• NEL SUO ULTIMO GIORNO IN CARICA, LA DIRETTRICE USCIENTE DELL’INTELLIGENCE NAZIONALE TULSI GABBARD LANCIA UNA NOTIZIA BOMBA
    Il dibattito sulle origini del COVID-19 è tornato alla ribalta dopo che la direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha reso pubblica una serie di documenti declassificati nel suo ultimo giorno in carica. La Gabbard sostiene che i documenti rivelino contatti finora sconosciuti tra il dottor Anthony Fauci e funzionari dei servizi segreti e afferma che la testimonianza resa da Fauci al Congresso sia in contrasto con tali documenti. La pubblicazione fa inoltre riemergere interrogativi sulla ricerca sul coronavirus finanziata dagli Stati Uniti e collegata a Wuhan e include le accuse di un informatore relative a discussioni interne sulla teoria della fuga dal laboratorio.
    Le sue accuse sono molto pesanti:
    Fauci ha finanziato con denaro dei contribuenti statunitensi ricerche di Gain-of-Function sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan.
    Questa ricerca è oggi considerata da molti come la probabile origine dell’incidente di laboratorio che avrebbe innescato la pandemia.
    Fauci avrebbe influenzato e manipolato le valutazioni dell’intelligence per screditare l’ipotesi della fuga dal laboratorio.
    Nel 2024, sotto giuramento davanti al Congresso, ha negato di aver parlato con le agenzie di intelligence riguardo alla ricerca sul virus.
    I documenti ora pubblicati contraddirebbero direttamente questa dichiarazione.
    Alcuni informatori (whistleblower) riferiscono di intimidazioni, distruzione della carriera professionale e misure ritorsive nei confronti degli analisti che mettevano in dubbio la narrazione ufficiale.
    Secondo Gabbard, esperti cruciali sarebbero stati sistematicamente esclusi, mentre la posizione di Fauci sarebbe stata favorita.
    Alla fine, rivolge un’accusa che arriva fino ai più alti centri di potere di Washington:
    «Leader politicizzati e mossi da interessi personali come il dottor Fauci hanno occultato le proprie scorrettezze, manipolato le informazioni, mentito al Congresso e limitato l’accesso di un presidente regolarmente eletto a informazioni critiche.»
    Un’ex responsabile dell’intelligence statunitense sta quindi accusando pubblicamente l’uomo che per anni è stato il volto della politica pandemica americana.
    Se le sue affermazioni dovessero trovare conferma, non si tratterebbe solo di un ulteriore scandalo. Sarebbe la conferma di ciò che i critici sospettano da anni: che l’opinione pubblica sia stata deliberatamente fuorviata durante una delle più grandi crisi globali della storia recente. FONTI QUI E QUI
    PER RILASCIO IMMEDIATO
    COMUNICATO STAMPA ODNI News Release n. 11-26 18 giugno 2026
    Fauci ha finanziato la ricerca del laboratorio di Wuhan che ha scatenato il COVID
    Nuove prove: Fauci ha manipolato l’intelligence e mentito al Congresso
    WASHINGTON D.C. — Prima della pandemia di COVID-19, Anthony Fauci, in qualità di capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), ha fornito milioni di dollari di contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche “gain-of-function” (acquisizione di funzione) sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (WIV): un lavoro che oggi è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia.
    Oggi, il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) Tulsi Gabbard pubblica comunicazioni e documenti mai visti prima, che espongono come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Intelligence Community (IC) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus legate alla fuga dal laboratorio e sul suo ruolo nel dirigere i finanziamenti statunitensi verso questa pericolosa ricerca, che ha causato danni incalcolabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti espongono il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni dell’IC sul COVID-19 e dimostrano come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024 quando, sotto giuramento, negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence riguardo alla ricerca virale.
    È possibile visualizzare le comunicazioni e i documenti QUI.
    “La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di bugie, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità”, ha dichiarato il DNI Gabbard. “Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale dello ‘Stato profondo’ (deep state): leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato i propri illeciti e abusi di potere, manipolato l’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un Presidente regolarmente eletto, limitando il suo accesso ai fatti vitali necessari per mantenere il Paese al sicuro. È tempo che il popolo americano conosca la vera storia”.
    I materiali rilasciati oggi sono il risultato della revisione di declassificazione durata un anno condotta dal DNI Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori (whistleblowers) dell’IC, i quali hanno riferito di aver subito ritorsioni per aver contestato la manipolazione dell’intelligence da parte dell’IC sulle origini del virus. Ciò ha svelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, messa a tacere dei critici e occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.
    Gli stretti rapporti di Fauci con l’Intelligence Community gli hanno permesso di assumere tre ruoli chiave durante la pandemia, che lo hanno protetto dal controllo pubblico mentre esercitava un’influenza sproporzionata:
    • Fauci ha finanziato una rischiosa ricerca sui coronavirus legata alle grandi aziende farmaceutiche e al perseguimento di “vaccini universali” dal valore di trilioni di dollari.
    • Fauci è stato il consigliere dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto l’IC a sostenere un’origine naturale/animale per nascondere la sua pericolosa ricerca.
    • Fauci è diventato il “pundit” (esperto televisivo) nazionale sulla pandemia e ha promosso pubblicamente bugie, disinformazione e censura.
    Il rapporto di Fauci con l’Intelligence Community ha guidato l’intelligence e la narrativa pubblica
    Durante tutta la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all’interno dell’IC hanno creato un circuito di informazioni autoreferenziale. Fauci forniva scienziati finanziati dal NIAID, da lui scelti personalmente, per consigliare l’IC. Questo contributo ha plasmato le valutazioni ufficiali dell’intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga dal laboratorio.
    Secondo centinaia di email esaminate, l’IC ha quasi sempre incorporato i suoi suggerimenti. Fauci ha promosso un articolo fraudolento, la cui pubblicazione ha contribuito a sollecitare, come informazione legittima da sottoporre all’Intelligence Community. Gli analisti senior hanno elogiato Fauci non come un “responsabile politico”, ma come una guida imparziale verso i “veri esperti di coronavirus”, ignorando nel contempo gli esperti che potevano dissentire dalle narrazioni di Fauci.
    Fauci ha mentito al Congresso
    La corrispondenza rilasciata oggi contraddice direttamente la testimonianza di Fauci del 2024 dinanzi alla Sottocommissione ristretta della Camera sulla pandemia di coronavirus. In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato chiesto ripetutamente se avesse parlato con “l’FBI, la CIA, la DIA o qualsiasi agenzia di intelligence statunitense riguardo alla ricerca virale” prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente evitato le domande, prima di dichiarare falsamente: “Non a mia conoscenza riguardo al COVID”.
    Ritorsioni contro chi cercava la verità
    Le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno messo in discussione le conclusioni di Fauci sulle origini del COVID hanno affrontato minacce di ritorsione, sono stati emarginati e hanno spesso subito battute d’arresto nella carriera. Questo ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state sepolte.
    I seguenti sono esempi tratti dai resoconti degli informatori che il Direttore Gabbard ha inoltrato all’Ispettore Generale dell’Intelligence Community:
    • Un appaltatore è stato licenziato pochi giorni dopo essersi fatto avanti con l’ODNI come informatore.
    • I manager hanno ricordato agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che la leadership avrebbe determinato quali analisti promuovere. Il messaggio era chiaro: il disaccordo con i risultati manipolati avrebbe distrutto le carriere.
    • I leader senior avrebbero creato ostacoli per gli informatori, rimuovendo l’anonimato dal processo di denuncia insistendo sulla presenza di manager o avvocati durante le riunioni con l’ODNI, creando un clima di intimidazione.
    Riferimenti all’interno del link:

    https://www.nogeoingegneria.com/news/nel-suo-ultimo-giorno-in-carica-la-direttrice-usciente-dellintelligence-nazionale-tulsi-gabbard-lancia-una-notizia-bomba/?fbclid=IwY2xjawSlwKZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBjOWNuS1c0R2MyT3h1djBLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnLV6E3sVEaJ3Hgni4SSbpThxCOPtOyehoozDSbW3lYUVqlt5PJF7ktSLKjK_aem_MH-9uaBiMqMJLtBYSANdWw
    NEL SUO ULTIMO GIORNO IN CARICA, LA DIRETTRICE USCIENTE DELL’INTELLIGENCE NAZIONALE TULSI GABBARD LANCIA UNA NOTIZIA BOMBA Il dibattito sulle origini del COVID-19 è tornato alla ribalta dopo che la direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha reso pubblica una serie di documenti declassificati nel suo ultimo giorno in carica. La Gabbard sostiene che i documenti rivelino contatti finora sconosciuti tra il dottor Anthony Fauci e funzionari dei servizi segreti e afferma che la testimonianza resa da Fauci al Congresso sia in contrasto con tali documenti. La pubblicazione fa inoltre riemergere interrogativi sulla ricerca sul coronavirus finanziata dagli Stati Uniti e collegata a Wuhan e include le accuse di un informatore relative a discussioni interne sulla teoria della fuga dal laboratorio. Le sue accuse sono molto pesanti: Fauci ha finanziato con denaro dei contribuenti statunitensi ricerche di Gain-of-Function sui coronavirus dei pipistrelli a Wuhan. Questa ricerca è oggi considerata da molti come la probabile origine dell’incidente di laboratorio che avrebbe innescato la pandemia. Fauci avrebbe influenzato e manipolato le valutazioni dell’intelligence per screditare l’ipotesi della fuga dal laboratorio. Nel 2024, sotto giuramento davanti al Congresso, ha negato di aver parlato con le agenzie di intelligence riguardo alla ricerca sul virus. I documenti ora pubblicati contraddirebbero direttamente questa dichiarazione. Alcuni informatori (whistleblower) riferiscono di intimidazioni, distruzione della carriera professionale e misure ritorsive nei confronti degli analisti che mettevano in dubbio la narrazione ufficiale. Secondo Gabbard, esperti cruciali sarebbero stati sistematicamente esclusi, mentre la posizione di Fauci sarebbe stata favorita. Alla fine, rivolge un’accusa che arriva fino ai più alti centri di potere di Washington: «Leader politicizzati e mossi da interessi personali come il dottor Fauci hanno occultato le proprie scorrettezze, manipolato le informazioni, mentito al Congresso e limitato l’accesso di un presidente regolarmente eletto a informazioni critiche.» Un’ex responsabile dell’intelligence statunitense sta quindi accusando pubblicamente l’uomo che per anni è stato il volto della politica pandemica americana. Se le sue affermazioni dovessero trovare conferma, non si tratterebbe solo di un ulteriore scandalo. Sarebbe la conferma di ciò che i critici sospettano da anni: che l’opinione pubblica sia stata deliberatamente fuorviata durante una delle più grandi crisi globali della storia recente. FONTI QUI E QUI PER RILASCIO IMMEDIATO COMUNICATO STAMPA ODNI News Release n. 11-26 18 giugno 2026 Fauci ha finanziato la ricerca del laboratorio di Wuhan che ha scatenato il COVID Nuove prove: Fauci ha manipolato l’intelligence e mentito al Congresso WASHINGTON D.C. — Prima della pandemia di COVID-19, Anthony Fauci, in qualità di capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), ha fornito milioni di dollari di contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche “gain-of-function” (acquisizione di funzione) sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (WIV): un lavoro che oggi è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia. Oggi, il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) Tulsi Gabbard pubblica comunicazioni e documenti mai visti prima, che espongono come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Intelligence Community (IC) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus legate alla fuga dal laboratorio e sul suo ruolo nel dirigere i finanziamenti statunitensi verso questa pericolosa ricerca, che ha causato danni incalcolabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti espongono il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni dell’IC sul COVID-19 e dimostrano come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024 quando, sotto giuramento, negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence riguardo alla ricerca virale. È possibile visualizzare le comunicazioni e i documenti QUI. “La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di bugie, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità”, ha dichiarato il DNI Gabbard. “Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale dello ‘Stato profondo’ (deep state): leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato i propri illeciti e abusi di potere, manipolato l’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un Presidente regolarmente eletto, limitando il suo accesso ai fatti vitali necessari per mantenere il Paese al sicuro. È tempo che il popolo americano conosca la vera storia”. I materiali rilasciati oggi sono il risultato della revisione di declassificazione durata un anno condotta dal DNI Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori (whistleblowers) dell’IC, i quali hanno riferito di aver subito ritorsioni per aver contestato la manipolazione dell’intelligence da parte dell’IC sulle origini del virus. Ciò ha svelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, messa a tacere dei critici e occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano. Gli stretti rapporti di Fauci con l’Intelligence Community gli hanno permesso di assumere tre ruoli chiave durante la pandemia, che lo hanno protetto dal controllo pubblico mentre esercitava un’influenza sproporzionata: • Fauci ha finanziato una rischiosa ricerca sui coronavirus legata alle grandi aziende farmaceutiche e al perseguimento di “vaccini universali” dal valore di trilioni di dollari. • Fauci è stato il consigliere dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto l’IC a sostenere un’origine naturale/animale per nascondere la sua pericolosa ricerca. • Fauci è diventato il “pundit” (esperto televisivo) nazionale sulla pandemia e ha promosso pubblicamente bugie, disinformazione e censura. Il rapporto di Fauci con l’Intelligence Community ha guidato l’intelligence e la narrativa pubblica Durante tutta la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all’interno dell’IC hanno creato un circuito di informazioni autoreferenziale. Fauci forniva scienziati finanziati dal NIAID, da lui scelti personalmente, per consigliare l’IC. Questo contributo ha plasmato le valutazioni ufficiali dell’intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga dal laboratorio. Secondo centinaia di email esaminate, l’IC ha quasi sempre incorporato i suoi suggerimenti. Fauci ha promosso un articolo fraudolento, la cui pubblicazione ha contribuito a sollecitare, come informazione legittima da sottoporre all’Intelligence Community. Gli analisti senior hanno elogiato Fauci non come un “responsabile politico”, ma come una guida imparziale verso i “veri esperti di coronavirus”, ignorando nel contempo gli esperti che potevano dissentire dalle narrazioni di Fauci. Fauci ha mentito al Congresso La corrispondenza rilasciata oggi contraddice direttamente la testimonianza di Fauci del 2024 dinanzi alla Sottocommissione ristretta della Camera sulla pandemia di coronavirus. In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato chiesto ripetutamente se avesse parlato con “l’FBI, la CIA, la DIA o qualsiasi agenzia di intelligence statunitense riguardo alla ricerca virale” prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente evitato le domande, prima di dichiarare falsamente: “Non a mia conoscenza riguardo al COVID”. Ritorsioni contro chi cercava la verità Le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno messo in discussione le conclusioni di Fauci sulle origini del COVID hanno affrontato minacce di ritorsione, sono stati emarginati e hanno spesso subito battute d’arresto nella carriera. Questo ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state sepolte. I seguenti sono esempi tratti dai resoconti degli informatori che il Direttore Gabbard ha inoltrato all’Ispettore Generale dell’Intelligence Community: • Un appaltatore è stato licenziato pochi giorni dopo essersi fatto avanti con l’ODNI come informatore. • I manager hanno ricordato agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che la leadership avrebbe determinato quali analisti promuovere. Il messaggio era chiaro: il disaccordo con i risultati manipolati avrebbe distrutto le carriere. • I leader senior avrebbero creato ostacoli per gli informatori, rimuovendo l’anonimato dal processo di denuncia insistendo sulla presenza di manager o avvocati durante le riunioni con l’ODNI, creando un clima di intimidazione. Riferimenti all’interno del link: https://www.nogeoingegneria.com/news/nel-suo-ultimo-giorno-in-carica-la-direttrice-usciente-dellintelligence-nazionale-tulsi-gabbard-lancia-una-notizia-bomba/?fbclid=IwY2xjawSlwKZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBjOWNuS1c0R2MyT3h1djBLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnLV6E3sVEaJ3Hgni4SSbpThxCOPtOyehoozDSbW3lYUVqlt5PJF7ktSLKjK_aem_MH-9uaBiMqMJLtBYSANdWw
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  • Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069

    Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei

    di Piero De Ruvo

    Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo.

    I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali.

    Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani.

    Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche.

    È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo.


    Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
    Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069 Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei di Piero De Ruvo Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo. I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali. Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani. Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche. È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo. Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
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  • La Metamorfosi delle Feste dell’Unità e della Sinistra Italiana

    Le Feste dell’Unità, da tradizionale simbolo della sinistra sociale, riflettono oggi una trasformazione culturale tra identità, diritti civili e distanza dall’elettorato storico

    di Piero De Ruvo

    Le Feste dell’Unità hanno rappresentato per decenni un "patrimonio" fondamentale per la sinistra italiana, un rito di passione politica basato sul lavoro volontario di migliaia di persone e sull’autofinanziamento pubblico. Storicamente, queste manifestazioni erano il fulcro della sinistra sociale, quella che metteva al centro la difesa del posto di lavoro, i salari, la difesa delle pensioni, la protezione sociale e la tutela dei ceti più fragili.

    Tuttavia, negli ultimi anni, il dibattito si è spostato prepotentemente verso una sinistra globalista e dei diritti civili, innescando una profonda frattura con l’elettorato tradizionale. A partire dagli anni Novanta, con l’avvento della globalizzazione, l’attenzione si è spostata dall’economia all’identità. Le grandi battaglie per i salari sono state progressivamente affiancate, e talvolta sostituite, da temi come l’inclusione, le minoranze e i nuovi modelli familiari allargati a due padri e due madri.

    Questo cambiamento è evidente nei programmi delle moderne Feste dell’Unità. Se un tempo il cuore degli eventi erano i dibattiti sulla sanità e il welfare, oggi trovano spazio manifestazioni legate al mondo LGBTQIA+. Nelle edizioni bolognesi, ad esempio, sono stati inseriti spettacoli come l’Asia Drag Queen Show e il Drag Marcella Show.

    La tradizione continua anche nel 2026.

    La FestUnità di Crevalcore, in programma dal 28 maggio al 22 giugno, si presenta come un connubio tra gastronomia tradizionale (ristorante di pesce e cucina tipica) e spazio eventi. Sebbene la programmazione specifica delle singole serate evolva, l’inserimento di spettacoli di intrattenimento variegato è ormai parte del format consolidato per attirare un pubblico eterogeneo e finanziare l’attività politica.

    Questa evoluzione non è priva di aspre critiche. Da un lato, c’è chi vede nel crescente focus sui diritti civili e sulle battaglie identitarie una distrazione rispetto ai problemi concreti che incidono sulla vita quotidiana di operai, pensionati, artigiani e famiglie, che con toni polemici e provocatori arrivano a sostenere che la sinistra abbia progressivamente abbandonato le tradizionali istanze sociali e del lavoro per concentrarsi su quelle che definisce sprezzantemente “cazzate”, temi percepiti come lontani dalle preoccupazioni reali della maggioranza dei cittadini.

    Secondo questa lettura, tale impostazione avrebbe contribuito ad allontanare il cosiddetto “popolo” dai partiti progressisti, alimentando sfiducia, disaffezione e un crescente senso di distanza tra la classe politica e le fasce popolari che storicamente costituivano il loro principale bacino elettorale.

    Un “totalitarismo della dissoluzione”, che ha abbandonato la lotta contro il capitale per diventare un “Partito Radicale di massa” funzionale alla grande finanza. In questa prospettiva, l’ideologia LGBT diventerebbe l’asse centrale per “atomizzare il corpo sociale” e privarlo di senso etico tradizionale.

