• Panoramica del mercato dei biscotti: tendenze, opportunità e prospettive strategiche

    Il mercato globale dei biscotti si conferma un segmento solido e attraente all'interno dell'industria degli alimenti confezionati e degli snack, offrendo rendimenti costanti grazie al consumo abituale, alla fedeltà al marchio e alla continua innovazione di prodotto. Nonostante la crescente attenzione alla salute, i biscotti continuano a beneficiare della loro convenienza, praticità e del loro appeal emotivo, affermandosi come un prodotto di base sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti.

    Leggi il rapporto sul mercato dei biscotti oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/cookies-market

    #MercatoDeiBiscotti #IndustriaDegliSnack #MercatoDeiProdottiDaForno #AlimentiEBevande #BeniDiConsumo #AlimentiConfezionati #ApprofondimentiDiMercato #ProspettivePerGliInvestitori #ScenarioCompetitivo
    Panoramica del mercato dei biscotti: tendenze, opportunità e prospettive strategiche Il mercato globale dei biscotti si conferma un segmento solido e attraente all'interno dell'industria degli alimenti confezionati e degli snack, offrendo rendimenti costanti grazie al consumo abituale, alla fedeltà al marchio e alla continua innovazione di prodotto. Nonostante la crescente attenzione alla salute, i biscotti continuano a beneficiare della loro convenienza, praticità e del loro appeal emotivo, affermandosi come un prodotto di base sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti. Leggi il rapporto sul mercato dei biscotti oggi stesso - https://www.skyquestt.com/report/cookies-market #MercatoDeiBiscotti #IndustriaDegliSnack #MercatoDeiProdottiDaForno #AlimentiEBevande #BeniDiConsumo #AlimentiConfezionati #ApprofondimentiDiMercato #ProspettivePerGliInvestitori #ScenarioCompetitivo
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Cookies Market Insights and Future Growth Opportunities 2033
    Cookies Market: $45.44B in 2025 → $66.63B in 2033, CAGR 4.9%.
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  • https://www.databridgemarketresearch.com/reports/global-factory-automation-market

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    Factory Automation Market – Global Market – Industry Trends and Forecast to 2029 | Data Bridge Market Research
    The Factory Automation market was valued at USD 0.00 in 2023 and is expected to reach USD 0.00 by 2030, growing at a CAGR of 0% (2023-2030). Get insights on trends, segmentation, and key players with Data Bridge Market Research Reports.
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  • Hey, I am Ankita Bisht, a Greater Noida Escort Service. If you know more details, just visit our website: https://missroshni.in/
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  • IL LORO INTENTO è CHIARO RIVERSARE le COLPE di UN ASSASSINO sulla SCUOLA!
    BISOGNA RIMPATRIARLI, RIMANDARLI a CASA LORO. E' l'UNICA SOLUZIONE!

    Protesta per lo studente ucciso a La Spezia: "La scuola dovrebbe essere sicura"
    Amici e parenti di Abanoub Youssef manifestano davanti all'obitorio: "La scuola è complice, abbiamo paura di tornare"
    E ALLORA TORNATE a CASA VOSTRA. SPERO che A QUESTO RAGAZZO diano l'ERGASTOLO!
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/18/studente-ucciso-la-spezia-protesta-video/8260647/

    Ecco la VERITA':
    Quando Zouhair Atif disse “mi piacerebbe uccidere una persona”. Il padre: “Voglio chiedere scusa, il coltello non lo ha preso a casa”
    di Redazione Cronaca
    La Spezia - Secondo quanto riferito da alcuni compagni di scuola e testimoni, l'insegnante avrebbe chiesto agli studenti di esprimere un sogno durante un incontro in classe. Quando fu il turno di Zouhair, l’adolescente avrebbe pronunciato una frase che ha lasciato tutti senza parole
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/18/omicidio-spezia-zouhair-atif-dichiarazione-notizie/8260478/


