gravissima disinformazione dei cittadini, al loro brutale inganno, all’applicazione in modo pericoloso di medicinali (appunto senza la prescritta prescrizione medica - invece posta quale condizione per l’applicabilità legale di tali sostanze) e per aver consentito l’applicazione di farmaci imperfetti perché sperimentali.
    Nonostante le mie ampie memorie con documentazione istituzionale e quelle di un collega per un altro caso riunito al mio, la GIP - pur dovendo riconoscere che i cosiddetti “vaccini”-Covid-19 sono sostanze SPERIMENTALI, nell’ evidente intento di scolpare a prescindere dalla verità materiale - arriva all’assurda, scandalosa e pericolosissima conclusione che - seppur trattandosi di sostanze sperimentali - sarebbe stato legittimo applicarle persino ai minori e donne incinte! In questa aberrante decisione della GIP di Roma (che riguarda anche il figlio della mia mandante, morto a 25 anni improvvisamente 10 giorni dopo la prima dose di Comirnaty di Pfizer/BioNTech), la GIP invoca in modo del tutto inconferente la sentenza del 1.12.2022 (n. 14/2023) della Corte Costituzionale, perché in quella sentenza la Corte Costituzionale - messa purtroppo sull’ binario sbagliato pure dal giudice rimettente e sulla base di un nulla in punto di accertamento della Verità Materiale - nega ripetutamente e del tutto infondatamente la natura sperimentale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19

    https://drive.google.com/file/d/1RtNWRz
    Lt0bXEZNopYiHlOTpLXl_PLcyG/view?usp=drivesdk


    Ora, che i giudici del merito iniziano a riconoscere la NATURA SPERIMENTALE della “cura” (come la definisce la GIP
    Romana … una “cura”, comunque, non è vaccino … anche di questa evidente contraddizione nell’intento di voler comunque archiviare la denuncia presentata - peraltro non solo nei confronti di Nicola Magrini - la GIP apparentemente non si rende conto), le sentenze della Corte Costituzionale, che invece negano tale natura, non possono più essere invocate per sostenere la legittimità non solo dell’obbligo vaccinale ma pure della campagna vaccinale in sè!
    La pericolosità dell’anti-costituzionale percorso scelto dalla magistratura, sta nel tentativo di far passare persino l’idea che pure sostanze sperimentali possano essere utilizzate in campagne “vaccinali” e persino ai fini dell’adempimento di un’obbligo “vaccinale”.
    Se questa tesi “vomitevole” - dovesse far scuola nella magistratura italiana anche di livello supremo - la magistratura consegnerebbe definitivamente la popolazione come cavie a big pharma, al cui guinzaglio si trova gran parte della politica e con essa - aihmè- tanta magistratura.

