• Tutti i giorni vado nel mio ambulatorio.
    Oramai luogo infernale.
    Non c’è pace intorno.
    Assisto oramai passivo allo sgretolarsi dell’umanità.
    I corpi cedono di schianto…
    Dottore mi sento stanchissima ….
    Dottore stavo mangiando quando la spalla ha ceduto….improvvisamente….
    Dottore ho mangiato una biscotto e mi gratto da due giorni con puntini rossi ovunque.
    Dr ho perso i capelli
    Ho la vitiligine…
    Mi continuo ad ammalare….
    Dr non sono più lo stesso ma cosa sta succedendo?
    Ogni santo giorno così!
    Pazienti giovani oramai malati cronici…
    Tonsilliti devastanti nei giovani che vanno a posto con l’antibiotico dato alla dose massima per almeno 6 giorni….
    Ernie discali non le conto più
    Gonartrosi con capi ossei articolari che sfregano fra di loro fra urla di dolore.
    Fiumi di cortisone e quando serve l’oppiaceo.
    Ti stordisce bene ma il dolore per qualche ora va via.
    Tumori di tutti i tipi , quotidiani!
    Operazioni che vengono chiamate in gergo “ svuotamenti del corpo umano “.
    Ma cosa è rimasto.
    Un Rosario al collo
    Tanta mestizia, paura.e
    Tanti si aggrappano alle Tac alle Risonanze come se fossero caffè fatte ovunque.
    Esami del sangue a ripetizione per morire tranquilli.
    Un dramma sottile che nessuno vede, nessuno racconta.
    Che nessuno rovini la festa della normalità che c’era e non verrà più!
    Campane a morto entrano dalla finestra…del povero ambulatorio.
    Molti vengono per la cura.
    Sto tentando di ridurre al minimo indispensabile
    Mancano i soldi per le medicine
    Manca la volontà di un cammino terapeutico
    Si spera che così come è entrato velocemente fuoriesca.
    Molti stanno capendo l’assurdità di quel gesto…
    Se tornassi indietro non ….

    Dott. Alfredo Borghi - Varese
    Tutti i giorni vado nel mio ambulatorio. Oramai luogo infernale. Non c’è pace intorno. Assisto oramai passivo allo sgretolarsi dell’umanità. I corpi cedono di schianto… Dottore mi sento stanchissima …. Dottore stavo mangiando quando la spalla ha ceduto….improvvisamente…. Dottore ho mangiato una biscotto e mi gratto da due giorni con puntini rossi ovunque. Dr ho perso i capelli Ho la vitiligine… Mi continuo ad ammalare…. Dr non sono più lo stesso ma cosa sta succedendo? Ogni santo giorno così! Pazienti giovani oramai malati cronici… Tonsilliti devastanti nei giovani che vanno a posto con l’antibiotico dato alla dose massima per almeno 6 giorni…. Ernie discali non le conto più Gonartrosi con capi ossei articolari che sfregano fra di loro fra urla di dolore. Fiumi di cortisone e quando serve l’oppiaceo. Ti stordisce bene ma il dolore per qualche ora va via. Tumori di tutti i tipi , quotidiani! Operazioni che vengono chiamate in gergo “ svuotamenti del corpo umano “. Ma cosa è rimasto. Un Rosario al collo Tanta mestizia, paura.e Tanti si aggrappano alle Tac alle Risonanze come se fossero caffè fatte ovunque. Esami del sangue a ripetizione per morire tranquilli. Un dramma sottile che nessuno vede, nessuno racconta. Che nessuno rovini la festa della normalità che c’era e non verrà più! Campane a morto entrano dalla finestra…del povero ambulatorio. Molti vengono per la cura. Sto tentando di ridurre al minimo indispensabile Mancano i soldi per le medicine Manca la volontà di un cammino terapeutico Si spera che così come è entrato velocemente fuoriesca. Molti stanno capendo l’assurdità di quel gesto… Se tornassi indietro non …. Dott. Alfredo Borghi - Varese
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  • @inprimopiano INAIL E INFORTUNIO SUL LAVORO PER DANNI DA VACCINAZIONE.
    PRIMISSIMA SENTENZA
    E si è aperto un altro portone…
    Un altro mattone per la costruzione di una verità che deve per forza passare dalla giustizia e che costituisce un ulteriore elemento a disposizione della Commissione bicamerale Covid quando i responsabili dovranno confrontarsi con questi "incidenti di percorso".
    La collega come tante di noi nei servizi socio-assistenziali, in quanto servizi essenziali, eravamo a fronteggiare situazioni disastrose che nessuno vuole più ricordare e nonostante rappresentiamo lo Stato, a sostegno dei più fragili, siamo state ugualmente abbandonate e ostracizzate… altre colleghe danneggiate mi scrivono in privato ma è tempo di scrivere anche al nostro Ordine Nazionale Assistenti Sociali.

