• Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962

    Lo schema logico:
    1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica
    1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica
    1981 → tolgono il controllo sulla moneta
    1992 → azzerano la classe politica
    1992 → vendono il patrimonio sul Britannia
    2011 → impongono Monti con lo spread
    2021 → Draghi chiude il cerchio

    Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale?
    Londra.

    1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA
    CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani

    1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC
    CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti)

    1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro
    Due lettere segrete cambiano tutto.
    Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta.
    Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni.
    Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia)

    1992 — Mani pulite
    Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica,
    i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre
    alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale.
    La selezione di chi cadeva, anche.
    Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli

    1992 — La Riunione sul Britannia
    Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali.
    Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti
    Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo)

    1992–2001 — Le Privatizzazioni
    Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche.
    Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati.
    Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema

    2001–2011 — Demolizione del Welfare
    Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni.
    Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi

    2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread)
    Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita.
    Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati.
    Pareggio di bilancio scritto in Costituzione.
    Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme.
    Napolitano · Monti · Fornero

    2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude)
    Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier.
    191 miliardi di PNRR con condizionalità UE:
    riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni.
    Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo)
    Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta

    La schiavitù del debito:
    1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità)
    1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro)
    1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia)
    2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme")
    Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato.

    Il risultato dopo oltre 60 anni:
    Patrimonio pubblico: svenduto
    Welfare: smantellato
    Sovranità monetaria: ceduta
    Stipendi più bassi d'Europa
    Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa
    Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio
    Fallimenti record per le aziende
    Sanità, scuola e trasporti a pezzi
    49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024

    Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani.

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    Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962 Lo schema logico: 1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica 1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica 1981 → tolgono il controllo sulla moneta 1992 → azzerano la classe politica 1992 → vendono il patrimonio sul Britannia 2011 → impongono Monti con lo spread 2021 → Draghi chiude il cerchio Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale? Londra. ✈️ 1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA 👤 CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani 🩸 1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC 👤 CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti) 📜 1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro Due lettere segrete cambiano tutto. Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta. Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni. 👤 Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia) ⚖️ 1992 — Mani pulite Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica, i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale. La selezione di chi cadeva, anche. 👤 Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli 🚢 1992 — La Riunione sul Britannia Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali. 👤 Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo) 🏭 1992–2001 — Le Privatizzazioni Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche. Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati. 👤 Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema ✂️ 2001–2011 — Demolizione del Welfare Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni. 👤 Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi 🔧 2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread) Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita. Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati. Pareggio di bilancio scritto in Costituzione. Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme. 👤 Napolitano · Monti · Fornero 💶 2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude) Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier. 191 miliardi di PNRR con condizionalità UE: riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni. Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo) 👤 Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta La schiavitù del debito: 1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità) 1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro) 1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia) 2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme") Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato. 📌 Il risultato dopo oltre 60 anni: ▪️ Patrimonio pubblico: svenduto ▪️ Welfare: smantellato ▪️ Sovranità monetaria: ceduta ▪️ Stipendi più bassi d'Europa ▪️ Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa ▪️ Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio ▪️ Fallimenti record per le aziende ▪️ Sanità, scuola e trasporti a pezzi ▪️ 49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024 Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani. 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • QUESTO E' VERGOGNOSO!
    M5S SCANDALOSI sono tra i principali responsabili di tutte le morti provocate dai sieri genici sperimentali insieme a PD e FI e DEVONO PAGARE per QUELLO CHE HANNO FATTO.
    Bagarre alla Camera sulla commissione Covid: seduta sospesa
    FdI e M5s si scontrano in Aula sulla commissione Covid. Cori, tensioni e seduta sospesa: cosa è successo alla Camera - Video
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/commissione-covid-scontro-camera-notizie/8415226/
    QUESTO E' VERGOGNOSO! M5S SCANDALOSI sono tra i principali responsabili di tutte le morti provocate dai sieri genici sperimentali insieme a PD e FI e DEVONO PAGARE per QUELLO CHE HANNO FATTO. Bagarre alla Camera sulla commissione Covid: seduta sospesa FdI e M5s si scontrano in Aula sulla commissione Covid. Cori, tensioni e seduta sospesa: cosa è successo alla Camera - Video https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/commissione-covid-scontro-camera-notizie/8415226/
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  • PD, M5S e AVS hanno la coscienza marcia. VANNO PROCESSATI, MA DOV'E' la MAGISTRATURA?