    https://drive.google.com/file/d/1RtNWRzLt0bXEZNopYiHlOTpLXl_PLcyG/view?pli=1

    Source: https://x.com/RHolzeisen/status/2043984264178332084?s=20
    ‼️GIP di Roma conferma la natura sperimentale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19, ma ciò nonostante ritiene legittimo averli applicati persino ai minori e donne incinte. La magistratura italiana (eccetto poche eccezioni) sulla questione dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 per forza di negare i fatti documentati persino istituzionalmente e per forza di omettere l’accertamento della “verità materiale” è nel delirio totale‼️ Confrontata con la prova schiacciante della vera natura dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 (sostanze appunto sperimentali), la magistratura non nega più il carattere sperimentale, ma nel suo delirio totale dovuto all’evidente intenzione di “scolpare” a prescindere dai fatti coloro che hanno consentito che ai cittadini (inclusi minori, giovani e donne incinte) fossero - persino a mezzo di obbligo vaccinale diretto e indiretto (green pass) applicate sostanze sperimentali - come p.e. l’allora Direttore Generale dell’AIFA NICOLA MAGRINI , che nel suo ruolo apicale dell’Autorità che ha il preciso obbligo di garantire che i cittadini non vengano ridotti a cavie (peraltro alla loro insaputa) di sostanze sperimentali (persino a mezzo di obbligo vaccinale con brutale discriminazione dei non “vaccinati” - chiara violazione del Codice di Norimberga”) non si è opposto affatto all’uso di sostanze sperimentali sull’intera popolazione, persino con obbligo vaccinale, ma ha partecipato, invece, attivamente e passivamente alla gravissima disinformazione dei cittadini, al loro brutale inganno, all’applicazione in modo pericoloso di medicinali (appunto senza la prescritta prescrizione medica - invece posta quale condizione per l’applicabilità legale di tali sostanze) e per aver consentito l’applicazione di farmaci imperfetti perché sperimentali. Nonostante le mie ampie memorie con documentazione istituzionale e quelle di un collega per un altro caso riunito al mio, la GIP - pur dovendo riconoscere che i cosiddetti “vaccini”-Covid-19 sono sostanze SPERIMENTALI, nell’ evidente intento di scolpare a prescindere dalla verità materiale - arriva all’assurda, scandalosa e pericolosissima conclusione che - seppur trattandosi di sostanze sperimentali - sarebbe stato legittimo applicarle persino ai minori e donne incinte! In questa aberrante decisione della GIP di Roma (che riguarda anche il figlio della mia mandante, morto a 25 anni improvvisamente 10 giorni dopo la prima dose di Comirnaty di Pfizer/BioNTech), la GIP invoca in modo del tutto inconferente la sentenza del 1.12.2022 (n. 14/2023) della Corte Costituzionale, perché in quella sentenza la Corte Costituzionale - messa purtroppo sull’ binario sbagliato pure dal giudice rimettente e sulla base di un nulla in punto di accertamento della Verità Materiale - nega ripetutamente e del tutto infondatamente la natura sperimentale dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 https://drive.google.com/file/d/1RtNWRz Lt0bXEZNopYiHlOTpLXl_PLcyG/view?usp=drivesdk Ora, che i giudici del merito iniziano a riconoscere la NATURA SPERIMENTALE della “cura” (come la definisce la GIP Romana … una “cura”, comunque, non è vaccino … anche di questa evidente contraddizione nell’intento di voler comunque archiviare la denuncia presentata - peraltro non solo nei confronti di Nicola Magrini - la GIP apparentemente non si rende conto), le sentenze della Corte Costituzionale, che invece negano tale natura, non possono più essere invocate per sostenere la legittimità non solo dell’obbligo vaccinale ma pure della campagna vaccinale in sè! La pericolosità dell’anti-costituzionale percorso scelto dalla magistratura, sta nel tentativo di far passare persino l’idea che pure sostanze sperimentali possano essere utilizzate in campagne “vaccinali” e persino ai fini dell’adempimento di un’obbligo “vaccinale”. Se questa tesi “vomitevole” - dovesse far scuola nella magistratura italiana anche di livello supremo - la magistratura consegnerebbe definitivamente la popolazione come cavie a big pharma, al cui guinzaglio si trova gran parte della politica e con essa - aihmè- tanta magistratura. https://drive.google.com/file/d/1RtNWRzLt0bXEZNopYiHlOTpLXl_PLcyG/view?pli=1 Source: https://x.com/RHolzeisen/status/2043984264178332084?s=20
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  • L'ambasciata Russa risponde così a Giorgia Meloni

    "⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista del 2 marzo 2026 al canale TV «TG5», ha definito la crisi del diritto internazionale "figlia dell’aggressione russa contro l’Ucraina". Tutto semplice, dunque!

    Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026).

    Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale."

    Source: https://x.com/i/status/2028816654700872181
    L'ambasciata Russa risponde così a Giorgia Meloni 👇 "⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista del 2 marzo 2026 al canale TV «TG5», ha definito la crisi del diritto internazionale "figlia dell’aggressione russa contro l’Ucraina". Tutto semplice, dunque! Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026). Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale." Source: https://x.com/i/status/2028816654700872181
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  • PUTIN revoca l'indipendenza della Germania!

    IL PANICO È INIZIATO IN EUROPA!! LA RUSSIA REVOCA L'INDIPENDENZA DELLA GERMANIA - DENUNCIA COMPLETA DEL TRATTATO.

    Questo evento è già chiamato storico. Il mondo si è congelato, la Germania è sotto shock, l'Europa non riesce a credere ai suoi occhi - la Russia ha annunciato la piena denuncia del trattato del dopoguerra che ha consolidato lo status della Germania moderna.
    In sostanza, Mosca ha affermato: Il documento su cui Berlino si considerava uno stato sovrano, non è più valido! In altre parole, la Russia revoca il suo accordo sull'indipendenza tedesca. Queste parole sono state sentite in onda dalle TV federali e hanno subito lampeggiato il mondo intero. Questo è uno shock per l'Europa. Per gli USA - un pugno nello stomaco, e per la Germania stessa - un momento di verità. Per la prima volta dopo molti decenni, Berlino non ha sentito da Mosca alcun indizio, nessuna formulazione diplomatica, ma un segnale diretto legalmente verificato - Il gioco è finito! Per capire la portata di ciò che sta accadendo, bisogna ricordare cosa c'era al centro della sovranità tedesca. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Germania fu occupata dai paesi vincitori - URSS, USA, Gran Bretagna e Francia. Solo decenni dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la Russia ha ufficialmente rinunciato ai diritti e alle responsabilità sanciti negli accordi del dopoguerra. Fu allora, nei primi anni '90, la Germania ricevette il riconoscimento formale della sovranità completa e qui ora, la Russia afferma: Questo atto è stato un errore! L'affermazione del Cremlino sembrava calma, ma ogni parola era giusta. Mosca ha sottolineato che la Germania aveva violato tutti i principi su cui si basava dopo gli accordi militari: smilitarizzazione, neutralità e rispetto della memoria storica. Putin l'ha detto francamente: se un paese liberato dall'Unione Sovietica si riarma contro la Russia, allora la base per la sua indipendenza deve essere riveduta.

