• A inizio aprile, una notizia ha scosso le istituzioni: Nicole Minetti ha ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un provvedimento che solleva interrogativi profondi: perché concedere la clemenza per una condanna a 3 anni e 11 mesi ai servizi sociali? Ma soprattutto, cosa accadrebbe se i presupposti del decreto, firmato a febbraio 2026, si rivelassero non corretti? L’inchiesta del Fatto Quotidiano sulla presunta “doppia vita” in Uruguay dell’ex consigliera ha trasformato un atto di clemenza in un caso nazionale.

    L’Analisi Giuridica: Il potere del Colle e l’annullamento
    Il professor Daniele Trabucco, costituzionalista, chiarisce che la grazia, secondo l’articolo 87 della Costituzione, è un atto esclusivo del Capo dello Stato. Tuttavia, la questione della sua “irrevocabilità” non è così assoluta come appare. Spiega Trabucco:

    “La grazia è un atto formalmente e sostanzialmente presidenziale, ma qualora emergesse che il decreto si è basato su presupposti falsi o gravemente erronei, il Presidente non procederebbe a una revoca, bensì a un atto di rimozione o annullamento per vizio originario”.

    Questo scenario aprirebbe una fase delicatissima:

    “Sarebbe necessaria una nuova istruttoria da parte del Ministro Nordio per verificare se l’indagine giornalistica ha un fondamento; solo allora il Presidente potrebbe ritirare il provvedimento precedente”.

    Il Nodo Politico: Un “trappolone” per Via Arenula
    Spostandosi sul piano filosofico e politico, il professor Paolo Becchi intravede dietro questa vicenda uno scontro di potere molto più ampio, nato dalle ceneri del referendum sulla giustizia. Per Becchi, Carlo Nordio sarebbe finito in una rete tesa da chi non ha gradito le sue posizioni passate. E attacca:

    “Siamo di fronte a un vero trappolone orchestrato dai magistrati. L’istruttoria è stata trasmessa al Ministro che, forse con ingenuità, l’ha girata al Quirinale senza supplementi d’indagine. Nordio è caduto in una trappola che ora mette in imbarazzo anche il Presidente della Repubblica”.

    Il professore punta il dito sulla responsabilità politica:

    “Dopo aver perso il referendum sulla giustizia, il Ministro avrebbe dovuto fare un passo indietro; ora le conseguenze di quel mancato rimpasto ricadono su un atto di clemenza che presenta troppi lati oscuri”.

    Verso il corto circuito
    Il caso Minetti non è più solo la storia di una condanna estinta, ma un test di tenuta per i rapporti tra Ministero, Magistratura e Quirinale. Se l’istruttoria dovesse essere riaperta, saremmo di fronte a un corto circuito istituzionale senza precedenti: un atto del Presidente della Repubblica messo in discussione dai fatti emersi a migliaia di chilometri di distanza, nella dolce vita sudamericana dell’igienista dentale del Signor B..

    Articolo 87 Costituzione byoblu Byoblu24 carlo nordio Caso Minetti Caso Ruby Costituzione Italiana Daniele Trabucco Giuseppe Cipriani giustizia italiana Grazia Presidenziale il fatto quotidiano magistratura nicole minetti paolo becchi Politica Italiana Punta del Este Revoca Grazia Scandalo Minetti Sergio Mattarella silvio berlusconi uruguay

