• La riforma Nordio-Meloni

    La separazione delle carriere di fatto esiste già, essendo lo 0.5 per cento dei magistrati ad esercitare tale possibilità; sono 28 magistrati su un totale di 9662. Oltretutto con la riforma Cartabia adesso possono farlo una sola volta invece di quattro, e solo nei primi dieci anni di servizio.

    Ma di quale urgenza catastrofica, che giustifichi un cambiamento della Costituzione, stiamo parlando? È abbastanza evidente che la separazione delle carriere è una "bella scusa" per coprire il vero intento del governo; non dimentichiamo che la riforma è frutto di una proposta governativa che è stata "blindata" fin dall'inizio, impedendo la presentazione degli emendamenti dell'opposizione e perfino della maggioranza. Il Parlamento ha dovuto votare o SI o NO a scatola chiusa, senza alcuna possibilità di modificare il testo e nemmeno di discuterlo.

    Vogliamo ancora cercare di difendere questo governicchio che ricatta il Parlamento esattamente come i governi Draghi e Conte? Comunque l'intento di Nordio e Meloni, addirittura dichiarato, è quello di controllare la magistratura, anzitutto togliendo al CSM, che sarebbe sdoppiato, il potere di sanzionare i magistrati, e attribuendolo ad un' Alta Corte disciplinare. Tale Corte, organo assolutamente nuovo nella nostra Costituzione, sarebbe composto da 15 membri, di cui tre nominati dal PdR, sei estratti a sorte tra i giudici, tre estratti a sorte tra i pm e tre estratti a sorte dal Parlamento però non in modo "secco", bensì in una lista appositamente stilata da una commissione, al cui interno il governo avrebbe la maggioranza.

    Ah, dimenticavo, i due CSM, nella riforma, non hanno una composizione precisa, che viene rimandata alla legge ordinaria. Mi sembra di ricordare che era nello Statuto Albertino che il Parlamento poteva modificare la legge fondamentale dello Stato con una semplice legge ordinaria, e mi sembra di ricordare che il regime fascista, che aveva la maggioranza in Parlamento, poté farlo "legalmente".
    La riforma Nordio-Meloni La separazione delle carriere di fatto esiste già, essendo lo 0.5 per cento dei magistrati ad esercitare tale possibilità; sono 28 magistrati su un totale di 9662. Oltretutto con la riforma Cartabia adesso possono farlo una sola volta invece di quattro, e solo nei primi dieci anni di servizio. Ma di quale urgenza catastrofica, che giustifichi un cambiamento della Costituzione, stiamo parlando? È abbastanza evidente che la separazione delle carriere è una "bella scusa" per coprire il vero intento del governo; non dimentichiamo che la riforma è frutto di una proposta governativa che è stata "blindata" fin dall'inizio, impedendo la presentazione degli emendamenti dell'opposizione e perfino della maggioranza. Il Parlamento ha dovuto votare o SI o NO a scatola chiusa, senza alcuna possibilità di modificare il testo e nemmeno di discuterlo. Vogliamo ancora cercare di difendere questo governicchio che ricatta il Parlamento esattamente come i governi Draghi e Conte? Comunque l'intento di Nordio e Meloni, addirittura dichiarato, è quello di controllare la magistratura, anzitutto togliendo al CSM, che sarebbe sdoppiato, il potere di sanzionare i magistrati, e attribuendolo ad un' Alta Corte disciplinare. Tale Corte, organo assolutamente nuovo nella nostra Costituzione, sarebbe composto da 15 membri, di cui tre nominati dal PdR, sei estratti a sorte tra i giudici, tre estratti a sorte tra i pm e tre estratti a sorte dal Parlamento però non in modo "secco", bensì in una lista appositamente stilata da una commissione, al cui interno il governo avrebbe la maggioranza. Ah, dimenticavo, i due CSM, nella riforma, non hanno una composizione precisa, che viene rimandata alla legge ordinaria. Mi sembra di ricordare che era nello Statuto Albertino che il Parlamento poteva modificare la legge fondamentale dello Stato con una semplice legge ordinaria, e mi sembra di ricordare che il regime fascista, che aveva la maggioranza in Parlamento, poté farlo "legalmente".
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  • MA COME FANNO a DECIDERE al POSTO NOSTRO? LA MAGGIORANZA degli EUROPEI sono CONTRO le SANZIONI alla RUSSIA. LA RUSSIA non E' MIO NEMICO!
    QUESTA DECISIONE è IL COLPO di GRAZIA per l'ECONOMIA EUROPEA.
    GIA' MERCEDES HA SPOSTATO la SUA PRODUZIONE in Ungheria DOVE il COSTO dell'ENERGIA, PROVENIENTE dalla RUSSIA è 1/3 di QUELLO CHE ABBIAMO in EUROPA, GRAZIE alla Von der Leyen.