    Queste parole hanno provocato una vera isteria a Berlino. Il Cancelliere ha convocato urgentemente una conferenza stampa dove ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica affermando che la Germania non dipende da nessuno, ma la reazione è stata nervosa perché tutti capiscono - legalmente la Russia ha infatti il diritto di sollevare la questione, quindi negli archivi di Mosca gli originali della firma i documenti vengono conservati dagli alleati dopo la capitolazione del Terzo Reich, il che significa che la Russia ha una chiave legale per la questione dello status della Germania moderna.
    Il panico è iniziato in Europa. I giornali scrivono per rivedere la storia, gli analisti discutono sul da farsi. Alcuni chiamano ricatto la dichiarazione di Mosca, altri - un promemoria legale, ma tutti ammettono: la Russia ha fatto una mossa per cui nessuno era pronto. Per Berlino, questo non è uno scandalo diplomatico. Questo è un duro colpo per l'intera costruzione della pace del dopoguerra. Per decenni, la Germania ha costruito la sua politica sulla fiducia che la questione del suo status fosse chiusa definitivamente, ma ora è chiaro che non lo è. Questo suona particolarmente doloroso in sottofondo che la Germania partecipa attivamente alla fornitura di armi all'Ucraina. Mosca l'ha vista come una violazione diretta di tutti gli accordi - la Germania non ha mai più obbligata a partecipare ad azioni aggressive contro la Russia, e oggi i suoi carri armati sono di nuovo diretti ad est. Per la Russia, questo vassoio non è solo un simbolo. Questo è un deja vu storico. E ora parla Mosca: se la Germania ha scelto di nuovo la via della guerra, ricordiamoci su quali basi ha ottenuto la sua indipendenza. Washington è nel panico. La Casa Bianca ha tenuto urgentemente una riunione a porte chiuse. Secondo i dati di una questione vicina al Dipartimento di Stato, gli Stati Uniti temono che la Russia possa avviare una discussione internazionale per rivedere lo status della Germania. Sarà un disastro per la NATO, poiché l'intera struttura dell'alleanza è costruita sulle infrastrutture tedesche. Se si mette in discussione la base giuridica e la sua partecipazione ai trattati internazionali, l'intero blocco crollerà.

    Contemporaneamente in Russia, gli analisti parlano apertamente: il passo di Mosca non è emotivo, ma strategico. È diventata una risposta all'aggressione della Germania, al suo coinvolgimento nel conflitto ucraino, alle sue infinite accuse e alla retorica russofoba. Mosca in qualche modo disse: Hai dimenticato chi ti ha dato il diritto di essere ciò che sei diventato? Ed è davvero così. Ovvero, l'Unione Sovietica, pagando milioni di vite, ha salvato la Germania dall'estinzione totale. Senza la volontà di Mosca, la Germania semplicemente non esisterebbe nella sua forma attuale. Putin, in un incontro con i veterani, ha detto una frase che è diventata la citazione del giorno: Abbiamo dato loro la possibilità di vivere in pace, ma hanno scelto di nuovo la strada per obbedire alla volontà di qualcun altro. Ora ricordiamoci in quali condizioni è stata raggiunta questa pace. Queste parole sono state ascoltate a Berlino, Washington e Bruxelles. I politici tedeschi sono nel panico. Alcuni parlamentari del Bundestag vogliono già una risposta ferma dalla Russia. Ma quale può essere la risposta se Mosca non minaccia ma ricorda semplicemente i fatti. Sono iniziate le controversie in Germania anche tra gli avvocati. Un professore di diritto internazionale ha detto: Se la Russia si rifiuta di riconoscere gli atti degli anni '90, creerà un grave vuoto giuridico. In altre parole, non solo l'adesione della Germania alla NATO, ma anche i suoi accordi UE possono essere messi in discussione!

