• IL PARTICOLATO INQUINANTE, LA CHIMICA ATMOSFERICA PERICOLOSA, DERIVA DALLE SCIE CHIMICHE!

    NON È INQUINAMENTO ANTROPICO INDUSTRIALE O DOVUTO AI MOTORI ENDOTERMICI, È CHIMICA MILITARE SIONISTA, VIENE DA DAVOS, DAI SIGNORI CRIMINALI DEL NWO!

    LE CHEMTRAILS CONTENGONO DISERBANTI PER RIDURRE LA VEGETAZIONE E AVVELENARE LA NOSTRA ARIA CON TANTI INQUINANTI!

    LE PIANTE DA FRUTTO SI AMMALANO E GLI ORTI CALANO LA PRODUZIONE PER CAUSA DI ALLUMINIO E DISERBANTI DELLE #CHEMTRAILS

    INOLTRE LA CO2 È CARBURANTE ESSENZIALE PER LE PIANTE, SE ESSA CALASSE LA VEGETAZIONE SI ESTINGUEREBBE E NON PRODURREBBE PIÙ L’ OSSIGENO CHE CONSENTE LA VITA SULLA TERRA!

    PENSATE: SENZA DI ESSA LA TEMPERATURA DEL PIANETA SAREBBE MEDIAMENTE DI 15 GRADI SOTTOZERO!

    RAGIONIAMO E RIFIUTIAMO LE FALSITÀ CHE I MEDIA E I GOVERNI CI PROPINANO!

    #CO2 #SCIECHIMICHE
    IL PARTICOLATO INQUINANTE, LA CHIMICA ATMOSFERICA PERICOLOSA, DERIVA DALLE SCIE CHIMICHE! NON È INQUINAMENTO ANTROPICO INDUSTRIALE O DOVUTO AI MOTORI ENDOTERMICI, È CHIMICA MILITARE SIONISTA, VIENE DA DAVOS, DAI SIGNORI CRIMINALI DEL NWO! LE CHEMTRAILS CONTENGONO DISERBANTI PER RIDURRE LA VEGETAZIONE E AVVELENARE LA NOSTRA ARIA CON TANTI INQUINANTI! LE PIANTE DA FRUTTO SI AMMALANO E GLI ORTI CALANO LA PRODUZIONE PER CAUSA DI ALLUMINIO E DISERBANTI DELLE #CHEMTRAILS INOLTRE LA CO2 È CARBURANTE ESSENZIALE PER LE PIANTE, SE ESSA CALASSE LA VEGETAZIONE SI ESTINGUEREBBE E NON PRODURREBBE PIÙ L’ OSSIGENO CHE CONSENTE LA VITA SULLA TERRA! PENSATE: SENZA DI ESSA LA TEMPERATURA DEL PIANETA SAREBBE MEDIAMENTE DI 15 GRADI SOTTOZERO! RAGIONIAMO E RIFIUTIAMO LE FALSITÀ CHE I MEDIA E I GOVERNI CI PROPINANO! #CO2 #SCIECHIMICHE
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  • Una analisi molto pertinente e informata di questa blogger delle mosse passate presenti e future della Cina nella crisi del M. Oriente.
    Veramente illuminante.
    https://youtu.be/Fl-beou6MbY?si=lWx-AKtC41lVyvuf
    Una analisi molto pertinente e informata di questa blogger delle mosse passate presenti e future della Cina nella crisi del M. Oriente. Veramente illuminante. https://youtu.be/Fl-beou6MbY?si=lWx-AKtC41lVyvuf
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  • PURTROPPO SI STA ANDANDO IN QUESTA DIREZIONE. SARÀ DIFFICILE TORNARE INDIETRO.
    Le big tech non stanno solo incentivando i lavoratori ad usare l'AI, li stanno obbligando
    Google, Meta e Microsoft hanno trasformato l'adozione dell'AI da esperimento a requisito professionale misurabile, tracciabile e, soprattutto, determinante per la carriera di migliaia di dipendenti
    https://www.wired.it/article/big-tech-obbligo-intelligenza-artificiale-al-lavoro/
    PURTROPPO SI STA ANDANDO IN QUESTA DIREZIONE. SARÀ DIFFICILE TORNARE INDIETRO. Le big tech non stanno solo incentivando i lavoratori ad usare l'AI, li stanno obbligando Google, Meta e Microsoft hanno trasformato l'adozione dell'AI da esperimento a requisito professionale misurabile, tracciabile e, soprattutto, determinante per la carriera di migliaia di dipendenti https://www.wired.it/article/big-tech-obbligo-intelligenza-artificiale-al-lavoro/
    WWW.WIRED.IT
    Le big tech non stanno solo incentivando i lavoratori ad usare l'AI, li stanno obbligando
    Google, Meta e Microsoft hanno trasformato l'adozione dell'AI da esperimento a requisito professionale misurabile, tracciabile e, soprattutto, determinante per la carriera di migliaia di dipendenti
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  • LO STUDIO
    Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario
    Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario.

    Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede.

    E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo.

    Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA.

    Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA.

    La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi.

    Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione.

    Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. .

    Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo.

    L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio.

    Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare.

    Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova.

    Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body.

    This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing.

    This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified.

    This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.
    LO STUDIO Ecco come il vaccino anti-Covid scatena il sistema immunitario Ancora oggi molte persone che presentano particolari patologie, del sistema nervoso, ma anche del sistema circolatorio, e che avevano sempre goduto di ottima salute, chiedono perplessi e scoraggiati ai medici se non ci possa essere una correlazione coi vaccini Covid, dopo l’effettuazione dei quali queste patologie erano insorte. Nella quasi totalità dei casi la risposta è negativa, spesso enunciata con durezza e arroganza, atteggiamenti che si stanno da tempo purtroppo diffondendo nel mondo sanitario. Il negazionismo è netto e assoluto, come se venisse messo in discussione un dogma di fede. E invece ci sono prove scientifiche inconfutabili, pubblicate su riviste della massima autorevolezza. Una di queste è il famoso New England Journal of Medicine, una delle tre più importanti riviste mediche del mondo. Il Journal ha da poco pubblicato i risultati di una ricerca, divulgati anche su un’altra importante rivista, Nature, che dimostrano come alcuni vaccini per il Covid hanno provocato un raro disturbo della coagulazione del sangue, determinando una mutazione in persone che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca o quello Johnson & Johnson. Come noto, questi vaccini sono stati ritirati dal commercio, dopo aver perso una vera e propria guerra commerciale contro i vaccini mRNA. Questi ultimi sono i più indiziati e indagati per gli effetti indesiderati che hanno provocato, ma è estremamente interessante capire anche la patogenicità dei vaccini non mRNA. Come noto, in Italia AstraZeneca, era stato scelto per vaccinare insegnanti e membri delle forze dell’ordine, senza alcun criterio di scelta di tipo scientifico. Semplicemente il Ministero aveva acquistato quote dei tre principali vaccini (ce n’era anche un quarto, Johnson&Johnson che ebbe vita brevissima) e bisognava stabilire a chi somministrarlo. Di fronte all’emergere di casi di reazioni gravi tra persone giovani, si decise di riservarne l’uso per gli anziani. Poi, quasi in sordina, il prodotto anglo-svedese sparì dagli hub vaccinali, e ci si avviò al monopolio dei vaccini a mRNA. La stessa Organizzazione mondiale della sanità aveva confermato che dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca erano stati segnalati come eventi avversi trombosi con trombocitopenia, ma il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 era stato considerato superiore ai rischi, e così venne largamente somministrato in oltre 150 Paesi. Ora lo studio appena pubblicato dimostra che i vaccini hanno determinato l'innesco molecolare di un raro, ma potenzialmente letale disturbo della coagulazione. Circa 1 persona su 200.000 ha sviluppato trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (o VITT, da vaccine-induced immune thrombocytopenia and thrombosis), come è diventata nota la sindrome, dopo aver ricevuto i vaccini prodotti da Johnson & Johnson e da AstraZeneca. Entrambi i vaccini usavano una versione modificata di un adenovirus – un tipo di virus noto per causare il comune raffreddore – per trasportare il gene di una parte del virus SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Questo stimolava il sistema immunitario a creare anticorpi contro il Covid. . Tuttavia, il gruppo di studio ha scoperto che in un certo gruppo di persone con una mutazione nelle proprie cellule immunitarie produttrici di anticorpi, la vaccinazione ha scatenato un'esplosione dei loro anticorpi anti-PF4, portando a una grave coagulazione e a un calo delle piastrine.«È la prima volta che siamo in grado di far risalire un disturbo autoimmune all'evento scatenante originale», afferma uno degli autori dello studio, Tom Gordon, immunopatologo della Flinders University di Adelaide, in Australia. Sono stati fatti studi su topi che hanno confermato la modalità d’azione del meccanismo per cui i vaccini innescavano anticorpi che reagivano con altre proteine del corpo. L'episodio dimostra l'importanza di una solida sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini, sia in sede di sperimentazione che di successiva messa in commercio. Questo studio dovrebbe condurre a seria riflessione, evitando prese di posizione aprioristiche spesso isteriche, coloro che all’arrivo di questo e degli altri vaccini gridarono al miracolo scientifico, idolatrando questi prodotti forieri di salvezza. Invece erano solo farmaci, sperimentali, e di conseguenza dall’efficacia e dalla sicurezza tutta da verificare. Questo è il metodo scientifico con cui operare, per il bene dei pazienti. Studi autorevoli come quello pubblicato sul New England ne sono la prova. Platelets. "This is the first time we've been able to trace an autoimmune disorder back to the original triggering event," says one of the study's authors, Tom Gordon, an immunopathologist at Flinders University in Adelaide, Australia. Studies on mice have confirmed the mechanism by which vaccines triggered antibodies that reacted with other proteins in the body. This episode demonstrates the importance of robust vaccine safety monitoring, both during trials and subsequent marketing. This study should lead to serious reflection, avoiding the often hysterical, a priori positions of those who, upon the arrival of this and other vaccines, proclaimed a scientific miracle, idolizing these products as harbingers of salvation. Instead, they were merely experimental drugs, and therefore their efficacy and safety remain to be verified. This is the scientific method we must follow, for the good of patients. Authoritative studies like the one published in New England are proof of this.
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  • Panoramica sul mercato degli orologi di lusso: segmenti, analisi regionali