    La presenza di artisti drag negli spazi pubblici ha generato conflitti anche a livello amministrativo. Un caso emblematico è avvenuto a Montegalda (Padova), dove il Comune ha revocato il permesso per una festa che prevedeva lo spettacolo di una drag queen in una piazza dedicata ai Caduti, invocando ragioni di “decoro” e rispetto per la sensibilità dei cittadini.

    L’episodio ha scatenato accuse di omofobia, evidenziando quanto il travestimento artistico sia ancora un tema divisivo quando esce dagli “spazi chiusi” per occupare il suolo pubblico.

    Le Feste dell’Unità del 2026 continuano a essere luoghi di socialità, incontro, impegno e leggerezza. Tuttavia, la trasformazione della loro offerta culturale sembra riflettere la più ampia crisi d’identità di una sinistra che fatica a conciliare le proprie radici popolari e operaie con le nuove battaglie legate ai diritti e alle identità contemporanee.

    Per i critici, questa evoluzione risponderebbe anche all’esigenza di intercettare nuovi segmenti di elettorato indispensabili per mantenere un peso politico e parlamentare significativo. Il rischio, però, è quello di apparire agli occhi di una parte del proprio storico bacino elettorale sempre più distante dalle difficoltà quotidiane delle periferie, del lavoro e delle fasce sociali più fragili.

    Una percezione che, alimentata dal crescente distacco tra rappresentanza politica e bisogni concreti, rischia di diventare ogni giorno più evidente.
    La Metamorfosi delle Feste dell’Unità e della Sinistra Italiana Le Feste dell’Unità, da tradizionale simbolo della sinistra sociale, riflettono oggi una trasformazione culturale tra identità, diritti civili e distanza dall’elettorato storico di Piero De Ruvo Le Feste dell’Unità hanno rappresentato per decenni un "patrimonio" fondamentale per la sinistra italiana, un rito di passione politica basato sul lavoro volontario di migliaia di persone e sull’autofinanziamento pubblico. Storicamente, queste manifestazioni erano il fulcro della sinistra sociale, quella che metteva al centro la difesa del posto di lavoro, i salari, la difesa delle pensioni, la protezione sociale e la tutela dei ceti più fragili. Tuttavia, negli ultimi anni, il dibattito si è spostato prepotentemente verso una sinistra globalista e dei diritti civili, innescando una profonda frattura con l’elettorato tradizionale. A partire dagli anni Novanta, con l’avvento della globalizzazione, l’attenzione si è spostata dall’economia all’identità. Le grandi battaglie per i salari sono state progressivamente affiancate, e talvolta sostituite, da temi come l’inclusione, le minoranze e i nuovi modelli familiari allargati a due padri e due madri. Questo cambiamento è evidente nei programmi delle moderne Feste dell’Unità. Se un tempo il cuore degli eventi erano i dibattiti sulla sanità e il welfare, oggi trovano spazio manifestazioni legate al mondo LGBTQIA+. Nelle edizioni bolognesi, ad esempio, sono stati inseriti spettacoli come l’Asia Drag Queen Show e il Drag Marcella Show. La tradizione continua anche nel 2026. La FestUnità di Crevalcore, in programma dal 28 maggio al 22 giugno, si presenta come un connubio tra gastronomia tradizionale (ristorante di pesce e cucina tipica) e spazio eventi. Sebbene la programmazione specifica delle singole serate evolva, l’inserimento di spettacoli di intrattenimento variegato è ormai parte del format consolidato per attirare un pubblico eterogeneo e finanziare l’attività politica. Questa evoluzione non è priva di aspre critiche. Da un lato, c’è chi vede nel crescente focus sui diritti civili e sulle battaglie identitarie una distrazione rispetto ai problemi concreti che incidono sulla vita quotidiana di operai, pensionati, artigiani e famiglie, che con toni polemici e provocatori arrivano a sostenere che la sinistra abbia progressivamente abbandonato le tradizionali istanze sociali e del lavoro per concentrarsi su quelle che definisce sprezzantemente “cazzate”, temi percepiti come lontani dalle preoccupazioni reali della maggioranza dei cittadini. Secondo questa lettura, tale impostazione avrebbe contribuito ad allontanare il cosiddetto “popolo” dai partiti progressisti, alimentando sfiducia, disaffezione e un crescente senso di distanza tra la classe politica e le fasce popolari che storicamente costituivano il loro principale bacino elettorale. Un “totalitarismo della dissoluzione”, che ha abbandonato la lotta contro il capitale per diventare un “Partito Radicale di massa” funzionale alla grande finanza. In questa prospettiva, l’ideologia LGBT diventerebbe l’asse centrale per “atomizzare il corpo sociale” e privarlo di senso etico tradizionale. La presenza di artisti drag negli spazi pubblici ha generato conflitti anche a livello amministrativo. Un caso emblematico è avvenuto a Montegalda (Padova), dove il Comune ha revocato il permesso per una festa che prevedeva lo spettacolo di una drag queen in una piazza dedicata ai Caduti, invocando ragioni di “decoro” e rispetto per la sensibilità dei cittadini. L’episodio ha scatenato accuse di omofobia, evidenziando quanto il travestimento artistico sia ancora un tema divisivo quando esce dagli “spazi chiusi” per occupare il suolo pubblico. Le Feste dell’Unità del 2026 continuano a essere luoghi di socialità, incontro, impegno e leggerezza. Tuttavia, la trasformazione della loro offerta culturale sembra riflettere la più ampia crisi d’identità di una sinistra che fatica a conciliare le proprie radici popolari e operaie con le nuove battaglie legate ai diritti e alle identità contemporanee. Per i critici, questa evoluzione risponderebbe anche all’esigenza di intercettare nuovi segmenti di elettorato indispensabili per mantenere un peso politico e parlamentare significativo. Il rischio, però, è quello di apparire agli occhi di una parte del proprio storico bacino elettorale sempre più distante dalle difficoltà quotidiane delle periferie, del lavoro e delle fasce sociali più fragili. Una percezione che, alimentata dal crescente distacco tra rappresentanza politica e bisogni concreti, rischia di diventare ogni giorno più evidente.
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  • www.cieliblu.it
    Scenario sostiene la raccolta firme della proposta di legge popolare CIELIBLU.
    La raccolta andrà avanti fino al 5 novembre ma ha gia raggiunto ben oltre la metà delle 50000 firme necessarie per portare la discussione in parlamento.
    La cosa importante è porre questo problema all'attenzione della gente che è ancora timorosa di esporsi.
    Le proposte di legge popolare non sono immutabili ma servono a porre il problema.
    Starà poi alla nostra mobilitazione fare in modo che si esca dall'accordo a suo tempo firmato dal governo Berlusconi nel 2002 che aveva concesso all'esercito americano la possibilità di operare nei cieli italiani, come anche avviene in altri paesi, senza ulteriori permessi.
    La giustificazione di queste attività è di modificare ol clima creando uno schermo di nubi artificiali, oppure controllare il tempo metereologico per favorire o impedire la pioggia.
    Le scie prodotte da aerei di compagnie private che, a differenza degli aerei passeggeri di linea che volano a 10-11000m, volano a 3-4000 m di quota, utilizzano composti dannosi per la salute umana e dell'ambiente.
    La proposta di legge chiede di impedire queste attività che potrebbero nascondere in realtà l'obiettivo inconfessabile di produrre danni alla salute e alla fertilità della popolazione secondo progetti mai nascosti di controllo della popolazione.
    Tali progetti sono rivolti principalmente ai paesi a più alto consumo energetico, nordamerica ed europa.
    Contribuiamo tutti a fare chiarezza e al raggiungimento del quorum firmando online, che è il metodo più sicuro, nei comuni, alcuni dei quali tendono a rallentare liniziativa, o nei banchetti che sono però attivati localmente da comuni cittadini.
    Nonostante le critiche di alcuni personaggi sempre pronti a boicottare le iniziative meritevoli, la proposta raggiungerà presto il quorum necessario ma proseguirà ad oltranza per superarlo ampiamente e dimostrare l'interesse della gente.