    L'Unione Europea smetterà di comprare gas dalla Russia dal 2027
    Dopo quasi quattro anni di discussioni, e nonostante l’opposizione di Slovacchia e Ungheria
    https://www.ilpost.it/2026/01/26/unione-europea-fine-acquisto-gas-russia/?utm_source=firefox-newtab-it-it
    MA COME FANNO a DECIDERE al POSTO NOSTRO? LA MAGGIORANZA degli EUROPEI sono CONTRO le SANZIONI alla RUSSIA. LA RUSSIA non E' MIO NEMICO! QUESTA DECISIONE è IL COLPO di GRAZIA per l'ECONOMIA EUROPEA. GIA' MERCEDES HA SPOSTATO la SUA PRODUZIONE in Ungheria DOVE il COSTO dell'ENERGIA, PROVENIENTE dalla RUSSIA è 1/3 di QUELLO CHE ABBIAMO in EUROPA, GRAZIE alla Von der Leyen. L'Unione Europea smetterà di comprare gas dalla Russia dal 2027 Dopo quasi quattro anni di discussioni, e nonostante l’opposizione di Slovacchia e Ungheria https://www.ilpost.it/2026/01/26/unione-europea-fine-acquisto-gas-russia/?utm_source=firefox-newtab-it-it
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  • Cosa si sta aspettando ad agire?
    Solo uno stupido non capisce che andare a votare non serve a nulla;
    i politici sono tutti corrotti come lo sono le istituzioni nazionali e internazionali (globaliste); le multinazionali sono corrotte, i giudici sono corrotti e non esiste una vera magistratura, i "presidenti" sono dei pupazzi globalisti.
    Come la mettiamo? Aspettiamo che arrivi Superman a risolvere i nostri problemi?

    Il leader dell'opposizione rumena è stato bandito

    Il leader dell'opposizione brasiliana è stato bandito

    leader dell'opposizione francese è stato bandito

    La Moldavia bandisce il partito di opposizione

    La Germania cerca di bandire l'AFD

    L'opposizione in Turchia è stata bandita

    L'America ha cercato di bandire Trump, di arrestarlo e ucciderlo

    Tutto "per salvare la democrazia"

    Unisciti al canale: t.me/PissedTexan
    Cosa si sta aspettando ad agire? Solo uno stupido non capisce che andare a votare non serve a nulla; i politici sono tutti corrotti come lo sono le istituzioni nazionali e internazionali (globaliste); le multinazionali sono corrotte, i giudici sono corrotti e non esiste una vera magistratura, i "presidenti" sono dei pupazzi globalisti. Come la mettiamo? Aspettiamo che arrivi Superman a risolvere i nostri problemi? ▪️Il leader dell'opposizione rumena è stato bandito ▪️Il leader dell'opposizione brasiliana è stato bandito ▪️ leader dell'opposizione francese è stato bandito ▪️La Moldavia bandisce il partito di opposizione ▪️La Germania cerca di bandire l'AFD ▪️L'opposizione in Turchia è stata bandita ▪️L'America ha cercato di bandire Trump, di arrestarlo e ucciderlo Tutto "per salvare la democrazia" Unisciti al canale: t.me/PissedTexan
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  • SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE!
    Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza
    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità



    “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari

    Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News.

    Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako.

    Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari.