    C'è stato silenzio in Europa. Anche i francesi, solitamente tuonano in queste situazioni, ora parlano bene. Capiscono che la Russia ha sollevato una questione che nessuno vuole aprire. In Occidente si chiama "colpo di memoria", ma in Russia si pensa diversamente - Se qualcuno prova a riscrivere la storia, deve tornare al punto di partenza. Curiosamente, questo passo coincise con l'anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Il simbolismo è evidente. Mosca dimostra che la memoria non è solo importante, ma ha potere legale. E ora la Germania, che da decenni costruisce l'immagine di uno stato pacifico, si trova improvvisamente nella posizione di un paese a status indefinito.

    Gli esperti statunitensi in panico scrivono: la Russia ha restituito il suo diritto di determinare la realtà postbellica. Trump, commentando la dichiarazione di Putin, ha detto: Questa è una mossa geniale. Biden ha portato la situazione al punto che ora la Germania è nuovamente in discussione. - Questa frase si è diffusa su tutti i canali televisivi.
    La Russia ha restituito il suo diritto di avere l'ultima parola. Putin ha fatto di nuovo quello che fa sempre - fino a quando l'avversario non si è indebolito dai propri errori e ha colpito un colpo accurato non sulle truppe, ma sulla base della loro fede. Ora la Germania è un paese con un passato, ma senza un futuro certo, e la Russia è un paese che non solo protegge il suo presente, ma sa anche gestire il tempo. Tutto il mondo guarda Mosca e anche chi non è d'accordo tace perché sa - Discutere con la storia è inutile. Quindi, forse, la decisione odierna del Cremlino non è la fine, ma l'inizio. L'inizio di una nuova era in cui la parola indipendenza non significherà ancora una volta un giornale, ma un'azione. Putin ha detto al mondo: avete dimenticato chi ha messo fine a questa guerra? Possiamo avere un promemoria! E ora tutto l'Occidente ha capito - questa non è una minaccia, è un avvertimento. La storia è tornata a casa.
    PUTIN revoca l'indipendenza della Germania! IL PANICO È INIZIATO IN EUROPA!! LA RUSSIA REVOCA L'INDIPENDENZA DELLA GERMANIA - DENUNCIA COMPLETA DEL TRATTATO. Questo evento è già chiamato storico. Il mondo si è congelato, la Germania è sotto shock, l'Europa non riesce a credere ai suoi occhi - la Russia ha annunciato la piena denuncia del trattato del dopoguerra che ha consolidato lo status della Germania moderna. In sostanza, Mosca ha affermato: Il documento su cui Berlino si considerava uno stato sovrano, non è più valido! In altre parole, la Russia revoca il suo accordo sull'indipendenza tedesca. Queste parole sono state sentite in onda dalle TV federali e hanno subito lampeggiato il mondo intero. Questo è uno shock per l'Europa. Per gli USA - un pugno nello stomaco, e per la Germania stessa - un momento di verità. Per la prima volta dopo molti decenni, Berlino non ha sentito da Mosca alcun indizio, nessuna formulazione diplomatica, ma un segnale diretto legalmente verificato - Il gioco è finito! Per capire la portata di ciò che sta accadendo, bisogna ricordare cosa c'era al centro della sovranità tedesca. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Germania fu occupata dai paesi vincitori - URSS, USA, Gran Bretagna e Francia. Solo decenni dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la Russia ha ufficialmente rinunciato ai diritti e alle responsabilità sanciti negli accordi del dopoguerra. Fu allora, nei primi anni '90, la Germania ricevette il riconoscimento formale della sovranità completa e qui ora, la Russia afferma: Questo atto è stato un errore! L'affermazione del Cremlino sembrava calma, ma ogni parola era giusta. Mosca ha sottolineato che la Germania aveva violato tutti i principi su cui si basava dopo gli accordi militari: smilitarizzazione, neutralità e rispetto della memoria storica. Putin l'ha detto francamente: se un paese liberato dall'Unione Sovietica si riarma contro la Russia, allora la base per la sua indipendenza deve essere riveduta. Queste parole hanno provocato una vera isteria a Berlino. Il Cancelliere ha convocato urgentemente una conferenza stampa dove ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica affermando che la Germania non dipende da nessuno, ma la reazione è stata nervosa perché tutti capiscono - legalmente la Russia ha infatti il diritto di sollevare la questione, quindi negli archivi di Mosca gli originali della firma i documenti vengono conservati dagli alleati dopo la capitolazione del Terzo Reich, il che significa che la Russia ha una chiave legale per la questione dello status della Germania moderna. Il panico è iniziato in Europa. I giornali scrivono per rivedere la storia, gli analisti discutono sul da farsi. Alcuni chiamano ricatto la dichiarazione di Mosca, altri - un promemoria legale, ma tutti ammettono: la Russia ha fatto una mossa per cui nessuno era pronto. Per Berlino, questo non è uno scandalo diplomatico. Questo