• VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI

    La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva?

    Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti.

    I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico:
    A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%.
    B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%.

    Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane.

    50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea).

    ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE.
    SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA.

    Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente.

    Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori.

    RIFERIMENTO:

    https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full

    DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita.

    #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    VITAMINA C E SEMI D’UVA: LA NATURA UMILIA LA CHEMIOTERAPIA NEI TEST PRECLINICI La medicina oncologica moderna si fonda da decenni sul paradigma della "terra bruciata": somministrare veleni citotossici nella speranza di uccidere il tumore prima di uccidere il paziente. Ma cosa succederebbe se la natura, quella stessa natura che il sistema ignora perché non brevettabile, si dimostrasse più efficace della chimica più aggressiva? Uno studio pilota recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology ha scosso le fondamenta della ricerca convenzionale. I ricercatori hanno messo a confronto la Doxorubicina — soprannominata il "diavolo rosso" per la sua devastante tossicità — con una combinazione sinergica di Vitamina C (acido ascorbico) ed estratto di semi d’uva (GSE). Il bersaglio? Il cancro al seno triplo negativo, una delle forme più feroci e resistenti. I risultati non sono solo significativi, sono una condanna al dogmatismo scientifico: A- La combinazione naturale ha ridotto il volume tumorale del 76,61%. B- Il chemioterapico "gold standard" si è fermato al 68,82%. Perché sostanze così semplici ottengono risultati tanto IMPRESSIONANTI? La risposta è nella biologia evolutiva. Mentre la chemio agisce come un bombardamento indiscriminato, il mix Vitamina C + GSE opera una RI-PROGRAMMAZIONE IMMUNITARIA. Trasforma i tumori "freddi" (invisibili alle difese) in tumori "caldi", aumentando i linfociti T citotossici e inducendo l'apoptosi selettiva. La Vitamina C, a dosaggi precisi, agisce come pro-ossidante solo per le cellule malate, incapaci di gestire il carico, proteggendo al contempo quelle sane. 50 mg/kg di acido ascorbico significa 3 grammi e mezzo per un uomo di 70 kg spezzettati in più assunzioni orali. Ben al di sotto della tolleranza intestinale (diarrea). ECCO PERCHE' I BILANCIATORI REDOX FUNZIONANO: OSSIDANO SE SERVE OSSIDARE, ANTIOSSIDANO QUANDO SERVE ANTIOSSIDARE. SOPRATTUTTO IN VIA PREVENTIVA. Ma la battaglia per la salute non si vince solo con l'integrazione. La degenerazione cellulare è figlia della FOLLIA TECNOLOGICA in cui siamo immersi. La luce LED tossica e l'assenza dello spettro solare completo, dieta povera di nutrienti e carenza di attività fisica sono i veri motori dell'infiammazione silente. Questo studio è un monito: la soluzione è già scritta nella nostra biologia, dobbiamo solo avere il coraggio di esigere che queste evidenze escano dai laboratori. RIFERIMENTO: https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2025.1635071/full DISCLAIMER: Informazioni a scopo divulgativo. Non sostituiscono il parere medico. Consultare un professionista prima di modificare terapie o stili di vita. #salute #prevenzione #vitaminaC #fotobiomodulazione #evolutamente
    Frontiers | Grape seed extract and L-ascorbic acid exert antineoplastic effects against solid Ehrlich carcinoma in vivo by modulating the tumor microenvironment and Th1/Th2 balance
    ObjectiveThe existing study sought to highlight the modulatory effect of co-treatment based on grape seed extract (GSE) and L. ascorbic acid (AA) on tumor mi...
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  • Dopo 19 rifiuti in massima parte ingiustificati, la dr.ssa Patrizia #Gentilini e gli altri autori sono riusciti a pubblicare questo studio sulla potenziale correlazione tra vax mRNA C19 e leucemie.