    www.cieliblu.it Scenario sostiene la raccolta firme della proposta di legge popolare CIELIBLU. La raccolta andrà avanti fino al 5 novembre ma ha gia raggiunto ben oltre la metà delle 50000 firme necessarie per portare la discussione in parlamento. La cosa importante è porre questo problema all'attenzione della gente che è ancora timorosa di esporsi. Le proposte di legge popolare non sono immutabili ma servono a porre il problema. Starà poi alla nostra mobilitazione fare in modo che si esca dall'accordo a suo tempo firmato dal governo Berlusconi nel 2002 che aveva concesso all'esercito americano la possibilità di operare nei cieli italiani, come anche avviene in altri paesi, senza ulteriori permessi. La giustificazione di queste attività è di modificare ol clima creando uno schermo di nubi artificiali, oppure controllare il tempo metereologico per favorire o impedire la pioggia. Le scie prodotte da aerei di compagnie private che, a differenza degli aerei passeggeri di linea che volano a 10-11000m, volano a 3-4000 m di quota, utilizzano composti dannosi per la salute umana e dell'ambiente. La proposta di legge chiede di impedire queste attività che potrebbero nascondere in realtà l'obiettivo inconfessabile di produrre danni alla salute e alla fertilità della popolazione secondo progetti mai nascosti di controllo della popolazione. Tali progetti sono rivolti principalmente ai paesi a più alto consumo energetico, nordamerica ed europa. Contribuiamo tutti a fare chiarezza e al raggiungimento del quorum firmando online, che è il metodo più sicuro, nei comuni, alcuni dei quali tendono a rallentare liniziativa, o nei banchetti che sono però attivati localmente da comuni cittadini. Nonostante le critiche di alcuni personaggi sempre pronti a boicottare le iniziative meritevoli, la proposta raggiungerà presto il quorum necessario ma proseguirà ad oltranza per superarlo ampiamente e dimostrare l'interesse della gente.
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  • GRANDE ENRICO. TUTTA la MIA STIMA! APPLAUSI!
    Caso De Gregori, Enrico Ruggeri rivendica le sue posizioni sul Covid e dice: "Schierarsi significa rischiare grosso, voi volete che gli artisti lo facciano, ma ripetendo ciò che pensate voi"
    Ruggeri risponde alle critiche: "Volete che gli artisti si scherano, ma solo se dicono quello che volete sentire"...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/29/caso-de-gregori-enrico-ruggeri-rivendica-le-sue-posizioni-sul-covid-e-dice-schierarsi-significa-rischiare-grosso-voi-volete-che-gli-artisti-lo-facciano-ma-ripetendo-cio-che-pensate-voi/8402833/
    GRANDE ENRICO. TUTTA la MIA STIMA! APPLAUSI! Caso De Gregori, Enrico Ruggeri rivendica le sue posizioni sul Covid e dice: "Schierarsi significa rischiare grosso, voi volete che gli artisti lo facciano, ma ripetendo ciò che pensate voi" Ruggeri risponde alle critiche: "Volete che gli artisti si scherano, ma solo se dicono quello che volete sentire"... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/29/caso-de-gregori-enrico-ruggeri-rivendica-le-sue-posizioni-sul-covid-e-dice-schierarsi-significa-rischiare-grosso-voi-volete-che-gli-artisti-lo-facciano-ma-ripetendo-cio-che-pensate-voi/8402833/
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  • Blog | Tornano gli Invalsi alla primaria: si inserisca il consenso come per l'educazione sessuale!
    Dai migranti testati in italiano al teaching to test: tutte le critiche ai quiz Invalsi nella scuola primaria
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/04/test-invalsi-scuola-primaria-consenso-genitori-notizie/8374515/
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  • Amnesty International mercoledì ha detto che tutti devono agire per liberare il medico tenuto prigioniero dall'occupazione, Hossam Abu Safiya.
    L'organizzazione per i diritti umani ha avvertito che è stato sottoposto a torture fisiche e psicologiche.
    È gravemente malato nelle carceri di occupazione, la sua salute sta peggiorando e le sue condizioni restano critiche.
    Amnesty chiede il suo rilascio immediato e incondizionato.