    IL LORO INTENTO è CHIARO RIVERSARE le COLPE di UN ASSASSINO sulla SCUOLA! BISOGNA RIMPATRIARLI, RIMANDARLI a CASA LORO. E' l'UNICA SOLUZIONE! Protesta per lo studente ucciso a La Spezia: "La scuola dovrebbe essere sicura" Amici e parenti di Abanoub Youssef manifestano davanti all'obitorio: "La scuola è complice, abbiamo paura di tornare" E ALLORA TORNATE a CASA VOSTRA. SPERO che A QUESTO RAGAZZO diano l'ERGASTOLO! https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/18/studente-ucciso-la-spezia-protesta-video/8260647/ Ecco la VERITA': Quando Zouhair Atif disse “mi piacerebbe uccidere una persona”. Il padre: “Voglio chiedere scusa, il coltello non lo ha preso a casa” di Redazione Cronaca La Spezia - Secondo quanto riferito da alcuni compagni di scuola e testimoni, l'insegnante avrebbe chiesto agli studenti di esprimere un sogno durante un incontro in classe. Quando fu il turno di Zouhair, l’adolescente avrebbe pronunciato una frase che ha lasciato tutti senza parole https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/18/omicidio-spezia-zouhair-atif-dichiarazione-notizie/8260478/
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    Protesta per lo studente ucciso a La Spezia: "La scuola dovrebbe essere sicura"
    Amici e parenti di Abanoub Youssef manifestano davanti all'obitorio: "La scuola è complice, abbiamo paura di tornare"
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  • Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!!
    Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso
    Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro.

    Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione.

    Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie.

    “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”.

    Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri?

    Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve.

    E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni.

    Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”.

    Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”.

    Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
    Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!! Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro. Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione. Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie. “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”. Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri? Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve. E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni. Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”. Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”. Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
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  • Bismuth Vanadate Pigment aligns seamlessly with our eco-friendly ethos, providing manufacturers with a sustainable alternative to conventional pigments containing heavy metals.

    Properties:

    Our pigment has an intense colour saturation and remarkable opacity and the exceptional lightfastness ensures that colors retain their brilliance even when subjected to the most challenging environmental conditions, guaranteeing longevity and durability in every application

    To know more https://ultramarinepigments.net/bismuth-vanadate/
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  • E-Waste EPR Registration in India: Compliance, Benefits & Process
    Green Permits
    With the enforcement of India’s E-Waste Management Rules, Extended Producer Responsibility (EPR) registration has become mandatory for producers, importers, and brand owners dealing in electrical and electronic equipment. E-Waste EPR registration ensures legal compliance while promoting responsible recycling and circular economy practices.

    Who Needs E-Waste EPR Registration
    E-Waste EPR applies to manufacturers, importers, brand owners, refurbishers, and dismantlers of electronic products. Businesses covered under EPR must meet annual recycling targets through authorized recyclers and maintain accurate reporting on the CPCB portal.

    Benefits of Proper EPR Compliance
    Timely E-Waste EPR registration helps businesses avoid penalties, continue operations without disruption, and build trust with regulators and partners. It also enables long-term partnerships with authorized recyclers and supports sustainable brand positioning.

    Importance of Expert EPR Support
    EPR registration and reporting involve detailed documentation, portal filings, and periodic compliance updates. Professional assistance ensures error-free registration, smooth reporting, and ongoing compliance management.

    Green Permits Consulting LLC provides end-to-end support for E-Waste EPR registration, reporting, and regulatory compliance across India.

    For a detailed step-by-step guide on E-Waste EPR registration, visit:

    https://www.greenpermits.in/e-waste-epr-registration/

    Website: https://www.greenpermits.in/

    Call: +91 78350 06182

    Email: wecare@greenpermits.in

    Book a Consultation with Green Permits and manage E-Waste EPR compliance smoothly and confidently.