    https://www.oncotarget.com/article/28827/text/
    Dopo 19 rifiuti in massima parte ingiustificati, la dr.ssa Patrizia #Gentilini e gli altri autori sono riusciti a pubblicare questo studio sulla potenziale correlazione tra vax mRNA C19 e leucemie. https://www.oncotarget.com/article/28827/text/
    WWW.ONCOTARGET.COM
    Exploring the potential link between mRNA COVID-19 vaccinations and cancer: A case report with a review of haematopoietic malignancies with insights into... | Oncotarget
    https://doi.org/10.18632/oncotarget.28827 Patrizia Gentilini, Janci C. Lindsay, Nafuko Konishi, Masanori Fukushima, Panagis Polykretis
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  • Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune
    Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi.

    La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur.
    La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura

    All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
    Corte dei Conti Ue boccia la riforma della Politica agricola comune Politica agricola comune, la Corte dei Conti Ue critica la proposta di Bruxelles: più complessità e incertezza sui fondi. La Corte dei Conti boccia su tutta la linea la proposta presentata nel 2025 dalla Commissione europea per la nuova Politica Agricola Comune, che disciplinerà il settore dal 2028 al 2034. Più complessa, con meno fondi dedicati e, di conseguenza, per nulla incentrata sulla semplificazione. Secondo i magistrati contabili, infatti, le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un’architettura giuridica della Pac più complessa, rischiano di creare incertezza, rendendo i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e ritardando l’erogazione dei fondi. Non solo. Nella proposta presentata da Bruxelles con un obiettivo dichiarato di “semplificazione”, la Corte dei Conti sottolinea che, tutti gli aspetti critici indicati, potrebbero compromettere proprio questo obiettivo. Molto critico, dunque, il parere fornito al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Ue relative alla Pac e all’organizzazione comune dei mercati (Ocm). Una posizione che trova l’accordo delle associazioni di categoria, sul piede di guerra da mesi contro alcune modifiche storiche di una Politica agricola comune che, però, in qualche modo va modificata se finora ha portato nei Paesi membri alla perdita, tra il 2007 e il 2022, di quasi due milioni di aziende agricole di piccole dimensioni, con un calo del 44%. La Pac, finora, ha aiutato più le grandi realtà e l’agroindustria ma, di fatto, questa volta rischia di non accontentare nessuno. Come dimostrano le proteste dei trattori in tutta Europa, anche contro il Mercosur. La proposta di modifica che toglie il fondo specifico all’agricoltura All’interno del progetto di bilancio dell’Ue per il 2028-2034, ossia del Quadro finanziario pluriennale (QFP), per un ammontare complessivo di 2mila miliardi di euro, il Fondo europeo costituirebbe la componente maggiore, con una dotazione finanziaria di circa 865 miliardi di euro. La Politica agricola comune, che è attualmente il più grande programma di spesa agricola dell’Ue, sarebbe finanziata da questo nuovo Fondo unico sulla base di piani nazionali. È la prima volta, dalla creazione della Pac nel 1962, che non verrebbe istituito un fondo specifico per l’agricoltura. La proposta della Commissione segna inoltre un notevole cambiamento strutturale, in quanto elimina il tradizionale sostegno a due pilastri della Pac: uno diretto per gli agricoltori e il settore agroalimentare e l’altro per lo sviluppo rurale. Secondo la Corte, però, per come è stata disegnata la struttura della Pac è più complessa, tanto da rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, con il rischio di ritardi nell’erogazione dei fondi. Passando alle cifre, la Pac riceverebbe la dotazione di bilancio minima di 293,7 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori (importo “riservato”), mentre altre misure – come il programma di sviluppo rurale Leader, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e il programma dell’Ue destinato alle scuole – sarebbero finanziati dall’importo “non riservato”. Un accordo interistituzionale suggerisce un “obiettivo rurale” del 10 % dell’importo non riservato (almeno 48,7 miliardi di euro a prezzi correnti). Inoltre, nell’ambito dell’accordo UE-Mercosur, la Commissione ha proposto che i paesi dell’Ue abbiano accesso anche a circa 45 miliardi di euro dell’importo di flessibilità a partire dal 2028, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/10/corte-conti-ue-boccia-riforma-pac-notizie/8286596/
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  • Top 10 Leading Players in the Horizontal Multi-joint Robot Market Projected to Achieve a CAGR of 7.2% by 2034
    According to a new report from Intel Market Research, Global Horizontal Multi-joint Robot market was valued at USD 3.45 billion in 2025 and is projected to reach USD 6.12 billion by 2034, growing at a CAGR of 7.2% during the forecast period (2026-2034). This growth is driven by accelerating industrial automation adoption and technological advancements in robotic systems across manufacturing sectors.
    What are Horizontal Multi-joint Robots?
