• Mercato dei tensioattivi agricoli: crescente domanda di prodotti per la protezione delle colture, agricoltura di precisione ed efficienza agrochimica trainano la crescita

    Il mercato dei tensioattivi agricoli sta registrando una crescita costante, trainata dalla crescente domanda di maggiori rese delle colture, dall'aumento dell'uso di prodotti chimici per la protezione delle colture e dalla crescente adozione di pratiche agricole di precisione. I tensioattivi agricoli svolgono un ruolo cruciale nel migliorare l'efficacia di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti, migliorandone la distribuzione, la bagnatura e la penetrazione sulle superfici vegetali. Questi agenti che migliorano le prestazioni aiutano gli agricoltori a ottenere una migliore copertura, una riduzione degli sprechi chimici e una maggiore produttività delle colture.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei tensioattivi agricoli: https://www.skyquestt.com/report/agricultural-surfactants-market
    Mercato dei tensioattivi agricoli: crescente domanda di prodotti per la protezione delle colture, agricoltura di precisione ed efficienza agrochimica trainano la crescita Il mercato dei tensioattivi agricoli sta registrando una crescita costante, trainata dalla crescente domanda di maggiori rese delle colture, dall'aumento dell'uso di prodotti chimici per la protezione delle colture e dalla crescente adozione di pratiche agricole di precisione. I tensioattivi agricoli svolgono un ruolo cruciale nel migliorare l'efficacia di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti, migliorandone la distribuzione, la bagnatura e la penetrazione sulle superfici vegetali. Questi agenti che migliorano le prestazioni aiutano gli agricoltori a ottenere una migliore copertura, una riduzione degli sprechi chimici e una maggiore produttività delle colture. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei tensioattivi agricoli: https://www.skyquestt.com/report/agricultural-surfactants-market
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    Agricultural Surfactants Market Value Chain Report 2033
    Agricultural Surfactants Market expands from $1.52 billion in 2025 to $2.29 billion by 2033, CAGR 5.3%.
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  • Mercato dei mangimi per bovini: aumento della produzione zootecnica, domanda di prodotti lattiero-caseari e innovazioni nutrizionali trainano la crescita

    Il mercato dei mangimi per bovini sta assistendo a una crescita costante, trainata dalla crescente domanda globale di latte, carne e prodotti lattiero-caseari, nonché dalla crescente consapevolezza della salute e della produttività degli animali. Con l'aumento della commercializzazione e dell'efficienza dell'allevamento, le soluzioni nutrizionali bilanciate stanno acquisendo importanza per migliorare i tassi di crescita, migliorare l'immunità e massimizzare la resa. I mangimi per bovini sono diventati un fattore critico per le moderne aziende lattiero-casearie e bovine, supportando sia la qualità che la redditività.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei mangimi per bovini: https://www.skyquestt.com/report/cattle-feed-market
    Mercato dei mangimi per bovini: aumento della produzione zootecnica, domanda di prodotti lattiero-caseari e innovazioni nutrizionali trainano la crescita Il mercato dei mangimi per bovini sta assistendo a una crescita costante, trainata dalla crescente domanda globale di latte, carne e prodotti lattiero-caseari, nonché dalla crescente consapevolezza della salute e della produttività degli animali. Con l'aumento della commercializzazione e dell'efficienza dell'allevamento, le soluzioni nutrizionali bilanciate stanno acquisendo importanza per migliorare i tassi di crescita, migliorare l'immunità e massimizzare la resa. I mangimi per bovini sono diventati un fattore critico per le moderne aziende lattiero-casearie e bovine, supportando sia la qualità che la redditività. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dei mangimi per bovini: https://www.skyquestt.com/report/cattle-feed-market
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    Cattle Feed Market Forecast & Growth 2033
    Cattle Feed Market growth will advance from $94.91 billion in 2025 to $124.98 billion in 2033 at CAGR 3.5%.
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  • Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi”
    di Pier Luigi Pisa

    Illustrazione creata con Midjourney
    Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo

    Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi.

    È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani.

    In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”.

    Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA.

    Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”.

    Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso?

    “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”.

    Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo?

    “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”.

    Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia.

    “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”.

    Quale scenario ipotetico la spaventa di più?

    “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”.

    Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona?

    “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”.


    Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky
    Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA?

    “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”.

    Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie?

