• “La scuola non è il mercato”: un docufilm denuncia lo smantellamento dell’istruzione pubblica
    Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo
    https://www.lastampa.it/torino/2026/02/04/news/d_istruzione_pubblica_docufilm_scuola_sibilla_aleramo_cinema-15494093/amp/
    “La scuola non è il mercato”: un docufilm denuncia lo smantellamento dell’istruzione pubblica Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo https://www.lastampa.it/torino/2026/02/04/news/d_istruzione_pubblica_docufilm_scuola_sibilla_aleramo_cinema-15494093/amp/
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    Interamente girato a Torino nelle aule del Sibilla Aleramo, l’istituto comprensivo diretto dal preside Lorenzo Varaldo
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  • CARI AMICI, INUTILE DIRE CHE TUTTE LE TRASMISSIONI IN PRIMA SERATA SU MEDIASET, PARLANO DELLE VIOLENZE FATTE NELLE MANIFESTAZIONI PER LA CHIUSURA DEL CENTRO SOCIALE A TORINO,QUESTO SERVE A RINFOCOLARE GLI ODI. IO NON SO PERCHE' SA STATA AUTORIZZATA QUELLA MANIFESTAZIONE. LA POLITICA PARLA DELLA USCITA DI VANNACCI DALLA LEGA E DELLA CREAZIONE DI UN ALTRO PARTITO CON UN LOGO FATTO DA UN SOGGETTO CHE DI POLITICA NON SE NE INTENDE PROPRIO !!!!AVREBBE DOVUTO PARLARE DI "ITALIA FUTURA" O DI "FUTURO DELLA ITALIA" !!!! NON CERTO DI "FUTURO NAZIONALE" CHE NON SIGNIFICA NIENTE !!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, INUTILE DIRE CHE TUTTE LE TRASMISSIONI IN PRIMA SERATA SU MEDIASET, PARLANO DELLE VIOLENZE FATTE NELLE MANIFESTAZIONI PER LA CHIUSURA DEL CENTRO SOCIALE A TORINO,QUESTO SERVE A RINFOCOLARE GLI ODI. IO NON SO PERCHE' SA STATA AUTORIZZATA QUELLA MANIFESTAZIONE. LA POLITICA PARLA DELLA USCITA DI VANNACCI DALLA LEGA E DELLA CREAZIONE DI UN ALTRO PARTITO CON UN LOGO FATTO DA UN SOGGETTO CHE DI POLITICA NON SE NE INTENDE PROPRIO !!!!AVREBBE DOVUTO PARLARE DI "ITALIA FUTURA" O DI "FUTURO DELLA ITALIA" !!!! NON CERTO DI "FUTURO NAZIONALE" CHE NON SIGNIFICA NIENTE !!!! UN ABBRACCIO E BUONA GIORNATA.
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  • www.ilfattoquotidiano.it
    Blog | Mattarella dia un'onorificenza gli informatici del Tribunale di Torino che hanno detto no al software spia
    Questi tecnici sono dei pericolosi sovversivi. I fatti sono stati raccontati da Report
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/31/software-spia-tribunale-torino-ecm-notizie/8273981/
    www.ilfattoquotidiano.it Blog | Mattarella dia un'onorificenza gli informatici del Tribunale di Torino che hanno detto no al software spia Questi tecnici sono dei pericolosi sovversivi. I fatti sono stati raccontati da Report https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/31/software-spia-tribunale-torino-ecm-notizie/8273981/
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  • Barbero e D'Orsi riempiono il palasport di Torino dopo la censura
    L'evento su "Democrazia in tempo di guerra" censurato al teatro Valdocco raccoglie 3500 persone con altre 6000 in lista d'attesa
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/barbero-dorsi-dialogo-torino-oggi/8273340/
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  • Well Done.
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    L'evento su "Democrazia in tempo di guerra" censurato al teatro Valdocco raccoglie 3500 persone con altre 6000 in lista d'attesa
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  • Nel maggio 2024 l’ingegnere Talerico, responsabile della parte tecnologica in tutto il nord Italia, si reca al Palazzo di Giustizia di Torino per costringere i tecnici della Procura a installare ECM, il programma per la gestione centralizzata dei dispositivi.
    Questa sera #Rai3
    Nel maggio 2024 l’ingegnere Talerico, responsabile della parte tecnologica in tutto il nord Italia, si reca al Palazzo di Giustizia di Torino per costringere i tecnici della Procura a installare ECM, il programma per la gestione centralizzata dei dispositivi. Questa sera #Rai3
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  • Materiali per batterie e supercondensatori dagli scarti del riso
    Uno studio congiunto di Enea, Università Sapienza di Roma e Politecnico di Torino
    https://www.lastampa.it/scienza/2026/01/10/news/enea_batterie_supercondensatori_riso-15462318/?utm_source=firefox-newtab-it-it
    Materiali per batterie e supercondensatori dagli scarti del riso Uno studio congiunto di Enea, Università Sapienza di Roma e Politecnico di Torino https://www.lastampa.it/scienza/2026/01/10/news/enea_batterie_supercondensatori_riso-15462318/?utm_source=firefox-newtab-it-it
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  • Forza. 19 Gennaio Torino. Tutti in Piazza. Massima diffusione!
    Forza. 19 Gennaio Torino. Tutti in Piazza. Massima diffusione!
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  • Milano, lo sfogo di una mamma: «I miei bimbi hanno sfiorato per sbaglio un signore in treno e lui ha iniziato a urlare. Ci meritiamo l'estinzione»
    La lettrice Matilde Daverio: «Ero in viaggio da Roma a Milano, al momento di scendere il nostro vicino di posto si è sfogato dicendo che i miei figli lo avevano disturbato per tutto il tempo, ma si erano comportati bene. Ci meritiamo un silenzio eterno»