    Horizontal Multi-joint Robots are advanced articulated robotic systems featuring multiple rotary joints that enable precise motion in confined workspaces. These industrial robots excel in material handling, assembly, welding, and other repetitive tasks requiring high accuracy. Common configurations include four-axis (SCARA), five-axis, and six-axis models, each optimized for specific manufacturing applications.
    These robotic systems have become indispensable in modern production lines, particularly in industries like automotive and electronics where precision and repeatability are critical. Their horizontal articulation allows for compact installations while maintaining extensive work envelopes - a key advantage over traditional robotic arms in space-constrained facilities.
    This report provides comprehensive analysis of the global Horizontal Multi-joint Robot market, covering market dynamics, segmentation, competitive landscape, and regional trends. The insights will help stakeholders understand industry evolution and identify strategic opportunities in this rapidly transforming automation sector.
    Download Sample Report: https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32851/horizontal-multi-joint-robot-market
    Top 10 Leading Players in the Horizontal Multi-joint Robot Market Projected to Achieve a CAGR of 7.2% by 2034 According to a new report from Intel Market Research, Global Horizontal Multi-joint Robot market was valued at USD 3.45 billion in 2025 and is projected to reach USD 6.12 billion by 2034, growing at a CAGR of 7.2% during the forecast period (2026-2034). This growth is driven by accelerating industrial automation adoption and technological advancements in robotic systems across manufacturing sectors. What are Horizontal Multi-joint Robots? Horizontal Multi-joint Robots are advanced articulated robotic systems featuring multiple rotary joints that enable precise motion in confined workspaces. These industrial robots excel in material handling, assembly, welding, and other repetitive tasks requiring high accuracy. Common configurations include four-axis (SCARA), five-axis, and six-axis models, each optimized for specific manufacturing applications. These robotic systems have become indispensable in modern production lines, particularly in industries like automotive and electronics where precision and repeatability are critical. Their horizontal articulation allows for compact installations while maintaining extensive work envelopes - a key advantage over traditional robotic arms in space-constrained facilities. This report provides comprehensive analysis of the global Horizontal Multi-joint Robot market, covering market dynamics, segmentation, competitive landscape, and regional trends. The insights will help stakeholders understand industry evolution and identify strategic opportunities in this rapidly transforming automation sector. 📥 Download Sample Report: https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32851/horizontal-multi-joint-robot-market
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  • ICT Test Equipment Market to Grow at a CAGR of 4.7% from 2026 to 2034 – Key Players to Watch
    According to a new report from Intel Market Research, the global ICT Test Equipment market was valued at USD 5.8 billion in 2025 and is projected to reach USD 9.1 billion by 2034, growing at a CAGR of 4.7% during the forecast period (2026–2034). This growth is fueled by accelerating 5G deployments, IoT adoption, and increasing demand for network testing solutions across industries.
    ICT test equipment includes specialized tools like oscilloscopes, network testers, and signal analyzers used to validate performance and compliance of telecommunications infrastructure and electronic components. These instruments are becoming indispensable as network complexity grows with emerging technologies.
    Download FREE Sample Report:
    https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32849/ict-test-equipment-market
    What is ICT Test Equipment?
    ICT (Information & Communication Technology) test equipment comprises sophisticated electronic measurement instruments designed to evaluate the functionality and reliability of telecommunications networks, consumer electronics, and enterprise IT systems. These devices play a critical role in ensuring network integrity, signal quality, and compliance with industry standards across the entire technology ecosystem.
    From benchtop analyzers in R&D labs to automated production-line test systems, ICT test equipment enables manufacturers to verify everything from basic component parameters to complex network protocols. Recent advancements now incorporate AI-powered diagnostics and cloud-based testing platforms that enhance efficiency and accuracy.
    Key Market Drivers
    1. Accelerating 5G Network Deployments Worldwide
    The global rollout of 5G infrastructure represents the single largest growth driver for ICT test equipment. Telecom operators require advanced testing solutions to validate network performance across multiple frequency bands. The transition to Open RAN architectures and millimeter wave technologies further amplifies testing requirements, with network testing expected to account for over 40% of the total market revenue.
    2. Expanding IoT Ecosystem and Connected Devices
    With over 75% of enterprises now relying on IoT implementations, demand has surged for specialized testing equipment capable of validating device interoperability, network security, and power efficiency. Manufacturers need solutions that can simulate real-world operating conditions for sensors, gateways, and edge computing devices across industrial, automotive, and consumer applications.
