• IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito

    Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno

    Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità?

    di FLAMINIA CAMILLETTI

    Testo:
    In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

    Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale.

    Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione».

    La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli.

    L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo».

    Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

    Didascalia foto:
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
    IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità? di FLAMINIA CAMILLETTI Testo: In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale. Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione». La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo». Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Didascalia foto: António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
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  • REQUIEM

    Possiamo capire tante cose. E possiamo discutere all'infinito dei motivi che costringono a prendere decisioni drastiche nella gestione di attività aperte al pubblico. Dal lockdown di qualche anno fa alle guerre, dall'inflazione che corre al rincaro dell'energia.

    Possiamo parlare di tutto e del suo contrario. Se fosse la prima volta potrei anche, a fatica, ingoiare il boccone e andare avanti. Ma stavolta assistiamo all'ennesimo capitolo di una storia che a Milano si ripete con inquietante regolarità.

    Perché qui, un pezzo alla volta, muoiono sia la Cultura sia il suo spirito di aggregazione. Sfido chiunque a sostenere il contrario mentre la lista dei luoghi perduti continua ad allungarsi. E soprattutto: fino a quando?

    Oggi tocca a un luogo diventato, meritatamente, un simbolo della città e della sua anima popolare. Per l'appunto, lo Spirit de Milan.

    In sintesi: lo Spirit de Milan è stato costretto a interrompere definitivamente la propria attività a causa della scadenza del contratto di affitto e della mancata disponibilità della proprietà a individuare una soluzione che consentisse la prosecuzione del progetto, anche in una fase transitoria. Nato nel 2015 negli spazi riqualificati delle ex Cristallerie Livellara in Bovisa, in dieci anni è diventato uno dei principali punti di riferimento culturali della città, tra musica dal vivo, spettacoli, incontri e valorizzazione delle tradizioni popolari.

    Per quanto tempo continueremo a ricevere notizie come questa
    Saranno anche scelte legittime di soggetti privati. Ma è altrettanto evidente che politica e istituzioni non hanno saputo costruire le condizioni necessarie per garantire a Milano uno sviluppo culturale all'altezza delle sue ambizioni.

    Eppure è proprio la cultura a creare relazioni, dialogo, coesione sociale. È ciò che permette a una comunità di confrontarsi civilmente anche sulle questioni più complesse, dall'economia al commercio, dalla sicurezza alle trasformazioni urbane.
    Perché senza cultura non esiste alcun dialogo civile. E i luoghi di aggregazione non sono un dettaglio folkloristico: sono presìdi sociali che contrastano isolamento, degrado e frammentazione.

    Quando però bisogna fare spazio a un nuovo store, a un centro commerciale o all'ennesimo contenitore per eventi patinati destinati a pochi, il tempo per discutere si trova sempre. Le corsie preferenziali per accordi e operazioni immobiliari sembrano comparire con sorprendente rapidità.
    Questa volta, invece, si chiude. E si chiude in fretta.
    La direzione che si vuole intraprendere è evidentemente un'altra. Ne prendiamo atto.

    Avremo più spazi per consumare. Più vetrine. Più servizi. Ma anche città sempre più sole, atomizzate e incapaci di riconoscersi in una dimensione collettiva. Rifugiati nei nostri salotti, con le app a sostituire progressivamente lo svago, l'incontro e la vita condivisa.

    Vogliamo ancora dare la colpa all'intelligenza artificiale?
    Troppo facile.
    Il problema è che da troppo tempo sta latitando l'intelligenza umana , e a maggior ragione quella politica. E con essa una visione culturale degna di questo nome.

    Serve una reazione. Serve una proposta alternativa. E serve in fretta.
    Non è un lamento.
    È un SOS.
    Mentre scorre nel frattempo un minuto di silenzio per i ricordi gloriosi dei caduti...