    https://youtu.be/mh_w1U0EHsI?si=b9YcRgxWlUEgNgON
    A inizio aprile, una notizia ha scosso le istituzioni: Nicole Minetti ha ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un provvedimento che solleva interrogativi profondi: perché concedere la clemenza per una condanna a 3 anni e 11 mesi ai servizi sociali? Ma soprattutto, cosa accadrebbe se i presupposti del decreto, firmato a febbraio 2026, si rivelassero non corretti? L’inchiesta del Fatto Quotidiano sulla presunta “doppia vita” in Uruguay dell’ex consigliera ha trasformato un atto di clemenza in un caso nazionale. L’Analisi Giuridica: Il potere del Colle e l’annullamento Il professor Daniele Trabucco, costituzionalista, chiarisce che la grazia, secondo l’articolo 87 della Costituzione, è un atto esclusivo del Capo dello Stato. Tuttavia, la questione della sua “irrevocabilità” non è così assoluta come appare. Spiega Trabucco: “La grazia è un atto formalmente e sostanzialmente presidenziale, ma qualora emergesse che il decreto si è basato su presupposti falsi o gravemente erronei, il Presidente non procederebbe a una revoca, bensì a un atto di rimozione o annullamento per vizio originario”. Questo scenario aprirebbe una fase delicatissima: “Sarebbe necessaria una nuova istruttoria da parte del Ministro Nordio per verificare se l’indagine giornalistica ha un fondamento; solo allora il Presidente potrebbe ritirare il provvedimento precedente”. Il Nodo Politico: Un “trappolone” per Via Arenula Spostandosi sul piano filosofico e politico, il professor Paolo Becchi intravede dietro questa vicenda uno scontro di potere molto più ampio, nato dalle ceneri del referendum sulla giustizia. Per Becchi, Carlo Nordio sarebbe finito in una rete tesa da chi non ha gradito le sue posizioni passate. E attacca: “Siamo di fronte a un vero trappolone orchestrato dai magistrati. L’istruttoria è stata trasmessa al Ministro che, forse con ingenuità, l’ha girata al Quirinale senza supplementi d’indagine. Nordio è caduto in una trappola che ora mette in imbarazzo anche il Presidente della Repubblica”. Il professore punta il dito sulla responsabilità politica: “Dopo aver perso il referendum sulla giustizia, il Ministro avrebbe dovuto fare un passo indietro; ora le conseguenze di quel mancato rimpasto ricadono su un atto di clemenza che presenta troppi lati oscuri”. Verso il corto circuito Il caso Minetti non è più solo la storia di una condanna estinta, ma un test di tenuta per i rapporti tra Ministero, Magistratura e Quirinale. Se l’istruttoria dovesse essere riaperta, saremmo di fronte a un corto circuito istituzionale senza precedenti: un atto del Presidente della Repubblica messo in discussione dai fatti emersi a migliaia di chilometri di distanza, nella dolce vita sudamericana dell’igienista dentale del Signor B.. Articolo 87 Costituzione byoblu Byoblu24 carlo nordio Caso Minetti Caso Ruby Costituzione Italiana Daniele Trabucco Giuseppe Cipriani giustizia italiana Grazia Presidenziale il fatto quotidiano magistratura nicole minetti paolo becchi Politica Italiana Punta del Este Revoca Grazia Scandalo Minetti Sergio Mattarella silvio berlusconi uruguay https://youtu.be/mh_w1U0EHsI?si=b9YcRgxWlUEgNgON
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  • BREVE AGGIORNAMENTO SULLA VACCINAZIONE SPERIMENTALE CONTRO L’AVIARIA CON VACCINI GENICI NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI DEL VENETO, CAPOFILA.

    Sono state inviate due diffide ai decisori governativi e regionali (tutte le regioni) con richiesta di Moratoria per bloccare la campagna vaccinale sperimentale con vaccini genici contro l’Aviaria. Grazie a queste iniziate di decine di migliaia di cittadini e moltissime associazioni, che ringrazio, è stato posticipato all’inizio di maggio. Il programma del MinSal prevede di coinvolgere 136 allevamenti di tacchini e 64 di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona e con un impatto su tutti il territorio nazionale.
    La Regione Veneto, è capofila della sperimentazione, e colpisce in negativo, l’assenza di garanzie di trasparenza, precauzione e tracciabilità, previste dalla normativa UE e dai diritti dei consumatori.
    L’Aviaria è una malattia dei volatili, endemica, nota da 100 anni. Periodicamente possono comparire dei focolai che vengono gestiti e contenuti da sempre, con efficacia e sicurezza grazie a misure sanitarie consolidate. Quindi non esiste alcuna emergenza.
    I Vaccini genici sperimentali sono stati introdotti sul mercato con l’emergenza Covid-19 e non si sono mai dimostrati né sicuri né tanto meno efficaci.
    Sono chiamati impropriamente vaccini per aggirare i controlli di sicurezza delle terapie geniche, quali sono Hanno, fra le varie peculiarità negative, una bio-distribuzione sistemica arrivando in tutte le cellule del corpo, incluse quelle del Sistema Nervoso Centrale. I vaccini tradizionali utilizzano invece un antigene inattivato virale o batterico, inerte, che rimane fuori dalla cellula negli spazi inter cellulari e localizzato nel punto di iniezione.
    Quelli genici, agiscono come veri agenti ed innescano processi sintetici, alieni, all’interno della cellula per tempi indefiniti. Sono stati ritrovati antigene e messaggero nel tessuto della vescica di un paziente dopo ben 3,5 anni in una recente indagine, avente questo limite temporale.
    Nella fattispecie, i vaccini sperimentali per l’Aviaria sono a DNA con vettore virale esattamente come quello Covid dell’Azienda AstraZeneca, ritirato in fretta e furia dal commercio nel maggio del 2024 per i gravi eventi avversi e problemi di sicurezza.
    Questa tecnologia sperimentale potrebbe, quindi, contaminare irreparabilmente i nostri allevamenti, senza garanzie e alcuna possibilità di ritorno alla normalità (le terapie geniche sono a senso unico).
    Fra gli “eventi avversi di classe” d questi prodotti, nell’uomo, si riscontra la disregolazione dei geni del sistema renina-angiotensina e del sistema immunitario, con un notevole incremento dei tumori, in particolare nei giovani, delle malattie autoimmuni, gravi problemi del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e dell’apparato cardio-vascolare.
    Ma ancor più preoccupante è la comparsa di gravi segnali di sicurezza nel SNC, che includono anche malattie da prioni e la produzione di altre proteine aberranti sconosciute.
    I prioni sono trasmissibili con carne infetta, perché resistenti alla cottura e fra le gravi patologie si ricorda l’encefalopatia spongiforme bovina (cd “mucca pazza”).
    La carne, il latte e le uova di animali trattati con vaccini genici potrebbero risultare, quindi, infetti e trasferire prioni con l’alimentazione all’uomo.
    Il rischio biologico è, quindi, tutt’altro che remoto soprattutto per i nostri bambini, come i dati VAERS del CDC americano dimostrano.