    Market Challenges
    High Equipment Costs - Premium test systems often exceed $100,000, creating barriers for small manufacturers and research institutions
    Technical Complexity - Operating advanced test platforms requires specialized expertise that's scarce in emerging markets
    Supply Chain Constraints - Semiconductor shortages have led to 6-9 month lead times for certain testing instruments
    Emerging Opportunities
    As network technologies evolve, several high-potential growth areas are emerging:
    Open RAN Testing Solutions (15% annual growth expected)
    Automotive Electronics Validation for EV and connected vehicle systems
    Cloud-Based Testing Platforms that reduce capital expenditures
    Regions like Asia-Pacific are showing particularly strong demand as local manufacturers develop cost-optimized solutions for high-volume production environments.
    Market Segmentation
    By Equipment Type
    Network Testing Equipment
    Signal Analyzers
    Oscilloscopes
    Spectrum Analyzers
    Protocol Analyzers
    By End User
    Telecommunications
    Consumer Electronics
    Automotive
    Aerospace & Defense
    Industrial
    By Technology
    Wired Testing Equipment
    Wireless Testing Equipment
    Get Full Report Here:
    https://www.intelmarketresearch.com/ict-test-equipment-market-32849
    ICT Test Equipment Market to Grow at a CAGR of 4.7% from 2026 to 2034 – Key Players to Watch According to a new report from Intel Market Research, the global ICT Test Equipment market was valued at USD 5.8 billion in 2025 and is projected to reach USD 9.1 billion by 2034, growing at a CAGR of 4.7% during the forecast period (2026–2034). This growth is fueled by accelerating 5G deployments, IoT adoption, and increasing demand for network testing solutions across industries. ICT test equipment includes specialized tools like oscilloscopes, network testers, and signal analyzers used to validate performance and compliance of telecommunications infrastructure and electronic components. These instruments are becoming indispensable as network complexity grows with emerging technologies. Download FREE Sample Report: https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32849/ict-test-equipment-market What is ICT Test Equipment? ICT (Information & Communication Technology) test equipment comprises sophisticated electronic measurement instruments designed to evaluate the functionality and reliability of telecommunications networks, consumer electronics, and enterprise IT systems. These devices play a critical role in ensuring network integrity, signal quality, and compliance with industry standards across the entire technology ecosystem. From benchtop analyzers in R&D labs to automated production-line test systems, ICT test equipment enables manufacturers to verify everything from basic component parameters to complex network protocols. Recent advancements now incorporate AI-powered diagnostics and cloud-based testing platforms that enhance efficiency and accuracy. Key Market Drivers 1. Accelerating 5G Network Deployments Worldwide The global rollout of 5G infrastructure represents the single largest growth driver for ICT test equipment. Telecom operators require advanced testing solutions to validate network performance across multiple frequency bands. The transition to Open RAN architectures and millimeter wave technologies further amplifies testing requirements, with network testing expected to account for over 40% of the total market revenue. 2. Expanding IoT Ecosystem and Connected Devices With over 75% of enterprises now relying on IoT implementations, demand has surged for specialized testing equipment capable of validating device interoperability, network security, and power efficiency. Manufacturers need solutions that can simulate real-world operating conditions for sensors, gateways, and edge computing devices across industrial, automotive, and consumer applications. Market Challenges High Equipment Costs - Premium test systems often exceed $100,000, creating barriers for small manufacturers and research institutions Technical Complexity - Operating advanced test platforms requires specialized expertise that's scarce in emerging markets Supply Chain Constraints - Semiconductor shortages have led to 6-9 month lead times for certain testing instruments Emerging Opportunities As network technologies evolve, several high-potential growth areas are emerging: Open RAN Testing Solutions (15% annual growth expected) Automotive Electronics Validation for EV and connected vehicle systems Cloud-Based Testing Platforms that reduce capital expenditures Regions like Asia-Pacific are showing particularly strong demand as local manufacturers develop cost-optimized solutions for high-volume production environments. Market Segmentation By Equipment Type Network Testing Equipment Signal Analyzers Oscilloscopes Spectrum Analyzers Protocol Analyzers By End User Telecommunications Consumer Electronics Automotive Aerospace & Defense Industrial By Technology Wired Testing Equipment Wireless Testing Equipment Get Full Report Here: https://www.intelmarketresearch.com/ict-test-equipment-market-32849
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  • Eldeco Upcoming Project