    “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
    Fermare l’IA “prima che sia troppo tardi” di Pier Luigi Pisa Illustrazione creata con Midjourney Colloquio con Nate Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research Institute e uno dei massimi esperti dei rischi legati allo sviluppo di intelligenza artificiale. Insieme a Eliezer Yudkowsky, uno dei doomer più noti della Silicon Valley, ha pubblicato un saggio sul futuro distopico che potremmo vivere nel caso in cui le macchine sfuggissero al nostro controllo Un'IA non ha bisogno di “avere sentimenti” o “odiare l'umanità” per decidere, in nome dell'efficienza, che la nostra esistenza è un ostacolo ai suoi obiettivi. È ciò che sostengono Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, due dei massimi esperti di rischi legati all’intelligenza artificiale, nel loro libro “Prima che sia troppo tardi”, edito in Italia da Mondadori, che mette in guardia su un futuro popolato da macchine più intelligenti e capaci degli esseri umani. In America il titolo del loro saggio è ancora più crudo: “Se qualcuno la costruisce, tutti quanti muoiono”. Da quando è comparsa ChatGpt, le visioni apocalittiche di scienziati ed esperti riaffiorano ciclicamente. Nel 2023 Elon Musk e altri innovatori firmarono una lettera in cui si chiedeva di fermare per sei mesi lo sviluppo dell’IA. Un appello inascoltato. “Ma la minaccia - dice Soares, presidente della no-profit Machine Intelligence Research (MIRI) - è reale”. Qual è il meccanismo più plausibile attraverso il quale un sistema di IA altamente capace potrebbe diventare pericoloso? “Potremmo finire schiacciati da fabbriche automatizzate che costruiscono altre fabbriche, o morire nell'oscurità perché nuovi pannelli solari galleggianti sottraggono ogni raggio di luce per alimentare i calcoli dell'IA, o ancora soccombere al calore perché le macchine iniziano a far bollire gli oceani per raffreddare i propri processori. La partita è persa nel momento in cui creiamo una specie che pensa meglio di noi e che gestisce le proprie risorse senza considerarci”. Ma perché le persone potrebbero essere percepite dall’IA come un ostacolo? “In primo luogo, se gli uomini hanno creato una superintelligenza, potrebbero crearne una seconda che rappresenterebbe una minaccia competitiva per la prima; di conseguenza, eliminare i creatori serve a prevenire la concorrenza. In secondo luogo, gli esseri umani potrebbero tentare di spegnere l’IA, diventando una minaccia diretta alla sua operatività. Infine, mantenere in vita la nostra specie è un inutile dispendio di risorse in un contesto in cui la proliferazione di infrastrutture di calcolo potrebbe innalzare le temperature globali a livelli per noi letali. Per l'IA, noi siamo semplicemente un fastidio logistico”. Eppure ancora oggi molti sono scettici sulle reali capacità di questa tecnologia. “A chi ha scoperto l'IA solo con ChatGpt, il sistema può sembrare goffo. Ma nel lungo periodo si nota come una piccola intuizione scientifica abbia improvvisamente permesso alle macchine di parlare. E molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti. Il vero interrogativo è cosa accadrà alla prossima svolta rivoluzionaria”. Quale scenario ipotetico la spaventa di più? “Se le macchine decidessero di eliminarci attivamente, basterebbe un virus ingegnerizzato. Non servirebbe alcuna forza bruta”. Non è più plausibile che un disastro sia provocato dall’uso irresponsabile dell’IA da parte di una persona? “Un'intelligenza artificiale sufficientemente potente non resta al guinzaglio di nessuno. Se l'umanità crea sistemi capaci di mantenere la propria infrastruttura, moriremo tutti, a prescindere da chi ha premuto il tasto d'invio o da chi pensa di poterla usare in modo scorretto. Chi crea una superintelligenza non ne diventa il proprietario; è la superintelligenza a possedere il pianeta. Certo, esiste il rischio che dei terroristi utilizzino versioni meno avanzate per creare virus letali, ed è un pericolo che dobbiamo prevenire”. Nate Soares (a sinistra) e Eliezer Yudkowsky Quali misure considera realistiche per ridurre i rischi legati all’IA? “Credo fermamente che l'unica soluzione sia congelare la ricerca. Non esiste un modo sicuro per creare una nuova specie più intelligente dell'uomo, specialmente quando queste entità vengono "coltivate" e non progettate meccanicamente, tanto che nemmeno i loro creatori sanno come funzionano realmente”. Come si può convincere il mondo che fermarsi è l'unica possibilità di salvezza per la specie? “Il primo passo indispensabile è che i leader politici comprendano la reale entità del pericolo. Se capiscono che la posta in gioco è l'estinzione, possono avviare trattative diplomatiche per impedire a chiunque di continuare la scalata. Implementare controlli sui chip, per esempio, non sarebbe così difficile: sono componenti complessi da produrre e relativamente facili da tracciare. La diplomazia deve partire dalla consapevolezza del rischio comune”.
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  • Mercato dei tosaerba a raggio di sterzata zero: crescente domanda di giardinaggio, esigenze di efficienza commerciale e cura avanzata del prato trainano la crescita

    Il mercato dei tosaerba a raggio di sterzata zero ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di attrezzature efficienti per il giardinaggio, dall'aumento delle attività di manutenzione del prato commerciale e dalla crescente adozione di soluzioni ad alte prestazioni per la cura del prato. I tosaerba a raggio di sterzata zero sono progettati per offrire una manovrabilità superiore, velocità di taglio più elevate e una rifinitura precisa, rendendoli ideali per prati di grandi dimensioni, campi da golf, parchi e proprietà commerciali. Poiché i proprietari di immobili e i professionisti del giardinaggio danno priorità alla produttività e al risparmio di tempo, i tosaerba a raggio di sterzata zero sono diventati la scelta preferita per applicazioni residenziali e commerciali.