    "Non possiamo farcela da soli", dice, e ha lanciato sul suo sito ufficiale una campagna per raccogliere firme per chiedere il rilascio immediato di Abu Safiya.

    Bisogna salvare anche tutte le migliaia di innocenti, anche bambini di 12 anni, condannati a morte dalla legge appena votata dal paese che occupa territori non suoi da decenni, che ha legalizzato il genocidio aggiungendo la pena di morte riservata solo ai palestinesi.
    Una legge criminale e razziale, che coinvolge persone innocenti come il medico di Gaza Abu Saiyfa.

    (tra i quasi 10mila prigionieri palestinesi, 3.400 sono in “detenzione amministrativa”: a tempo indeterminato, senza processo)

    Uniamoci tutt3 ad Amnesty, e in fretta, per impedire questo ulteriore scempio umano.

    Fate girare questo appello ovunque

    https://www.amnesty.it/appelli/gaza-liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/

    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSehXYcIaeniRmvDxzfp3H9iaJ-Ur2wrnlBtQScMyc-k8srqkw/viewform
    Amnesty International mercoledì ha detto che tutti devono agire per liberare il medico tenuto prigioniero dall'occupazione, Hossam Abu Safiya. L'organizzazione per i diritti umani ha avvertito che è stato sottoposto a torture fisiche e psicologiche. È gravemente malato nelle carceri di occupazione, la sua salute sta peggiorando e le sue condizioni restano critiche. Amnesty chiede il suo rilascio immediato e incondizionato. "Non possiamo farcela da soli", dice, e ha lanciato sul suo sito ufficiale una campagna per raccogliere firme per chiedere il rilascio immediato di Abu Safiya. Bisogna salvare anche tutte le migliaia di innocenti, anche bambini di 12 anni, condannati a morte dalla legge appena votata dal paese che occupa territori non suoi da decenni, che ha legalizzato il genocidio aggiungendo la pena di morte riservata solo ai palestinesi. Una legge criminale e razziale, che coinvolge persone innocenti come il medico di Gaza Abu Saiyfa. (tra i quasi 10mila prigionieri palestinesi, 3.400 sono in “detenzione amministrativa”: a tempo indeterminato, senza processo) Uniamoci tutt3 ad Amnesty, e in fretta, per impedire questo ulteriore scempio umano. Fate girare questo appello ovunque https://www.amnesty.it/appelli/gaza-liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/ https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSehXYcIaeniRmvDxzfp3H9iaJ-Ur2wrnlBtQScMyc-k8srqkw/viewform
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  • DISPONIBILE anche con I SOTTO-TITOLI in ITALIANO.

    https://www.aninconvenientstudy.com/

    Dopo l’uscita di An Inconvenient Study, diversi organi di informazione – tra cui Henry Ford, The Conversation e Stat News – hanno pubblicato critiche allo studio inedito tra vaccinati e non vaccinati al centro del film.

