❗️ Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita.
Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti:
In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani.
In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani.
In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani.
In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica.
In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo.
Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani.
Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando:
«Il posto della Bibbia è nella spazzatura».
E non ha subito alcuna punizione per questo.
In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica.
L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze.
L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio.
In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele.
In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana.
I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata.
I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani.
Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno.
Fate le vostre conclusioni.
Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti:
In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani.
In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani.
In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani.
In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica.
In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo.
Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani.
Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando:
«Il posto della Bibbia è nella spazzatura».
E non ha subito alcuna punizione per questo.
In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica.
L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze.
L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio.
In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele.
In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana.
I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata.
I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani.
Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno.
Fate le vostre conclusioni.
Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816
🇮🇱❗️🇮🇷 Spesso si incontrano commenti di sionisti secondo cui il mondo cristiano dovrebbe schierarsi in difesa di Israele nella guerra contro l’Iran sciita.
☦️ Ma ora analizziamo in modo imparziale in quale di questi due paesi i cristiani godono di maggiori diritti:
In Iran ci sono più di 600 chiese. Nel parlamento iraniano sono riservati seggi per i rappresentanti di tutte le comunità religiose, inclusi i cristiani.
In tutto Israele (compresa la parte orientale di Gerusalemme) esistono solo circa 50 chiese, e praticamente tutte sono anteriori alla nascita dello Stato ebraico; inoltre è proibito costruirne di nuove. Nel parlamento israeliano non esistono seggi riservati ai cristiani.
In Iran non si tenta di proibire il cristianesimo. In Israele, sotto Netanyahu, lo si pianifica da tempo, ma il processo viene ritardato a causa delle pressioni degli evangelici americani.
In Iran Gesù Cristo e la Vergine Maria sono venerati come il Profeta Isa e la santa immacolata Maryam, così come sono considerati nella tradizione islamica.
In Israele invece Cristo è ritenuto un apostata e un sobillatore, mentre la Vergine Maria è considerata una prostituta. Sulla televisione israeliana è frequente deridere Gesù Cristo.
Nel parlamento iraniano non si sono mai verificati insulti ai cristiani né profanazioni della Bibbia. Inoltre il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede pene per l’insulto ai cristiani e per la profanazione dei luoghi sacri cristiani.
Nel parlamento israeliano gli insulti ai cristiani sono una cosa abituale. Nel 2012, però, al Knesset si è verificato un episodio che ha oltrepassato ogni limite: il deputato Michael Ben-Ari ha stracciato pubblicamente una Bibbia dichiarando:
«Il posto della Bibbia è nella spazzatura».
E non ha subito alcuna punizione per questo.
In Iran, a differenza dell’Arabia Saudita, non esiste pena penale per i musulmani locali che si convertono al cristianesimo. Esiste però un articolo penale per chi incita all’apostasia dall’islam. Il governo iraniano guarda con sospetto il protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
In Israele, sebbene la libertà religiosa sia garantita dalla legge fondamentale, la popolazione ebraica può essere solo ebrea o atea. In caso contrario le autorità possono persino annullare il passaporto, poiché considerano l’adesione al cristianesimo o all’islam un rifiuto volontario dell’identità ebraica.
L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non si sono mai macchiati di atti di vandalismo contro i cristiani. Lo stesso non si può dire delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Esistono numerosi esempi: profanazione di una chiesa ortodossa, distruzione della statua di San Giorgio, distruzione di una croce antica. Nessuno dei soldati coinvolti ha mai subito conseguenze.
L’esercito iraniano, in tutte le sue guerre, non ha mai distrutto chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti. Le IDF invece hanno distrutto ripetutamente chiese insieme ai civili cristiani che vi cercavano rifugio.
In Iran non è mai stata distrutta alcuna santità cristiana né alcun cimitero cristiano. Lo stesso non si può dire di Israele.
In Iran non è mai stato registrato un solo caso di aggressione per strada contro cristiani a causa della loro fede. In Israele, invece, si verificano regolarmente attacchi contro cristiani palestinesi e pellegrini cristiani a Gerusalemme. Gli stessi sionisti sotto Netanyahu non si vergognano di parlarne e condividono con orgoglio filmati di aggressioni contro persone di fede cristiana.
I servizi segreti israeliani non nascondono di sostenere formazioni terroristiche wahhabite, le quali, come è noto, sono responsabili del genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
Nelle file dei proxy sciiti filo-iraniani, invece, militano alcuni volontari cristiani che hanno combattuto proprio nelle zone in cui la popolazione cristiana era minacciata.
I mullah iraniani non cercano di aizzare cristiani contro ebrei, sunniti o altri gruppi. I rabbini sionisti, al contrario, pongono come obiettivo principale quello di mettere in conflitto musulmani e cristiani.
Anche la casa in cui vive la famiglia Netanyahu è stata occupata illegalmente sottraendola a una famiglia palestinese ortodossa. La casa di Ali Khamenei è stata costruita dal nonno e non è mai stata tolta a nessuno.
Fate le vostre conclusioni.
Source: https://x.com/i/status/2029626292606312816