    Commissione Covid: interrogatori in caserma, opposizioni in rivolta
    Caos in Commissione Covid: audizioni tenute in un commissariato di polizia. Pd, M5S e AVS abbandonano i lavori.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/08/commissione-covid-audizioni-commissariato-notizie/8412337/
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  • www.corriere.it
    «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio»
    Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia

    D'Avenia: «Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori»

    «Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese».

    Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento). Una costellazione di gruppi o soggetti singoli che promuovono e compiono violenza fine a se stessa, online e offline, usando i minori come vittime o carnefici.

    Attraggono soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e applicazioni di messaggistica, e li spingono all’uso di droghe, alla condivisione di immagini intime, alla produzione di materiale pedopornografico, all’incesto e allo stupro, alla tortura di animali, ad autolesionismo, suicidio o omicidio in diretta.

    Abbiamo donato ai bambini il cellulare, ma adesso sappiamo che è come aver dato loro una macchina, dell’alcol, una pistola o della droga, non uno strumento neutro che dipende da come e da chi lo usa, ma uno strumento che ti usa.

    Mi rivolgo adesso ai politici, perché il problema è politico. Che cosa aspettate?

    Nella mia esperienza di insegnante cominciata nel 2000 ho assistito a una mutazione antropologica.

    Lo smartphone ha determinato l’adultizzazione e quindi l’adulterazione dell’infanzia, destrutturando una tappa della crescita con conseguenze di salute per tutta la vita successiva.

    APPROFONDISCI CON IL PODCAST
    Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Ripeto, è come regalare loro le chiavi della macchina o una cassa di vino.

    Ci vuole una rivoluzione dal basso, dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori, di cui purtroppo siamo diventati complici inconsapevoli (che ebbrezza quando abbiamo riempito la scuola di device che adesso dobbiamo vietare...).

    Proprio in questi giorni si è concluso a Los Angeles un procedimento legale in cui per la prima volta i manager di Instagram e YouTube hanno dovuto testimoniare. Un maxi-processo con 1.600 querelanti intentato a Google e Meta, a partire dalla denuncia della ventenne Kaley G.M., che ha cominciato a soffrire di ansia, depressione e pensieri suicidi a causa dell’uso precoce dei social. Il verdetto ha stabilito che le piattaforme che Kaley frequenta da quando era bambina sono colpevoli dei suoi disturbi. Anche TikTok e SnapChat erano stati citati in giudizio ma hanno patteggiato, chiudendo con un accordo privato e un risarcimento non dichiarato.

    La strategia usata dagli avvocati delle vittime è stata quella degli anni ’90 contro l’industria del tabacco che nascondeva le conseguenze del fumo. Le compagnie dovettero risarcire 206 miliardi di dollari e sospendere la pubblicità (ricorderete film come Insider e Thank you for smoking). Allo stesso modo la sentenza del 26 marzo 2026 contro le big-tech è storica: non solo non fanno abbastanza per i minori, ma fanno male.

    Il caso del tredicenne italiano non è diverso: la sua rabbia, invece di essere accolta dalle figure adulte vicine, viene intercettata dagli attori del Nve, come in tanti casi simili avvenuti in giro per il mondo di recente. Si tratta di ragazzini problematici o è un effetto dell’architettura dei social?

    Nel 2017 la 14enne inglese Molly Rose si era uccisa dopo aver assorbito migliaia di immagini di autolesionismo. La fondazione a lei dedicata ha pubblicato di recente una ricerca che mostra come, nonostante i proclami delle piattaforme, non sia cambiato nulla. È stato simulato il profilo TikTok e Instagram di una 15enne depressa: il 95% dei video proposti dall’algoritmo «per te» sono risultati dannosi, il 55% relativi ad autolesionismo e suicidio, il 16% a modi per togliersi la vita.