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  • Fruit and Vegetables Washing Nozzle Market to Grow at a CAGR of 4.8% from 2026 to 2034 – Key Players to Watch
    According to a new report from Intel Market Research, Global Fruit and Vegetables Washing Nozzle market was valued at USD 245.7 million in 2025 and is projected to reach USD 382.4 million by 2034, growing at a CAGR of 4.8% during the forecast period (2026–2034). This growth is driven by stringent food safety regulations, increasing automation in food processing, and rising demand for water-efficient cleaning solutions.
    What are Fruit and Vegetables Washing Nozzles?
    Fruit and vegetables washing nozzles are precision-engineered components designed to clean produce in food processing applications. These specialized nozzles employ high-pressure water jets or spray patterns to remove contaminants while preserving product quality. Two primary types dominate the market: static nozzles for fixed-position cleaning and rotary nozzles for dynamic, 360-degree coverage. Their industrial-scale sanitation capabilities have become essential in modern food processing lines.
    Modern nozzle systems reduce water consumption by up to 30% compared to traditional washing methods, making them crucial for sustainable operations. Recent advancements include antimicrobial coatings and self-cleaning designs that meet increasingly stringent hygiene requirements, particularly for fresh-cut produce.
    Download Sample Report: https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32608/fruitvegetables-washing-nozzle-market
    Fruit and Vegetables Washing Nozzle Market to Grow at a CAGR of 4.8% from 2026 to 2034 – Key Players to Watch According to a new report from Intel Market Research, Global Fruit and Vegetables Washing Nozzle market was valued at USD 245.7 million in 2025 and is projected to reach USD 382.4 million by 2034, growing at a CAGR of 4.8% during the forecast period (2026–2034). This growth is driven by stringent food safety regulations, increasing automation in food processing, and rising demand for water-efficient cleaning solutions. What are Fruit and Vegetables Washing Nozzles? Fruit and vegetables washing nozzles are precision-engineered components designed to clean produce in food processing applications. These specialized nozzles employ high-pressure water jets or spray patterns to remove contaminants while preserving product quality. Two primary types dominate the market: static nozzles for fixed-position cleaning and rotary nozzles for dynamic, 360-degree coverage. Their industrial-scale sanitation capabilities have become essential in modern food processing lines. Modern nozzle systems reduce water consumption by up to 30% compared to traditional washing methods, making them crucial for sustainable operations. Recent advancements include antimicrobial coatings and self-cleaning designs that meet increasingly stringent hygiene requirements, particularly for fresh-cut produce. 📥 Download Sample Report: https://www.intelmarketresearch.com/download-free-sample/32608/fruitvegetables-washing-nozzle-market
    Download Free Sample : Fruit Vegetables Washing Nozzle Market
    Free Sample Report Preview: Fruit and Vegetables Washing Nozzle Market Growth Analysis, Dynamics, Key Players and Innovations, Outlook and Forecast 2026-2034
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  • Eldeco Upcoming Project