    Leggi il rapporto di mercato sui tosaerba a raggio di sterzata zero oggi stesso: https://www.skyquestt.com/report/zero-turn-mowers-market
    Mercato dei tosaerba a raggio di sterzata zero: crescente domanda di giardinaggio, esigenze di efficienza commerciale e cura avanzata del prato trainano la crescita Il mercato dei tosaerba a raggio di sterzata zero ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di attrezzature efficienti per il giardinaggio, dall'aumento delle attività di manutenzione del prato commerciale e dalla crescente adozione di soluzioni ad alte prestazioni per la cura del prato. I tosaerba a raggio di sterzata zero sono progettati per offrire una manovrabilità superiore, velocità di taglio più elevate e una rifinitura precisa, rendendoli ideali per prati di grandi dimensioni, campi da golf, parchi e proprietà commerciali. Poiché i proprietari di immobili e i professionisti del giardinaggio danno priorità alla produttività e al risparmio di tempo, i tosaerba a raggio di sterzata zero sono diventati la scelta preferita per applicazioni residenziali e commerciali. Leggi il rapporto di mercato sui tosaerba a raggio di sterzata zero oggi stesso: https://www.skyquestt.com/report/zero-turn-mowers-market
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    Zero Turn Mowers Market Growth Drivers & Trends 2033
    Zero Turn Mowers Market size of $2.88 billion in 2025 is projected at $5.05 billion in 2033, CAGR 7.3%.
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  • IL SEQUESTRO DEL TEMPO - NUOVO ARTICOLO SUL FORUM

    La raccolta differenziata porta a porta è stato il "paziente zero" del sequestro del tempo. È il primo grande esperimento di massa in cui un costo industriale è stato trasformato in un dovere morale del cittadino, facendogli fare gratis il lavoro che prima era a carico dell'azienda. Prima passava il camion e raccoglieva tutto; la separazione avveniva (o doveva avvenire) negli impianti. Oggi il lavoro lo fai tu. Separi, pulisci i contenitori, stocchi in casa (occupando il tuo spazio privato), esponi i bidoni secondo calendari rigidi. Quei 10-15 minuti al giorno dedicati alla gestione dei rifiuti sono ore di vita sottratte ogni mese. Moltiplicato per tutti i cittadini , è una mole di lavoro gratuito che ricevono "in dono". Infatti le aziende e le amministrazioni comunali continuano a spingere sulla raccolta differenziata spinta (porta a porta) per ragioni che non sono sempre legate all'efficienza tecnologica, ma a precisi vincoli normativi ed economici:
    - Obblighi Normativi UE e Nazionali: La legge italiana, in linea con le direttive europee, impone il raggiungimento di quote percentuali di raccolta differenziata "alla fonte" (ovvero fatta in casa dal cittadino). Spesso gli obiettivi sono legati alla qualità del materiale: la plastica o la carta separate alla fonte sono meno "contaminate" e hanno un valore di mercato superiore per i consorzi di riciclo (come CONAI) rispetto a quelle estratte meccanicamente dai rifiuti indifferenziati.
    - Investimenti e Profitto: Gestire impianti TMB avanzati richiede enormi investimenti iniziali. Al contrario, la raccolta porta a porta permette di esternalizzare il costo della selezione direttamente sul tempo e sullo sforzo del cittadino. In questo modo, l'azienda riceve materiale già parzialmente lavorato gratuitamente, incassando i contributi per il riciclo mentre la TARI continua a riflettere i costi di una logistica complessa.
    - Evoluzione Tecnologica 2025-2026: Le ultime tendenze nel riciclo industriale mostrano che l'Intelligenza Artificiale e la sensoristica SMART stanno rendendo gli impianti TMB capaci di separare i rifiuti con una precisione mai vista prima, riducendo drasticamente la massa di scarti da inviare in discarica. Nonostante ciò, il "sequestro del tempo" rimane il modello preferito perché garantisce una catena di controllo sociale ed economica consolidata.

    In sintesi, il cittadino agisce come il "primo anello della catena di montaggio" di un'industria multimilionaria, svolgendo gratis un compito che le macchine potrebbero già fare, spesso senza vedere benefici reali sulla tariffa finale data la tendenza all'aumento della TARI (media nazionale ~340€ nel 2025, +3,3%) che, nonostante l'introduzione di sistemi virtuosi, è un fenomeno riscontrabile in gran parte d'Italia. Sebbene i sistemi come il porta a porta e la tariffa puntuale (TARIC) mirino a premiare chi differenzia meglio, diversi fattori strutturali spingono le tariffe verso l'alto a livello nazionale. In teoria, il cittadino dovrebbe essere pagato o ricevere sconti massicci per il servizio di selezione che svolge ma è stato manipolato sul suo senso civico e morale. Per l'ambiente ed il nostro futuro."Pensavate di salvare il pianeta? Stavate solo salvando i bilanci di chi gestisce i rifiuti. La raccolta differenziata porta a porta è stato il primo test per vedere quanto lavoro gratuito eravamo disposti a fare".