    Il libro fenomeno globale di Jonathan Haidt, «La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli», che tutti gli educatori dovrebbero leggere (in Italia sta facendo altrettanto Alberto Pellai che, con Barbara Tamborini, ha pubblicato di recente l’ottimo «Esci da quella stanza»), raccoglie le evidenze scientifiche dopo 20 anni di esposizione al cellulare di bambini e adolescenti: dipendenza, frammentazione dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno.

    Quattro elementi letali per la crescita, un abuso in piena regola: su soggetti fragili (bambini e adolescenti lo sono per definizione) questi mezzi portano più danni che benefici, è la kryptonite dell’infanzia. Che fare?

    Sull’esempio dell’Australia che ha disattivato i profili degli under 16 e vieta l’iscrizione senza un documento di identità, molti governi stanno legiferando. In Francia, Portogallo, Uk, Danimarca e Spagna sono state approvate leggi simili ma l’iter operativo è ancora in corso. Brasile e Norvegia stanno varando la legge, la Germania la sta discutendo.

    In Italia? Pur essendoci mossi in anticipo con una proposta bipartisan la legge è rimasta in stallo, forse perché un provvedimento del genere non porta consenso, non è gradito alle big-tech o perché siamo impastoiati in un sistema che mette altre cose prima dell’educazione e della salute dei ragazzi.

    Bisogna allora intanto agire dal basso. Per questo partecipo a un progetto, ideato da professionisti di vari ambiti e in rapida espansione, per promuovere l’educazione digitale e preservare la salute dei ragazzi: «I patti digitali». Accordi che, in comunità di diversa entità, vengono stretti da genitori, insegnanti e altre figure educative, per stabilire poche e semplici regole condivise in quella comunità (età giusta per lo smartphone, opportunità delle chat di classe, sia dei genitori che dei ragazzi, modi d’uso del registro elettronico, validità dei compiti online...) e smontare il così fan tutti: «Si sentirebbe fuori dal mondo».

    Se in una comunità sono tutti d’accordo viene meno il senso di inferiorità, la pressione sociale e la scorciatoia comoda per sedare i figli (anche nel XIX secolo si usavano gli oppiacei per calmare i bambini, ma si finiva con l’avvelenarli).

    In questi anni abbiamo riempito le aule di strumenti digitali, convinti che avrebbero rivoluzionato la didattica, salvo scoprire che aiutano l’apprendimento solo in superficie, anzi hanno provocato lo sviluppo della cosiddetta «mente da cavalletta», incapace di attenzione e di tenuta, sempre alla ricerca della ricompensa, e una soglia della noia bassissima (soggetti del tutto manipolabili): bisogna quindi tornare alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all’ascolto attivo, all’attenzione mirata.

    Non si tratta di vietare (i ragazzi sanno poi come fregarci), ma di dare alternative: nelle comunità che adottano i patti digitali cresce di pari passo la frequentazione di biblioteche, attività sportive e sociali. Possono essere gruppi di genitori, singole scuole o gruppi di scuole, intere comunità cittadine a siglare un patto e ricevere l’aiuto degli esperti, senza appesantire una vita già assai complessa.

    Il 13 aprile prossimo alle 14.30 terremo l’incontro «Educazione e protezione digitale», dal vivo e in collegamento, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (si potrà seguire la diretta). Ci saranno esponenti della Fondazione dei Patti, testimoni dei Patti già avviati e figure politiche dell’intero arco parlamentare impegnate da tempo nelle proposte di legge per regolamentare l’uso della rete da parte dei minori, cito solo Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca, Stefano Vicari, direttore di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù, Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria, Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, Stefania Garassini, giornalista e docente universitaria di Content management e Digital Journalism, Anna Scavuzzo, assessore all’Educazione del Comune di Milano, Marianna Madia (Pd), Lavinia Mennuni (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giorgia Latini ed Erika Stefani (Lega), Devis Dori (Verdi, già M5S).