    Il mercato degli orologi di lusso è un affascinante mix di tradizione artigianale, innovazione tecnologica e preferenze dei consumatori in continua evoluzione. Oltre alla semplice misurazione del tempo, gli orologi di lusso simboleggiano status, stile e raffinatezza, attraendo collezionisti, appassionati e individui con un elevato patrimonio netto in tutto il mondo. Il mercato sta assistendo a una trasformazione strategica. Mentre gli orologi meccanici tradizionali rimangono molto ricercati per la loro arte e tradizione, gli orologi di lusso intelligenti e i modelli ibridi stanno catturando l'attenzione dei consumatori esperti di tecnologia. Allo stesso tempo, la crescita regionale nelle economie emergenti, unita a una forte narrazione dei marchi e al lancio di edizioni limitate, sta rimodellando il panorama competitivo.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato degli orologi di lusso - https://www.skyquestt.com/report/luxury-watch-market

    #MercatoOrologiDiLusso #OrologiDiLusso #OrologiDiLussoSmart #OrologiMeccanici #OrologiIbridi #OrologiPremium #RicercaDiMercato #Innovazione #ApprofondimentiDiBusiness #LancioProdotto
    Panoramica sul mercato degli orologi di lusso: segmenti, analisi regionali Il mercato degli orologi di lusso è un affascinante mix di tradizione artigianale, innovazione tecnologica e preferenze dei consumatori in continua evoluzione. Oltre alla semplice misurazione del tempo, gli orologi di lusso simboleggiano status, stile e raffinatezza, attraendo collezionisti, appassionati e individui con un elevato patrimonio netto in tutto il mondo. Il mercato sta assistendo a una trasformazione strategica. Mentre gli orologi meccanici tradizionali rimangono molto ricercati per la loro arte e tradizione, gli orologi di lusso intelligenti e i modelli ibridi stanno catturando l'attenzione dei consumatori esperti di tecnologia. Allo stesso tempo, la crescita regionale nelle economie emergenti, unita a una forte narrazione dei marchi e al lancio di edizioni limitate, sta rimodellando il panorama competitivo. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato degli orologi di lusso - https://www.skyquestt.com/report/luxury-watch-market #MercatoOrologiDiLusso #OrologiDiLusso #OrologiDiLussoSmart #OrologiMeccanici #OrologiIbridi #OrologiPremium #RicercaDiMercato #Innovazione #ApprofondimentiDiBusiness #LancioProdotto
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Luxury Watch Market Share Analysis Report 2033
    Luxury Watch Market size in 2025 was $50.06 billion, growing to $79.79 billion in 2033, CAGR 6%.
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  • Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti.
    L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno.
    Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
    Cose dall’altro mondo – se ne sono accorti. / Le radiazioni elettromagnetiche generate dalle dorsali elettriche (linee elettriche) sono promotrici (rischio più alto) di tumori del sistema nervoso centrale nei bambini. / Uno studio recente pubblicato su Environmental Research ha riportato un'associazione (causa/effetto) tra l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche a Città del Messico. In particolare i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF-MF) generati dalle linee elettriche e gli stessi cablaggi domestici, sono fonte di rischio nei bambini. L’esposizione promuove lo sviluppare tumori del sistema nervoso centrale (SNC). / Si chiama – inquinamento elettromagnetico