    #SpiritDeMilan #Milano #Cultura #RigenerazioneUrbana #politicaculturale
    REQUIEM Possiamo capire tante cose. E possiamo discutere all'infinito dei motivi che costringono a prendere decisioni drastiche nella gestione di attività aperte al pubblico. Dal lockdown di qualche anno fa alle guerre, dall'inflazione che corre al rincaro dell'energia. Possiamo parlare di tutto e del suo contrario. Se fosse la prima volta potrei anche, a fatica, ingoiare il boccone e andare avanti. Ma stavolta assistiamo all'ennesimo capitolo di una storia che a Milano si ripete con inquietante regolarità. Perché qui, un pezzo alla volta, muoiono sia la Cultura sia il suo spirito di aggregazione. Sfido chiunque a sostenere il contrario mentre la lista dei luoghi perduti continua ad allungarsi. E soprattutto: fino a quando? Oggi tocca a un luogo diventato, meritatamente, un simbolo della città e della sua anima popolare. Per l'appunto, lo Spirit de Milan. In sintesi: lo Spirit de Milan è stato costretto a interrompere definitivamente la propria attività a causa della scadenza del contratto di affitto e della mancata disponibilità della proprietà a individuare una soluzione che consentisse la prosecuzione del progetto, anche in una fase transitoria. Nato nel 2015 negli spazi riqualificati delle ex Cristallerie Livellara in Bovisa, in dieci anni è diventato uno dei principali punti di riferimento culturali della città, tra musica dal vivo, spettacoli, incontri e valorizzazione delle tradizioni popolari. Per quanto tempo continueremo a ricevere notizie come questa⁉️ Saranno anche scelte legittime di soggetti privati. Ma è altrettanto evidente che politica e istituzioni non hanno saputo costruire le condizioni necessarie per garantire a Milano uno sviluppo culturale all'altezza delle sue ambizioni. 👉Eppure è proprio la cultura a creare relazioni, dialogo, coesione sociale. È ciò che permette a una comunità di confrontarsi civilmente anche sulle questioni più complesse, dall'economia al commercio, dalla sicurezza alle trasformazioni urbane. Perché senza cultura non esiste alcun dialogo civile. E i luoghi di aggregazione non sono un dettaglio folkloristico: sono presìdi sociali che contrastano isolamento, degrado e frammentazione. Quando però bisogna fare spazio a un nuovo store, a un centro commerciale o all'ennesimo contenitore per eventi patinati destinati a pochi, il tempo per discutere si trova sempre. Le corsie preferenziali per accordi e operazioni immobiliari sembrano comparire con sorprendente rapidità. Questa volta, invece, si chiude. E si chiude in fretta. La direzione che si vuole intraprendere è evidentemente un'altra. Ne prendiamo atto. Avremo più spazi per consumare. Più vetrine. Più servizi. Ma anche città sempre più sole, atomizzate e incapaci di riconoscersi in una dimensione collettiva. Rifugiati nei nostri salotti, con le app a sostituire progressivamente lo svago, l'incontro e la vita condivisa. Vogliamo ancora dare la colpa all'intelligenza artificiale? Troppo facile. Il problema è che da troppo tempo sta latitando l'intelligenza umana , e a maggior ragione quella politica. E con essa una visione culturale degna di questo nome. 👉Serve una reazione. Serve una proposta alternativa. E serve in fretta. Non è un lamento. È un SOS. Mentre scorre nel frattempo un minuto di silenzio per i ricordi gloriosi dei caduti... #SpiritDeMilan #Milano #Cultura #RigenerazioneUrbana #politicaculturale
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  • Non so come dirlo con leggerezza… quindi non lo farò.

    Tra pochi giorni, il Ministro della Salute italiano Orazio Schillaci entrerà all’Assemblea Mondiale della Sanità e deciderà se consegnare le tue libertà sanitarie a un sistema globale che non hai mai votato.

    Se lo farà, tutto cambierà.

    La tua libertà.
    Le tue scelte.
    Il tuo controllo sulla tua salute e sulla tua vita…

    Clicca qui e firma: https://citizengo.org/it-it/fr/18027/?campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&dr=2649834::79989c9aa38a9dd7960d3b894979b4ad&utm_source=em&utm_medium=email&utm_campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&utm_content=btn_1

    MASSIMA DIFFUSIONE!
    Tutto posto sotto l’autorità di un sistema che non risponde a nessuno e non ha alcun riguardo per la tua famiglia.

    Due settimane fa ero a Ginevra quando hanno cercato di finalizzare l’ultimo elemento mancante di questo trattato, senza però riuscire a raggiungere un accordo.

    Non è stato senza intoppi. C’erano disaccordi. Paesi che si opponevano. Tensioni reali.

    Ma alla fine… non sono riusciti a concludere. Così ora stanno prendendo quello che possono, cercando di mantenere l’ultimo slancio e di portare avanti il processo in qualsiasi modo possibile.