    In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
    SUCCEDE anche QUESTO nel SILENZIO GENERALE! Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità “È stato colpito al cuore e, mentre esalava l’ultimo respiro, lo hanno pestato alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra”. Così è stato ammazzato Amir dagli sgherri del regime iraniano, secondo il racconto dei suoi cari Si muore a Teheran e non solo, a causa delle contestazioni alla dittatura degli ayatollah, ma nelle grandi città europee questo sacrificio attira poco: non ci sono cortei o bandiere ai balconi per sostenere un popolo stanco della repressione, non ci sono scritte sui muri o raduni che chiedano la liberazione di questo o quel prigioniero. Eppure, i simboli di questa resistenza si moltiplicano con il passare dei giorni e con il numero delle vittime in aumento. Uno di questi simboli è Amir. Aveva 17 anni e di certo, alla sua età, ne avrebbe fatto a meno. Ma il racconto dei suoi parenti sta circolando, grazie alla testimonianza del cugino di Amir – Diako Haydari – raccolta da Sky News. Diako vive a Cardiff, in Galles, e ai giornalisti ha raccontato che Amir è stato ucciso la scorsa settimana, picchiato e colpito a morte a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Amir aveva deciso di partecipare alle manifestazioni, giovedì scorso, assieme ai compagni di classe: la sua scelta è risultata fatale. La famiglia sostiene di aver ricevuto una spiegazione diversa dalle autorità: il diciassettenne sarebbe “caduto da una grande altezza”. Quel giorno Amir non è stato il solo a perdere la vita: “Due suoi amici sono in coma, altri li hanno uccisi. Gli hanno sparato”, ha detto Diako. Avere fonti indipendenti che possano confortare con più testimonianze quanto avviene in Iran è difficile: il governo ha bloccato Internet e chi riesce si collega grazie ai satelliti di Starlink per mandare i video delle manifestazioni. In uno di questi, proprio da Kermanshah, mostrato da Sky News, si vedono poliziotti in borghese sparare sui manifestanti. In altri video girati nel centro forense di Kahrizak, alla periferia di Teheran, vengono mostrati i sacchi neri di plastica per chiudere i cadaveri che ricoprivano il pavimento di un grande magazzino. Uomini e donne si muovono tra file di corpi per cercare di identificare i propri cari. In questo contesto, la morte di uno studente diventa il simbolo di una tragedia: c’è il racconto dei familiari e la versione opposta del governo, mentre sullo sfondo cresce la rabbia in un Paese in piena crisi economica ma con una leadership che non intende farsi da parte e una opposizione spesso frammentata. La fine di Amir racconta la voglia dei ragazzi di vivere in un Iran differente: un desiderio spezzato con la violenza legalizzata dagli ayatollah. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/proteste-iran-amir-ucciso-17-anni-notizie/8254305/
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    Iran, 17enne ucciso durante le proteste: la storia di Amir nuovo simbolo della resistenza
    Colpito al cuore e pestato a morte durante le proteste in Iran. Il regime parla di "caduta", ma i familiari denunciano la verità
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  • Tra tutti gli imbecilli europei, quello considerato uno dei capofila degli imbecilli ha avuto il guizzo di dire: andiamo a parlare con Putin.

    Se ci pensate bene, è qualcosa che fa salire il sangue al cervello. Semplicemente perché, se in Unione Europea dovessimo scegliere un Paese che possa fare da collante, più di chiunque altro, tra Mosca e Bruxelles, quel Paese avrebbe potuto essere l'Italia.

    Ma noi abbiamo al governo un personaggio che parla di credibilità internazionale ed è totalmente incapace, all'opposizione il maggior partito che chiede più guerra e al Quirinale un Presidente della Repubblica che ha inaugurato un nuovo sport: tiro al bersaglio al Cremlino.
    In ogni caso cade, per l'ennesima volta, la narrazione del "Putin non vuole parlare".

    Macron non ha fatto in tempo ad aprire bocca e chiedere udienza alla Russia che subito è stata accolta. E non è un segno di debolezza da parte di Mosca, come vorrebbero far passare i giornaloni, bensì è un segno di forza enorme.

    Anche perché, a cagarsi addosso, in questa specifica occasione è Macron, visto il riarmo spropositato della Germania. Com'è che sia, Macron, se riesce a instaurare un dialogo serio col Cremlino, la fa sotto il naso a coloro che si sentono statisti. E farsela fare sotto il naso da Macron non è un bel biglietto da visita da consegnare alla storia. Soprattutto per chi oggi in Italia ricopre ruoli di vertice.