    Poi una volta che il sistema ha funzionato ci siamo ritrovati alle casse automatiche dei grandi supermercati, sempre con la spinta del "Ti conviene perchè salti la fila e fai prima". La realtà? State lavorando gratis per la GDO. Siete voi a passare i codici, a pesare la verdura, a gestire gli errori del software e a imbustare. Con il risultato che il supermercato risparmia sullo stipendio di un cassiere, ma i prezzi sullo scaffale sono saliti del 24,9%, dove ne abbiamo parlato ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/quanto-pesa-la-spesa-degli-italiani/. Dove finisce il risparmio del costo del lavoro che abbiamo regalato noi facendo i cassieri? Finisce dritto nei margini degli speculatori. Il risparmio per un'azienda come la Coop (o qualsiasi grande catena della GDO) derivante dall'eliminazione di una singola postazione di cassa servita non si limita al solo stipendio, ma comprende una serie di "costi accessori" che l'automazione azzera completamente. Analizzando i dati del settore retail per il 2025-2026, ecco una stima realistica del risparmio annuale per ogni cassiere "sostituito" dalle macchine. Un cassiere full-time (livello medio CCNL Commercio) costa all'azienda molto più di quanto percepisca in busta paga:
    - Retribuzione Annua Lorda (RAL): circa 22.000€ - 26.000€.
    - Oneri previdenziali e assistenziali (INPS/INAIL): circa il 30% della RAL.
    - Accantonamento TFR e ratei (13ª e 14ª): circa il 15-20% della RAL.
    - Totale costo annuo per addetto: tra i 35.000€ e i 42.000€.
    Se prima servivano 4 cassieri per 4 casse (costo totale: ~160.000€), ora serve 1 solo addetto alla vigilanza per le stesse 4 casse automatiche (costo: ~40.000€).
    - Risparmio netto per blocco di casse: circa 120.000€ l'anno.

    L'automazione elimina variabili umane che pesano sul bilancio:
    - Malattie, ferie e permessi: La macchina non si assenta mai.
    - Formazione e sicurezza: Costi fissi obbligatori per ogni dipendente fisico.
    - Errori di cassa e ammanchi: La precisione digitale riduce le perdite monetarie dirette.

    Se consideriamo che ogni cliente impiega mediamente 3-5 minuti per fare il "lavoro del cassiere" (passare i prodotti, pesare, pagare), e moltiplichiamo questo tempo per le migliaia di clienti giornalieri di un punto vendita il supermercato riceve in "regalo" dai cittadini circa 30-50 ore di lavoro manuale gratuito al giorno. Al valore della manodopera base, questo è un ulteriore risparmio occulto di circa 15.000€ - 20.000€ annui per punto vendita.

    E dopo aver fatto l'operatore ecologico ed il cassiere di supermercato, si torna a casa a fare il segretario amministrativo. Obbligando i genitori all'uso esclusivo di SPID e CIE per ogni minima comunicazione, le scuole hanno smantellato il servizio di segreteria, ribaltando l'intero onere burocratico sulle famiglie. Oggi siamo noi a dover fare il data-entry, a monitorare portali spesso inefficienti e a risolvere bug informatici nelle nostre ore di riposo. Se il sistema non ci notifica un'assenza, la colpa è nostra: "Doveva vigilare lei". Lo Stato risparmia sul personale e noi paghiamo con il nostro tempo. La digitalizzazione deve essere un servizio, non un modo per trasformare i cittadini in impiegati amministrativi gratuiti. Se moltiplichi 20 minuti a settimana per 26 milioni di famiglie, ottieni una quantità di lavoro gratuito immane che genera risparmio per la PA, ma zero vantaggi per te. Il "sequestro del tempo" è la forma più sottile e pervasiva di prevaricazione burocratica del 2026. Mentre la narrazione ufficiale parla di "semplificazione digitale", la realtà è che lo Stato sta trasferendo l'intero onere lavorativo dell'amministrazione sulle spalle del cittadino ma anche tutte le colpe.

    Siamo di fronte a una forma di sequestro del tempo sistemico. Il tempo è un bene limitato e non riproducibile. Quando un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, impone al cittadino di svolgere compiti amministrativi o logistici per proprio conto, sta di fatto prelevando una risorsa privata per ottimizzare i propri bilanci. Il metodo è sempre lo stesso: tu lavori, loro guadagnano e il tuo tempo sparisce. In un mondo che corre per rubarti un secondo di attenzione e trasformarlo in un profitto per qualcun altro, fermarsi a ragionare sui propri diritti è rivoluzionario. Ci hanno tolto il servizio e ci hanno dato il dovere di farlo al posto loro. È ora di riprenderci il nostro tempo.