è un duro colpo per l'intera costruzione della pace del dopoguerra. Per decenni, la Germania ha costruito la sua politica sulla fiducia che la questione del suo status fosse chiusa definitivamente, ma ora è chiaro che non lo è. Questo suona particolarmente doloroso in sottofondo che la Germania partecipa attivamente alla fornitura di armi all'Ucraina. Mosca l'ha vista come una violazione diretta di tutti gli accordi - la Germania non ha mai più obbligata a partecipare ad azioni aggressive contro la Russia, e oggi i suoi carri armati sono di nuovo diretti ad est. Per la Russia, questo vassoio non è solo un simbolo. Questo è un deja vu storico. E ora parla Mosca: se la Germania ha scelto di nuovo la via della guerra, ricordiamoci su quali basi ha ottenuto la sua indipendenza. Washington è nel panico. La Casa Bianca ha tenuto urgentemente una riunione a porte chiuse. Secondo i dati di una questione vicina al Dipartimento di Stato, gli Stati Uniti temono che la Russia possa avviare una discussione internazionale per rivedere lo status della Germania. Sarà un disastro per la NATO, poiché l'intera struttura dell'alleanza è costruita sulle infrastrutture tedesche. Se si mette in discussione la base giuridica e la sua partecipazione ai trattati internazionali, l'intero blocco crollerà. Contemporaneamente in Russia, gli analisti parlano apertamente: il passo di Mosca non è emotivo, ma strategico. È diventata una risposta all'aggressione della Germania, al suo coinvolgimento nel conflitto ucraino, alle sue infinite accuse e alla retorica russofoba. Mosca in qualche modo disse: Hai dimenticato chi ti ha dato il diritto di essere ciò che sei diventato? Ed è davvero così. Ovvero, l'Unione Sovietica, pagando milioni di vite, ha salvato la Germania dall'estinzione totale. Senza la volontà di Mosca, la Germania semplicemente non esisterebbe nella sua forma attuale. Putin, in un incontro con i veterani, ha detto una frase che è diventata la citazione del giorno: Abbiamo dato loro la possibilità di vivere in pace, ma hanno scelto di nuovo la strada per obbedire alla volontà di qualcun altro. Ora ricordiamoci in quali condizioni è stata raggiunta questa pace. Queste parole sono state ascoltate a Berlino, Washington e Bruxelles. I politici tedeschi sono nel panico. Alcuni parlamentari del Bundestag vogliono già una risposta ferma dalla Russia. Ma quale può essere la risposta se Mosca non minaccia ma ricorda semplicemente i fatti. Sono iniziate le controversie in Germania anche tra gli avvocati. Un professore di diritto internazionale ha detto: Se la Russia si rifiuta di riconoscere gli atti degli anni '90, creerà un grave vuoto giuridico. In altre parole, non solo l'adesione della Germania alla NATO, ma anche i suoi accordi UE possono essere messi in discussione! C'è stato silenzio in Europa. Anche i francesi, solitamente tuonano in queste situazioni, ora parlano bene. Capiscono che la Russia ha sollevato una questione che nessuno vuole aprire. In Occidente si chiama "colpo di memoria", ma in Russia si pensa diversamente - Se qualcuno prova a riscrivere la storia, deve tornare al punto di partenza. Curiosamente, questo passo coincise con l'anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Il simbolismo è evidente. Mosca dimostra che la memoria non è solo importante, ma ha potere legale. E ora la Germania, che da decenni costruisce l'immagine di uno stato pacifico, si trova improvvisamente nella posizione di un paese a status indefinito. Gli esperti statunitensi in panico scrivono: la Russia ha restituito il suo diritto di determinare la realtà postbellica. Trump, commentando la dichiarazione di Putin, ha detto: Questa è una mossa geniale. Biden ha portato la situazione al punto che ora la Germania è nuovamente in discussione. - Questa frase si è diffusa su tutti i canali televisivi. La Russia ha restituito il suo diritto di avere l'ultima parola. Putin ha fatto di nuovo quello che fa sempre - fino a quando l'avversario non si è indebolito dai propri errori e ha colpito un colpo accurato non sulle truppe, ma sulla base della loro fede. Ora la Germania è un paese con un passato, ma senza un futuro certo, e la Russia è un paese che non solo protegge il suo presente, ma sa anche gestire il tempo. Tutto il mondo guarda Mosca e anche chi non è d'accordo tace perché sa - Discutere con la storia è inutile. Quindi, forse, la decisione odierna del Cremlino non è la fine, ma l'inizio. L'inizio di una nuova era in cui la parola indipendenza non significherà ancora una volta un giornale, ma un'azione. Putin ha detto al mondo: avete dimenticato chi ha messo fine a questa guerra? Possiamo avere un promemoria! E ora tutto l'Occidente ha capito - questa non è una minaccia, è un avvertimento. La storia è tornata a casa.
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  • #falsissimo #FabrizioCorona
    #Signorini #SIGNORINIGATE
    #Mediaset #piersilvio #GrandeFratello

