UN DISASTRO ANNUNCIATO! LO AVEVAMO GIA' PREVISTO.
Fino a 20 ore per gli spostamenti e lavori mai finiti: la mappa delle Olimpiadi di Milano-Cortina
La mappa delle Olimpiadi invernali 2026 rivela distanze di oltre 400 km tra le sedi e infrastrutture incomplete.
I Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 passeranno alla storia come il primo modello di Olimpiadi diffuse. Il nome Milano-Cortina infatti è già di per sé fuorviante: le gare olimpiche si terranno tra Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero e Anterselva. Poi anche un po’ a Milano (pattinaggio di velocità, short track, hockey e pattinaggio di figura) e un po’ a Cortina (sci femminile, curling, slittino, skeleton e bob). Un enorme caos logistico, che ha sconvolto la stampa estera, come stanno lì a testimoniare gli articoli di denuncia pubblicati dal New York Times e dal tabloid tedesco Bild. Eppure, almeno originariamente, l’idea delle Olimpiadi diffuse aveva una logica ben precisa: non concentrare tutte le gare in un luogo ristretto evita di costruire impianti da zero, con il rischio di cattedrali nel deserto, sfruttando invece le strutture già presenti sul territorio. Infatti, anche i prossimi Giochi invernali saranno diffusi: si terranno nel 2030 nelle Alpi francesi. E per il 2034 si sta facendo avanti la candidatura della Svizzera, come intero Paese. Ma nell’esperimento di Milano-Cortina qualcosa non ha funzionato, a partire dalla scelta di inserire forzatamente il capoluogo lombardo, lontano centinaia di km da tutte le montagne dove ci sono le altre sedi di gara.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/06/olimpiadi-milano-cortina-caos-logistico-trasporti-mappa-grafica-sedi-gare/8281067/
Fino a 20 ore per gli spostamenti e lavori mai finiti: la mappa delle Olimpiadi di Milano-Cortina
La mappa delle Olimpiadi invernali 2026 rivela distanze di oltre 400 km tra le sedi e infrastrutture incomplete.
I Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 passeranno alla storia come il primo modello di Olimpiadi diffuse. Il nome Milano-Cortina infatti è già di per sé fuorviante: le gare olimpiche si terranno tra Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero e Anterselva. Poi anche un po’ a Milano (pattinaggio di velocità, short track, hockey e pattinaggio di figura) e un po’ a Cortina (sci femminile, curling, slittino, skeleton e bob). Un enorme caos logistico, che ha sconvolto la stampa estera, come stanno lì a testimoniare gli articoli di denuncia pubblicati dal New York Times e dal tabloid tedesco Bild. Eppure, almeno originariamente, l’idea delle Olimpiadi diffuse aveva una logica ben precisa: non concentrare tutte le gare in un luogo ristretto evita di costruire impianti da zero, con il rischio di cattedrali nel deserto, sfruttando invece le strutture già presenti sul territorio. Infatti, anche i prossimi Giochi invernali saranno diffusi: si terranno nel 2030 nelle Alpi francesi. E per il 2034 si sta facendo avanti la candidatura della Svizzera, come intero Paese. Ma nell’esperimento di Milano-Cortina qualcosa non ha funzionato, a partire dalla scelta di inserire forzatamente il capoluogo lombardo, lontano centinaia di km da tutte le montagne dove ci sono le altre sedi di gara.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/06/olimpiadi-milano-cortina-caos-logistico-trasporti-mappa-grafica-sedi-gare/8281067/
UN DISASTRO ANNUNCIATO! LO AVEVAMO GIA' PREVISTO.
Fino a 20 ore per gli spostamenti e lavori mai finiti: la mappa delle Olimpiadi di Milano-Cortina
La mappa delle Olimpiadi invernali 2026 rivela distanze di oltre 400 km tra le sedi e infrastrutture incomplete.
I Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 passeranno alla storia come il primo modello di Olimpiadi diffuse. Il nome Milano-Cortina infatti è già di per sé fuorviante: le gare olimpiche si terranno tra Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero e Anterselva. Poi anche un po’ a Milano (pattinaggio di velocità, short track, hockey e pattinaggio di figura) e un po’ a Cortina (sci femminile, curling, slittino, skeleton e bob). Un enorme caos logistico, che ha sconvolto la stampa estera, come stanno lì a testimoniare gli articoli di denuncia pubblicati dal New York Times e dal tabloid tedesco Bild. Eppure, almeno originariamente, l’idea delle Olimpiadi diffuse aveva una logica ben precisa: non concentrare tutte le gare in un luogo ristretto evita di costruire impianti da zero, con il rischio di cattedrali nel deserto, sfruttando invece le strutture già presenti sul territorio. Infatti, anche i prossimi Giochi invernali saranno diffusi: si terranno nel 2030 nelle Alpi francesi. E per il 2034 si sta facendo avanti la candidatura della Svizzera, come intero Paese. Ma nell’esperimento di Milano-Cortina qualcosa non ha funzionato, a partire dalla scelta di inserire forzatamente il capoluogo lombardo, lontano centinaia di km da tutte le montagne dove ci sono le altre sedi di gara.
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