indoor. La sopracitata ricerca ha evidenziato che l’esposizione ai Campi ElettroMagnetici (CEM) che emettono Radiazioni Non Ionizzanti (NIR) a Frequenza Ultra Bassa (ELF) e Media (MF) come quella che alimenta le nostre abitazioni, (misurata nelle camere da letto), se superiore a 0,4 μT (microTesla) è stata significativamente associata a un aumento del rischio di sviluppare tumori nel SNC (Sistema Nervoso Centrale). Oltre il 5% dei bambini a Città del Messico, è stato esposto a livelli di ELF-MF superiori a 0,3 μT, e le conseguenze si sono dimostrate evidenti. L'esposizione quotidiana alle radiazioni elettromagnetiche (CEM NIR) — emesse dalle dorsali elettriche (AT) e dalle infrastrutture della rete elettrica (ad es. sottostazioni, linee MT, BT e altro), sono in continuo incremento vista la continua domanda di erogazione del servizio. Sebbene i cittadini (una grande parte) sappiano che ciò nuoce, non riescono a rinunciare a ciò che questo servizio e le tecnologie offrono. Questo ulteriore studio, rafforza la conoscenza riguardo ai rischi per la salute che ne derivano se esposti a tali eventi. La Consapevolezza, purtroppo è tutta un’altra cosa. Proprio su questo giocano coloro i quali basano il loro business sulle nostre cattive abitudini. La stessa scienza ufficiale favorisce tutto questo, a sua volta spalleggiata dalla governance nazionale. Una vera vergogna. / Chi mi segue sa che alla fine dei testi, tiro le somme e offro un’analisi che ben pochi fanno, chi per ignoranza altri mentendo sapendo di farlo. Lascio a voi decidere quale sia la peggiore. / Come evidenzio da tempo, niente può funzionare se non è alimentato dalla Fem (Forza elettromotrice), la quale genera CEM NIR (elettrosmog). Va anche specificato che la “radiofrequenza” può essere generata solamente in presenza di elettrosmog (parte predominante delle onde radio). Anche in questo caso, la ricerca effettuata si basa sul danno biologico, come conseguenza all’esposizione dell’intensità del campo elettromagnetico generato. È un “fattore indicatore” che pur essendo associato ad uno specifico danno (tumori dovuti all’alterazione del Sistema Nervoso Centrale), non è sufficiente per determinare la gravità dell’evento, soprattutto, NON evidenzia la CAUSA. / Per determinare il DANNO BIOLOGICO da esposizione ai CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM) artificiali che emettono RADIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR), è necessario effettuare non meno di 4 misurazioni contemporaneamente. Esse sono: 1) Forza (Intensità dell’evento); 2) Frequenza (Ciclicità dell’evento); 3) Forma d’Onda (andamento dell’evento nel tempo e nello spazio); 4) Tempo (esposizione dell’evento). Solo scoprendo la CAUSA, è possibile trovare la soluzione o, almeno, suggerire pratiche che attenuano il danno biologico a cui siamo esposti. Possiamo infine aggiungere che NON esistono “soluzioni schermanti”. Non ci sono in natura, tantomeno artificiali (costruite dall’uomo), capaci di creare un muro (scudo, schermo) dietro al quale ci si può proteggere. Il Primio Nobel per la Fisica, assegnato riguardo lo “effetto tunneling” del 2025, dimostra proprio questo. Anche nei modelli macroscopici, le particelle oltrepassano la materia sono forma di onda quantistica. Desidero inoltre ricordare che tale scoperta risale a 41 anni fa. / Mi auguro di esservi stato utile e capace di farvi comprendere che dentro alle nostre abitazioni, noi viviamo immersi dentro a “INQUINAMENTO INDOOR”. Talvolta maggiore di quello presente all’esterno. Giorgio Rossi Ecoitaliasolidale Nord Italia_