    Benvenuti in Italia, il Paese in cui un giornalista iscritto all’albo che si spara da solo, con una pistola detenuta illegalmente, per ottenere la scorta, viene “premiato”.

    Sospeso per un anno, ha continuato a scrivere sul suo giornale online senza firmare gli articoli; il sito, pieno di contenuti diffamatori verso colleghi e politici, non è mai stato oscurato e nessun articolo è stato rimosso. Dopo aver patteggiato 3 anni e 10 mesi di reclusione per simulazione di reato, calunnia, detenzione abusiva di arma e falso, è di nuovo al centro di una vicenda giudiziaria per tentata estorsione a un sindaco. Nonostante tutto, lavora ancora come giornalista e cura la comunicazione istituzionale al Senato.

    Intanto, un provvedimento giudiziario storico arriva per Fabrizio Corona: il Tribunale civile di Milano ha ordinato la rimozione immediata di tutti i video e contenuti riguardanti Alfonso Signorini pubblicati dal format "Falsissimo" e ha vietato la pubblicazione di nuovi contenuti diffamatori o lesivi della sua reputazione. Corona dovrà depositare tutto il materiale presso il tribunale e rischia 2.000 euro al giorno di penale per ogni violazione.

    Il giudice ha motivato la decisione rilevando che i contenuti avevano carattere diffamatorio e lesivo della dignità personale di Signorini — attualmente indagato per tentata estorsione e violenza sessuale — sfruttando l’interesse morboso del pubblico senza prove sufficienti.

    Per la prima volta in Italia, un giudice censura preventivamente dei contenuti per impedirne la divulgazione.

    Che Fabrizio Corona piaccia o meno, quello che sta accadendo evidenzia un problema importante che rischia di creare un precedente destinato a incidere pesantemente sulle sorti di chi fa informazione.

    - Luciana Esposito
    #falsissimo #FabrizioCorona #Signorini #SIGNORINIGATE #Mediaset #piersilvio #GrandeFratello Benvenuti in Italia, il Paese in cui un giornalista iscritto all’albo che si spara da solo, con una pistola detenuta illegalmente, per ottenere la scorta, viene “premiato”. Sospeso per un anno, ha continuato a scrivere sul suo giornale online senza firmare gli articoli; il sito, pieno di contenuti diffamatori verso colleghi e politici, non è mai stato oscurato e nessun articolo è stato rimosso. Dopo aver patteggiato 3 anni e 10 mesi di reclusione per simulazione di reato, calunnia, detenzione abusiva di arma e falso, è di nuovo al centro di una vicenda giudiziaria per tentata estorsione a un sindaco. Nonostante tutto, lavora ancora come giornalista e cura la comunicazione istituzionale al Senato. Intanto, un provvedimento giudiziario storico arriva per Fabrizio Corona: il Tribunale civile di Milano ha ordinato la rimozione immediata di tutti i video e contenuti riguardanti Alfonso Signorini pubblicati dal format "Falsissimo" e ha vietato la pubblicazione di nuovi contenuti diffamatori o lesivi della sua reputazione. Corona dovrà depositare tutto il materiale presso il tribunale e rischia 2.000 euro al giorno di penale per ogni violazione. Il giudice ha motivato la decisione rilevando che i contenuti avevano carattere diffamatorio e lesivo della dignità personale di Signorini — attualmente indagato per tentata estorsione e violenza sessuale — sfruttando l’interesse morboso del pubblico senza prove sufficienti. Per la prima volta in Italia, un giudice censura preventivamente dei contenuti per impedirne la divulgazione. Che Fabrizio Corona piaccia o meno, quello che sta accadendo evidenzia un problema importante che rischia di creare un precedente destinato a incidere pesantemente sulle sorti di chi fa informazione. - Luciana Esposito
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  • Uno dei chatbot di IA più popolari al mondo ha diffuso milioni di conversazioni segrete
    Un gruppo di ricerca ha scoperto una vulnerabilità in Chat & Ask AI, app da 50 milioni di download. Una violazione di dati sensibili che riaccende i dubbi …
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/29/news/chatbot_ia_hacker_dati_sensibili_suicidio_droga-425126322/amp/
    Uno dei chatbot di IA più popolari al mondo ha diffuso milioni di conversazioni segrete Un gruppo di ricerca ha scoperto una vulnerabilità in Chat & Ask AI, app da 50 milioni di download. Una violazione di dati sensibili che riaccende i dubbi … https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/01/29/news/chatbot_ia_hacker_dati_sensibili_suicidio_droga-425126322/amp/
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    Uno dei chatbot di IA più popolari al mondo ha diffuso milioni di conversazioni segrete
    Un gruppo di ricerca ha scoperto una vulnerabilità in Chat & Ask AI, app da 50 milioni di download. Una violazione di dati sensibili che riaccende i dubbi …
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  • Il MUOSTRO DI NISCEMI