    SIATE CONSAPEVOLI, SIATE LIBERI

    LEGGI QUI --->https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/il-sequestro-del-tempo/
    IL SEQUESTRO DEL TEMPO - NUOVO ARTICOLO SUL FORUM La raccolta differenziata porta a porta è stato il "paziente zero" del sequestro del tempo. È il primo grande esperimento di massa in cui un costo industriale è stato trasformato in un dovere morale del cittadino, facendogli fare gratis il lavoro che prima era a carico dell'azienda. Prima passava il camion e raccoglieva tutto; la separazione avveniva (o doveva avvenire) negli impianti. Oggi il lavoro lo fai tu. Separi, pulisci i contenitori, stocchi in casa (occupando il tuo spazio privato), esponi i bidoni secondo calendari rigidi. Quei 10-15 minuti al giorno dedicati alla gestione dei rifiuti sono ore di vita sottratte ogni mese. Moltiplicato per tutti i cittadini , è una mole di lavoro gratuito che ricevono "in dono". Infatti le aziende e le amministrazioni comunali continuano a spingere sulla raccolta differenziata spinta (porta a porta) per ragioni che non sono sempre legate all'efficienza tecnologica, ma a precisi vincoli normativi ed economici: - Obblighi Normativi UE e Nazionali: La legge italiana, in linea con le direttive europee, impone il raggiungimento di quote percentuali di raccolta differenziata "alla fonte" (ovvero fatta in casa dal cittadino). Spesso gli obiettivi sono legati alla qualità del materiale: la plastica o la carta separate alla fonte sono meno "contaminate" e hanno un valore di mercato superiore per i consorzi di riciclo (come CONAI) rispetto a quelle estratte meccanicamente dai rifiuti indifferenziati. - Investimenti e Profitto: Gestire impianti TMB avanzati richiede enormi investimenti iniziali. Al contrario, la raccolta porta a porta permette di esternalizzare il costo della selezione direttamente sul tempo e sullo sforzo del cittadino. In questo modo, l'azienda riceve materiale già parzialmente lavorato gratuitamente, incassando i contributi per il riciclo mentre la TARI continua a riflettere i costi di una logistica complessa. - Evoluzione Tecnologica 2025-2026: Le ultime tendenze nel riciclo industriale mostrano che l'Intelligenza Artificiale e la sensoristica SMART stanno rendendo gli impianti TMB capaci di separare i rifiuti con una precisione mai vista prima, riducendo drasticamente la massa di scarti da inviare in discarica. Nonostante ciò, il "sequestro del tempo" rimane il modello preferito perché garantisce una catena di controllo sociale ed economica consolidata. In sintesi, il cittadino agisce come il "primo anello della catena di montaggio" di un'industria multimilionaria, svolgendo gratis un compito che le macchine potrebbero già fare, spesso senza vedere benefici reali sulla tariffa finale data la tendenza all'aumento della TARI (media nazionale ~340€ nel 2025, +3,3%) che, nonostante l'introduzione di sistemi virtuosi, è un fenomeno riscontrabile in gran parte d'Italia. Sebbene i sistemi come il porta a porta e la tariffa puntuale (TARIC) mirino a premiare chi differenzia meglio, diversi fattori strutturali spingono le tariffe verso l'alto a livello nazionale. In teoria, il cittadino dovrebbe essere pagato o ricevere sconti massicci per il servizio di selezione che svolge ma è stato manipolato sul suo senso civico e morale. Per l'ambiente ed il nostro futuro."Pensavate di salvare il pianeta? Stavate solo salvando i bilanci di chi gestisce i rifiuti. La raccolta differenziata porta a porta è stato il primo test per vedere quanto lavoro gratuito eravamo disposti a fare". Poi una volta che il sistema ha funzionato ci siamo ritrovati alle casse automatiche dei grandi supermercati, sempre con la spinta del "Ti conviene perchè salti la fila e fai prima". La realtà? State lavorando gratis per la GDO. Siete voi a passare i codici, a pesare la verdura, a gestire gli errori del software e a imbustare. Con il risultato che il supermercato risparmia sullo stipendio di un cassiere, ma i prezzi sullo scaffale sono saliti del 24,9%, dove ne abbiamo parlato ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/quanto-pesa-la-spesa-degli-italiani/. Dove finisce il risparmio del costo del lavoro che abbiamo regalato noi facendo i cassieri? Finisce dritto nei margini degli speculatori. Il risparmio per un'azienda come la Coop (o qualsiasi grande catena della GDO) derivante dall'eliminazione di una singola postazione di cassa servita non si limita al solo stipendio, ma comprende una serie di "costi accessori" che l'automazione azzera completamente. Analizzando i dati del settore retail per il 2025-2026, ecco una stima realistica del risparmio annuale per ogni cassiere "sostituito" dalle macchine. Un cassiere full-time (livello medio CCNL Commercio) costa all'azienda molto più di quanto percepisca in busta paga: - Retribuzione Annua Lorda (RAL): circa 22.000€ - 26.000€. - Oneri previdenziali e assistenziali (INPS/INAIL): circa il 30% della RAL. - Accantonamento TFR e ratei (13ª e 14ª): circa il 15-20% della RAL. - Totale costo annuo per addetto: tra i 35.000€ e i 42.000€. Se prima servivano 4 cassieri per 4 casse (costo totale: ~160.000€), ora serve 1 solo addetto alla vigilanza per le stesse 4 casse automatiche (costo: ~40.000€). - Risparmio netto per blocco di casse: circa 120.000€ l'anno. L'automazione elimina variabili umane che pesano sul bilancio: - Malattie, ferie e permessi: La macchina non si assenta mai. - Formazione e sicurezza: Costi fissi obbligatori per ogni dipendente fisico. - Errori di cassa e ammanchi: La precisione digitale riduce le perdite monetarie dirette. Se consideriamo che ogni cliente impiega mediamente 3-5 minuti per fare il "lavoro del cassiere" (passare i prodotti, pesare, pagare), e moltiplichiamo questo tempo per le migliaia di clienti giornalieri di un punto vendita il supermercato riceve in "regalo" dai cittadini circa 30-50 ore di lavoro manuale gratuito al giorno. Al valore della manodopera base, questo è un ulteriore risparmio occulto di circa 15.000€ - 20.000€ annui per punto vendita. E dopo aver fatto l'operatore ecologico ed il cassiere di supermercato, si torna a casa a fare il segretario amministrativo. Obbligando i genitori all'uso esclusivo di SPID e CIE per ogni minima comunicazione, le scuole hanno smantellato il servizio di segreteria, ribaltando l'intero onere burocratico sulle famiglie. Oggi siamo noi a dover fare il data-entry, a monitorare portali spesso inefficienti e a risolvere bug informatici nelle nostre ore di riposo. Se il sistema non ci notifica un'assenza, la colpa è nostra: "Doveva vigilare lei". Lo Stato risparmia sul personale e noi paghiamo con il nostro tempo. La digitalizzazione deve essere un servizio, non un modo per trasformare i cittadini in impiegati amministrativi gratuiti. Se moltiplichi 20 minuti a settimana per 26 milioni di famiglie, ottieni una quantità di lavoro gratuito immane che genera risparmio per la PA, ma zero vantaggi per te. Il "sequestro del tempo" è la forma più sottile e pervasiva di prevaricazione burocratica del 2026. Mentre la narrazione ufficiale parla di "semplificazione digitale", la realtà è che lo Stato sta trasferendo l'intero onere lavorativo dell'amministrazione sulle spalle del cittadino ma anche tutte le colpe. Siamo di fronte a una forma di sequestro del tempo sistemico. Il tempo è un bene limitato e non riproducibile. Quando un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, impone al cittadino di svolgere compiti amministrativi o logistici per proprio conto, sta di fatto prelevando una risorsa privata per ottimizzare i propri bilanci. Il metodo è sempre lo stesso: tu lavori, loro guadagnano e il tuo tempo sparisce. In un mondo che corre per rubarti un secondo di attenzione e trasformarlo in un profitto per qualcun altro, fermarsi a ragionare sui propri diritti è rivoluzionario. Ci hanno tolto il servizio e ci hanno dato il dovere di farlo al posto loro. È ora di riprenderci il nostro tempo. SIATE CONSAPEVOLI, SIATE LIBERI LEGGI QUI --->https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/il-sequestro-del-tempo/
    WWW.TUTELADIRITTOSOGGETTIVO.IT
    QUANTO PESA LA SPESA DEGLI ITALIANI?
    A causa dei vari movimenti geopolitici (ne abbiamo parlato ---> QUI), tra i primi la "guerra in Ucraina", c'è stato un cospicuo aumento …
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  • Mercato degli acidificanti per mangimi: il miglioramento della nutrizione animale, della salute intestinale e dell'efficienza alimentare guida la crescita