    E-Waste EPR Registration in India: Compliance, Benefits & Process Green Permits With the enforcement of India’s E-Waste Management Rules, Extended Producer Responsibility (EPR) registration has become mandatory for producers, importers, and brand owners dealing in electrical and electronic equipment. E-Waste EPR registration ensures legal compliance while promoting responsible recycling and circular economy practices. Who Needs E-Waste EPR Registration E-Waste EPR applies to manufacturers, importers, brand owners, refurbishers, and dismantlers of electronic products. Businesses covered under EPR must meet annual recycling targets through authorized recyclers and maintain accurate reporting on the CPCB portal. Benefits of Proper EPR Compliance Timely E-Waste EPR registration helps businesses avoid penalties, continue operations without disruption, and build trust with regulators and partners. It also enables long-term partnerships with authorized recyclers and supports sustainable brand positioning. Importance of Expert EPR Support EPR registration and reporting involve detailed documentation, portal filings, and periodic compliance updates. Professional assistance ensures error-free registration, smooth reporting, and ongoing compliance management. Green Permits Consulting LLC provides end-to-end support for E-Waste EPR registration, reporting, and regulatory compliance across India. For a detailed step-by-step guide on E-Waste EPR registration, visit: 👉 https://www.greenpermits.in/e-waste-epr-registration/ 🌐 Website: https://www.greenpermits.in/ 📞 Call: +91 78350 06182 📧 Email: wecare@greenpermits.in Book a Consultation with Green Permits and manage E-Waste EPR compliance smoothly and confidently.
    WWW.GREENPERMITS.IN
    E-Waste EPR Registration - Green Permits
    Get your E-Waste EPR Registration Certificate with Green Permits. Fast CPCB filing, free support, and hassle-free compliance for producers and importers.
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  • UNO DEI POCHI CHE DICE LE COSE COME STANNO.

    Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto”
    "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev.

    Nuovo fronte di tensione nella maggioranza di governo sul sostegno militare all’Ucraina. A riaccendere il dibattito è Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ed ex generale dell’Esercito, intervenuto a Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, dove ha ribadito la sua fermissima contrarietà al decreto armi approvato dal governo Meloni a fine dicembre 2025, che proroga fino al 2026 gli aiuti militari a Kiev. In Aula, i leghisti Sasso e Ziello hanno votato no su risoluzioni collegate, in linea con la posizione dello stesso Vannacci.

    L’ex generale rivendica la linea dura e sottolinea come il dissenso non sia rimasto isolato: “Mi dà soddisfazione che non solo due parlamentari della Lega abbiano votato no in Aula, ma molti di più. Il mio appello era rivolto a tutti perché ritengo che trovare una pace a questo conflitto sia un interesse nazionale. Questa guerra non ha portato nulla di buono all’Italia. Ha portato a meno commercio, a meno ricchezza, a meno benessere, a un caro vita eccessivo e a un prezzo dell’energia salito alle stelle, oltre a tantissimi imprenditori italiani che non possono più esportare i loro beni in Russia”.
    Nel suo intervento, l’europarlamentare leghista cita anche il dato dei disertori ucraini per rafforzare la tesi dell’inutilità della strategia occidentale: “Solo nel 2025 ci sono stati 180mila ucraini che sono scappati per non andare al fronte. Non è più una guerra che il popolo ucraino vuole portare avanti, perché quattro anni di cessione continua di armi e fondi infiniti non hanno portato ai risultati sperati, mentre l’esercito russo continua ad avanzare”.
    A riguardo, cita Einstein sulla follia di ripetere sempre le stesse azioni aspettandosi esiti diversi: “Per non essere dei folli dobbiamo cambiare strategia e usare altri strumenti, oppure, se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia insieme a Unione europea e Nato, ma dobbiamo anche dirlo chiaramente agli italiani e spiegare che i nostri figli e nipoti andranno a versare il loro sangue per Kiev”.

    Al giornalista Savino Balzano che cita le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sulla necessità di prepararsi alla guerra, Vannacci replica tranchant, anche con una frecciata alla maggioranza di governo: “Gli psicopatici sono tanti, ma non credo che gli italiani siano d’accordo. E siccome io credo che la sovranità appartenga al popolo e che il Parlamento sia là proprio per garantire che questa sovranità rimanga ancorata al popolo, una decisione del genere deve essere sposata da tutti quanti. Io mi auguro – ribadisce – che si cambino gli strumenti e che si arrivi a una pace oggi, che ci costerà sicuramente, ma costerà meno della pace di domani, perché il trend dell’invasione russa non sta cambiando. Questi sono dati reali e oggettivi”.