    Chiedo alla premier Meloni che ha una figlia, a cui sicuramente non ha dato né darà a breve un cellulare: varate una legge in questa legislatura. Il manifesto del tredicenne attentatore, evidentemente copia-incollato dai contenuti del gruppo Nlm (No Lives Matter, Nessuna vita conta, che diffonde anche un manuale per l’uso efficace di lame e armi) è un’ottima radiografia del nostro mondo adulto: «Mi sento superiore a tutti i miei coetanei. Mi sento molto più intelligente di loro e indossare un’uniforme dimostra la mia superiorità rispetto ai comuni mortali. Non sono più uno di loro, ho l’intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni... non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perché l’unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo... Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose».

    Queste parole girate al rovescio nascondono un bisogno profondo: «Guardatemi! Aiutatemi a scoprire che sono unico, a capire le mie emozioni e a non subirle, a conoscere il mondo e gli altri, a sperimentare che la (mia) vita ha senso e vale. Toglietemi il cellulare. Liberatemi! Lasciatemi vivere i miei 13 anni. Voglio vivere!».

    La realtà ci parla attraverso un caso eclatante. Ma questo non è un caso isolato e nemmeno un caso, è la conseguenza di un processo di abuso continuo che avvelena le anime e i corpi dei ragazzi e contro cui non stiamo facendo abbastanza.