    Il mercato degli acidificanti per mangimi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di nutrizione animale di alta qualità, dall'aumento della produzione zootecnica e dalla crescente consapevolezza della salute intestinale e dell'efficienza alimentare. Gli acidificanti per mangimi svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la digestione, nel controllo dei batteri nocivi e nel migliorare l'assorbimento dei nutrienti, rendendoli una componente essenziale delle moderne formulazioni per mangimi. Poiché l'industria zootecnica si concentra sulla produttività e sulla prevenzione delle malattie, l'adozione di acidificanti continua a espandersi nei segmenti di pollame, suini e ruminanti.

    Leggi il rapporto sul mercato degli acidificanti per mangimi oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/feed-acidulants-market
    Mercato degli acidificanti per mangimi: il miglioramento della nutrizione animale, della salute intestinale e dell'efficienza alimentare guida la crescita Il mercato degli acidificanti per mangimi ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, trainato dalla crescente domanda di nutrizione animale di alta qualità, dall'aumento della produzione zootecnica e dalla crescente consapevolezza della salute intestinale e dell'efficienza alimentare. Gli acidificanti per mangimi svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la digestione, nel controllo dei batteri nocivi e nel migliorare l'assorbimento dei nutrienti, rendendoli una componente essenziale delle moderne formulazioni per mangimi. Poiché l'industria zootecnica si concentra sulla produttività e sulla prevenzione delle malattie, l'adozione di acidificanti continua a espandersi nei segmenti di pollame, suini e ruminanti. Leggi il rapporto sul mercato degli acidificanti per mangimi oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/feed-acidulants-market
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    Feed Acidulants Market Size | Strategic Industry Analysis 2033
    In 2025, Feed Acidulants Market size was $2.88 billion and is projected at $4.89 billion by 2033, CAGR 6.85%.
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  • Mercato degli oli motore per autoveicoli: prestazioni, protezione e innovazione guidano la crescita

    Il mercato degli oli motore per autoveicoli svolge un ruolo fondamentale nell'ecosistema della mobilità globale, garantendo il funzionamento regolare, la durata e l'efficienza dei motori a combustione interna. L'olio motore è più di un semplice lubrificante: riduce l'attrito, previene l'usura e la corrosione, migliora l'efficienza del carburante, regola la temperatura del motore e migliora le prestazioni complessive del veicolo. Con il continuo aumento del numero di veicoli in tutto il mondo e il progresso tecnologico che rimodella la progettazione dei motori, la domanda di oli motore specializzati e di alta qualità è in costante aumento.

    Leggi oggi il rapporto sul mercato dell'olio motore per autoveicoli: https://www.skyquestt.com/report/automotive-engine-oil-market