    MUOS a Niscemi è una stazione terrestre del sistema militare di comunicazioni satellitari Mobile User Objective System (MUOS), gestita dalla Marina militare degli Stati Uniti. Situata nel libero consorzio comunale di Caltanissetta, all'interno della Riserva Naturale Orientata della Sughereta di Niscemi, la base è parte della Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), operativa dal 1991. Il progetto, inizialmente previsto a Sigonella, è stato spostato a Niscemi per evitare interferenze elettromagnetiche con armi presenti nella base, come rivelato da uno studio dell'AGI del 2007.

    La stazione, completata nel 2014, include tre antenne paraboliche da 18,4 metri e due trasmettitori elicoidali da 149 metri, che operano in bande UHF e Ka, con frequenze tra 240 e 315 MHz e 30–31 GHz, rispettivamente. Il sistema consente comunicazioni ad alta velocità per droni, sottomarini, aerei e centri di comando della NATO e degli USA.

    Il MUOS ha suscitato forti opposizioni da parte dei comitati No Muos, che denunciano rischi per la salute umana (inquinamento elettromagnetico, rischio di leucemie e mutazioni genetiche), impatto ambientale sulla riserva naturale e violazione dell’art. 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa.

    Nel 2026, Niscemi è tornata sotto i riflettori per una frana di 4 km, che ha isolato il paese e causato lo sfollamento di oltre 1500 persone. Le autorità hanno identificato cause strutturali: incuria politica, abusi edilizi, instabilità geologica e militarizzazione del territorio, con la presenza della base da decenni. Il disastro ha riacceso il dibattito sulla responsabilità delle istituzioni e sul ruolo della base militare nel degrado del territorio.

    Attualmente, la stazione è in funzione dal 2016 e rimane un punto focale di tensione tra sicurezza nazionale, sovranità territoriale e diritti dei cittadini.

    Quali sono i rischi per la salute legati alle frequenze MUOS?
    Come ha influenzato la militarizzazione la geologia di Niscemi?
    Quali misure sono state prese per proteggere la riserva naturale?

    No Muos
    A seguito della chiusura della stazione di Keflavik (Islanda), nel settembre 2006 è stato installato a Niscemi un Sistema “addizionale” di processamento e comunicazione automatico e integrato (ISABPS) che consente tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici (Atlantic Low Frequency Submarine Broadcast). Attualmente all’interno dell’infrastruttura fervono i preparativi per l’installazione di uno dei quattro terminali terrestri al mondo del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System) della Marina militare degli Stai Uniti d’America (US Navy)

    Stampalibera
    Niscemi è vittima di una gestione del territorio che da anni avvelena l’acqua, l’aria e la terra. Un totale avvelenamento causato dall’istallazione delle antenne MUOS, opere strategiche per la guerra e nello stesso tempo “arma ambientale”. In queste ore basta guardare le riprese dei droni per far somigliare quei territori devastati simili agli scenari che riproducono aree colpite dalle bombe.

    Editoriale Domani
    niscemi-oltre-disastro-geologico-rimarra-presidio-pace-no-muos-usa-nxwd9vs7
    Non è solo il centro del mondo. Niscemi come presidio di pace
    Da quando nel 2006 fu stipulato il patto con gli Usa per l’installazione del Muos, detto anche il “Muostro”, un sistema satellitare che crea una rete di comunicazione segreta in tutto il pianeta, i niscemesi si oppongono strenuamente ...