    Tu ed io sappiamo bene che aspetto ha questo sistema quando ha il potere.

    Lo abbiamo vissuto.

    Lockdown.

    Obblighi.

    Subire imposizioni su dove potevi andare… e dove no.

    Chiese chiuse.

    Famiglie separate.

    Voci messe a tacere.

    E mentre tu vivevi tutto questo?

    Le grandi aziende farmaceutiche hanno guadagnato miliardi.
    Le élite globali hanno rafforzato la loro presa.
    E l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) era al centro di tutto questo.
    Ora vogliono rendere permanente quel sistema.

    Renderlo più rapido. Più coordinato. Più difficile da contrastare.

    È questo che fa il Trattato Pandemico. Fornisce loro gli strumenti per muoversi più velocemente, agire a livello globale e imporre le stesse misure che abbiamo visto durante il COVID, solo che questa volta con meno opposizione e più controllo.

    Quindi, cosa succederà la prossima volta che verrà dichiarata una “pandemia”? Non sarà come l’ultima volta. Sarà tutto più veloce. E molto più difficile da fermare.

    Firmerai subito per chiedere al Ministro della Salute Schillaci di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS all’Assemblea Mondiale della Sanità?

    Vuoi vivere in un mondo in cui un gruppo di burocrati non eletti può stravolgere la tua vita dall’oggi al domani? In cui decidono sulla tua salute, sulla tua libertà e sul futuro della tua famiglia, senza che tu possa fare nulla per fermarli?

    Perché è esattamente questo che questo trattato rende possibile.

    Eppure, tu ed io abbiamo ancora la possibilità di fermarli. Ecco perché:

    Per loro non è stato facile. Neanche lontanamente.

    Avrebbero dovuto finalizzarlo nel 2024. Poi, di nuovo, alla fine del 2024. E poi ancora l’anno scorso.

    Ogni singola volta, hanno fallito. Perché?

    Per merito tuo.

    La tua pressione li ha messi allo scoperto. Le tue firme hanno costretto i Paesi a tirarsi indietro. Hai trasformato quello che pensavano fosse un “affare già fatto” in un problema globale.

    E anche adesso, continuano ad esserci crepe.

    Disaccordi tra i Paesi.
    Tensioni sull’allegato finale.
    Governi incerti su fino a dove si spinga davvero.

    Il che significa una sola cosa: NON è ancora confermato.

    C’è ancora una reale possibilità di fermarlo.

    Quindi firmerai ora per dire al Ministro della Salute italiano Schillaci: NON consegni la nostra sovranità all’OMS?

    Quello che sta accadendo in questo momento è la fase più pericolosa di tutte.

    A porte chiuse, lontano da qualsiasi telecamera o titolo di giornale, i governi stanno decidendo in silenzio da che parte stare. Le posizioni si stanno consolidando. Le pressioni stanno aumentando…

    E quando i ministri entreranno in quella sala a Ginevra, la maggior parte delle decisioni sarà già stata presa.

    Se resti in silenzio, penseranno che tu sia d’accordo.

    È così che succede. Nessun dibattito. Nessuna resistenza. Nessun avvertimento. Solo un annuncio silenzioso: “consenso raggiunto, trattato adottato”.

    Sergio, te lo sto chiedendo personalmente.

    Dopo tutto ciò per cui tu ed io abbiamo lottato insieme. Dopo ogni firma, ogni ritardo che hai imposto, ogni volta che li hai costretti a ricominciare da capo.

    Non ti fermerai adesso. Non quando sei così vicino alla vittoria.

    Questo è il momento decisivo, quello in cui tutto si gioca.

    Aggiungi subito il tuo nome e chiedi al tuo governo di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS prima che sia troppo tardi.

    Grazie per il tuo sostegno incrollabile in questa battaglia.

    Sebastian Lukomski e tutto il team di CitizenGO

    P.S. Non sono riusciti a concludere la parte più importante per il momento, ma i negoziati stanno ora andando avanti a ritmo accelerato.

    I governi di tutto il mondo, incluso il TUO, stanno definendo silenziosamente le loro posizioni in vista dell’Assemblea Mondiale della Sanità, lontano dai riflettori, lontano dal controllo pubblico.