    Link: https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2026/06/26/news/grosseto-effetti-avversi-da-vaccino-anticovid-per-una-dottoressa-e-infortunio-sul-lavoro-1.100888229?fbclid=IwY2xjawSvAlNleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeZkKaS4lN053I8-YZafqg_AW4vqeAuNr7RN6m3cBVIjOaVVsNe2qiW5griVo_aem_JZ-NcoJIiQe-oU9S3YQrYQ

    Source: https://www.facebook.com/emilia.padovano/posts/pfbid0gYzE82SmEstoxzdNW3BWmf6AhvYWCQUK4SZgKmASd2dsZvFZHZMknBdBhM95tgSPl
    @inprimopiano ‼️INAIL E INFORTUNIO SUL LAVORO PER DANNI DA VACCINAZIONE. 🛑🛑 🛑 PRIMISSIMA SENTENZA 🛑🛑🛑 E si è aperto un altro portone… Un altro mattone per la costruzione di una verità che deve per forza passare dalla giustizia e che costituisce un ulteriore elemento a disposizione della Commissione bicamerale Covid quando i responsabili dovranno confrontarsi con questi "incidenti di percorso". La collega come tante di noi nei servizi socio-assistenziali, in quanto servizi essenziali, eravamo a fronteggiare situazioni disastrose che nessuno vuole più ricordare e nonostante rappresentiamo lo Stato, a sostegno dei più fragili, siamo state ugualmente abbandonate e ostracizzate… altre colleghe danneggiate mi scrivono in privato ma è tempo di scrivere anche al nostro Ordine Nazionale Assistenti Sociali. Link: https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2026/06/26/news/grosseto-effetti-avversi-da-vaccino-anticovid-per-una-dottoressa-e-infortunio-sul-lavoro-1.100888229?fbclid=IwY2xjawSvAlNleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeZkKaS4lN053I8-YZafqg_AW4vqeAuNr7RN6m3cBVIjOaVVsNe2qiW5griVo_aem_JZ-NcoJIiQe-oU9S3YQrYQ Source: https://www.facebook.com/emilia.padovano/posts/pfbid0gYzE82SmEstoxzdNW3BWmf6AhvYWCQUK4SZgKmASd2dsZvFZHZMknBdBhM95tgSPl
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  • 93MILA EURO PER DUE GIORNI DI "LAVORO" IN PIENA PANDEMIA. MENTRE NOI ERAVAMO CHIUSI IN CASA.
    Mentre nel 2020 l'Italia intera era sbarrata in casa, tra attività che fallivano e medici senza mascherine, qualcuno scopriva la formula magica per sconfiggere la crisi: farsi pagare 46.500 euro al giorno.
    La Commissione d'inchiesta sul Covid sta scoperchiando un sistema da brividi. Protagonista della vicenda è Nicoletta Spaziani, all'epoca una giovane neolaureata e praticante legale.
    Ecco come si scrive una sceneggiatura dell'assurdo sulla pelle dei cittadini:
    IL CONTRATTO DEI MIRACOLI
    Immaginate di esservi appena laureati. Vi affidano una consulenza nell'ambito delle commesse Covid. Il compito? Controllare delle carte e scrivere una lettera di sollecito. Tempo impiegato? Tra i due e i tre giorni. La parcella? 93.000 EURO.
    Ma lo Stato sa essere generoso: a quel primo bonifico se n’è aggiunto un altro da 361.000 euro, per un totale di oltre 454mila euro di soldi pubblici spariti in "consulenze".
    IL GIOCO DELLE TRE CARTE
    Se pensate che la giovane neolaureata sia diventata ricca, siete dei dilettanti. Sentita in Commissione, la ragazza ha ammesso la verità: lei quei soldi non li ha mai visti. Il contratto era intestato a lei, ma la montagna di denaro è andata dritta ai titolari dello studio in cui faceva la pratica: gli avvocati Luca Di Donna e De Luca.
    E qui scatta la magia politica. Chi è l'avvocato Luca Di Donna? Un ex compagno di studio e strettissimo collaboratore dell'allora Premier Giuseppe Conte. Tutto in famiglia.
    IL DOTTORATO DEI PRESCELTI
    Finita l'emergenza dei bonifici d'oro, la dottoressa Spaziani decide di fare carriera all'università. Vince un prestigioso dottorato alla Sapienza di Roma. E chi troviamo come suo relatore? Il professor Guido Alpa. Esatto, lo storico mentore accademico di Giuseppe Conte.
    RICAPITOLIAMO IL "SISTEMA":
    1. C’è una pandemia globale e il Paese è in ginocchio.
    2. Lo studio del braccio destro di Conte ottiene mezzo milione di euro di consulenze lampo usando il nome di una praticante.
    3. La praticante fa da passacarte a zero euro.
    4. La stessa praticante viene poi blindata con un dottorato sotto l'ala del mentore di Conte.
    Mentre noi compravamo le mascherine a un euro l'una e contavamo i morti, la cerchia degli "amici degli amici" fatturava cifre folli per firmare due fogli di carta. Questo non è un errore di gestione, questo è lo schiaffo definitivo a tutti i cittadini onesti.
    Vergogna.