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  • L'OLIMPIADI FALSATA!
    Per questi motivi e altri... Io le olimpiadi non le guardo, niente TV, niente Internet.
    Sarebbe ora di boicottare seriamente.
    L’IPOCRISIA DELLA CERIMONIA DI APERTURA DELLE OLIMPIADI
    Una grande festa.
    Sono tutti contenti.
    Queste sono le espressioni che vengono utilizzate alla tv: «Spirito olimpico - valori olimpici - simbolo di inclusività e armonia fra i popoli», ma soprattutto: «pace». Numerose volte, le parole pace e inclusività sgorgano dalle bocche di giornalisti, politici e commentatori, i quali girano dentro il circo olimpico come la merda dentro lo scarico del cesso quando si tira l’acqua.
    Nessuno lo vuole ricordare, ma sia le squadre che gli atleti individuali di Russia e Bielorussia sono stati esclusi. In questa edizione non possono nemmeno partecipare come ROC ("Russian Olympic Committee") com’era avvenuto a Tokyo. Quest’anno solo 9 atleti saranno presenti, grazie all’intervento in extremis del “Tribunale Arbitrale dello Sport”, perché se fosse stato per il FIS, l’organo mondiale che si occupa degli sport invernali, non avrebbe partecipato nemmeno loro. Il FIS aveva arbitrariamente deciso che la Russia è cattiva e che i suoi atleti devono pagare per questo!
    Sapete già come la penso a riguardo, perché in passato scrissi un lungo articolo su questo argomento (“Cosa è davvero accaduto tra Russia e Ucraina”), quindi sapete che Putin aveva tutto il diritto di intervenire militarmente con lo scopo di fermare i soprusi e le uccisioni che da molti anni venivano perpetrati dall’esercito ucraino ai danni della popolazione filorussa.
    Ma anche ammettendo che Putin non avesse alcuna giustificazione, anche ipotizzando che sia impazzito e abbia deciso di invadere senza alcun motivo un Paese confinante... cosa c’entrano gli atleti russi con tutto questo? Perché punire gli atleti? Perché punire gli artisti russi, ai quali viene impedito di esibirsi? Sperano forse che questi atleti e questi artisti vadano a protestare sotto il Cremlino per chiedere a Putin di interrompere la guerra... e sperano che lui li ascolti?
    Le Olimpiadi una volta rappresentavano per davvero la pace e l’inclusività, infatti anticamente si interrompevano le guerre e si deponevano le armi per permetterne il regolare svolgimento. Adesso, accade il contrario: sono le guerre ("calde" o "fredde" che siano) a influenzare il corretto svolgimento delle Olimpiadi. Durante la “guerra fredda”, alle Olimpiadi di Mosca non parteciparono gli Stati Uniti e quelle di Los Angeles non partecipò l’Unione Sovietica. Il boicottaggio fu un brutto episodio in entrambe lo occasioni, ma oggi avviene qualcosa di più grave: non è un Paese a boicottare l’evento, bensì è il mondo a impedire a un Paese di partecipare!
    Un atleta vive per le Olimpiadi. Privarlo di questa occasione a causa di una colpa che non ha commesso è cattiveria. La FOLLIA MODERNA – cioè, quando nemmeno ci si informa sui fatti, ma si cavalca l’onda emotiva creata dai media – sta sfociando nella stupidità e nella cattiveria. L’IPOCRISIA – cioè, lasciare a casa degli atleti innocenti e al contempo parlare di pace e inclusività – aggrava il peso karmico di questi atti.
    L’Europa è destinata a pagare con gli interessi queste sue scelte.
    Lo dico parafrasando la frase pronunciata da Michael Madsen in “Kill Bill vol. 2” (2004): «Quel popolo merita la sua vendetta... e noi meritiamo di morire».