    Contano sul fatto che tu non lo sappia. Che non reagisca. Che non ti opponga.

    Una volta adottato… non verrà più discusso. Non verrà riscritto.

    Non si potrà più tornare indietro.

    Firma ora per far sentire la tua voce! E assicurati che venga ascoltata prima che prendano quella decisione al posto tuo.

    Maggiori informazioni:

    “Accordo pandemico Oms, concluso ciclo negoziale sulla condivisione dei patogeni”

    https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7038/accordo-pandemico-oms-concluso-ciclo-negoziale-sulla-condivisione-dei-patogeni.html

    “Stallo nei negoziati: l’allegato dell’Accordo pandemico deve andare al voto?” (in inglese)

    https://healthpolicy-watch.news/talks-deadlock-should-pandemic-agreement-annex-go-to-a-vote/

    I globalisti progressisti e le élite woke vogliono cancellare i nostri valori, ma insieme restiamo saldi. CitizenGO è un movimento composto da milioni di persone in tutto il mondo che ogni giorno combattono per difendere la vita, la famiglia e la libertà da chi cerca di distruggerle. Siamo fiduciosi, e per questo non ci arrenderemo mai.
    Non so come dirlo con leggerezza… quindi non lo farò. Tra pochi giorni, il Ministro della Salute italiano Orazio Schillaci entrerà all’Assemblea Mondiale della Sanità e deciderà se consegnare le tue libertà sanitarie a un sistema globale che non hai mai votato. Se lo farà, tutto cambierà. La tua libertà. Le tue scelte. Il tuo controllo sulla tua salute e sulla tua vita… Clicca qui e firma: https://citizengo.org/it-it/fr/18027/?campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&dr=2649834::79989c9aa38a9dd7960d3b894979b4ad&utm_source=em&utm_medium=email&utm_campaign=IT_IT-2026_05_04-Pandemic_Treaty_Final_Stretch_2026-MGI-AA_NA-GL-FR-18027-L3-D6329-362926&utm_content=btn_1 MASSIMA DIFFUSIONE! Tutto posto sotto l’autorità di un sistema che non risponde a nessuno e non ha alcun riguardo per la tua famiglia. Due settimane fa ero a Ginevra quando hanno cercato di finalizzare l’ultimo elemento mancante di questo trattato, senza però riuscire a raggiungere un accordo. Non è stato senza intoppi. C’erano disaccordi. Paesi che si opponevano. Tensioni reali. Ma alla fine… non sono riusciti a concludere. Così ora stanno prendendo quello che possono, cercando di mantenere l’ultimo slancio e di portare avanti il processo in qualsiasi modo possibile. Tu ed io sappiamo bene che aspetto ha questo sistema quando ha il potere. Lo abbiamo vissuto. Lockdown. Obblighi. Subire imposizioni su dove potevi andare… e dove no. Chiese chiuse. Famiglie separate. Voci messe a tacere. E mentre tu vivevi tutto questo? Le grandi aziende farmaceutiche hanno guadagnato miliardi. Le élite globali hanno rafforzato la loro presa. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) era al centro di tutto questo. Ora vogliono rendere permanente quel sistema. Renderlo più rapido. Più coordinato. Più difficile da contrastare. È questo che fa il Trattato Pandemico. Fornisce loro gli strumenti per muoversi più velocemente, agire a livello globale e imporre le stesse misure che abbiamo visto durante il COVID, solo che questa volta con meno opposizione e più controllo. Quindi, cosa succederà la prossima volta che verrà dichiarata una “pandemia”? Non sarà come l’ultima volta. Sarà tutto più veloce. E molto più difficile da fermare. Firmerai subito per chiedere al Ministro della Salute Schillaci di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS all’Assemblea Mondiale della Sanità? Vuoi vivere in un mondo in cui un gruppo di burocrati non eletti può stravolgere la tua vita dall’oggi al domani? In cui decidono sulla tua salute, sulla tua libertà e sul futuro della tua