    https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/26_marzo_30/che-cosa-aspettate-f446dca0-f52a-4b71-b118-830a462d9xlk_amp.shtml
    www.corriere.it «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio» Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia D'Avenia: «Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori» «Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese». Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento). Una costellazione di gruppi o soggetti singoli che promuovono e compiono violenza fine a se stessa, online e offline, usando i minori come vittime o carnefici. Attraggono soggetti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e applicazioni di messaggistica, e li spingono all’uso di droghe, alla condivisione di immagini intime, alla produzione di materiale pedopornografico, all’incesto e allo stupro, alla tortura di animali, ad autolesionismo, suicidio o omicidio in diretta. Abbiamo donato ai bambini il cellulare, ma adesso sappiamo che è come aver dato loro una macchina, dell’alcol, una pistola o della droga, non uno strumento neutro che dipende da come e da chi lo usa, ma uno strumento che ti usa. Mi rivolgo adesso ai politici, perché il problema è politico. Che cosa aspettate? Nella mia esperienza di insegnante cominciata nel 2000 ho assistito a una mutazione antropologica. Lo smartphone ha determinato l’adultizzazione e quindi l’adulterazione dell’infanzia, destrutturando una tappa della crescita con conseguenze di salute per tutta la vita successiva. APPROFONDISCI CON IL PODCAST Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Ripeto, è come regalare loro le chiavi della macchina o una cassa di vino. Ci vuole una rivoluzione dal basso, dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori, di cui purtroppo siamo diventati complici inconsapevoli (che ebbrezza quando abbiamo riempito la scuola di device che adesso dobbiamo vietare...). Proprio in questi giorni si è concluso a Los Angeles un procedimento legale in cui per la prima volta i manager di Instagram e YouTube hanno dovuto testimoniare. Un maxi-processo con 1.600 querelanti intentato a Google e Meta, a partire dalla denuncia della ventenne Kaley G.M., che ha cominciato a soffrire di ansia, depressione e pensieri suicidi a causa dell’uso precoce dei social. Il verdetto ha stabilito che le piattaforme che Kaley frequenta da quando era bambina sono colpevoli dei suoi disturbi. Anche TikTok e SnapChat erano stati citati in giudizio ma hanno patteggiato, chiudendo con un accordo privato e un risarcimento non dichiarato. La strategia usata dagli avvocati delle vittime è stata quella degli anni ’90 contro l’industria del tabacco che nascondeva le conseguenze del fumo. Le compagnie dovettero risarcire 206 miliardi di dollari e sospendere la pubblicità (ricorderete film come Insider e Thank you for smoking). Allo stesso modo la sentenza del 26 marzo 2026 contro le big-tech è storica: non solo non fanno abbastanza per i minori, ma fanno male. Il caso del tredicenne italiano non è diverso: la sua rabbia, invece di essere accolta dalle figure adulte vicine, viene intercettata dagli attori del Nve, come in tanti casi simili avvenuti in giro per il mondo di recente. Si tratta di ragazzini problematici o è un effetto dell’architettura dei social? Nel 2017 la 14enne inglese Molly Rose si era uccisa dopo aver assorbito migliaia di immagini di autolesionismo. La fondazione a lei dedicata ha pubblicato di recente una ricerca che mostra come, nonostante i proclami delle piattaforme, non sia cambiato nulla. È stato simulato il profilo TikTok e Instagram di una 15enne depressa: il 95% dei video proposti dall’algoritmo «per te» sono risultati dannosi, il 55% relativi ad autolesionismo e suicidio, il 16% a modi per togliersi la vita. Il libro fenomeno globale di Jonathan Haidt, «La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli», che tutti gli educatori dovrebbero leggere (in Italia sta facendo altrettanto Alberto Pellai che, con Barbara Tamborini, ha pubblicato di recente l’ottimo «Esci da quella stanza»), raccoglie le evidenze scientifiche dopo 20 anni di esposizione al cellulare di bambini e adolescenti: dipendenza, frammentazione dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno. Quattro elementi letali per la crescita, un abuso in piena regola: su soggetti fragili (bambini e adolescenti lo sono per definizione) questi mezzi portano più danni che benefici, è la kryptonite dell’infanzia. Che fare? Sull’esempio dell’Australia che ha disattivato i profili degli under 16 e vieta l’iscrizione senza un documento di identità, molti governi stanno legiferando. In Francia, Portogallo, Uk, Danimarca e Spagna sono state approvate leggi simili ma l’iter operativo è ancora in corso. Brasile e Norvegia stanno varando la legge, la Germania la sta discutendo. In Italia? Pur essendoci mossi in anticipo con una proposta bipartisan la legge è rimasta in stallo, forse perché un provvedimento del genere non porta consenso, non è gradito alle big-tech o perché siamo impastoiati in un sistema che mette altre cose prima dell’educazione e della salute dei ragazzi. Bisogna allora intanto agire dal basso. Per questo partecipo a un progetto, ideato da professionisti di vari ambiti e in rapida espansione, per promuovere l’educazione digitale e preservare la salute dei ragazzi: «I patti digitali». Accordi che, in comunità di diversa entità, vengono stretti da genitori, insegnanti e altre figure educative, per stabilire poche e semplici regole condivise in quella comunità (età giusta per