    Il vostro Scarasaggio olimpico
    Salvatore Brizzi
    L'OLIMPIADI FALSATA! ‼️ Per questi motivi e altri... Io le olimpiadi non le guardo, niente TV, niente Internet. Sarebbe ora di boicottare seriamente.‼️ L’IPOCRISIA DELLA CERIMONIA DI APERTURA DELLE OLIMPIADI Una grande festa. Sono tutti contenti. Queste sono le espressioni che vengono utilizzate alla tv: «Spirito olimpico - valori olimpici - simbolo di inclusività e armonia fra i popoli», ma soprattutto: «pace». Numerose volte, le parole pace e inclusività sgorgano dalle bocche di giornalisti, politici e commentatori, i quali girano dentro il circo olimpico come la merda dentro lo scarico del cesso quando si tira l’acqua. Nessuno lo vuole ricordare, ma sia le squadre che gli atleti individuali di Russia e Bielorussia sono stati esclusi. In questa edizione non possono nemmeno partecipare come ROC ("Russian Olympic Committee") com’era avvenuto a Tokyo. Quest’anno solo 9 atleti saranno presenti, grazie all’intervento in extremis del “Tribunale Arbitrale dello Sport”, perché se fosse stato per il FIS, l’organo mondiale che si occupa degli sport invernali, non avrebbe partecipato nemmeno loro. Il FIS aveva arbitrariamente deciso che la Russia è cattiva e che i suoi atleti devono pagare per questo! Sapete già come la penso a riguardo, perché in passato scrissi un lungo articolo su questo argomento (“Cosa è davvero accaduto tra Russia e Ucraina”), quindi sapete che Putin aveva tutto il diritto di intervenire militarmente con lo scopo di fermare i soprusi e le uccisioni che da molti anni venivano perpetrati dall’esercito ucraino ai danni della popolazione filorussa. Ma anche ammettendo che Putin non avesse alcuna giustificazione, anche ipotizzando che sia impazzito e abbia deciso di invadere senza alcun motivo un Paese confinante... cosa c’entrano gli atleti russi con tutto questo? Perché punire gli atleti? Perché punire gli artisti russi, ai quali viene impedito di esibirsi? Sperano forse che questi atleti e questi artisti vadano a protestare sotto il Cremlino per chiedere a Putin di interrompere la guerra... e sperano che lui li ascolti? Le Olimpiadi una volta rappresentavano per davvero la pace e l’inclusività, infatti anticamente si interrompevano le guerre e si deponevano le armi per permetterne il regolare svolgimento. Adesso, accade il contrario: sono le guerre ("calde" o "fredde" che siano) a influenzare il corretto svolgimento delle Olimpiadi. Durante la “guerra fredda”, alle Olimpiadi di Mosca non parteciparono gli Stati Uniti e quelle di Los Angeles non partecipò l’Unione Sovietica. Il boicottaggio fu un brutto episodio in entrambe lo occasioni, ma oggi avviene qualcosa di più grave: non è un Paese a boicottare l’evento, bensì è il mondo a impedire a un Paese di partecipare! Un atleta vive per le Olimpiadi. Privarlo di questa occasione a causa di una colpa che non ha commesso è cattiveria. La FOLLIA MODERNA – cioè, quando nemmeno ci si informa sui fatti, ma si cavalca l’onda emotiva creata dai media – sta sfociando nella stupidità e nella cattiveria. L’IPOCRISIA – cioè, lasciare a casa degli atleti innocenti e al contempo parlare di pace e inclusività – aggrava il peso karmico di questi atti. L’Europa è destinata a pagare con gli interessi queste sue scelte. Lo dico parafrasando la frase pronunciata da Michael Madsen in “Kill Bill vol. 2” (2004): «Quel popolo merita la sua vendetta... e noi meritiamo di morire». Il vostro Scarasaggio olimpico Salvatore Brizzi
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  • IL FUTURO È GIÀ QUI!
    Un compilatore C scritto dagli agenti del nuovo Claude Opus 4.6: 50 volte meno costoso di un team umano
    Il nuovo Claude Opus 4.6 introduce i team di agenti e dimostra lo sviluppo software autonomo su larga scala. 16 agenti hanno creato un compilatore C funzionante con circa 20.000 dollari in due settimane. Un team di ingegneri umani avrebbe
    https://www.dday.it/redazione/56269/un-compilatore-c-scritto-dagli-agenti-del-nuovo-claude-opus-46-50-volte-meno-costoso-di-un-team-umano
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    Un compilatore C scritto dagli agenti del nuovo Claude Opus 4.6: 50 volte meno costoso di un team umano
    Il nuovo Claude Opus 4.6 introduce i team di agenti e dimostra lo sviluppo software autonomo su larga scala. 16 agenti hanno creato un compilatore C funzionante con circa 20.000 dollari in due settimane. Un team di ingegneri umani avrebbe impiegato un anno costando 1 milione
