Architetto, già professore di storia dell'arte e disegno, designer
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Architetto progettista, Azienda foreste Lombardia, docente ruolo superiori. la Ing. Scarantino, Regione Lombardia, Pubblica istruzione, Ciclobby gruppo tecnico.
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Studiat Progettista edilizia, urbanistica, la Liceo Artistico Brera, Architettura Poli Milano 100/100 e lodeClass of ???
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19/08/1949
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Filippo Bianco: Ieri ho scritto al servizio clienti AIA spa per chiedere chiarimenti riguardo alle vaccinazioni geniche sperimentali sulle galline ovaiole e sui tacchini, che è iniziata da pochi giorni in Veneto e il Lombardia, pubblico la risposta che mi è pervenuta dall' azienda questa mattina:
Gent. Sig. Bianco,
la ringraziamo per averci contattato, dandoci così l’opportunità di rassicurarla sul fatto che tutti i nostri prodotti sono sicuri per il consumo e non provengono da filiere con animali vaccinati contro l'aviaria.
In merito alle notizie che stanno circolando negli ultimi giorni su diversi social network riguardo alla vaccinazione contro l’aviaria di alcuni allevamenti avicoli, desideriamo precisare che queste non corrispondono al vero.
L'azienda insieme ai principali produttori del settore partecipa ad un progetto pilota (con solo 2 allevamenti su 5 totali coinvolti) promosso dal Ministero della Salute, di cui sono disponibili maggiori informazioni al seguente link: https://www.salute.gov.it/new/it/faq/influenza-aviaria-progetto-pilota-di-vaccinazione-negli-allevamenti-avicoli/.
In ogni caso, i vaccini impiegati nell’ambito di tale progetto, non sono basati su tecnologia che utilizza l’m-RNA.
Resta fermo il nostro totale impegno a tutela dei consumatori e lungo la filiera per garantire prodotti buoni, sani, sicuri e di qualità.
Cordialmente,
Servizio Clienti
AIA S.p.A.
Piazzale Apollinare Veronesi 1
37036 S.Martino Buon Albergo
VeronaFilippo Bianco: Ieri ho scritto al servizio clienti AIA spa per chiedere chiarimenti riguardo alle vaccinazioni geniche sperimentali sulle galline ovaiole e sui tacchini, che è iniziata da pochi giorni in Veneto e il Lombardia, pubblico la risposta che mi è pervenuta dall' azienda questa mattina: Gent. Sig. Bianco, la ringraziamo per averci contattato, dandoci così l’opportunità di rassicurarla sul fatto che tutti i nostri prodotti sono sicuri per il consumo e non provengono da filiere con animali vaccinati contro l'aviaria. In merito alle notizie che stanno circolando negli ultimi giorni su diversi social network riguardo alla vaccinazione contro l’aviaria di alcuni allevamenti avicoli, desideriamo precisare che queste non corrispondono al vero. L'azienda insieme ai principali produttori del settore partecipa ad un progetto pilota (con solo 2 allevamenti su 5 totali coinvolti) promosso dal Ministero della Salute, di cui sono disponibili maggiori informazioni al seguente link: https://www.salute.gov.it/new/it/faq/influenza-aviaria-progetto-pilota-di-vaccinazione-negli-allevamenti-avicoli/. In ogni caso, i vaccini impiegati nell’ambito di tale progetto, non sono basati su tecnologia che utilizza l’m-RNA. Resta fermo il nostro totale impegno a tutela dei consumatori e lungo la filiera per garantire prodotti buoni, sani, sicuri e di qualità. Cordialmente, Servizio Clienti AIA S.p.A. Piazzale Apollinare Veronesi 1 37036 S.Martino Buon Albergo Verona0 Commentarii 0 Distribuiri 168 Views1
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Leggete, ci sono le cure, ci sono 11 casi al mondo, è quasi impossibile prenderlo se non dai ratti quindi questa non è la prossima pandemia progettata da Gates ma solo un modo per consentire a Moderna di vendere azioni, ai giornalisti, ai cialtroni e a noi di dare aria ai denti.Leggete, ci sono le cure, ci sono 11 casi al mondo, è quasi impossibile prenderlo se non dai ratti quindi questa non è la prossima pandemia progettata da Gates ma solo un modo per consentire a Moderna di vendere azioni, ai giornalisti, ai cialtroni e a noi di dare aria ai denti.0 Commentarii 0 Distribuiri 110 Views
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Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco.
La nuova sinistra è postdemocratica
Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica
di BONI CASTELLANE
Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici.
Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano.
Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici.
Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. Negli Usa dell’UsAid il popolo ha impedito a Kamala Harris di compiere l’opera iniziata nel 2008, ma la Destra, ormai maggioritaria ovunque, deve sapere che tipo di avversario si troverà di fronte nei prossimi anni e che tipo di azioni mettere in campo per contrastarlo.Nuova opposizione green: islamisti e lgbt assieme nell'odio verso l'occidente bianco. La nuova sinistra è postdemocratica Femminismo spinto e candidati islamisti che vietano i comizi alle donne: col Green Party, che occuperà il vuoto lasciato dai laburisti, si esce dal Novecento e dalla logica di BONI CASTELLANE Nel quadro di un complessivo spostamento a destra dell’asse politico britannico, il tutto sommato deludente risultato del Green Party non deve essere letto come il rifiuto di un progetto politico ma, al contrario, come il primo esempio di partito di sinistra realmente post-novecentesco. Mentre il Labour di Keir Starmer ha avviato sullo stesso cammino dei Tories di esaurimento del proprio ruolo storico, il Green Party si accredita di una proiezione nazionale tra il 14% e il 18% mostrando una vitalità ben superiore sia ai Laburisti che ai Liberaldemocratici. Malgrado il nome, il Green Party non è un classico partito ecologista ma rappresenta sia la riproposizione dei coacervi ideologici post-hippie sia il superamento delle categorie politiche della contraddizione e della plausibilità - quella che una volta si chiamava «garanzia di governabilità». Si tratta di una Sinistra postideologica che liquida ogni residuo marxista-classista per abbracciare un radicalismo identitario puro basato su transumanesimo, gender fluidity assurta a criterio generale, femminismo misandrico e ambientalismo apocalittico. Ci troviamo di fronte al trionfo del particolarismo postmoderno a scapito della vecchia lotta di classe e non è certo un caso se la categoria marxista-leninista dell’«oppressione» non venga più neanche lontanamente considerata su base economica ma sempre e solo ontologica, incarnata nel corpo, nel genere e nell’ambiente. Tuttavia, circa la metà del partito è composta da immigrati non anglofoni che non solo non usano l’inglese nei comizi o negli eventi di partito ma che vedono questa scelta approvata come «diritto» dalla dirigenza britannica bianca del partito. Numerosi, inoltre, sono gli esponenti dichiaratamente islamisti che vietano alle donne la partecipazione agli eventi pubblici e che rivendicano apertamente di rappresentare il voto di clan. Ed anche qui la contraddizione ideologica tra woke estremo e patriarcato teocratico viene risolta non dialetticamente ma pragmaticamente: entrambe le componenti condividono l’ostilità all’Occidente e l’impostazione anti-autoctona e tanto basta a fare da sfondo ad un concreto approdo di entrambe le componenti all’interno del sistema governato dal Parastato gramsciano. Dopo una campagna elettorale in cui il Green Party ha apertamente teorizzato la sostituzione etnica - come del resto fanno Podemos in Spagna e Jean-Luc Mélenchon in Francia - ed ha proposto le più distopiche provocazioni woke, i risultati elettorali della scorsa settimana hanno registrato alcuni episodi profondamente simbolici tra cui l’elezione al parlamento scozzese di Q-Manivannan, un cittadino indiano tamil, trans «non binario», munito di visto studentesco scaduto e senza cittadinanza permanente - elezione subito rivendicata come «esempio di superamento dell’idea borghese dei confini». Allo stesso modo, proprio nelle ultime ore un altro episodio simbolico ha contribuito a chiarire il superamento pragmatico dell’idea di contraddizione quando l’appena eletto nel consiglio comunale di Bolton, Baggy Khan, ha ritenuto naturale festeggiare la propria vittoria improvvisando una sorta di corteo a bordo di una Lamborghini Huracán incurante del fatto che il Green Party sostenga la proibizione dei motori endotermici. Con il tramonto del Labour, ormai sia come espressione socialista sia come forza di mediazione centrista, il Green Party diventa l’unico riferimento ideologico per tutta l’area, non ancora in grado di governare ma proprio per questo capace di svincolarsi ancora di più da ogni parvenza di ragionevolezza e di plausibilità politica, alla costante ricerca di quella polarizzazione basata sul gesto performativo - sia esso pro-Gaza, no-Kings o ispirato ad uno dei vari «pride» - che orienta e domina un quadro politico ormai totalmente improntato alla preminenza della forza simbolica a scapito della realtà. Curioso che nessun postilluminista benpensante, esponente del globalismo normativo e degli «organismi internazionali», senta il bisogno di fare una riflessione sul fatto che lui aveva torto e che avevano ragione quelli che lui chiamava «irrazionalisti», ma in fondo non importa il colore del gatto quando prende i topi. Tutto accettabile quando il quadro sociale ed istituzionale che consente alle più stridenti contraddizioni di convivere si basa su una tacita spartizione di quel Parastato gramsciano che sempre più si sostituisce alle funzioni dello Stato e della società ma che necessita di continua materia prima per il suo funzionamento sotto forma di immigrazione e fondi statali. La contraddizione sulla quale si basa la composizione del Green Party si pone così in un’ottica di superamento della categorie politiche novecentesche dove il momento della sintesi viene sostituito dalla giustapposizione di particolarismi che si alimentano reciprocamente contro il comune avversario. La prospettiva è uno scenario postdemocratico, dove la democrazia si riduce a plebisciti simbolici su temi identitari mentre il Parastato prospera indipendentemente dalla democrazia. Negli Usa dell’UsAid il popolo ha impedito a Kamala Harris di compiere l’opera iniziata nel 2008, ma la Destra, ormai maggioritaria ovunque, deve sapere che tipo di avversario si troverà di fronte nei prossimi anni e che tipo di azioni mettere in campo per contrastarlo.0 Commentarii 0 Distribuiri 229 Views1
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https://youtu.be/U5zLMX-GJTw?is=2Psm6h054nZXRrWX
Il video spiega in che modo non siamo andati 6 volte sulla Luna tra 69 e 72. Da vedere fino alla fine se avete dei dubbi.https://youtu.be/U5zLMX-GJTw?is=2Psm6h054nZXRrWX Il video spiega in che modo non siamo andati 6 volte sulla Luna tra 69 e 72. Da vedere fino alla fine se avete dei dubbi.