    Source: https://x.com/antipentac52268/status/2068996303602712977?s=20
    93MILA EURO PER DUE GIORNI DI "LAVORO" IN PIENA PANDEMIA. MENTRE NOI ERAVAMO CHIUSI IN CASA. Mentre nel 2020 l'Italia intera era sbarrata in casa, tra attività che fallivano e medici senza mascherine, qualcuno scopriva la formula magica per sconfiggere la crisi: farsi pagare 46.500 euro al giorno. La Commissione d'inchiesta sul Covid sta scoperchiando un sistema da brividi. Protagonista della vicenda è Nicoletta Spaziani, all'epoca una giovane neolaureata e praticante legale. Ecco come si scrive una sceneggiatura dell'assurdo sulla pelle dei cittadini: IL CONTRATTO DEI MIRACOLI Immaginate di esservi appena laureati. Vi affidano una consulenza nell'ambito delle commesse Covid. Il compito? Controllare delle carte e scrivere una lettera di sollecito. Tempo impiegato? Tra i due e i tre giorni. La parcella? 93.000 EURO. Ma lo Stato sa essere generoso: a quel primo bonifico se n’è aggiunto un altro da 361.000 euro, per un totale di oltre 454mila euro di soldi pubblici spariti in "consulenze". IL GIOCO DELLE TRE CARTE Se pensate che la giovane neolaureata sia diventata ricca, siete dei dilettanti. Sentita in Commissione, la ragazza ha ammesso la verità: lei quei soldi non li ha mai visti. Il contratto era intestato a lei, ma la montagna di denaro è andata dritta ai titolari dello studio in cui faceva la pratica: gli avvocati Luca Di Donna e De Luca. E qui scatta la magia politica. Chi è l'avvocato Luca Di Donna? Un ex compagno di studio e strettissimo collaboratore dell'allora Premier Giuseppe Conte. Tutto in famiglia. IL DOTTORATO DEI PRESCELTI Finita l'emergenza dei bonifici d'oro, la dottoressa Spaziani decide di fare carriera all'università. Vince un prestigioso dottorato alla Sapienza di Roma. E chi troviamo come suo relatore? Il professor Guido Alpa. Esatto, lo storico mentore accademico di Giuseppe Conte. RICAPITOLIAMO IL "SISTEMA": 1. C’è una pandemia globale e il Paese è in ginocchio. 2. Lo studio del braccio destro di Conte ottiene mezzo milione di euro di consulenze lampo usando il nome di una praticante. 3. La praticante fa da passacarte a zero euro. 4. La stessa praticante viene poi blindata con un dottorato sotto l'ala del mentore di Conte. Mentre noi compravamo le mascherine a un euro l'una e contavamo i morti, la cerchia degli "amici degli amici" fatturava cifre folli per firmare due fogli di carta. Questo non è un errore di gestione, questo è lo schiaffo definitivo a tutti i cittadini onesti. Vergogna. Source: https://x.com/antipentac52268/status/2068996303602712977?s=20
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  • Educare alla Libertà: No alla D'istruzione della Scuola, Sì a una nuova Paideia!