famiglia, senza che tu possa fare nulla per fermarli? Perché è esattamente questo che questo trattato rende possibile. Eppure, tu ed io abbiamo ancora la possibilità di fermarli. Ecco perché: Per loro non è stato facile. Neanche lontanamente. Avrebbero dovuto finalizzarlo nel 2024. Poi, di nuovo, alla fine del 2024. E poi ancora l’anno scorso. Ogni singola volta, hanno fallito. Perché? Per merito tuo. La tua pressione li ha messi allo scoperto. Le tue firme hanno costretto i Paesi a tirarsi indietro. Hai trasformato quello che pensavano fosse un “affare già fatto” in un problema globale. E anche adesso, continuano ad esserci crepe. Disaccordi tra i Paesi. Tensioni sull’allegato finale. Governi incerti su fino a dove si spinga davvero. Il che significa una sola cosa: NON è ancora confermato. C’è ancora una reale possibilità di fermarlo. Quindi firmerai ora per dire al Ministro della Salute italiano Schillaci: NON consegni la nostra sovranità all’OMS? Quello che sta accadendo in questo momento è la fase più pericolosa di tutte. A porte chiuse, lontano da qualsiasi telecamera o titolo di giornale, i governi stanno decidendo in silenzio da che parte stare. Le posizioni si stanno consolidando. Le pressioni stanno aumentando… E quando i ministri entreranno in quella sala a Ginevra, la maggior parte delle decisioni sarà già stata presa. Se resti in silenzio, penseranno che tu sia d’accordo. È così che succede. Nessun dibattito. Nessuna resistenza. Nessun avvertimento. Solo un annuncio silenzioso: “consenso raggiunto, trattato adottato”. Sergio, te lo sto chiedendo personalmente. Dopo tutto ciò per cui tu ed io abbiamo lottato insieme. Dopo ogni firma, ogni ritardo che hai imposto, ogni volta che li hai costretti a ricominciare da capo. Non ti fermerai adesso. Non quando sei così vicino alla vittoria. Questo è il momento decisivo, quello in cui tutto si gioca. Aggiungi subito il tuo nome e chiedi al tuo governo di RESPINGERE il Trattato Pandemico dell’OMS prima che sia troppo tardi. Grazie per il tuo sostegno incrollabile in questa battaglia. Sebastian Lukomski e tutto il team di CitizenGO P.S. Non sono riusciti a concludere la parte più importante per il momento, ma i negoziati stanno ora andando avanti a ritmo accelerato. I governi di tutto il mondo, incluso il TUO, stanno definendo silenziosamente le loro posizioni in vista dell’Assemblea Mondiale della Sanità, lontano dai riflettori, lontano dal controllo pubblico. Contano sul fatto che tu non lo sappia. Che non reagisca. Che non ti opponga. Una volta adottato… non verrà più discusso. Non verrà riscritto. Non si potrà più tornare indietro. Firma ora per far sentire la tua voce! E assicurati che venga ascoltata prima che prendano quella decisione al posto tuo. Maggiori informazioni: “Accordo pandemico Oms, concluso ciclo negoziale sulla condivisione dei patogeni” https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7038/accordo-pandemico-oms-concluso-ciclo-negoziale-sulla-condivisione-dei-patogeni.html “Stallo nei negoziati: l’allegato dell’Accordo pandemico deve andare al voto?” (in inglese) https://healthpolicy-watch.news/talks-deadlock-should-pandemic-agreement-annex-go-to-a-vote/ I globalisti progressisti e le élite woke vogliono cancellare i nostri valori, ma insieme restiamo saldi. CitizenGO è un movimento composto da milioni di persone in tutto il mondo che ogni giorno combattono per difendere la vita, la famiglia e la libertà da chi cerca di distruggerle. Siamo fiduciosi, e per questo non ci arrenderemo mai.
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  • Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti
    La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro

    Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter.
    Le ipotesi di reato e tutti gli indagati

    I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro.
    L’origine dell’inchiesta

    A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica.
    Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita”

    Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”.
    “Si scambiavano le bozze delle delibere”

    Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro.
    Gli esposti del comitato Sì Meazza

    Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici.
    Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…”

    Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
    Vendita San Siro: perquisizioni in corso, indagati ex assessori e dirigenti La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro Nove indagati e perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di società e dirigenti collegati all’operazione che ha portato alla vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha accolto un’istanza dei pubblici ministeri e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di compiere il blitz che ha coinvolto le strutture del Comune di Milano, della M-I Stadio di Milan e Inter e le abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. In totale, sono nove le persone indagate per l’operazione, tra queste anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l’altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, e Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter. Le ipotesi di reato e tutti gli indagati I reati ipotizzati dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, che hanno affidato le indagini al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono quello di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan. Anche De Cesaris è indagata in qualità di consulente del club nerazzurro. L’origine dell’inchiesta A far scattare le perquisizioni e il sequestro di apparecchi elettronici e cellulari della mattinata di martedì, anche presso terzi, è stato lo sviluppo dei contenuti di chat e mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Proprio Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l’altro, sono già indagati proprio nell’inchiesta sull’urbanistica. Il sospetto: “Favoriti i club nella vendita” Il sospetto dei pubblici ministeri è che tra gli indagati ci siano state delle rivelazioni di informazioni segrete, scambi di informazioni non trasparenti e che sia stato costruito un avviso pubblico per favorire i club. In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”. “Si scambiavano le bozze delle delibere” Le collusioni, si legge ancora nel decreto, sarebbero consistite anche nello scambio di “documentazione e bozze delle Deliberazioni comunali”, con l’obiettivo di “orientare l’iter amministrativo”, “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. L’effetto, secondo l’accusa, è stato che l’Avviso Pubblico del 24 marzo 2025, è stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive” Milan e Inter ed è rimasto aperto per soli 30 giorni andando deserto, consentendo così la successiva vendita dell’area agli unici offerenti, ovvero le squadri milanesi. A fine settembre 2025 il consiglio comunale ha votato la vendita di San Siro e del quartiere circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro. Gli esposti del comitato Sì Meazza Il filone giudiziario sullo stadio è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. I pm stanno cercando di verificare se la vendita dello stadio ai due club, per un totale di 197 milioni di euro incassati dal Comune, può aver favorito gli interessi privati a scapito di quelli pubblici. Il sospetto è che sia stata “usata” la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici. Gli sms di Boeri a Sala: “Grave precedente…” Una lettura, quest’ultima, sposata ad esempio dall’architetto Stefano Boeri che in una chat del 10 settembre 2019 col sindaco Beppe Sala, dopo che il suo progetto “stadio-bosco” non era stato apprezzato, avvertiva il primo cittadino “in amicizia” che sull’operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull’interesse collettivo – aveva scritto Boeri a Sala – Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale… ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/31/vendita-san-siro-indagini-assessori-dirigenti-news/8340878/
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    La Guardia di Finanza perquisisce il Comune di Milano e sedi di M-I Stadio per l'indagine sulla vendita dello stadio di San Siro
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  • Mercato del packaging cosmetico: la crescente domanda del settore beauty, le tendenze verso imballaggi sostenibili e la "premiumization" trainano la crescita

    Il mercato del packaging cosmetico sta registrando una forte crescita, trainata dalla crescente domanda di prodotti per la bellezza e la cura della persona, dalla sempre maggiore attenzione verso soluzioni di imballaggio sostenibili e dalla crescente importanza dell'estetica del prodotto e del branding. Il packaging cosmetico svolge un ruolo cruciale nella protezione dei prodotti, nell'incrementare il loro appeal sullo scaffale e nell'influenzare le decisioni d'acquisto dei consumatori.

    Leggi oggi stesso il report sul mercato del packaging cosmetico – https://www.skyquestt.com/report/cosmetic-packaging-market
    Mercato del packaging cosmetico: la crescente domanda del settore beauty, le tendenze verso imballaggi sostenibili e la "premiumization" trainano la crescita Il mercato del packaging cosmetico sta registrando una forte crescita, trainata dalla crescente domanda di prodotti per la bellezza e la cura della persona, dalla sempre maggiore attenzione verso soluzioni di imballaggio sostenibili e dalla crescente importanza dell'estetica del prodotto e del branding. Il packaging cosmetico svolge un ruolo cruciale nella protezione dei prodotti, nell'incrementare il loro appeal sullo scaffale e nell'influenzare le decisioni d'acquisto dei consumatori. Leggi oggi stesso il report sul mercato del packaging cosmetico – https://www.skyquestt.com/report/cosmetic-packaging-market
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Cosmetic Packaging Market Size, Share | Trends Report [2033]
    Cosmetic Packaging Market stood at $59.05 Billion in 2025, expected to touch $81.63 Billion by 2033, CAGR 4.13%. Get Free Sample Report!
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  • In guerra abbiamo al ministero degli esteri Tajani e alla difesa Crosetto.

    In "pandemia" avevamo Speranza alla salute e Azzolina all'istruzione.