    L’ex generale sposta poi l’attenzione sulle priorità interne: “Questo Paese ha bisogno di maggiore attenzione sulla sicurezza, sull’immigrazione fuori controllo, sull’islamizzazione estremamente allarmante della nostra patria, sul prezzo dell’energia e su salari bassi e sanità che si sta sgretolando. Queste sono le priorità degli italiani – continua, giudicando inaccettabile destinare fondi a Kiev mentre famiglie e imprese faticano a fine mese – Ci sono 50 milioni di euro nella manovra che dovranno andare all’Ucraina e un fondo di debito comune europeo da 90 miliardi che qualcuno dovrà restituire, perché gli ucraini non lo faranno mai”.

    Alla domanda sulle ripercussioni politiche delle sue posizioni, Vannacci rivendica la propria autonomia: “Io faccio i miei appelli, mi interessa quello che pensano gli altri, ma non mi faccio condizionare. Anche se colleghi di partito o di maggioranza non fossero d’accordo, la forza di una coalizione sta nella pluralità delle espressioni. Io voto a Bruxelles e posso dire con coscienza di avere sempre votato in maniera coerente per uno stop alla cessione di armi e fondi illimitati all’Ucraina, perché ritengo che questa strategia sia fallimentare”.

    Sul piano internazionale, l’europarlamentare affronta anche il caso Iran, invitando a evitare letture selettive: “È una situazione complessa, c’è una dittatura che opprime un popolo, ma non è l’unica nell’area. Ci sono tanti altri Stati con cui l’Occidente intrattiene ottime relazioni pur non essendo democrazie liberali“. E menziona il Qatar, l’Arabia Saudita e recenti accordi commerciali del governo Meloni.
    E sulla Siria aggiunge: “Al-Jolani è stato ricevuto dalla signora Ursula von der Leyen, ricordo che era un terrorista di Al-Qaeda”.
    Netta anche la bocciatura dell’idea di esportare la democrazia con le armi: “Ne ho visto gli effetti di persona. Sono stato in Somalia, Iraq, Libia e Afghanistan. Prima si stava male perché c’era una dittatura, ma si viveva meglio. Oggi c’è il caos totale e si vive peggio”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/vannacci-meloni-ucraina-armi-iran-russia-lega/8258668/
    UNO DEI POCHI CHE DICE LE COSE COME STANNO. Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto” "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev. Nuovo fronte di tensione nella maggioranza di governo sul sostegno militare all’Ucraina. A riaccendere il dibattito è Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ed ex generale dell’Esercito, intervenuto a Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, dove ha ribadito la sua fermissima contrarietà al decreto armi approvato dal governo Meloni a fine dicembre 2025, che proroga fino al 2026 gli aiuti militari a Kiev. In Aula, i leghisti Sasso e Ziello hanno votato no su risoluzioni collegate, in linea con la posizione dello stesso Vannacci. L’ex generale rivendica la linea dura e sottolinea come il dissenso non sia rimasto isolato: “Mi dà soddisfazione che non solo due parlamentari della Lega abbiano votato no in Aula, ma molti di più. Il mio appello era rivolto a tutti perché ritengo che trovare una pace a questo conflitto sia un interesse nazionale. Questa guerra non ha portato nulla di buono all’Italia. Ha portato a meno commercio, a meno ricchezza, a meno benessere, a un caro vita eccessivo e a un prezzo dell’energia salito alle stelle, oltre a tantissimi imprenditori italiani che non possono più esportare i loro beni in Russia”. Nel suo intervento, l’europarlamentare leghista cita anche il dato dei disertori ucraini per rafforzare la tesi dell’inutilità della strategia occidentale: “Solo nel 2025 ci sono stati 180mila ucraini che sono scappati per non andare al fronte. Non è più una guerra che il popolo ucraino vuole portare avanti, perché quattro anni di cessione continua di armi e fondi infiniti non hanno portato ai risultati sperati, mentre l’esercito russo continua ad avanzare”. A riguardo, cita Einstein sulla follia di ripetere sempre le stesse azioni aspettandosi esiti diversi: “Per non essere dei folli dobbiamo cambiare strategia e usare altri strumenti, oppure, se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia insieme a Unione europea e Nato, ma