    La registrazione integrale della conferenza tenutasi a Milano il 6 giugno 2026 presso il Circolo ACLI di Lambrate.

    Un momento di analisi profonda e di scontro frontale contro il declino programmato del sistema scolastico attuale, per rimettere al centro l'uomo, la conoscenza autentica e la libertà interiore attraverso una nuova Paideia.

    Guarda il video completo qui: https://youtu.be/bkrYoBiUpAk?is=XQrtZOQ1rvew_l-R

    Interventi di:

    Dottoressa Stefania Ranghieri

    Prof. Martino Mora (Saggista, Docente di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Bottoni di Milano)

    Dott. Francesco Marabotti (Dottorando in Filosofia all'Università di Salerno, Formatore dei gruppi Darsi Pace)

    La ricostruzione comincia dalla cultura e dalla difesa delle nostre radici.

    Il laboratorio della dignità è aperto. #SìAMO

    Per sostenere il movimento e unirti alla nostra azione, tesserati qui: https://movimentosiamo.org/home/tesseramento/
    Educare alla Libertà: No alla D'istruzione della Scuola, Sì a una nuova Paideia! La registrazione integrale della conferenza tenutasi a Milano il 6 giugno 2026 presso il Circolo ACLI di Lambrate. Un momento di analisi profonda e di scontro frontale contro il declino programmato del sistema scolastico attuale, per rimettere al centro l'uomo, la conoscenza autentica e la libertà interiore attraverso una nuova Paideia. Guarda il video completo qui: https://youtu.be/bkrYoBiUpAk?is=XQrtZOQ1rvew_l-R Interventi di: Dottoressa Stefania Ranghieri Prof. Martino Mora (Saggista, Docente di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Bottoni di Milano) Dott. Francesco Marabotti (Dottorando in Filosofia all'Università di Salerno, Formatore dei gruppi Darsi Pace) La ricostruzione comincia dalla cultura e dalla difesa delle nostre radici. Il laboratorio della dignità è aperto. #SìAMO Per sostenere il movimento e unirti alla nostra azione, tesserati qui: https://movimentosiamo.org/home/tesseramento/
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  • CHIEDIAMOCI COME MAI QUESTI EPISODI SONO SEMPRE PIÙ FREQUENTI???
    Dr. Pimple Popper, la dottoressa schiacciabrufoli ha avuto un ictus mentre girava la sua serie tv
    Ancora oggi “mi accorgo che non parlo esattamente come prima”, confessa la dermatologa-star
    https://www.repubblica.it/spettacoli/2026/04/14/news/dottoressa_schiacciabrufoli_ictus_real_time-425283754/amp/
    CHIEDIAMOCI COME MAI QUESTI EPISODI SONO SEMPRE PIÙ FREQUENTI??? Dr. Pimple Popper, la dottoressa schiacciabrufoli ha avuto un ictus mentre girava la sua serie tv Ancora oggi “mi accorgo che non parlo esattamente come prima”, confessa la dermatologa-star https://www.repubblica.it/spettacoli/2026/04/14/news/dottoressa_schiacciabrufoli_ictus_real_time-425283754/amp/
    WWW.REPUBBLICA.IT
    Dr. Pimple Popper, la dottoressa schiacciabrufoli ha avuto un ictus mentre girava la sua serie tv
    Ancora oggi “mi accorgo che non parlo esattamente come prima”, confessa la dermatologa-star
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  • DOTTORESSA SIMONE GOLD :

    LA MEDICINA DEI PROTOCOLLI: PERCHÉ IL TUO MEDICO NON PUÒ PIÙ SCEGLIERE

    "Non serve un medico, basterebbe una lista di controllo".