    Domani sera, 28 Aprile ore 20,30 incontreremo, in video conferenza, l'Assessore all'agricoltura del Veneto Dario Bond proprio su questo tema.
    Diffondete per favore. Grazie

    Leonardo Guerra
    BREVE AGGIORNAMENTO SULLA VACCINAZIONE SPERIMENTALE CONTRO L’AVIARIA CON VACCINI GENICI NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI DEL VENETO, CAPOFILA. Sono state inviate due diffide ai decisori governativi e regionali (tutte le regioni) con richiesta di Moratoria per bloccare la campagna vaccinale sperimentale con vaccini genici contro l’Aviaria. Grazie a queste iniziate di decine di migliaia di cittadini e moltissime associazioni, che ringrazio, è stato posticipato all’inizio di maggio. Il programma del MinSal prevede di coinvolgere 136 allevamenti di tacchini e 64 di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona e con un impatto su tutti il territorio nazionale. La Regione Veneto, è capofila della sperimentazione, e colpisce in negativo, l’assenza di garanzie di trasparenza, precauzione e tracciabilità, previste dalla normativa UE e dai diritti dei consumatori. L’Aviaria è una malattia dei volatili, endemica, nota da 100 anni. Periodicamente possono comparire dei focolai che vengono gestiti e contenuti da sempre, con efficacia e sicurezza grazie a misure sanitarie consolidate. Quindi non esiste alcuna emergenza. I Vaccini genici sperimentali sono stati introdotti sul mercato con l’emergenza Covid-19 e non si sono mai dimostrati né sicuri né tanto meno efficaci. Sono chiamati impropriamente vaccini per aggirare i controlli di sicurezza delle terapie geniche, quali sono Hanno, fra le varie peculiarità negative, una bio-distribuzione sistemica arrivando in tutte le cellule del corpo, incluse quelle del Sistema Nervoso Centrale. I vaccini tradizionali utilizzano invece un antigene inattivato virale o batterico, inerte, che rimane fuori dalla cellula negli spazi inter cellulari e localizzato nel punto di iniezione. Quelli genici, agiscono come veri agenti ed innescano processi sintetici, alieni, all’interno della cellula per tempi indefiniti. Sono stati ritrovati antigene e messaggero nel tessuto della vescica di un paziente dopo ben 3,5 anni in una recente indagine, avente questo limite temporale. Nella fattispecie, i vaccini sperimentali per l’Aviaria sono a DNA con vettore virale esattamente come quello Covid dell’Azienda AstraZeneca, ritirato in fretta e furia dal commercio nel maggio del 2024 per i gravi eventi avversi e problemi di sicurezza. Questa tecnologia sperimentale potrebbe, quindi, contaminare irreparabilmente i nostri allevamenti, senza garanzie e alcuna possibilità di ritorno alla normalità (le terapie geniche sono a senso unico). Fra gli “eventi avversi di classe” d questi prodotti, nell’uomo, si riscontra la disregolazione dei geni del sistema renina-angiotensina e del sistema immunitario, con un notevole incremento dei tumori, in particolare nei giovani, delle malattie autoimmuni, gravi problemi del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e dell’apparato cardio-vascolare. Ma ancor più preoccupante è la comparsa di gravi segnali di sicurezza nel SNC, che includono anche malattie da prioni e la produzione di altre proteine aberranti sconosciute. I prioni sono trasmissibili con carne infetta, perché resistenti alla cottura e fra le gravi patologie si ricorda l’encefalopatia spongiforme bovina (cd “mucca pazza”). La carne, il latte e le uova di animali trattati con vaccini genici potrebbero risultare, quindi, infetti e trasferire prioni con l’alimentazione all’uomo. Il rischio biologico è, quindi, tutt’altro che remoto soprattutto per i nostri bambini, come i dati VAERS del CDC americano dimostrano. Domani sera, 28 Aprile ore 20,30 incontreremo, in video conferenza, l'Assessore all'agricoltura del Veneto Dario Bond proprio su questo tema. Diffondete per favore. Grazie 🙏 Leonardo Guerra