    Eldeco Sector Omicron 1A, Greater Noida Get Pre-Launch Benefits 8 Acres | Total Units – 850+ World Class Amenities Book Before Prices Rise All apartments 3 side open green views 80% open area with contiguous 3 acres central greens 3 & 4 Bhk Premium Apartment Starting Price @2.27 Cr onward.

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  • La fotografia su smartphone ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma c’è un limite fisico con cui i produttori si scontrano da sempre: la gamma dinamica dei sensori CMOS. Una nuova (per il mondo smartphone) tecnologia, chiamata LOFIC, promette di cambiare le regole del gioco catturando un range dinamico enormemente più ampio in una singola esposizione, ne abbiamo parlato in un video dedicato sul nostro canale, vediamo per sommi capi di cosa si tratta e perché sarà protagonista dei prossimi anni nel mondo mobile.

    Piccola infarinatura
    Quando si inquadra una scena con zone molto luminose e zone in ombra, la coperta è inevitabilmente corta, difficilmente si possono ottenere dettagli e qualità nelle aree con grandi differenze di illuminazione. L’HDR ha tamponato il problema combinando più scatti a esposizioni diverse, ma introduce artefatti, ghosting sui soggetti in movimento e flickering nei video, specialmente quelli notturni con pannelli LED nell’inquadratura.

    Il LOFIC ha le potenzialità per essere la soluzione definitiva: è l’acronimo di Lateral Overflow Integration Capacitor, una tecnologia applicata ai sensori fotografici che affronta alla radice il problema della gamma dinamica limitata dei sensori CMOS. L’idea di base è tanto elegante quanto efficace: affiancare a ciascun fotodiodo (il singolo pixel) un piccolo condensatore supplementare, capace di raccogliere gli elettroni in eccesso che normalmente andrebbero persi quando il pixel raggiunge la saturazione. In altre parole, là dove un pixel tradizionale si limita a restituire “bianco puro” perché ha ricevuto troppa luce, il condensatore LOFIC cattura il surplus e lo rende leggibile, estendendo di fatto la gamma dinamica verso le alte luci senza sacrificare le informazioni nelle ombre.

    Il vantaggio più significativo rispetto all’HDR classico, basato tipicamente su tecniche come il Dual Conversion Gain (DCG), è che tutto avviene in un’unica esposizione. Non servono più scatti multipli da fondere insieme e questo elimina alla radice i problemi di ghosting sulle foto con soggetti in movimento e di flickering nei video in HDR, un difetto particolarmente evidente nelle riprese notturne dove i pannelli LED sfarfallano a causa dei tempi di posa rapidi necessari per non bruciare le alte luci. Il software di elaborazione si ritrova così con tutte le informazioni necessarie già in un singolo fotogramma, con un vantaggio enorme sia in termini di qualità dell’immagine sia di carico computazionale.

    La tecnologia non è nata ieri: fu presentata da Panasonic nei primi anni 2000, con sviluppi significativi mostrati tra il 2013 e il 2016 in conferenze come l’ISSCC. Nel 2020 la divisione semiconduttori di Panasonic è stata acquisita da Nuvoton Technology Corporation, azienda taiwanese che tuttora detiene la proprietà intellettuale e porta avanti lo sviluppo. Nel video approfondiamo il funzionamento nel dettaglio con una spiegazione visiva e accessibile, per capire davvero cosa succede dentro al sensore.