    Con queste parole provocatorie, la dottoressa Simone Gold descrive la deriva della medicina moderna negli ultimi 30 anni.

    Attraverso la sua esperienza come medico di pronto soccorso, la dottoressa spiega come la professione medica sia passata dall'autonomia clinica a una rigida "protocolizzazione" imposta dall'alto

    Dall'obbligo di somministrare antibiotici entro un'ora per presunta sepsi — anche quando i sintomi potrebbero indicare semplice disidratazione o stress — fino alla paura di subire sanzioni dal sistema, i medici sono stati spinti a "seguire la linea" piuttosto che il proprio giudizio

    La dottoressa Gold sottolinea come questo addestramento alla conformità abbia portato molti professionisti a non "tenere la posizione" per il bene dei pazienti nel momento del bisogno, segnando un cambiamento epocale e preoccupante nel rapporto tra medico e assistito

    OLTRE LE CHECKLIST: DIFENDIAMO L'AUTONOMIA MEDICA PER IL BENE DEI PAZIENTI

    DOPPIAGGIO ITALIANO LVOGRUPPO.ORG

    Source: https://x.com/i/status/2042194309911331070
    DOTTORESSA SIMONE GOLD : LA MEDICINA DEI PROTOCOLLI: PERCHÉ IL TUO MEDICO NON PUÒ PIÙ SCEGLIERE "Non serve un medico, basterebbe una lista di controllo". Con queste parole provocatorie, la dottoressa Simone Gold descrive la deriva della medicina moderna negli ultimi 30 anni. Attraverso la sua esperienza come medico di pronto soccorso, la dottoressa spiega come la professione medica sia passata dall'autonomia clinica a una rigida "protocolizzazione" imposta dall'alto Dall'obbligo di somministrare antibiotici entro un'ora per presunta sepsi — anche quando i sintomi potrebbero indicare semplice disidratazione o stress — fino alla paura di subire sanzioni dal sistema, i medici sono stati spinti a "seguire la linea" piuttosto che il proprio giudizio La dottoressa Gold sottolinea come questo addestramento alla conformità abbia portato molti professionisti a non "tenere la posizione" per il bene dei pazienti nel momento del bisogno, segnando un cambiamento epocale e preoccupante nel rapporto tra medico e assistito 🛡️ OLTRE LE CHECKLIST: DIFENDIAMO L'AUTONOMIA MEDICA PER IL BENE DEI PAZIENTI DOPPIAGGIO ITALIANO LVOGRUPPO.ORG Source: https://x.com/i/status/2042194309911331070
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  • È un mestiere di pazienza e visione: i risultati spesso si vedono dopo circa cinquant'anni. Ecco perché i dottori forestali sono così preziosi per i nostri boschi
    Ad ogni primavera si torna a camminare nel bosco per lavoro con maggiore assiduità: questo significa riprendere a leggere un linguaggio fatto di alberi, silenzi, schianti e germogli invisibili spesso ad un occhio distratto. Sono una dottoressa
    https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/blog/imparare-a-guardare-il-bosco/2026/e-un-mestiere-di-pazienza-e-visione-i-risultati-spesso-si-vedono-dopo-circa-cinquantanni-ecco-perche-i-dottori-forestali-sono-cosi-preziosi-per-i-nostri-boschi
    È un mestiere di pazienza e visione: i risultati spesso si vedono dopo circa cinquant'anni. Ecco perché i dottori forestali sono così preziosi per i nostri boschi Ad ogni primavera si torna a camminare nel bosco per lavoro con maggiore assiduità: questo significa riprendere a leggere un linguaggio fatto di alberi, silenzi, schianti e germogli invisibili spesso ad un occhio distratto. Sono una dottoressa https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/blog/imparare-a-guardare-il-bosco/2026/e-un-mestiere-di-pazienza-e-visione-i-risultati-spesso-si-vedono-dopo-circa-cinquantanni-ecco-perche-i-dottori-forestali-sono-cosi-preziosi-per-i-nostri-boschi
    WWW.ILDOLOMITI.IT
    È un mestiere di pazienza e visione: i risultati spesso si vedono dopo circa cinquant'anni. Ecco perché i dottori forestali sono così preziosi per i nostri boschi
    Ad ogni primavera si torna a camminare nel bosco per lavoro con maggiore assiduità: questo significa riprendere a leggere un linguaggio fatto di alberi, silenzi, schianti e germogli invisibili spesso ad un occhio distratto. Sono una dottoressa forestale libera professionista in Trentino: ciò significa che la mia non è solo una professione tecnica, ma una missione di interpretazione continua tra ciò che il bosco è stato e ciò che diventerà. Come dico sempre, noi forestali siamo dei "visionari verdi"....
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  • "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO
    escrizione