    Anni prima la neppure laureata Lorenzin alla salute per perseguitare i bambini su diktat internazionali.

    È una esigenza della democrazia, funziona così.
    Non serve gente competente, che pensa, che prende decisioni. Servono solo pedine per eseguire.

    Semplice.

    WI
    In guerra abbiamo al ministero degli esteri Tajani e alla difesa Crosetto. In "pandemia" avevamo Speranza alla salute e Azzolina all'istruzione. Anni prima la neppure laureata Lorenzin alla salute per perseguitare i bambini su diktat internazionali. È una esigenza della democrazia, funziona così. Non serve gente competente, che pensa, che prende decisioni. Servono solo pedine per eseguire. Semplice. WI
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  • "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO
    escrizione

    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO

    “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.”
    A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid.

    “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”.

    Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi.
    La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”.

    https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
    "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO escrizione "AGGREDITA IN COMMISSIONE COVID CON BUGIE VECCHIE E INCREDIBILI" ▷ INTERVISTA A MARIA RITA GISMONDO “Le #intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti.” A pronunciare queste parole è stata la dottoressa Maria Rita #Gismondo durante l’ultima audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del #Covid. “Le intubazioni indiscriminate hanno causato la morte di molti pazienti. L’avremmo evitato se non ci fosse stato il criminale divieto delle autopsie, imposto nei primi mesi di emergenza", dice la microbiologo nello sconcerto di qualcuno in aula. “Se avessimo potuto fare le autopsie sin dall’inizio, avremmo scoperto subito che il Covid dava problemi di coagulazione e non solo polmonari. Il divieto di autopsie è stato un errore gravissimo: molti decessi si sarebbero potuti evitare”. Non si è fatta attendere la reazione del grillino Colucci, tra i più critici in aula: “Serve rigore scientifico, le generalizzazioni rischiano solo di alimentare confusione e sfiducia”, ha ribattuto il parlamentare, dando il via a una delle sedute più incandescenti degli ultimi mesi. La seduta, avvenuta lunedì scorso, ha visto forti tensioni fin dal principio. Gismondo, microbiologa tra le più note del panorama italiano, ha attaccato la strategia adottata nelle prime fasi della pandemia. “È stato il panico a guidare molte decisioni sbagliate. La popolazione è stata chiusa in casa con lockdown indiscriminati e i dati sono stati comunicati in modo da generare solo terrore”, ha insistito l’esperta. Secondo Gismondo, inoltre, “oggi il vaccino non è più necessario: il virus è ormai mutato in una forma endemica e colpisce con sintomi lievi, nella gran parte dei casi”. https://m.youtube.com/watch?v=HLiiD6dJTek&pp=iggCQAE%3D
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  • 700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti "
    700 MILIARDI, DOCUMENTI SEGRETI E UNA VERITÀ CHE FA PAURA A BRUXELLES: VANNACCI ROMPE IL SILENZIO, SCOPERCHIA I DOSSIER NASCOSTI E METTE L’EUROPA CON LE SPALLE AL MURO DAVANTI A TUTTI. Non è una rivelazione qualsiasi. Roberto Vannacci entra in scena e fa tremare i palazzi del potere europeo. Parla di 700 miliardi, di carte riservate, di decisioni prese lontano dai cittadini e mai spiegate davvero. Ogni parola sembra aprire una crepa nel racconto ufficiale dell’Unione Europea. Da una parte chi difende il sistema, dall’altra chi accusa Bruxelles di aver giocato sulla pelle dei popoli. Vannacci non arretra, insiste, mostra documenti, cita cifre che nessuno voleva far uscire. In studio cala il gelo, mentre sui social esplode la tempesta. C’è chi grida allo scandalo storico, chi parla di attacco diretto all’Europa così come la conosciamo. Una cosa è certa: dopo queste rivelazioni, nulla appare più chiaro come prima. E la domanda che ora circola ovunque è inquietante: quei 700 miliardi… chi li ha davvero decisi, e a quale prezzo per l’Italia e per l’Europa?" Guarda l’intera storia nel link sotto nei commenti 👇👇👇"
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  • Le urla, la paura, un bambino che chiama la mamma mentre viene portato via da casa.
    Un intervento delle forze dell’ordine che lascia molte domande aperte.