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https://youtu.be/cqhCL80uDWA?is=G8jlECZFjmnTbD2Z
Da ascoltare, come la comunicazione ha imposto l'idea di non avere figli dagli anni 70 ad oggi.
Questo è il problema più grande del nostro futuro.https://youtu.be/cqhCL80uDWA?is=G8jlECZFjmnTbD2Z Da ascoltare, come la comunicazione ha imposto l'idea di non avere figli dagli anni 70 ad oggi. Questo è il problema più grande del nostro futuro.
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Ma siamo in Italia o nella unione sovietica? La famiglia del bosco ha ceduto su tutto pur di riavere i bambini ma non basta mai.
Li vogliono piegare, rieducare, spezzare.Ma siamo in Italia o nella unione sovietica? La famiglia del bosco ha ceduto su tutto pur di riavere i bambini ma non basta mai. Li vogliono piegare, rieducare, spezzare.0 Commentarii 0 Distribuiri 207 Views -
Mentre un governo di pseudo destra li difende, il deep state di pseudo sinistra prosegue nella sua opera di distruzione della famiglia del bosco.Mentre un governo di pseudo destra li difende, il deep state di pseudo sinistra prosegue nella sua opera di distruzione della famiglia del bosco.0 Commentarii 0 Distribuiri 222 Views2
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https://youtu.be/fTgkzac2dhA?is=_Z8D9hzwAWN70et7
Per dovere di cronaca Mazzucco ammette che stavolta siamo andati attorno alla Luna ma insiste che non siamo allunati sei volte dal 69 al 72.
Deve continuare a negare la evidenza storica trainando nel ridicolo chi gli crede e non ha sufficienti conoscenze scientifiche e logiche.
Sono sicuro al 100 % che sulla Luna siamo arrivati e tornati sei volte tra 69 e 72, so quello che dico e non voglio discuterne.
Abbiamo già perso tempo abbastanza per persone che credono a dubbi e ipotesi e non credono alla certezza delle prove.https://youtu.be/fTgkzac2dhA?is=_Z8D9hzwAWN70et7 Per dovere di cronaca Mazzucco ammette che stavolta siamo andati attorno alla Luna ma insiste che non siamo allunati sei volte dal 69 al 72. Deve continuare a negare la evidenza storica trainando nel ridicolo chi gli crede e non ha sufficienti conoscenze scientifiche e logiche. Sono sicuro al 100 % che sulla Luna siamo arrivati e tornati sei volte tra 69 e 72, so quello che dico e non voglio discuterne. Abbiamo già perso tempo abbastanza per persone che credono a dubbi e ipotesi e non credono alla certezza delle prove.
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STREGHE DI STATO. Non gli facevano vedere la tv, non gli davano dolci industriali, non avevano un telefonino in cui vedere scene di sesso e violenza, ecco le colpe dei genitori del bosco verso i loro figli che ora grazie alle streghe democratiche possono imbottirsi di caramelle e rincoglionirsi di cartoni animati.STREGHE DI STATO. Non gli facevano vedere la tv, non gli davano dolci industriali, non avevano un telefonino in cui vedere scene di sesso e violenza, ecco le colpe dei genitori del bosco verso i loro figli che ora grazie alle streghe democratiche possono imbottirsi di caramelle e rincoglionirsi di cartoni animati.0 Commentarii 0 Distribuiri 352 Views3
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