    #OlioMotoreAuto #MercatoOlioMotore #LubrificantiAuto #OlioSintetico #VeicoliCommerciali #Autovetture #TecnologiaLubrificanti #IndustriaMobilità #OliIndustriali #IndustriaAutomobilistica
    Mercato degli oli motore per autoveicoli: prestazioni, protezione e innovazione guidano la crescita Il mercato degli oli motore per autoveicoli svolge un ruolo fondamentale nell'ecosistema della mobilità globale, garantendo il funzionamento regolare, la durata e l'efficienza dei motori a combustione interna. L'olio motore è più di un semplice lubrificante: riduce l'attrito, previene l'usura e la corrosione, migliora l'efficienza del carburante, regola la temperatura del motore e migliora le prestazioni complessive del veicolo. Con il continuo aumento del numero di veicoli in tutto il mondo e il progresso tecnologico che rimodella la progettazione dei motori, la domanda di oli motore specializzati e di alta qualità è in costante aumento. Leggi oggi il rapporto sul mercato dell'olio motore per autoveicoli: https://www.skyquestt.com/report/automotive-engine-oil-market #OlioMotoreAuto #MercatoOlioMotore #LubrificantiAuto #OlioSintetico #VeicoliCommerciali #Autovetture #TecnologiaLubrificanti #IndustriaMobilità #OliIndustriali #IndustriaAutomobilistica
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    Automotive Engine Oil Market Trends & Business Opportunities 2033
    Automotive Engine Oil Market will move from $46.29 billion in 2025 to $63.35 billion in 2033, CAGR 4%.
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  • BENVENUTI in BANANA REPUBLIC!
    Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025
    Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media...

    Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“.
    Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi

    Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”.
    La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti”

    A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate.

    I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master.
    Gli attacchi alla libertà d’espressione

    Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali.
    Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza”

    “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
    BENVENUTI in BANANA REPUBLIC! Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025 Transparency International: l'Italia perde un punto nell'indice di percezione della corruzione. Resta 19esima in UE con punteggio sotto la media... Nessun miglioramento nella lotta alla corruzione in Italia, anzi nell’ultimo anno siamo peggiorati ancora. Secondo l’ultimo report della ong Transparency International che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, il nostro Paese cala ancora nel punteggio e passa da 54 a 53. Seppur confermata la 52esima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi e la 19esima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100, l’Italia dimostra di non essere riuscita a recuperare la tendenza negativa del 2024: l’anno scorso, infatti, avevamo subito la prima inversione dal 2012, perdendo ben 10 posizioni, dopo una crescita durata tredici anni con +14 punti. Per avere un’idea, in Italia la percezione della corruzione è peggiore di Stati come Cipro, Rwanda e Botswana; migliore solo di Paesi come Malta, Croazia e Montenegro. Ma la battuta d’arresto, segnalata nell’ultimo report, riguarda anche le democrazie ritenute “forti” come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Svezia che hanno mostrato “un preoccupante calo di prestazione“. Le grandi lacune italiane: abuso d’ufficio, lobby e conflitto d’interessi Secondo il rapporto di Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano “risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio”, uno degli interventi strutturali sulla giustizia voluti dal governo Meloni e ottenuto grazie alla legge Nordio. Proprio il governo italiano nel 2025, insieme alla Germania, scrive la ong, “ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. E non è l’unica carenza segnalata nel sistema nazionale di prevenzione: persiste, si legge, “la mancanza di una legge organica sul lobbying”. La proposta di legge sul tema, approvata dalla Camera e in attesa del passaggio al Senato, viene ritenuta “incompleta”. Manca inoltre “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio”. La classifica globale e il calo delle democrazie “più forti” A livello globale poi, al primo posto della classifica, con un punteggio di 89 – in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello) – si classifica anche quest’anno la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan. In base a quanto emerge dal report, la corruzione sta peggiorando a livello mondiale con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. I dati globali dell’indice di corruzione 2025 mostrano che le democrazie, “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni“. Una tendenza che riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). E non a caso, il numero di Paesi con un punteggio superiore a 80 si è ridotto da 12 di dieci anni fa a soli cinque quest’anno: “La grande maggioranza degli Stati”, si legge, “stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. Da segnalare il Brasile che nel 2025 ha mantenuto il suo secondo peggior punteggio con 35 punti: tra i casi più eclatanti citati, lo scandalo sulle frodi ai danni di pensionati della previdenza sociale (Inss) e il fallimento della banca Master. Gli attacchi alla libertà d’espressione Il report di Transparency International, osserva poi “le restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione”: “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico“. Ad esempio, si cita “l’interferenza politicizzata nelle attività delle ong in paesi come Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39)” dove i governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A queste si aggiungono “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti, ong e whistleblower denunciare liberamente la corruzione. E qui è più probabile che i funzionari persistano nelle attività criminali. Anac: “Passo indietro dell’Italia”. Melillo: “Per la mafie meglio della violenza” “E’ un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia dopo la presentazione italiana del report. Il presidente dell’Anac è tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”, ha detto. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Presente anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, secondo il quale per le mafie “la corruzione è uno strumento molto più efficace della violenza”: “La diffusione della corruzione”, ha detto, “non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata, è percepita dal cittadino come un fattore di acutizzazione delle disuguaglianze, come fattore di riduzione delle opportunità, come fattore di cristallizzazione delle differenze sociali e soprattutto è percepita anche come una fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”, ha aggiunto. Per Melillo, inoltre, “la contrazione del diritto internazionale, in particolare quello internazionale penale, è destinata a produrre effetti negativi sull’efficacia dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose”. Il governo si è limitato a inviare un messaggio del ministro del Made in Italia Adolfo d’Urso: “Siamo consapevoli permangano alcuni ambiti sui quali è necessario proseguire”, è il testo che è stato letto all’inizio della presentazione. Ma nessun dettaglio su cosa intendono fare nel concreto. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/indice-corruzione-italia-peggiora-transparency-international-notizie/8286543/
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    Italia sempre più giù nell'Indice corruzione: 52° posto su 182 paesi nel 2025
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  • Panoramica del mercato del miele in polvere: analisi di mercato nelle principali regioni

    Il mercato globale del miele in polvere sta assistendo a una crescita costante, poiché le industrie cercano soluzioni dolcificanti naturali e stabili a scaffale, in linea con le tendenze clean-label e convenience. Il miele in polvere, prodotto disidratando il miele liquido in una forma fluida, conserva gran parte del sapore del miele, offrendo al contempo una migliore gestione, conservazione e efficienza nella formulazione. La sua versatilità lo ha reso un ingrediente sempre più preferito in applicazioni alimentari, delle bevande, nutraceutiche e per la cura della persona.