    L’ICAN risponde per affrontare le limitazioni valide e invitare un dibattito scientifico aperto e libero da censura o paura. La pagina seguente affronta queste critiche.

    La scienza richiede domande e dibattito, non silenzio.

    Following the release of An Inconvenient Study, several outlets—including Henry Ford, The Conversation, and Stat News—published criticisms of the unpublished vaccinated versus unvaccinated study at the heart of the film.

    ICAN responds in order to address valid limitations and invite open scientific debate free from censorship or fear. The following page addresses these criticisms.

    Science demands questions and debate, not silence.
    DISPONIBILE anche con I SOTTO-TITOLI in ITALIANO. https://www.aninconvenientstudy.com/ Dopo l’uscita di An Inconvenient Study, diversi organi di informazione – tra cui Henry Ford, The Conversation e Stat News – hanno pubblicato critiche allo studio inedito tra vaccinati e non vaccinati al centro del film. L’ICAN risponde per affrontare le limitazioni valide e invitare un dibattito scientifico aperto e libero da censura o paura. La pagina seguente affronta queste critiche. La scienza richiede domande e dibattito, non silenzio. Following the release of An Inconvenient Study, several outlets—including Henry Ford, The Conversation, and Stat News—published criticisms of the unpublished vaccinated versus unvaccinated study at the heart of the film. ICAN responds in order to address valid limitations and invite open scientific debate free from censorship or fear. The following page addresses these criticisms. Science demands questions and debate, not silence.
    WWW.ANINCONVENIENTSTUDY.COM
    WATCH NOW | An Inconvenient Study
    An Inconvenient Study: This could change everything. An ICAN Production.
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  • L'Iran ha giustiziato il combattente 19enne Saleh Mohammadi nella città di Qom, insieme ad altri due giovani, con l'accusa legata alle proteste, in un caso che ha generato critiche internazionali per presunte irregolarità nel processo giudiziario.

    Iran ejecutó al luchador de 19 años Saleh Mohammadi en la ciudad de Qom, junto a otros dos jóvenes, por cargos vinculados a protestas, en un caso que ha generado críticas internacionales por presuntas irregularidades en el proceso judicial.

    Source: https://x.com/ElPergaminosv/status/2034988327804215746?s=20
    L'Iran ha giustiziato il combattente 19enne Saleh Mohammadi nella città di Qom, insieme ad altri due giovani, con l'accusa legata alle proteste, in un caso che ha generato critiche internazionali per presunte irregolarità nel processo giudiziario. Iran ejecutó al luchador de 19 años Saleh Mohammadi en la ciudad de Qom, junto a otros dos jóvenes, por cargos vinculados a protestas, en un caso que ha generado críticas internacionales por presuntas irregularidades en el proceso judicial. Source: https://x.com/ElPergaminosv/status/2034988327804215746?s=20
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  • TRUMP CHIAMA GLI ALLEATI: "NOI VI DIFENDIAMO, E VOI NON INTERVENITE?"

    Il presidente Donald Trump lo ha spiegato in termini semplici.

    Il dispiegamento degli Stati Uniti:

    45.000 soldati in Giappone
    45.000 soldati in Corea del Sud
    50.000 soldati in Germania

    L'America li difende.
    Garantisce la loro sicurezza.

    Si fa carico del peso.

    E quando arriva una crisi?

    Pone una domanda fondamentale:

    "Avete delle dragamine?"

    La risposta?

    “Sarebbe possibile per noi non essere coinvolti?”

    Questo dice tutto.

    Per decenni, gli Stati Uniti hanno sostenuto l'architettura di sicurezza globale, mentre molti alleati hanno beneficiato della protezione senza assumersi pari responsabilità.

    Ora, con l'aumento delle tensioni in regioni critiche come lo Stretto di Hormuz, questo squilibrio si sta manifestando in tempo reale.

    Il messaggio da Washington è chiaro:

    L'era dei viaggi gratuiti è finita.

    Source:
    https://x.com/i/status/2033823336371806235
    TRUMP CHIAMA GLI ALLEATI: "NOI VI DIFENDIAMO, E VOI NON INTERVENITE?" Il presidente Donald Trump lo ha spiegato in termini semplici. Il dispiegamento degli Stati Uniti: 45.000 soldati in Giappone 45.000 soldati in Corea del Sud 50.000 soldati in Germania L'America li difende. Garantisce la loro sicurezza. Si fa carico del peso. E quando arriva una crisi? Pone una domanda fondamentale: "Avete delle dragamine?" La risposta? “Sarebbe possibile per noi non essere coinvolti?” Questo dice tutto. Per decenni, gli Stati Uniti hanno sostenuto l'architettura di sicurezza globale, mentre molti alleati hanno beneficiato della protezione senza assumersi pari responsabilità. Ora, con l'aumento delle tensioni in regioni critiche come lo Stretto di Hormuz, questo squilibrio si sta manifestando in tempo reale. Il messaggio da Washington è chiaro: L'era dei viaggi gratuiti è finita. Source: https://x.com/i/status/2033823336371806235
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