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  • CARI AMICI, PROVO UN GRANDE DOLORE PER LA SITUAZIONE DELLA SICILIA, CIOE' PER LA DISTRUZIONE DEL LATO ORIENTALE DELL'ISOLA, A CAUSA DEL CICLONE HARRY E PER LA ORRENDA FRANA DI NISCEMI CHE HA VISTO 1,800 PERSONE SFOLLATE ED UN NUMERO IMPRESSIONANTE DI CASE CROLLATE !!!! IL PESSIMO GOVERNO DELLA NANA BIONDINA DOVREBBE REPERIRE I 4 MILIARDI CHE SERVONO PER METTERE RIPARO AL DISASTRO, MA CHE NON CI SONO !!!!! IL POPOLO SICILIANO NON DEVE ESSERE BUONISTA MA DEVE RECLAMARE, A GRAN VOCE QUELLO CHE E' UN SUO DIRITTO E CIOE' L'INTERVENTO ECONOMICO PER LA RISTRUTTURAZIONE E PER OPERE CHE LIMITINO CHE LA FRANA CONTINUI AD ALLARGARSI. UN ABBRACCIO A TUTTI. BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, PROVO UN GRANDE DOLORE PER LA SITUAZIONE DELLA SICILIA, CIOE' PER LA DISTRUZIONE DEL LATO ORIENTALE DELL'ISOLA, A CAUSA DEL CICLONE HARRY E PER LA ORRENDA FRANA DI NISCEMI CHE HA VISTO 1,800 PERSONE SFOLLATE ED UN NUMERO IMPRESSIONANTE DI CASE CROLLATE !!!! IL PESSIMO GOVERNO DELLA NANA BIONDINA DOVREBBE REPERIRE I 4 MILIARDI CHE SERVONO PER METTERE RIPARO AL DISASTRO, MA CHE NON CI SONO !!!!! IL POPOLO SICILIANO NON DEVE ESSERE BUONISTA MA DEVE RECLAMARE, A GRAN VOCE QUELLO CHE E' UN SUO DIRITTO E CIOE' L'INTERVENTO ECONOMICO PER LA RISTRUTTURAZIONE E PER OPERE CHE LIMITINO CHE LA FRANA CONTINUI AD ALLARGARSI. UN ABBRACCIO A TUTTI. BUONA GIORNATA.
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  • LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un cazzo) Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone. Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze. Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo. Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo. Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza. Una strategia intelligente per creare l’immunità Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali. L’idea è semplice: Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario. Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire. Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda. Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina. Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo. Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine. Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata. Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo. Ed è qui che nasce la vera differenza. Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus. Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse. VACCINI TRADIZIONALI: Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus). Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì. VACCINI mRNA: Non viene introdotta la proteina. Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike. In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione. Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso. La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra” Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi. In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra. La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus. Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio. Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro. È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce. Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato. Per questo la proteina Spike può: - avere un’attività pro-infiammatoria - interagire con il sistema immunitario - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione Il punto centrale: L’obiettivo immunitario è stato centrato. Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo. Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione. Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente. Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile. La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa. Immunità non significa fine del processo biologico Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico. Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale. Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio. Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi 1) Stress biologico persistente È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato. 2) Danno innescato, poi autonomo In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante. 3) Produzione persistente di Spike È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente. No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato Conclusione: La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo. Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo. E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!! CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
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