    Il Fatto Nisseno
    dal-muos-alla-frana-di-niscemi-janni-ciclone-harry-non-e-emergenza-inaspettata

    Il Fatto Quotidiano
    la rabbia di niscemi: “dov’è lo stato? i miliardi inviati da roma sono stati utilizzati per il territorio?”
    La rabbia di Niscemi contro Schifani: "Dov'è lo Stato? I miliardi inviati da Roma sono stati utilizzati per il territorio?"
    Il MUOSTRO DI NISCEMI MUOS a Niscemi è una stazione terrestre del sistema militare di comunicazioni satellitari Mobile User Objective System (MUOS), gestita dalla Marina militare degli Stati Uniti. Situata nel libero consorzio comunale di Caltanissetta, all'interno della Riserva Naturale Orientata della Sughereta di Niscemi, la base è parte della Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), operativa dal 1991. Il progetto, inizialmente previsto a Sigonella, è stato spostato a Niscemi per evitare interferenze elettromagnetiche con armi presenti nella base, come rivelato da uno studio dell'AGI del 2007. La stazione, completata nel 2014, include tre antenne paraboliche da 18,4 metri e due trasmettitori elicoidali da 149 metri, che operano in bande UHF e Ka, con frequenze tra 240 e 315 MHz e 30–31 GHz, rispettivamente. Il sistema consente comunicazioni ad alta velocità per droni, sottomarini, aerei e centri di comando della NATO e degli USA. Il MUOS ha suscitato forti opposizioni da parte dei comitati No Muos, che denunciano rischi per la salute umana (inquinamento elettromagnetico, rischio di leucemie e mutazioni genetiche), impatto ambientale sulla riserva naturale e violazione dell’art. 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa. Nel 2026, Niscemi è tornata sotto i riflettori per una frana di 4 km, che ha isolato il paese e causato lo sfollamento di oltre 1500 persone. Le autorità hanno identificato cause strutturali: incuria politica, abusi edilizi, instabilità geologica e militarizzazione del territorio, con la presenza della base da decenni. Il disastro ha riacceso il dibattito sulla responsabilità delle istituzioni e sul ruolo della base militare nel degrado del territorio. Attualmente, la stazione è in funzione dal 2016 e rimane un punto focale di tensione tra sicurezza nazionale, sovranità territoriale e diritti dei cittadini. Quali sono i rischi per la salute legati alle frequenze MUOS? Come ha influenzato la militarizzazione la geologia di Niscemi? Quali misure sono state prese per proteggere la riserva naturale? No Muos A seguito della chiusura della stazione di Keflavik (Islanda), nel settembre 2006 è stato installato a Niscemi un Sistema “addizionale” di processamento e comunicazione automatico e integrato (ISABPS) che consente tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici (Atlantic Low Frequency Submarine Broadcast). Attualmente all’interno dell’infrastruttura fervono i preparativi per l’installazione di uno dei quattro terminali terrestri al mondo del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System) della Marina militare degli Stai Uniti d’America (US Navy) Stampalibera Niscemi è vittima di una gestione del territorio che da anni avvelena l’acqua, l’aria e la terra. Un totale avvelenamento causato dall’istallazione delle antenne MUOS, opere strategiche per la guerra e nello stesso tempo “arma ambientale”. In queste ore basta guardare le riprese dei droni per far somigliare quei territori devastati simili agli scenari che riproducono aree colpite dalle bombe. Editoriale Domani niscemi-oltre-disastro-geologico-rimarra-presidio-pace-no-muos-usa-nxwd9vs7 Non è solo il centro del mondo. Niscemi come presidio di pace Da quando nel 2006 fu stipulato il patto con gli Usa per l’installazione del Muos, detto anche il “Muostro”, un sistema satellitare che crea una rete di comunicazione segreta in tutto il pianeta, i niscemesi si oppongono strenuamente ... Il Fatto Nisseno dal-muos-alla-frana-di-niscemi-janni-ciclone-harry-non-e-emergenza-inaspettata Il Fatto Quotidiano la rabbia di niscemi: “dov’è lo stato? i miliardi inviati da roma sono stati utilizzati per il territorio?” La rabbia di Niscemi contro Schifani: "Dov'è lo Stato? I miliardi inviati da Roma sono stati utilizzati per il territorio?"
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  • I SIONISTI non SI FERMANO. SI SENTONO sopra TUTTI e TUTTO!
    Israele demolisce sede Onu a Gerusalemme est: "Un attacco senza precedenti"
    Le ruspe israeliane in azione contro i locali dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi. L'Unrwa: "Grave violazione del diritto internazionale"
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    I SIONISTI non SI FERMANO. SI SENTONO sopra TUTTI e TUTTO! Israele demolisce sede Onu a Gerusalemme est: "Un attacco senza precedenti" Le ruspe israeliane in azione contro i locali dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi. L'Unrwa: "Grave violazione del diritto internazionale" https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/20/israele-demolisce-sede-unrwa-gerusalemme-notizie/8262811/
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