    Leggi il rapporto sul mercato del miele in polvere oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/honey-powder-market

    #MercatoMieleInPolvere #MieleInPolvere #IndustriaAlimentare #MercatoAlimentareGlobale #IndustriaAlimentareEBevande #MercatoDolcificanti
    Panoramica del mercato del miele in polvere: analisi di mercato nelle principali regioni Il mercato globale del miele in polvere sta assistendo a una crescita costante, poiché le industrie cercano soluzioni dolcificanti naturali e stabili a scaffale, in linea con le tendenze clean-label e convenience. Il miele in polvere, prodotto disidratando il miele liquido in una forma fluida, conserva gran parte del sapore del miele, offrendo al contempo una migliore gestione, conservazione e efficienza nella formulazione. La sua versatilità lo ha reso un ingrediente sempre più preferito in applicazioni alimentari, delle bevande, nutraceutiche e per la cura della persona. Leggi il rapporto sul mercato del miele in polvere oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/honey-powder-market #MercatoMieleInPolvere #MieleInPolvere #IndustriaAlimentare #MercatoAlimentareGlobale #IndustriaAlimentareEBevande #MercatoDolcificanti
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    Honey Powder Market Size, Share [2033] Growth Report
    Honey Powder Market growth outlook shows CAGR 4.7% between 2026–2033, expanding from $1024.96 million to $1480.06 million.
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  • Mercato degli asciugamani elettrici: crescita, innovazione e la svolta verso l'igiene sostenibile

    Il mercato globale degli asciugamani elettrici ha registrato una crescita costante nell'ultimo decennio, trainata dalla crescente consapevolezza in materia di igiene, dalle iniziative a favore della sostenibilità e dalla crescente adozione di tecnologie contactless negli spazi pubblici e commerciali. Gli asciugamani elettrici, un tempo considerati un semplice accessorio per i bagni, si sono evoluti in dispositivi avanzati, efficienti dal punto di vista energetico e dotati di sensori, in linea con i moderni standard igienico-sanitari e gli obiettivi ambientali. Poiché aziende e istituzioni danno priorità alla riduzione dei costi, alla minimizzazione degli sprechi e al miglioramento dell'esperienza utente, gli asciugamani elettrici stanno diventando una componente essenziale delle infrastrutture dei bagni intelligenti.

    Leggi oggi il rapporto sul mercato degli asciugamani elettrici - https://www.skyquestt.com/report/hand-dryer-market

    #MercatoAsciugamaniElettrici #AsciugamaniElettrici #SoluzioniPerBagni #BagniIntelligenti #TecnologiaContactless #SoluzioniPerL'Igiene #VitaSostenibile #ProdottiEcocompatibili #EdificiEcologici #EfficienzaEnergetica #InfrastruttureCommerciali #GestioneDelleStrutture #TecnologiaSanitaria #TecnologiaPulita #TecnologiaEdilizia #SettoreAlberghiero #StruttureSanitarie #InfrastruttureIntelligenti
    Mercato degli asciugamani elettrici: crescita, innovazione e la svolta verso l'igiene sostenibile Il mercato globale degli asciugamani elettrici ha registrato una crescita costante nell'ultimo decennio, trainata dalla crescente consapevolezza in materia di igiene, dalle iniziative a favore della sostenibilità e dalla crescente adozione di tecnologie contactless negli spazi pubblici e commerciali. Gli asciugamani elettrici, un tempo considerati un semplice accessorio per i bagni, si sono evoluti in dispositivi avanzati, efficienti dal punto di vista energetico e dotati di sensori, in linea con i moderni standard igienico-sanitari e gli obiettivi ambientali. Poiché aziende e istituzioni danno priorità alla riduzione dei costi, alla minimizzazione degli sprechi e al miglioramento dell'esperienza utente, gli asciugamani elettrici stanno diventando una componente essenziale delle infrastrutture dei bagni intelligenti. Leggi oggi il rapporto sul mercato degli asciugamani elettrici - https://www.skyquestt.com/report/hand-dryer-market #MercatoAsciugamaniElettrici #AsciugamaniElettrici #SoluzioniPerBagni #BagniIntelligenti #TecnologiaContactless #SoluzioniPerL'Igiene #VitaSostenibile #ProdottiEcocompatibili #EdificiEcologici #EfficienzaEnergetica #InfrastruttureCommerciali #GestioneDelleStrutture #TecnologiaSanitaria #TecnologiaPulita #TecnologiaEdilizia #SettoreAlberghiero #StruttureSanitarie #InfrastruttureIntelligenti
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    Hand Dryer Market Size, Share |Forecast Report [2033]
    Hand Dryer Market size in 2025 stood at $1.59 billion, set to rise to $4.2 billion by 2033 with a CAGR of 12.9%.
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