    Chi la sta già usando e cosa aspettarsi nei prossimi anni
    Alcuni produttori si sono già mossi. Huawei ha integrato un sensore LOFIC su Pura 80 Ultra, mentre Xiaomi lo ha adottato sull’intera famiglia 17, dal Pro al Pro Max fino all’Ultra, sfruttando i sensori TheiaCel di OmniVision. Proprio OmniVision è tra le aziende più attive su questo fronte, e non è un caso: dal 2023 integra la tecnologia LOFIC nei sensori TheiaCel, il cui nome richiama Theia, dea greca madre del sole, della luna e dell’aurora, combinandola con il DCG ad alta sensibilità per massimizzare la gamma dinamica. La ragione di questo impegno ha un legame molto concreto con il settore automotive, dove OmniVision è uno dei principali fornitori di sensori: telecamere per la guida autonoma, dashcam e sistemi di assistenza alla guida richiedono sensori capaci di leggere perfettamente sia le ombre che le alte luci in ogni condizione, senza margine di errore.

    Per quanto riguarda il futuro prossimo, Sony dovrebbe introdurre un sensore LOFIC destinato alla fascia alta degli smartphone verso la fine del 2026, potenzialmente il modello LYT-838. Samsung è attesa con un proprio sensore LOFIC tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre Apple starebbe sviluppando internamente un sensore LOFIC da 100 megapixel con debutto stimato tra il 2027 e il 2028.

    I primi risultati sugli smartphone, va detto, non sono ancora all’altezza delle aspettative: l’hardware c’è, ma il back-end software di elaborazione è estremamente complesso e richiede ancora parecchio affinamento, sia per le foto HDR che soprattutto per i video, in particolare quelli notturni. Una situazione che ricorda i primi tempi della fotografia computazionale, quando il potenziale era evidente ma serviva tempo perché gli algoritmi raggiungessero la maturità dell’hardware. Quando tutti i grandi produttori di sensori e di smartphone convergeranno su questa architettura, è però ragionevole attendersi un’accelerazione molto significativa. Il LOFIC sarà con ogni probabilità il nuovo terreno di battaglia sulla fascia alta nei prossimi due o tre anni, e adesso sapete di cosa si tratta.