    - Giuseppe Salamone

    Source: https://x.com/itsmeback_/status/2003165535895454162?t=0CNxVvSNSQAPf7IYThFbDA&s=19
    Tra tutti gli imbecilli europei, quello considerato uno dei capofila degli imbecilli ha avuto il guizzo di dire: andiamo a parlare con Putin. Se ci pensate bene, è qualcosa che fa salire il sangue al cervello. Semplicemente perché, se in Unione Europea dovessimo scegliere un Paese che possa fare da collante, più di chiunque altro, tra Mosca e Bruxelles, quel Paese avrebbe potuto essere l'Italia. Ma noi abbiamo al governo un personaggio che parla di credibilità internazionale ed è totalmente incapace, all'opposizione il maggior partito che chiede più guerra e al Quirinale un Presidente della Repubblica che ha inaugurato un nuovo sport: tiro al bersaglio al Cremlino. In ogni caso cade, per l'ennesima volta, la narrazione del "Putin non vuole parlare". Macron non ha fatto in tempo ad aprire bocca e chiedere udienza alla Russia che subito è stata accolta. E non è un segno di debolezza da parte di Mosca, come vorrebbero far passare i giornaloni, bensì è un segno di forza enorme. Anche perché, a cagarsi addosso, in questa specifica occasione è Macron, visto il riarmo spropositato della Germania. Com'è che sia, Macron, se riesce a instaurare un dialogo serio col Cremlino, la fa sotto il naso a coloro che si sentono statisti. E farsela fare sotto il naso da Macron non è un bel biglietto da visita da consegnare alla storia. Soprattutto per chi oggi in Italia ricopre ruoli di vertice. - Giuseppe Salamone Source: https://x.com/itsmeback_/status/2003165535895454162?t=0CNxVvSNSQAPf7IYThFbDA&s=19
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  • A ventimiglia la Asl non rispetta la Legge Lorenzin. Le vaccinazioni sono obbligatorie salvo esenzione da parte di un medico di libera scelta, opposizione da parte dei genitori, devono firmare però, o differimento.
    A ventimiglia la Asl non rispetta la Legge Lorenzin. Le vaccinazioni sono obbligatorie salvo esenzione da parte di un medico di libera scelta, opposizione da parte dei genitori, devono firmare però, o differimento.
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  • Quando si comincia a CAPIRE chi ha VINTO, si corre in fretta e di nascosto sul carro del VINCITORE

    Salvini NON È ALL'OPPOSIZIONE ma al GOVERNO, e lo è dal settembre 2022.
    Qualsiasi individuo dotato di materiale cerebrale fertile, di onestà e di amore per la verità e per il proprio paese, si sarebbe opposto con ogni mezzo a ciò che è stato fatto (o non fatto), ma soprattutto non si sarebbe speso in termini di soldi e di propaganda anti russa in questi 3 anni. Ora saltano fuori bubboni pesanti su corruzione e malaffare nei vertici ucraini che si sono spartiti anche i nostri soldi. Il suo sogno di poter volare tra Milano, Kiev e Mosca è la chiacchiera da bar della propaganda in cui certi bluffatori seriali sono maestri.
    In caso potrebbe essere che...
    "Gli aerei volano in alto tra New York e Mosca..." ma SENZA scalo.
    Il problema però sarà ancora (una volta) NOSTRO
    Come sempre tra destra e sinistra tutti d'accordo.
    A Verità accertata e quando le cose si mettono male, ecco che qualcuno prova a smarcarsi.
    Quando si comincia a CAPIRE chi ha VINTO, si corre in fretta e di nascosto sul carro del VINCITORE ❗❗❗ Salvini NON È ALL'OPPOSIZIONE ma al GOVERNO, e lo è dal settembre 2022. Qualsiasi individuo dotato di materiale cerebrale fertile, di onestà e di amore per la verità e per il proprio paese, si sarebbe opposto con ogni mezzo a ciò che è stato fatto (o non fatto), ma soprattutto non si sarebbe speso in termini di soldi e di propaganda anti russa in questi 3 anni. Ora saltano fuori bubboni pesanti su corruzione e malaffare nei vertici ucraini che si sono spartiti anche i nostri soldi. Il suo sogno di poter volare tra Milano, Kiev e Mosca è la chiacchiera da bar della propaganda in cui certi bluffatori seriali sono maestri. In caso potrebbe essere che... 🎼"Gli aerei volano in alto tra New York e Mosca..."🎶🎵 ma SENZA scalo. Il problema però sarà ancora (una volta) NOSTRO Come sempre tra destra e sinistra tutti d'accordo. A Verità accertata e quando le cose si mettono male, ecco che qualcuno prova a smarcarsi.
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  • QUESTI IDIOTI non HANNO ANCORA CAPITO CHE LA GUERRA L'HANNO PERSA e CHE CONTANO MENO di NIENTE!!!
    L'UE respinge il piano di pace di Trump: "Nessun riconoscimento dei territori russi"
    Il Parlamento europeo approva una risoluzione contro la proposta USA: "La pace non può essere raggiunta cedendo all'aggressore