    Ripubblichiamo la lettera indirizzata al direttore Luciano Fontana della lettrice Matilde Daverio, madre di quattro figli, che racconta la sua disavventura su un viaggio in treno da Roma a Milano. Il suo intervento è stato uno dei più apprezzati dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025. (leggi qui l'intervista a Matilde Daverio).


    Ore 15.00 di venerdì 12 giugno 2025. Salgo sul treno Italo 9940 a Roma per arrivare a Milano. Occupo tre posti, per me e per due dei miei quattro figli, Giacomo (anni 6) e Filippo (anni 7).

    Il viaggio si svolge tranquillamente: Filippo dorme fino a Firenze, a Giacomo leggo sottovoce Il Mago di Oz – lettura sempre ammirevole – avendo cura di schermare la bocca per non disturbare gli altri viaggiatori.

    C’è chi sonnecchia, chi vede un film, chi entra nelle ultime call della settimana, combattendo la lotta impari contro il Wi-fi dell’alta velocità. Al risveglio del grande, occupiamo il tempo con una partitella a carte, poi disegniamo una storia a fumetti sul retro delle bozze che devo correggere per lavoro, e in un attimo siamo nei pressi della stazione Centrale. Ci prepariamo a scendere.

    Nell’alzarsi dal suo posto, Giacomo accidentalmente sfiora con il piede la gamba del quarto passeggero del tavolino, seduto con le gambe accavallate di fronte a lui, il quale manifesta un irrequieto disappunto per essere stato sfiorato. Noto che controlla di non essere stato sporcato e, con un gesto gratuitamente teatrale, si spolvera con la mano il pantalone chino color ecrù, quasi a liberarlo dalla contaminazione che fa capire di aver subìto.

    A dire il vero, questo fa seguito a uno o due episodi di sbuffo per altri innocui movimenti dei bambini – gesti che ingenuamente pensavo fossero dovuti alle interruzioni del film che stava vedendo al cellulare, sempre per la suddetta connessione ballerina. Certo, ci siamo alzati tre volte per andare in bagno e poi alle macchinette del caffè e poi di nuovo in bagno, costringendolo in effetti per tre volte a scavallare le gambe per farci passare; ma, di fatto, niente bisticci, niente urla, niente psicodrammi del biscotto spezzato o della partita persa. La mia valutazione della condotta dei bambini era più che positiva.