dobbiamo anche dirlo chiaramente agli italiani e spiegare che i nostri figli e nipoti andranno a versare il loro sangue per Kiev”. Al giornalista Savino Balzano che cita le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sulla necessità di prepararsi alla guerra, Vannacci replica tranchant, anche con una frecciata alla maggioranza di governo: “Gli psicopatici sono tanti, ma non credo che gli italiani siano d’accordo. E siccome io credo che la sovranità appartenga al popolo e che il Parlamento sia là proprio per garantire che questa sovranità rimanga ancorata al popolo, una decisione del genere deve essere sposata da tutti quanti. Io mi auguro – ribadisce – che si cambino gli strumenti e che si arrivi a una pace oggi, che ci costerà sicuramente, ma costerà meno della pace di domani, perché il trend dell’invasione russa non sta cambiando. Questi sono dati reali e oggettivi”. L’ex generale sposta poi l’attenzione sulle priorità interne: “Questo Paese ha bisogno di maggiore attenzione sulla sicurezza, sull’immigrazione fuori controllo, sull’islamizzazione estremamente allarmante della nostra patria, sul prezzo dell’energia e su salari bassi e sanità che si sta sgretolando. Queste sono le priorità degli italiani – continua, giudicando inaccettabile destinare fondi a Kiev mentre famiglie e imprese faticano a fine mese – Ci sono 50 milioni di euro nella manovra che dovranno andare all’Ucraina e un fondo di debito comune europeo da 90 miliardi che qualcuno dovrà restituire, perché gli ucraini non lo faranno mai”. Alla domanda sulle ripercussioni politiche delle sue posizioni, Vannacci rivendica la propria autonomia: “Io faccio i miei appelli, mi interessa quello che pensano gli altri, ma non mi faccio condizionare. Anche se colleghi di partito o di maggioranza non fossero d’accordo, la forza di una coalizione sta nella pluralità delle espressioni. Io voto a Bruxelles e posso dire con coscienza di avere sempre votato in maniera coerente per uno stop alla cessione di armi e fondi illimitati all’Ucraina, perché ritengo che questa strategia sia fallimentare”. Sul piano internazionale, l’europarlamentare affronta anche il caso Iran, invitando a evitare letture selettive: “È una situazione complessa, c’è una dittatura che opprime un popolo, ma non è l’unica nell’area. Ci sono tanti altri Stati con cui l’Occidente intrattiene ottime relazioni pur non essendo democrazie liberali“. E menziona il Qatar, l’Arabia Saudita e recenti accordi commerciali del governo Meloni. E sulla Siria aggiunge: “Al-Jolani è stato ricevuto dalla signora Ursula von der Leyen, ricordo che era un terrorista di Al-Qaeda”. Netta anche la bocciatura dell’idea di esportare la democrazia con le armi: “Ne ho visto gli effetti di persona. Sono stato in Somalia, Iraq, Libia e Afghanistan. Prima si stava male perché c’era una dittatura, ma si viveva meglio. Oggi c’è il caos totale e si vive peggio”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/vannacci-meloni-ucraina-armi-iran-russia-lega/8258668/
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    Vannacci sfida il governo Meloni: “Continuare a mandare armi all’Ucraina è follia, l’esercito russo avanza e noi paghiamo il conto”
    "Continuare a cedere armi e fondi infiniti all’Ucraina è follia. Se vogliamo essere coerenti con l’approccio bellicistico, dobbiamo entrare in guerra con la Russia. Ma allora il governo dica agli italiani che andranno a versare il loro sangue per Kiev". Vannacci rivendica il no alle armi all'Ucraina - Guarda il video
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  • È già così!!!
    Almasri, Ramy e maranza: il decreto sicurezza di Piantedosi è tutto uno spot
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Almasri, Ramy e maranza: il decreto sicurezza di Piantedosi è tutto uno spot" pubblicato il 15 Gennaio 2026 a firma di Vincenzo Bisbiglia e Giacomo Salvini...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/15/almasri-ramy-e-maranza-il-decreto-sicurezza-di-piantedosi-e-tutto-uno-spot/8256662/
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    Almasri, Ramy e maranza: il decreto sicurezza di Piantedosi è tutto uno spot
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