    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO

    “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.”
    A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid.

    “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”.

    Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi.
    La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”.

    https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO escrizione "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.” A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid. “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”. Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi. La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”. https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
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  • 13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"

    Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono.
    “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento”

    Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”.
    “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati”

    Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”.
    “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative”

    Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
    13 Gennaio 2026 - Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato" Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua" Da giorni non hanno più notizie di mamme e papà, degli amici, di tutte le persone che sono scese in piazza per protestare contro il regime. “Sono molto preoccupata”, racconta la regista Somayeh Haghnegahdar in Italia dal 2022. “Nell’ultima chiamata di giovedì scorso i miei parenti mi raccontavano che c’era tantissima gente per strada e quasi tutti i negozi chiusi. Non sapevano cosa sarebbe potuto succedere”. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Sarina, invece, parla sotto pseudonimo, è un dottoressa che vive in Europa e fino a inizio gennaio era in Iran: “Prima di salire sull’aereo ho detto a mamma: ‘Ti chiamo quando arrivo’. A quel punto ci siamo guardate negli occhi: sapevamo non sarebbe stato possibile”. L’ultimo accesso su Whatsapp è di martedì 6 gennaio. Da allora fissa il cellulare in attesa di un segnale. “È successo anche durante le proteste per la morte di Mahsa Amini: non avevamo internet dalle 17 alle 21 ogni giorno”. Ora, se possibile, la situazione è peggiore: “Nei primi giorni di mobilitazione, nemmeno le telefonate funzionavano. Ho sentito di persone colpite alla testa che non hanno potuto chiamare un’ambulanza. Molte vite sono state perse”. E nel silenzio la repressione continua: “Un amico chirurgo venerdì mattina mi ha detto che stanno sparando con munizioni vere e armi pesanti. Tantissimi ventenni sono morti, o sono rimasti paralizzati perché colpiti alla spina dorsale. Da questo non si torna indietro. Le persone sono più arrabbiate che mai”. Per Somayeh Haghnegahdar e Sarina, l’importante ora “è non lasciare soli i manifestanti” e continuare a parlarne. Entrambe ricordano il “coraggio” di chi sta rischiando la propria vita: “Noi, da qui, vorremmo fare la nostra parte”, dicono. “Le persone nonostante i morti vanno in piazza a manifestare. Forse ci sarà un cambiamento” Regista e montatrice, Haghnegahdar ha lasciato l’Iran dopo essere stata segnalata per il suo lavoro: “Da quel momento ho capito che dovevo partire”, dice. E da quel momento ha iniziato a far sentire la sua voce: è stata portavoce della Iranian Independent Filmmakers Association (che in questi giorni sta lanciando un appello in difesa dei manifestanti) e tra le attiviste in prima linea per il movimento “Donna vita libertà”. Il suo sguardo è sempre stato rivolto verso casa. “La situazione economica è diventata insostenibile. Negli ultimi giorni la moneta è crollata ed è stata una scintilla che ha acceso le proteste”, racconta. “Le persone non vedono un futuro, né economico né culturale. Lo Stato ha distrutto tutto. Non hanno niente da perdere: se deve continuare così, pensano, tanto vale lottare e morire”. Queste le testimonianze raccolte da chi, fino a pochi giorni fa, era in contatto costante con i manifestanti. “Siamo in una situazione in cui i negozianti, il giorno dopo, non possono comprare quello che vendono oggi. Inoltre il regime ha tagliato la corrente elettrica e l’acqua in molte zone. Stanno facendo contro il loro popolo quello che Israele ha fatto a Gaza”. E nonostante