    Ad ogni modo, chiedo immediatamente scusa per il disturbo e faccio scusare anche il figlio, il quale, obbediente e prontamente, si scusa. Dopodiché, il nostro vicino – che avrebbe proseguito il viaggio fino a Torino – prorompe in un esasperato sfogo, sostenendo di aver sopportato per tre ore l’insopportabile, e che la colpa non era dei bambini ma dei genitori (non li sanno più gestire), e che meno male che state per scendere dal treno. Io pazientemente lo invito a moderare i toni, e gli suggerisco, in futuro, di sollevare eventuali problematiche riguardanti il buon vicinato di viaggio con maggior tempestività, non a tre minuti dall’arrivo, non foss’altro che per trovare una soluzione e mantenere intatto il sacro diritto al (suo) pisolino: non so, avrei potuto chiudere i bambini in bagno cosicché non disturbassero nessuno. Lui continua il suo sfogo, cercando l’approvazione – non pervenuta – degli altri viaggiatori, diventati nel frattempo curiosi astanti di questo triste siparietto fondato sul nulla.


    Ma non voglio farla troppo lunga. Se anche i bambini (come NON è stato nel mio caso che ho raccontato) fossero stati agitati o nervosi o in lacrime per i più vari motivi (caro vicino di posto, non hai mai conosciuto i pestiferi fratellini di Filippo e Giacomo!), si tratterebbe pur sempre di bambini che viaggiano.

    La conclusione che voglio trarre? Se la soglia di tolleranza per la presenza e gli inconvenienti di due o più bambini è davvero così bassa, allora forse ci meritiamo davvero l’estinzione, per lasciare spazio finalmente alla quiete e al silenzio (eterno).