    https://youtu.be/v8_4pBghZuM?si=wb_Jv2EbPrjZPRtB
    La fotografia su smartphone ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma c’è un limite fisico con cui i produttori si scontrano da sempre: la gamma dinamica dei sensori CMOS. Una nuova (per il mondo smartphone) tecnologia, chiamata LOFIC, promette di cambiare le regole del gioco catturando un range dinamico enormemente più ampio in una singola esposizione, ne abbiamo parlato in un video dedicato sul nostro canale, vediamo per sommi capi di cosa si tratta e perché sarà protagonista dei prossimi anni nel mondo mobile. Piccola infarinatura Quando si inquadra una scena con zone molto luminose e zone in ombra, la coperta è inevitabilmente corta, difficilmente si possono ottenere dettagli e qualità nelle aree con grandi differenze di illuminazione. L’HDR ha tamponato il problema combinando più scatti a esposizioni diverse, ma introduce artefatti, ghosting sui soggetti in movimento e flickering nei video, specialmente quelli notturni con pannelli LED nell’inquadratura. Il LOFIC ha le potenzialità per essere la soluzione definitiva: è l’acronimo di Lateral Overflow Integration Capacitor, una tecnologia applicata ai sensori fotografici che affronta alla radice il problema della gamma dinamica limitata dei sensori CMOS. L’idea di base è tanto elegante quanto efficace: affiancare a ciascun fotodiodo (il singolo pixel) un piccolo condensatore supplementare, capace di raccogliere gli elettroni in eccesso che normalmente andrebbero persi quando il pixel raggiunge la saturazione. In altre parole, là dove un pixel tradizionale si limita a restituire “bianco puro” perché ha ricevuto troppa luce, il condensatore LOFIC cattura il surplus e lo rende leggibile, estendendo di fatto la gamma dinamica verso le alte luci senza sacrificare le informazioni nelle ombre. Il vantaggio più significativo rispetto all’HDR classico, basato tipicamente su tecniche come il Dual Conversion Gain (DCG), è che tutto avviene in un’unica esposizione. Non servono più scatti multipli da fondere insieme e questo elimina alla radice i problemi di ghosting sulle foto con soggetti in movimento e di flickering nei video in HDR, un difetto particolarmente evidente nelle riprese notturne dove i pannelli LED sfarfallano a causa dei tempi di posa rapidi necessari per non bruciare le alte luci. Il software di elaborazione si ritrova così con tutte le informazioni necessarie già in un singolo fotogramma, con un vantaggio enorme sia in termini di qualità dell’immagine sia di carico computazionale. La tecnologia non è nata ieri: fu presentata da Panasonic nei primi anni 2000, con sviluppi significativi mostrati tra il 2013 e il 2016 in conferenze come l’ISSCC. Nel 2020 la divisione semiconduttori di Panasonic è stata acquisita da Nuvoton Technology Corporation, azienda taiwanese che tuttora detiene la proprietà intellettuale e porta avanti lo sviluppo. Nel video approfondiamo il funzionamento nel dettaglio con una spiegazione visiva e accessibile, per capire davvero cosa succede dentro al sensore. Chi la sta già usando e cosa aspettarsi nei prossimi anni Alcuni produttori si sono già mossi. Huawei ha integrato un sensore LOFIC su Pura 80 Ultra, mentre Xiaomi lo ha adottato sull’intera famiglia 17, dal Pro al Pro Max fino all’Ultra, sfruttando i sensori TheiaCel di OmniVision. Proprio OmniVision è tra le aziende più attive su questo fronte, e non è un caso: dal 2023 integra la tecnologia LOFIC nei sensori TheiaCel, il cui nome richiama Theia, dea greca madre del sole, della luna e dell’aurora, combinandola con il DCG ad alta sensibilità per massimizzare la gamma dinamica. La ragione di questo impegno ha un legame molto concreto con il settore automotive, dove OmniVision è uno dei principali fornitori di sensori: telecamere per la guida autonoma, dashcam e sistemi di assistenza alla guida richiedono sensori capaci di leggere perfettamente sia le ombre che le alte luci in ogni condizione, senza margine di errore. Per quanto riguarda il futuro prossimo, Sony dovrebbe introdurre un sensore LOFIC destinato alla fascia alta degli smartphone verso la fine del 2026, potenzialmente il modello LYT-838. Samsung è attesa con un proprio sensore LOFIC tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre Apple starebbe sviluppando internamente un sensore LOFIC da 100 megapixel con debutto stimato tra il 2027 e il 2028. I primi risultati sugli smartphone, va detto, non sono ancora all’altezza delle aspettative: l’hardware c’è, ma il back-end software di elaborazione è estremamente complesso e richiede ancora parecchio affinamento, sia per le foto HDR che soprattutto per i video, in particolare quelli notturni. Una situazione che ricorda i primi tempi della fotografia computazionale, quando il potenziale era evidente ma serviva tempo perché gli algoritmi raggiungessero la maturità dell’hardware. Quando tutti i grandi produttori di sensori e di smartphone convergeranno su questa architettura, è però ragionevole attendersi un’accelerazione molto significativa. Il LOFIC sarà con ogni probabilità il nuovo terreno di battaglia sulla fascia alta nei prossimi due o tre anni, e adesso sapete di cosa si tratta. https://youtu.be/v8_4pBghZuM?si=wb_Jv2EbPrjZPRtB
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