la dura repressione e le violenze, secondo Haghnegahdar, “ora è diverso”: “Negli ultimi anni abbiamo avuto tante proteste e sempre hanno sparato sulla gente: quando è così si torna a casa, ma non stavolta. Tutti coloro con cui ho parlato mi hanno detto: forse ci sarà un grande cambiamento, perché tutti siamo scontenti. E ho visto che nonostante i morti sono andati in piazza”. Proprio le immagini delle bare e delle persone che vanno a cercare i propri cari sono state fatte circolare dal regime: “Una scelta diversa dal solito: la tv di Stato ha mostrato le immagini dei cadaveri, accusando Usa e Israele. Si è parlato di terroristi facinorosi. E poi hanno dichiarato tre giorni di lutto. Ma a sparare sono stati loro”. “Io ero in piazza per Mahsa Amini, sparavano in faccia alle persone. Anche oggi i manifestanti avanzano disarmati” Sarina è una dottoressa e, dice, “non avevo mai pianificato di emigrare”: “Amo il mio popolo, i miei amici e la mia famiglia. Ma dopo il collasso economico e dopo aver capito che potevo essere uccisa semplicemente per aver rifiutato di indossare l’hijab, ho deciso di andarmene, come tanti miei amici”. Oggi segue le proteste da lontano. “In Iran le persone sono esauste. Le proteste non sono una novità. Ricordo quando ero bambina e Ahmadinejad vinse le elezioni con i brogli. Ricordo le foto dei manifestanti affisse nelle scuole, e insegnanti e perfino bambini che venivano interrogati per sapere se li riconoscessero per poterli arrestare. Era quasi vent’anni fa: chissà cosa possono fare ora con il riconoscimento facciale”. Sarina ricorda le ultime proteste del 2022: “I miei amici e io abbiamo protestato con grande cautela, eppure abbiamo comunque affrontato conseguenze gravissime. Ricordo un momento in cui eravamo tantissimi per strada, ma nessuno osava nemmeno gridare. C’erano repressori ovunque: pochi, ma con ordini di uccidere, accecare o arrestare. Sparavano direttamente al volto delle persone. Tantissime persone sono rimaste cieche. Allora in tanti abbiamo capito che a mani nude in strada non possiamo fare quasi nulla. Anche se uscissimo tutti, non avrebbero alcuna esitazione a portare i carri armati e uccidere. Nessuno li ferma”. Lo stesso vale per le proteste degli ultimi giorni: “Si vedono persone che avanzano verso la polizia che spara contro di loro mentre sono completamente disarmate. Quando le famiglie ricevono i corpi dei loro cari, non piangono in silenzio, ma urlano ‘Ucciderò chi ha ucciso mio fratello’”. C’è una spinta diversa oggi? “Le parole di Trump e ciò che è successo in Venezuela con Maduro hanno dato alle persone una strana sensazione di speranza. Credo sia uno dei motivi per cui si lotta in modo più aggressivo”. “Le ingerenze di Usa e Israele? Non basterebbero per provocare queste proteste. Reza Pahlavi? Non ci sono alternative” Il grande interrogativo riguarda cosa potrebbe succedere dopo, se il regime dovesse davvero cadere. “Il regime islamico”, dice Somayeh Haghnegahdar, “è come una malattia da estirpare. Prima ci vogliono i sacrifici e poi servirà un referendum per capire come andare avanti. Siamo un popolo di intellettuali e gli esperti esistono. Siamo stanchi: prima il Paese era una prigione per scrittori, artisti e giornalisti, ora riguarda tutti. Nessuno può vivere in questa situazione”. E in questa incertezza, il timore delle ingerenze straniere resta. “Non dimentichiamo però”, continua Haghnegahdar, “che l’Iran non è un Paese piccolo. Sono tantissime le persone per strada, quanto avrebbero dovuto essere organizzati per provocare queste manifestazioni? Il regime vuole farci credere che dietro le proteste c’è la manipolazione degli americani e degli israeliani. Ma è una truffa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/iran-testimonianze-repressione-internet-blackout-non-sentiamo-le-nostre-famiglie-spari-folla-niente-da-perdere-notizie/8253530/
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    Iran, testimonianze della repressione: "Sparano sulla folla, internet bloccato"
    Le voci di due iraniane all'estero: "Non sentiamo le nostre famiglie da giorni, il regime spara con armi pesanti e taglia corrente e acqua"
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  • ALLA Dott.ssa Balanzoni VA TUTTO il NOSTRO INCONDIZIONATO SOSTEGNO!
    IN UN PAESE CIVILE e DEMOCRATICO VORREI SENTIRE PARLARE di RISARCIMENTI Milionari nei confronti DEI PARENTI delle VITTIME dei SIERI GENICI SPERIMENTALI e DELLE CENTINAIA di MIGLIAIA di DANNEGGIATI in MODO PERMANENTE.