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  • https://toba60.com/approfondita-indagine-investigativa-sulle-societa-segrete-che-controllano-i-leader-di-tutte-le-nazioni-del-mondo/
    https://toba60.com/approfondita-indagine-investigativa-sulle-societa-segrete-che-controllano-i-leader-di-tutte-le-nazioni-del-mondo/
    TOBA60.COM
    Approfondita indagine investigativa sulle società segrete che controllano i leader di tutte le nazioni del mondo
    Quello che avrete modo di leggere è uno di più completi e dettagliati resoconti al mondo su un tema praticamente sconosciuto alla collettività e da questa manca
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  • https://toba60.com/indagine-sul-fenbendazolo-nella-lotta-contro-il-cancro/
    https://toba60.com/indagine-sul-fenbendazolo-nella-lotta-contro-il-cancro/
    TOBA60.COM
    Indagine sul fenbendazolo nella lotta contro il cancro
    Dopo l’operazione chiesi di vederlo. A colpo d’occhio sembrava una pallina di marmo, innocua, quasi graziosa. Dopo alcuni giorni lo esaminai al microscopio, e m
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  • https://toba60.com/indagine-approfondita-relativa-alle-cure-alternative-contro-il-cancro/
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  • NOTIZIA BOMBA sul delitto POGGI!
    Garlasco: Sempio nel mirino, «Stasi non era sulla scena del crimine». I pm pronti a scoprire le carte dell'indagine
    Oggi l'incontro tra il procuratore di Pavia e la pg Nanni. A breve il fine indagine presentato alle parti...
    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_aprile_24/garlasco-stasi-fuori-scena-crimine-0a51225c-8555-4be3-b2f1-526f4e902xlk.shtml
    NOTIZIA BOMBA sul delitto POGGI! Garlasco: Sempio nel mirino, «Stasi non era sulla scena del crimine». I pm pronti a scoprire le carte dell'indagine Oggi l'incontro tra il procuratore di Pavia e la pg Nanni. A breve il fine indagine presentato alle parti... https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_aprile_24/garlasco-stasi-fuori-scena-crimine-0a51225c-8555-4be3-b2f1-526f4e902xlk.shtml
    MILANO.CORRIERE.IT
    Garlasco: Sempio nel mirino, «Stasi non era sulla scena del crimine». I pm pronti a scoprire le carte dell'indagine
    Oggi l'incontro tra il procuratore di Pavia e la pg Nanni. A breve il fine indagine presentato alle parti
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  • CARI AMICI, OGGI LEGGO TRA LE NOTIZIE RIPORTATE DALL'ANSA, QUELLA DELLA INDAGINE DELLA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO, A MILANO. L'INDAGINE RIGUARDA ANCHE M-1 STADIO DI MILAN ED INTER. DUNQUE, IN RELAZIONE ALL'INDAGINE ,APERTASI ,SONO IN CORSO PERQUISIZIONI ANCHE NELLE ABITAZIONI DI EX DIRIGENTI E CONSULENTI DELLE DUE SQUADRE MILAN ED INTER NONCHE' DEGLI EX ASSESSORI ,GIANCARLO TANCREDI ED ADA DE CESARIS E DEL DG DI PALAZZO MARINO, CHRISTIAN MALANGONE .!!!! LA GUARDIA DI FINANZA STA ESEGUENDO UN DECRETO DEL GIP DOTT. ROBERTO CREPALDI,DEL TRIBUNALE DI MILANO, IN ACCOGLIMENTO DI UNA ISTANZA DEI PUBBLICI MINISTERI DELLA PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO.E,TRA I TANTI INDAGATI, VI SONO ANCHE MARK VAN HUUSKLOT E GIUSEPPE BONOMI, UNO DEI MANAGERS DEL CLUB NERO AZZURRO ,-NONCHE' L'ALTRO PRESIDENTE DI "SPORT LIFE CITY"- CONTROLLATA DEL MILAN -ED ALESSANDRO ANTONELLO EX CEO CORPORATE INTER !!!!!I PUBBLICI MINISTERI TITOLARI DELLA INDAGINE PREDETTA ,SONO GIOVANNA CAVALLERI, PAOLO FILIPPINI E GIOVANNI POLIZZI, ED HANNO AFFIDATO LA INDAGINE AI MILITARI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO FINANZIARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI MILANO. I REATI IPOTIZZATI SONO TURBATIVA D'ASTA E RIVELAZIONE DEL SEGRETO DI UFFICIO!!!! MA.NON FINISCE QUI ,L'ELENCO DEGLI INDAGATI DELLA MAXI INDAGINE, CHE, COMPRENDE,NCHE I NOMI DI SIMONA COLLARINI E DI FABRIZIO GRENA E MARTA SPAINI, RISPETTIVAMENTE CONSULENTI DI INTER E MILAN.VI E' DA DIRE CHE SIMONA COLLARINI E' EX RESPONSABILE DEL SETTORE "RIGENERAZIONE URBANA DEL COMUNE" !!!!MA, VI E' DI PIU'DA DIRE E CIOE' CHE VI E' DA VERIFICARE CHE LA VENDITA DEL MEAZZA AL MILAN E ALL'INTER, VENDITA PER LA QUALE IL COMUNE DI MILANO EBBE AD INCASSARE LA SOMMA DI 107 MILIONI DI EURO, SIA STATA UNA OPERAZIONE CHE POSSA AVER FAVORITO INTERESSI PRIVATI A SCAPITO DELL'INTERESSE PUBBLICO !!!! LA MAXI INDAGINE, DUNQUE, SULLA VENDITA DELLO STADIO SAN SIRO FARA' IL SUO CORSO E COMUNQUE IN QUESTA ITALIA A PEZZI, O MEGLIO SFASCIATA, C'E' SOLO DA RABBRIVIDIRE.DI FRONTE A FENOMENI DI COMPORTAMENTI ILLECITI PENALMENTE, CHE RIGUARDANO PURTROPPO OGNI SETTORE DELLA VITA PUBBLICA !!!! SCANDALO SU SCANDALO, SIAMO ALLA ATTENZIONE DEL MONDO INTERO !!!! POVERA ITALIA, CHE PECCATO E CHE DOLORE !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, OGGI LEGGO TRA LE NOTIZIE RIPORTATE DALL'ANSA, QUELLA DELLA INDAGINE DELLA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO, A MILANO. L'INDAGINE RIGUARDA ANCHE M-1 STADIO DI MILAN ED INTER. DUNQUE, IN RELAZIONE ALL'INDAGINE ,APERTASI ,SONO IN CORSO PERQUISIZIONI ANCHE NELLE ABITAZIONI DI EX DIRIGENTI E CONSULENTI DELLE DUE SQUADRE MILAN ED INTER NONCHE' DEGLI EX ASSESSORI ,GIANCARLO TANCREDI ED ADA DE CESARIS E DEL DG DI PALAZZO MARINO, CHRISTIAN MALANGONE .!!!! LA GUARDIA DI FINANZA STA ESEGUENDO UN DECRETO DEL GIP DOTT. ROBERTO CREPALDI,DEL TRIBUNALE DI MILANO, IN ACCOGLIMENTO DI UNA ISTANZA DEI PUBBLICI MINISTERI DELLA PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO.E,TRA I TANTI INDAGATI, VI SONO ANCHE MARK VAN HUUSKLOT E GIUSEPPE BONOMI, UNO DEI MANAGERS DEL CLUB NERO AZZURRO ,-NONCHE' L'ALTRO PRESIDENTE DI "SPORT LIFE CITY"- CONTROLLATA DEL MILAN -ED ALESSANDRO ANTONELLO EX CEO CORPORATE INTER !!!!!I PUBBLICI MINISTERI TITOLARI DELLA INDAGINE PREDETTA ,SONO GIOVANNA CAVALLERI, PAOLO FILIPPINI E GIOVANNI POLIZZI, ED HANNO AFFIDATO LA INDAGINE AI MILITARI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO FINANZIARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI MILANO. I REATI IPOTIZZATI SONO TURBATIVA D'ASTA E RIVELAZIONE DEL SEGRETO DI UFFICIO!!!! MA.NON FINISCE QUI ,L'ELENCO DEGLI INDAGATI DELLA MAXI INDAGINE, CHE, COMPRENDE,NCHE I NOMI DI SIMONA COLLARINI E DI FABRIZIO GRENA E MARTA SPAINI, RISPETTIVAMENTE CONSULENTI DI INTER E MILAN.VI E' DA DIRE CHE SIMONA COLLARINI E' EX RESPONSABILE DEL SETTORE "RIGENERAZIONE URBANA DEL COMUNE" !!!!MA, VI E' DI PIU'DA DIRE E CIOE' CHE VI E' DA VERIFICARE CHE LA VENDITA DEL MEAZZA AL MILAN E ALL'INTER, VENDITA PER LA QUALE IL COMUNE DI MILANO EBBE AD INCASSARE LA SOMMA DI 107 MILIONI DI EURO, SIA STATA UNA OPERAZIONE CHE POSSA AVER FAVORITO INTERESSI PRIVATI A SCAPITO DELL'INTERESSE PUBBLICO !!!! LA MAXI INDAGINE, DUNQUE, SULLA VENDITA DELLO STADIO SAN SIRO FARA' IL SUO CORSO E COMUNQUE IN QUESTA ITALIA A PEZZI, O MEGLIO SFASCIATA, C'E' SOLO DA RABBRIVIDIRE.DI FRONTE A FENOMENI DI COMPORTAMENTI ILLECITI PENALMENTE, CHE RIGUARDANO PURTROPPO OGNI SETTORE DELLA VITA PUBBLICA !!!! SCANDALO SU SCANDALO, SIAMO ALLA ATTENZIONE DEL MONDO INTERO !!!! POVERA ITALIA, CHE PECCATO E CHE DOLORE !!!! UN ABBRACCIO A TUTTI E BUONA GIORNATA.
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  • Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti
    La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro

    Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter.
    Le ipotesi di reato e tutti gli indagati

    I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro.
    L’origine dell’inchiesta

    A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica.
    Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita”

    Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”.
    “Si scambiavano le bozze delle delibere”

    Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro.
    Gli esposti del comitato Sì Meazza

    Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici.
    Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…”

    Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
    Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter. Le ipotesi di reato e tutti gli indagati I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro. L’origine dell’inchiesta A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica. Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita” Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”. “Si scambiavano le bozze delle delibere” Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro. Gli esposti del comitato Sì Meazza Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici. Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…” Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
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    Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti
    La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro
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  • SPERIAMO CHE L'INCHIESTA PORTI ALL'INDIVIDUAZIONE DEI COLPEVOLI IN TEMPI BREVI! ASSASSINI!
    Safari umani a Sarajevo: italiani pagavano per uccidere civili durante l'assedio. Il libro-inchiesta
    Ezio Gavazzeni presenta a Milano il libro "I cecchini del weekend": la sua inchiesta ha portato all'apertura di un'indagine
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/20/safari-umani-sarajevo-cecchini-weekend-notizie/8330399/
    SPERIAMO CHE L'INCHIESTA PORTI ALL'INDIVIDUAZIONE DEI COLPEVOLI IN TEMPI BREVI! ASSASSINI! Safari umani a Sarajevo: italiani pagavano per uccidere civili durante l'assedio. Il libro-inchiesta Ezio Gavazzeni presenta a Milano il libro "I cecchini del weekend": la sua inchiesta ha portato all'apertura di un'indagine https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/20/safari-umani-sarajevo-cecchini-weekend-notizie/8330399/
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