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/27/piano-pace-trump-ucraina-ue-opposizione-notizie/8209847/
    QUESTI IDIOTI non HANNO ANCORA CAPITO CHE LA GUERRA L'HANNO PERSA e CHE CONTANO MENO di NIENTE!!! L'UE respinge il piano di pace di Trump: "Nessun riconoscimento dei territori russi" Il Parlamento europeo approva una risoluzione contro la proposta USA: "La pace non può essere raggiunta cedendo all'aggressore https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/27/piano-pace-trump-ucraina-ue-opposizione-notizie/8209847/
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  • Veneto, il medico "free vax" Riccardo Szumski verso l'ingresso in Consiglio
    L'ex sindaco di Santa Lucia di Piave, radiato dall'Ordine per la sua opposizione ai protocolli Covid, va verso l'elezione in Consiglio regionale...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/24/szumski-medico-freevax-consiglio-veneto-notizie/8206382/
    Veneto, il medico "free vax" Riccardo Szumski verso l'ingresso in Consiglio L'ex sindaco di Santa Lucia di Piave, radiato dall'Ordine per la sua opposizione ai protocolli Covid, va verso l'elezione in Consiglio regionale... https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/24/szumski-medico-freevax-consiglio-veneto-notizie/8206382/
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    Veneto, il medico "free vax" Riccardo Szumski verso l'ingresso in Consiglio
    L'ex sindaco di Santa Lucia di Piave, radiato dall'Ordine per la sua opposizione ai protocolli Covid, va verso l'elezione in Consiglio regionale
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  • ORBAN un GRANDE!
    Orban: “I soldi Ue finiscono alla rete mafiosa legata a Zelensky”

    “L’illusione dorata dell’Ucraina sta crollando. Una rete mafiosa di guerra con innumerevoli legami con il presidente Zelensky è stata smascherata. Il ministro dell’Energia si è già dimesso e il principale sospettato è fuggito dal Paese. Questo è il caos in cui l’élite di Bruxelles vuole riversare i soldi dei contribuenti europei, dove tutto ciò che non viene sparato in prima linea finisce nelle tasche della mafia di guerra. Follia”. Lo scrive in un tweet il primo ministro ungherese Viktor Orbán, riferendosi all’inchiesta “Midas” che sta colpendo il governo di Kiev. “Grazie – aggiunge – ma non vogliamo avere niente a che fare con tutto questo” aggiunge il primo ministro ribadendo la sua opposizione a inviare “i soldi del popolo ungherese in Ucraina.” “Comunque, dopo tutto questo, non cederemo di certo alle richieste finanziarie e ai ricatti del presidente ucraino. È ora – attacca – che Bruxelles capisca finalmente dove vanno a finire veramente i suoi soldi”.
    ORBAN un GRANDE! Orban: “I soldi Ue finiscono alla rete mafiosa legata a Zelensky” “L’illusione dorata dell’Ucraina sta crollando. Una rete mafiosa di guerra con innumerevoli legami con il presidente Zelensky è stata smascherata. Il ministro dell’Energia si è già dimesso e il principale sospettato è fuggito dal Paese. Questo è il caos in cui l’élite di Bruxelles vuole riversare i soldi dei contribuenti europei, dove tutto ciò che non viene sparato in prima linea finisce nelle tasche della mafia di guerra. Follia”. Lo scrive in un tweet il primo ministro ungherese Viktor Orbán, riferendosi all’inchiesta “Midas” che sta colpendo il governo di Kiev. “Grazie – aggiunge – ma non vogliamo avere niente a che fare con tutto questo” aggiunge il primo ministro ribadendo la sua opposizione a inviare “i soldi del popolo ungherese in Ucraina.” “Comunque, dopo tutto questo, non cederemo di certo alle richieste finanziarie e ai ricatti del presidente ucraino. È ora – attacca – che Bruxelles capisca finalmente dove vanno a finire veramente i suoi soldi”.
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