    "La Procura di Bologna ha chiesto di condannare al pagamento di una multa di 1.500 euro Barbara Balanzoni, dottoressa anti vaccini radiata dall’albo - per i toni espressi su internet sulla gestione della pandemia da Covid e sulle politiche vaccinali -, accusata di diffamazione e minacce per due video pubblicati su Youtube a gennaio e febbraio 2022, oggetto di una querela di Filippo Anelli (parte civile nel processo), presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), nonché presidente dell’ordine dei medici di Bari.
    Questa mattina si è tenuta la discussione del processo di primo grado davanti al giudice Fabio Cosentino, mentre nell’udienza già fissata al 7 aprile ci saranno le repliche e la sentenza. Balanzoni, assistita dall’avvocato Mauro Sandri, era presente in aula e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee. Tra il pubblico c'era una ventina di sostenitori di Balanzoni. Il tema dei video, acquisiti agli atti, era l’ottemperanza da parte della Federazione dei medici alle indicazioni di legge sull'obbligo per i medici di vaccinarsi e a sospendere i non vaccinati.

    L’avvocato di Anelli, Roberto Tartaro, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per il suo assistito e un risarcimento simbolico di 1 euro per ogni iscritto all’ordine dei medici di Bari e alla Fnomceo."
    ALLA Dott.ssa Balanzoni VA TUTTO il NOSTRO INCONDIZIONATO SOSTEGNO! IN UN PAESE CIVILE e DEMOCRATICO VORREI SENTIRE PARLARE di RISARCIMENTI Milionari nei confronti DEI PARENTI delle VITTIME dei SIERI GENICI SPERIMENTALI e DELLE CENTINAIA di MIGLIAIA di DANNEGGIATI in MODO PERMANENTE. "La Procura di Bologna ha chiesto di condannare al pagamento di una multa di 1.500 euro Barbara Balanzoni, dottoressa anti vaccini radiata dall’albo - per i toni espressi su internet sulla gestione della pandemia da Covid e sulle politiche vaccinali -, accusata di diffamazione e minacce per due video pubblicati su Youtube a gennaio e febbraio 2022, oggetto di una querela di Filippo Anelli (parte civile nel processo), presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), nonché presidente dell’ordine dei medici di Bari. Questa mattina si è tenuta la discussione del processo di primo grado davanti al giudice Fabio Cosentino, mentre nell’udienza già fissata al 7 aprile ci saranno le repliche e la sentenza. Balanzoni, assistita dall’avvocato Mauro Sandri, era presente in aula e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee. Tra il pubblico c'era una ventina di sostenitori di Balanzoni. Il tema dei video, acquisiti agli atti, era l’ottemperanza da parte della Federazione dei medici alle indicazioni di legge sull'obbligo per i medici di vaccinarsi e a sospendere i non vaccinati. L’avvocato di Anelli, Roberto Tartaro, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per il suo assistito e un risarcimento simbolico di 1 euro per ogni iscritto all’ordine dei medici di Bari e alla Fnomceo."
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