    Source: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_gennaio_07/milano-lo-sfogo-di-una-mamma-i-miei-bimbi-hanno-sfiorato-per-sbaglio-un-signore-in-treno-e-lui-ha-iniziato-a-urlare-ci-meritiamo-9bb61177-39d9-4d0d-b052-89dc44f95xlk.shtml
    Milano, lo sfogo di una mamma: «I miei bimbi hanno sfiorato per sbaglio un signore in treno e lui ha iniziato a urlare. Ci meritiamo l'estinzione» La lettrice Matilde Daverio: «Ero in viaggio da Roma a Milano, al momento di scendere il nostro vicino di posto si è sfogato dicendo che i miei figli lo avevano disturbato per tutto il tempo, ma si erano comportati bene. Ci meritiamo un silenzio eterno» Ripubblichiamo la lettera indirizzata al direttore Luciano Fontana della lettrice Matilde Daverio, madre di quattro figli, che racconta la sua disavventura su un viaggio in treno da Roma a Milano. Il suo intervento è stato uno dei più apprezzati dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025. (leggi qui l'intervista a Matilde Daverio). Ore 15.00 di venerdì 12 giugno 2025. Salgo sul treno Italo 9940 a Roma per arrivare a Milano. Occupo tre posti, per me e per due dei miei quattro figli, Giacomo (anni 6) e Filippo (anni 7). Il viaggio si svolge tranquillamente: Filippo dorme fino a Firenze, a Giacomo leggo sottovoce Il Mago di Oz – lettura sempre ammirevole – avendo cura di schermare la bocca per non disturbare gli altri viaggiatori. C’è chi sonnecchia, chi vede un film, chi entra nelle ultime call della settimana, combattendo la lotta impari contro il Wi-fi dell’alta velocità. Al risveglio del grande, occupiamo il tempo con una partitella a carte, poi disegniamo una storia a fumetti sul retro delle bozze che devo correggere per lavoro, e in un attimo siamo nei pressi della stazione Centrale. Ci prepariamo a scendere. Nell’alzarsi dal suo posto, Giacomo accidentalmente sfiora con il piede la gamba del quarto passeggero del tavolino, seduto con le gambe accavallate di fronte a lui, il quale manifesta un irrequieto disappunto per essere stato sfiorato. Noto che controlla di non essere stato sporcato e, con un gesto gratuitamente teatrale, si spolvera con la mano il pantalone chino color ecrù, quasi a liberarlo dalla contaminazione che fa capire di aver subìto. A dire il vero, questo fa seguito a uno o due episodi di sbuffo per altri innocui movimenti dei bambini – gesti che ingenuamente pensavo fossero dovuti alle interruzioni del film che stava vedendo al cellulare, sempre per la suddetta connessione ballerina. Certo, ci siamo alzati tre volte per andare in bagno e poi alle macchinette del caffè e poi di nuovo in bagno, costringendolo in effetti per tre volte a scavallare le gambe per farci passare; ma, di fatto, niente bisticci, niente urla, niente psicodrammi del biscotto spezzato o della partita persa. La mia valutazione della condotta dei bambini era più che positiva. Ad ogni modo, chiedo immediatamente scusa per il disturbo e faccio scusare anche il figlio, il quale, obbediente e prontamente, si scusa. Dopodiché, il nostro vicino – che avrebbe proseguito il viaggio fino a Torino – prorompe in un esasperato sfogo, sostenendo di aver sopportato per tre ore l’insopportabile, e che la colpa non era dei bambini ma dei genitori (non li sanno più gestire), e che meno male che state per scendere dal treno. Io pazientemente lo invito a moderare i toni, e gli suggerisco, in futuro, di sollevare eventuali problematiche riguardanti il buon vicinato di viaggio con maggior tempestività, non a tre minuti dall’arrivo, non foss’altro che per trovare una soluzione e mantenere intatto il sacro diritto al (suo) pisolino: non so, avrei potuto chiudere i bambini in bagno cosicché non disturbassero nessuno. Lui continua il suo sfogo, cercando l’approvazione – non pervenuta – degli altri viaggiatori, diventati nel frattempo curiosi astanti di questo triste siparietto fondato sul nulla. Ma non voglio farla troppo lunga. Se anche i bambini (come NON è stato nel mio caso che ho raccontato) fossero stati agitati o nervosi o in lacrime per i più vari motivi (caro vicino di posto, non hai mai conosciuto i pestiferi fratellini di Filippo e Giacomo!), si tratterebbe pur sempre di bambini che viaggiano. La conclusione che voglio trarre? Se la soglia di tolleranza per la presenza e gli inconvenienti di due o più bambini è davvero così bassa, allora forse ci meritiamo davvero l’estinzione, per lasciare spazio finalmente alla quiete e al silenzio (eterno). Source: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_gennaio_07/milano-lo-sfogo-di-una-mamma-i-miei-bimbi-hanno-sfiorato-per-sbaglio-un-signore-in-treno-e-lui-ha-iniziato-a-urlare-ci-meritiamo-9bb61177-39d9-4d0d-b052-89dc44f95xlk.shtml
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  • L' AI non è sempre la gallina dalle uova d'oro!!!
    AI in rosso, Intesa Sanpaolo chiude il centro sull'intelligenza artificiale
    Stop ai progetti in accordo con il governo e i ricercatori di Centai verranno assunti dalla banca...
    https://torinocronaca.it/news/torino/581733/ai-in-rosso-intesa-sanpaolo-chiude-il-centro-sull-intelligenza-artificiale.html
    L' AI non è sempre la gallina dalle uova d'oro!!! AI in rosso, Intesa Sanpaolo chiude il centro sull'intelligenza artificiale Stop ai progetti in accordo con il governo e i ricercatori di Centai verranno assunti dalla banca... https://torinocronaca.it/news/torino/581733/ai-in-rosso-intesa-sanpaolo-chiude-il-centro-sull-intelligenza-artificiale.html
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