    Il motivo? Un conflitto familiare e decisioni prese sopra la testa di chi, in tutto questo, paga il prezzo più alto: i bambini.

    Guarda il mio servizio di #fuoridalcoro su @mediasetinfinity
    https://www.instagram.com/reel/DUQdENeDK9A/?igsh=MWw1OGNxNGFjcDZ2eQ==
    Le urla, la paura, un bambino che chiama la mamma mentre viene portato via da casa. Un intervento delle forze dell’ordine che lascia molte domande aperte. Il motivo? Un conflitto familiare e decisioni prese sopra la testa di chi, in tutto questo, paga il prezzo più alto: i bambini. Guarda il mio servizio di #fuoridalcoro su @mediasetinfinity https://www.instagram.com/reel/DUQdENeDK9A/?igsh=MWw1OGNxNGFjcDZ2eQ==
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  • MERCOSUR: GLI AGRICOLTORI NON MOLLANO, ASPETTANDO ROMA:

    Proseguono le iniziative in tutta Italia (sabato 24/1 è stata la volta di Padova e Avellino) contro un accordo tutt'altro che sepolto per i burocrati Ue; proprio per questo si susseguono voci di una manifestazione nazionale da tenersi nella capitale dei palazzi e delle decisioni sbagliate, iniziativa con chiamata totale che dovrebbe svolgersi a fine Febbraio (ufficialità il 30/1)
    I cittadini sono pronti?


    #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #cibosano #unioneeuropea #sovranità #movimentoperlelibertà #Mpl

    https://tgpadova.telenuovo.it/attualita/2026/01/24/video-no-al-trattato-ue-mercosur-agricoltori-in-piazza-per-chiedere-maggiori-tutele

    https://m.youtube.com/watch?v=AsysayoNmdU&fbclid=IwVERTSAPiivdleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR6FFHM4usEGdUbo_gKVWY-aOjLKlz-Sa4NPnqFSIrl78Ms12DlOTfduXst3AQ_aem_aBzQbVyV_X1vE0ZeflWR8A&sfnsn=scwspmo

    https://telechiara.gruppovideomedia.it/it/on-demand/telegiornali/tg-news-seconda-edizione-1?id=129508&clip=129482

    https://www.avellinotoday.it/attualita/avellino-rivolta-trattori-mercosur.html

    https://www.facebook.com/share/p/1BUQyXY5dV/

    https://t.me/movimentoperleliberta
    gruppo Milano (seguici sui nostri social)
    MERCOSUR: GLI AGRICOLTORI NON MOLLANO, ASPETTANDO ROMA: Proseguono le iniziative in tutta Italia (sabato 24/1 è stata la volta di Padova e Avellino) contro un accordo tutt'altro che sepolto per i burocrati Ue; proprio per questo si susseguono voci di una manifestazione nazionale da tenersi nella capitale dei palazzi e delle decisioni sbagliate, iniziativa con chiamata totale che dovrebbe svolgersi a fine Febbraio (ufficialità il 30/1) I cittadini sono pronti? #Nomercosur #Coapi #Riscattoagricolo #agricoltori #cibosano #unioneeuropea #sovranità #movimentoperlelibertà #Mpl https://tgpadova.telenuovo.it/attualita/2026/01/24/video-no-al-trattato-ue-mercosur-agricoltori-in-piazza-per-chiedere-maggiori-tutele https://m.youtube.com/watch?v=AsysayoNmdU&fbclid=IwVERTSAPiivdleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR6FFHM4usEGdUbo_gKVWY-aOjLKlz-Sa4NPnqFSIrl78Ms12DlOTfduXst3AQ_aem_aBzQbVyV_X1vE0ZeflWR8A&sfnsn=scwspmo https://telechiara.gruppovideomedia.it/it/on-demand/telegiornali/tg-news-seconda-edizione-1?id=129508&clip=129482 https://www.avellinotoday.it/attualita/avellino-rivolta-trattori-mercosur.html https://www.facebook.com/share/p/1BUQyXY5dV/ 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿https://t.me/movimentoperleliberta gruppo Milano (seguici sui nostri social)
    TGPADOVA.TELENUOVO.IT
    VIDEO | “No al trattato UE-Mercosur”: agricoltori in piazza per chiedere maggiori tutele
    Sono centinaia gli agricoltori scesi per le strade di Padova per dire a gran voce No al
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