lo smartphone, opportunità delle chat di classe, sia dei genitori che dei ragazzi, modi d’uso del registro elettronico, validità dei compiti online...) e smontare il così fan tutti: «Si sentirebbe fuori dal mondo». Se in una comunità sono tutti d’accordo viene meno il senso di inferiorità, la pressione sociale e la scorciatoia comoda per sedare i figli (anche nel XIX secolo si usavano gli oppiacei per calmare i bambini, ma si finiva con l’avvelenarli). In questi anni abbiamo riempito le aule di strumenti digitali, convinti che avrebbero rivoluzionato la didattica, salvo scoprire che aiutano l’apprendimento solo in superficie, anzi hanno provocato lo sviluppo della cosiddetta «mente da cavalletta», incapace di attenzione e di tenuta, sempre alla ricerca della ricompensa, e una soglia della noia bassissima (soggetti del tutto manipolabili): bisogna quindi tornare alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all’ascolto attivo, all’attenzione mirata. Non si tratta di vietare (i ragazzi sanno poi come fregarci), ma di dare alternative: nelle comunità che adottano i patti digitali cresce di pari passo la frequentazione di biblioteche, attività sportive e sociali. Possono essere gruppi di genitori, singole scuole o gruppi di scuole, intere comunità cittadine a siglare un patto e ricevere l’aiuto degli esperti, senza appesantire una vita già assai complessa. Il 13 aprile prossimo alle 14.30 terremo l’incontro «Educazione e protezione digitale», dal vivo e in collegamento, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (si potrà seguire la diretta). Ci saranno esponenti della Fondazione dei Patti, testimoni dei Patti già avviati e figure politiche dell’intero arco parlamentare impegnate da tempo nelle proposte di legge per regolamentare l’uso della rete da parte dei minori, cito solo Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca, Stefano Vicari, direttore di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù, Elena Bozzola, coordinatrice della commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria, Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, Stefania Garassini, giornalista e docente universitaria di Content management e Digital Journalism, Anna Scavuzzo, assessore all’Educazione del Comune di Milano, Marianna Madia (Pd), Lavinia Mennuni (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giorgia Latini ed Erika Stefani (Lega), Devis Dori (Verdi, già M5S). Chiedo alla premier Meloni che ha una figlia, a cui sicuramente non ha dato né darà a breve un cellulare: varate una legge in questa legislatura. Il manifesto del tredicenne attentatore, evidentemente copia-incollato dai contenuti del gruppo Nlm (No Lives Matter, Nessuna vita conta, che diffonde anche un manuale per l’uso efficace di lame e armi) è un’ottima radiografia del nostro mondo adulto: «Mi sento superiore a tutti i miei coetanei. Mi sento molto più intelligente di loro e indossare un’uniforme dimostra la mia superiorità rispetto ai comuni mortali. Non sono più uno di loro, ho l’intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni... non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perché l’unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo... Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose». Queste parole girate al rovescio nascondono un bisogno profondo: «Guardatemi! Aiutatemi a scoprire che sono unico, a capire le mie emozioni e a non subirle, a conoscere il mondo e gli altri, a sperimentare che la (mia) vita ha senso e vale. Toglietemi il cellulare. Liberatemi! Lasciatemi vivere i miei 13 anni. Voglio vivere!». La realtà ci parla attraverso un caso eclatante. Ma questo non è un caso isolato e nemmeno un caso, è la conseguenza di un processo di abuso continuo che avvelena le anime e i corpi dei ragazzi e contro cui non stiamo facendo abbastanza. https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/26_marzo_30/che-cosa-aspettate-f446dca0-f52a-4b71-b118-830a462d9xlk_amp.shtml
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    «Io, professore, vi racconto come due decenni di smartphone hanno trasformato i ragazzi. In peggio»
    Nella mia esperienza di insegnante, ho visto con i miei occhi gli effetti che i cellulari e i social hanno avuto sui ragazzi. E' una mutazione antropologica. Bisogna agire ora | Alessandro D'Avenia
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  • MI SEMBRA UNA RICHIESTA BUONA e GIUSTA!
    Pd, Avs e M5s contro Meloni e Salvini: "Omicidio di Rogoredo strumentalizzato. Via lo scudo penale dal Dl Sicurezza"
    "Dovete scusarsi, Piantedosi in Aula": le opposizioni all'attacco dopo il fermo del poliziotto...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/23/omicidio-rogoredo-meloni-salvini-opposizioni-scudo-penale-dl-sicurezza-news/8301756/
    MI SEMBRA UNA RICHIESTA BUONA e GIUSTA! Pd, Avs e M5s contro Meloni e Salvini: "Omicidio di Rogoredo strumentalizzato. Via lo scudo penale dal Dl Sicurezza" "Dovete scusarsi, Piantedosi in Aula": le opposizioni all'attacco dopo il fermo del poliziotto... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/23/omicidio-rogoredo-meloni-salvini-opposizioni-scudo-penale-dl-sicurezza-news/8301756/
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    Pd, Avs e M5s contro Meloni e Salvini: "Omicidio di Rogoredo strumentalizzato. Via lo scudo penale dal Dl Sicurezza"
    "Dovete scusarsi, Piantedosi in Aula": le opposizioni all'attacco dopo il fermo del poliziotto
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  • Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste.

    Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera).

    Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania.

    La questione è semplicissima e raccontata mille volte:

    PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo.

    COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso.
    A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili.

    Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle.

    Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
    Non ce la si fa. Ci sono due categorie di persone che vivono nell'ansia più totale continuando a chiedere del decreto Ucraina nonostante fior di comunicati stampa e interviste. Prima categoria: sono quelli del PD, giornalisti inclusi, che sperano nelle crisi di governo per le divergenze sulla politica estera (ansiosi peraltro di governare con il M5S da cui TUTTO li divide in politica estera). Seconda categoria: sono i GONZI che ancora ascoltano ciò che quelli della prima categoria fanno scrivere sui giornali nel vano tentativo di mettere zizzania. La questione è semplicissima e raccontata mille volte: PERSONALMENTE -> ho detto l'anno scorso che quel decreto sarebbe stato l'ultimo che avrei votato. Ultimo significa ultimo. COME PARTITO -> ho detto che se il decreto non fosse cambiato non l'avremmo votato e che ci sarebbe dovuta essere una chiara discontinuità per tenere conto del processo di pace in corso. A domanda di chiarire cosa avrebbe potuto essere una sufficiente discontinuità ho detto che non ci saremmo accontentati di modifiche puramente formali ma che avrebbe dovuto essere chiaramente esplicitata la prevalenza di strumenti orientati alla protezione della popolazione civile, quindi materiale logistico, sanitario, di scudo da minacce aeree e simili. Mettetevi tranquilli che i governi cadono solo se qualcuno in maggioranza vuole farli cadere e vanno fatti cadere solo se c'è immediatamente disponibile una soluzione migliore. Dato che le alternative sono Giuseppi Schlein Renzi e Fratoianni, mi pare evidente che nessuno ha alcuna intenzione di far cadere alcunché. Una volta chiarite quali sono le reciproche linee rosse non è interesse di nessuno attraversarle. Source: https://x.com/borghi_claudio/status/2005306649314034001?t=9uRxcIaSNBv0aCFOUjpXsQ&s=19
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  • PAGINA BUIA per l'Italia. Sempre peggio!!!
    Riforma Corte dei Conti, Cataldi (M5s): "Date via libera all'illegalità"
    Il senatore pentastellato contro il governo: "Volete l'impunità di chi abusa del potere, la legge è incostituzionale"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/27/riforma-corte-conti-m5s-governo-notizie-video-illegalita/8238931/
    PAGINA BUIA per l'Italia. Sempre peggio!!! Riforma Corte dei Conti, Cataldi (M5s): "Date via libera all'illegalità" Il senatore pentastellato contro il governo: "Volete l'impunità di chi abusa del potere, la legge è incostituzionale" https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/27/riforma-corte-conti-m5s-governo-notizie-video-illegalita/8238931/
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    Riforma Corte dei Conti, Cataldi (M5s): "Date via libera all'illegalità"
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  • STATO di Polizia
    PENSO CHE SIA SCANDALOSO!!!
    Ora non abbiamo neanche più la libertà di pensiero e di parola!!!
    Il ministro Valditara ordina ispezioni in due scuole che hanno ospitato incontri con Francesca Albanese
    La Lega sulla relatrice Onu: "Ha accusato il governo di essere complice del genocidio". Il titolare dell'Istruzione: "Verificare possibili ipotesi di reato". Pd e M5s contrattaccano: "Puzza di propaganda
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/12/il-ministro-valditara-ordina-ispezioni-in-due-scuole-che-hanno-ospitato-incontri-con-francesca-albanese/8225588/
    STATO di Polizia PENSO CHE SIA SCANDALOSO!!! Ora non abbiamo neanche più la libertà di pensiero e di parola!!! Il ministro Valditara ordina ispezioni in due scuole che hanno ospitato incontri con Francesca Albanese La Lega sulla relatrice Onu: "Ha accusato il governo di essere complice del genocidio". Il titolare dell'Istruzione: "Verificare possibili ipotesi di reato". Pd e M5s contrattaccano: "Puzza di propaganda https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/12/il-ministro-valditara-ordina-ispezioni-in-due-scuole-che-hanno-ospitato-incontri-con-francesca-albanese/8225588/
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    Il ministro Valditara ordina ispezioni in due scuole che hanno ospitato incontri con Francesca Albanese
    La Lega sulla relatrice Onu: "Ha accusato il governo di essere complice del genocidio". Il titolare dell'Istruzione: "Verificare possibili ipotesi di reato". Pd e M5s contrattaccano: "Puzza di propaganda"
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